Lezione 1. Polifonia Franco-Fiamminga
1.1. Polifonia Franco-Fiamminga Messa Latina prima del Concilio Vaticano II
Fenomeno musicale predominante della musica d’arte europea nel 1400 =
oritura della polifonia Franco-Fiamminga e sua distribuzione nelle istituzioni PROPRIUM ORDINARIUM
politiche ed ecclesiastiche del continente europeo. Brani in grassetto = canti
Introito
Caratteristiche:
Assetto polifonico a 4 parti (Cantus, Altus, Tenor, Bassus) Kyrie
• Parità delle parti nel tessuto polifonico = coinvolgimento paritario delle parti
• Gloria
A cappella = destinazione ideale delle parti alle sole voci, senza strumenti,
• Colletta
così chiamata perché tipica delle cappelle musicali ecclesiastiche
Tramonto della politestualità = nuova tendenza ad intonare e mettere in Epistola
• musica un solo testo alla volta (politestualità presente ancora nei mottetti) Graduale
Tramonto delle tecniche di composizione modulari e, poi, su cantus rmus
• Alleluia o
preesistente Tractus
Contrappunto imitativo e alternanza tra scrittura contrappuntistica orida e
• [Sequenza]
omoritmico-accordale Vangelo
Queste caratteristiche diversi cano all’interno del repertorio Franco-Fiammingo Credo
le diverse regioni produttive e i generi. O ertorio
Ambienti in cui la polifonia Franco-Fiamminga si sviluppa e orisce sono i grandi
e medi potentati laici ed ecclesiastici. Nelle corti reali ed ecclesiastiche, Secreta
prestano servizio cantori e suonatori quotidianamente, per cerimonie di tutti i tipi Praefatio
e attività di svago.
Nelle celebrazioni liturgiche e laiche = professionisti. Sanctus
Nelle attività ludiche = anche dilettanti, compresi i committenti. Canone
Nel corso del ‘400 = le grandi istituzioni si dotarono di cappella musicale, corpo (Elevazione)
stabile preposto all’esecuzione della musica durante gli u ci, in quanto capace
di eseguire il repertorio polifonico. Cantori erano tutti maschi, tra cui i pueri Agnus Dei
(bambini). Numero in servizio variò secondo la prosperità economica dei periodi. Ad
communio
Generi polifonici predominanti: Postcommuni
1. Messa = indica intonazione polifonico vocale dei canti dell’OM (testo o
invariato tutto l’anno), ovvero i Kyrie, i Gloria, i Credo, i Sanctus e Benedizione
l’Agnus Dei
2. Mottetto = nasce come genere polifonico vocale celebrativo, politico e Congedo
devozionale, viene assorbito (durante seconda metà del ‘400)
nell’ambito liturgico, nel PM (dove sostituisce i canti gregoriani) e nella liturgia delle ore
3. Chanson = corrispondente profano del Mottetto, genere di intonazione polifonico vocale, ti testi in lingua
volgare, invece che in latino
Destinazioni Liturgiche:
Liturgia delle ore = preghiera quotidiana, scandita in 8 momenti imperniati su letture, o recita, o canti dei
• salmi. Questi 8 momenti scandiscono il corso della giornata: mattutino (tra le 2.30 e le 3am), le lodi (all’alba),
la prima (alle 7.30 am), la terza (alle 9am), la sesta (a mezzogiorno), la nona (tra le 2 e le 3pm), i vespri (al
tramonto) e la compieta (prima di coricarsi, entro le 7pm)
1
fi ff fi ffi fi fl fi
Mottetti o brani ascrivibili a questo genere = intonano brani del rito o sostituiscono questi (Introito, Graduale,
• Alleluia)
Canto della Chiesa Romana è il canto piano, detto Gregoriano, ma può essere sostituito da intonazioni
polifoniche. Esso fu presenza preponderante no al Concilio Vaticano II, in quanto era lo standard del repertorio
liturgico cristiano.
Brani della messa polifonica sostituiscono il gregoriano nelle parti dell’OM, mentre i mottetti possono sostituire il
canto piano al graduale e nelle antifone del PM (in quella dell’inizio ovvero l’introito, durante l’o ertorio, e durante
la comunione).
Le altre parti sono recitate o cantillate secondo formule dette toni di recita. La prima lettura è generalmente
l’espistola, o un brano dall’antico testamento. Il canone è la preghiera eucaristica con la consacrazione del pane e
del vino. Esempio 1. Introitus Statui ei Dominus
e Jacob Obrecht, Kyrie (Missa de Sancto Donatiano, 1487)
Esempio 2. Josquin des Prez, Ave maria... Virgo serena (motetto)
Cf. http://obrechtmass.com/home.php
(creato da Jennifer Bloxam) 4
5
2 fi ff
Il Mottetto è una composizione musicale, vocale, con o senza strumenti, di
ispirazione sacra. È caratterizzato da: autonomia ritmico-melodica delle parti
(ciascuna voce ha identità musicale propria); politestualità (testi delle voci
spesso di erenti); sviluppo delle tecniche contrappuntistiche (linee melodiche
indipendenti che si combinano secondo regole tramandate dalla tradizione
musicale occidentale). 6
Esempio 3. Mille regretz (chanson)
Mille regretz de vous abandonner
Et d'eslonger vostre fache amoureuse,
Jay si grand dueil et paine douloureuse,
Quon me verra brief mes jours definer. 8
3
ff 1.2. Frottola
Nel secondo ‘400 e agli inizi del ‘500, l’in uenza del repertorio Franco-Fiammingo era sistematica e capillare tanto
nella liturgia quanto nel profano.
Se la supremazia della Chanson è massiccia, i documenti attestano anche la oritura di repertori in lingua volgare,
riconducibili a situazioni politico-culturali di erenziate.
Esempio è la Frottola, che prende corpo nell’Italia settentrionale dagli ultimi decenni del ‘400 e no agli anni 20 del
1500.
Caratteristiche:
• Non c’è uno standard, per via della varietà morfologica dei testi e delle intonazioni
• 4 voci, di cui la superiore (soprano) è di maggior rilievo in quanto contiene la melodia, mentre le altre si
organizzano in accordi subordinati al superiore = Omofonia
• NO scrittura contrappuntistica
• Stile sillabico, anche se non mancano oriture melodiche e melismi
• Poema cantato ha generalmente la rima (o ripresa) secondo lo schema ABBA, e la stanza (o strofa) secondo lo
schema CDCDDA o CDCDDEEA
• Nella frottola musicale si tende a riprendere, alla ne della strofa, tutta o in parte la ripresa
• MAI eseguita a cappella
• Prevale spesso l’omoritmia
Modalità di esecuzione:
• Discogra a contemporanea ri ette l’uso di eseguire questo repertorio con un cantante che esegue voce
superiore (soprano), e uno strumento polifonico come il liuto o un ensemble di strumenti che l’accompagnano
eseguendo tutte le altre voci
• 4 parti vocali di cui era composta la Frottola erano cantate da cantori
L’esempio che vediamo presenta la rima iniziale
ABBA e la rima CDCDDA nella strofa: Esempio 4. Giacomo Fogliano, L’amor donna ch’io te porto
Esempio 4. Giacomo Fogliano, L’amor donna ch’io te porto
(Frottole Libro Septimo, Venezia, Petrucci, 1507)
L’amor, donna, che io te porto (Frottole Libro Septimo, Venezia, Petrucci, 1507)
volentier voria scoprire
El mio a anno voria dire
che per te pena suporto.
Io non so come ti posa
Descoprir l’ardente foco
Che me bruza no al ossa Frottole Libro Septimo, Venezia, Petrucci, 1507
E non vedo tempo e loco; (Giacomo Fogliano, L’amor donna ch’io te porto)
E che, ahimè, bruzo in foco
Senza haver alcun conforto. 10
Non me do a mandar messo
Perchè temo esser gabato;
S’io te passo per apresso,
Tu te volti in altro lato;
Chiusi son più giorni stato 10
E son anche a pegior porto.
Ahimè lasso ch’io son giunto
Che non posso il mio amore dire
A chi m’ha ferito e punto
Ma tacendo vo so rire:
Me convien del mio servire
Questo merto io ne porto. 17
4
ff fi fi fi ff fl fi fl ff fi fi fi
1.3. Stampa Musicale
Nel ‘400 le fonti musicali sono manoscritte. Dal ‘500 in poi si sviluppano le tecniche di stampa.
Apporto decisivo fu fornito da Ottaviano Petrucci, a Venezia, che nel primo ‘500 pubblica molte raccolte di musica
sacra e profana.
Prima stampata nel 1501 = Harmonica Musices Odhecaton.
Tipi di Stampe:
• Stampa a libro corale, che riprende i manoscritti musicali quattrocenteschi
• Stampa a libri parte, formato prediletto nei successivi decenni
Tecnica di stampa di Petrucci = 3 fasi di impressione e uso di caratteri mobili per ciascun simbolo musicale:
• Prima impressione = ssava i pentagrammi e le grandi lettere iniziali
• Seconda impressione = ssava le note
• Terza impressione = ssava il testo verbale
Dagli anni ’10 innanzi del 1500, la tecnica di Petrucci coesistette con quella di ambiente romano della silogra a, in
cui il testo da stampare era ingaggiato in matrici di legno.
Svolta decisiva = stampa a una sola impressione, dove il carattere mobile conteneva non solo la nota, ma anche il
frammento di pentagramma. Impiegata a Londra e Parigi, abbatte i costi di produzione e fu presto adottata in tutta
europa. Harmonice Musices Odhecaton A, Venezia, Petrucci, 1501
Harmonice Musices Odhecaton A, Venezia, Petrucci, 1501
Harmonice Musices Odhecaton A, Venezia, Petrucci, 1501
12 13
5 fi fi fi fi
Lezione 2. Il Madrigale
All’inizio del ‘500 compare nello scenario musicale il Madrigale. Esso era già noto come letterario = solo testo,
poesia medievale che non segue schemi precisi. In questo periodo, esso subisce le in uenze della polifonia
franco- amminga, diventando polifonico = intonazione di testi poetici liberi e astro ci, solitamente in toscano
colto, di origine profana e corrispondenti a sonetti, canzoni, ballate.
2 fattori contribuirono alla nascita di questo genere:
Uni cazione linguistico-letteraria = progressiva delineazione dell’uni cazione linguistico-letteraria sotto il
• segno del toscano colto; di pari passo a questo fenomeno, si ebbe la nobilitazione della polifonia, non più
semplice e basilare come la Frottola, ma più simile a quella liturgica (Messa e Mottetto) e profana (Chanson)
Penetrazione della polifonia franco- amminga, data dalla circolazione di manoscritti e prime stampe di musica
• di Petrucci
Il Madrigale era concepito per la pratica domestica e privata, tanto che si a erma come genere prediletto
dell’intrattenimento artistico e borghese: era destinato all’esecuzione da parte di ensemble ristretti, e ogni parte
corrispondeva ad una sola voce, quindi a un solo esecutore (questo signi ca che 2 voci = 2 cantori, 4 voci = 4
cantori, 5 voci = 5 cantori). Per quanto riguarda il connubio tra cantori e strumentisti, 1 parte poteva essere
sostituita da 1 strumento.
Caratteristiche dell’intonazione musicale. Contrasti tra:
Contrappunto orido (imitativo) ›‹ omoritmia
• Omogeneit ›‹ variet modale
• Consonanza ›‹ dissonanza = importante ricordare che vi sono 2 tipi di dissonanze:
• Dissonanze trattate = tipiche del Madrigale delle origini
• Dissonanze marcate = tipiche del Madrigale tardo
•
Valori ritmici lunghi ›‹ brevi
• Densit di erenti dell’organico (completo ›‹ ridotto)
•
I primi esemplari di Madrigali nel primo ‘500 = sillabici e omoritmico accordali, a 4 voci, con cadenze marcate
(come nella Frottola); un esempio è il Bianco e Dolce Cigno, che appartiene al Primo Libro di Madrigali d’Archadelt
a Quattro (Venezia, Gardano, 1539). Successivamente, nel secondo ‘500, compare il Madrigale polifonico =
contrappuntista, a 5 o 6 parti, tiene di più al descrivere testi poetici vari (Tasso e Guarini) con solo mezzi musicali; i
testi, caratterizzati da ricerca lessicale e fonetica, ricoprono ruolo fondamentale, tanto che la musica li
approfondisce utilizzando 2 espedienti: la forma aperta e il concetto di madrigalismo.
Il madrigalismo è un arti cio compositivo che aderisce strettamente al testo poetico, descrivendolo gra camente
e musicalmente. La forma aperta è in contrapposizione con la forma stro ca, coincide con il Durchcomponiert.
Grazie alla forma aperta, la musica descrive meglio i sentimenti e le emozioni del testo poetico.
I madrigalisti di questo periodo si spingono ai limiti della normativa contrappuntista o li superano, per dare corpo
alle tensioni racchiuse nei testi lirici. Nell’ultimo periodo, il Madrigale diventa sempre
Esempio 1. Il Primo Libro di Madrigali d’Archadelt a Quattro più patetico e manierista = comincia a risentire
degli e etti delle novità date dallo stile
(Venezia, Gardano, 1539) concertato; dal 5° libro di Madrigali di
Monteverdi inizia a comparire il Basso Continuo
e una riduzione delle voci; lo stile del Madrigale
vocale continua mentre si sviluppa il Madrigale
Concertato, che diventa una forma musicale a
tutti gli e etti, aperta o stro ca, che ingloba lo
stile concertato.
3
7
6
fi à ff fi ff ff à fl à fi fi fi fi fi fi ff fi fl fi
Esempio 1. Jacques Arcadelt, Il bianco e dolce cigno
7
Il bianco e dolce cigno
cantando more, et io Esempio 1. Il Primo Libro di Madrigali d’Archadelt a Quattro
11
piangendo giungo al fin del viver mio. (Venezia, Gardano, 1539)
7
Strana e diversa sorte,
ch’ei more sconsolato
ed io moro beato.
Morte che nel morire 11
m’empie di gioia tutto e di desire.
Se nel morir, altro dolor non sento,
di mille morti il dì sarei contento.
1 = C A e T - 2 = entra B - 3 = riproposto blocco a sancire la prevalenza della 4
porzione dolente - 4/5/6 = C A e T stile sillabico (omoritmico) - 7/8 = omoritmico - 9
mille morti
= reso per accordi - 10 = ampli ca le iperboliche 3
Esempio 2. Luca Marenzio, Solo e pensoso i più deserti campi
(Nono Libro de Madrigali, Venezia, Gardano 1599) 10
7
fi
Lezione 3. Origini del Concertato e della Monodia
3.1. Concerti Ecclesiastici
Il raddoppio o la sostituzione nella polifonia sacra e profana, idealmente composta per le sole voci, è prassi
attestata nel 1400 e nel 1500. Negli ultimi 20 anni del 1500 emerge una novità = oltre ai soliti libretti per voci, gli
editori cominciano a stampare un ulteriore libretto parte per gli organisti; tale libretto poteva contenere una
partitura di sintesi, ovvero un insieme di tutte le voci ridotto per l’esecuzione alla tastiera; oppure poteva
contenere il Basso Cavato.
Basso Cavato = linea melodica formata dalle note di volta in volta più gravi del Basso, corredata eventualmente di
numeri che indicavano l’armonia da realizzare, corrispondente a quella di ciascun brano. Sinonimo del Basso
Cavato è Basso Continuo.
A questo punto, iniziano ad apparire composizioni in cui il Basso Strumentale non è più derivato per sostenere o
raddoppiare le parti vocali, bensì diventa una componente della concezione complessiva, e questo lo si vede nei 3
libri dei 100 concerti ecclesiastici = 4 libretti + Basso per sonar l’organo.
Le ragioni pratiche che condussero Ludovico Viadana ad immaginare questa soluzione, e da cui dipese questo
straordinario successo, sono riportate nel seguente testo:
«Molte sono state le cagioni (cortesi Lettori) che mi hanno indotto à comporre questa sorte di Concerti: fra le quali questa è
stata una delle principali: il vedere cioè, che volendo alle volte qualche Cantore cantare in un’Organo ò con Tre voci, ò con Due,
ò con una sola erano astretti per mancamento di compositioni à proposito loro di appigliarsi ad Una ò Due, ò tre parti, di
Motetti à Cinque, à Sei, à Sette, & anche à Otto, le quali per la unione che devono havere con le altre parti, come obligate alle
fughe, cadenze, a'contrapunti, & altri modi di tutto il canto, sono piene di pause longhe, e replicate, prive di cadenze, senza
arie, nalmente con pochissima, & insipida seguenza, oltre gli interrompimenti delle parole tall'hora in parte taciute, & alle volte
ancora con disconvenevoli interpositioni disposte, lequali rendevano la maniera del canto, ò imperfetta, ò noiosa, od inetta, &
poco grata à quelli, che stavano ad udire: senza che vi era anco incommodo grandissimo di cantori in cantarle. […]»
In breve: non tutte le cappelle potevano contare su un numero su ciente di cantori a realizzare il repertorio
polifonico a 4 o più parti (non di rado le piccole cappelle erano infatti formate da un organista e 1, 2, massimo 3
cantori). Quindi l’esigenza del Basso Continuo nasce dalla necessità di sostenere il canto polifonico in mancanza
di cantori. Prendere alcuni libri parte dalle raccolte di polifonia vocale non garantiva un risultato coerente. Nella
polifonia locale, alcune parti possono tacere od omettere parole, ma ogni parte è comunque costituita per
funzionare con le altre (come per un meccanismo, se ne togli un pezzo non funziona più).
Viadana e altri compositori presero così a scrivere per e ettivi ridotti, da 1 a 3 voci + organo, il quale aveva una
parte di costante sostegno polifonico. 3 4
8
fi ff ffi
Esempio 1. Ludovico Viadana, Duo seraphim
(Cento Concerti Ecclesiastici)
Duo seraphim clamabant,
alter ad alterum:
Sanctus, Sanctus, Sanctus,
Dominus Deus Sabaoth.
Plena est omnis terra gloria ejus.
Tres sunt qui testimonium dant in coelo.
Pater, Verbum, et Spiritus Sanctus
et hi tres unum sunt.
Plena est omnis terra gloria ejus. Amen.
Duo seraphim clamabant,
alter ad alterum:
Sanctus, Sanctus, Sanctus,
Dominus Deus Sabaoth.
Il Duo Seraphim è un Mottetto, qui realizzato a 2 voci.
Plena est omnis terra gloria ejus.
Tres sunt qui testimonium dant in coelo.
Pater, Verbum, et Spiritus Sanctus
et hi tres unum sunt.
Plena est omnis terra gloria ejus. Amen. 6
3.2. Monodia Accompagnata
Tendenza analoga a quella del concertato ecclesiastico viene registrata nel madrigale: essa è una tendenza
impressa da una speci ca esperienza orentina maturata negli ultimi decenni del 1500 (vi era un gruppo di
intellettuali raccolti intorno a Giovanni Bardi, che guardavano interessati al madrigale).
A partire dal 1600, il madrigale e il mottetto solistico furono sviluppati in forma monodica con accompagnamento,
e questo era de nito un nuovo stil
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