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La civiltà bizantina e il medioevo

Bizantini

Il costume bizantino derivava da quello greco e romano. Le vesti bizantine però nascondevano le forme del corpo cadendo senza drappeggio, con linee decorative perpendicolari che conferivano alle vesti una forma rigida e a trapezio. La corte era regolata da un ordine rigoroso e durante le festività era rito cambiare vesti spesso perché sull'abito venivano concentrate tutte le attenzioni.

Abbigliamento maschile

Tunica, dalmatica, pallio e la penula. Tunica corta tenuta stretta in vita con una cintura, sopra appoggiavano il mantello drappeggiato. La clamide, poteva essere realizzata in tessuti di vari colori e con diverse bordure e quella dell'imperatore e dei dignitari si distingueva per il tessuto più raffinato e il tablion, un inserto di stoffa cucito sul davanti ricamato di fili d'oro e pietre preziose. L'imperatore indossava una tunica bianca corta, di seta decorata di ricami su spalla e fianco con maniche aderenti e sopra la clamide imperiale porpora violetta. I dignitari avevano la clamide bianca con tablion porpora. Gli uomini coprivano le gambe con le brache aderenti e colorate. Le calzature erano particolari dette campagi confezionate in pelle o seta.

Abbigliamento femminile

Legate alle tradizioni delle matrone romane, tuniche sovrapposte con decorazioni e ricami sulle spalle o bordo della manica. Aveva inserti di forma circolare quadrata o ovale posti all'altezza del braccio o delle ginocchia. Sopra la tunica si indossavano mantelli mentre le cortigiane portavano la penula. Le pettinature erano gonfie grazie all'uso di posticci e le calzature erano come quelle maschili.

Alto medioevo: longobardi

I barbari conducevano una vita rozza e primitiva come il loro modo di vestire era semplice e pratico dato la vita da nomade. Tunica come i romani, senza maniche e di tela grezza con colori vivaci sotto la quale indossavano brache. Usavano le pellicce. Con le invasioni i loro costumi divennero meno grezzi, innovarono il taglio, inserirono le maniche e ponevano più attenzione ai dettagli. La civiltà longobarda è ancora sconosciuta e assai scarsa è la documentazione iconografica.

Abbigliamento maschile

Capigliatura divisa nei lati lunghi fino alla bocca, vesti di lino ornati con orli di vario colore e calzature aperte con lacci intrecciati. Vesti corte e sciolte trattenute in vita da una fascia con brache che fasciano i polpacci. Calzature prese dai romani sui quali ponevano sopracalze di lana per andare a cavallo. Capi di biancheria: mutande e camicie che usano per dormire la notte.

Abbigliamento femminile

Indossavano una tunica con maniche sotto la camiciola di lino. Portavano i capelli fluenti sulle spalle e dopo le nozze li tagliavano. Si ornavano con gioielli e oggetti d'oro.

Carolingi

Abbigliamento maschile: Grazie a Carlo Magno arrivano testimonianze sugli usi vestimentari, si portava una camicia di lino sopra una tunica ornata da una fascia di seta e calzoni. D'inverno si usava il farsetto confezionato con pelle di lontra o martora, le cinture erano d'oro o argento. Abbigliamento caratterizzato dall'uso della camicia, brache e tibilia posta sopra le calzature. Carlo Magno vestiva come l'imperatore romano con clamide e tunica porporea stretta in vita da una fascia.

Abbigliamento femminile

Tradizione bizantina, due vesti, una più stretta l'altra larga e ampia. Stola trattenuta con una cintura in vita, mantello femminile che copriva anche la testa e chiome coperte con veli e acconciate con perle.

Basso medioevo

Nel basso medioevo gli abiti furono di qualità migliore e si differenziarono in base alla vita sociale e alle stagioni. Si iniziò a sottolineare ed evidenziare certe parti del corpo e le vesti femminili si strinsero verso l'alto e si allargarono sul fondo. La città, dove si formava la nuova società borghese, divenne luogo di incontri e si voleva curare il proprio aspetto. Nel 200 le vesti assunsero uno slancio verticale che conferì eleganza alla figura, moda che veniva dalla Francia, la veste femminile si strinse per mettere in risalto la vita e le maniche tornarono aderenti.

Abbigliamento maschile

Si componeva della camicia, brache e il mantello che poteva anche essere foderato di pelliccia. Tunica che ha poldi ed orli rifinite con bande. Più elevata ricchezza dell'abbigliamento nelle città di Firenze, Genova e Venezia dove la borghesia godeva di un crescente benessere. La tunica iniziò ad essere chiamata cotta e introdotta anche la gonnella, simile alla cotta ma di minor pregio. La tunica talaris era di seta porporina di blu scuro con guarnizioni di seta rossa ricamata in oro. Nei primi decenni del secolo ci si vestiva con guarnello (veste in cotone bianca simile alla cotta), guarnacca (sopraveste con maniche larghe foderata in pelliccia lunga) o pelliccia. Molto diffuso anche il mantello. Sotto la gonnella c'era il farsetto, un corto giubbetto che copriva il busto fino alla vita. L'abbigliamento militare: cotta di maglia ferrea aderente in vita con maniche strette per garantire maggior protezione.

Abbigliamento femminile

Lunga veste con maniche ampie di stoffe pregiate. La veste o cotta si arricchì dello strascico accompagnato da larghe maniche. La gonnella viene portata come abito per occasioni speciali. Il mantello femminile poteva essere anche fornito di cappuccio e non mancavano le pellicce. Sotto l'influsso del gotico la veste diventò un po' più aderente e la forma divenne più slanciata. Le nuove vesti più attillate permettevano la sovrapposizione di più indumenti. Scarse notizie sulle calzature. Uso dei cosmetici da parte delle donne di classe superiore. Acconciature molto semplici e la corona e la ghirlanda divennero gli ornamenti da capo.

Costume francese

Forme del corpo più snelle ed eleganti, vesti con drappi e calzature lunghe a punta. La lunga tunica di lino bianca era finemente plissettata con maniche lunghe e strette fino ai polsi e sopra si indossava una sopraveste corta con o senza maniche a forma di rettangolo trattenuto ai polsi e aderente in vita. Si portava un mantello e d'inverno al pelliccia senza maniche.

Il gotico

Il 1300 segnò in Europa la differenziazione tra l'abbigliamento maschile e femminile. Per l'abbigliamento maschile intorno al 1340 si affermò l'uso degli abiti tagliati e cuciti aderenti per mettere in mostra busto e fianchi tramite le brache rese visibili le gambe. L'abbigliamento femminile adottò ampie scollature e venne enfatizzato l'addome. Emerge una nuova classe sociale, la ricca borghesia mercantile e finanziaria, e si manifesta un gusto laico e profano che trasmise all'abbigliamento il senso di verticalità. Con la peste il potere si concentrò nelle mani di pochi ricchi i quali volevano godersi la vita e mostrare pubblicamente il ruolo sociale.

Abbigliamento maschile

I giovani indossavano vesti aderenti quali il farsetto, la gonnella, le calza braghe provviste di suola sotto i piedi. All'esterno si indossavano sopravvesti come la zupa e la cottardina. La gonnella copriva il ginocchio e a partire dal 130 arrivò sopra il ginocchio e fu molto più aderente al busto, dopo il 1370 fu sempre più corta e stretta. Gli anziani indossavano la gonnella, il farsetto, le brache, le calze e le scarpe, sopra i mantelli o la sopraveste. La guarnacca era provvista di cappuccio e foderata di pelliccia o tessuto a seconda della stagione. Il gabbano aveva le maniche ed era aperto davanti e poteva essere come la guarnacca. La cioppa era a forma di cappa o gonnella con maniche lunghe e aderenti oppure larghe e svasate. Il lucco era una lunga sopravveste usata dai nobili o chi aveva cariche a livello sociale e politico. Verso la fine del secolo era di moda la pellanda, la sopravveste aperta davanti fino al punto vita dotata di alto colletto e maniche strette.

Accessori

La camicia poteva essere indossata a diretto contatto con la pelle, si diffondono le mutande e la calza poteva essere solata. La cintura diventa un accessorio importante, si diffuse anche nelle classi sociali basse. I guanti erano indossati solo da alcune categorie sociali e poi divennero un accessorio di più larga diffusione. Tra i copricapi si usavano di diversa forma cuffie e berrette.

Abbigliamento femminile

Senso di slancio verticale che arriva dall'influenza gotica, maggiore perfezione nel taglio, indumenti aderenti, subusto e fianchi, cintura come abbellimento decorativo e ampiezza della scollatura. L'abbigliamento femminile era: camiciola senza manica, gonnella o sottana, la cotta o cottardina, che è una sorta di tunica. Nel 1370 la cotta diventò aderente al busto e aperture laterali spesso bordate di pelliccia. Il guarnello era un tipo di abito simile alla cotta, ma molto più modesto. Per uscire venivano indossati guarnacca e la cioppa. Alla fine del secolo le maniche divennero ampie e la pellanda fu molto simile a quella maschile. I mantelli erano il barilotto, il cabano e la coppa che poteva essere foderata di pelliccia spesso bicolore.

Accessori femminili

Mutande scarsamente usate, ma le dame adoravano fare il bagno con acqua profumata di rose o viole e tingersi i capelli di biondo. Molto apprezzati erano i gioielli: anelli, spilloni, bracciali e collane. La cintura poteva essere d'oro, d'argento con pietre e fibbie. I guanti erano di uso comune ma una legge fiorentina imponeva guanti e campanello per le meritrici. I veli divennero occasione per sfoggiare sete e bissi. Un copricapo italiano fu il balzo costituito da sottili lamine di legno o di rame e poi ricoperto di seta e ornato di nastri. Le scarpe potevano essere di seta ricamate, di tessuto d'argento o di pelle, con punte lunghe.

Il Rinascimento

Si diffuse un alto tenore di vita, le novità della moda e del lusso diventarono per le famiglie aristocratiche gli strumenti per affermare il proprio status sociale. Si fece strada il termine "moda", se un abito nuovo si presentava a corte iniziava a diffondersi. L'eleganza diventò una distinzione che nacque dallo studio delle fogge e l'abbinamento del tessuto. Nel 1400 c'erano due atteggiamenti sociali contrastanti: le classi aristocratiche che amavano l'eccesso e lo spreco, che facevano dell'abito uno specchio auto celebrativo e visibilità sociale; e la borghesia mercantile che considerava l'abito come un bene patrimoniale e un oggetto di investimento.

Abbigliamento maschile

Nel 1400 gli uomini si dedicarono alla cura del loro abbigliamento elegante e raffinato. La linea maschile era aderente al corpo, mentre le sopravvesti erano morbide e larghe. Le calzabrache e il farsetto rimasero strette e aderenti, le maniche a Venezia diventarono larghe alla piegatura del braccio e più strette verso il polso. La camicia fu un capo che si affermò, venivano tagliate senza scalvo per le maniche e piuttosto larghe e increspate sul collo. Tra le sopravvesti si evidenziarono la cioppa, la ciopetta, la giornea, il mantello, il gonnellino e il lucco. Nel guardaroba di un uomo non mancava mai la zimarra, una veste lunga fino ai piedi foderata in seta o in pelliccia. La giornea era una sopravveste elegante e sontuosa priva di maniche e con cintura in vita. Maniche staccabili dall'abito che diventavano effetto a sé altamente decorativo.

Accessori

I copricapi più prestigiosi erano i cappucci che appartenevano ai borghesi ricchi, uomini di legge, dottori e mercanti. Il mazzocchio era un cerchio coperto di panno che girava a fascia intorno alla testa e copriva il capo. La foggia pendeva sulla spalla e copriva la guancia. Il becchetto era una striscia doppia di panno lunga fino a terra ripiegata sulla spalla destra. Nel 1400 arrivarono gli stivali, le scarpette leggere e spesso in stoffa. I gioielli furono: spille, anelli, catene da collo ecc.

Abbigliamento femminile

La veste di tipo più aderente rimase la gamurra, aveva linea aderente al busto, vita alta e lo scollo rotondo. La cotta era un tipo di camora ma adattata per la stagione calda, realizzata in tessuti pregiati di seta, in damasco, broccati e velluti. Sotto veniva indossata la camicia di Cambray, di lino o di Reims. Gamurra, camora e zupa sono le vesti abituali portate in casa mentre per uscire si usava la pellanda e la cioppa. Le maniche diventarono strette, seguivano la forma del braccio, si staccò dall'abito, erano indossate per evidenziare il proprio lusso e diventavano sempre più decorate e confezionate con tessuto diverso da quello utilizzato per l'abito. Intorno al 1470 la comora divenne una veste lunga nel busto e la gonna si aprì a campana. La pellanda divenne fondamentale nel guardaroba femminile.

Accessori

Le acconciature si adattavano alla linea delle vesti, si portavano aderenti al capo e raccolti in trecce o in cerchi intrecciati con nastri e fili di perle. Le cuffie erano confezionate in velluto o stoffa leggera completate con ricami o perle o da un velo trasparente. Intorno al 1480 Beatrice d'Este, duchessa di Milano lanciò la moda del coazzone: un'acconciatura in voga nella corte napoleonica, un velo ricamato che raccoglieva sulla nuca i capelli lasciati poi cadere in una lunga coda sulla schiena. Le scarpe erano di pelle o cuoio o stoffa pesante. I gioielli erano gli elementi di rifinitura dell'abbigliamento ed erano regolati da leggi suntuarie.

Il 500: La nascita dell'età moderna

Italia

Abbigliamento maschile

Ampiamente diffusa in tutte le corti europee, abiti maschili simili a quelli di fine 1400, veniva indossata la camicia, il rasetto, il casacchino, il giubbone, il saio, le calzabrache, la guarnacca, il lucco, il tabarro, la veste, il robone e la gabanella. La nuova tendenza del secolo impone l'imbottitura di alcuni indumenti, come per esempio il giubbone, in maniera di dilatare la figura orizzontalmente. Anche le gambe venivano imbottite con bambagia o pezzi di stoffa. Nel 500 la camicia divenne un indumento molto pregiato, confezionata in tessuti delicati, spesso decorata e ricamata con fili d'oro fu dotata di un ampio scollo quadrato. Nel 510 le calzabrache subirono delle modifiche: furono tagliate all'altezza del ginocchio e la parte superiore prese il nome di cosciale perché proteggeva le cosce. La braghetta a fine 400 assunse una forma con un'evidente simbologia fallica. Intorno alla metà del secolo erano in uso calzoni dalla linea morbida, moderatamente ampi e usati per la caccia. Il robone o roba è una sopravveste confezionata con stoffe pregiate con grandi maniche e con un bavero rovesciato sulle spalle, le leggi suntuarie del tempo ne limitavano i ricami. Anche il saio era un indumento usato fuori casa e il casacchino era più leggero ma più ricco ed elegante. Il tabarro assunse due connotazioni: ampia giacca aperta davanti con maniche non troppo ampie usata dalle classi elevate e una sopravveste modesta usata dal basso rango. Ci si faceva crescere la barba e le capigliature divennero lunghe e sciolte sulle spalle. La berretta e il tocco sono i copricapi spesso ornati di perle. La beretta a tozzo era una cupola alta ornata da una striscia di tessuto e una falda molto piccola. Le scarpe più usate erano a punta larga e rimase in uso fino alla metà del secolo. I guanti furono di largo uso spesso profumati. L'orologio tascabile era usato sia da uomini che da donne inserito a volte nell'anello.

Abbigliamento femminile

Linea basata sul rispetto delle proporzioni del corpo umano, attaccatura bassa delle maniche che assunsero un'ampiezza volumetrica accentuata da imbottiture concentrate nella parte alta. Abito diviso in due: il corpetto, la parte superiore e la gonna la parte inferiore. La veste maggiormente in uso è la camora o gonnella un abito con punto vita posto leggermente in alto con maniche rifinite da spalline imbottite o da polsini. Lo scollo è più contenuto e il copretto si allunga e si irrigidisce. Simile alla gonnella è la sottana che viene però indossata come sopravveste. La soprana era una sopravveste molto ornata, foderata a volte aperta sul davanti. La baschina in Italia indicava una veste intera provvista di maniche. La moda francese a metà del 500 diffuse l'uso di un corpetto d'acciaio a punta allungato sul davanti, ma ben presto questo modello fu abbandonato a favore di busti irrigiditi con stecche di metallo o legno. Fino al 1530 si portò una pelliccia di zibellino, ermellino o altro pelo pregiato appoggiata sulla spalla con la testa pendente appoggiata sul davanti, gli occhi dell'animale venivano spesso sostituiti con rubini o pietre preziose. Il verdugale era una struttura basata su imbottiture di stoppa poste sull'orlo dell'abito per aumentare l'ampiezza del fondo. Prevalevano le tinte scure con contrasti di colore e i tessuti in voga erano il velluto alto-basso, le sete broccate i rasi broccatelli. I bambini, dopo i 6 anni vestivano come gli adulti e anche le bambine indossavano la verdugale. Le donne usarono copricapi e mutande simili a quelle maschili, il cappelo a forma di berretto rotondo era confezionato in velluto nero guarnito di penne, gioielli o medaglie. Portavano i capelli a corna, erano suddivisi a metà sulla sommità del capo e venivano arricciati e rialzati a due corna. Molto usate anche le calze ornate o ricamate eseguite a maglia come quelle maschili. Ricche erano le camicie arricciate al collo e ai polsi. Le scarpe come quelle maschili erano a muso di bue forma larga e arrotondata in punta. Passione per i guanti profumati. I ventagli di piume di struzzo spesso diventavano pretesto per sfoggiare manici in oro o argento tempestati di pietre preziose. Gioielli apprezzati e profumi che venivano spruzzati per vesti, camicie, fazzoletti e guanti.

Spagna

La figura iberica ha linee rigide, con caratteristiche di severità, dignità e compostezza molto accentuati. La corte iberica impose il nero e i colori scuri attribuendo a questi colori la distinzione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della moda e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Iuav di Venezia o del prof Vaccari Alessandra.
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