Il Seicento musicale
“barocco”
Il termine non è adatto a descrivere il periodo in musica
- termine dispregiativo
“è
- barocco ciò che è bizzarro”
- in ambito musicale è usato per la prima volta da J.J. Rousseau
- non ci da una definizione accurata
- usato in ambito musicologico dai primi anni del 900
Le grandi innovazioni del secolo:
- tecnica compositiva del basso continuo: linea melodico armonica a sostegno della
composizione; accordi per clavicembalo più uno strumento a corde tipo viola o violoncello
- il canto a voce sola, con accompagnamento strumentale (monodia accompagnata): Nuove
musiche, Caccini, 1602
- opera in musica
Il madrigale:
- nasce tra Firenze e Roma fra 1520 e 1530 e diventerà il genere predominante
- nasce come composizione a sole voci (5); nel 600 introdurrà basso continuo e canto a
voce sola
- Battista Guarini: madrigale come genere poetico
- Claudio Monteverdi: compositore importante di madrigali
- la musica cerca di emulare ciò che la poesia racconta: ogni verso chiude in cesura, e viene
rappresentato singolarmente musicalmente
- testi privilegiati: Petrarca, Ariosto, Tasso, poi Guarini e Marino
- forme poetiche: sonetto, ottava rima, canzone, sestina, madrigale (versi sciolti, settenari ed
endecasillabi)
- destinatari: coloro che lo cantano per proprio diletto
- anello di congiunzione tra 500 e 600; di successo anche all’estero
(Cremona, 1567-1643)
Claudio Monteverdi
Prima formazione musicale presso la cappella del Duomo di Cremona, insegnante:
Marcantonio Ingegneri
1582 pubblica la prima raccolta stampa, Canzonette sacre a 3 voci (1584)
Pubblica tre raccolte in pochissimo tempo, a partire dall’età di 15 anni
8 libri di madrigali + 1 postumo (composizioni già stampate e non):
- primi 5 libri dal 1587, Mantova
Altre composizioni, tra cui liturgie
1590 era musicista stipendiato presso la corte di Mantova
1613, Venezia, maestro di cappella in S. Marco: status sociale molto elevato; al massimo
della carriera, negozia condizioni a lui favorevoli
VI libro (1614) pubblicato senza lettera dedicatoria (lettera dopo il frontespizio del libro,
dedicata a chi ha finanziato la pubblicazione del libro, necessario per appunto pubblicare):
tanto famoso da non averne bisogno, editore talmente certo del successo che non chiede
finanze
MONTEVERDI VS ARTUSI (canonico regolare a Bologna), polemica
“L’Artusi,
- Artusi nel 1600 scrive un trattato a forma di dialogo ovvero delle imperfezioni
della moderna musica”: prende 7 passi dai madrigali di Monteverdi privati di testo, li
“non
dichiara aderenti ai canoni del contrappunto”; soprattutto madrigali dal IV e V libro
(prima che venissero pubblicati ufficialmente)
- secondo Artusi il fine del compositore è quello di dilettare; Monteverdi viene meno delle
“buone regole” derivanti direttamente dalla natura, senza le quali, l’intento di dilettare viene
meno: la musica di Monteverdi deve essere censurata
“Cruda
- Amarilli”
“ahi
su lasso”, suono dissonante: dissonanza accettata dalle regole del contrappunto, ma
deve avere preparazione, far risolvere per grado
Monteverdi non aderisce a questa regola, per enfatizzare il testo poetico, finalità espressive
Artusi è un tradizionalista, le regole devono essere rispettate a prescindere
- Monteverdi non risponderà mai direttamente alla critica di Artusi: 1633 dichiara che
avrebbe voluto scrivere (formalizzare il pensiero), ma il suo mestiere è quello di fare musica:
“Avvertimento”
1605-1607 seconda pratica nell’ nel V libro; poi glossato nella
“Dichiarazione” “Scherzi
allegata agli musicali”:
PRIMA PRATICA SECONDA PRATICA
armonia non comandabile, signora dell’armonia: orazione
ma comandante (Cipriano, Marenzio, Wert,
(Ockeghem, Josquin, Zarlino) Luzzaschi, Peri, Caccini)
“Sfogava
con le stelle”, composizione di Monteverdi con testo poetico di Rinuccin; IV libro
- su certe parti, le 5 voci si sovrappongono, cantano omoritmicamente (a scelta degli
esecutori): impressione che il testo sia intonato direttamente dal poeta (una sola persona):
porta al teatro, opere in musica non più 5 voci separate, dove il testo è più importante,
cantano omoritmicamente
- novità apportata: il testo poetico può dettare le regole e può essere espressione del poeta
V libro (1605)
- ultimi sei madrigali, basso continuo obbligatorio (strumento che sostiene una voce che è
sola; spesso clavicembalo; non indicato ma deciso dagli esecutori)
- anni in cui nasce il teatro: figlio del basso continuo
-“T’amo mia vita”, Venezia 1605 (testo di Guarini)
basso continuo: liuto
basso numerato/cifrato: prassi che va improvvisata, che da sostegno alla voce capace di
rappresentare il personaggio
La monodia accompagnata
Canto a voce sola con accompagnamento strumentale
Arte già presente nel 500, ma soffocata dalla cultura ufficiale generale
Esiste grazie al basso continuo, che permette alla voce di star sola, accompagnandola. Esso
è spesso eseguito da due strumenti: uno che fa la linea grave, uno gli accordi
Basso continuo = basso numerato/cifrato: scritto in forma sintetica, realizzato improvvisato
dagli esecutori; compositore aiuta gli esecutori mettendo dei numeri sulla linea di basso
“Cento
concerti ecclesiastici” (mottetti) di Viadana
(“Nuove musiche”, 1602)
Giulio Caccini
Nasce 1551, Roma
Formazione in Cappella Giulia (S.Pietro)
1565: licenziato per il cambio della voce
Trasferisce e lavora presso la famiglia De’ Medici
Nuove musiche:
- raccolta emblematica delle nuove forme di composizione, contiene indicazioni pratiche
sulla nuova musica
- scrive tutte le fioriture che ritiene necessarie; indica i punti precisi in cui l’esecutore le può
utilizzare
- mentre i madrigali erano mezzo di diletto per i nobili, ora la musica diventa prerogatura di
poche corti, da esibire in occasioni importanti e da esecutori professionisti
- testi poetico-musicali madrigale vs aria + musica teatrale
- come il madrigale, forte interesse per il testo poetico e la sua interpretazione
“recitativo”;
- atteggiamento individuare i personaggi recitanti: cantanti professionisti
- sia in madrigali che in arie, ha sempre voluto rendere in musica il testo poetico, cercando
di nascondere in esso le regole del contrappunto per quanto possibile
- giri di voce non necessari, si possono usare ma secondo alcune regole
- non condivide le tecniche vocali quali: la voce che inizia una terza sotto; iniziare da una
nota per poi crescerla. Giusto modo d’intonazione per lui: ESCLAMAZIONE, ovvero intonare
la prima nota forte, per poi scemarla
- TRILLO: ribattuta di gola, da lento a veloce
- GROPPO: (trillo di oggi, su due note)
- prassi che prima di Caccini non era stata codificata: primo a scriverlo
- SPREZZATURA: modo di cantare non a metronomo, liberi di porgere il testo respirandolo,
dilatandone il tempo: canto RUBATO (possibile solo perché canto a voce sola)
“Vedrò ‘l
Madrigale mio sol” (Firenze, 1602, Nuove musiche)
- basso continuo a due strumenti, voce sola
- ultima sprezzatura finale: il continuista esegue gli accordi aspettando l’esecutrice della
linea vocale, ancora una volta, possibile solo perché canto a voce sola
- testo di A.Guarini: testo amoroso, amore non corrisposto (Settimo ed
La monodia accompagnata nella produzione monteverdiana
ottavo libro di madrigali)
“Concerto,
Settimo libro: settimo libro di madrigali a 1,2,3,4 et sei voci, con altri generi de
canti” “mettere
- Concerto: termine molto usato nella musica secentesca; d’accordo”: Prassi di
eseguire insieme, perlopiù con partecipazione strumentale
- madrigali di seconda pratica
- no madrigali a 5 voci: esclude ciò che è l’organico tipico del madrigale: monodia
accompagnata
- canti in stile recitativo/rappresentativo: tale forza espressiva che mette in scena gli affetti
“altri
- generi..”: mette opere come canzoni, canzonette,arie
Aria: andamento ternario, struttura strofica
“Madrigali
Ottavo libro: guerrieri et amorosi con alcuni opuscoli in genere rappresentativo
che saranno per brevi episodi fra i canti senza gesto”
- ira, temperanza, umiltà o supplicazione: i tre principali registri stilistici, tradotti in musica
sono i generi: concitato, temperato, molle
Monteverdi, in vecchi trattati altrui, non trova lo stile concitato (ira, guerra): lo ha quindi
realizzato
- stile concitato: tempo pirricchio = ribattuto di note identiche per altezza e valore
- raccolta divisa in due parti: madrigali guerrieri (guerre d’amore)/ madrigali amorosi
“Tancredi
e Clorinda” (testo di Tasso)
- occasione per rendere lo stile concitato
- musica concertata “imitate”
- trombe: strumenti che incitavano alla guerra, ai tempi. nel componimento dalle
voci, in certi punti
- eseguito per la prima volta nel 1624
- Clorinda: guerriera pagana che si infiltra nel campo della fazione avversa ove c’è Tancredi,
travestiti non si riconoscono, lottano tutta la notte, lui uccide lei, si riconoscono mentre lei
muore fra le braccia di lui
“Or ‘l –
che ciel e la terra” (sonetto di Petrarca) Venezia 1638; ottavo libro, prima parte
- madrigale diviso in due: 2 quartine, 2 terzine
- amore non corrisposto
- prima quartina: descrizione della natura, quiete della notte;
omoritmia, testo più comprensibile, prevalenza di registro grave: per descrivere
uditivamente la notte;
armonia: tappeto omogeneo, non succede niente
- seconda quartina: descrive una guerra fra se e se
“Veglio,
- veglio, penso” (pg. 19 dispensa): quinte ed ottave parallele: per raffigurare il
disordine mentale; contraddice le regole dell’armonia
- presenti forti cesure
- tenori spesso insieme: rappresenta la voce del protagonista che parla in prima persona
“Non –
avea febo ancora” (Venezia 1638 libro ottavo, seconda parte) testo di Rinuccini
- 10 strofe divise in 3 parti: 1.descrizione; 2.discorso diretto della ninfa; 3.descrizione
- rappresentativo
- voci maschili: 3 pastori, compatiscono la ninfa che piange
- disperazione di lei + commiserazione dei pastori
“calpestando
- i fiori”: ritmo più mosso per rendere l’immagine
- prima e terza parte ciascun esecutore legge la sua parte, tempo rigoroso (battere/levare)
- seconda parte, 3 voci maschili in partitur
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