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L'identità complessa e plurale dei media e la nozione di sistema dei media

Ogni medium ha un’identità complessa e plurale, in quanto è costituito da più fattori:

  • Tecnologico (pensiamo alla televisione - bianco e nero, colore - oppure alla radio - nel dopoguerra nasce la radiolina, quella che vediamo nei film di Alberto Sordi).
  • Elemento di miniaturizzazione (di nuovo possiamo prendere ad esempio, per la radio, la radiolina).
  • Il colore.
  • La stereofonia.

La storia della comunicazione è intermediale: nessun mezzo di comunicazione è a sé stante ma interagisce con gli altri medium in un sistema.

Il sistema dei media

Molti studiosi si sono cimentati nell’analisi del sistema mediale. Horkheimer ed Adorno elaborano una teoria contro il sistema dei media: esso è un sistema inventato dalla società capitalista per controllare le masse (1947). Hanno una visione positiva del sistema mediale, invece, E. Morin e Marshall McLuhan. Morin nel 1962 riprende l’esempio dell’happy end di Horkheimer ed Adorno in chiave positiva, mettendone in luce la dimensione antropologica: l’happy end risarcisce l’uomo dalla sua caducità. Nel 1964 M. McLuhan sviluppa un pensiero per cui i mass media sarebbero un’estensione dei sensi umani e come i sensi essi lavorano tra di loro in una dimensione protesica. A questo proposito ben si adatta la metafora del “villaggio globale” perché grazie ai mass media la conoscenza viaggia oltre l’esperienza diretta: “posso vedere, sentire, essere ovunque”. Il medium è il messaggio(?).

Il passaggio mediale e lo sviluppo della comunicazione alla fine dell’Ottocento

Dal telegrafo senza fili alla nascita della radiofonia Guglielmo Marconi.

La nascita dell’Uri e la radio come music box

La radio e il fascismo: informazione e commento

Il discorso della battaglia del grano, Cronache del regime e propaganda (la radio per i bambini: Il cantuccio dei bambini, Il giornalino del fanciullo). La radio durante la guerra e il caso Radio Londra – La radio e la liberazione (Italia combatte, Le avventure di Cico e Pallina, Vi parla Alberto Sordi).

Dalla radiovisione alla televisione

1954: il boom della televisione (Sanremo) - la TV pedagogica (L’amico degli animali, una risposta per voi, Telescuola).

La radio all’epoca della televisione

Per quanto concerne il rapporto tra radio e televisione in Italia, anche se non sussiste un conflitto tra i due media, la radio comprende di doversi differenziare dalla televisione per poter andare avanti: nel 1951 nasce come prodotto radiofonico (fino al 1954) il Festival di Sanremo, vinto da Nilla Pizzi con la canzone Grazie dei fiori. La trasmissione di tracce musicali economizza la messa in onda in quanto minimizza i costi di produzione.

FM: modulazione di frequenze. Questa tecnica di trasmissione radiofonica si era iniziata ad usare durante la guerra in quanto più veloce e più efficace (molto meno sensibile ai disturbi) rispetto alla modulazione d’ampiezza (AM). L’impiego della stereofonia (tecnica di riproduzione/registrazione del suono che prevede molteplici flussi informativi sonori ognuno dei quali destinato ad essere riprodotto da un diverso diffusore acustico posizionato nell'ambiente d'ascolto diversamente rispetto a tutti gli altri secondo regole prestabilite) permetteva alla radio di produrre un suono di alta qualità rispetto a quello televisivo.

La tecnologia audio Ampex permette di registrare collages di tracce musicali semplificando la messa in onda perché si minimizzano i costi di produzione. L’invenzione del transistor, delle nuove valvole miniaturizzate, permette l’invenzione della radiolina. Questa rivoluzione non è solo tecnologica ma è soprattutto una rivoluzione dei consumi: nasce l’autoradio, la radiolina da tenere sul comodino.

Le indagini Doxa (indagini promosse dall’Istat) rilevano una tenuta forte della radio con una scrematura generazionale: i giovani prediligono la radio, mentre la televisione è prediletta da anziani e bambini.

Rivoluzione e rielaborazione della radio

La radio si dimostra più pronta della televisione alla concorrenza privata. 1950: Interpellanza parlamentare contro la faziosità dei giornalisti del giornale radio. 1952: nasce la rivista Sorrisi e Canzoni con lo scopo di presentare le canzoni del Festival di Sanremo (fino al 1954 trasmesso via radio).

Riforma delle reti (1951)

Il 30 dicembre 1951 una riforma induce la tripartizione delle reti radiofoniche per favorire l’orientamento del target. La programmazione radiofonica si spartisce su tre canali: programma nazionale, secondo programma, terzo programma. L’informazione diventa il perno del programma nazionale. Le rubriche del giornale radio vengono mandate in onda dalle 16 alle 20. Si acquisisce la percezione che alla radio corrisponde un pubblico diverso da quello della televisione.

Meridiana di Enzo Tortora, programma lungo, i tempi della radio si dilatano: la radio per far fronte alla concorrenza televisiva si configura come un flusso continuo con cui l’ascoltatore interagisce però in maniera frammentaria, non è più un evento.

Riforma di Leone Piccioni (1966)

Si palesa l’idea di realizzare una programmazione radiofonica alternativa a quella televisiva. La radio acquisisce una sua connotazione specifica: è un flusso ininterrotto con cui lo spettatore entra in contatto. La radio si cimenta nella sperimentazione (Carmelo Bene) mentre la televisione è il regno dell’intellegibilità. La radio si caratterizza per un ascolto individuale.

I giovani e la radio

La radio fa propri i forti meccanismi identitari che appartengono ai giovani. Si forma la commissione ascolto dischi che censura canzoni con un messaggio politico o attinente alla sfera erotico-sessuale (tra le altre viene applicato il “bollino” alla canzone Bocca di Rosa di Fabrizio De André).

Vengono prodotte delle trasmissioni espressamente dedicate al pubblico giovane:

  • Bandiera Gialla, 1965: Trasmissione costruita dai giovanissimi e dedicata agli under 18. Si caratterizza per la presenza di gare musicali.
  • Per voi giovani, 1966; condotto da Renzo Arbore.
  • Chiamate Roma 3131, 1969: i conduttori sono Gianni Boncompagni (protagonista della radio giovanile) e lo psicologo Moccagatta. Microfono aperto: per la prima volta il telefono diventa il centro di una trasmissione, i radioascoltatori possono interagire con il conduttore e confrontarsi con lo psicologo chiamando in studio. Le telefonate sono separate da stacchi musicali.
  • Alto gradimento, 1970

I programmi che hanno fatto la tv: il quiz da Lascia o raddoppia? a Rischiatutto

Rischiatutto Giuliana Longari, Massimo Inardi, imitazioni di Paolo Villaggio nella trasmissione Rischianiente. Rischiatutto raggiunge una media di 15 milioni di telespettatori (il record di ascolti supera i 20 milioni) quando la media di rete era meno della metà (7 milioni).

Citazioni cinematografiche

1974: Scola, C’eravamo tanto amati.

1976: film collettivo per la regia di Comencini, Monicelli, Loy, Magni, Scola, Signore e signori, buonanotte. Con la sua acida satira celebra il monopolio Rai ormai sgretolato innanzitutto al suo interno. Nel film assistiamo al quiz, Il disgraziometro, condotto da Paolo Villaggio, che ⪚.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher katherinejoyce di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della radio e della televisione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Valentini Paola.
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