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Storia della lingua Italiana: profilo storico

Appunti delle lezioni riguardanti il profilo storico dell'evoluzione della lingua italiana basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Picchiorri dell’università degli Studi Gabriele D'Annunzio - Unich. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia della lingua italiana docente Prof. E. Picchiorri

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Dante decide di inserire espressioni di altri volgari (siciliano, bolognese), utilizza forme

arcaiche del toscano, trasporta parole dal latino anche scientifico volgarizzandole e crea dei

neologismi (intuarsi e inmiarsi). Utilizza varianti diafasiche, diatopiche e diacroniche.

Questa sua ricerca linguistica verrà poi definita polimorfia o plurilinguismo.

L’esatto contrario è Petrarca che focalizza la sua ricerca sul singolo termine aulico, che

viene utilizzato in più occasioni (monolinguismo), in lui c’è un forte interesse per la lingua

classica, scrive molte opere in latino ed anche la sua grafia è latineggiante (homo, facto).

6) Il Decameron di Boccaccio.

Il Decameron è una raccolta di 100 novelle scritte da Boccaccio nel 1349, la grandezza di

Boccaccio è quella di ricostruire il parlato, attraverso tecniche come l’anacoluto (in cui non

è rispettato l’ordine sintattico ed il soggetto resta in sospeso), la dislocazione a sinistra

(mettiamo un elemento in prima posizione per poi riprenderlo con un pronome) e le

concordanze a senso (la brigata se ne andarono). Anche lui come Dante predilige il

polimorfismo, ricco di espressioni popolari e spesso in novelle ambientate al di fuori della

toscana utilizza i dialetti del posto (veneziano e siciliano).

Anche se la lingua che verrà presa a modello per la prosa non sarà quella delle novelle, ma

quella delle cornici (che collegano una novella all’altra), qui il linguaggio è più studiato e

latineggiante, fa un forte utilizzo di ipotassi (molte frasi subordinate). Questo stile era molto

apprezzato perché riprendeva la prosa ciceroniana.

La grafia risente dell’umanesimo, come in Petrarca sono presenti molte parole latineggianti.

7) Letteratura dialettale riflessa di Boccaccio:

Nel 1339 Boccaccio scrive una lettera in napoletano, con intento comico ad un suo amico, le

tematiche riguardano la vita quotidiana e popolare, questa lettera rappresenta la prima forma

di letteratura dilettale riflessa (utilizzo di un volgare che non è proprio).

Boccaccio conosceva molto bene il napoletano per un suo lungo soggiorno, in alcuni casi

produce una ipercaratterizzazione (utilizza il tipico dittongamento napoletano anche dove

non andava utilizzato “nuostra”).

8) Il Macaronico e il Polifilesco:

Con l’affermarsi della lingua volgare si creano 2 filoni caratteristici che fondevano insieme

volgare e latino: il Macaronico ed il Polifilesco.

Il Macaronico nasce a Padova alla fine del 1400, è caratterizzato da opere in prosa latina con

base lessicale volgare, il maggiore esponente fu Teofilo Folengo.

Il Polifilesco deve il nome ad un’opera anonima edita da Aldo Manuzio, la

Hypnerotomachia poliphili, qui al contrario del macaronico, si utilizza una lingua volgare

fatta con latinismi spesso forzati.

9) Leon Battista Alberti e la “Grammatichetta Vaticana”:

Alberti, durante la disputa tra latino e volgare, si schiera nettamente in favore del secondo

nel suo trattato “de familia”, afferma che l’imposizione del volgare avverrà quando ci sarà

una tradizione di opere importanti nella nuova lingua, a questo scopo nel 1442 è promotore

di un concorso poetico “certame coronario” che però verrà sabotato dagli umanisti.

Alberti è autore anche della prima grammatica italiana “Grammatichetta Vaticana”, che

probabilmente non venne mai pubblicata, qui descrive il fiorentino del suo tempo (io amavo

e non io amava, usa l’articolo “el” e non “il”), su esempio delle grammatiche latine.

Dal 1500 in poi le grammatiche non tratteranno più la lingua contemporanea ma si rifaranno

ai modelli di Dante, Petrarca e Boccaccio.

10) Diffusione del fiorentino e Lorenzo de’Medici:

Già nel 1400 il volgare fiorentino si era imposto sugli altri dialetti, nella lingua letteraria,

questo processo raggiungerà il suo apice nel secolo successivo, grazie anche ad una figura

come Lorenzo de’Medici, che sostenne il volgare circondandosi di intellettuali, inaugurando

letture di Dante e Petrarca, traducendo opere classiche dal latino e producendo un’antologia

delle opere volgari “Raccolta Aragonese” (perché era indirizzata al re di Napoli di casa

aragonese).

Così nel 1500 il toscano inizio a fondersi con volgari locali: a Napoli (De Jennaro e

Cattaneo) a Milano (Visconti) a Ferrara (Boiardo).

Con Jacopo Sannazaro e la sua opera “L’arcadia”, per la prima volta avvenne il fenomeno

dell’edizione in due dialetti differenti: in napoletano (lingua madre) ed in toscano.

Altri documenti che attestano la supremazia del volgare sul latino sono le relazioni

diplomatiche che avvenivano tra le varie corti, si usava un volgare privato delle

caratteristiche più marcate, prendendo come modello latino e toscano “lingue di Koinè”, e le

predicazioni, ad esempio San Bernardino da Siena che utilizzava volgari locali per fare più

presa sulle masse.

11) Pietro Bembo

Pietro Bembo è un intellettuale veneziano, che si affermerà come grammatico grazie alla

concretezza del suo modello proposto.

Nel 1501 si fa notare per la sua edizione critica del Canzoniere in cui adotta una grafia

moderna.

Nel 1525 pubblica “Prose della volgar lingua”, è un dialogo in cui afferma il suo pensiero

sul dibattito della lingua affermando:

• Il volgare nasce da una contaminazione del latino, esso deve riscattarsi tramite i poeti;

• La lingua non si acquisisce dal popolo, che la corrompe, ma dagli scrittori;

• Il modello per la poesia è Petrarca e per la prosa Boccaccio.

Bembo fu osteggiato da diversi gruppi che proponevano i propri modelli:

La teoria cortigiana: che proponeva di guardare alle lingue che veniva parlata nelle

1. corti ed in particolare a Roma (nel 1527 era avvenuto il sacco di Roma e la

popolazione era stata decimata, Roma fu ripopolata da molti fiorentini, che

influenzarono fortemente il dialetto locale).

La teoria italiana, esposta da Gian Giorgio Trissimo, che sosteneva (senza avere basi

2. teoretiche) che Petrarca prese elementi da diversi volgari. Lui voleva negare a tutti i

costi la supremazia del costano, per questo pubblicò per la prima volta il De Vulgari

Eloquentia, riprendendo il fatto che anche Dante aveva affermato che il fiorentino

non era una lingua adatta come modello. Per confutare questa osservazione i toscani

gli risponderanno con un’opera di Machiavelli, che immagina un discorso con Dante

e lo induce a ripensare alla sua affermazione.

Il fallimento di entrambe le teorie fu dovuto al fatto che non esponevano una base

teoretica argomentata e valida come faceva Bembo.

Il successo del modello bembiano fu consacrato dall’invenzione della stampa e

l’ingresso dell’economia nel campo della letteratura.

Molti poeti si adeguarono al modello di Bembo ad esempio Ludovico Ariosto.

Le teorie di Bembo trovarono maggiore opposizione a Firenze, dove il volgare

continuava la usa evoluzione e non si era cristallizzato ai Petrarca e Boccaccio. Nel 1570

Benedetto Varchi cercò un compromesso tra le due parti in causa, affermando che il

modello da seguire era quello di Bembo, che però poteva essere integrato con tratti

popolari (questa affermazione certamente non sarebbe andata bene a Bembo che

sosteneva che il popolo contaminava la lingua).

Il vero sviluppo linguistico continuò però ad essere nel parlato, nei libri di appunti e

soprattutto nei resoconti di viaggio che fornirono una grande quantità di forestismi.

12) Accademia della Crusca:

Il ‘500 è il secolo delle accademie, nel 1582 a Firenze nasce l’”Accademia della

Crusca”, uno dei suoi maggiori esponenti fu Leonardo Salviati (curatore di un’edizione

del Decameron depurata da quelle novelle considerate immorali, per salvare la lingua del

Decameron), che penserà ad impostazione di tipo linguistico. L’obbiettivo primario

dell’Accademia della Crusca fu la produzione di un vocabolario che verrà pubblicato

solo nel 1612 (primo vocabolario in Europa di dimensioni considerevoli) esso diventa

famosa per una polemica di tipo linguistico-letterario tra Salviati e Tasso: Tasso veniva

accusato di non aderire al modello bembiano, utilizzando forme troppo oscure e

latinismi, Tasso veniva considerato un continuatore della “teoria cortigiana”.

Il modello dell’Accademia della Crusca è quello di Bembo, qui verranno descritti i

vocaboli del fiorentino delle “tre corone” con i suggerimenti di Varchi.

Il vocabolario incontra degli avversari:

Paolo Beni, nel 1612 scrive un trattato dal titolo “Anticrusca” continuatore della

1. teoria cortigiana, criticando la scelta cronologia (sono presenti praticamente solo

autori del ‘300), viene criticata anche il modello della prosa boccacciana delle

cornici;

Alessandro Tassoni, un letterato, che in diversi suoi scritti critica il lavoro

2. dell’Accademia, anche lui contesta il primato della lingua fiorentina è

specialmente critico con la prosa di Boccaccio considerata non adeguata a tutti i

contesti. Tassoni non trova opportuno non ci sia una distinzione tra vocaboli

ancora in uso e i vocaboli “arcaici” (successivamente l’Accademia coglierà

questa critica e indicherà con una croce i vocaboli arcaici);

Daniello Bartoli, che scrisse “il torto e il diritto del non si può”, in cui critica con

3. forza la figura del grammatico, sempre insegnato a censurare (a questo si

riferisce l’espressione “non si può”) osservando che anche la Crusca ha

commesso diversi errori (ad esempio sulla parola “carcere”).

Nonostante tutti gli avversari l’Accademia della Crusca si afferma come l’istituzione

grammaticale più importante e nel 1691 uscì la terza edizione del vocabolario, molto

accresciuta, venne introdotta anche la lingua della scienza (dovuto all’influenza di

scienziati come Galilei), ed anche Tasso entra nel vocabolario.

Fino al ‘600 l’insegnamento scientifico avveniva in latino, ma da Galileo in poi si

iniziò ad utilizzare il volgare (fiorentino contemporaneo) per i suoi trattati, Galileo

crea una terminologia scientifica partendo dal lessico comune e non solo latinismi

(ad esempio macchie solari o cannocchiale).

13) Poesia Barocca:

Dal ‘300 in poi il modello per la lingua poetica è quella petrarchesca, ma con la nascita dello stile

barocco nel ‘600 si allargarono le tematiche e di conseguenza anche la lingua si allarga (ad es.

Giacomo Lobrano che scrive di scienza, botanica…), i poeti barocchi entrano in polemica con

l’Accademia della Crusca (considerati il monumento al passato) in particolare Emanuele Tesauro

scrisse il un trattato “cannocchiale aristotelico” in cui si schiera contro le teorie dell’imitazione delle

tre corone. Marino è il principale esponente della poesia barocca. Si conserva il modello bembiano

ma si cerca di allargare il ventaglio stilistico. Si sviluppa il gusto per lo stravagante.

14) Accademia dell’Arcadia:

Gli eccessi del Barocco provocano la nascita dell’Accademia dell’Arcadia nel 1690, che riprenderà

la poesia classica di Petrarca e l’antirealismo (descrivere il reale attraverso perifrasi) petrarchesco

che raggiungerà il suo apice con Parini. Questa lingua antirealistica sarà utilizzata anche nel

“melodramma” e si diffonderà in tutta Europa.

14)Italiano del ‘700

Nel corso del ‘700 Dominich Bouhours (francese) scrisse un articolo di giornale nel quale

assegnava ad ogni lingua un campo in cui era privilegiata:

• Francese lingua della razionalità, perché la lingua francese segue un ordine sintattico più

lineare (soggetto, verbo e oggetto);

• Spagnolo la lingua della declamazione e della poesia;

• Italiano la lingua del canto (perché aveva una conoscenza dell’italiano poetico e del

melodramma in cui l’ordine delle parole era cambiato).

Alcuni intellettuali rifiutano l’idea che l’italiano fosse inferiore, mentre altri prendono spunto da

questa polemica per incoraggiare a modificare il modello linguistico tradizionale (tra questi c’era

anche Verri), quindi in polemica contro l’Accademia della Crusca. Nel 1738 esce la quarta edizione

(senza molti cambiamenti) dell’Accademia, questa edizione viene attaccata alcuni intellettuali tra i

quali Alessandro Verri che scrive un articolo di giornale contro il vocabolario, suggerendo

un’evoluzione dell’italiano in un linguaggio più funzionale alla vita moderna. Questa innovazione

verrà tentata dagli illuministi (si era sviluppato l’articolo di giornale), si assiste ad una perdita della

centralità culturale italiana in favore della Francia (per questo motivo nel ‘700 entreranno molte

parole francesi nel vocabolario italiano).

Con l’illuminismo l’attenzione si sposta sulla Francia e molte termini francesi entrano nella lingua

italiana (carabiniere, moda, cravatta), soprattutto nel settore dell’abbigliamento, della cucina, della

politica. Il predominio francese si esprime tramite la coniazione di parole greche (ossigeno, azoto,

idrogeno…) e poi entrano nella cultura italiana. Dal ‘700 (Goldoni e Casanova scrivono le loro

memorie in francese) in poi l’Italia verrà sommersa da ondate di lingue straniere.

I forestierismi possono essere classificati:

• Forestierismi adattati, in epoche passate era solito adattare gli esotismi ed attualmente esso

avviene quando produciamo dei derivati ad esempio: bistecca, egoista, terrorismo;

• Forestierismi non adattati (anche se c’è un adattamento fonetico es. pronunciamo /serf/ la

parola “surf”) ad esempio: bar, sport, quasi tutto il lessico dell’informatica (in molti casi c’è

anche un allontanamento dalla lingua grafica “computer”.

Seconda divisione tra:


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Paolot97

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Paolot97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della lingua italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Picchiorri Emiliano.

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