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Abbigliamento maschile

nel 1400 gli uomini si dedicarono alla cura del loro abbigliamento elegante e raffinato. La linea maschile era

aderente al corpo, mentre le sopravesti erano morbide e larghe. Le calzabrache e il farsetto rimasero strette e

aderenti, le maniche a Venezia diventarono larghe alla piegatura del braccio e più strette verso il polso.

La camicia fu un capo che si affermò , venivano tagliate senza scalvo per le maniche e piuttosto larghe e

increspate sul collo. Tra le sopravvesti si evidenziarono la cioppa, la ciopetta, la giornea, il mantello, il gonnellino

e il lucco.Nel guardaroba di un uomo non mancava mai la zimarra, una veste lunga fino ai piedi foderata in seta o

in pelliccia. La giornea era una sopravveste elegante e sontuosa priva di maniche e con cintura in vita.

Maniche staccabili dall’abito che diventavano effetto a sé altamente decorativo.

Accessori: i copricapi più prestigiosi erano i cappucci che appartenevano ai borghesi ricchi, uomini di legge,

dottori e mercanti. Il mazzocchio era un cerchio coperto di panno che girava a fascia intorno alla testa e copriva il

capo. La foggia pendeva sulla spalla e copriva la guancia. Il becchetto era una striscia doppia di panno lunga fino

a terra ripiegata sulla spalla destra.Nel 1400 arrivarono gli stivali, le scarpette leggere e spesso in stoffa. I gioielli

furono: spille, anelli, catene da collo ecc..

Abbigliamento femminile

La veste di tipo più aderente rimase la gamurra, aveva linea aderente al busto, vita alta e lo scollo rotondo. La

cotta era un tipo di camora ma adattata per la stagione calda, realizzata in tessuti pregiati di seta, in damasco,

broccati e velluti. Sotto veniva indossata la camicia di Cambray, di lino o di Reims. Gamurra, camora e zupa sono

le vesti abituali portate in casa mentre per uscire si usava la pellanda e la cioppa.

Le maniche diventarono strette, seguivano la forma del braccio, si staccò dall’abito, erano indossate per

evidenziare il proprio lusso e diventavano sempre più decorate e confezionate con tessuto diverso da quello

utilizzato per l’abito.

Intorno al 1470 la comora divenne una veste lunga nel busto e la gonna si aprì a campana.La pellanda divenne

fondamentale nel guardaroba femminile.

Accessori:le acconciature di adattavano alla linea delle vesti, si portavano aderenti al capo e raccolti in trecce o in

cerchi intrecciati con nastri e fili di perle. Le cuffie erano confezionate in velluto o stoffa leggera completate con

ricami o perle o da un velo trasparente. Intorno al 1480 Beatrice d’Este, duchessa di Milano lanciò la moda del

coazzone: un’acconciatura in voga nella corte napoleonica, un velo ricamato che raccoglieva sulla nuca i capelli

lasciati poi cadere in una lunga coda sulla schiena.

Le scarpe erano di pelle o cuoio o stoffa pesante. I gioielli erano gli elementi di rifinitura dell’abbigliamento ed

erano regolati da leggi suntuarie. Il 500 LA NASCITA DELL’Età MODERNA

ITALIA

Abbigliamento maschile

Ampiamente diffusa in tutte le corti europee, abiti maschili simili a quelli di fine 1400, veniva indossata la

camicia, il rasetto, il casacchino, il giubbone, il saio, le calzabrache, la guarnacca, il lucco, il tabarro, la veste, il

robone e la gabanella.

La nuova tendenza del secolo impone l’imbottitura di alcuni indumenti, come per esempio il giubbone, in maniera

di dilatare la figura orizzontalmente. Anche le gambe venivano imbottite con bambagia o pezzi di stoffa.

Nel 500 la camicia divenne un indumento molto pregiato, confezionata in tessuti delicati, spesso decorata e

ricamata con fili d’oro fu dotata di un ampio scollo quadrato.

Nel 510 le calzabrache subirono delle modifiche: furono tagliate all’altezza del ginocchio e la parte superiore

prese il nome di cosciale perché proteggeva le cosce.

La braghetta a fine 400 assunse una forma con un’evidente simbologia fallica.

Intorno alla metà del secolo erano in uso calzoni dalla linea morbida, moderatamente ampi e usati per la caccia.

Il robone o roba è una sopravveste confezionata con stoffe pregiate con grandi maniche e con un bavero

rovesciato sulle spalle, le leggi suntuarie del tempo ne limitavano i ricami.

Anche il saio era un indumento usato fuori casa e il casacchino era più leggero ma più ricco ed elegante.

Il tabarro assunse due connotazioni: ampia giacca aperta davanti con maniche non troppo ampie usata dalle classi

elevate e una sopravveste modesta usata dal basso rango.

Ci si faceva crescere la barba e le capigliature divennero lunghe e sciolte sulle spalle.La berretta e il tocco sono i

copricapi spesso ornati di perle. La beretta a tozzo era una cupola alta ornata da una striscia di tessuto e una falda

molto piccola.

Le scarpe più usate erano a punta larga e rimase in uso fino alla metà del secolo.

I guanti furono di largo uso spesso profumati.

L’orologio tascabile era usato sia da uomini che da donne inserito a volte nell’anello.

Abbigliamento femminile

Linea basata sul rispetto delle proporzioni del corpo umano, attaccatura bassa delle maniche che assunsero

un’ampiezza volumetrica accentuata da imbottiture concentrate nella parte alta.

Abito diviso in due:il corpetto, la parte superiore e la gonna la parte inferiore.

La veste maggiormente in uso è la camora o gonnella un abito con punto vita posto leggermente in alto con

maniche rifinite da spalline imbottite o da polsini.

Lo scollo è più contenuto e il copretto si allunga e si irrigidisce.

Simile alla gonnella è la sottana che viene però indossata come sopravveste.

La soprana era una sopravveste molto ornata, foderata a volte aperta sul davanti.

La baschina in Italia indicava una veste intera provvista di maniche.

La moda francese a metà del 500 diffuse l’uso di un corpetto d’acciaio a punta allungato sul davanti, ma ben

presto questo modello fu abbandonato a favore di busti irrigiditi con stecche di metallo o legno. Fino al 1530 si

portò una pelliccia di zibellino, ermellino o altro pelo pregiato appoggiata sulla spalla con la testa pendente

appoggiata sul davanti, gli occhi dell’animale venivano spesso sostituiti con rubini o pietre preziose.

Il verdugale era una struttura basata su imbottiture di stoppa poste sull’orlo dell’abito per aumentare l’ampiezza

del fondo.

Prevalevano le tinte scure con contrasti di colore e i tessuti in voga erano il velluto alto-basso, le sete broccate i

rasi broccatelli.

I bambini, dopo i 6 anni vestivano come gli adulti e anche le bambine indossavano la verdugale.

Le donne usarono copricapi e mutande simili a quelle maschili, il cappelo a forma di berretto rotondo era

confezionato in velluto nero guarnito di penne, gioielli o medaglie.

Portavano i capelli a cprna, erano suddivisi a metà sulla sommità del capo e venivano arricciati e rialzati a due

corna. Molto usate anche le calze ornate o ricamate eseguite a maglia come quelle maschili.

Ricche erano le camicie arricciate al collo e ai polsi.

Le scarpe come quelle maschili erano a muso di bue forma larga e arrotondata in punta.. Passione per i guanti

profumati.

I ventagli di piume di struzzo spesso diventavano pretesto per sfoggiare manici in oro o argento tempestati di

pietre preziose.

Gioielli apprezzati e profumi che venivano spruzzati per vesti, camicie, fazzoletti e guanti.

SPAGNA

La figura iberica ha linee rigide, con caratteristiche di severità, dignità e compostezza molto accentuati. La corte

iberica impose il nero e i colori scuri attribuendo a questi colori la distinzione dagli altri ceti sociali.

Abbigliamento maschile.

Nuovo modello di farsetto imbottito sulle spalle e torace ma anche sul ventre, terminava a punta sula linea della

vita, acquisisce una forma bombata e la vita viene abbassata e terminava a punta sul davanti. Dal collo del farsetto

fuoriesce la camicia oppure la gorgiera, un collaretto di tessuto finissimo increspato a nido d’ape.

Le braghe erano più corte e con forma tondeggiante, le maniche erano guarnite di alette imbottite chiamate

picadillos.

Il ferreruelo è un mantello di forma semicircolare rivestito o no di pelliccia e con collo alto e cappuccio. Le calze

ad ago sono confezionate con una particolare lavorazione che conferiva elasticità e rendevano più visibili le

gambe.

Abbigliamento femminile.

Alterazione delle forme del corpo tramite una sovrastruttura a due coni, uno del rigido corsetto e l’altro della

gonnella. Il corsetto a forma conica appiattisce il seno e termina a punta, la scollatura è eliminata e sostituita da un

colletto o dalla gorgiera. Il corsetto può essere o meno munito di maniche pendenti.

La gonna è irrigidita dal verdugale ed è a forma di cono .

I tessuti sono decorati e le vesti ornate di gioielli. Queste vesti rigide e ingombranti sono abiti che sottolineano il

privilegio e quindi di chi appartiene alla classe sociale superiore.

FRANCIA E INGHILTERRA

Abbigliamento maschile francese.

La camicia era decorata e fuoriusciva dallo scollo e dal farsetto. Nella seconda metà del 500 Enrico 2 emanò leggi

per ridurre il lusso e la moda divenne un po’ più austera.

Il farsetto divenne accollato e i calzoni si accorciarono e furono imbottite di crine.

Negli anni 80 il farsetto divenne a punta sul davanti e l’imbottitura fu accentuata.

Le maniche diventarono a prosciutto, larghe sulla spalla e più aderenti verso il polso.

Le braghe diventarono a palloncino, con volume in alto e aderenti e lunghe fino al ginocchio, come mantello si

affermò la cappa corta.

I copricapi furono neri a calotta rigida, guarniti di piume di color bianche.

Abbigliamento femminile francese

Due indirizzi:

Ispirazione al modello italiano

Tradizionalista francese

L’abito francese era una veste aperta sul davanti, ampia e con il corsetto che finisce a punta con maniche ad

imbuto con pelliccia o rivestite da tessuto diverso dalla veste.Divenne scollato e ornato in pizzo.

Entrò in uso il verdugale di forma conica e anche la baschina, un busto senza maniche, imbottito e allacciato in

vita.

Il verdugale conico diventò in Francia a forma di cilindro o a tamburo che aumenta la larghezza dei fianchi.

Le calzature furono in pelle e la forma era a pantofola.

Abbigliamento maschile inglese.

Influenza europea, tedesca e spagnola. In uso era il farsetto e le brache corte e calzoni lunghi fino al ginocchio

congiunti alle calze tramite giarrettiere.

Calzature come quelle francesi.

Abbigliamento femminile francese.

Corpetto della veste estremamente decorato, la vita posta un po’ più in alto e grandi ornamenti sul petto come da

tradizione tedesca.

Manica ad imbuto, stretta all’attaccatura e che si allarga all’altezza del gomito.

L’acconciatura tipica inglese è la cuffia alla Tudor.

Il verdugale era a tamburo che venne ulteriormente dilatato in orizzontale e il corpetto a cono fu ancora più

allungato e giunse fino alla vita.

Grande sfoggio di gioielli. IL SEICENTO: IL TRIONFO DEL BAROCCO

SPAGNA

Abbigliamento maschile.

Costume maschile spagnolo che conserva le caratteristiche dell’abbigliamento del 1500. Maggiore morbidezza

delle imbottiture che furono più limitate.

Pantaloni a palloncini, la gorgiera fu sostituita da un colletto di dimensioni ridotte chiamato golilla.

I capi base furono: calzoni, farsetto, casacca e mantello.

Abbigliamento femminile

Maggiore interesse per il colore, gamma cromatica più ricca. La gorgiera fu sostituita dal colletto francese di

merletto, il corpetto rimase attillato e il verdugale a campana fu sostituito dal guardinfante, un sostegno da

indossare sotto la gonna in ossa di balena. OLANDA

Abbigliamento maschile

Le novità d’abbigliamento provengono dalla borghesia ricca e il modo di vestire è morbido e sciolto al contrario

di quello rigido della Spagna.

Predilige il colore nero e toni scuri che è simbolo di rigido moralismo del credo religioso protestante.

Usavano la gorgiera, che nei paesi bassi aveva una forma più morbida che non impediva i movimenti del capo,

detta a mola di mulino.

I cappelli erano di feltro alti o flosci con la tesa larga ornati di piume di struzzo e usato da tutti e due i sessi.

Con la linea a botte, stile vestimentario morbido che amplifica i volumi del corpo, la vita era in alto, con gonfie

maniche con le imbottiture.

I calzoni erano molto larghi e lunghi fino al ginocchio e nel 1640 diventarono tubolari e si allungarono fino al

polpaccio.

Verso il 1650 i calzoni diventarono larghissimi e lunghi fino al ginocchio che assomigliavano a una corta gonna.

Gli accessori erano gli stivali e scarpe guarnite da fiocchi.

Abbigliamento femminile.

Volume ampio e morbido nell’abbigliamento femminile, la linea a botte era costituita dalla sovrapposizione di

sopravvesti. Il punto vita era alto, le maniche gonfie, arricchite da decorazionidi seta e spalline.

Il corpetto inizialmente era aderente e a punta, in seguito la punta fu arrotondata e il corpetto ricoperto di ricami di

seta, fili d’oro e perle.

I capelli erano raccolti in cuffie di lino decorate con merletto.

INGHILTERRA

Abbigliamento maschile

Intorno al 1630 erano di moda i calzoni aderenti e lunghi fino al ginocchio fermati con nastri, mentre un decennio

dopo furono tubolari e più lunghi, fino al polpaccio.

Le linee si ammorbidiscono e furono usate tinte unite di nero e colori scuri.

Nel 1666 dalla corte inglese fu elaborata una giacca lunga svasata al fondo di colore scuro e foderata di bianco

chiamata di moda orientale o persiana.

A fine 1600 l’abito maschile era costituito da: giustacuore o marsina, sottoveste e calzoni.

Abbigliamento femminile.

Linea rigida del periodo elisabettiano caratterizzata da pesanti broccati, ma in seguito furono utilizzati tessuti più

leggeri e morbidi che favorivano una linea libera.

Intorno al 1630 scomparve il verdugale , e l’abito era composto dalla gonna e dal corpetto aderente e dotato di

ampio scollo quadrato. ITALIA

Abbigliamento maschile.

Ad inizio 1600 l’abbigliamento maschile non presenta grandi novità, mantenendo uno stile formale, severo. Gli

uomini indossavano giuppone e casacca, calzoni piuttosto ampi e fermate dalle poste al ginocchio, e il mantello

che arrivava al polpaccio.

Preferito il colore nero e i colletti e polsini erano bianchi.

L’indumento portato dai borghesi erano la toga e il tabarro. La cappa era usata nell’abbigliamento elegante e la

romana era una sopravveste foderata da pelliccia in uso soprattutto a Venezia.

Le maniche erano guarnite di bottoni e ampliate sul fondo. Il colletto è lungo e i capelli prima corti si allungarono

poi fino alle spalle. I baffi erano arricciati verso l’alto.

Sparì il bavero intorno al 1650 e il colletto viene spostato sul davanti formando due ampi risvolti simili a pieghe.

A fine secolo i colletti furono sostituiti dalla cravatta. La parrucca era costituita da lunghi riccioli, neri che

contornano il viso. Si affermarono gli stivali e le scarpe erano provviste di tacco.

Abbigliamento femminile

Fino al 1630 l’abb femminile conserva le caratteristiche di rigidità, il giubbone e il corsetto erano abbottonati sul

davanti e aveva la punta arrotondata che si allunga fin sotto il punto vita.

Il sottanino è un indumento simile all’attuale gonna e la sottana invece era una veste intera provvista di maniche.

Dopo il 1630 la linea della gonna diventò più morbida e assunse una forma a cupola, il volume era ottenuto

tramite la sovrapposizione delle sottogonne e dalle imbottiture a forma di rullo poste ai fianchi.

Le maniche si accorciarono mettendo in mostra le maniche gonfie della camicia.

Si indossò a fine mese il mantò, un abito in uso in Francia, basato sulla verticalità.

Le acconciature mutarono foggia, i cappelli vennero raccolti sul capo, in seguito disposti a boccoli a lato sul viso e

si adornavano di spilli, nastri, gioielli, piume e fiori.

Le calzature erano come quelle maschile ed erano di pelle bianca e a punta squadrata, in seta o velluto ornate di

pietre preziose, ricami o nastri.

Nel 1600 si usarono unguenti e profumi, era di moda mostrare una pelle chiara ottenuto grazie ad una cipria di

riso e poi ci si truccava in modo contrastante guance, labbra e occhi.

Si diffuse la moda dei nei che servivano a livello estetico ma anche per coprire le imperfezioni della pelle.

I gioielli erano fermagli, ventagli e ombrellini da sole.D’inverno erano usati i manicotti foderati di pelliccia e gli

orologi legati alla vita.

Negli abiti di gala il bustino o corsetto terminano a punta sul davanti, aderentissimo e rinforzato con stecche di

balena. Il panier era formato da cerchi e dal 1730 diventò a forma di ovale anche se nel corso del secolo continuò

a subire numerose trasformazioni.

Le acconciature si semplificarono notevolmente, venivano acconciati in boccoli morbidi e adornati con nastri o

piccole cuffie.

Le calzature avevano il tacco alto ed erano in seta, raso o pelle o con la stessa stoffa del colore dell’abito.

FRANCIA

LUIGI XIII

Abbigliamento maschile

Guardaroba maschile caratterizzato da calzoni, farsetto e mantello. Calzoni piuttosto ampi che arrivavano al

ginocchio, con aperture laterali con bottoni che finivano dentro gli stivali muniti di revers e tacco.

Farsetto aderente, stretto in vita da cintura e munito di falde.

Mantello usato era la cappa.

La capigliatura maschile si allungò fino alle spalle e si usavano i baffi arricciati all’insù oppure baffi e pizzetto.

I cappelli erano a tesa larga con piume, guanti, calze.

Abbigliamento femminile

Ampiezza della gonna ottenuta grazie alla sovrapposizione di più gonne e da un cilindro di cuoio attorno alla vita.

La gonna più esterna era di colore e tessuto contrastante con quelle sottostanti, era sollevata e panneggiata ai lati.

Vestiario con maggiore scioltezza. Il colletto a ventaglio venne sostituito da ampi colletti a pizzo che

sottolineavano la scollatura diventata profonda ma mettere in mostra la parte superiore del seno.

Le dame portavano ampi mantelli che potevano essere dotati di cappucci.

Le maniche divennero gonfie e la lunghezza si accorciò fino a tre quarti del braccio.

Il corpetto si irrigidì grazie alle stecche di balena che terminava a punta sul davanti ed era dotato di baschina che

lambiva i fianchi.

I capelli erano sciolti oppure acconciati in ricci morbidi.

Il manicotto di pelliccia era molto usato, ventaglio e fazzoletti di pizzo.

Si usava molto una maschera nera che copriva la parte del viso che era proibita davanti al re.

LUIGI XIV

Con l’ascesa al trono del Re Sole divenne supremazia della moda francese in Europa, che coincise con il momento

di massimo splendore dello stile Barocco caratterizzato da motivi curvilinei e sinuosi, dalla ricerca di sontuosità e

artificio che trovò sfogo in enormi parrucche arricciate, nastri e pizzi, maschere e belletti.

1644/1661 è il periodo della giovinezza del sovrano;

1661/1670 massimo splendore innovazioni nel campo della moda; Corte di Versailles cominciò a manifestare

appieno l’egemonia nel campo della moda europea;

1669/1683 il Ministro Colbert mise in condizione le industrie francesi di produrre tessuti e accessori destinati

all’abbigliamento di lusso, ostacolando l’importazione dei prodotti provenienti dall’estero.

Abbigliamento maschile

Dopo la morte di Mazzarino, Luigi XVI riformò la moda maschile a corte introducendo il modello del gentiluomo

di corte, la corte divenne un modello da seguire e si diffuse e impose tra l’aristocrazia europea e in seguito anche

alle altre classi sociali.

La Corte prevedeva una serie di norme precise sul modello degli abiti, il colore, gli accessori da portare in

presenza del re, colui che dispensava privilegi consentendo solo ad alcuni di indossare il justaucorp a brevet e per

le dame il grand habit.

Gran divario tra le fogge del re francese e del re spagnolo.

Luigi indossava gli ampi calzoni arricchiti da nastri, un corto farsetto dal quale fuoriesce la camicia guarnita da

nastri.

Al collo cravatta di trina chiamata jabot e sul capo una parrucca composta da riccioli scuri.

Le calze modellano le gambe e sono arricchite dai canons e le calzature provviste di tacco e fiocco.

Dall’ultimo ventennio del secolo si consolidano i tre indumenti base dell’abbigliamento costituiti da marsina o

giustacuore, veste e culottes.

Il giustacuore era un abito/giacca aperto sul davanti con lunghe falde che arrivavano al ginocchio, prima

confezionato in panno impreziosito di bottoni, asole e tasche contornate di passamanerie.

Fu dotato poi di maniche corte e di ampi risvolti.

Insieme al giustacuore era portata in trasversale sul busto una larga banda di stoffa ricamata e frangiata che

sorreggeva la spada.

Il giustacuore a brevet era un particolare tipo di giustacuore confezionato in broccato impreziosito da

passamanerie d’oro e d’argento e foderato di tessuto rosso.

Nell’ultimo ventennio del secolo l’abbigliamento maschile si ispirò di nuovo a quello militare che impose l’uso di

stoffe di lana e ricche guarnizioni.

D’inverno si indossavano mantelli o una mantella fornita di maniche.

I tessuti più pregiati erano la seta, il satin, il velluto e il damasco, camicie e biancheria erano rifiniti con merletti.

Accessori:la moda settecentesca era ricca di accessori come la parrucca bianca, rossa e bionda dorata. Con l’uso

della parrucca ci si radeva i capelli.

Gli stivali in pelle ebbero un grande successo e le calzature col tacco erano in pelle bianca, color cuoio, oppure di

stoffa pregiata.

Di gran moda erano le sete colorate, a tinta unita di color rosso, rosa e celeste, ma anche a righe.

Il bastone da passeggio, lo spadino, il manicotto di pelliccia, la fusciacca e il budriere erano le completezze

dell’abbigliamento maschile.

I guanti erano molto in uso e si portavano sfilati in mano.

I copricapi erano confezionati in panno, feltro e di colore nero.

Diffuso anche l’uso del profumo e dei belletti e gioielli.

Abbigliamento femminile

La moda femminile seguiva le leggi dettate a corte dai nobili. Nel 1678 una rivista lanciò un supplemento che

dedicava spazio alla moda in maniera regolare.

Per diffondere i cambiamenti del campo vestiario si usavano le bambole che erano le copie in miniatura delle

toilettes di pregio, mentre la bambola coiffè era di cera pettinata all’ultima moda.

Influenza dell’esotismo orientale. Tessuti commerciati e abiti già confezionati su modelli decorativi europei.

Dal 1684 in Francia esplose la moda della Cina, dei tessuti orientali.

Lo scollo del corpetto da rettangolare si traformò in ovale e copriva le spalle e se troppo scollato era guarnito da

un colletto di pizzo, che ornava anche le maniche che si accorciarono fino all’avambraccio.

La gonna arrivava a terra e assunse la forma a campana.

Tra le vesti più usate c’era un abito formato da due vesti sovrapposti.

Il corpetto del manteau era molto stretto, irrigidito da stecche di balena e dotato di scollatura ovale, o a punta e

guarnito da nodi di nastro sul davanti.Sviluppa una figura verticale.

Dalle maniche del corpetto uscivano le maniche della camicia arricchiti da polsini composti da ranghi di merletto.

Le gonne erano ornate soltanto sul fondo dal merletto o pizzo, appiattita sul davanti e ampiezza ottenuta grazie al

bourrelet un sostegno di forma ovale rivestito di taffetas e riempito di crine.

I tessuti maggiormente in uso erano il velluto, la seta, raso e i damaschi, apprezzati erano i colori come lo

scarlatto, il rosso, il ciliegio e il blu, ma le donne amavano il rosa, il celeste e il giallo chiaro.

Le acconciature definivano l’eleganza femminile. La Fontage subì cambiamenti e si trasformò in una complessa

costruzione piramidale sempre più alta, sorretta da archetti e fili di ferro ornata con pizzi, merletti, nastri e gioielli.

Accessori: si copriva il capo con la coiffe, le mani con il manchon di pelliccia guarnito di nastri e brillanti. Attorno

al collo portano la palatine che è una sciarpa di pelliccia o di pizzo.

Dal 1692 anche le dame indossavano la cravatta simile a quella maschile.

Le calze erano preferibilmente di seta, e i ventagli erano molto usati.

Molto in uso i fazzoletti e gli ombrellini da sole.

Le scarpe erano realizzate in tessuti pregiati come il satin, broccati e a volte in pelle fornite di tacchi alti.

Facevano uso di gioielli e profumi e belletti e di accessori stravaganti. I diamanti e le perle furono molto usate sia

come collane, spille e decorazioni applicate all’abito o all’acconciatura.

LA REGGENZA

Con la reggenza l’abbigliamento francese si semplificò a confronto del periodo precedente, le vesti femminili

divennero sciolte e vaporose e quelle maschili una linea più sobria con tessuti leggeri, ricami e decorazioni meno

vistose. Tessuti decorati provenienti dall’Estremo Oriente che occupano l’intera altezza del tessuto.

Linea a campane per entrambe i sessi con spalle strette che si allargavano sul fondo.

I contrasti del barocco si preferirono i colori tenui e pastello invece che i tessuti broccati e arabescati si usano i

rasi cangianti, sete leggere e taffetas.

Abbigliamento maschile.

Costume maschile basato su tre pezzi: la marsina, la veste e le culottes. La marsina è aderente al busto con risvolti

sul collo e maniche svasate al basso. Le falde si ampliano alla vita fino al ginocchio. Le culottes di linea aderente

e abbastanza morbide arrivavano fino al ginocchio fermate da una fibbia. Le calze sono inserite sotto le culottes

ed erano in tinta con il colore dell’abito.

Le scarpe sono a punta quadrata e con una linguetta ripiegata sul davanti.

Le acconciature sono parrucche contenute rispetto a quelle del 1600.

Il copricapo tipico del periodo è il tricono nero di seta, di feltro o di velluto guarnito con galloni d’oro o d’argento,

bottoni o piume di struzzo.

Abbigliamento femminile.

Fogge più informali, linea sciolta mentre gli abiti rigidi e ingombranti erano riservati alle cerimonie di corte.

Vesti intere di linea morbida, con scollo quadrato con merletti e maniche con pizzi. L’andrienne è l’abito che

rappresenta la moda femminile francese del 1700: era una veste caratterizzata da un busto aderente di ampia

scollatura, ampiezza dell’abito nella parte inferiore sostenuta da una sottogonna gommata e inamidata chiamata

panier.

Gli abiti plisse sono una variante dell’andrienne.

Intorno al 1730 la sottogonna si appiattì sul davanti assumendo una forma quasi ovoidale definita a coude.

Le acconciature femminili del periodo Reggenza si semplificarono notevolmente, i capelli venivano acconciati in

maniera morbida a boccoli e guarniti con nastri oppure in piccole cuffie.

Le scarpe erano provviste di tacco alto ed erano confezionate in seta, raso e colore dell’abito.

LUIGI XV: IL ROCCOCO’

La corte da Parigi si trasferì di nuovo a Versailles, durante il regno di Luigi XV il Roccocò conobbe una diffusione

internazionale, le caratteristiche di questo stile sono la leggiadria, lo slancio verticale, l’asimmetria e il

movimento.

Nella moda Roccocò prevale la tendenza verso un’eleganza meno solenne e più raffinata, con tessuti come la seta

e merletti.

Nella decorazione dei tessuti trionfò il naturalismo.

Impiego di grandi cappelli di paglia e del fichu, un fazzoletto piegato a triangolo.

Moda più democratica.

Abbigliamento maschile

Il costume francese in pieno Roccocò era caratterizzato dall’impiego di tessuti pregiati e dal lusso esibito. A metà

del 700 si diffusero due tipologie di vestiti: il modello francese e quello inglese.

La moda inglese oltre all’aspetto formale più semplice utilizzando tessuti pratici come le sete leggere, il panno di

lana, tinte sobrie e preferenze per i colori scuri.

L’abito a la francese subì invece alcune variazioni, venne modificato la linea a campana riducendo l’ampiezza sui

fianchi eliminando le imbottiture.

Il busto si fece più aderente e le maniche diventarono più strette.

La veste si accorciò fino ad arrivare sotto la linea vita e prese il nome di gillet.

Il costume di corte continuò a essere confezionato con tessuti sontuosi e decorato con ricami d’oro, d’argento e

pietre preziose.

Il Redingote era un abito per ripararsi dal freddo e dalla pioggia ma soprattutto per cavalcare. Era aderente al

busto ma di linea ampia nella parte inferiore e non ha ricami. Si indossa con calzoni aderenti realizzati a maglia o

pelle di daino e infilati negli stivali.

Il tacco delle calzature si abbassò e si incominciarono a usare gli stivali.

Abbigliamento femminile

L’abbigliamento femminile francese nel periodo Roccocò mantelle l’andrienne e le sue varianti.

L’abito poteva essere composto da corsetto aderente e rigido terminante a punta in vita e da due gonne

sovrapposte.

Madame de Mompadour fu la rappresentante più famosa di questo stile, arricchiva le vesti di pizzi e nastri

applicato a serpentina.

Il corsetto modellava rigidamente il busto, confezionato con stecche di balena, dotato di ampia scollatura

quadrata. Le maniche giungevano fino al gomito.

Interesse per l’esotismo orientale.

Le vesti alla circassiana, alla levita, alla levantina e alla turca erano di influenza dei diversi paesi.

Gli accessori erano numerosi e raffinati: ventagli, tabaccherie, porta nei, guanti, ombrellini da sole, orologi e il

cordoncino nero dal quale pendeva un gioiello.

Le acconciature erano ondulati e spolverati di cipria bianca, anche una parrucca bianca e decorate con fiori.

Il volto doveva essere bianco come porcellana ma le guance dovevano essere ravvivate dal rossetto.

I nei erano il completamento del trucco e a seconda della posizione erano posti sul viso assumendo significato

simbolico.

I copricapi erano cuffie e berretti.

Le calze di seta erano realizzate a telaio ed erano abbinate al colore dell’abito.

Le scarpe erano dotate di tacco con forma affusolata per far vedere il piede piccolo.

I gioielli erano diamanti, montati su argento e perle. Molto apprezzate le collane e gli orecchini, i bracciali e gli

orologi. LUIGI XVI E L’ETA’ NEOCLASSICA

Sale al trono Luigi XVI, la Francia era in dissesto economico e i contrasti sociali provocarono la caduta della

monarchia francese.

Vita culturale molto vivace, ma si richiedeva una forma di vita sociale più democratica, la stessa Maria Antonietta

adottò un abbigliamento più semplice che ridusse il divario tra le varie classi sociali.

La prima pubblicazione di moda francese fu il Cabinet des modes o modes novelle. Dopo un periodo di

interruzione dovuto alle vicende rivoluzionarie le riviste tornarono in circolazione a partire dal 1797, la più

seguita fu Journal des dame set des modes.

Nell’ultimo ventennio del secolo non sarà più la corte ma la ricca borghesia a improntare col suo gisto le novità

nel campo dell’abbigliamento.

Abbigliamento maschile

Non manifesta particolari cambiamenti. L’abito alla francese mantenne la ricercatezza di quello destinato alla vita

da corte. Le calzature avevano il tacco più basso ma erano ancora guarnite da preziose fibbie ovali o rettangolari,

eleganza meno sfarzosa e lusso ridimensionato.

Marsina sostituita dal frac. In Inghilterra il frac era considerato l’emblema della borghesia che svolge attività

lavorative, confezionato in panno di lana e a tinta unita di colore verde scuro, marrone, nero, blu indossato con

gilet e i calzoni bianco, giallo e turchese.D’estate il gillet era bianco.

Abbigliamento femminile.

L’abito femminile destinato alle cerimonie di corte rimase la grande robe con panier allargato sui fianchi, gonna e

sopragonna aperta, corsetto attillato con ampia scollatura quadrata.

Scompare poi il panier e il busto steccato.

L’abito en chemise e il fourreau erano abiti spesso realizzati in mussola bianca o seta, si portavano senza busto ed

erano fermati in vita da cintura.

Ampia scollatura tondeggiante, morbide maniche con sboffi e decorato con striscia di stoffa increspata.

Cappello di paglia con ampie falde guarnito di nastri.

L’abito diventò ad un solo pezzo.

L’abito alla polacca arrivavano alla caviglia mettendo in evidenza le scarpe alte con il tacco.

Si sfoggiavano grandi capigliature,ideate da parrucchieri, guarniti con garze, nastri e decorazioni varie.

La veste all’inglese dominò la moda fino al 1780, aveva un corsetto allacciato davanti e termina dietro a punta,

ampia scollatura e maniche aderenti con volants.

A metà anni 80 si diffusero capi femminili derivanti dall’abbigliamento maschile, come il rendigote in numerose

varianti. Capo composto da corpetto attillato con allacciatura davanti, a doppio petto, falde sul dietro e uno o più

colletti.

Le acconciature ideate da Leonard erano vere e proprie impalcature realizzare con nastri a velo, di garza, di crine e

sostenuti da fili metallici.Grazie a questi modelli si diffuse il cappello grande, di paglia o stoffa d’estate e velluto o

feltro d’inverno. LA RIVOLUZIONE FRANCESE

1789 profondi cambiamenti sociali. Privilegiati i modelli provenienti da oltre manica, la moda inglese era una

valida alternativa all’abbigliamento francese. Dopo la rivoluzione i fruitori di prodotti di moda si estesero

comprendendo la piccola e media borghesia.

Aumentarono i prodotti a basso costo. In Inghilterra nacque il periodo del dandysmo che si diffuse in tutta

l’Europa. Il dandy ha il suo modo personale di vestire, appiattisce le fogge di fine secolo e viveva la moda in

modo soggettivo, è libero, manifesta il disprezzo per la massa e la borghesia.

Abbigliamento maschile

Democratizzazione della moda a partire dal 1790, si era più comodi, pratici e funzionali, mentre chi rimaneva

fedele alla monarchia francese.

I colori assunsero grandissimo valore simbolico, chi aderiva alle idee rivoluzionarie si vestiva con i colori

nazionali . I giovani che non si schieravano apertamente vestivano con soprabito scarlatto, panciotto di seta nera,

pantaloni di cachemire nero, calze e fazzoletto nero.

Con la fine della monarchi la moda maschile francese si uniformò allo stile inglese, abiti scuri con cappelli a

calotta alta, stivali e bastoni da passeggio.

I sans-culottes avevano un abbigliamento tipico da lavoro con berretto e coccarda tricolore, con la corta giacca

non aderente, pantaloni lunghi con bretelle, gilet e zoccoli.

I Muscadin erano giovani che avevano un modo di vestire stravagante, andatura saltellante e esprimevano la loro

opposizione alla rivoluzione, indossavano il frac con colletto verde e nero, culottes aderenti.

Abbigliamento femminile

Sempre più ricca di dettagli tratti dall’abb maschile, capricapi, colletti, stivaletti e capigliature meno complicate.

Le vicende rivoluzionarie coinvolsero le donne, ma le fu impedito di indossare il berretto frigio perché poteva

determinare la rivendicazione dei diritti politici.

Chi si imbatteva per i diritti femminili portava vestiti da uomo come Lacombe e le donne del popolo le sans

culottes indossavano la carmagnola sopra la gonna di lana grossa, portavano scialli o fazzoletti e zoccoli ai piedi.

DIRETTORIO

Abbigliamento maschile

Nella società borghese si confermarono i concetti di dignità, distinzione e sobrietà nel vestire, nell’abbigliamento

maschile il frac e la rendigote assunsero una linea slanciata come lo stile inglese, in colori chiari, il gilet era molto

aderente di dimensioni ridotte e viene confezionato in seta o raso, bianco o giallo.Il frac di contrasto è di colore

scuro.

I pantaloni si portavano aderenti e lunghi fino al polpaccio realizzati con tessuti elastici in maglia o pelle di daino

in colori chiarissimi, era usati gli stivali.

L’incroyables era ispirato alla moda inglese e adottato dai giovani.

Abbigliamento femminile

Gusto per l’anticomania, abbigliamento neoclassico che è destinata alle giovani, linee semplici e impudiche, la

caratteristica principale di questo stile è la verticalità e la mancanza di elementi posticci con uso di stoffe leggere e

trasparenti.

Amato lo stile orientale con la presenza di elementi come il turbante, pantofole, calzature a punta rialzata e cintura

chiusa con medaglioni.

Il punto vita era collocato fin dal 1792 un po’ più in alto sottolineato da cinture e fasciature che funzionavano

come bustino sotto il seno.

Le scollature erano vertiginose e avevano sia strascico che aperture a spacco laterali.

Si usava lo scialle oppure una cortissima giacchina con maniche aderenti e lunghe.

Le vesti erano prive di tasche e nacque l’uso della borsetta come la balantine e la reticule.

Le maraveilleuses in contrasto con il neoclassicismo era appariscenti es esagerate, portavano lunghi abiti senza

maniche con strascico, scarpine basse e curiosi cappelli e strane cuffie.

CONSOLATO

Abbigliamento maschile

L’abb tornò quello da cerimonia e riacquistò una certa formalità, il costume si orienta verso modelli sobri e

semplici dove primeggiano i colori scuri

Abbigliamento femminile

Moda più sobria, morbidezza della linea e leggerezza e trasparenza dei tessuti.

Slancio verticale e scollo ampio e quadrato, corpetto tagliato dalla gonna in modo da aderire meglio al corpo.

Maniche dritte e corte oppure aderentissime e lunghe fino al polso. Sotto la veste si poteva indossare la camicetta

accollata che doveva coprire la scollatura.

Gli abiti di corte erano spesso dotati di strascico e ricami, mentre nelle classi sociali meno abbienti erano di uso

abiti confezionati in cotone o lino.

Abbigliamento infantile

Ricco di novità per la moda infantile, notevoli semplificazioni, le fasce che stringevano i neonati furono eliminate,

i bambini non vennero più vestiti come gli adulti, ma si usavano tessuti leggeri, come il cotone, la seta o la flanella

di lana e colori chiari preferibilmente bianco.

I calzoni erano ampi e lunghi fino alla caviglia ispirati ai marinai, la giacca si accorciò fino alla vita , scomparve

gilet e cravatta e non si incipriavano più i capelli.

Per le fanciulle si diffuse l’abito a un pezzo unico fermato in vita da una fascia alta che si legava dietro che

consentì il movimento e funzionalità sconosciute fino ad ora.

LA MODA IN ITALIA

In Italia i periodi stilistici sono tre:

Il Barocco fino al 1720, il Roccocò e in fine il neoclassicismo.

Dai primi decenni del 700 l'italia sviluppava una grande passione per tutto ciò che proveniva dalla Francia e

attraverso quelle francesi arrivarono filtrate anche le mode inglesi.

Anche i tessuti erano quello importati da Lione che erano simbolo di buon gusto e sinonimo di eleganza.Venezia

cercò di rilanciare la sua produzione di tessuti serici imitando le tipologie decorative della francia, ma non riuscì a

sostenere la concorrenza.

Abbigliamento maschile

Durante i primi decenni del 700 la moda maschile non presentò particolari cambiamenti.

La marsina chiamata velada a Venezia , la sottomarsina e i calzoni erono i capi base dell'abb maschile.

La marsina è a linea ampia, lunga fino al polpaccio,falde squadrate e apero sul davanti da bottoni;

successivamente le falde vengono imbottite e allargate in basso mentre la parte superiore del busto subisce una

rigidità artefatta.

La camiciola o sottomarsina è realizzata con tessuti preziosi, con ricami e tasche con aletta sagomata sul davanti.

I pantaloni erano lunghi fino al ginocchio e fermate da fibbie o bottoni.

Gli abiti erano confezionati con il velluto o il panno e molto spesso erano stoffe pregiate arricchiti di filo d'oro e

d'argento da pietre preziose.

Il colore dei calzoni dopo il 1750 divenne scuro mentre la marsina chiara o viceversa.

Il classico indumento settecentesco italiano era il tabarro, un mantello rotondo dotato di colletto e di mantellina

che copriva le spalle.

A Venezia la toga era ampia e lunga, una sopravveste munita di maniche, abito dei medici e dei magistrati.

La veste da camera era un raffinato indumento di origine orientale, aperta davanti, adornata di bottoni e con grandi

maniche.Era confezionata con il broccato o velluto, foderata di seta o di pelliccia a seconda della stagioni.

Si propaga la nuova foggia inglese, la marsina diventa il flack o flacco e il rendigotto mantiene le stesse

caratteristiche di quello francese.Realizzato in tessuto di lana con colori scuri è portato con gli stivali. Il flacco

perde i ricami e assume una linea più slanciata, e i calzoni diventano più lunghi, aderenti e si infilano dentro gli

stivali.

La cravatta divenne una striscia di tessuto lunga avvolta intorno al collo e annodata davanti, scompaiono i pizzi e i

merletti.

I bottoni rimasero e piuttosto appariscenti.

La sottomarsina si accorciò e venne chiamata gilet

Accessori: l'uso della parrucca permase per quasi tutto il secolo, e si sfoggiavano i nei sul viso, la pettinatura era

un insieme di riccioli. Il tricono era confezionato in feltre, in seta, in pelo di castoro e lepre. A venezia il tricono

era portato con la bautta una pellegrina di merletto o seta con cappuccio che copriva le spalle e con la maschera se

non si voleva essere riconosciuti.

Il fazzoletto di seta era cosparso di essenze profumate ed era usato per sventolarsi.

I bottoni diventarono fondamentali e le calze erano di finissimo lino bianche ma anche di altri colori.

Le scarpe erano in pelle nera, accollate con punta quadrata e col tacco.

Abb maschile completato dalla spada.

I gioielli maschili erano l'anello, la spilla, la cravatta, i bottoni e le fibbie delle calzature.

Abbigliamento femminile

All'inizio del 700 mostra le stesse caratteristiche del periodo precedente, l'andrienne fu di moda e ci rimase fino a

fine secolo.Il sottanino indispensabile con l'andrienne aperta poteva essere indossato con il casacchino, una giacca

con falda che giungeva ai fianchi.

Nell'ultimo ventennio del secolo il caraco, una gonna corta fino alla caviglia venne addottato per le passeggiate

diurne.

Il busto era confezionato constoffe abbinate alla gonna ed era di forma aderentissima e la scollatura accentuata che

spingeva il seno in evidenza.

La pettorina era di colore diverso dall'abito ed era decorata e stringata con lacci di cordoncino o velluto.

Le acconciature dopo il 1770 acquistarono volume fino all'esagerazione degli anni ottanta.

La canna da passeggio era usata dalle dame , era di dimensioni ridotte rispetto a quella maschile.

La spolverina era di moda, era una sopravveste ampia di colore grigio.

Verso la fine del secolo l'abbigliamento seguì le mode provenienti dalla Francia la cui diffusione era affidata ai

periodici. L'abb femm si adeguò alle nuove tendenze della moda neoclassica eliminando i corsetti, cerchi e sellini.

I tessuti di cotone sostituirono le sete e le calzature divennero prove di tacco.

A venezia il velo o zendalo si portava in maniera tale da coprire il viso anche se osteggiato dalle autorità locali

perchè non consentiva la distinzione delle donne in base ai ceti sociali.

A metà del 700 si diffuse l'uso del cappello, oltre al tricono c'era in uso un cappello tondeggiante guarnito di

piume e ornati di fiori e nastri.

Le calze furono usate con le vesti più corte, le più richieste erano lavorate a macchina solitamente bianche.

Diventa indispensabile l'ombrellino per la sua eleganza.I guanti erano portati in mano e poi divennero di moda

quelli lunghi. I manicotti furono utilizzati fino al 1790, confezionati in pelle e rivestiti di seta o velluto in sintonia

con il colore dell'abito.

Il ventaglio fu l'accessorio di caratterizzazione del 700, realizzati in sera con stecche d'avorio, madreperla o

tartaruga.

Orologi e tabaccherie erano accessori di pregio verso la fine del secolo.

La biancheria intima si arricchì di nuovi indumenti.

L'800: LA MODA IMPERO (1800/1820)

Il periodo napoleonico segnò per la moda una ripresa dello sfarzo e del lusso che richiamavano le vesti fastose

dell'ancienne regime.

Napoleone costruì intorno a se una vera e propria corte che spingeva verso il lusso e che fu il centro dello

splendore vestimentario.

Da Parigi la moda si diffuse in tutta Europa diventando simbolo dipredominio.

La moda si mantenne coerente fino al 1820 con lo stile neoclassico, ispirazione all'antico, mito della giovinezza,

libertà.

Soprqa l'abito si inserì una tunica corta di ispirazione orientale aperta sul davanti e chiusa all'altezza del petto.

Le acconciature rimasero naturali.

Josefhine Bonaparte fu la ispiratrice che favoriva l'impostazione verticaleggiante delle linee, essenziali

valorizzando i dettagli come gli accessori e i gioielli.Lanciò la moda dello scialle di lana cachemire drappeggiato

sulle tuniche.

Nell'abbigliamento maschile si accentuò la distinzione tra abito di corte e costume di città, nelle cerimonie di corte

gli uomini dovevano indossare l'habit a la francaise. Per l'uso quotidiano la moda maschile rinunciò alla

stravaganza e asssunse caratteristiche di verticalità e la moda all'inglese.

Tendenza di abiti semplici, privi di decorazione e di colore, scuri e più consoni alla borghesia che dominerà dalla

metà dell'800.

Abbigliamento maschile.

Non si allontanò dai modelli che si erano affermati a fine secolo.

Fino al 1815 nell'abito maschile si accentuò la divisione tra abito di corte e abito civile. Napoleone ideò un abito

di corte risuscitando antichi spendori egli impose un cerimoniale nel quale il ruolo dell'abb fu fondamentale e al

quale si uniformò l'abito di gala.

Dopo l'inconorazione Napoleone indossò un petit costume che fu l'ispirazione dell'abito cerimoniale formato da:

marsina, gilet, calzoni e mantello fino al ginocchio e cappello piumato. Chi veniva ammesso a corte doveva

indossare questo abito. Napoleone stabilì in oltre abiti di foggia uguali per le cariche di corte e di stato codificando

l'uniforme civile, un abito regolamentato per modello, tessuto e decorazione e il livello gerarchico si notava

attraverso la posizione e l'ampiezza dei ricami.Il tessuto più usato era il panno.

Per l'abbigliamento di tutti i giorni gli uomini preferivano abiti più semplici e comodi e sempre meno colorati,

come il frac, la rendigote, il gilet e i calzoni.

A partire dal 1825 i calzoni diventarono molto aderenti alla gamba e lunghi fino alla caviglia spesso muniti di

staffa sotto il piede che li rendeva tesi e affusolati. Indossati dentro gli stivali morbidi sul polpaccio d'inverno e

d'estate invece si usavano scarpe basse.

Lo spencer era una sopravveste di origine inglese, corto in vita monopetto e con maniche e colletto senza falde.Il

segno di distinzione di rango erano i guanti di pelle accompagnati al colore dell'abito e da ricami.

Era in uso portare il bastone di bambù, la catena d'oro per l'orologio, lo spillone alla camicia e il cappello a

cilindro o tuba.

Abbigliamento femminile.

L'abito femminile mantenne la sua impostazione verticale a colonna e la linea libera e fluida della robe en

chemise, I tessuti utilizzati erano leggeri e fluttuanti come la mussola, il tulle, il crepe, il cotone e le tonalità del

pastello.

Nel 1805 la veste divenne più pudica era un piccolo abito aderente, tagliato all'altezza del seno davanti e dietro,

foderato e talvolta con stecche di balena che segnavano il busto.

Si inserirono maniche a palloncino poi maniche lunghe finoal polso.Si ridussero le scollature e vennero sbianciate

dalle chemisettes o camicette che si indossavano sotto l'abito o dai collari a balze.

Il canezou era un lungo colletto a pizzo di tessuto leggero trasparente e accollatissimo.

Le vesti scollate erano riservate alle feste mondane di corte o per i balli.

Dal 1810 venne adottato lo spencer inglese, una giacca corta in vita dalle maniche lunghe e strette in tessuto

leggero d'estate e velluto in inverno.

Le dogliette erano confortevoli e comodi soprabiti incrociati sul davanti foderati in pelliccia o con imbottitura.

I modelli indossati da Josephine erano i modelli di corte di dame, costituito da una robe en chemise a vita alta di

raso o seta e uno strascico unito alla vita in velluto con ricami d'oro sul bordo.

La tunica fu complemento dell'abito di gala da portare sopra l'abito camicia.

Dal 1815 la gonna si allargò sotto che diventò più corta alla caviglia, dopo quegli anni la linea dell'abito

femminile subì sempre piccoli cambiamenti con guarnizioni, balze, sboffi nelle maniche ecc...

I capelli e i copricapi furono gli accessori più usati, di varie fogge e dimensioni, di velluto e di seta. I cappotti

erano piccoli copricapi a campana con una profonda falda che copriva il volto.

I capelli erano lunghi raccolti in sommità del capo in alti chignon sostenuti da pettini e ornati di fiori e perle o

morbidi riccioli che cadevano lungo il viso.

Dal 1816 comparirono piccoli stivaletti.

TRA RESTAURAZIONE E ROMANTICISM( 1821/1850)

Dopo la caduta di Napoleone lo stile impero venne soppiantato dal gusto del Romanticismo, un movimento

culturale che investì campi del pensiero, arti, cultura ecc..

La verticalità delle linee dell'abito femminile, la sua semplicità e l'assenza di elementi alterati del corpo

caratterizzavano gli anni 20 e 30.

L'abito a la frabcese, tranne cheper cerimonie di corte, scomparve a favore di abiti scuri e monocromatici.

L'uomo nel suo abito borghese si iniziò a sbizzarrire con la fantasia con gli accessori e nei complementi

d'abbigliamento.

Per gli uomini la restaurazione significò austerità e sobrietà. Colori sempòici mentre per la donna fu il trionfo

definitivo del pudore.

Il ballo in costume fu l'occasione per poter esprimere il proprio gusto e il fasto dell'aristicrazia e un mezzo per


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in design della moda
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della moda e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Iuav di Venezia - Iuav o del prof Vaccari Alessandra.

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