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Storia della pedagogia

Distinzioni terminologiche e concettuali

Educazione deriva dal latino "educare", forma intensiva di "educere" composto da e-ducere = condurre fuori, tirare fuori. L'educazione è il processo con cui si tira fuori il meglio delle potenzialità di ognuno. Si può educare solo ciò che c'è già dentro ognuno. Se non c'è nulla da tirare fuori è inutile pretendere di tirar fuori qualcosa.

Principio di individualizzazione delle esigenze necessario per chi andrà a fare l'insegnante.

L'educazione è antica quanto l'uomo sapiens, due grandi scoperte: linguaggio e fuoco hanno dato la svolta alla vita dell’uomo.

Istruzione dal latino "instructio" derivato da "instruere" = costruire, preparare, ammaestrare. L'istruzione è qualcosa di "programmato", dà l'idea di qualcosa che viene prefissato. Di fatto l'istruzione è molto più recente rispetto all’educazione. La prima vera e propria istruzione di cui abbiamo testimonianze risale alla civiltà dei Sumeri (3200-2900 a.C.).

Avevano i propri templi, Ziggurat, che erano anche dei depositi alimentari. Il re nominava il capo degli scribi = addetti a segnare sulle tavolette quanti sacchi o carri di un certo bene alimentare o di una certa provvista entravano nei magazzini del tempio e quanti ne uscivano. La scrittura quindi nasce per ragioni pratiche. Il capo degli scribi aveva alle sue dipendenze una squadra di allievi che prima imparavano a scrivere (scrittura cuneiforme) e la matematica e poi dovevano rendicontare sulle tavolette il flusso delle merci. Per imparare a scrivere nasce la "casa delle tavolette" = prototipo della scuola. La scuola nasce con la civiltà sumera ed è legata alla necessità di insegnare a scrivere che comporta la necessità di imparare a leggere. Primo grande passaggio epocale nell'educazione è la scrittura.

La nascita della scrittura assieme allo stanziamento delle popolazioni fa fare un salto di civiltà all'umanità.

Pedagogia deriva dal greco "paidagoghia" composto da pais = figlio, fanciullo e agogheo = guido, conduco. Il pedagogo nell'antica Grecia è il precettore, l'educatore. La prima istruzione è privata e viene data dai pedagoghi che sono precettori (più degli insegnanti). Era privato ovvero non era gestito da un’istituzione pubblica. All'inizio era un equivalente di educazione. In parte è anche vero, ma con il passare del tempo è diventata una dottrina o teoria di educazione.

Le pratiche educative diventano oggetto di una riflessione sempre più elaborata in età antica si trova accompagnata da testi religiosi, letterari, filosofici. Non si trovano trattati espliciti di pedagogia. La didattica è una parte della pedagogia = teoria o dottrina dell'istruzione di quel processo che ha una finalità specifica ovvero l'istruzione. Istruzione pubblica non esisteva, esisteva quella privata. Scuola pubblica è una invenzione della scuola moderna.

Un passaggio fondamentale avviene quando la pedagogia passa dalla prima fase alla seconda ovvero quando diventa un ambito autonomo del sapere. La pedagogia viene riconosciuta come uno dei saperi autonomi. Questo presuppone che siano già nate le Università, presuppone il sapere scientifico ovvero un elaborato in modo metodologicamente accettato e condiviso.

NB: Il sapere si distingue dal conoscere: sapere = conoscenze sottoposte a un vaglio metodologico. L'università nasce nel XI - XII sec. con 4 ambiti: Teologia, Medicina, Giurisprudenza e Libere arti.

Due teorie per la nascita della pedagogia come sapere scientifico:

  • Ratio studiorum dei Gesuiti, 1598 d.C.
  • La prima cattedra universitaria di pedagogia nel 1803 d.C. Le lezioni di Kant vengono prese come vero e proprio sapere scientifico.

Non si tratta di Università private, ma pubbliche. I sostenitori della seconda teoria, dicono che deve essere riconosciuta quando entra a fare parte delle teorie universitarie. Non esisteva un docente vero e proprio di pedagogia, ma insegnanti di filosofia, teologia etc. che a rotazione tenevano una lezione di pedagogia. Non si trattava di insegnare qualcosa attinente alla propria materia, ma un corpus di conoscenze ben consolidate.

Storia della pedagogia seconda metà del '1800. Nasce quando è necessario fare le prime lezioni scuole magistrali. Nasce con finalità pratica. La nascita è dunque connessa alla nascita degli istituti magistrali che sono le scuole per i maestri. Per poter formare dei maestri, i docenti devono avere cognizione delle varie teorie pedagogiche e delle tattiche studiate prima per insegnare ai futuri insegnanti.

Socrate

Nato ad Atene nel 469 e morto nel 398 a.C. (dal 408 Platone è suo discepolo)

A) L’uomo al centro, l’anima al centro dell’uomo → conosci te stesso → il buono dell’anima è la virtù e la conoscenza della virtù → la scienza più grande è sapere di non sapere.

B) Maieutica: l’educatore come la levatrice aiuta il discepolo a partorire la verità che porta in sé stesso, sempre da ritrovare nelle diverse situazioni → il fine dell’educazione: affinamento introspettivo ed etico → felicità → il metodo: il dialogo (ironia, esame, confutazione → dialettica socratica) la relazione come via verso la verità.

  • Protagora è più vecchio di 15 anni.
  • Legato al clima culturale dei sofisti → fonte, Aristofene: ne “le nuvole” (commedia satirica con Socrate come protagonista; dà un'immagine pubblica di Socrate (anche se lo ascrive nei sofisti senza distinguerlo pubblicamente, bisogna frequentare le sue lezioni per distinguerlo dai sofisti) → Socrate non chiedeva nulla in cambio del proprio insegnamento, al contrario dei sofisti → insegnamento gratuito.
  • Fonti platoniche: Socrate è il protagonista di molti dialoghi di Platone → come distinguere ciò che pensava Socrate da quello che pensava Platone?
  • a) Criteri esterni: riferimenti a fatti conosciuti solo da Socrate e non da Platone (è di due generazioni dopo) a cui egli non poteva aver assistito perché troppo giovane, per cui probabilmente quel riferimento era derivato da Socrate stesso → riferimenti non molto frequenti.
  • b) Criteri interni: inerenti alla filosofia di Socrate e a quella di Platone → riconoscimento unanime che la teoria del mondo delle idee (verità che esiste fuori dall’uomo, sopra al cielo, nel mondo delle idee → noi vediamo solo le sembianze visibili degli enti → base della metafisica) appartenga a Platone → quindi se in un dialogo detto da Socrate entra il mondo delle idee è Platone che l’ha detto e poi messo in bocca a Socrate (se non si fa riferimento a questa teoria è probabile che ciò che dice Socrate sia socratico).
  • c) In alcuni dialoghi ci sono delle affermazioni scomode che Platone non avrebbe mai fatto → se quello che dice Socrate non è coerente con il pensiero di Platone è probabile che sia un dialogo socratico e che stia riferendo ciò che aveva detto Socrate.

A) Svolta filosofica: non slegabile da quella pedagogica

  • L’uomo è al centro (“uomo è misura di tutte le cose” Protagora) → spostamento dal “arché” (principio ordinatore di tutto il cosmo) all’uomo come argomento della filosofia → discorso sofista in comune → Socrate aggiunge che l’uomo non conosce la verità, ma che può arrivare a conoscerla purché segua fedelmente il “conosci te stesso” (scritto sul frontone dell’oracolo di Delfi), la verità non è né un miracolo, un’opinione o la prima cosa che appare → è una verità che si può trovare soltanto scavando dentro di sé (percepito, conosciuto) attraverso i sensi → l’essere profondo non può essere prodotto unicamente (percepito, conosciuto) attraverso i sensi → dentro di noi c’è una dimensione (spirituale) che Socrate chiama “anima” (pshiké) → l’anima non coincide con la nostra psiche (concetto nato dalla seconda metà dell’Ottocento dalla psicologia sperimentale) nella nostra concezione corrente è debitrice delle scoperte della psicoanalisi e di Freud → nei trattati precedenti agli anni ‘60 dell’800 la psiche è la dottrina dell'anima, nell’ambito della disciplina della metafisica.

Anima: principio profondo che unificava interiormente l'uomo e che lo rendeva “essere spirituale” → anima al centro dell’uomo come principio unificante; uomo portatore di una dimensione sconosciuta agli altri esseri viventi, anima propria dell’uomo (Nb: non si può conoscere sé stessi non conoscendo la propria anima) → è dall’anima che nasce il desiderio del bene e della verità → gli animali non hanno un desiderio di bene o di verità → interrogando la propria anima, attraverso la ragione, si può conoscere cos’è il bene → la conoscenza del bene deriva da una ricerca che l’anima fa interrogando sé stessa → una volta conosciuto il bene l’anima - la persona - è in grado di praticare il bene → vivendo il bene conosciuto l’uomo trova la sua felicità → etica (conoscenza del bene) e ricerca della felicità coincidono (eudomenologia) felicità → eu (bene) + daymon (demone): eudaymon → felicità è seguire il demone positivo (daymon → inclinazione/passione profonda che ti porti dentro di origine divina). Verità → è ciò che si rivela → la verità su qualsiasi argomento interno e esterno (natura, mondo) → la verità è qualcosa che ha bisogno di essere cercata, non appare mai nella sua evidenza immediata → “verità è un parto molto difficile” → non sempre si riesce a trovare la verità e anche quando la si trova non è detto che sia quella corretta → la verità trovata non è mai la verità totale, bisogna fermarsi e riconoscere di non sapere (“so di non sapere”) → non c’è una sola verità giusta → Socrate bib su sarebbe mai chiamato maestro → non usa il termine filosofia → la sua filologia è “la ricerca della verità”.

Infanzia e discepolato nel messaggio di Gesù di Nazareth

Figura storica di Gesù → Nato in Galilea nell'anno tra 6-4 a.C. calendario romano si fondava sulla data 753 "ad urbe condita". Alla caduta dell'Impero non si aveva più un punto di riferimento per il calendario. Alla fine del V sec. il cristianesimo era l'unica religione sufficientemente ampia e diffusa in occidente e risultava l'unica cosa che potesse accumunare ciò che prima faceva riferimento al calendario romano.

Dionigi il Piccolo individuò quando nacque Gesù in rapporto al calendario romano e riscrisse tutti gli avvenimenti rilevanti della storia (che prima si basavano sulla fondazione di Roma), ponendoli prima e dopo la nascita di Cristo. Fece un errore non sapeva quando era morto Erode il Grande (muore nel 4 a.C.) = colpevole della strage degli innocenti. Matteo ci dice che fece uccidere tutti i bambini sotto i due anni. Per questo motivo la nascita di Cristo oscilla dal 4 al 6 a.C.

Quando morì? Da un punto di vista storico, attingendo al calendario ebraico, sappiamo che morì in una Pasqua ebraica. Molto probabilmente però morì il 9 aprile dell'anno 30. Compie le sue missioni in Palestina attuale Israele (diviso in passato in 3 regioni) tra il 28 e il 30. Al tempo era sotto dominio romano, era stata conquistata dalle truppe di Pompeo negli anni 60 a.C. Erode il Grande è stato imposto come un capo dipendente sempre da Roma. Nel 6 d.C. Eletto Ponzio Pilato come procuratore.

3 tipi di fonti, indipendenti, che attestano la missione di Gesù:

  • Pagane 2 in particolare: Svetonio (“Le vite dei Cesari”) e Tacito (“Gli annali”). Abbiamo poi anche Plinio il Giovane in una lettera a Traiano del 112 d.C.
  • Ebraiche Giuseppe Flavio, "Antichità giudaiche", riporta un brano dove descrive brevemente, in modo efficace, i primi cristiani e fa riferimento alla morte di Gesù avvenuta sotto Ponzio Pilato.
  • Cristiane due tipi di fonti:
    • Apocrife: tutte le fonti che non sono entrate nel canone. Quella più antica, probabilmente, risale intorno agli anni 80 d.C. ed è del Vangelo di Tommaso. Ci aiuta a capire una serie di cose sui Vangeli canonici di Luca e Matteo. Tutte le altre fonti sono di epoca posteriore. Molti non hanno credibilità storica. In genere scritti da cristiani. Noi non abbiamo un'immagine su Gesù, ma abbiamo una quantità di manoscritti e papiri (in seguito) che non possono essere paragonati a nessun personaggio dell'antichità (per quanto riguarda la quantità). Papiro Rylands, il più antico, è conservato in una biblioteca a Dublino che riporta un versetto del capitolo 19 del Vangelo di Giovanni.
    • Canoniche: scritti cristiani che sono entrati nel nuovo testamento. Canoniche perché sono entrate nei canoni, sorta di elenco, di ciò che veniva letto la domenica nelle messe. Ireneo di Lione prima metà del I...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fra_Fra_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Marangon Paolo.
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