Estratto del documento

Le origini della psicologia italiana

Sante De Sanctis e lo studio sperimentale del sogno

De Sanctis e la psicologia a Roma

Sante De Sanctis (1862-1935) è considerato uno dei pilastri della psicologia italiana. Egli ha avuto un ruolo determinante nella fondazione e nell’affermazione della disciplina psicologica in Italia, fra la fine del diciannovesimo secolo e i primi anni del ventesimo, creando un nuovo statuto della scienza psicologica e realizzando, quindi, l’autonomia istituzionale della disciplina.

Fra l’800 e il ’900, De Sanctis elaborò un programma di lavoro che lo condusse a definire una concezione sperimentale della psicologia che si rapportava organicamente alla ricerca di base e, nello stesso tempo, era pensata per dare fondamento obiettivo alle applicazioni in altri contesti disciplinari. De Sanctis era infatti un rappresentante della seconda generazione di psicologi europei che avanzarono una concezione della psicologia sperimentale che usciva dalle anguste logiche della ricerca wundtiana per orientarsi in senso applicativo sulla indagine dei fenomeni mentali superiori. Egli fu il vero e proprio organizzatore accademico della disciplina.

Nato in Umbria (a Parrano), Sante De Sanctis svolse le sue prime attività assistenziali come medico condotto fra i contadini del suo paese natale. Le prime esperienze da ricercatore furono compiute, intorno al 1890, nel laboratorio romano di anatomia patologica, diretto da Giovanni Mingazzini (1859-1929), situato nell’ospedale psichiatrico romano di Santa Maria della Pietà.

Nel 1892, De Sanctis cominciò la sua attività scientifica nella clinica psichiatrica diretta da Ezio Sciamanna (1850-1905), dove si occupò dell’anatomia e dell’istologia del sistema nervoso; nel 1893 intraprese viaggi di studio all’ospedale Burghölzli di Zurigo, dove studiò l’ipnotismo con Auguste Forel (1848-1931), e a Parigi, dove, arrivando poco dopo la morte di Jean-Martin Charcot (1825-1893), frequentò alcuni suoi allievi, attivi alla Salpêtrière. L’ambiente culturale parigino e le Leçons du Mardi costituirono una fonte d’ispirazione per lo studio scientifico dei sogni.

Nel 1896, il piccolo volume I sogni e il sonno nell’isterismo e nell’epilessia, riguardante la psicopatologia dei sogni, gli valse la libera docenza in Psichiatria e Clinica psichiatrica. In seguito, sulla base di una conoscenza più approfondita degli studi psicologici e naturalistici sui sogni, De Sanctis scrisse I sogni: studi clinici e psicologici di un alienista [1899]; la traduzione in tedesco del volume attirò l’attenzione di Freud e fu lo stesso De Sanctis a inviarne copia ai maggiori psicologi del tempo.

Grazie alle nuove competenze maturate in ambito psicologico, De Sanctis nel 1901 ottenne dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza” la libera docenza in Psicologia. Nel 1905, in qualità di vicesegretario scientifico, fu il principale organizzatore, a Roma, del V Congresso Internazionale di Psicologia, dove presentò, parallelamente ad Alfred Binet (1857-1911) e Théodore Simon (1873-1961), una serie di test (reattivi De Sanctis) applicabili ai bambini deboli di mente di età compresa fra i 6 e i 14 anni per misurare il loro livello mentale.

Nel 1906, De Sanctis è vincitore di una delle prime tre cattedre italiane di Psicologia sperimentale, bandita dall’Università di Roma dove istituì un laboratorio di psicologia sperimentale, dotato di ruolo organico (un assistente, un inserviente e una dotazione annua di 1'000 lire). Al laboratorio venne subito ammesso un seminario psicopedagogico.

Gli anni che precedettero la prima guerra mondiale furono dedicati da De Sanctis soprattutto all’applicazione della psicologia nel mondo della scuola. Nello stesso periodo un importante settore studiato fu quello criminologico, in cui De Sanctis, prendendo le distanze dall’antropologia criminale di Cesare Lombroso, elaborò uno studio scientifico sulla personalità criminale tramite metodiche di ricerca sia di tipo clinico-differenziale (i reattivi mentali, lo studio del curriculum vitae e del contesto sociale, il metodo degli interrogatori tematici multipli e il metodo delle associazioni) sia, propriamente, di laboratorio (l’indagine dei correlati psicofisiologici, la rilevazione dei riflessi, il rilievo della variazione respiratoria e circolatoria dei criminali).

Nel corso della sua carriera si occupò anche di psicopatologia dell’età evolutiva contribuendo significativamente con la pubblicazione, nel 1925, di un trattato di Neuropsichiatria infantile che segnò l’atto di nascita in Italia di questo nuovo ambito scientifico-disciplinare. Già nel 1905 De Sanctis, sulla base delle sue esperienze didattiche con i frenastenici, aveva classificato una forma patologica infantile, la dementia praecox praepuberalis o demenza precocissima. La Neuropsichiatria infantile di De Sanctis, con una forte connotazione psicologica, segna l’inizio nel nostro paese di una nuova specializzazione medica che dette luogo al primo reparto di neuropsichiatria infantile in Italia.

Nel 1930 De Sanctis si trasferì alla cattedra di Clinica delle malattie nervose e mentali e assunse anche la direzione della clinica psichiatrica dell’Università di Roma. Negli stessi anni del trasferimento, De Sanctis diede alle stampe il suo trattato di Psicologia sperimentale, che rappresenta il primo manuale italiano di psicologia scientifica, in cui è compiutamente delineata la concezione autonoma della disciplina sia secondo il punto di vista dell’epistemologia e della ricerca base, sia secondo le sue potenzialità applicative.

La psicologia scientifica di De Sanctis

Psicologia sperimentale [1929-1930] di De Sanctis è un trattato in due volumi dedicato alla psicologia sperimentale in cui viene delineata una moderna concezione di psicologia scientifica che include unitamente sia il versante generalista (proporzionalismo psicofisico, mimica del pensiero, sogni, attenzione, emozioni, etc.) che quello applicativo della psicopatologia, della psicologia del lavoro, della psicologia pedagogica e della psicologia criminale viste in un quadro generale di tipo sperimentale, attento alle differenze individuali; i diversi ambiti disciplinari utilizzano in maniera integrata più metodi.

Il disegno scientifico adottato da De Sanctis si basa infatti su un’impostazione metodologica di tipo pluralistico in cui sono integrativamente utilizzati tutti i metodi come quelli qualitativi d’osservazione, divisi in introspettivi o dell’osservazione interna e in extrospettivi o dell’osservazione esterna (in cui si osservano le reazioni e le espressioni spontanee del soggetto).

Accanto a questi metodi qualitativi troviamo anche i metodi quantitativi di laboratorio, come il metodo psicometrico (per misurare la durata dei processi psichici), il metodo psicofisico (per determinare la grandezza dello stimolo necessario per provocare un dato fenomeno psichico), il metodo psicofisiologico (che si suddivide in metodo di struttura e metodo psicodinamico) e il metodo disintegrativo (che si suddivide in metodo anatomo-fisiologico e in metodo disintegrativo psicologico, come ad esempio l’ipnosi e la psicoanalisi).

La psicologia “novecentesca” orientata sia in senso analitico che applicativo – che De Sanctis contribuisce a fondare –, pur considerata di buon livello, non è stata però da tutti apprezzata nella sua innovatività scientifica e metodologica e a volte è stata ritenuta un passo indietro di tipo “generalista”.

La critica principale rivolta a De Sanctis è che la sua produzione scientifica sia improntata all’«agnosticismo operativo» e all’utilizzo interscambiabile di vari metodi, carente quindi soprattutto sotto il profilo teorico. L’equivoco interpretativo può essere stato generato dall’atteggiamento a volte troppo nettamente antifilosofico di De Sanctis, finalizzato a fondare l’autonomia disciplinare della psicologia vista senza dubbio come una scienza biologica.

La psicologia di De Sanctis conservava da una parte un rapporto forte con i fondatori ottocenteschi e novecenteschi della psicologia scientifica (Wundt, Külpe, Binet e Stern), dall’altra un’integrazione con le nuove tradizioni di ricerca e con esponenti della psicologia applicata. Suo tratto caratteristico era l’interesse per la clinica. A tale propensione clinica è legata l’elaborazione di specifici r...

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 9
Storia della Psicologia - Sante De Sanctis Pag. 1 Storia della Psicologia - Sante De Sanctis Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 9.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia della Psicologia - Sante De Sanctis Pag. 6
1 su 9
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher omazzeo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della psicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Sava Gabriella.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community