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Storia della musica

Antonella D'Ovidio

Ricevimento: Mercoledì, ore 11-13, stanza 17 al primo piano

Email: antonella.dovido@unifi.it

Cronologia: '500 – fine epoca barocca

(Invenzione stampa musicale 1501 - morte J.S. Bach 1750)

1501: Ottaviano Petrucci, di Venezia, pubblica un libro esclusivamente musicale Harmonice musices odhecaton.

  • Inizio stampa musicale: la musica comincia ad essere conservata e diffusa più facilmente (prima era diffusa oralmente, in seguito attraverso manoscritti più deperibili e difficili da ottenere).

Egli inventa la stampa a caratteri mobili; ha anche il suo simbolo su ogni copia del libro. Ha pubblicato 96 brani vocali per 3 o 4 voci; repertorio franco-fiammingo (chansons di Busnois, Des Prez, I'saac…).

  • Pentagramma
  • Note
  • Testo sotto le note a caratteri mobili

Prima era più rara e difficile da leggere dato che era stampata a piccoli pezzi. Utilizzava due formati:

  • Libro corale: voci l'una sull'altra affiancate su due pagine contigue di medesimo volume
  • Libro parte: 4/5 volumi separati

Scrive solo musica a carattere polifonico. Nell'Europa della fine del '400 va di moda la polifonia franco-fiamminga:

  • Polifonia: canto simultaneo di più voci // monodia.
  • Voci di registri diversi e con versi (parole) diversi.
  • Si tratta di musiche sacre: polifonia vocale liturgica.

Compositori che vengono dalle Fiandre in Italia per fare i maestri di cappella nelle chiese importanti. Utilizzavano 3 generi principali: Messa, Mottetto (ambito liturgico) e Chanson (extraliturgico).

I più importanti sono Guillaume Du Fay e Binchois; i compositori si spostano fra le corti italiane più famose. Nuper rosarum flores, mottetto composto da Du Fay per l’inaugurazione della cattedrale di S. Maria del Fiore. Si fondono elementi della cerimonia civile e religiosa. Accompagnato dall’organo, unico strumento ammesso nella chiesa. Ogni voce entra in un momento particolare calcolato rispetto alla voce che la precede secondo leggi matematiche e geometriche. Secondo alcuni studiosi degli anni ’70 questo mottetto sembra essere composto apposta per la chiesa; le proporzioni della cupola della chiesa sono le stesse del mottetto! (d'altronde siamo nel bel mezzo dell’umanesimo).

Ci sono altri tipi di brani, che sono in volgare e non più in latino, con argomenti quotidiani e testi scherzosi; appartengono alla sfera privata:

  • La frottola: brano vocale in volgare diffuso a fine ’400; successivamente accompagnata da strumento polifonico. 1470-1520 fra Mantova, Ferrara, Urbino e Milano. Il nome nasce dal genere letterario omonimo. El grillo è buon cantore, Josquin -> le voci spesso vanno insieme e sono più chiare, anche il testo è più immediato; forse si riferiva ad un altro cantore odiato. Unica strofa divisa in 3 parti ripetute alternativamente. È composto da una stanza ed una ripresa (ritornello di 4 versi) A-B-A -> Ripetizione+variazione. Nella stanza ogni due versi c’è una melodia diversa.
  • La lauda: canto popolare in volgare, diffusa nel Medioevo MONODICA e nel Rinascimento POLIFONICO; argomenti simili alla frottola. Si sviluppa nell’età di Lorenzo il Magnifico alla corte Medicea. Anche la struttura metrica è diversa.

Josquin Des Prez (1440ca-1521)

Appartiene alla terza generazione di compositori franco-fiamminghi. (Cosimo Bartoli lo compara a Michelangelo)

Biografia esemplare per tutti i musicisti franco-fiamminghi:

  • Nel 1480 circa si sposta alla corte di Luigi XI di Francia
  • Nel 1459 arriva a Milano dal cardinale Ascanio Sforza
  • Poi si reca a fare il maestro di cappella alla Cappella Papale
  • Si sposta a Ferrara alla corte di Ercole I d’Este
  • Nel 1504 si sposta in Francia a Reims

Questi compositori cominciavano come pueri cantores, poi, col cambiamento della voce, si dedicavano alla scrittura. Si trasferivano in Italia nelle varie corti, in cui la musica era un’istituzione culturale importantissima (c’era una rivalità fra le varie corti). Le arti sono utilizzate per contribuire al prestigio sociale delle corti: la musica è utilizzata per le varie celebrazioni e per l’intrattenimento privato.

Messa Polifonica

La messa è il rito per eccellenza nella liturgia cattolica. Tutti i musicisti franco-fiamminghi scrivono una ventina di messe, dato che in ogni corte esisteva una cappella musicale, cioè un insieme di cantori che si occupavano di celebrare le messe (luogo + gruppo di cantori).

La messa polifonica è una composizione interamente musicale, poiché il rito era interamente cantato a cappella. È composta da un insieme di canti divisi in 2 grandi categorie:

  • Ordinarium Missae: presente in ogni messa (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei)
  • Proprium: utilizzate in casi specifici per occasioni (Introitus, Graduale, Alleluia, Offertorio, Communio)

Si basano sul cantus firmus, repertorio gregoriano (poiché il tenor, la voce più bassa, che tiene note lunghe dal repertorio gregoriano su cui si basano le voci più alte).

Esiste una dimensione di orizzontalità (quando una voce entra) e di verticalità (il risultato della sovrapposizione):

  • Orizzontale: Canone, dal greco kanon: regola, consiste nell’enunciazione di più voci della stessa linea melodica in successione dopo un intervallo di tempo definito. La proposta melodica si chiama DUX, la risposta si chiama COMES.
  • Verticale: Contrappunto, tutto ciò che regola l’incrocio verticale delle voci; è la base della costruzione della messa polifonica.

Tecniche compositive

  • Messa su Cantus Firmus: si basa sulla melodia del tenor.
  • Messa parafrasi: il cantus firmus si estende anche ad altre voci, non solo il tenor.
  • Messa parodia: si basa su un’altra composizione preesistente (sacra o profana).

Josquin raggiunge la climax della scrittura contrappuntistica. A Ferrara diventa il maestro di Cappella e gestisce tutte le attività musicali della corte. Per celebrare il principe scrive:

  • Missa Hercule dux Ferrarie, 1505, Josquin, edito da O. Petrucci nel Secondo libro di messe
  • Elabora egli stesso il cantus firmus della composizione; scompone il nome latino del principe per ricavare le note base "soggetto cavato dalle vocali" HERCULES→RE-UT-RE-
  • Messa L’homme Armé super voces musicales, 1502: melodica popolare che inneggia all’uomo armato contro gli eretici, derivante dalle crociate. Egli trasporta la melodia originale nei vari momenti della messa: nel Kyrie in tonalità di DO, nel Gloria in tonalità di RE.

Musica strumentale

Chanson francese o canzona: genere musicale profano che si diffonde nelle corti rinascimentali italiane, composizione vocale polifonica con temi tipici dell’amore cortese e carattere cantabile, nata in Francia.

De Sermisy, Tant que vivray:

  • Scansione omoritmica: voci si muovono allo stesso ritmo + inizio dattilico
  • Andamento musicale modellato sulla base del testo poetico

Il repertorio strumentale nasce in stretta connessione con la chanson: le quattro voci erano sostituite da strumenti, quindi una riduzione o trascrizione del repertorio vocale. Questa canzona fu trascritta per liuto (che può riprodurre più voci)!

Già nel 1300 erano diffusi strumenti nelle corti, ma erano visti come un’ancella della musica vocale. Vedi S. Marcni.

Baldassar Castiglione nel 1528 scrive Il libro del Cortegiano in cui scrive che un uomo di corte non è decente se:

  • Non è “sicuro a libro”, cioè saper leggere la musica subito
  • Non “sa di varii strumenti”, saper suonare diversi strumenti musicali

Lo strumento più utilizzato era il liuto, raffigurato in molti quadri e in libri o meglio in trattati:

  • Opera intitolata Fontegara, di Silvestro Ganassi in cui si insegna a suonare il flauto, nella cui illustrazione si vede un gruppo di uomini che si prepara a suonare insieme. (Musica strumentale in questo periodo è considerata di maggior livello quanto più riesce ad imitare la voce umana)
  • Musica getutsch, Sebastian Virdung del 1511 è un trattato in cui si classificano gli strumenti
  • Syntagma Musicum, di Praetorius nel 1619 fa lo stesso

[Riduzione: il brano è riadattato e modificato alle esigenze dello strumento]

Quindi il repertorio strumentale nasce per:

  • Riduzione strumentale di brani vocali
  • Danze
  • Canti accompagnati

Via via però non si limitano più alla trascrizione del brano vocale ma cominciano ad introdurre alle trascrizioni degli elementi peculiari:

  • Diminuzione: i brani polifonici vocali sono abbelliti e riempiti di passaggi (scalette) → virtuosismo esecutivo + potenzialità tecniche dello strumento (in Italia c’erano i più importanti liutai del mondo, come a Cremona).

Petrucci dà vita all’Intavolatura per liuto: nuovo metodo per scrivere la musica in cui si scrivono le posizioni delle dita invece delle note → molto più facile! (Ingrediente essenziale della vita del cortigiano).

Le forme principali della musica strumentale erano:

  • Ricercare, fantasia non c’è una struttura fissa del brano, ma il musicista cerca un tema con virtuosismo. [C’è anche il ricercare come brano polifonico a più voci caratterizzato da una scrittura contrappuntistica] Un Ricercare di Francesco da Milano, il più grande liutista di quei tempi.
  • La Toccata, che si riferisce al modo in cui il compositore e il musicista toccava le corde o i tasti. Nasce come genere improvvisato. Toccata a 4 voci per organo di Giovanni Gabrieli
  • La Canzona strumentale, che deriva dalla chanson francese (veloce, ritmato, leggero e con un contrappunto semplice). Sarà l’origine della Sonata. Apertura ritmica _UU dattilica. Divisione in sezioni diverse più o meno contrastanti. Scale improvvisative. Nelle stampe erano chiamate “canzone da sonar” senza la specificazione dello strumento → il linguaggio non è idiomatico, ma vale per tutti gli strumenti.

Via via la musica strumentale si allontanerà della musica vocale.

Giovanni Gabrieli e Venezia

Uno degli autori più importanti del rinascimento, maestro di cappella della Basilica di S.Marco a Venezia, come suo zio Andrea. Venezia era molto importante sul piano politico, essendo una Repubblica: la musica era onnipresente in ogni celebrazione religiosa e non. Egli aveva fatto un concorso molto difficile per ricoprire questo ruolo. Gabrieli sfruttò le caratteristiche architettoniche della basilica in cui venivano eseguite le canzoni → scuola musicale veneziano.

A S.Marco l’uso degli strumenti era ben visto, mentre a Roma si poteva usare solo l’organo. C’era la pratica di dividere il coro, in diversi coretti, fino a 5 per le diverse voci; i quali venivano posizionati in parti diverse della basilica (es. da un lato e dall’altro dell’altare) → pratica a cori spezzati/scuola policorale veneziana. Si crea una stereofonia di tipo naturale che riusciva a raggiungere la piazza. → si forma quindi la Scuola veneziana

  • Adrian Willaert, francofiammingo 1490-1562
  • Andrea Gabrieli 1510-1586
  • Giovanni Gabrieli 1553-1611

Venezia è l’eccellenza della musica strumentale di questo periodo: fu composta una sonata (sinonimo di canzona) da Gabrieli chiamata Sonata piano e forte, in cui compare per la prima volta la dinamica.

Musica nell’età della Controriforma

31 ottobre 1517 Lutero affigge sul castello di Wittemberg le Tesi contro il rito e la posizione ideologica della chiesa, specialmente contro le indulgenze. Il papa risponde con la Bolla Exsurge Domine del 1520 scomunicando Lutero e classificando la chiesa protestante come eresia.

  • Lutero si batteva per l’uso della musica in chiesa e a scuola.
  • Lutero fa tradurre la Bibbia in tedesco così come i canti, dato che devono essere cantati da normali fedeli → il canto per lui è il momento di max avvicinamento a Dio. → Corale luterano: base del rito luterano in cui ci sono 4 voci, con una polifonia molto semplice, che hanno un andamento omoritmico (tutte insieme per poter sentire bene la parola), con la melodia affidata alla voce superiore e testo in tedesco.

La chiesa reagisce convocando il Concilio di Trento (1545-1563) in cui parlano anche della musica eseguita in chiesa:

  • Nuova edizione di tutti i canti gregoriani: riordinati e selezionati
  • Abolizione di elementi profani nei canti della chiesa
  • Comprensibilità del testo sacro (i franco-fiamminghi lo avevano reso incomprensibile! Alcuni prelati avevano chiesto l’abolizione della polifonia, ma grazie a Giovanni Pierluigi da Palestrina, che era maestro di cappella, che compose una messa polifonica così bella che ritirarono la richiesta)

Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525ca-1594)

Crea uno stile: "stile alla Palestrina". Egli lavora sempre a Roma, città ricchissima di istituzioni musicali: oltre alla corte principale del Papa c’erano altre corti satellite dei cardinali. Queste sono quelle del Papa:

  • Cappella Sistina → cappella privata del Papa
  • Cappella Giulia (San Pietro) → la più importante
  • Cappella della Basilica di San Giovanni in Laterano
  • Cappella della Basilica di Santa Maria Maggiore

Palestrina scrive una serie di messe dedicate ai Gonzaga, le messe mantovane, però poi rimane a Roma come maestro di cappella ufficiale della corte papale. La sua produzione è massiccia: 105 messe, 90 mottetti…, quasi tutta legata alla liturgia.

Missa Papae Marcelli, che convinse il concilio a non abolire la polifonia:

  • Composta intorno al 1555
  • Dedicata a Marcello II
  • Messa polifonica a 6 voci

Riesce ad attenersi ai dettami del concilio, soprattutto per quanto riguarda la comprensibilità del testo sacro → omoritmia

Divisa in 7 sezioni:

  • Kyrie
  • Gloria
  • Credo → fondamentale perché concerne la professione di fede del credente
  • Sanctus
  • Benedictus
  • Agnus Dei I
  • Agnus Dei II

Le frasi più importanti sono dette insieme da tutte le voci; finisce la frase e finisce anche la frase musicale.

Madrigale

Ci spostiamo nelle corti: principale forma vocale profana polifonica.

Mecenatismo e committenza: si basa sulla presenza di un committente; l’artista è un semplice impiegato della corte, un artigiano, non un libero professionista (musicisti sono messi insieme ai falegnami nelle liste delle corti). Anche le sue opere erano patrimonio di tutta la corte. In più comincia a nascere una piccola fetta di mercato grazie alla stampa musicale.

Mecenatismo Istituzionale e Mecenatismo Umanistico: Categorie create da Claudio Annibaldi nei saggi sul mecenatismo: la prima fa creare opere per tutte le celebrazioni e cerimonie della corte rivolte ad altre corti o personaggi importanti (es. visite del papa); il secondo è quello interno alla corte che crea quelle musiche per l’intrattenimento privato della corte (Isabella d’Este).

Madrigale: è un genere vocale di carattere profano che si ispira al madrigale poetico. Pietro Bembo codifica la lingua italiana con la base della prosa in Boccaccio e della poesia in Petrarca. Egli focalizza l’attenzione sulla fonetica delle parole e sul loro senso → in base ai suoni cambia il significato di una frase. → nel madrigale si crea un nuovo rapporto fra musica e poesia. Nasce dalla frottola, che per

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giske96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof D'Ovidio Antonella.
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