Storia della psicologia
Lezione 1
La psicologia del pensiero classico
Nell’antichità erano numerose le religioni che vedevano la sopravvivenza dell’anima legata al corpo. I sumericredevano in un aldilà ma del tutto simile al mondo concreto in cui le anime come gli dei erano soggetti a morte. Gli egizi credevano in un’anima, ba, aggiunta a un doppio etereo, il ka; entrambi erano tuttavia legati all’esistenza di alcune parti del corpo che se non ben conservate portavano alla morte degli stessi. Persino il pensiero ebraico più arcaico non accenna mai in modo esauriente a un’anima fino a epoche relativamente più recenti con il movimento apocalittico.
I greci
Sono caratterizzati da un preciso dualismo. I settori più interessati al concetto di anima sono quello filosofico e medico. Nel campo medico Ippocrate dava una lettura del corpo con i suoi squilibri legate ai rapporti con se stesso e altri: per guarire dai problemi fisiologici bisognerà agire altrettanto sui problemi psicologici del paziente. Attraverso Galeno giungerà poi fino a noi la teoria dei quattro tipi temperamentali: flemmatico, sanguigno, melanconico, collerico.
Alcmeone pone nel cervello la sede del pensiero (encefalo centrismo). Distingue tra uomo e animale sulla base della comprensione legata alla percezione. Poi si dedica alle singole percezioni con singolari teorie sul fuoco degli occhi in cui è contenuto lo spirito naturale e relativa spiegazione riguardo alle scintille che si vedono se esso è colpito; non meno importante la teoria secondo cui le percezioni giungono nel cervello e si accordano attraverso dei canali che se ostruiti impediscono la percezione consapevole. Esegue per primo studi anatomici sezionando crani animali e annotando l’anatomia dei nervi ottici. Giudica evidente come i due nervi e i messaggi che portano siano necessariamente identici poiché gli occhi non si muovono mai da soli. La sua teoria è definibile centrifuga poiché è l’occhio che proietta il fuoco sugli oggetti e non gli oggetti che emanano onde visibili all’occhio. Tuttavia non è il fuoco la causa prima della visione, ma solo il mezzo, poiché è l’acqua che con la sua trasparenza permette l’atto visivo.
Democrito invece considerava fossero gli oggetti a emanare dei simulacri degli stessi verso l’occhio permettendo così la visione. Tuttavia non è solo l’eidolà dell’oggetto a partecipare, ma anche quello del soggetto percipiente che si scontra con esso e deforma l’aria circostante formandone uno stampo che raggiunge la trasparenza dell’occhio. L’aria è quindi essenziale alla percezione (ed è alla base delle illusioni nella forma distorta).
Aristotele parla di psicologia nel De Anima: sulla percezione dice che non è l’organo che permette l’esistenza della funzione ma viceversa. La percezione è possibile solo attraverso l’anima sensibile di cui sono provvisti tutti gli animali, intesi come esseri viventi, opposta all’anima vegetativa. Per Aristotele ciò che si percepisce e ciò che permette la percezione sono due cose differenti, ma nell’attività diventano simili attraverso un’alterazione. La sensazione in atto è una passione dell’organo di senso che cioè patisce dal dissimile alterandosi per assomigliare al percepito. Ultimo concetto importante è quale sia la sede delle emozioni e del pensiero: il cuore. La spiegazione sta nel calore che esso emana ed essendo che “l’essere animale consiste in special modo di caldo e umido” non può che essere questa la sede.
Lezione 2
Galeno e la filosofia degli spiriti animali
Galeno elaborò una filosofia basata sugli spiriti animali che scorrerebbero in ognuno.
Mondo islamico
Nella Casa della Saggezza (867 d.C.) si forma Ahlazen. Per i filosofi che vennero prima di lui l’occhio catturava con emissione di raggi la forma dell’oggetto. Ahlazen confuta questa teoria basandosi sul fenomeno delle immagini consecutive: se io guardo una fonte di luce per un periodo e chiudo gli occhi continuo a vedere questa fonte di luce; questo dimostra come sia l’oggetto a emettere raggi e a permettere la visione (esegue anche studi anatomici di dissezione, quindi possiede molti dati concreti). Ipotizza il modello dell’occhio come camera oscura, in cui avviene l’inversione d’immagine: tentò di risolvere il dilemma ritenendo che l’immagine si forma sul cristallino (con il tentativo di considerarlo una lente biconvessa) e non sulla retina, ma senza fornire prove concrete di come avvenga, di fatto, il raddrizzamento. Le sue spiegazioni possibili sono due: la cornea e il cristallino hanno curvatura identica oppure solo il cristallino ha una curvatura posteriore tale da essere sensibile solo ai raggi perpendicolari.
Secondo problema per Ahlazen fu definire le “scorze” che partono dagli oggetti: di cosa erano costituite e come facessero a rimanere divise le une dalle altre. Disse che ogni scorza rappresentava un punto dell’oggetto e mantenevano un certo ordine anche durante la proiezione. Inoltre non si mescolavano per evidenza empirica derivante dalla camera oscura. Le scorze furono definite quindi lumen e la loro rappresentazione lux. Altro importante contributo fu la distinzione tra sensazione e percezione: la prima, il solus sensus, è pura e dà una rappresentazione bidimensionale del corpo con forma e colore; la percezione, ultimum sentiens, è ottenuta attraverso un’elaborazione cognitiva e permette di ottenere tutte le altre caratteristiche.
Ahlazen arrivò nel 1500 in Europa con una traduzione diretta, ma già nel 1200 Vitellione ne attinse ampiamente, testimonianza che le sue idee erano già diffuse.
Occidente
Con l’invenzione della stampa nel ‘500 diminuisce la verticalizzazione dell’informazione e si amplifica la diffusione. Compare per la prima volta il termine “psicologia”, sempre associato al concetto di anima. Compare anche il termine antropologia, che includerebbe in sé il termine psicologia, oppure lo escluderebbe contrapponendosene nel binomio corpo e anima (inizio ‘600).
In Italia il centro principale di discussione è la città di Padova. Un personaggio importante è Vesalio, che pubblica un testo (De humanis corporis fabrica 1567) in cui si presenta l’uomo come oggetto di osservazione scientifica. Altri personaggi sono Falloppio, Marulus, Goclenius e Snellius, tutti protagonisti dell’interesse per l’anatomia. Negli stessi anni si presenta anche l’interesse per la follia (Orlando, Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam, Bosch).
Cultura umanistica
I concetti fondamentali sono autonomia d’azione, coscienza individuale ed emancipazione da religione e metafisica (L. da Vinci → macchine per controllare il corso dei fiumi, natura, per migliorare la vita degli uomini). Il simbolo del tempo era Prometeo, colui che rubò il fuoco agli dei per portarlo agli umani. In Pico della Mirandola abbiamo riferimenti all’anima dell’uomo che lo distingue da ogni essere vivente e non, tuttavia sua è la capacità di elevarsi a stato divino o abbassarsi più degli animali (libertà di azione). Jean Luis Vives (1538) identifica l’anima come qualcosa di cui non interessa saperne la natura ma quali siano le sue funzioni, in altre parole come funziona la mente. Montaigne (1580) isola il senso della coscienza individuale, si chiede cosa sia che determina la condotta umana (escludendo i precetti religiosi). Emerge un primo approccio relativistico d’indagine del mondo, dove al tempo (scoperta dell’America e dei popoli indigeni) non era così usato (mette in dubbio il concetto di barbaro riferito agli stessi indigeni).
Meccanicismo
Il mondo è visto come una grande macchina: tutti i fenomeni naturali sono materia e movimento e tutti possono essere misurati in termini matematici. Avviene uno sviluppo verso il materialismo con una spiccata assenza di finalismo a favore della causalità meccanica degli eventi. Harvey (1578-1657) scopre la circolazione sanguigna e si trova a dover spiegare il funzionamento del cuore, compito arduo che lo spinge quasi a trovare una motivazione di ciò ispirata a Dio. La spontaneità di tutto ciò era inedita ed è un’applicazione all’uomo dei processi meccanicistici.
Willis (1621-1675) introduce il concetto di riflesso, una relazione causa-effetto anatomica per cui la recezione di uno stimolo e il suo passaggio dal cervello provocano una reazione nel corpo. Bacon (1561-1626) produce un modello scientifico ponendo meno enfasi sulla formalizzazione matematica (sapere è potere). Nasce in questo periodo una visione innovativa dell’uomo, la iatromeccanica. Per i suoi esponenti le malattie sono una disfunzione del meccanismo umano e i processi fisiologici sono processi meccanici. Per esempio la digestione è vista come una triturazione del cibo. Un italiano aderente alla dottrina è Giovanni Alfonso Borelli che scrisse “de motu animalium”. Secondo Booerhave, il corpo è pieno di pulegge, leve e meccanismi.
Descartes e il razionalismo
Dà una lettura dell’uomo fisico e morale puramente meccanicistica (con influenze della filosofia aristotelica) secondo cui il corpo umano funziona perfettamente come una macchina (aveva ben in mente i primi robot idraulici), sia delle funzioni biologiche che percettive esterne e interne. Fondamentale in Cartesio è l’idea per cui il meccanismo principe del funzionamento meccanico del corpo umano è l’arco riflesso (da poco scoperto da Willis). Gli “spiriti animali” sono i fautori della sensazione come processo di movimento e materia integrata dalla ghiandola pineale. Introduce la distinzione fondamentale tra res extensa e cogitans, a cui è assegnata la percezione e il pensiero, e che divide corpo e mente in modo netto. La differenza sostanziale è la divisibilità delle parti corporee e la non divisibilità della mente. Esiste un rapporto sinonimico tra pensiero, anima ed io.
Egli si occupò anche di percezione, come dimostra il libro pubblicato postumo De l’homme. Suddivide la stessa in tre livelli: fisiologico, condiviso da uomini e animali e passivo (come insegna la scolastica), il livello dello spirito, il quale è assimilabile all’azione della res cogitans la quale entra in contatto con la res extensa nella ghiandola pineale. L’ultimo livello è quello che ci permette la vera e propria percezione. La rappresentazione degli oggetti è attuata attraverso il movimento degli organi di senso su di essi. Infatti, Cartesio conosce molto bene anatomia e fisiologia dell’occhio umano, come i meccanismi di accomodamento e rifrazione, e che sono i muscoli a muovere l’organo; intuisce persino che la convergenza binoculare sia un indizio di profondità.
Il manifesto del razionalismo è pubblicato nel 1637 (Discorso sul metodo) e si propone di escludere ogni influenza dogmatica sul primato della ragione. Esistono 4 punti fondamentali del metodo: evidenza, analisi, sintesi, enumerazione (il pensiero era talmente rivoluzionario che Descartes lo pubblicò anonimo). La massima espressione del pensiero si ha attraverso il linguaggio matematico, realizzazione della realtà “matematica”, distinta dalla realtà fenomenica, per sua natura ingannevole. Suddivide le idee in avventizie, fittizie e innate: derivate dagli oggetti, inventate e originarie dell’uomo (matematica e Dio).
Galilei
Con il suo metodo scientifico elabora due passaggi fondamentali: le “sensate esperienze” e le “necessarie dimostrazioni”, cioè la necessità di tradurre le osservazioni in linguaggio matematico e con una formalizzazione generale. Ne Il Saggiatore definisce le qualità primarie e quelle secondarie: le prime oggettive e le seconde soggettive, le prime sono indipendenti dalle nostre sensazioni e rispondono alle leggi della fisica, le seconde legate alle nostre sensazioni.
Locke e l’empirismo
Si oppone a innatismo e razionalismo basando sull’esperienza, e quindi attraverso l’uso dei sensi, tutta la conoscenza. La percezione stessa è dipendente dall’esperienza, e attraverso di essa si struttura il nostro pensiero. L’autore nel 1688 pubblica il suo Saggio sull’intelletto umano in cui riprende i concetti di qualità primarie e secondarie (mutuate dall’insegnamento di Galilei). Questa corrente considera l’uomo alla nascita come una tabula rasa, privo di idee, e che venga gradualmente riempito con la crescita e l’esperienza. Tuttavia qualche capacità, come la vista bidimensionale, dovevano essere date per già presenti nell’individuo: per prima cosa si aveva un campo visivo informe. Egli poneva l’inizio della percezione già nell’utero salvo migliorare molto con la nascita e la luce che permettono le prime associazioni di idee.
Hume e l’associazionismo
Divide tra percezioni e impressioni (passioni e immagini presenti nella mente), da cui derivano le idee, le copie delle impressioni elaborate dalla mente. Il pensiero si forma attraverso un processo di associazione, secondo cui ogni elemento mentale complesso è costituito da alcuni più semplici e irriducibili che si uniscono in virtù di principi associativi (somiglianza, contiguità in tempo e spazio, causalità). Le operazioni dell’intelletto sono formate dal confronto con l’esperienza, producendo una conoscenza probabilistica e sperimentale, invece che dal confronto d’idee che produce un sapere matematico e giusto a priori: il sapere usa il confronto con l’esperienza per conoscere il mondo e l’uomo stesso.
[La psicologia è probabilistica per sua natura, perciò la sua riflessione del sapere dell’uomo è direttamente collegabile alla caratterizzazione empirica dello studio della psiche]. David Hartley (1707-1757) riprenderà il concetto di pensiero associativo. Mill nel 1843 descriverà il processo di chimica mentale che genera (e non compone) dalle idee semplici le idee complesse.
La Mettrie e il materialismo
Nel 1747 pubblica L’uomo Macchina: estende in quest’opera il concetto di materialismo derivato da Descartes e giunge ad una radicalizzazione sostenendo che l’anima stessa è materiale. Il concetto d’irritabilità permette la rivisitazione del meccanicismo in biologismo, in cui si riconosce la differenza tra un essere animato e inanimato.
Enciclopedismo e sensismo
L’empirismo anglosassone si diffonde in Francia con un contagio illuminista caratterizzato da anti-metafisica, ateismo e primato dell’esperienza empirica permettendo la creazione dell’Enciclopedia. Condillac sostenne il primato delle sensazioni, espresso attraverso la sua famosa metafora della statua: un oggetto inanimato, tabula rasa, la quale sviluppa primariamente i sensi, in seguito la loro coscienza, e infine il suo essere animata. La statua potrà essere come un umano solo quando essa avrà tutti i nostri sensi e le nostre esperienze.
Gli Ideologués
Si riuniscono a Parigi attorno a Mme Helvetius, cercando di applicare i principi enciclopedici alle istituzioni (manicomi, ospedali, Istitute National, il centro culturale francese, e fondano la Società degli osservatori dell’uomo per gli studi antropologici). Sono un gruppo eterogeneo d’intellettuali che lavorano in un’ottica multidisciplinare. L’ideologia fu definita da Tracy come la Scienza delle idee, concepita come un metodo valido per diverse discipline scientifiche, senza escludere l’indagine del modo in cui formiamo le nostre idee. La concezione valutativa che oggi si dà al termine ideologia è stata diffusa nel periodo napoleonico, appoggiato dagli intellettuali ma poi avversato quando prese sempre più potere, tant’è che l’imperatore fece chiudere il circolo. Oggi quindi si è persa l’idea che ideologia è un richiamo alla multidisciplinarietà e a un metodo che possa essere universale e condiviso dalle varie discipline. Cabanis si occupò della ristrutturazione della rete ospedaliera e del concetto di medicina: pubblicò il grado di certezza della medicina in cui si oppose alla iatromeccanica e diede un’accezione probabilistica al sapere medico, il cui obiettivo dovrebbe essere avvicinarsi sempre più alla verità. Il vivente è un essere troppo specifico che non può essere ridotto a un meccanismo. La specificità della medicina è anche pragmatica: non nasce da un’istanza conoscitiva, ma operativa, come bisogno di rispondere alle sofferenze dell’umano.
Nei rapporti sul fisico e morale dell’uomo sostiene un allontanamento dal dualismo cartesiano, contrapponendosi all’oscuramento dello studio dell’intelletto per opera delle vaghezze metafisiche del filosofo. Aderendo ai principi del sensismo definisce la sensibilità interna: l’individuo nasce con delle sensazioni interne (bambino che cerca il seno alla nascita). Definisce il concetto delle Cenestesi, una visione monista della psiche umana, secondo cui si ha una sensazione propriocettiva e enterocettiva che determina un sentimento generale che crea uno schema corporeo. La medicina e la morale (intesa come insieme di disposizioni mentali e psichiche) assieme formano la scienza dell’uomo. Nel necrologio di Cabanis scritto da Tracy si sottolinea la sua volontà di agire sull’uomo per poterne migliorare le sue qualità.
Lezione 3
Itard
Memorie e rapporto su Victor dell’Aveyron è un’opera che narra le ricerche e l’esperienza dello studioso nel tentativo di istruire un ragazzo trovato in stato selvaggio nei boschi dell’Aveyron. Il giudizio di Itard è diverso da quello di Pinel, il quale pensava fosse “idiota” per motivi biologici e non per motivi sociali, ovvero la mancata educazione. Victor è in questo caso un esperimento della natura che attraverso la sua osservazione permette di studiare determinati fenomeni umani legati.
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