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Unificazione linguistica latina della penisola

Il III secolo a.C. è il momento in cui il latino occupa la penisola italiana: in questo momento l'Italia è linguisticamente unita. Con il V secolo d.C. inizia un processo di frammentazione: in tutti i luoghi si manifestano cambiamenti costitutivi nel latino parlato. Questo latino, che chiamiamo classico, è in realtà rozzo e astratto, una realtà movimentata.

Frammentazione linguistica

V secolo d.C - XIII secolo d.C.

Ad un certo punto le condizioni politico-culturali per l'unificazione dell'Italia vengono meno. Bisogna tenerlo ben presente, dato che vi è un nesso strettissimo tra la storia politica e sociale e quella linguistica. Intorno al VI secolo avviene la caduta del centralismo romano. La lingua è sempre meno controllata, le autorità preposte (scuole, uffici statali...). Quando non c'è più un maestro a correggere, la forma errata prende piede (es: viridem -> virdis).

Succede anche che la crisi economica e politica dell'Italia romana riduce la dimensione cittadina e urbana che l'Italia aveva cominciato a prendere. La città è sempre un punto di aggregazione linguistica: persone che provengono da aree diverse si ritrovano in un unico luogo. La cultura urbana punta inevitabilmente verso l'omogeneizzazione della lingua.

La crisi dell'Impero romano ha portato alla crisi delle città, e quell'economia che era in qualche modo anche commerciale, cessa di esserlo, e torna ad essere esclusivamente agricola, dunque arretrata. Per quanto riguarda la storia della lingua, questo comporta minori contatti tra persone: dilaga la centrifugazione della lingua. Essa si radicalizza alle forme del posto e non ne assume altre: le peculiarità locali prevalgono sui tratti comuni.

Come può questa realtà linguistica avviare processi di riaggregazione? Per quanto riguarda il latino, era rimasto in circolazione quello colto, della scuola. Era però molto distante dalla lingua parlata, sì erede del latino, ma ormai molto diversa. Il processo di omogeneizzazione in nome del latino ha questo limite: può avvenire solo tramite chi il latino, ovvero i colti e i letterati. È un percorso cieco, perché molto selettivo. Si allontana sempre più dalla lingua parlata.

Le lingue locali, invece effettivamente parlate, furono messe sotto un processo di scrittura ed elaborazione in modo da facilitare il processo di unificazione. Se una lingua viene messa per iscritto, le differenze specifiche locali con un'altra lingua si riducono. Essa esce dall'ambito esclusivamente municipale,

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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