Storia della musica
Il Duecento
Musica e grammatica
Seconda metà del IX sec.: rinascenza carolingia. Movimento culturale iniziato da Carlo Magno, influenza anche il campo musicale: trattatistica che unisce il recupero della teoria antica e l’attenzione verso la pratica contemporanea.
Manoscritti che contengono anche trattati di grammatica e retorica. Trattato anonimo “Musica enchiriadis”: sottolinea le analogie strutturali tra linguaggio e musica.
Combinazioni di suoni: anche tra due linee melodiche contemporanee: polifonia (diaphonia) (organum). Incontri di suoni consonanti o dissonanti; risultato: combinazione di elementi contrastanti che si fondono in un “concentu concorditer dissono”: concezione di un ordine universale in cui trovano composizione contrasti particolari; polifonia = “immagine sonora dell’armonia del mondo”.
Trattazione della diaphonia e riferimento al modello linguistico furono ripresi dal monaco Guido in Microgolus. Metrica letteraria: si distinguono i pedes (due o più sillabe) e versus (due o più pedes). Melodia: si distinguono neume (due o più note) e distinctiones (due o più neume).
Tradizione in cui la metrica fa parte della disciplina musicale. Trattato di Agostino “De Musica” (prevalentemente un trattato sulla metrica).
Classificazione di Isidoro da Siviglia in Etymologie: divisione della musica in tre parti: harmonica; rhytmica; metrica (“quella che conosce la misura dei diversi metri”).
“Cantus planus binatim”: pratica di improvvisare secondo formule prestabilite una seconda voce che accompagnasse nota contro nota le melodie liturgiche: forma di polifonia utilizzata per tutto il Medioevo nell’intera Europa.
Tra fine XII sec. e inizio XIII a Notre-Dame si utilizzavano 3 o 4 voci: necessario introdurre un sistema che attraverso la misurazione precisa della durata relativa dei suoni permettesse di governare il fluire contemporaneo nel tempo di diverse voci:
- La musica deve regolare sia la mensura localis (altezza delle note) sia la mensura temporalis (misura del tempo e cioè delle note).
- La metrica offriva modelli facilmente trasferibili per analogia al campo musicale.
Sezione sulla metrica “Doctrinale” di Alessandro de Villa Dei: sei “modi” principali dell’organizzazione del ritmo corrispondenti a 6 piedi di metrica classica.
Viene elaborato un vero e proprio sistema di valori musicali: musica mensurabilis. Due valori principali: M e m (lunga e breve) si susseguono secondo 6 combinazioni (modi) utilizzate in sequenze di 2, 3, 4 o più “ordines” separate da una pausa che sostituiva la nota finale dell’ultimo piede.
La struttura della composizione polifonica era quindi analoga a quella di un poema classico. Momento essenziale nella trasformazione della composizione musicale in fenomeno rilevante sul piano culturale.
Necessità di elaborare un sistema di segni per ordinare e conservare su pagina la musica mensurabilis (troppo complessa per essere propagata a voce o a memoria):
- Figure simplices: segni delle singole note (lunga e breve).
- Figure composite: più note.
Musica trova posto nei libri ed entra a far parte del panorama culturale ufficiale.
Musica e retorica
Musica e retorica presentano analogie: entrambe hanno proprie forme di ornato. “De mensurabili musica” di Giovanni di Garlandia - Trattazioni di figure retorico-musicali.
Oggetto dell’udito che provoca piacere uditivo; diverse - color: classificazioni delle forme - sonus ordinatus: ripetizione di un motivo musicale “Musica discendente sui gradi discendenti contigui della scala (in poetica)” di Joachim Burmeister definito come climax - repetitio: riesposizione di un motivo musicale già precedentemente esposto (chiasmo).
Dal Rinascimento le occasioni per le esibizioni di eloquenza, spesso sostituite da manifestazioni musicali; sempre maggiore dal XVI secolo. Comunanza di lessico tecnico.
Legame che affonda le sue radici nei contenuti e nei metodi di insegnamento delle scuole medievali (scuole parrocchiali); grande importanza all’arredo sonoro delle cerimonie religiose, incluse processioni e funerali.
S. Gregorio (12 marzo) cominciava l’anno scolastico e aveva luogo la festa scolastica principale - allievi di queste scuole, prima di tutto allievi del coro; scuola prima di tutto istituzione corale della Chiesa, particolarmente per figli di gente povera.
Attività scolastica parte dell’attività ecclesiastica, le esigenze della Chiesa prevalevano sulle esigenze dell’istruzione.
Musica: apparteneva al gruppo di discipline fondamentali del discorso, riunite nel trivio della organizzazione scolastica antica: arti “formali” o “attive” della grammatica, dialettica e retorica (musica accostata principalmente a grammatica e retorica).
Al trivio seguiva il quadrivio: riunite le scienze matematiche, le “reali”: l’ars musica accanto all’aritmetica, alla geometria, all’astronomia.
Importanti per queste relazioni l’ingresso delle correnti preumanistiche nel settore dell’insegnamento elementare. Cochlaus, “Tetrachordum musices”: manuale scritto e pubblicato come rettore della scuola di S. Lorenzo.
Libro che ha fatto epoca nella pedagogia musicale, quale primo manuale destinato all’istruzione dei giovani nella scuola elementare, quale primo “catechismo” musicale redatto in forma di domande e risposte; anche manuale di grammatica e retorica.
4 trattati:
- Elementi fondamentali dell’antico quadrivio come la classificazione della musica, la tipologia dei musicorum genera, informazione sugli strumenti musicali;
- Musica plana sviluppatasi dall’antico insegnamento del canto liturgico;
- Trattazione dei modi che servì da modello all’allievo di Cochlaus, Enrico Glareano;
- (destinato alla scuola elementare) tratta della musica misurata, a cui si aggiunge ancora una teoria della composizione e una introduzione al canto degli inni polifonici e metrici insieme con la più antica testimonianza del loro uso nelle scuole elementari.
Introduzione del canto polifonico nelle scuole elementari e nelle università: una delle durature conquiste che la storia della musica deve al preumanesimo tedesco.
Si occupa dei 4 generi musicali: oratores, poetae, histriones e mimi, musici e cantores; spiega la differenza tra il musicus d’antico stampo e il cantor ecclesiastico mediante la differenza tra il retor ed orator.
Funzione importante anche affidata nella pratica scolastica alle odi polifoniche composte secondo la metrica antica su testi di Orazio o di altri poeti latini e a composizioni analoghe su testi di inni cristiani medievali.
In questi casi musica e poesia, rimaste a lungo subordinate a grammatica e retorica, prendevano insieme il sopravvento: musicista diviene poeta, musica equiparata alla nuova poesia.
Nella successiva età del manierismo musicale e del suo “stile rappresentativo” si può parlare di una letterarizzazione e di una retoricizzazione della musica.
Bernhard: “cantar d’affetto”: “quella maniera di canto che presta attenzione al testo”
La retoricizzazione della musica raggiunge il suo picco nell’età barocca sotto l’impulso delle nazioni di lingua romanza.
Oratore e musicista: unico scopo fondamentale, sia per ciò che concerne l’elaborazione delle cose da eseguire sia per ciò che concerne l’esecuzione stessa, cioè impadronirsi dei cuori, eccitare o placare le passioni, trasportare gli ascoltatori ora in questo ora in quell’affetto.
Nell’età dell’Illuminismo e del razionalismo, con l’affermarsi di un’istituzione e di una cultura non più legate alla Chiesa ma autonome e laiche, sotto l’influenza della letteratura francese che domina i circoli più in vista, si delinea un nuovo sistema di vita, di educazione e di insegnamento.
Il nuovo umanesimo eleva la filologia e l’estetica al rango di elementi costitutivi della moderna formazione dell’individuo, in accentuata contrapposizione all’ideale religioso.
Mentre nei ginnasi e nelle università la cultura latina si esaurisce, lo scrivere latino, il parlare latino, il cantare latino escono dall’uso; così il legame scolastico tra musica e oratoria si spezza definitivamente: l’insegnamento della musica dovrà ora affrontare nuove strade.
Musica e poetica
I primi trattati sulla musica misurata elencano diversi tipi di composizione in cui tecnica polifonica, metrica e retorica musicale trovano applicazione. Descrizione più precisa: Giovanni de Grocheo: all’utilizzo da parte della società parigina, al tempo costituita secondo la tradizionale tripartizione medievale: oratores, bellatores, laboratores; quindi 3 generi musicali:
- Musica simplex (/civilis/vulgaris): monodia, laica, testo non latino;
- Musica composita (/regularis/canonica/mensurata): polifonica, seguente una regolare misura del tempo;
- Musica ecclesiastica: scopo puramente religioso.
Musica simplex: monodia profana - diverse specie musicali scopo: recare sollievo all’uomo - species: 3 di canto, 3 di cantilena - classificazione canti: retorica: 3 stili in base alla qualità della tecnica e ai destinatari (alto, medriocre, basso).
Stile alto: es. canto coronato (canto dei trovieri); composto anche da re e nobili; eseguito nelle corti per esortare eroismo, generosità, fortezza.
Stile mediocre: canto gestuale di eroi e santi; destinato a anziani, lavoratori, ceto medio; per il tempo libero; sollievo dalle fatiche lavorative e stimolo.
Stile basso: canto versuale; destinato ai giovani per non lasciarli nell’ozio totale.
Musica ecclesiastica: monodia religiosa - solo per ecclesiastici - divisa in 3 membri: musica per il mattutino (per la notte); musiche per le ore (determinate ore del giorno); musiche per la messa (le più importanti, con partecipazione dei fedeli).
Musica misurata - autonomia artistica del genere data dal fatto che fosse fatta sulla base delle sue caratteristiche tecniche: musiche polifoniche sacre/profane - tempus perfectum: unità di misura del tempo musicale per misurare esattamente la durata di tutte le voci di una composizione musicale.
Epoca di cambiamento radicale nella concezione del tempo: non più “tempo della chiesa” ma “tempo del mercante”: misura precisa della polifonia artistica.
Tripartizione in base agli stili (retorica):
- Alto: motetus 2,3,4 voci; testi differenti; melodia preesistente; musica profana particolarmente raffinata; eseguita alle feste di persone colte.
- Mediocre: organum (sottospecie: conductus) 2,3,4 voci; medesimo testo; melodia preesistente; musica sacra; persone colte e ricchi.
- Basso: hoquetus 2 o più voci; suoni e pause si alternano tra le voci, a volte sovrapposte, a volte creano vuoti; giovani.
Modus componendi - influenza della filosofia scolastica: musica vocale composta da Materia (testo poetico) e Forma (veste musicale) - costruzione struttura polifonica: prime parti principali poi secondarie (a partire dalla voce più bassa) e successive addizioni delle voci superiori (tenor duplum, triplum, quadruplum).
L’Organum a Notre Dame
Anonimo 4: primo maestro di Notre Dame, Leonino, aggiunse una seconda voce alle melodie liturgiche per la messa e l’ufficio per ampliare il servizio divino. Organum = ampliamento ed arricchimento della presenza musicale nel rito religioso.
Il maestro successivo, Perotino, abbrevia certe sezioni degli organa di Leonino; ne sostituisce alcune con altre di propria composizione.
Senso di amplificazione dei canti liturgici tramite l’organum.
Analogie con procedimenti letterari diffusi in quel periodo (es. acrostici). Come le parole nel testo liturgico, così le note nell’organum costituiscono il presupposto per costruire una struttura più ampia a scopo di preghiera.
Il “conductus” politico
Tutte le voci procedono con andamento ritmico uniforme, quasi nota contro nota, come solo alcune sezioni dell’organum. Testi in versi e composti contemporaneamente alla musica che li accompagna.
Forma musicale più utilizzata per argomenti non necessariamente religiosi: avvenimenti della storia religiosa e civile in Francia ed Inghilterra. Funzione celebrativa e di onoreficenza del protagonista, religioso o laico.
Intonazione sillabica del testo. Ampio melisma sulla prima e l’ultima sillaba di ogni verso e/o strofa:
Testo che risulta inquadrato tra due momenti esclusivamente musicali: risaltato. Funzioni:
- Rappresentativi dei conflitti tra potere politico e potere religioso del periodo.
- Compianto funebre.
- Temi politici.
Il “motetus” francese
Procedimento di applicare un testo a melodie preesistenti ben noto in ambito musicale religioso, da esso hanno tratto origine tropi e sequenze. Si crearono composizioni polifoniche originali costituite da un tenor liturgico e una o più voci intonanti testi latini e/o francesi differenti.
Polifonico e politestuale.
Emblema della musica medievale e del suo rapporto analogico con la poesia. L’insieme delle linee musicali equivale alla concorde varietà dell’espressione verbale.
A volte le voci che dialogano sul tenor sono le voci di personaggi distinti (es. “Trois serors, sor rive mer/ Chantent cler”: sul tenor strumentale le tre voci rappresentano il canto di tre sorelle).
A volte invece l’accordo tra le voci è l’aspetto musicale dell’accordo tra testi che svolgono gli stessi concetti. Così come le voci hanno andamento autonomo e ritmi differenti, anche le situazioni possono essere diverse.
La pluralità della struttura musicale corrisponde ad una pluralità di situazioni testuali che ora concordano ora discordano: una sorta di polifonia verbale; rispecchiamento tra testo poetico e testo musicale.
Applicazione sistematica e congiunta della “repetitio” come procedimento retorico e come procedimento musicale. Alcuni forse usati anche in cerimonie liturgiche.
Mostrano che ai trattenimenti partecipa anche qualche cherico. Ambiente principale di produzione e consumo: Università di Parigi, tra gli studenti.
Quindi genere praticato da una stretta cerchia di conoscitori, così che essi spesso venivano nominati nei testi. Primo contatto storico tra poesia in lingua romanza e polifonia misurata.
Repertorio completamente anonimo (ad eccezione di Adan de la Hale, Uni di Parigi ca. 1260).
I generi musicali nella società francese
- Francia settentrionale: ruolo protagonista tra fine XII sec. e inizio XV: evento decisivo che stabilirà il predominio della musica europea su ogni concorrenza: l’avvento della polifonia.
- Organum parigino, genere più importante della musica liturgica: polifonico (altri generi costituiscono il momento quotidiano del far musica e testimoniano la diffusione di musica ecclesiastica in età gotica).
- Nell’articolazione formale della musica duecentesca si riflette l’articolazione corporativa della società medievale: clero (determinato gruppo di forme musicali e poetiche, a testa il conductus); nobiltà (canzone dei trovieri); borghesia (musica strumentale e per danza).
- Grande maestro dell’organum francese: Perotino (Notre Dame), che trasformò rielaborandolo, il ciclo di organa a due voci di Leonino e creò coi propri organa a tre e quattro voci le opere più importanti della musica liturgica gotica.
- Le composizioni a tre o quattro voci non contengono più sezioni in ritmo libero e in stile d’improvvisazione a differenza di quelle a due voci.
- Al tenor liturgico (guida) spetta il compito di sostenere il tutto con note lunghe o pedali di grande efficacia.
- Musica liturgica del periodo gotico è da tenere separata dall’arte musicale propria del ceto ecclesiastico: essendo l’uomo di chiesa personaggio pubblico e titolare di un ufficio, doveva prendere posizione di fronte a problemi morali, religiosi e politici: produzione di una vera e propria arte di classe (forma principale: conductus):dalla seconda metà del XII sec. andò allargandosi fino ad abbracciare l’intero campo della poesia latina d’ambiente ecclesiastico, dai canti politici o di biasimo edificanti alla preghiera privata.
- Struttura musicale varia tanto quanto il contenuto testuale, appoggiandosi in parte a modelli della lirica amorosa, in parte alla tradizione della sequenza, spaziando dall’elaborato lai alla semplice canzone strofica.
- Lo stile alto del conductus ha due tratti tecnici fondamentali in comune con l’organum di Notre Dame: l’andamento melismatico (introduzione, conclusione o separazione dei singoli versi del testo) e l’uso della polifonia (diversa per il fatto che tutte le voci sono di libera invenzione e il loro ritmo è funzionale ad una chiara declamazione del testo poetico).
- Conductus: forma efficace e semplice di polifonia di duratura influenza.
- L’arte di classe della società cavalleresca è la lirica amorosa.
- È più un gioco astratto e formale che un’arte.
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