Storia della letteratura latina
Indice degli autori affrontati
Fase preletteraria
Età arcaica
- Plauto: Commedia.
- Ennio: Poema epico di sapore storiografico, Annales.
- Catone il Censore: Storiografia, le Origines.
- Terenzio: Commedia.
- Pacuvio e Accio: Tragedia praetexta e cothurnata.
- Lucilio: Satira.
- Lucrezio: Poema epico-didascalico, De Rerum Natura.
- Catullo: Lirica amorosa, Liber Catulliano.
Età classica
- Cicerone: Oratoria e Retorica, De Oratore.
- Cesare: Resoconti di guerra, Commentarii de bello Gallico; De bello civili.
- Sallustio: Storiografia, De Catilinae Coniuratione; De bellum Iugurthinum; Le Historiae.
- Varrone.
- Cornelio Nepote: Biografia, De viris Illustribus.
Età augustea
- Virgilio: Bucoliche, Georgiche. Poema epico, Eneide.
- Orazio: Satire, Epòdo, Odi, Epistole.
- Cornelio Gallo: Elegia.
- Tibullo: Elegia, Corpus Tibullianum.
- Properzio: Elegia.
- Ovidio: Elegia amorosa, Amores. Elegia eziologica, Fasti. Elegia eroico-mitologica.
- Livio: Storiografia, Ab urbe condita libri.
Età imperiale
- Fedro: Fiaba.
- Seneca: Dialogi, Trattati, Epistole, Satira Menippea.
- Lucano: Poema epico, Bellum Civile.
- Persio: Satire.
- Petronio: Romanzo, Satyricon.
- Silio Italico, Valerio Flacco, Plinio il Vecchio: Poema storico, epico e mitologico.
- Marziale: Poesia epigrammatica, Epigrammata.
- Quintiliano: Trattatistica tecnica, retorica, Institutio Oratoria.
- Svetonio: Biografia, De viris Illustribus, De vitae Cesarum.
- Giovenale: Satira.
- Plinio il Giovane: Epistole.
- Tacito: Biografia, Agricola. Opera di carattere etnografico, Germania. Retorica, Dialogus de Oratoribus.
- Apuleio: Romanzo, L'Asino d'Oro. Orazione, De Magia.
Divisione cronologica delle età letterarie
- 753-240 a.C.: Fase preletteraria, la trasmissione è orale.
- 240-79 a.C: Età arcaica, va da Livio Andronico, che dà inizio alla produzione scritta, fino alla dittatura di Silla.
- 78-31 a.C: Età classica.
- 31 a.C. - 14 d.C: Età augustea.
- 14-476 a.C.: Età imperiale.
Divisione dei generi
Poesia: poesia epica; poesia didascalica; satira; lirica; elegia; epigramma; epistole in versi.
Prosa: storiografia; oratoria e retorica; biografia; epistolografia; trattati scientifici/eruditi; romanzo; più raro il prosimetro, misto di versi e prosa come la satira menippea.
Teatro: la commedia, divisa in palliata, di argomentazione greca, e togata, di argomentazione romana. La tragedia, divisa in cothurnata, ambientazione greca e praetexta, ambientazione romana.
Storia
Inizialmente a Roma la trasmissione delle tradizioni e dei racconti avveniva per via esclusivamente orale, era l'età preletteraria. L'inizio della letteratura latina e dell'età arcaica, caratterizzata dalla trasmissione scritta, si fa coincidere al 240 a.C. con Livio Andronico, un liberto di origine greca, divenuto cittadino romano, che tradusse l'Odissea in latino rendendola fruibile al popolo romano. Si cimenta inoltre nel genere della commedia.
Insieme a Livio Andronico il più antico poeta latino che si ricorda è Nevio. Scrisse commedie e tragedie, fu l'inventore del nuovo sottogenere teatrale, tragedia praetexta, incentrata su temi nazionali romani. Fu iniziatore dell'epica storica latina con il Bellum Poenicum.
Plauto
Vengono identificate 21 commedie di sicura attribuzione a Plauto da Varrone, per questo dette Varroniane. Elemento essenziale in Plauto è la trama, riprese dalla commedia nuova greca: in posizione centrale c'è il giovane innamorato, l'adulescens, ostacolato nel suo amore a seconda delle situazioni, se la donna è una cortigiana dalla ricerca dei fondi per conquistarla, se è una donna onesta da legami di tipo sociale e familiare. L'adulescens viene aiutato da una o più figure, un giovane amico, un vecchio comprensivo, un parassita e più spesso dal servo scaltro, servus callidus. I suoi nemici di volta in volta sono il padre, il lenone, il soldato.
La parte fondamentale della trama consiste nella serie di espedienti e inganni che vengono orditi per raggirare gli antagonisti del giovane, che quasi sempre nel lieto fine riesce a raggiungere i suoi desideri amorosi. Fra le commedie plautine più celebri: Pseudolus, Bacchides, Mostellaria, Miles Gloriosus.
Il vero protagonista della commedia plautina però è il servo, assume il ruolo di eroe comico, abilissimo orditore di inganni grazie alla quale toglie se e i suoi amici dagli impicci. Gli antagonisti sono personaggi iperbolici e accentuati con tratti caricaturali al fine di sfruttarne le potenzialità comiche, in opposizione alla tendenza di Menandro di ricercare la verosomiglianza sfumando la psicologia dei personaggi. Plauto traduce e riadatta commedie greche e attinge dai principali autori greci: Menandro, Filèmone, Dìfilo e Demòfilo. Mantenendo l'ambientazione palliata usa la tecnica della contaminatio, aggiungendo alla storia principale scene di commedie greche diverse ed elementi latini, riferimenti a usi e costumi romani, creando voluti effetti di spaesamento. Rispetto alla commedia greca viene dedicato ampio spazio alla musica e al canto e a Menandro ci sono interesse e cura minori per la coerenza e l'organità della trama, ogni scena è trattata a sé come uno sketch.
Lo stile è straordinariamente artefatto, ricco di figure retoriche e neologismi. È uso frequente per Plauto la rottura dell'illusione scenica per esempio con inviti rivolti al pubblico, per dar l'impressione agli spettatori di star partecipando insieme con l'autore a un gioco che li diverte entrambi, viene istituita così la forma del metateatro, teatro nel teatro che presenta se stesso. Negli intenti di Plauto non ci sono messaggi precisi di tipo morale o politico, vuole solo rallegrare e divertire il pubblico.
Nell'Alularia è presente lo stesso schema della trama, ma lo spazio maggiore è dedicato al vecchio avaro Euclione L'Alularia è prototipo della Commedia di Carattere, per la delineazione del tipo psicologico di Euclione: in lui sono associati atteggiamenti negativi come l'attaccamento al denaro, la paura della povertà la diffidenza verso gli estranei.
Nella Casina la vicenda del giovane innamorato resta sullo sfondo: il protagonista è il senex libidinosus, vecchio ridicolmente innamorato di una giovane, che si fa rivale del figlio per conquistarla e che quindi merita una punizione esemplare, oltre il danno la beffa, la Casina viene definita commedia della beffa, caratterizzata da una spiccata comicità.
Nei Menaechmi e nell'Amphitruo troviamo una forma particolare di equivoco, il tema dei simillimi, lo scambio di persona tra personaggi simili, ripreso infinite volte nel teatro moderno e rinascimentale.
Ennio
Ennio: nasce nel 239 a.C. circa nella Magna Grecia e fu fra i primi fautori dell'ellenizazione a Roma. Fu amico di Scipione l'Africano alle cui imprese dedicò la sua opera più importante, gli Annales. Muore nel 169 a.C. Fu il primo latino a scrivere un poema in esametri.
Gli Annales sono un poema epico in diciotto libri, di cui si conservano solo frammenti. Con questo titolo Ennio indica l'intenzione di raccontare tutta la storia di Roma dalle origini all'età contemporanea. Parte così dalla caduta di Troia e dall'arrivo di Enea nel Lazio, di sua figlia Ilia e dei suoi figli Romolo e Remo, fa una trattazione degli altri re fino ad arrivare al 171 a.C.
Nel primo verso l'invocazione alle Muse dell'Olimpo lo collega all'epos greco. La grandiosità di Roma è celebrata attraverso le imprese di personaggi valorosi ed eroici, l'espansionismo è giustificato in virtù dei valori politici e morali. Lo stile elevato e solenne abbonda di figure di suono come l'alliterazione e si nota una spiccata tendenza alla sperimentazione. Di Ennio sono rimaste tracce di circa venti tragedie, qualche verso di commedia e opere in prosa anche di argomento religioso, sulla reincarnazione di dei in uomini (euhemerus) ed elementi naturali (epicharmus).
La storiografia
La storiografia a Roma si sviluppa sotto l'influsso greco, con Fabio Pittore e Cincio Alimento, che scelsero per le loro opere la lingua greca.
Catone il Censore
Nacque nel 234 a.C. a Tusculum da famiglia plebea. Inizia la sua carriera politica come homo novus, nel 159 a.C. diventa console e completa il cursus honorum con la censura nel 184, l'ultimo atto della sua carriera politica fu nel 149, quando votò per la terza guerra punica e morì nello stesso anno. Con Catone il nesso tra attività politica e arte oratoria diventa strettissimo, fu il primo a dare la definizione dell'oratore ideale, vir bonus dicendi peritus, uomo onesto abile nel parlare.
Nella vecchiaia scrive le Origines, opera storica che ci è pervenuta in frammenti, abbraccia la storia di Roma dalle sue origini fino al 151 a.C. Come gli annalisti prima di lui Catone parte dalle origini per dare grande spazio all'epoca contemporanea, ma a differenza loro per primo adotta il latino. Il criterio di inclusione geo-etnografica include tutte le città della penisola italica e ne tratta gli usi e costumi a rappresentare una storia in cui il protagonista è il popolo romano: le sorti e le vicende di Roma erano infatti determinate da grandi personalità eroiche.
Campione della reazione antiellenica, scrive i Libri ad Marcum filium, destinati all'educazione di suo figlio Marco. Un'enciclopedia delle artes romane (medicina, diritto, retorica, agricoltura...), una serie prescrizioni pratiche in cui Catone si impegna nella difesa del mos maiorum (costume latino) opponendosi alla formazione greca nelle famiglie aristocratiche.
Terenzio
Nasce in Africa, a Cartagine, nel 181 a.C., venne a Roma come schiavo di un senatore che per la sua bellezza ed intelligenza lo fece istruire come uomo libero e poi lo affrancò dandogli il suo nome gentilizio. A lui sono attribuite sei commedie tra il 166 e il 160: Andria, Hecyra, Heautontimorumenos, Eunuchus, Phormio e Adolphoe. Scompare prematuramente durante un viaggio in Asia Minore, nel 159 a.C. Prende come modelli Menandro e Apollodoro di Caristo, massimi esponenti della commedia nuova greca. Adotta la tecnica della contaminatio, ma rispetto ai greci sopprime la funzione espositiva del prologo per parlare del suo modo di fare poesia e difendersi dalle critiche. Il linguaggio è caratterizzato dal purismo lessicale, lo stile è pacato senza mancare di calore e vivacità. L'ambientazione è palliata (greca) e lo schema della trama è quello tipico Plautino: uno o più amori ostacolati che dopo una serie di peripezie giungono a lieto fine, con i soliti personaggi e stereotipi negli intrecci. Ma a differenza di Plauto la costruzione degli intrecci è più accurata e organicamente ordinata, con una preoccupazione per la coerenza e la verosimiglianza anche nei personaggi, resi credibili per permettere al pubblico di identificarsi senza aspetti caricaturali. In primo piano non è messo l'amore dei giovani ma il rapporto padri e figli: il padre assume il ruolo tradizionale di antagonista ma non nemico, legato al figlio da rapporti di affetto e rispetto reciproci che dopo malintesi e incomprensioni vengono rinsaldati. Terenzio consiglia un comportamento comprensivo e affettuoso del padre verso il figlio piuttosto che uno rigido e severo. Il messaggio principale dell'opera terenziana è l'esortazione all'humanitas, cioè amore e rispetto per gli altri e la consapevolezza della comune vulnerabilità davanti ai colpi della sorte: non c'è pena di un uomo che non possa riguardare anche un altro. La gentilezza e buone maniere sono il segno esteriore del rispetto reciproco. Promuove il relativismo etico, per cui non esistono modi di agire validi in assoluto e la moralità di un'azione va valutata in base a circostanze e personaggi.
Pacuvio e Accio
Si occupano dello sviluppo della tragedia praetexta, miti ed episodi della storia romana e cothurnata, imitazione greca incentrata sul mito. Condividono la ricerca del pathos e sublimità stilistica, gusto per l'orrido e tematica antitirannica.
Lucilio
Nacque nel 148 a.C. da una famiglia ricca, più interessato alla letteratura che alla politica. Muore nel 102. Viene considerato l'iniziatore della Satira, unico genere latino che non abbia connotati nel mondo greco, assume carattere proprio sul piano formale con l'uso dell'esametro e su quello contenutistico con l'attacco motivato da ragioni morali. Lucilio si inserisce come scrittore nuovo come nuova è la sua poesia.
Vengono distinte due fasi differenti dello sviluppo della Satira: una iniziale caratterizzata da un tipo di poesia composito e variegato e uno successivo caratterizzato da un aggressivo moralismo. La narrazione è condotta all'insegna di un arguto e spiritoso realismo, vengono trattati ampiamente fatti di cronaca e tematica erotica. La realtà contemporanea viene descritta come corrotta e si ricordano i tempi antichi dove dominava la virtù. La lingua rispecchia fedelmente le preferenze tematiche e l'autore definisce i suoi componimenti sermones destinati a un pubblico medio, né troppo ignorante né troppo colto.
La caduta della Repubblica
Verso la fine del II sec. a.C. le strutture sociali ed economiche della Repubblica mostrano i primi segni di crisi. La classe dirigente romana si divide in due fazioni: gli optimates, conservatori a difesa delle istituzioni tradizionali, e i populares, promotori di riforme a vantaggio dei ceti meno abbienti. Nel 133 a.C. e 123 a.C. i Gracchi provano una riforma per risolvere la questione agraria ma entrambi i tentativi falliscono. Una riforma militare attuata da Gaio Mario allarga il reclutamento dell'esercito anche fra i nullatenenti. Il conflitto tra optimates e populares si aggrava fino ad arrivare alla guerra civile nel 83 e dall'81 al 79 con la dittatura di Silla il potere viene restituito agli optimates dopo un lungo predominio dei populares di Gaio Mario. In questi anni di crisi numerose furono le rivolte, in particolare quella degli schiavi di Spartaco nell'Italia Meridionale nel 73-71 a.C. Acquista fama e potere Gneo Pompeo, console nel 70, partecipa a una serie di brillanti campagne militari e per difendersi dal Senato che vedeva in lui un minaccia si unisce nel 60 nel primo triumvirato insieme a Crasso e Gaio Giulio Cesare. Giulio Cesare diventa console nel 59 e ottiene il proconsolato delle Gallie, mentre è alla conquista della Gallia Transalpina Pompeo a Roma si riavvicina all'aristocrazia senatoria. Nel 49 Cesare marcia su Roma, sconfigge le truppe di Pompeo e viene nominato dittatore. Nel 44 è nominato dictator perpetuus e imperator, detenendo sia il potere militare che civile. L'oligarchia senatoria però, organizzò una congiura e il 15 marzo del 44 venne ucciso. Si apre così la strada al tramonto definitivo della res publica.
Questo periodo segna l'inizio dell'età classica. Verso la metà del II sec il contatto con la cultura ellenica aveva iniziato un processo di riflessione critica nei confronti del mos maiorum, che i rivolgimenti politici di questi anni hanno accelerato, portando a una profonda crisi dei valori tradizionali. Si affermano individualismo e atteggiamenti di rifiuto dell'impegno politico, e molti poeti difendono l'otium come stile di vita, cioè il disimpegno dalla vita pubblica. Si assiste a uno sviluppo notevole della produzione letteraria mentre le forme teatrali della commedia e tragedia si avviano verso il loro declino. L'individualismo favorisce la diffusione di una lirica incentrata su temi intimi e soggettivi. Nell'età di Cesare l'oratoria e la storiografia raggiungono la loro massima fioritura. L'oratoria rappresentata da Cicerone e la storiografia da Cesare. Si aggiungono varie nuove forme di prosa e dialogo platonico adottato per trattare argomenti filosofici, politici e retorici. Forte impulso ha l'epistolografia latina, diventa un vero e proprio genere letterario. Lucrezio scrive un poema epico-didascalico e Catullo propone la letteratura come un lusus, gioco raffinato ed elegante riservato a pochi scelti intenditori. Si diffondono filosofie di origine greca, come il neopitagorismo, l'epicureismo e lo stoicismo.
Lucrezio
Presunta data di nascita nel 98 a.C., o 94, si dice che colto dalla follia per un filtro di amore si suicida nel 51, ma la pazzia di Lucrezio è probabilmente frutto di denigrazioni cristiane. La sua opera principale è il De Rerum Natura, poema epico-didascalico in esametri suddiviso in sei libri, in cui si impegna nell'esposizione della filosofia epicurea. Il titolo è una traduzione latina del titolo dell'opera di Epicuro da cui sembra che il poeta abbia attinto, Sulla Natura. La struttura compositiva è chiara e ordinata, i libri sono raggruppati in 3 diadi che trattano uno la fisica, uno l'antropologia e uno la cosmologia. Ogni libro ha un proemio e un finale. L'impressione è che l'autore non abbia potuto dare l'ultima revisione prima della morte, e presenta dei difetti formali.
Nel libro I Lucrezio spiega la scelta della poesia per spiegare una filosofia così complicata con la celebre similitudine del medico che per dare l'amara medicina al bambino la cosparge di miele. Nel proemio una solenne preghiera rivolta a Venere, dea protettrice dei Romani, simbolo della rerum natura e della voluptas, ossia il piacere, lo scopo della vita secondo Epicuro. Poi la dedica a Memmio e un elogio a Epicuro.
Nel libro II l'atarassia è celebrata come il fine della ricerca del sapiente: la lotta della ragione contro le tenebre dell'ignoranza per far prevalere la luce rasserenante della verità.
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