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Lezione 1

La storia nasce con la scrittura, può essere considerata quindi narrazione (dal punto di vista dello storico). La musica è un’attività dell’uomo fatta di un insieme di suoni, ciò che esiste in natura non può essere considerata musica. Lo storico della musica studia le strutture/forme musicali, l’evoluzione dello stile/linguaggio musicale, le biografie dei musicisti, le epoche della storia della musica, la relazione della musica con il contesto socio-culturale in cui viene introdotta e il sistema produttivo che la circonda. (Con la riforma del 1600, da cui nascono i collegi, moltissime forme d’arte vennero escluse dai programmi scolastici.)

La musica classica è il tentativo di razionalizzare e cristallizzare la musica. Musica classica, colta o d’arte: “esemplarità, durevolezza nel tempo, eccellenza Dal latino classis; qualitativa”. Nell’antichità romana le varie classi divise per censo servivano a delimitare; prende poi il significato di ciò che si insegna all’interno della classe. L’espressione nasce nel 1500 quando si riscoprono i grandi classici, col passare del tempo il concetto di classico si distanzia dall’autore e si inizia a parlare di opera. All’epoca mancava il concetto di “durevolezza” poiché non esisteva l’idea di repertorio, la musica si ascoltava per un determinato periodo e poi andava nel dimenticatoio.

All’inizio del 1800 invece nasce lo storicismo ed entra in gioco il discorso del classico. Si possono ripescare le musiche più esemplari e da questo momento il concetto di musica classica (veicolava i grandi valori dello spirito umano, che era considerata quindi grande arte) si contrappone a quello di musica leggera (che a quel tempo era la musica mercantilizzata, destinata a tutti per intrattenimento). C’erano in questo periodo due culture contrapposte: l’italiana, vivace e superficiale e la tedesca, molto più seria.

  • Nel 1816 al Teatro Argentina venne eseguito Il Barbiere di Siviglia, prima opera di repertorio, venne fischiata durante la prima. Questa era considerata musica commerciale, perché veniva riproposta con varie modifiche in tutti i teatri in giro per il paese.
  • Un altro esempio di musica da festa è la Marcia di Radetzky, una musica scritta per il suo ritorno a Milano dopo la repressione sanguinaria da lui operata, che viene però suonata spesso in occasioni gioiose come le feste.

Il repertorio è ciò che è sopravvissuto dal 1600 ed è giunto a noi oggi, cioè la musica classica. Questa fetta di musica è contraddistinta da tutto il resto perché: questa si tramanda per partitura, ha una tradizione scritta. Da qui possiamo dividere la musica in:

  • Prescrizione, dal tedesco VON-SCHRIFT;
  • Trascrizione, dal tedesco NACH-SCHRIFT (che sarebbe da tradurre letteralmente: postscrizione, segna il fatto che sia stata prima composta e poi scritta).

Sono comunque sempre in forma di improvvisazione dal vivo. Melodia di ripetizione, più voci subentrano cantando la stessa cosa della voce precedente “a canone” ad una certa quantità di distanza. Le voci si mescolano senza causa cacofonia.

Registro del sublime: Mahler Symphony No. 1 (Fra Martino in La min) stava raccontando una vicenda: la musica si può interpretare. La dialettica è importante nella musica strumentale priva di testo, permette di narrare attraverso le sensazioni. Non ci sarà mai un concetto concreto e definito, ma ci saranno sempre le varie sensazioni legate ai fatti; trasmette le cose più vere e profonde della vita. (Richiamo ai filosofi romantici come Schopenhauer) Doveva rappresentare qualcosa in un periodo storico in cui non c’erano i video, viene infatti in questo momento creato il Poema Sinfonico.

Le marce hanno sempre tempo binario (2/4), che richiamano i passi, in questo caso di una processione, con il contrabbasso. Fa l’ingresso con la melodia il registro più grave dell’orchestra, serve a distorcere l’idea dell’innocenza data generalmente dal Fra Martino (la deforma – crea ironia). Gioca con l’immaginario dato dalla melodia. Subito dopo entra il fagotto, parente grave dell’oboe, entrambi finora strumenti “pagliacci” dell’orchestra.

  • Fantasia, L’Apprendista Stregone, fagotto dolce.
  • Piano concerto No. 23 di Mozart, fagotto tragico.

Si aggiunge l’oboe, che ha per caratterizzazione un timbro patetico, ha qui una melodia strettamente imparentata con il tema di Fra Martino. Con tecnica quasi cinematografica, che si definisce in musica dell’irruzione, come se passasse qualcosa davanti la scena, succede qualcosa nella musica che stravolge il tema.

Forte esempio: Mahler, Adagetto Symphony 5 – Karajan; utilizzata nel film Morte a Venezia, di Luchino Visconti. Il registro di Mahler è il registro di un altro mondo triviale (volgare) e riesce a trasmettere tutto questo: la scena dell’innamoramento di una bellezza eterna da parte del musicista, che ne muore bruciato. (Quando si guarda in faccia la verità non si può che morire, annichiliti – tema decadente) La musica qui riesce ad introdurre un tempo diverso rispetto a quello della realtà, si vedono determinate immagini, ma noi siamo in un’altra dimensione e tutto quello sembra irreale.

Distinzione: Diegetica: orchestrina che suona musica che viene dal corpo del film; extradiegetica: musica che si distacca dalle immagini del film.

Come tenere alta l’attenzione dell’ascoltatore e facilitare la comprensione?

Per creare comprensione percettiva della musica serve la ripetizione (ritornello); la ripetizione si può articolare anche con la variazione sviluppo – variare ripetendo che somiglia allo sviluppo organico, che parte da un gene e poi si sviluppa (modifica nella melodia, ma non nel tema centrale). La scrittura musicale serve a creare un progetto che abbia un senso e che possa essere messo in atto da più strumentisti.

  • La Traviata, G. Verdi, sta per esalare l’ultimo respiro e di sottofondo si sentono i violini in acuto, presenti anche nell’apertura dell’opera, che simboleggia un animo leggero che sale. (La musica preannuncia la fine, visto che manca il basso, secondo un linguaggio che al tempo era già codificato e conosciuto al pubblico che vedeva l’opera). Seguito dal tema del Valzer, passionale – amore, caratterizzato dall’arco che è la voce umana nell’orchestra, opposti ai fiati che rappresentano la natura. Sviluppo delle componenti musicali per estensione che diventano quindi personaggi – visibili con l’immaginario e non con gli occhi.

Lezione 2

La nascita della musica strumentale risale all’età primitiva; il primo strumento è proprio il corpo dell’uomo. Il primo brano di musica strumentale scritta risale già all’età classica, con segni primitivi che servivano a tenere a mente quali strumenti erano adoperati nelle opere teatrali, che ci sono pervenute tramite le iconografie e gli scritti dell’epoca. Un esempio di composizione vera e propria può essere collocato tra umanesimo e rinascimento, ma la prima vera risale al IX secolo in cui era legata al testo sacro e serviva a tramandare la cultura occidentale (trascrizioni di pratiche liturgiche che erano tra...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

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