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Belle Epoque

Punto di vista storico

La Belle époque è collocabile tra il 1900 e lo scoppio della Prima Guerra mondiale nel 1914. Gli eventi e le caratteristiche più importanti di questo periodo sono:

  • La seconda rivoluzione industriale, con grande slancio nella produzione, organizzazione del lavoro, miglioramento della qualità della vita, generale progresso.
  • L'innovazione tecnologica che invade tutti i settori produttivi: chimico, siderurgico, dell'energia elettrica, delle costruzioni.
  • Sviluppo della tecnologia meccanica. Si costruiscono macchine di tutti i tipi diversificate a seconda delle funzioni e sempre più utilizzate nell'industria e nel mondo produttivo.
  • Miglioramento dei trasporti con nuove linee tranviarie e aeroplano (1903 fratelli Wright), e della comunicazione (1912 Guglielmo Marconi sperimentò con successo la prima trasmissione radiotelegrafica attraverso l'Atlantico, avviando l'era delle trasmissioni telefoniche).

In Italia:

  • Periodo giolittiano (1903-14);
  • Nel 1899 viene fondata la FIAT.

Negli U.S.A.:

  • Nel 1907 Henry Ford produce il "modello T", prima utilitaria di grande diffusione;
  • La FORD diventa in breve tempo un grande complesso industriale.

Stile Liberty

(da Arthur Lasenby Liberty, commerciante londinese di oggetti d'arte destinati al largo consumo).

Il gusto della Belle époque si esprime nel mondo artistico con l'Art Nouveau, o Modernismo, che ha una diffusione internazionale, comprendendo tutti i paesi europei e gli Stati Uniti d'America. Liberty o Stile Floreale è una forma d'arte italiana trasversale, che coinvolge, oltre la pittura, molte arti minori e l'artigianato, con lo scopo di opporsi alla pianificazione indotta dall'industrializzazione che ormai aveva invaso tutti gli aspetti della vita.

Geografia

  • Liberty in Italia (affermatosi nell'ultimo ventennio del 1800);
  • Modernismo in Spagna;
  • Art Nouveau in Francia ed in Belgio;
  • Jugendstil in Germania;
  • Modern Style o Art Decore in Inghilterra;
  • Secession Stil in Austria.

Si tratta fondamentalmente di uno stile decorativo, che trovò espressione in un'ampia gamma di forme artistiche, il cui obiettivo comune era quello di migliorare, decorandoli, gli oggetti prodotti dalle industrie per evitare di banalizzare la produzione in serie. Le decorazioni preferite derivavano da forme stilizzate dai tipici colori pastello, ispirate al Dolce Stilnovo, di fiori, frutta e grappoli d'uva, anfore, ecc…

Caratteristiche comuni

  • Utilizzo di linee asimmetriche e ondulate che esprimono forza e fiducia nel progresso;
  • Ispirazione alla natura;
  • Diffusione in luoghi domestici e pubblici.

Aderendo all'Art Nouveau, si propone l'ideale della donna-fiore, con il busto attillato, vita sottilissima, gonna a calice, un tipo di immagine femminile molto gradito dalle signore dell'alta società, come si vede in molti ritratti di Giovanni Boldini.

La gonna: morbida sui fianchi, svasata a campana, lunga fino a terra con pieghe, drappeggi e un breve strascico dietro. Sotto la giacca: la camicetta a collo alto e aderente, con pizzo rigido per mantenere eretto il collo e la testa, sulla quale spiccava il cappello. Accessori: calze nere e cappelli (molto usati sia dalle donne che dagli uomini, ma con una gamma praticamente infinita di fogge diverse tra loro negli esemplari femminili). Nelle calzature del periodo della Belle époque troviamo i modelli con un'alta accollatura allacciata e una tomaia con la punta allungata e gli stivaletti destinati ad attività sportive o al tempo libero.

La donna

Vicino alla signora altolocata, si trova subito la prima figura di donna emancipata, che esprime atteggiamenti disinvolti e uno stile più lineare, libera nei movimenti, grazie anche all'introduzione della gonna-pantalone. Su quest'ultima tipologia femminile incisero fortemente i movimenti di emancipazione femminile, che si stavano affermando in quegli anni:

  • 1868 a Stoccarda viene sollevata la questione dei danni provocati al corpo femminile da forme costrittive;
  • 1897 movimento di rivendicazione francese inizia a manifestare guidato dalle pubblicazioni femministe di Marguerite Durand;
  • Il movimento prende importanza grazie alle suffragette inglesi che chiedevano il diritto di voto;
  • 1913 nacque negli U.S.A. The Social and Political Union for Women, prima grande organizzazione per l'emancipazione delle donne;
  • Mondo dello spettacolo e della danza, capeggiata da due grandi ballerine come Isadora Duncan e Loie Fuller, si espresse con una danza alternativa ai canoni dell'Accademia, attraverso movimenti molto più liberi e costumi molto comodi, privi di elementi costrittivi;
  • Balletti Russi, uno spettacolo di grande successo rappresentato a Parigi nel 1909, in cui i costumi dei ballerini, orientaleggianti, coloratissimi e fantasiosi, ebbero un impatto decisivo sulla moda, ispirando le creazioni di Paul Poiret.

Le donne abbandonano gli abiti ottocenteschi, simbolo della sottomissione femminile, e si vestono in modo semplice, meno caratterizzato, adottando anche capi maschili. In questo periodo furono molti i tentativi di eliminare il busto dal guardaroba femminile. Diversi stilisti si dimostrarono sensibili al problema, portando avanti una ricerca creativa nuova e confortevole.

Dal punto di vista estetico, un'altra importante fonte di ispirazione rappresentata dal mondo dell'arte, sia dalle opere dei Preraffaelliti, sia dal recupero di soluzioni desunte dall'arte antica, come quella greca, ripresa soprattutto da Fortuny, o quella italiana del Medioevo e del Rinascimento, a cui si riferiscono i modelli di Rosa Genoni.

Paul Poiret

Il grande couturier francese condivideva le tendenze riformatrici di inizio secolo che abbattevano il corsetto, ritenuto pericoloso e antigienico. Poiret aspirava all'innovazione estetica. La sua fama derivò dall'aver creato una linea di abbigliamento totalmente diversa, opposta alle linee dell'epoca nata dall'osservazione classica. Egli si batté per esaltare la bellezza naturale femminile anche attraverso l'abolizione del corsetto. Nel 1900 fu assunto come stilista dalla casa Worth, dove poco dopo fu licenziato. Così nel 1904 aprì la sua prima maison a Parigi dove propose abiti dalla linea naturale e sciolta, privi di decorazioni. I capi avevano come punto di appoggio le spalle, lasciando grande libertà di movimento. Nel 1905 creò il mantello kimono, omaggio alla voga del "giapponesismo". Nel 1906 creò il primo abito senza bustino: "Lola Montes".

Poiret non trascurò la sua passione per l'orientalismo: prendendo ispirazione dalla tournée parigina dei Balletti Russi realizzò diverse creazioni come i pantaloni Harem, i turbanti drappeggiati e tagli da kimono per i capispalla. Famosa la tunica a paralume di ispirazione giapponese. Poiret fu il primo grande stilista del '900: dalla creazione di un profumo ai tessuti, alla pubblicazione di una rivista con cartamodelli originali ha interpretato le esigenze femminili di libertà ed emancipazione.

Mariano Fortuny

Nacque a Granada, in Spagna, nel 1861. Fu un artista eclettico, molto estroso, che seppe crearsi una solida cultura figurativa. Nel campo della moda portò avanti un accurato studio sulle stoffe antiche, sperimentò nuovi tipi di tessuto, accolse lo spirito innovatore di Paul Poiret, sviluppò nei suoi lavori i concetti di libertà e movimento, orientandosi su una personalissima reinterpretazione dei costumi delle civiltà del passato, in particolare quella greca.

I Knossos

Ispirandosi alle decorazioni vascolari della civiltà minoica, realizzò i Knossos, tessuti leggerissimi, stampati con motivi di grande effetto. Gli utilizzò, con soluzioni e fusioni originali e raffinate.

Il katagami

Nel suo laboratorio veneziano sperimentò l'antica tecnica giapponese del katagami, rielaborando fino ad ottenere un nuovo sistema di stampa serigrafica, ottenendo effetti sofisticati anche su tessuti semplici e dalla tramatura regolare, ad imitazione di broccati, damaschi, e preziose stoffe con fili d'oro.

Il Delphos

Il Delphos è una tunica in seta plissettata, dalla forma semplicissima, lunga fino a terra. Si tratta di un tubino cilindrico, ottenuto con quattro teli tagliati a dritto filo e cuciti nel senso della lunghezza. I teli, di forma rettangolare, si allargano in alto in modo da formare delle maniche corte. Il giro manica viene definito dalle fettucce cucite all'interno obliquamente, dalla spalla all'ascella. In alcuni casi, Fortuny completò il modello del Delphos con l'aggiunta del kolpos: una cintura decorata con perline di Murano, mentre per mettere in evidenza le spalle e le maniche, inserì cordoncini di seta a intreccio. Per le sue caratteristiche, il Delphos rappresenta una radicale innovazione nell'abbigliamento femminile, poiché proponeva un indumento estremamente confortevole, privo di busto, e di facile realizzazione, essendo basato su un modello con pochi tagli e cuciture.

Atelier Belle Epoque

Gli Atelier più famosi della Belle Epoque sono:

  • La sartoria di Emilie Flöge che ebbe un ruolo molto importante a livello artistico attraverso la collaborazione con Gustav Klimt. Emilie, alle due sorelle, gestiva la famosa casa di moda Schwestern Flöge.
  • La Wiener Werkstatte, scuola d'arte viennese. Anche se ebbe una breve durata, ebbe una grande influenza artistica. L'indirizzo moda fu aperto nel 1911.
  • Rosa Genoni impegnò a trasmettere, attraverso i propri abiti, importanti messaggi come l'unità nazionale, la pace e la difesa del diritti delle donne. Inoltre, svolse importanti ricostruzioni di indumenti appartenenti a civiltà passate.
  • Assolutamente da ricordare è l'atelier di Venezia di Mariano Fortuny che proponeva modelli ispirati all'arte greca, come il famoso abito Delphos. Ideò nuovi tipi di decorazioni a stampa su tessuti innovativi.

Le avanguardie

Il primo Novecento è il periodo in cui in Europa fioriscono le avanguardie – l'Espressionismo, il Futurismo, il Dadaismo e il Surrealismo – che si succedono fino alla seconda metà degli anni Venti.

Termine avanguardia

Il termine avanguardia ha le sue origini nel mondo militare e indica quel nucleo di soldati spericolati e arditi che, in battaglia, va più avanti del resto dell'esercito. In campo letterario e artistico la parola assume una valenza tutta moderna e definisce i caratteri comuni della cultura di tutte le avanguardie:

  • Opposizione al Naturalismo e al Decadentismo: all'arte come rappresentazione oggettiva della realtà, tipica del Naturalismo, si contrappone l'arte come emanazione soggettiva ed espressione dell'inconscio; all'arte come manifestazione del sublime, propria del Decadentismo, si sostituisce l'arte come fatto materiale di gesti, azioni e provocazioni.
  • La consapevolezza che la mercificazione dell'arte, neutralizzano il senso dell'opera creativa, annullando l'impatto polemico e dissacrante che può avere sulla società.
  • Il rifiuto dell'artista come individuo marginale, genio, vate e sacerdote e la convinzione che l'arte sia un'attività di gruppo, che deve farsi strumento politico di rivolta anarchica o affermazione rivoluzionaria.
  • L'attività artistica delle avanguardie si sviluppa in senso internazionale e attraversa tutte le arti.

L'espressionismo

Il primo movimento del Novecento è l'Espressionismo, un'avanguardia di tendenza (1905 al 1925). Il termine fa la sua comparsa nel 1901, grazie a un gruppo di pittori che, allestendo una mostra alternativa a Parigi, lo coniano in opposizione all'Impressionismo, considerato un'emanazione stantia della sorpassata arte naturalistica.

Caratteristiche

  • L'esaltazione del singolo dettaglio, che non viene più ritratto, come nell'Impressionismo, rispettando la visione oggettiva e tradizionale della realtà, e che anzi deve collocarsi al di fuori delle gerarchie per farsi gigantesco, mostruoso e inquietante e, magari, occupare tutta l'opera dell'artista.
  • I temi dominanti sono quelli della città spaventosa, della civiltà delle macchine e dell'angoscia.
  • Sul piano della forma letteraria si prediligono i periodi secchi, veloci e taglienti e la contaminazione tra il registro alto e quello basso, figlio dei modi gergali e dialettali.

Il dadaismo

Il movimento dadaista interessa il periodo che va dal 1916 al 1922. La parola "dada" significa "giocattolo, gingillo". I membri del gruppo dichiararono di averlo scelto aprendo a caso un dizionario. L'inizio avviene a Zurigo, dove al tempo si riuniscono profughi ed emigrati politici, che cercano accoglienza nella neutrale Svizzera. Il più grande teorico del gruppo è Tristan Tzara, autore del Primo Manifesto del Dadaismo, da cui si evincono i caratteri principali dell'avanguardia:

  • Rifiuto del culto della modernità, della novità e del futuro.
  • Rifiuto dell'umanesimo sul piano etico e formale poiché l'arte, in quanto menzogna, non può in nessun modo dirsi uno strumento conoscitivo.
  • Rifiuto del concetto di bellezza: il bello, essendo ovunque a causa della tecnica industriale, ha trasformato tutto in arte e, di conseguenza, ha ucciso l'arte.
  • Rifiuto della comunicazione borghese e mercificata e di qualsiasi concezione simbolista del linguaggio, da considerarsi unicamente come una cosa, un suono o un oggetto.

La fine del dadaismo

Tra il 1919 e il 1920 il gruppo si trasferisce a Parigi e vi aderiscono, tra i nomi più noti, Marcel Duchamp, Francis Picabia, Aragon e Breton. Tra quest'ultimo e Tzara, però, si apre un dissidio sempre più profondo che sfalda il movimento e si risolve nell'orazione funebre al Dadaismo pronunciata dallo stesso Tzara.

Il surrealismo

Dalla rottura all'interno del gruppo dadaista nasce a Parigi, nel 1919, il Surrealismo, che si riunisce intorno alla rivista Littérature, fondata da Breton, Aragon ed Éluard. Il movimento, a cui aderiscono anche alcuni dadaisti, assume i suoi tratti definitivi col Primo Manifesto del Surrealismo, scritto da Breton nel 1924. Dal documento si evincono le caratteristiche:

  • La parola surrealismo viene usata nel senso di "realtà superiore". La realtà superiore è l'inconscio.
  • La realtà superiore può esprimersi grazie alla "scrittura automatica", (metodo che obbedisce senza mediazione ai movimenti profondi dell'Io).
  • La liberazione dell'inconscio può diventare programma politico, se per programma politico s'intende il comunismo (Marx).

Futurismo

In Italia nasce e si sviluppa soltanto un movimento di avanguardia: il Futurismo, che si organizza attraverso una serie di manifesti teorici che interessano ogni campo, dalla politica alle arti. A fondare il gruppo è Filippo Tommaso Marinetti, che nasce nel 1876. Nel 1909 Marinetti pubblica il primo manifesto del Futurismo sulle pagine del giornale francese Figaro. Il testo viene poi ripreso in italiano sulla rivista Poesia, diretta dallo stesso scrittore.

Caratteristiche del manifesto

  • Esaltazione della tecnica, della città industriale, delle folle e delle rivoluzioni urbane.
  • Un'ideologia che s'ispira al furore critico-negativo di Nietzsche e quindi alla celebrazione degli istinti, della forza giovanile, che nasce dalla distruzione e dall'amore per la guerra.
  • La volontà di distruggere la tradizione e con essa le accademie, le biblioteche, i musei e le città antiche e venerate.
  • L'affermazione del bello come simbolo di velocità, di industria, tecnologia ed evoluzione della tecnica.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

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