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Storia della Radio e della Televisione: PRIMO MODULO (Innocenti)

Appunti delle lezioni del Primo Modulo (quindi fino il 1/03/18) del corso Storia della radio e della televisione, con la prof.ssa Innocenti (Unibo). Appunti personali tratti anche dalle slide mostrate a lezione. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Innocenti.

Esame di Storia della radio e della televisione docente Prof. V. Innocenti

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ESTRATTO DOCUMENTO

Inizio anni ‘70: monopolio RAI minacciato dall’interno (discussioni sulla riforma, lotte per il

 potere, politica etc.) e dall’esterno

Nascono in questi anni le emittenti “libere”, cioè private, grazie all’abbassamento dei costi

 del materiale per la produzione di programmi e per la diffusione del segnale

La prima rete TV privata locale è Telebiella, fondata da Beppo Sacchi nel 1971

 Le trasmissioni iniziano nel 1972 quando ormai la convenzione tra lo stato e la RAI per il

 monopolio è scaduta

Si sfrutta una lacuna del codice postale datato 1936, che non contemplava l'esistenza della

 tv via cavo

Registrata in tribunale il 20 Aprile 1971 come "Giornale periodico a mezzo video"

 Prima trasmissione di Telebiella un messaggio di presentazione di Ivana Ramella, moglie di

 Sacchi

Immediatamente sorsero con modalità analoghe altre emittenti in varie regioni d'Italia, a

 volte con l'aiuto di Telebiella stessa, o dichiaratamente ispirate a questa: via cavo -

TeleNapoli, Tele Alto Milanese, Tele Piombino etc. e via etere come Tele Firenze (1974)

Il governo reagì con il D.P.R. n. 156 del 29/3/1973, che rendeva illegali i canali privati, e ne

 disponeva la disattivazione con un successivo decreto del maggio dello stesso anno

I titolari non eseguirono l'ordine e il 1/6/1973 il governo Andreotti fece oscurare l'emittente

 perché trasmetteva senza autorizzazione del Ministero

La questione divenne di rilevanza politica nazionale perché i repubblicani ritirarono, proprio

 sul tema della riforma della televisione, l'appoggio esterno al Governo Andreotti, che fu

costretto a dimettersi

Alla fine del 1974 ci sono centinaia di televisioni via cavo e i primi provvedimenti giudiziari

 arrivano quando ormai si è di fatto creato un mercato

Telebiella conduce una battaglia legale

 Risultato della battaglia Sentenza n. 225 del 1974 e Sentenza n. 226 del 1974, che avviano la

 liberalizzazione in ambito locale

Nel 1976 la Corte Costituzionale con la Sentenza n. 202 autorizzò anche le trasmissioni

 radiotelevisive via etere in ambito locale

14/4/1975, legge 103 (la legge di "Riforma Rai"), autorizzava le trasmissioni via cavo

 monocanale e la ripetizione via etere della televisione svizzera

Punti essenziali:

Gestione RAI dal governo al parlamento, che ha grande potere e può eleggere 10

membri del CDA RAI

Regolamentata la pubblicità: non più del 5% sul totale della programmazione (più ore,

più pubblicità…)

Accesso ai cittadini nei palinsesti

 Alle regioni è data possibilità di indicare 4 membri per il CDA

 Il 1 e il 2 canale sono messi in concorrenza tra loro

 Si stabilisce la nascita della terza rete rai

 Le tv locali via cavo non si possono interconnettere tra loro

 Le tv straniere possono trasmettere in Italia a patto che non disturbino il segnale RAI e

non raccolgano pubblicità in Italia

Nascono molte tv private, alcune delle quali legate a editori importanti come Rusconi e

 Rizzoli mentre le tv straniere continuano a trasmettere

Si risolve il problema del colore (con ritardo di 10 anni rispetto ad altre nazioni europee): il

 1 febbraio 1977 la RAI inizia a trasmettere a colori usando il PAL

Gli anni ‘80: dalle tv locali ai network

 - Società dei consumi

- Il mercato della pubblicità invade la TV

- Lo sviluppo delle private è agevolato dall’invenzione del telecomando

- Nasce lo zapping

- Due periodi: 1979-1984 gli editori vanno in tv, 1984-1990 nascita e consolidamento

dell’impero di Berlusconi

La legge 103 del 1975 aveva stabilito che le tv private via etere non potessero eccedere

 l’ambito locale: per dribblare questa limitazione le private si organizzano in circuiti e reti e

iniziano a distribuire videocassette dei palinsesti operativi che vengono trasmesse su ogni

emittente locale a orari leggermente diversi (sfasati di 10 minuti in genere)

- Uno dei primi ad adottare questo sistema è Silvio Berlusconi

Nel 1980 Berlusconi inizia le trasmissioni della sua syndication che al nord si chiama Canale

 5 e al sud Canale 10

Inizia la battaglia con la Rai, Berlusconi si accaparra eventi sportivi e con gli anni ‘80 e ‘81

 inizia la guerra di ascolti e diritti con la RAI

- ha concessionaria pubblicitaria Publitalia 80: sempre più pubblicità; grandi problemi per la

RAI; pubblicità proporzionale alle ore di trasmissione

- competizione per spettatori e diritti (acquisti)

La televisione commerciale si sostiene con autofinanziamenti (pubblicità), la RAI invece è

 sostenuta dallo Stato

- migliore organizzazione: Serie tv che diventano appuntamento fisso, mentre la RAI le usa

solo come “tappabuchi”

Altri editori e imprenditori in questi anni fondano reti private: Mondadori, Rizzoli, Rusconi,

 Tanzi ma hanno vita breve

Italia 1: fondata inizialmente come canale per serie tv e cartoni animati giapponesi, in pochi

 mesi finisce la libreria: a dicembre ’82 viene acquistata da Berlusconi

Rete 4: nasce nell’82, conquistata da Berlusconi nell’84

 Trovandosi con 3 reti da gestire (come la RAI), Berlusconi adotta una strategia a network

 con target di riferimento specifico e linea editoriale ben definita:

- Canale 5: pubblico familiare ed eterogeneo

- Italia 1: rete rivolta ai giovani (cartoni, telefilm, programmi musicali)

- Retequattro: rete per casalinghe e anziani

Grazie a questa logica le 3 reti non si rubano il pubblico, ma strutturano la loro

programmazione in modo eterogeneo opponendosi alla RAI

1984-1990 nascita e consolidamento dell’impero di Berlusconi

 - 1984 oscurato il segnale Fininvest in alcune regioni e sequestrate le videocassette dei

programmi

- Craxi, a capo del governo, emana un decreto che salva le private che possono continuare

a trasmettere finché non verrà fatta una legge apposita

- nell’85 viene dato il permesso di trasmettere alle private, ma non in diretta, solo con

cassette

- Nel 1986 inizia la rilevazione Auditel e la RAI allunga di molto le ore di programmazione,

includendo mattino presto e tarda notte; Rai 1 e 2: più intrattenimento; Rai 3: cambia un

po’, introducendo programmi con intento d’intrattenimento ma con servizio pubblico (es.

Chi l’ha visto)

- Due periodi: 1990-1996 tra politica e regolamentazione, 1996-2003 (oltre) il mercato

maturo

Nei 20 anni successivi si afferma un duopolio

 5 agosto 1990 legge Mammì (regolamentazione delle trasmissioni televisive):

 - 3 è il numero massimo di reti nazionali per un solo soggetto

- Chi è proprietario di 3 reti non può avere quotidiani, chi ne ha 2 o 1 rete può avere

quotidiani con determinate tirature

- Tutte le reti con licenza per trasmettere a livello nazionale devono trasmettere anche il TG

- Istituito il garante per le radiodiffusioni e l’editoria con compiti di vigilanza e assicurazione

della par condicio

- Anche le reti commerciali possono trasmettere in diretta

- Stabilito un tetto massimo per la pubblicità

La legge Mammì fotografa la realtà e regolarizza la situazione che si era venuta a formare

negli anni ’80 (non cambia nulla rispetto a prima)

Tangentopoli scoppia nel 92, influenza anche la tv

 Nel ’94 Berlusconi viene eletto con Forza Italia: si apre il problema del conflitto di interessi

 I primi tg vengono messi in onda nel 1991: il primo è Studio Aperto dal 17 gennaio 1991

 diretto da Fede, seguono il TG 4 dal giugno 1991 e il TG5 dal 13/1/1992

Il 31/5/1991 nasce Telepiù, prima pay tv italiana trasmette via etere criptando il segnale

 analogico. Inizia come copia della tv generalista, poi prende personalità

- poco successo: il segnale era spesso criptato illegalmente

- per contrastare le grandi emittenti acquista i diritti di alcuni eventi televisivi

- chiuderà quasi in fallimento poco dopo

Dopo 3 anni nasce la seconda pay tv italiana: Stream

 In Italia la pay ha faticato ad affermarsi forse anche a causa della grande disponibilità sulle

 generaliste

1996-2003 il mercato maturo

 - Nel 96 Fininvest diventa Mediaset

- Negli anni 2000: diffusione di nuovi media di fruizione domestica: Internet, pay tv via

satellite, console, dvd etc: nonostante questo il duopolio non va in crisi e resta forte, le pay

però sottraggono contenuto alle generaliste (hanno il cinema, lo sport)

- RAI e Mediaset iniziano a produrre molto: fiction autoprodotte da trasmettere in prime

time; essendo autoprodotte, appartengono all’emittente, permettendo a quest’ultimo di

trasmettere repliche

- Altra strategia: l’uso di format internazionali ampiamente sperimentati

31 luglio 1997, legge Maccanico disciplina alcuni punti:

 - Divieto di qualsiasi atto o comportamento avente per oggetto o per effetto la costituzione

o il mantenimento di una posizione dominante

- Divieto per un soggetto destinatario di concessioni televisive di "irradiare più del 20%

delle reti televisive analogiche e dei programmi televisivi in ambito nazionale"

- Divieto per un soggetto destinatario di concessioni televisive di raccogliere proventi in

misura superiore al 30% delle risorse del settore televisivo in ambito nazionale

Anni ‘90

 - RAI e Mediaset dovevano trasferire una delle loro reti via etere sul satellite

- Nel caso di Mediaset si trattava di Rete 4, poi invece salvata dalla Legge Gasparri (garanzie

rispetto un criterio antitrust messe in discussione; salva Rete 4 dicendo che nel 2006 tutti

dovrebbero passare al satellitare – avverrà nel 2012)

- La legge prevedeva anche che la RAI trasformasse uno dei suoi canali in canale senza

pubblicità, di puro servizio pubblico

Pay TV

 - Rete commerciale televisiva che offre il proprio palinsesto a pagamento. In genere sono

canali satellitari o digitali

- L'offerta è venduta a "pacchetti" secondo le preferenze dell'acquirente, e spazia dai film

appena usciti al cinema, passando per i canali di scienza e per bambini, allo sport nazionale

più seguito: offerta molto mirata

- In Italia la crescita fu molto lenta

- Fuori dall’Italia la formula classica prevedeva che la Pay Tv si sviluppasse attraverso la Tv

via cavo

- In Italia normativa che imponeva che le trasmissioni via cavo avvenissero solo con

modalità monocanali

- Tele+ nasce nel 1991, trasmettendo sulle normali frequenze televisive due canali in forma

criptata, che richiedevano un apparecchio decoder apposito e un abbonamento

- I canali trasmettevano, in maniera esclusiva, prodotti cinematografici in anteprima e

programmi di sport

- modulabilità dell’offerta: possibilità di creare un pacchetto personalizzato in base ai propri

interessi

- pubblico di mira: di nicchia, poco ma costante

- Dal 2003 Sky ha monopolizzato il mercato satellitare a pagamento italiano in seguito

all’acquisizione di Tele+ e di Stream TV

- Da gennaio 2005 il digitale terrestre ha aperto una nuova frontiera della pay-tv, Mediaset

e LA7 hanno offerto a prezzi popolari il campionato di calcio ponendosi in concorrenza con

la rete di Murdoch

Pay-per-view

 - Tecnologie che permettono ad un utente di godere di un evento, sia esso un film

piuttosto che un evento sportivo o culturale, pagando esclusivamente per la sua fruizione

VOD – SVOD, AVOD, TVOD

 - Il Video On Demand è un servizio interattivo, permette agli utenti di fruire, a pagamento o

anche gratuitamente, di un programma televisivo in qualsiasi istante lo desiderino

- Lo spettatore diventa prosumer: producer + consumer, decide ciò che vuole vedere e

costruisce il suo palinsesto personale

- Subscription VOD (canone fisso mensile, Netflix es.) – SVOD – abbonamento

- Advertising VOD (YouTube) – AVOD – finanziato con la pubblicità

- Transactional VOD (pay per view, Chili, Google Play) – TVOD – si paga per i singoli

contenuti

Le 3 età della TV scarsità disponibilità abbondanza

 Scarsità

 - dal ’54 a metà/fine anni ‘70

- TV con una offerta limitata, il segnale è irradiato via etere con un numero ristretto di canali

nazionali

- Tv parzialmente regolata (USA) e fortemente regolata (Europa)

- Soggetta alla regolamentazione che dipende in parte dalla scarsità delle frequenze e in

parte dalla convinzione che il medium eserciti grande potere sulla società e sulla cultura

- 2 grandi modelli: quello commerciale americano e quello di servizio pubblico europeo

Disponibilità

 - Dall’81/82 (Fininvest) fino ai primi 2000

- Progressivo allargamento dell’offerta televisiva, sia in termini di canali trasmessi sia in

termini di tempi di trasmissione (tv di flusso), sia di possibilità di consumo (tv pubblica col

canone, tv finanziata dalla pubblicità)

- Crisi del servizio pubblico che deve ridefinire il proprio ruolo in un contesto generale del

tutto mutato

Gli effetti della nuova situazione istituzionale di deregulation

 - effetti sulla programmazione e sui suoi costi

- effetti sulla importazione e il commercio di programmi

- effetti sulla qualità e la varietà dell’offerta (prevalenza per l’intrattenimento): effetti sulla

qualità dell’informazione

- effetti sul servizio pubblico

- effetti sulla proprietà dei media

- effetti sulla geografia televisiva

- effetti sulle politiche di regolamentazione

- effetti sul consumo di televisione

Abbondanza

 - Dai primi anni 2000 ad oggi

- Canali televisivi ed altri competitors

- Fase caratterizzata dalla grande quantità di possibilità tecnologiche, che già avevano


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AUTORE

nimrrodd

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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nimrrodd di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della radio e della televisione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Innocenti Veronica.

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