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Storia della Psicologia - Sante De Sanctis

Appunti di storia della psicologia su Sante De Sanctis basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Sava dell’università degli Studi del Salento - Unisalento, facoltà di Scienze della formazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia della psicologia docente Prof. G. Sava

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APPUNTI DI STORIA DELLA PSICOLOGIA • A.A. 2016/2017

LE ORIGINI DELLA PSICOLOGIA ITALIANA

CAPITOLO 5

In tal senso la psicologia dei sogni di De Sanctis fu costruita seguendo un approccio differenziale e

clinico finalizzato a descrivere forma e contenuto dei sogni in differenti sottogruppi (bambini, an-

ziano, uomini, donne, nevrotici, psicotici, epilettici, delinquenti, prostitute) rispetto a gruppi di rife-

rimento (normali e anormali).

I primi scritti di De Sanctis sul sogno furono stampati nella seconda metà degli anni novanta del ’900

e vi si trovava una particolare attenzione alo studio del sogno negli anormali. fra questi scritti il più

rilevante u un piccolo volume, ormai quasi introvabile, in cui egli indagò gli aspetti differenziali del

sogno nell’epilessia e nell’isterismo per mezzo dei questionari.

Ne I sogni e il sonno nell’isterismo e nell’epilessia l’obiettivo di De Sanctis fu quello di individuare

le stigmate oniriche e le sindromi notturne caratteristiche delle differenti patologie e utilizzabili per

la diagnosi differenziale. Il punto di riferimento teorico di questi primi scritti u principalmente rap-

presentato da Charcot, che aveva già tentato di stabilire un quadro differenziale tra i sogni delle iste-

riche e quelli degli epilettici, soprattutto notando che nel primo quadro si riscontravano sogni terrifici

e pieni di animali. A partire da queste osservazioni, De Sanctis tentò di dimostrare che la vita notturna

e onirica dei neuropatici aveva caratteristiche specifiche e diverse tra loro. Scegliendo accuratamente

solo le patologie che manifestavano precisione del quadro sintomatologico, selezionò un totale di 90

isterici e 91 epilettici e scrisse le storie cliniche dei malati, sottoponendo inoltre ogni soggetto a in-

tervista circa il sonno e i sogni, corredata da notizie raccolte anche con l’aiuto di parenti e infermieri.

In tal modo egli rilevo negli isterici la tipica presenza di rappresentazioni di animali e la prevalenza

di sogni penosi e angosciosi e poi, a seguire, di quelli paurosi, terrifici ed erotici. De Sanctis sostan-

zialmente confermò le ipotesi di Charcot.

Dopo appena due anni, nel 1898, De Sanctis pubblicò anche I sogni nei neuropatici e nei pazzi, in cui

approfondì quanto sostenuto nel volume precedente, differenziando ulteriormente l’attività onirica

prevalente in altre forme di malattia mentale.

Il libro successivo, I sogni, del 1899, è lo scritto più celebre di De Sanctis, che segnò il passaggio

dalla psicopatologia differenziale dei sogni a una vera e propria psicologia dei sogni. De Sanctis

estese il proprio approccio allo studio dei sogni dagli anormali ai sani e agli animali. Ne I sogni

l’attività onirica era descritta soprattutto in rapporto all’età, al genere, alla normalità e all’anormalità

dei sognatori; i metodi utilizzati furono l’osservazione sistematica dei dormienti e l’analisi delle ri-

sposte a questionari riguardanti la frequenza del sognare e il contenuto dei sogni. Ulteriori tematiche

affrontate da De Sanctis furono quelle del sogno negli animali e del sogno in connessione ai fenomeni

parapsicologici – il cosiddetto “meraviglioso psichico”.

Nello stesso volume De Sanctis analizza anche i sogni nei bambini e negli anziani e di mostra che la

frequenza dei sogni aumentava con l’età.

L’altro tema affrontato nella prima parte de I sogni riguardava il sogno negli adulti normali. La spe-

rimentazione negli adulti normali rivelò frequenti sogni a intreccio strano e complesso e che le donne

avevano una percentuale maggiormente significativa di frequenza, di vivacità e di complicatezza dei

sogni e dichiaravano più frequentemente che tra i fatti del sogno e quelli della veglia non vi fosse

connessione.

Nel capitolo riguardante i sogni nelle psicopatologie furono ripresi e approfonditi temi come quello

degli equivalenti onirici della malattia mentale. Gli equivalenti onirici dei sintomi erano da conside-

rarsi fenomeni presenti occasionalmente in alcune notti che ricalcavano le crisi o gli accessi momen-

tanei delle patologie durante la veglia. Tale concetto fu citato da Freud già nella prima edizione de

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L’interpretazione dei sogni come un’originalità degna di nota della psicologia del sogno di De Sanc-

tis.

Fra le tematiche affrontate nella seconda parte del volume vi era quella riguardante la possibilità che

anche i sogni nei delinquenti presentassero caratteri tipici in base ai quali poter fare una valutazione

della loro personalità. Lombroso [1889], sulla base di alcune osservazioni aneddotiche, aveva ipotiz-

zato ad esempio che i criminali avessero, soprattutto a ridosso dei delitti, sonno agitato e, in generale,

aveva definiti i delinquenti dei grandi sognatori con l’idea che i carcerati avrebbero più facilmente

sognato la vita libera. Sin dal 1891 De Sanctis raccolse dati sui criminali, somministrando sistemati-

camente questionari nelle carceri di Orvieto, Roma e Civitavecchia, che nel 1899 pubblicò integral-

mente. I dati disconfermavano le ipotesi lombrosiane: quanto più i criminali avevano compiuto delitti

efferati tanto più la frequenza dei sogni tendeva a diminuire. Le nuove elaborazioni dimostrarono

inoltre che i criminali avessero la generale tendenza a dichiarare sogni con scarso contenuto affettivo

e il regime di restrizione sembrava avere un effetto minimo nel condizionare i contenuti rappresenta-

tivi della vita onirica. Venne così disconfermata l’ipotesi che il sogno fosse un modo per soddisfare

il desiderio di libertà del carcerato.

Nel 1899 De Sanctis formulò critiche sulla possibilità di fissare dei caratteri dei sogni in base alla

patologia. Da questo momento l’analisi psicologica e psicofisiologica del sognare divenne il tema

principale.

Sotto questo profilo gli ultimi capitoli del volume corrisposero ad un primo tentativo di sistematizzare

il sogno dal punto di vista psicologico, analizzando i risultati della ricerca psicofisiologica per for-

mulare una vera e propria teoria psicologica del sogno. Occorre dire che si tratta della parte del vo-

lume che mostra meno organicità; d’altro canto però vi si trova una in forma nucleare anche una vera

e propria teoria psicologica. Sulla base della più aggiornata letteratura prodotta dai fisiologi e neuro-

patologi europei, De Sanctis analizzò la psicofisiologia del sonno allora ritenuto come il prodotto di

un’attenuata stimolazione dei centri nervosi o di processi di autointossicazione accumulati durante la

veglia che esitavano nel cambiamento morfologico dei dendriti dei “corpi cellulari del cervello”. Per

De Sanctis la fisiologia e l’istologia del sonno e del sogno si muoveva su un terreno del tutto ipotetico

e le dimostrazioni sperimentali non erano ritenute in grado di dar sostegno a una determinata posi-

zione teorica. Poco oltre, nel capitolo riguardante “Sogno e emozioni”, troviamo però una personale

teoria psicologica del sognare che faceva sia pure marginalmente riferimento alla neurofisiologia:

durante l’attività onirica o di veglia, la personalità del dormiente si adattava continuamente agli stati

di stimolazione interni ed esterni ed evidenziava due distinte modalità di funzionamento della co-

scienza che lavoravano in interconnessione, la coscienza di veglia e la coscienza onirica. In questo

quadro, le emozioni pur mostrando una continuità fra il sonno e la veglia, si legavano, nei due stati

di coscienza, a differenti rappresentazioni mentali.

Nel volume veniva, inoltre, descritto un tipo di transfert per il quale il sognatore spostava su altri

personaggi del proprio sogno contenuti emotivi personali.

Con lo scopo di dare sostegno empirico a questo modello, De Sanctis analizzò altri dati provenienti

dai questionari somministrati a gruppi di adulti “normali”, deboli di mente, nevrotici, psicotici, cri-

minali e prostitute per indagare specifiche questioni riguardanti le modalità secondo cui le emozioni

della veglia influenzano le rappresentazioni del sogno e viceversa.

Su questa base De Sanctis avanzò una vera e propria psicoterapia fondata sulla provocazione “speri-

mentale” dei sogni (oniroterapia) che si concretizzava durante il sonno in un paziente lavoro di sug-

gestione condotto soprattutto mediante una gradevole stimolazione sensoriale (tattile, olfattiva, udi-

tiva), di contenuti emotivi che avrebbero caratterizzato i sogni in modo tale da migliorare la situazione

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psicologica del dormiente e sollecitato durante la veglia “associazioni nuove intellettuali e affettive”.

Nonostante le molte difficoltà riscontrate nel suggerire il contenuto emotivo dei sogni, egli era con-

vinto che le tecniche di induzione sperimentale potessero, con pazienza e approfondimento, produrre

utili risultati psicoterapeutici.

4 Dopo l’«interpretazione dei sogni» (1913-1934)

Dal 1901 fino al 1913 De Sanctis non pubblicò più specifici lavori dedicati alla vita onirica. Il tema

dei sogni fu ripreso dalla sua scuola che, fra il 1911 e il 1912, si occupò soprattutto di un campo di

studi pionieristico, quello dello sviluppo e dell’inizio della scena onirica nel bambino. Tale tema

venne affidato a due suoi collaboratori, Doglia e Banchieri, che mediante una ricerca longitudinale

tentarono di dimostrare che l’attività onirica dei bambini, già presente a 3 anni, si arricchisce di par-

ticolari e aumenta quantitativamente con l’aumentare dell’età e si differenzia anche rispetto al sesso

dei bambini (le femmine sarebbero più precoci dei maschi nel sognare). Gli autori della ricerca con-

clusero che lo sviluppo dell’attività onirica dai 3 ai 5 anni sarebbe rimarchevole sia per l’aumento

della quantità di sogni ricordati, sia per la chiarezza del ricordo dei singoli sogni, sia rispetto all’au-

mento della complessità del ricordo delle emozioni suscitate dai sogni.

Occorre notare che queste ricerche furono criticate da Henri Piéron (1881-1964), figura emergente

della psicologia francese, che chiese una rettifica delle conclusioni di Banchieri. Un’analisi ripetuta

dei risultati mostrò infatti un dubbio nella relazione fra sviluppo dell’attività onirica e crescita dell’età

anagrafica del bambino.

Solo dopo ina lunga pausa, De Sanctis si occuperà di nuovo in prima persona dei sogni proprio a

partire da un’analisi critica dell’Interpretazione dei sogni di Freud. Nel primo decennio del ’900,

infatti, la psicoanalisi si affermò come principale paradigma per lo studio psicologico del sogno.

Nel 1914 appaiono i primi due importanti saggi novecenteschi dedicati al sogno, La Psico-analisi e

il suo valore come metodo dell’onirologia scientifica e L’interpretazione dei sogni che sono essen-

zialmente due piccoli saggi su Freud in cui si riconosce alla psicoanalisi il merito di aver considerato

il sogno un oggetto psicologico.

La Psico-analisi e il suo valore come metodo dell’onirologia scientifica [1914a] è una breve introdu-

zione a uso dei medici della teoria freudiana in cui De Sanctis difende la tecnica interpretativa di

Freud dagli attacchi degli psichiatri che “considerano tutto il movimento freudiano come una stupida

metafisicheria di filosofastri incompetenti in neuropatologia, e perfino come un attentato alla pubblica

moralità”.

L’interpretazione dei sogni [1914b] è un lungo articolo rivolto principalmente agli psicologi in cui

sono descritte le tecniche di interpretazione freudiana che De Sanctis riduce a due: quella “simbolica”,

per cui lo psicoanalista, sulla base di somiglianze fra gli elementi sognati e quelli interpretati, attri-

buisce un nuovo significato comprensibile a elementi che sembrano non intellegibili, e la tecnica del

“cifrario”, per cui il sogno sarebbe una sorta di comunicazione costruita secondo un codice segreto

che occorre tradurre, parola per parola.

Assumendo come metodi principali quelli del cifrario e delle analogie, la psicoanalisi rappresentava

una sorta di “onirocritica di valore scientifico” praticata da Freud.

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De Sanctis, dal canto suo, riteneva che i sogni potessero essere analizzati dopo aver effettuato un’at-

tenta verifica confermativa delle interpretazioni sulla base:

a) dei fatti recenti della veglia;

b) del contesto stesso del sogno;

c) dei segnali fisiologici comparsi durante il sonno o al risveglio.

Per De Sanctis il significato del sogno era rivelato dallo stato affettivo fondamentale del sognatore,

dalla sua esperienza vigile prossima, da sue abitudini e dalle speciali condizioni fisiologiche del

sonno. Il medesimo sogno poteva avere differenti interpretazioni che sostanzialmente dipendevano

dal contesto del sogno (le condizioni psicologiche del sognatore, lo stato di attivazione fisiologica, le

stimolazioni).

Nel 1916 De Sanctis diede alle stampe Il sogno: struttura e dinamica, in cui descrive gli elementi con

cui il sogno si costruisce, fornendo una personale concezione psicodinamica della rappresentazione

onirica e sostenendo che i sogni si elaborano sulla base di sensazioni, emozioni, desideri, pensieri. A

partire dall’analisi di un’ampia letteratura sul resoconto onirico e sui sogni sperimentali, concluse che

le rappresentazioni sono, quasi del tutto, visive e connesse a emozioni e desideri, e non concordando

con Freud sul primato della libido, affermò che nel sogno si riscontra una sorta di “messa in scena”

dell’appagamento del desiderio piuttosto che un suo reale soddisfacimento. La natura di questi desi-

deri non risulterebbe poi specifica, ma determinata dal contesto. Egli era, inoltre convinto che i con-

tenuti del sogno presentassero elementi del pensiero logico, stati crepuscolari della coscienza, che si

manifestavano come sapere latente, non pienamente espresso, che tuttavia era percepito dal sognatore

come coerente.

Inoltre, le analogie fra i sogni presenti nella stessa famiglia sarebbero il frutto di meccanismi imitativi

inconsci piuttosto che determinati da trasmissione ereditaria. Il più delle volte i contenuti dei sogni

farebbero riferimento all’esperienza psicologica infantile che ritorna nel sogno e spesso in maniera

non troppo mascherata.

De Sanctis indagò anche le funzioni e i processi che determinano le scene del sogno e ispirandosi alla

concezione freudiana del lavoro onirico, descrisse una propria teoria della trasformazione delle rap-

1

presentazioni con cui si costruisce la fenomenologia onirica: le sensazioni cenestesiche si modifi-

cherebbero in elementi rappresentativi di tipo visivo, le rappresentazioni visive si presenterebbero in

successione, in sovrapposizioni o fuse come nella condensazione freudiana, e gli affetti si leghereb-

bero alle differenti rappresentazioni (lo spostamento psicoanalitico).

De Sanctis era convinto che l’origine del sogno derivasse dall’attenuazione della normale stimola-

zione della veglia; l’organismo posto in questa speciale condizione di “ostacolazione” fisiologica

della stimolazione produrrebbe, proporzionalmente all’abbassamento del livello di eccitazione del

sistema nervoso, rappresentazioni legate a sentimenti, tendenze, abitudini normalmente repressi. Lo

psicologo italiano formulò, pertanto, una concezione della coscienza delle rappresentazioni oniriche

distante da quella psicoanalitica e in sintonia, invece, con i modelli del mentale riguardanti la rela-

zione “circolare” fra coscienza e automatismi inconsci.

1 Cenestesi. Sensazione indeterminata (connessa con le condizioni generali, fisiche e psichiche, dell’individuo) che è

avvertita dalla coscienza solo quando la sua tonalità viene turbata. In tali casi si manifesta con un senso particolare di

benessere (variazione positiva) o di malessere (variazione negativa). Organi e centri attendibilmente connessi con la c.

sono costituiti da terminazioni nervose dislocate nella compagine dei vari organi somatici e viscerali, e da nuclei situati a

vari livelli del sistema nervoso centrale. 75


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AUTORE

omazzeo

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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher omazzeo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della psicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Sava Gabriella.

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