Storia della medicina
La storia della medicina può essere introdotta da una delle più grandi teorie sulla storia della vita: la teoria evoluzionistica di Charles Darwin. Darwin agli inizi dell’800 pubblicò il trattato “Origini della specie” in cui spiegava come le varie specie si sono evolute, ma senza riuscire a spiegare la storia evolutiva dell’uomo, dato che non aveva ancora prove concrete in mano sul passato dell’uomo. In seguito però, grazie alle scoperte fossili dell’uomo di Neanderthal, si riuscì a far luce sul passato umano, osservando le principali differenze tra l’uomo contemporaneo e quello passato.
Scoperte antropologiche
Un esponente delle ricerche fu Eugene Dubois, il quale si spostò in Indonesia dove cercò di trovare dei reperti che dimostravano che la scimmia è lontano parente dell’uomo. Il primate che si cercava doveva principalmente soddisfare il requisito di stare principalmente in posizione eretta, che è quello che differisce principalmente l’uomo dalla scimmia. Si trovò così il pitecantropo il quale aveva una forma del cranio allungata (dolicocefalo) e una cresta sagittale molto più pronunciata. In Francia vennero trovati i cromagnon che sono bipedi molto più simili all’uomo sapiens contemporaneo.
Nel 1924 in Sud Africa, venne trovato il famoso bambino di Taung, un Australopiteco Africanus, che ha creato parecchi dilemmi sulla sua classificazione. Infatti non si sa se apparteneva ancora alla famiglia delle scimmie, o faceva già parte del ramo evolutivo che poi ha portato all’uomo.
La Rift Valley
La Rift Valley è una zona dell’Africa situata a est, e si pensa che sia stata la culla di nascita di moltissime specie contemporanee. Si pensa che l’uomo derivi appunto da quella zona. Infatti un eventuale cambiamento climatico avrebbe potuto far diminuire la vegetazione, costringendo così le scimmie a emigrare in zone più vegetate, abbandonando così la loro posizione sulle piante, ma spostandosi a terra e facendo così diventare la specie bipede.
Nel 2001 uno studente francese trovò nel Ciad, uno scheletro osseo altamente fossilizzato, risalente a 7 milioni di anni fa. Ardipitecus Ramidus è considerato un lontano precursore dell’uomo (6-7 milioni di anni fa). In Tanzania, nel 1978, vennero trovate delle impronte animali di bipedi di 3 milioni di anni. Si comincia a pensare che 3 milioni di anni fa esistessero delle specie capaci di stare in posizione eretta per la maggior parte del tempo.
Nel 1978 venne scoperta Lucy in Etiopia, un Australopithecus Africanis, ed è tuttora uno degli scheletri meglio conservati dei primati dell’uomo. Era una giovane donna alta quasi un metro, morta per annegamento, e questo portò alla sua conservazione. L’Homo Ergaster è il primo vero rappresentante del genere umano. Era un cacciatore e assomigliava molto all’uomo, ma con la forma del cranio ancora abbastanza diversificata.
In Italia, venne trovato nel Lazio, un cranio umano che è molto simile a quello dell’uomo contemporaneo. I crani di Saccopastore sono dei reperti trovati in Italia, classificati come pre-neanderthal in una miniera.
Evoluzione e migrazioni umane
Dopo l’uomo di Neanderthal, nella Rift Valley, nasce l’uomo sapiens, simile a noi morfologicamente, e si sposta in Europa. Nello stesso momento in cui si scoprono i sapiens in Europa, i reperti di Neanderthal spariscono. Questo apre molte nuove teorie sulla scomparsa del Neanderthal. La più spiegata è un genocidio da parte dei sapiens, oppure alcune malattie portate da loro dall’Africa, per cui l’uomo di Neanderthal, residente in Europa, non riuscì a combattere.
Reperto importante è stato quello trovato in Liguria, di un Homo Sapiens, che fu sepolto con una corona e con i suoi strumenti di caccia. Questo fa capire che già a quel tempo le tecniche funerarie furono già in atto.
Prime pratiche mediche
Introducendo la vera medicina, esistono dei crani che presentano dei fori da trapanazione che dimostrano operazioni chirurgiche preistoriche, dato che alcuni pezzi d’osso si furono rimarginati, indice che il soggetto operato era ancora vivo durante l’operazione. Si pensa che queste tecniche erano utilizzate in soggetti affetti da epilessia, oppure per curare ferite da sfondamento, ma anche per rituali spiritici. L’uomo di Similaun è una mummia naturale di 5000 anni fa conservato in un ghiacciaio. Grazie alla radiologia, si è capito come quest’uomo è morto e i suoi ultimi attimi di vita.
Spostandosi più avanti nel tempo, in Mesopotamia, che è considerata la culla della civiltà e della medicina grazie alla documentazione scritta che fu rilasciata. L’Ashipu era un medico che esorcizzava la malattia, che era entrata nell’uomo peccatore.