Storia della radio e della televisione
3 gennaio 1954: Inizio della televisione in Italia
Il palinsesto e l'avvio delle trasmissioni regolari da parte della RAI. Il palinsesto era fatto di pieni e vuoti: la programmazione non era continua. Un solo canale con visione collettiva: pochi possedevano la televisione; le persone si riunivano in circoli, cinema ecc.
1961: Introduzione del secondo canale
La RAI diversifica la sua offerta.
1 febbraio 1977: Passaggio al colore
Il passaggio al colore aveva una durata limitata della programmazione a colori e fu graduale.
Concorrenza degli operatori privati
Il monopolio della RAI su radio e televisione fu messo in crisi negli anni '70: la concorrenza degli operatori privati iniziò con la sentenza del luglio 1976 che permette la trasmissione anche da parte di enti privati.
Terzo canale (RAI 3) introdotto nel 1979
Radio con programma regolare in Italia
- 1924: Nascita dell'URI (Unione Radiofonica Italiana)
- 1927: Nascita dell'EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche)
- Anni del regime fascista: Radio con intento di intrattenimento e come mezzo di informazione (talvolta con fini politici)
Carosello: Introduzione della pubblicità in TV
Il 3 febbraio 1957, debutto del Carosello (fino 1977). Nella visione del monopolio: il finanziamento della RAI diventa misto (canone + pubblicità). Era una rubrica pubblicitaria di circa 10 minuti, praticamente un programma a parte.
BBC: Modello di riferimento della RAI del tempo
Inizialmente, la televisione aveva anche scopi educativi: alfabetizzazione degli italiani (in gran numero analfabeti).
La radio arriva in ritardo in Italia rispetto al resto dell’Europa
I primi esperimenti furono eseguiti da Marconi a fine Ottocento.
Monopolio della RAI
Concesso per 25 anni dal governo fascista; con caratteristiche che rimarranno del broadcasting italiano:
- Esclusività (monopolio)
- Subordinazione all’esecutivo politico (soprattutto per quanto riguarda l’informazione)
- Sistema di finanziamento misto comprendente canone ed introiti pubblicitari
BBC: 14 novembre 1922
British Broadcasting Company; radiotrasmissioni con stazioni a Londra, Birmingham, Manchester - prima al mondo.
Anni Venti: Sperimentazioni sulla televisione
- Disco di Nipkow (uno dei primi strumenti per la televisione meccanica): non aveva una buona definizione
- Tecnologia elettronica di Lee De Forest
RCA negli Stati Uniti 1931
Impianto sperimentato della televisione a 120 righe. Radio Corporation of America investe 10 milioni di dollari nel 1935 per perfezionare il televisore catodico.
La BBC nel 1932
Inizia un servizio di trasmissioni televisive sperimentali. Il 2 novembre 1936 diventa il primo operatore televisivo al mondo a fornire servizio regolare: concerti sinfonici, brevi spettacoli in prosa, cucina e giardinaggio. 3 ore al giorno di programmazione (18-21). Poche migliaia di abbonati sul territorio londinese. Trasmissioni sospese dal 3 settembre 1939 al 7 giugno 1946.
1936 Berlino: Televisione e Olimpiadi
La televisione trasmette le fasi più importanti delle Olimpiadi.
1931 EIAR: Sperimentazioni su televisione
- Prima sperimentazione pubblica: Milano 1932, IV Mostra della radio
1939: Trasmettitore televisivo a Monte Mario a Roma
Sperimentazioni della zona urbana.
1949: Ripresi gli studi
La RAI adotta lo standard europeo basato sull’immagine a 625 righe.
1952: Impianto trasmittente a Milano
Installato un impianto trasmittente completo ed uno studio di ripresa a Milano.
1953: Ricerca di formule e generi di programmazione
Si iniziano a ricercare le formule ed i generi di programmazione più graditi al pubblico. Il TG diventa un appuntamento fisso intorno al quale si costruisce la programmazione.
1952: Rinnovo della convenzione con la RAI
Il governo rinnova la convenzione con la RAI (lo farà fino al ’72). Inseriti nel consiglio di amministrazione dei rappresentanti del ministro degli esteri, finanze, poste e tesoro.
1954: Copertura televisiva
La televisione è circa sul 43% del territorio nazionale (Nord Italia e Roma), ma cerca di allargarsi da subito, arrivando in Sicilia nel 55/56. Ha un ruolo educativo e formativo per migliorare gli italiani.
Metà anni ’50: Televisione come novità socioculturale
La televisione è vista come grande novità all’interno di un contesto socioculturale che ha già avviato la sua trasformazione. I pilastri della televisione pubblica sono educare, informare, intrattenere. Anche Carosello ha funzione educativa. Ispirazione da cinema, teatro, radio.
Modelli americani con impronta italiana
Si importano modelli dalla televisione americana con impronta italiana: giochi a premi, forma popolare che importa il suo modello dagli USA, se ne distacca ricorrendo ad una forte spettacolarità.
"Lascia o raddoppia?" quiz televisivo con M. Bongiorno: gran successo dal 1955 al 1959.
La radio
Il telegrafo senza fili
Sasso Bolognese, 1895: Marconi esegue il primo esperimento riuscito di trasmissione di impulsi elettrici senza fili.
I guerra mondiale e la radio (1914-1918)
La radio ottiene grandi vantaggi, diventando un mezzo bellico, in quanto "ancora un telefono senza fili": era più difficile da boicottare perché, appunto, non aveva fili.
America nel 1924: Più di mille emittenti radiofoniche
Grazie al "Radio Act" del 1912, secondo il quale, il governo concede la trasmissione a qualsiasi cittadino americano ne richiedesse l’autorizzazione.
Le trasmissioni radiofoniche iniziano in Italia il 6 ottobre 1924
La nascita dell’URI. Il 27 novembre 1924 si firma la Convenzione tra URI e Ministero delle Comunicazioni per la concessione esclusiva delle trasmissioni su territorio italiano (monopolio).
Radio "nel salotto di casa"
Porta l’intrattenimento al livello domestico.
Cosa trasmette la radio nel 1927 (dati approssimativi)
- 70% Musica
- 12% Informazione
- 11% Cultura
- 7% Programmi per bambini
La radio si finanzia tramite
- Canone
- Tassa sul ricevitore
- Pubblicità
L’ascolto della musica
La casa diventa il nuovo spazio terminale dell’esperienza di fruizione. Affermazione del genere della canzone (breve durata, memorabilità, semplicità di esecuzione). "Rivalità" radio/grammofono: essendo moderatamente costosi, le famiglie potevano permettersi solo uno dei due oggetti. Dovendo scegliere, generalmente si optava per la radio, in quanto offriva contenuti adatti a tutti.
La radio (poi la televisione) diventa il nuovo focolare domestico
Ascoltatori in Italia nei primi anni (secondo il numero di abbonamenti registrati, in spazi pubblici e domestici):
- 1927: 41.000 (contro i +2 milioni della BBC)
- 1931: 241.000
- 1938: 997.000
- 1943: 1.800.000
Grandi numeri di vendite anche nel periodo di guerra perché:
- Il governo fascista lancia sul mercato la "Radiobalilla" nel 1937, apparecchio dal costo di sole 430 lire accessibile anche alle fasce più povere: tentativo di allargare l’audience per divulgazione propagandistica/di informazioni
EIAR: Indagine sui gusti del pubblico
Nel 1939/40, indice un referendum per accertare gusti e preferenze del pubblico, per offrire contenuti più mirati. Fu previsto, per la partecipazione al referendum, un concorso a premi. Partecipò circa il 75% degli abbonati. Questionario su programmi più seguiti, informazioni anagrafiche e sociali, ore di maggiore ascolto, stazioni più seguite. 901.386 risposte su 1.100-1.200.000 abbonati. Risultati divulgati in un volume stampato in 300 copie. Il pubblico "intende la radio come mezzo di informazione e di divertimento, e lo dimostra esprimendo alti consensi sui programmi informativi e culturali, e prediligendo ad esempio la musica leggera e quella sinfonica e da camera".
Diffusione della radio fascista
- 28 ottobre 1922: Marcia su Roma
- 25 luglio 1943: Il Gran Consiglio del Fascismo estromette Benito Mussolini dalla guida del governo
- Aumento del numero di abbonamenti
- Aumento dei punti di ascolto
- Esonero dalle tasse sugli apparecchi radio in luoghi pubblici (1934)
- Messa in commercio di modelli più economici
La propaganda: Introduzione di programmi informativi
Programmi realizzati sotto lo stretto controllo del regime; presa in carico della programmazione radiofonica nell'ambito delle attività del Ministero.
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