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strane avventure di Crusoe. De Foe era furbo perché più scriveva più veniva pagato e quindi si dilungava nei dettagli

"Robinson Crusoe", come lo si indica comunemente, si ispira a una esperienza veramente vissuta da un marinaio inglese, Selkirk, abbandonato

sull'isola Juan Fernandez. Il successo del romanzo era dovuto, oltre alla fortuna di cui godevano allora i racconti di viaggi, allo stile semplice, e

alla creazione di un eroe nel quale la classe media si riconosceva. "Robinson Crusoe" divenne una lettura obbligata, accanto alla "Bibbia" e al

"Viaggio del pellegrino" di Bunyan.

La lingua usata per descrivere le avventure è quotidiana, semplice, è il resoconto di un naufragio e abbonda nelle descrizioni dei particolari

dell’esperienza di Crusoe, infatti, è sempre attraverso la sua voce che sottolinea l’idea di realtà.

De Foe costruisce un modello di uomo borghese e i critici dell’’800 lo hanno eletto il prototipo dell’uomo economico (homo oeconomicus) che

impianta nuove realtà nell’isola deserta. A lui si è riferito anche Rosseau che lo prese a modello soprattutto nell’Emil dove esprime il rapporto

Uomo – Natura e Uomo – Realtà. Carl Marx criticò molto sia Rosseau che gli economisti per il fatto di aver posto Robinson come modello

dell’Homo Oeconomicus perché pensa che ciò è molto riduttivo e lo disprezzò perché la sua lettura dal punto di vista dell’economia doveva essere

fatta in modo diverso in quanto lo considera come un anticipatore del modello capitalistico del suo tempo.

Nella rivista «The Review» il commento morale si alternava a quello politico, si parlava di economia, di società. Nel primo romanzo Robinson

Crusoe c’è un attenzione per questi temi. Questo giornale si occupava di raccolta dati attraverso viaggi intorno all’Inghilterra, considerati

strumenti di conoscenza contenevano storie brevi o romanzi a puntate perché l’editore, attento alle vendite dei giornali, inserisce nei giornali pezzi

di romanzi, storie per stimolare l’acquirente. Robinson Crusoe fu pubblicato nel giornale “Original London Post” che usciva tre volte la settimana,

divenne un successo e fu pubblicato in dodicesimo con un prezzo accessibile a tutti o in opuscoli non rilegati. Ci furono anche delle edizioni pirata

che provenivano dall’Olanda.

De Foe e Richardson erano in contatto con gli interessi dei lettori poiché essi furono i rappresentati del nuovo centro di gravità della borghesia. Gli

scrittori borghesi rompendo con la tradizione letteraria classica hanno espresso gli stessi standard di forma e contenuto della classe borghese

(classe media). Hanno risposto ai loro bisogni per affermare i loro valori. La borghesia doveva codificare i propri valori e la letteratura gli era

utile; questa ricodificazione avviene verso una letteratura di consumo che veniva orientata dal potere degli editori per ricavi commerciali. Gli

editori anche se non hanno promosso il sorgere del romanzo sono stati decisivi nel sottrarre la letteratura dai precedenti mecenati e l’hanno

sottoposta alle leggi di mercato. Nei romanzi l’abbondanza dei contenuti diventava una virtù economica perché l’editore pagava lo scrittore in

base al n° delle pagine scritte. Il dettaglio di un’esperienza umana nel romanzo esprime la tendenza di avere un rapporto di fiducia con il lettore

borghese che in queste storie cerca un riferimento reale. Ritorna il concetto di Realismo nella forma letteraria che diventa un patto tra scrittore e

lettore. La scrittura deve rendere l’autenticità dell’esperienza.

Pubblicato nel 1719 per la prima volta, il testo pone subito la realtà concreta dell’individuo: io sono nato, del tempo, dell’organizzazione etica e

sociale (cioè il fatto che proviene da una buona famiglia), dello spazio segno che si volevano far leggere dei resoconti attendibili e concreti.

La parola NOVEL si oppone a ROMANCE e afferma una nuova tendenza mimetica (imitazione), il ritorno al modello realista. Attraverso i critici

si osservano le differenze tra i due generi:

con romance si tende ad identificare un componimento letterario in versi di argomento fantastico o cavalleresco e ci si rivolge alla letteratura

cortese in versi del 13-14 esimo secolo o ai romanzi cavallereschi in prosa del 15 esimo secolo, narrativa irreale in cui i protagonisti sono Eroi.

con novel o Romanzo Moderno ci si riconduce a quei modelli di individualismo e realismo letterario che si configurano per la prima volta nel ‘700

inglese i cui moduli identificativi sono realismo letterario e individualismo.

Le premesse del romanzo moderno europeo risalgono al Romanzo Picaresco: il Picaro è, nella tradizione spagnola della fine del 16 esimo secolo,

un furfante, un vagabondo, un emarginato antitetico all’eroe del romanzo. “Don Chisciotte” di Servantes è l’esempio ideale di picaro.

Il romanzo picaresco racconta la vita di questo picaro fatta di vagabondaggi, scontri con la realtà brutale spesso misera, povera fatta di incontri

difficili. Il picaro è un antieroe come i personaggi dei romanzi realisti del ‘700 inglese, egli incarna il compimento di un individualismo quotidiano

è lo stesso eroe nuovo che in De Foe avrà i caratteri vitali ed economici legati al mondo contemporaneo della società della borghesia in ascesa.

L’eroe del nuovo romanzo realista è verosimile cioè che può essere un rappresentante qualunque della società borghese perché identificato con

un nome ben preciso.

In Inghilterra nella prima metà del ‘700 a Guglielmo d’Orange successe Anna (sua cognata), il suo regno durò dal il 1702 al 1714 poi passò agli

Hannover in particolare si succedettero:

- Giorgio I –1714 /1727

- Giorgio II – 1727/1760

- Giorgio III – 1760/1810

Questo periodo vive una stabilità politica e sociale che durerà a lungo e fino quando la rivoluzione politica in Francia e Industriale in Inghilterra

non stimoleranno nuovi cambiamenti politici e sociali.

Questa età si chiama Età Augustea e gli intellettuali vissero in questo periodo di progresso della ragione, dell’affermazione del gusto, della

raffinatezza dei costumi, un età di incivilimento cioè l’idea di civiltà si sposava con la ragione.

- Compromesso Sociale: l’aristocrazia si avvicinava agli interessi commerciali della borghesia.

- Compromesso Politico: il Primo Ministro Robert Wallpoei (?) – 1720-1742 promuove una politica di mediazione

- Compromesso Culturale: si realizza in Steel ed Edison nei giornali, la loro attività è considerata una sintesi della cultura aristocratica e la

morale borghese. Edison voleva divertire educando e ha portato la filosofia fuori dagli studi e dalle biblioteche per abitare nei circoli, nei ritrovi,

nei caffé. In questa linea culturale si colloca anche l’attività di De Foe, dove nel giornale in cui scrive mescola morale e costume, si occupa di

politica, economia e raccoglie articoli di viaggi intorno all’Inghilterra: erano racconti esotici che davano la possibilità di conoscere altri luoghi ed

era molto amata dal popolo.

Il Robinson è definito da Rosseau “un trattato di educazione naturale” ed è proprio questo che Carl Marx prenderà di mira per la sua critica (si

può considerare naturale un romanzo solo perché è ambientato in un isola?) Per Rosseau questo era il primo libro che il suo Emilio doveva

leggere. La pratica delle arti naturali conduce a quelle industriali che nascono nella società rendendola necessaria, il superfluo rende

indispensabile la distribuzione nella società. I primi economisti fra la fine del ‘700 e il primo 20ennio dell’800 Smith (1723 – 1790) e Ricardo

(1771-1823) , nella spiegazione della nascita del capitalismo partono da Crusoe, immaginano un modello ideale di società economica dove tutti gli

individui sono uguali allo stato di natura e dove c’è una suddivisione del lavoro: attraverso questo meccanismo si formerà una società capitalistica.

Esprimono una visione ottimistica e la produzione materiale è al centro dell’organizzazione economica della società ecco perché Robinson

costituisce il modello ideale perché è il modello più elementare dell’uomo che diventa economico. Secondo Carl Marx Robinson non viene

collocato all’interno della storia perché i primi economisti presupponevano un uguaglianza fra gli uomini che non è reale. Era una storia presa a

sé , una visone destoricizzata del processo di capitalizzazione che annulla le tensioni sociali. L’oggetto in questione è la produzione materiale

nella società: gli individui che producono nella società sono i punti di arrivo. Le robinsonate sono delle fantasie che non esprimono un ritorno alla

vita naturale; questo individuo del 18 esimo secolo è come un ideale del processo economico iniziato nel secolo precedente non è un risultato

storico ma il punto d’inizio per questo periodo di capitalismo.

L’isolamento di Robinson non è, come dicevano Rosseau e gli economisti, allo stato di natura ma è isolato nelle condizioni di colui che deve

ricostruire le basi a partire da quegli oggetti che gli permettono di costruire un modello di società e lo aiutano a stabilire il collegamento dalla

società da cui proviene. Quindi non comincia la sua vita di naufrago dal nulla ma dagli oggetti che sono stati il frutto del lavoro di altre persone

quindi c’è una prospettiva storica, una continuazione storica.

Il romanzo è stato letto ed interpretato dagli economisti per loro Robinson rappresenta il contatto dell’uomo con la natura in piena libertà e pone le

basi della vita sociale, della vita della produzione e l’hanno reso un modello senza storia, invece non è così perché c’è il collegamento con il suo

passato rappresentato dalla nave e dagli oggetti.

Moll Flanders è un romanzo diverso dal Crusoe e venne pubblicato nel 1722 sull’onda del successo del Robinson Crusoe e De Foe coglie questo

momento favorevole. Dello stesso anno è un altro romanzo Colonel Jack (1722), del 1724 è Lady Roxana in questi romanzi confluiscono anni di

esperienze di giornalista ed esperienze di spia, curioso e cultore della società del suo tempo.

Le fortune e le sventure della famosa Moll Flanders (The fortunes and misfortunes of the famous Moll Flanders, 1722) è un grande ritratto di

donna dalla vita avventurosa. E' il primo romanzo di costume della tradizione narrativa inglese. La protagonista del "Moll Flanders" è la figlia di

una ladra, che l'ha messa al mondo nella prigione di Newgate e che è stata deportata in Virginia subito dopo la sua nascita. Raccolta dalla carità

pubblica, dopo molte relazioni e avventure sposa un proprietario terriero della Virginia. Recatasi in America, scopre di aver sposato senza saperlo

un fratellastro. Torna in Inghilterra, si dà al furto in società con un nuovo marito, un rapinatore irlandese che poi l'abbandona. Finita in prigione, è

deportata in Virginia insieme al marito irlandese. Ormai anziana, fa ritorno pentita in patria, e scrive le sue memorie.

Moll è stata per 12 anni prostituta, per 5 volte moglie di cui anche di un fratellastro, per 12 anni ladra e per 8 anni deportata in Virginia alla fine

divenne ricca e visse onestamente e morì pentita. Il suo nome era quello di storiche donne di malaffare e richiama quello di una famosa ladra e

prostituta, mentre Flanders vuol dire in Inglese Fiandra. Già fin dal ‘600 viene attestato dagli storici che il giro delle prostitute del sud era gestito da

donne olandesi o fiamminghe quindi fiandre richiama questo significato.

IAN WATT scrive: sebbene abbia uno sfondo criminale ha degli atteggiamenti simili a Robinson. Tutti e due i romanzi sono pervasi dal mito

utilitaristico del denaro e dell’accumulazione tipici della Middle Class. Rappresenta un’unità narrativa breve che può essere ripetuta che sono i

motivi economici. La tecnica narrativa usata presenta ripetizioni, squilibri e incongruenze, conferisce delle somiglianze con le memorie

autobiografiche di persone reali e la lingua si avvicina all’uso che ne farebbe una persona media e sarebbe comprensibile ad un lettore medio.

Questa medietà apparirebbe allo stesso modo se fosse stata Moll Flanders a scrivere. Si può parlare di qualità referenziale della prosa di De Foe

che si riferisce all’aspetto della contestualizzazione della lingua nel contesto si può ricondurla anche al senso che Locke diede del linguaggio: lo

definì come uno strumento di trasmissione delle conoscenze delle cose, rapporto tra oggetto e realtà e soggetto conoscente.

Gli influssi più vicini allo schema narrativo di Moll Flanders possono essere rintracciati in tre modelli letterari:

1) Tradizione picaresca: l’elemento più rilevante che avvicina la struttura di Moll alla narrativa picaresca è l’estrema mobilità

dell’esperienza di Moll perché è molto veloce nei cambiamenti (marito-abitazione-nome). C’è una caratteristica tipica del romanzo picaresco

quella del percorso denso di cambiamenti. I rapporti personali di Moll non sono mai rappresentati come profondi e sinceri quindi i rapporti

personali possono essere definiti come transitori come quelli della tradizione picaresca (mobilità e transizione). Moll come gli altri membri

dell’ambiente criminale deve assumere nomi ed identità falsi e le relazioni personali si risolvono in una serie di incontri casuali simili a quelli dei

furfanti della narrativa picaresca di contro l’aspetto di libertà cattura l’ammirazione di molti lettori come Virginia Wolf. C’è una considerazione

positiva della sua libertà

2) Biografia: come modello letterario in particolare legato a quelle dei viaggiatori, criminali, autobiografie. Si può assimilare la sua

autobiografia ad un genere molto praticato nel ‘700 e cioè la biografia di libertini anche se in Moll c’è la libertà amorosa che è modellata sulla

realtà mentre in quelle libertine l’esperienza amorosa è aneddotica e irreale. C’è un aderenza alla realtà quotidiana della Londra contemporanea.

3) Influsso del modello di educazione morale: schema narrativo di tipo religioso di peccato e pentimento. Il contenuto morale che si trova

nella prefazione rispetta un ideologia puritana di caduta e ricerca della salvezza (dal peccato si passa al pentimento e quindi alla salvezza). La

vita umana secondo questo modello è vista come un cammino di un pellegrino (si riferisce ad uno schema religioso e alla tradizione picaresca) che

può concludersi nella salvezza o nella dannazione. C’è la vanità di Moll con il robusto senso economico che fanno vacillare una moralità già

provata dalla povertà e dalla difficoltà della vita reale: cioè Moll si pente quando è ricca e vecchia quindi c’è un aderenza al realismo economico

che non combacia con il mondo religioso. Non c’è un pentimento intimo e interiore che giustifica uno schema religioso legato a questo romanzo.

Moll essendo legata al mondo economico si rende furba e si pente solo quando è vecchia e ricca, ci sono in lei quindi dei contrasti tipici dell’anima

borghese (motivo economico e codice morale). Questo essere ambigua tra opportunismo e pentimento ci fa pensare ad una prospettiva ironica che

la renderebbe ancor più coerente perché la sua ambiguità potrebbe avere un risvolto comico ed ironico (per es. nell’episodio dell’amante di Bath).

L’ironia è uno strumento ben utilizzato da De Foe perché a priori ha considerato un tono ironico. Ma Moll Flanders è veramente ironica? L’ironia

viene fuori da dei contrasti (sto peccando/pecco). De Foe non usa l’ironia per criticare il suo ceto e non si può neanche parlare di romanzo ironico

perché gli episodi di questo tipo sono pochi e non fa parte della struttura del romanzo sennò farebbe pensare ad una distanza consapevole tra

scrittore e personaggio e se spesso, attraverso l’uso dell’ironia e del contrasto e della rapida mutevolezza dei ricordi che si accavallano, sono

presenti momenti di ironia si può dire che Moll non è un personaggio ironico perché esprime i contrasti reali di un individualismo puritano per cui

la maggior ambiguità è quella di far convivere interesse economico e valori religiosi.

Samuel Richardson (1689-1761)

Il primo romanzo che riunì la nobiltà dell’animo umano, la ricchezza della vita interiore, le nobiltà degli uomini umili, la materialità dell’universo e

l’unità d’azione sarà Pamela di Richardson.

Nato a Derbyshire nel 1689, fu un agiato stampatore londinese. Si dedicò alla stesura di romanzi epistolari nella maturità.

Il suo primo romanzo fu Pamela. E' la storia di una cameriera figlia di contadini, che resiste ai continui tentativi di seduzione del suo padrone, il

gaudente conte di Belfart, finché riesce a sposarlo. La protagonista presenta con vivacità e sottigliezza i suoi sentimenti, l'ambiguità in parte

involontaria, ma di grande effetto ironico, nel comportamento della ragazza. La sua ingenuità apparente è in realtà piena di astuzia, attraverso di

essa la fanciulla realizza l'aspirazione borghese dell'ascesa sociale. Il romanzo ebbe una fortuna enorme, Goldoni ne trasse tra l'altro un'omonima

commedia di successo. Fu anche bersaglio di polemiche e satire: il discutibile codice morale di Richardson, difensore di un ideale di castità

esemplare ma esteriore, merce di scambio per un vantaggioso matrimonio, portò tra l'altro Fielding a farne una parodia in "Shamela" .

Il successivo romanzo di Richardson fu Clarissa (1748). Trama ingegnosa, l'accanita caccia a una ragazza virtuosa da parte di un aristocratico

libertino, Lovelace, che riesce alla fine a violentarla dopo averla narcotizzata. La sventurata è spinta a desiderare la morte. Dopo la sua morte, la

postuma riabilitazione. La cosa notevole di questo romanzo è la precisione con cui Richardson rileva i mutamenti emotivi nell'animo dell'eroina.

Meno interessante Sir Charles Grandison (1754), imperniato su un eroe, modello di virtù.

Richardson fu insieme a De Foe il fondatore del romanzo inglese. Sue caratteristiche sono la passione per la casistica morale, il continuo confronto

tra i dati della vita sociale e l'intima psicologia dell'individuo. La forma epistolare da lui scelta permette ai personaggi l'espressione immediata e

analitica di pensieri, stati d'animo, turbamenti, senza mai violare l'etica collettiva e pubblica della società inglese del XVIII secolo. La sua

appassionata analisi etica dell'agire umano ebbe grande successo in un secolo che stava scoprendo la sfera del "sentimento". In questo modo i suoi

lunghi romanzi epistolari divennero pietre miliari nella storia della narrativa europea, e ispirarono numerosissimi imitatori: compresi Rousseau (La

nuova Eloisa), Laclos (Le relazioni pericolose) ecc..

Come De Foe era uno scrittore borghese e perseguiva un ideale imprenditoriale, difatti era un tipografo. Era di condizioni economiche agiate e

fino a 50 anni la sua attività di scrittore era limitata alle compilazioni. Scrisse una prefazione ad un volume “il Vademecum dell’apprendista”. Poi

a 50 anni cambia la sua vita e nel 1739 compone una raccolta di lettere familiari sulle principali occorrenze che c’erano nella vita. Questa

raccolta viene fatta su richiesta e mentre le compilava scoprì di essere in grado di scrivere un romanzo.

Lettera 138: un padre scrive alla figlia cameriera avendo saputo che il suo padrone aveva attentato alla sua virtù”, dopo impianterà il romanzo

Pamela.

Richardson introduce la conquista del marito che doveva avvenire sulla base delle qualità delle menti e dell’animo rispetto a quelle fisiche e di

rango. Il titolo completo è “Pamela o la virtù ricompensata”. Questo romanzo incontrò un successo europeo e nel 1741 era arrivato alla 4°

edizione e fu tradotto in varie lingue.

Nel 1750 Goldoni rielabora Pamela, da questa commedia inizia la sua riforma rinunciando alle maschere per la I° volta. Goldoni nella sua

versione teatrale non seguì la storia di Richardson fino in fondo e dotò Pamela di nobili natali e quindi c’era questo espediente. Nella sua

prefazione scrisse che era sconveniente il matrimonio di una cameriera seppur virtuosa con un cavaliere. Ciò rispecchiava i costumi italiani di

quel tempo mentre per la società inglese era una possibilità che Richardson colloca come reale nella sua società. Questo finale con Pamela nobile

ebbe un seguito in riduzioni teatrali inglesi, tedeschi, francesi e fu abolito nel 1793 dai giacobini francesi.

Quanto c’è di nuovo e anticonformista nel romanzo di Richardson e nella costruzione di questo personaggio?

La finzione epistolare adottata da Richardson può essere ricondotta al modello delle “Lettere Portoghesi”, un romanzo epistolare francese

pubblicato nel 1679 che parlava della corrispondenza tra una monaca e un cavaliere amanti. Inizialmente queste lettere furono pubblicate in modo

anonimo ma poi furono attribuite a Guillerard che poneva la massima attenzione alla parte intima del personaggio. Attraverso le lettere Pamela

parla direttamente e racconta gli eventi subito dopo averli vissuti esprimendo l’immediatezza dei sentimenti provati, ciò rende più vivido il

racconto.

Pamela ha una certa attenzione verso le cose materiali perché le ritiene indispensabili per il suo sostentamento ma rispetto a Moll e a Crusoe ha

una certa grazia. Non ha confidenza con il resto del personale e si capisce che ha una certa sicurezza di sé.

La realtà inglese del ‘700 ha una configurazione anomala rispetto all’Europa in particolare quella Francese dove proliferava una letteratura

sull’adulterio, mentre la realtà inglese tende a formare i moduli dell’individualismo economico con quello etico di stampo borghese puritano. La

concezione puritana del matrimonio divenne il codice accettato dalla società. Del 1753 è il “Marriage Bill”, una legge sul matrimonio nella quale

vengono definiti i principi di legalità del matrimonio:

doveva essere celebrato da un ministro religioso anglicano

si doveva dare lettura pubblica del bando per 3 domeniche consecutive

il rilascio della licenza del matrimonio

questa legge era importante per il consolidamento di alcune delle questioni formali e legali legate al contratto del matrimonio con un aspetto

celebrato.

Richardson con Pamela ebbe un ruolo importante nella formazione di questo codice che afferma i valori di spiritualità e fedeltà del matrimonio e

nello stesso tempo la peccaminosità dell’adulterio.

IAN WATT (pag. 149): l’idealizzazione del matrimonio è protestante perché per il cattolicesimo romano i più alti valori religiosi sono legati al

celibato (i preti devono essere casti rispetto ai protestanti). Il puritanesimo fu efficace nel rafforzare un atteggiamento complementare con la sua

insistenza sulla peccaminosità di ogni attività sessuale al di fuori del matrimonio. Dove il puritanesimo ottenne potere politico, come a Ginevra, in

Scozia, nella Nuova Inghilterra, e in Inghilterra durante il periodo del Commonwealth, si indagò rigorosamente sul comportamento sessuale degli

individui,i trasgressori furono trascinati in giudizio e costretti a confessare pubblicamente i loro peccati, e infine puniti severamente. L’apice di

questo movimento fu probabilmente la legge inglese del 1650 che rendeva l’adulterio punibile con la morte (forte restrizione della libertà sessuale

dell’individuo in termini religiosi).

Henry Fielding (1707-1754)

Henry Fielding scrisse una probatoria e feroce parodia di Pamela perché la credeva un ipocrita che impiegando le risorse del ruolo femminile

riusciva a farsi sposare da un uomo ricco e sciocco. Il titolo che diede alla sua opera pubblicata nel 1741 fu “Shamela”, deformazione del nome di

Pamela e significa vergogna (dalla radice shame). Egli era uno scrittore di formazione classica e nobile e ha una visione diversa da De Foe e

Richardson che erano invece della Middle Class. La visione critica della realtà e del mondo si esprimono in tutta l’opera narrativa e soprattutto nel

“Tom Jones” che è il suo capolavoro nella scelta di affreschi sociali, con l’uso del modo ironico e con l’impiego di una creatività linguistica fatta

di analogie, contrasti, bilanciamenti e di sottili commenti dello scrittore che entra nel testo, lo manipola e indirizza il lettore verso uno o l’altra

considerazione. La narrazione è espressa alla 3° persona singolare, il romanzo realista si trasforma in un epica dal tono ironico.

Nato a Sharpham Park [Somersetshire] nel 1707, di famiglia nobile ma non facoltosa, studiò a Eton e all'Università di Leida [Olanda]. Dopo una

intensa attività di commediografo, libellista e giornalista, si ritirò in campagna con la moglie, che aveva sposato nel 1734. Dissipate in breve le sue

sostanze, tornò a Londra e iniziò la carriera legale. Nel 1748 divenne giudice. Rimasto vedovo, si risposò con la cameriera della prima moglie. Nel

1752 pubblicò il periodico letterario «The Covent-Garden Journal». Gravemente ammalato di gotta e idropisia, si recò a Lisbona nella speranza di

un giovamento, ma vi morì due mesi dopo, nel 1754.

Del viaggio a Lisbona resta celebre il "Diario di un viaggio a Lisbona" (Journal of a voyage to Lisbon, pubbl. 1755). Ma oggi è ricordato

soprattutto come narratore. Esordì come narratore nel 1742 con La storia delle avventure di Joseph Andrews e del suo amico mister Abraham

(parodia di Pamela). Studio di costumi, avventure, satira sociale troviamo ne La storia di Tom Jones, un trovatello (The history of Tom Jones a

foundling, 1749). In "Tom Jones" il signor Allworthy, gentiluomo ricco e di buon cuore, ha adottato il trovatello Tom Jones e lo ha allevato insieme

con il nipote ed erede Blifil. Tom ama la bella Sophia figlia del collerico possidente Western, e ne è riamato. Alla mano di Sophie aspira anche

Blifil, brutto maligno e ipocrita, quanto Tom è attraente generoso e impulsivo. Blifil trama ai danni di Tom, riesce a farlo cadere in disgrazia presso

lo zio. Tom è scacciato da Allworthy, costretto a andare ramingo per il paese. L'intrepida Sophie fugge per non sposare Blifil. Il vagabondaggio di

Tom è pieno di avventure, anche galanti, che rischiano di alienargli l'amore di Sophie. Alla fine si scopre che Tom è figlio di una sorella di

Allworthy, le perfide trame di Blifil sono sventate, Allworthy designa erede Tom che sposa Sophie. In Amelia (1751) l'argomento, la vita

coniugale, e la scrittura di Fielding sono più intimi e puntano maggiormente alla psicologia.

Notevole, anche se di importanza nettamente inferiore all'opera narrativa, è la produzione teatrale. Sono farse, satire, commedie, cui Fielding

dedicò gli anni giovanili, nel 1728-1737.

Nel romanzo inglese del XVIII secolo Fielding rappresenta la corrente ironica e parodistica, erede della tradizione eroicomica, in esplicita

contrapposizione alla corrente sentimentale di Richardson, che sarà continuata da Goldsmith e Sterne. La sua opera si ricollega a De Foe, ma

senza lo spirito puritano: quella di Fielding è una libertà di pensiero che si fonda su una cospicua cultura classicista. Notevole l'influenza della

tradizione picaresca spagnola e francese. La componente satirica ha qualche analogia con Swift, anche se su tutt'altro livello. Contrariamente a

Swift e a Smollett, l'atteggiamento di Fielding è fondamentalmente ottimistico, cordiale, privo di aggressività intellettuale. La vita sociale del tempo

ha trovato in Fielding una documentazione vigorosa e spregiudicata, con un umorismo che sarà uguagliato solo da Dickens.

In questo momento storico in cui nasce il romanzo come forma moderna legata alla società borghese emergono delle nuove concezioni:

1. attenzione verso l’individualità

2. attenzione verso il sentimento

In Fielding il modo moraleggiante e sentimentale si trasforma in un attitudine farsesca per la resa del mondo quotidiano, per evidenziare attraverso

questi effetti gli aspetti più stridenti della società del ‘700 e del suo codice. Osserva la realtà da vicino ma ne esalta gli aspetti più stridenti

attraverso il gioco parodico, la farsa e anche la realtà più tragica può avere un aspetto parodico. Fielding aveva appreso la lezione di Swift

sull’uso della modalità eroicomica. Mentre il romanzo di Richardson era concentrato sull’individualismo con scarse relazioni tra i personaggi

quelli di Fielding sono, invece, molto aperti alla società ed è attratto dalle sfumature tipiche della vita inglese. Il Tom Jones è come Joseph

Andrews un romanzo comico e moralistico insieme. Il moralismo va nella direzione opposta a quella di Richardson perché per Fielding la virtù più

importante è la naturale bontà di cuore (natural good of heart) e da questa concezione deriva una maggiore indulgenza per i peccati della carne

rispetto a Richardson perché è un aspetto della natura umana ma la virtù più alta è la purezza del cuore. infatti Fielding condanna i peccati contro

la sincerità del sentimento, nei confronti dell’ipocrisia e del conformismo con gli strumenti dell’ironia.

Tom Jones ha una dedica per lord Little Tom per sottolineare il fine morale: “tutto si accorda con le regole della decenza e si raccomanda la bontà

e la purezza. Non è facile farlo nel romanzo perché è una specie di quadro. Si è sforzato di incitare gli uomini a praticare la virtù perché viene a

loro vantaggio. La virtù e la purezza possono essere contaminati solo dall’imprudenza, è molto più facile fare diventare uomini saggi quelli buoni

rispetto a quelli cattivi. A tale scopo mi sono servito dell’ironia”

Nella prefazione a Joseph Andrews aveva definito la sua idea di epico-comica in prosa cioè ha stabilito per il romanzo un analogia con l’epica

quindi si è riferito al modello classico per costruire la struttura esteriore più rilevante del suo romanzo. Egli apparteneva alla tradizione classica

che se anche era legato alla sua educazione letteraria però considerava la conoscenza dei classici un requisito fondamentale per chi faceva il

letterato per professione. Nel ‘700 imperava il dibattito tra classici e romantici e nella prima metà del ‘700 aumentò la consapevolezza delle

numerose differenze tra il mondo dell’epica antica e il loro mondo da parte dei critici. Tomas Blackwool scrisse nel 1765 “Inquiry into the life…”

- Sulla vita e gli scritti di Omero e sostenne che la grandezza dell’Iliade e dell’Odissea non si poteva ripetere perché era proiettata in una società

legata alla concezione bellica, virile, aristocratica e pagana quindi il pubblico era semplice, più marziale e voleva esaltare le prodezze degli

antenati. I poemi di Omero erano fatti per essere recitati o cantati alla folla ma non per essere letti in privato così la realtà della società inglese del

‘700 non poteva divenire un soggetto di un poema eroico. Di questa opinione erano anche De Foe e Richardson, in particolare De Foe vide Omero

come una letteratura falsa che trasformava la storia in favole. Richardson avversava il genere eroico sulla base di ragioni morali: no al fascino

delle virtù pagane e guerriere”! Persino Jhonson Samuel difese la concezione intimista di Richardson considerando i personaggi di Fielding più

superficiali, di maniera.

L’analogia epica dei romanzi di Fielding cioè il suo ricondursi ad un modello classico sebbene fatta in forma burlesca costituisce al prima

differenza con i due autori che usavano la finzione romanzesca come realtà e scelsero l’individualità narrativa del personaggio che parlava in I°

persona con il lettore (con l’epistola si aveva la sensazione di essere al posto del personaggio). Ma Fielding privilegia la struttura narrativa e

trasferisce caratteristiche all’intreccio epico nel contesto comico collegando i suoi personaggi in una realtà ampia e il suo scopo era quello di

combinare il verosimile con il sorprendente tanto da esaltare l’azione e le coincidenze nella sua struttura ancora di più nell’introspezione dei

personaggi. La sua narrazione è in 3° persona e il narratore interviene nella scrittura per orientare il lettore attraverso l’uso del metodo ironico:

distanziamento critico nei confronti della realtà narrata.

Un critico letterario molto influente, Pavel Thomas, scrisse sul modo di scrivere di Fielding: “Tom Jones sfida l’idea di Richardson sulla

sacralizzazione dell’identità e si oppone alla prospettiva soggettiva dell’interiorità di Richardson, difatti i suoi intrecci hanno solo un filo principale.

Laurence Sterne (1713-1768)

Vi sono dunque in quel periodo due tendenze culturali: sentimento & ragione. Il romanzo doveva beneficiare di queste due correnti che fanno

parte della vita e trovano una mescolanza nell’opera di Sterne che con il suo umorismo riesce a cogliere questi aspetti contrastanti della realtà. Il

titolo del suo romanzo famoso è “Tristam Shandy”, i primi due volumi sono stati pubblicati nel 1760. Questo romanzo viene narrato in una forma

originalissima continuamente interrotta da digressioni, vi è una grande suddivisione di sequenze che accentua la relatività del tempo

nell’esperienza umana. Asterischi, lineette e pagine bianche danno l’idea dell’inafferrabilità del “reale”. Per questi motivi “Tristam Shandy”

viene considerato un precursore del romanzo moderno influenzando Joyce e Wirginia Woolf. La narrazione avviene in prima persona alla quale

si mischiano pensieri che non vanno di pari passo con le parole. Un’altra grande opera di Sterne è “A Sentimental Journey Through France And

Italy” dove introduce nell’uso comune il termine “Sentimental” che inizialmente non aveva un significato relativo all’aspetto emotivo. Questo

secondo racconto, che si collega alla letteratura di viaggio, può essere definito come il continuo di Tristam Shandy.

Il sentimento, l’estetica e il sublime.

Si può dire che il culto del sentimento si rafforza nel romanzo inglese del secondo ‘700 e questo è evidente dopo l’influsso del romanzo di

Rosseau: Julie o la Nouvelle Heloise (1761) che viene considerato il classico del romanzo sentimentale europeo. In Gran Bretagna abbiamo nel

1761 “l’uomo di sentimento” di Mckenzie (“the man of feeling”) in cui appaiono alcuni stereotipi che caratterizzano la letteratura romantica:

l’indole malinconica

la follia d’amore, la ragazza impazzita per amore

il fallimento amoroso

L’interesse per la sfera privata ed emozionale dell’esperienza si collega con la relazione tra sensi e sensibilità. Ci si pone la questione del

confronto tra:

INDIVIDUO E NATURA INDIVIDUO E OPERA D’ARTE.

Nasce l’estetica. Si fa strada la coscienza dell’autonomia e separatezza dell’estetica di natura filosofica. La conoscenza estetica diventa una

forma di giudizio autonomo dai precetti filosofici, legata al bello.

Scrive Mario Proz: “le relazioni individuali invece delle regole codificate da Orazio, Bouleau, Pope, parvero fornire la estetica”

Gessner, filosofo tedesco, pubblica nel 1750 un trattato in latino intitolato “Estetica”, è la prima volta che appare questo termine nel pensiero

filosofico e letterario. Per estetica intende una forma particolare di conoscenza o percezione autonoma da criteri razionali di vero e di falso, è

incentrata attorno alla riflessione sul bello.

L’estetica diventerà filosofia dell’arte con Kant nel 1790 con “Critica e giudizio nell’arte”. Nel corso del ‘700 la discussione sul bello oscillerà tra:

- la posizione di tipo empiristico: “il bello è ciò che piace”

- e la posizione di tipo intellettualistico: “il bello soddisfa l’idea che noi abbiamo”, legato a filosofie di tipo razionalistiche.

Nel 1756 il filosofo, storico scozzese Bark pubblica “Indagine filosofica sull’origine delle nostre idee del sublime e del bello” – A filosoficol

enquiry into the origin of our idea of sublime and beautiful. In questo trattato filosofico, storico avviene un passaggio importante che condurrà alla

sensibilità pre-romantica e romantica. Contro l’idea del bello classico si afferma la supremazia del sublime che diventa un concetto centrale per la

cultura letterale e filosofica pre-romantica e romantica.

Il sublime aveva una storia: proveniva da una tradizione retorica attestata da un trattato di Longino intitolato: “il Sublime”.

Il sublime era collegato all’uso alto della lingua ma in Bark diventa qualcosa di più, il significato diventa più ampio e si identifica con gli effetti

grandiosi o violenti di natura come i luoghi selvaggi, le montagne, i paesaggi di montagna, tutto quello che ispira il potere dell’immaginazione:

reazione alla visione illuminista di quiete, di ordine. Si aprono nuove scoperte sulle zone oscure della mente e della razionalità. C’è un’evoluzione

rispetto all’illuminismo. Scrive un anonimo: “dove cessa la grazia pura comincia il sublime”

Jane Austen (1775-1817)

In quel periodo incominciano a diffondersi romanzi sentimentali in forma epistolare che vengono subito parodiati. Le prime opere di Jane Austen

sono infatti delle parodie del romanzo sentimentale in forma epistolare. Vengono fatti oggetto di parodia gli eccessi legati all’ostentazione della

Sensibility. L’autrice critica anche il romanzo gotico dicendo che si corre un pericolo mettendo fantasie morbose nelle menti dei lettori.

Tra le sue opere più importanti ricordiamo Ragione e Sentimento (Sense and Sensibility) e Orgoglio e Pregiudizio (Pride and Prejudice). Nei sui

romanzi la Austen elabora gli elementi della narrativa sentimentale e introduce il flusso di pensieri anticipando il monologo interiore tipico del

romanzo moderno.

Il romanzo gotico

Si aprono nuovi interessi intellettuali, si diffonde il gusto per temi notturni o sepolcrali, per epoche medievali, per il mito. Per es. “I Canti di Ossian”

direbbero un punto di riferimento per tutto l’immaginario europeo e furono pubblicati tra il 1760 e il 1773 da James Macpherson che si trovò al

centro di una delle più significative controversie letterarie del secondo XVIII secolo, tra la corrente classicista ormai inaridita e i romanticisti.

All'origine di questa polemica sono i suoi due poemi in prosa ritmica, Fingal (1761) e Temora (1762) riuniti poi nel 1765 sotto il titolo di "Le Opere

di Ossian" (The works of Ossian), che egli fece passare come una rielaborazione dei testi di un leggendario bardo gaelico, da lui raccolti nelle

Highlands. Oggi sappiamo che si tratta di frammenti di canti appartenenti alla tradizione popolare, che Macpherson inserì in un vasto quadro epico

di sua creazione. I suoi ampi paragrafi, simili a strofe, costruiti sul ritmo solenne della Bibbia inglese, evocano grandiose (e a una lettura moderna:

vaghe e manieristiche) visioni di un medioevo celtico suggestivo, oltre che immaginario.

Questo atteggiamento del gusto determinò un filone narrativo molto particolare che confluì nel romanzo gotico o nero: il romanzo “il castello di

Otranto” di Walpole del 1764 inaugurò questo genere nuovo. Il romanzo gotico combina elementi medioevalisti come il castello, le armature, le

apparizioni di fantasmi, cavalieri erranti con intrecci di ispirazione Shakesperiana. Autori di questo genere furono:

- Radcliffe: “I misteri di Udolfo” , “the Italian” – 1797

- Lewis: “The Monk” – 1796

- Mary Woolstonecraft Shelley: Frankestain – 1818

Queste opere risentirono dell’influsso dei romanzi tedeschi del terrore (Sturm und Drang) specialmente the Monk in cui troviamo figure

demoniache.

Il famoso Frankestain scritto da Mary shelley mentre si trovava in svizzera con suo marito e a Lord Byron fu ispirato a un incubo. E’ un romanzo

in forma epistolare e narra di uno scienziato che decide di costruire un essere umano dai cadaveri e dagli la vita. Alla fine la creatura, dotata di

forza sovrannaturale, uccide lo scienziato e si toglie la vita.

La sensibilità settecentesca viene percorsa dal filone dell’orientalismo o esotismo infatti vennero tradotte in Inghilterra “le mille e una notte”.

Comincia una moda orientale per le storie e per le favole, il più rappresentativo racconto arabo in lingua inglese è “Vatek” di Beckford nel 1784.

Il romanticismo

La sensibilità romantica serpeggia gia fin dal ‘700; per romanticismo s’intende una grande complessità di eventi, di idee; l’800 è il secolo in cui la

scoperta della storia dei popoli è stata al centro della riflessione storica.

Il romanticismo è caratterizzato dal gusto per una poesia elegiaca, malinconica che rispecchia lo stato d’animo del poeta nella natura. In

contrapposizione al razionalismo illuminista, rivalutò l'immaginazione e la libertà creativa dell'individuo. Entrato in uso alla metà del Seicento, il

termine inglese romantic indicava narrazioni di contenuto particolarmente fantasioso.

Inizialmente ci fu una fase preromantica nella quale vengono scritte poesie dal tema sepolcrale.

Tra i maggiori autori ricordiamo:

Young, che introduce il concetto della consapevolezza dell’esistenza della morte che permette agli uomini di sopportare i tormenti della

• vita terrena.

Gray, che nelle sue poesie polemizza sul fenomeno dell’urbanizzazione e sulla moralità della vita semplice di campagna

• Burns, anch’egli poeta contadino, che appartenne al filone dialettale scozzese, guarda se stesso come parte integrante della natura

• considerandosi animale come gli altri. Pensa che il linguaggio poetico debba essere vicino al linguaggio parlato e che ciò che conta sia

l’osservazione della natura con partecipazione, solo così si otterrà la magia poetica.

Blake, vicino al pensiero di Burns non ricorre mai alla mediazione simbolica. Scrisse I Songs Of Innocence e Song Of Experience. I

• primi che guardano all’uomo con fiducia e ingenuità, i secondi invece vedono l’umanità nella sua violenta lotta per la sopravvivenza

basata sulla sopraffazione. Prima generazione romantica

Wordsworth e Coleridge

Scrissero insieme le Lirical Ballads, dove si pongono come obbiettivo: risvegliare l’attenzione del lettore dal letargo dell’abitudine e dirigerla verso

la bellezza del mondo che ci circonda. Secondo i due l’uomo è assuefatto da una pellicola che chiamano “the film of familiarity”.

Successivamente i due si divisero per la grande diversità che li distingueva.

Walter Scott (1771-1832)

Nacque a Edimburgo nel 1771. Proveniente da una antica e nobile famiglia scozzese, compì studi di avvocatura a Edimburgo e si diede alla

carriera forense, iniziando contemporaneamente l'attività letteraria. Il successo ottenuto nel 1805 con il poemetto "Il lamento dell'ultimo

menestrello" gli permise di diventare socio dei suoi editori e di stabilirsi, nel 1812, come un signorotto feudale, nella grande proprietà terriera di

Abbotsford. L'improvviso fallimento dell'editore, nel 1826 lo coinvolse nella bancarotta e lo costrinse, per pagare i creditori, a uno sfibrante lavoro

letterario. Malato di cuore, morì a Abbotsford, al suo ritorno da un viaggio sul continente, nel 1832.

Scott cominciò a farsi conoscere con alcune traduzioni delle ballate di Bürger (1796) e di Goethe (1799). Divenne noto con una raccolta tratta da

antiche fonti, di Canti di menestrelli della frontiera scozzese (The minstrelsy of the scottish border, 1802-1803). Con Waverley, pubblicato

anonimo nel 1814 (ma iniziato nel 1805) inaugura la serie dei romanzi d'ambiente scozzese, in particolare questo romanzo era ambientato in una

Scozia di 60 anni prima al tempo dell’insurrezione Giacobita. I Giacobiti erano i fautori della discendenza di Giacomo II di Stuart che era stato

esiliato e volevano richiamarlo – vinsero gli inglesi.

Seguirono: Guy Mannering (1815), Vecchia mortalità (Old mortality, 1816; o: I puritani di Scozia), In sintonia con il gusto romanticista è il

romanzo ambientato nell'England di “Richard cuore di leone'” e delle crociate, Ivanhoe (1820), che insieme al Quentin Durward (1823),

ambientato nella Francia di Luigi XI, lanciò la voga del romanzo storico in cui convergono l'ispirazione fantastica e la ricerca erudita e

'antiquaria'. C’è in Scott la consapevolezza mista al rimpianto di un reversibile processo storico che vede la Scozia, a seguito dell’unione dei

parlamenti inglese e scozzese, non più indipendente e quello del 1796 fu l’ultimo tentativo di ribellione degli scozzesi.

Ad "Ivanhoe" seguirono i romanzi Il monastero (The monastery) e L'abate(The abbot), entrambi del 1820 e ambientati nella Scozia di Mary Stuart.

Kenilworth (1821) è ambientato nell'England di Elizabeth I. Le avventure di Nigel (The fortunes of Nigel, 1822) sono ambientate nel- l'England di

James I. Con Redgauntlet (1824) si torna all'ambiente scozzese. Il pozzo di san Ronan (St.Ronan's well, 1824) è una tragica storia collocata in

ambiente contemporaneo. Il talismano (The talisman, 1825) si svolge in Terrasanta, al tempo di Richard 'cuor di leone'. Oltre ai numerosi romanzi

successivi al fallimento economico, si ricordano anche nove volumi di una Life of Napoleon, 1827.

Scott fu un divulgatore di alcuni elementi del romanticismo: la storia e lo spirito nazionale, l'amore per il pittoresco e per il medievale, le coloriture

esotiche di molta sua produzione in versi. Un divulgatore degli aspetti più esteriori e appariscenti, attraverso un'opera narrativa che è una vera

galleria del folclore, e che possiede vigoroso ritmo epico. Nei romanzi della Scozia recente e contemporanea, la macchinosità tecnica e il

conservatorismo di Scott si attenuano grazie a freschi toni comico-popolareschi e ad intuizioni più realistiche sulla dialettica passato-presente,

tradizione-progresso, individuo-collettività. Altrove egli si rifugia nella storia, inseguendo il sogno romanticista dell'irrecuperabile, nobile, vitale

passato. Nei suoi ritratti della Scozia, dell'Inghilterra e del continente dall'epoca medievale al XVIII secolo dimostrò una visione attenta e acuta

della forza della politica e della tradizione e del loro impatto sull'individuo. Il successo di Scott si fonda sulle sue doti straordinarie di narratore,

sull'abile costruzione dei dialoghi, sulla penetrante osservazione di costumi e comportamenti sociali e sui vividi ritratti di zingari, fuorilegge e

girovaghi. Lo stile fonde vigore, bellezza lirica e lucidità descrittiva. Sebbene la costruzione degli intrecci appaia talvolta affrettata e i personaggi

risultino in qualche occasione poco credibili, le sue opere mantengono un alto valore letterario per l'atmosfera avvincente, la dignità epica e la

lucida comprensione della natura umana. Honoré de Balzac in Francia, Charles Dickens e William Makepeace Thackeray in Inghilterra,

Alessandro Manzoni in Italia e James Fenimore Cooper negli Stati Uniti sono solo alcuni dei tanti scrittori che hanno pubblicamente dichiarato un

debito di riconoscenza nei confronti di Walter Scott. La sua opera suscitò un vivo interesse per le tradizioni scozzesi, e in tutto il mondo

occidentale incoraggiò l'interesse per il Medioevo, caratteristica dominante del romanticismo. Le sue poesie furono spesso musicate - ad esempio

da Franz Peter Schubert - e ai suoi romanzi si ispirarono musicisti eminenti come Gaetano Donizetti (Lucia di Lammermoor, 1835) e Gioacchino

Rossini (La donna del lago, 1819).

La sua opera di razionalizzazione, l'adesione alla realtà concreta, poggiano in Scott su una rara abilità descrittiva e su una notevole penetrazione

psicologica. I personaggi si muovono in una fitta rete di rapporti sociali: tra uomo e uomo ma anche tra l'uomo e la sua terra, l'ambiente, la

tradizione. Essi sono osservati minuziosamente partendo dall'esterno, finché non emerge il loro nucleo interno, di vivezza tangibile. Figure e trame

presentano poche variazioni, hanno qualcosa di meccanico. La sua opera, esuberante per linee e colori, ha esercitato un fascino profondo su

lettori e letterati in epoca romanticista e oltre. Grazie a lui soprattutto si deve l'inizio (o il rinizio) del nuovo genere letterario, quello del romanzo

storico.

I romanzi storici di Scott derivano dall’unione di 2 elementi dell’800:

1. l’interesse per il gotico

2. l’interesse per la storia: nasce dagli illuministi ed è diversa per i romantici, ma si collega a quello del ‘700 che vede nello studio della

storia uno strumento per la comprensione dell’uomo e della società.

Dice Cassirer: “la conquista della dimensione storica è stata una delle grandi realizzazioni dell’illuminismo”.

Ma come cambia sostanzialmente l’interesse per la storia nell’800?

L’idea della storia ha un nuovo significato, che si distacca dalla concezione illuministica di progresso della ragione legata alle condizioni

empiriche, la storia acquista un valore spirituale di carattere universale e questo avviene in collegamento alle posizioni spiritualistiche dei filosofi

tedeschi (il romanticismo nasce in Germania). La storia è la dimensione fondamentale dell’uomo e diventa un processo spirituale metafisicamente

garantita cioè un progresso che trascende la storia materiale per collegarsi al principio spirituale (siamo nel campo della filosofia).

Nell’800 il pensiero politico – filosofico ebbe spunto da Hegel con la “fenomenologia dello spirito”, 1807 che contiene una delle elaborazioni più

complesse della storia che è un principio in divenire cioè una totalità dei fenomeni nella loro reciproca connessione. Hegel chiama questo divenire

“ragione dialettica”.

La storia diventa uno dei grandi temi nella cultura dell’’800, studi analizzeranno un metodo per l’approccio nello studio della storia (nella II° metà

dell’800 abbiamo la teoria positivista, l’analisi di Marx sui modi di produzione ecc). Alla base dell’interesse c’è il senso del cambiamento

economico e sociale che spinge verso un idealizzazione del passato. Per Scott c’è una dimensione ideale da contrapporre al presente troppo

veloce. Le città erano industrializzate in quel tempo, la società e il mondo paesaggistico cambiava. Si ha nuova percezione del tempo come un

processo ininterrotto di trasformazioni e a ciò contribuirono le guerre napoleoniche (e le esperienze delle rivoluzioni francesi), l’Inghilterra

sconfisse la Francia e Napoleone vinse a Waterloo e poi l’attenzione nascente per l’identità delle nazioni: il nazionalismo.

La relativa stabilità dell’Inghilterra rispetto al continente produsse dal punto di vista letterario una sintesi tra il nuovo senso storico e la finzione

letteraria:la creazione del romanzo storico

Il romanzo storico di Scott si distingue dal romanzo gotico perché le storie sono ambientate in uno sfondo reale; mescola la verità storica con la

finzione letteraria (anche Manzoni adottò questa tecnica). Scott attinge ad una concezione epica del mondo cioè ci sono degli eroi che agiscono

all’interno di un modo complesso che appare nella sua totalità poetica. Lucach sostiene: “questa epica nei suoi romanzi è espressa in un modo

nuovo cioè attraverso una trionfante prosaicizzazione della vita”. Egli oppone un mondo ideale poetico dell’epica antica a quello moderno. La

prosa è la mediazione tra una realtà alta e quella borghese (di Scott). Hegel aveva fatto questa riflessione nel “ciclo delle lezioni sull’estetica”

precisando che il romanzo è un evoluzione borghese.

Scott disse a proposito di Ivanhoe, pubblicato nel 1819 in Inghilterra, che si occupa di storia Inglese: “essa nasce dal conflitto tra i Sassoni e i

Normanni”.

Scott era fanatico ad es. nel ricostruire una casa in stile gotico collezionando oggetti provenienti dal Medioevo, era nostalgico ma si rendeva conto

della realtà. I suoi eroi sono medi non eccezionali o tragici.

Se da un lato De Foe faceva finta di aver scritto ad es. la biografia di Moll Flanders, Scott parla del suo metodo narrativo nella lettera deditoria: “il

soggetto scelto è tradotto nei modi e nel linguaggio dell’epoca in cui viviamo per rendere chiaro e comprensibile il periodo storico di cui parla al

pubblico contemporaneo; la letteratura orientale ha un fascino grazie alle traduzioni di Le Mille e una Notte in chiave moderna”; era importante

tenere vivo il legame tra autore e pubblico.

Con Ivanhoe Scott interruppe la rievocazione settecentesca dei conflitti tra Scozia e Inghilterra per rappresentare un epoca più remota. Siamo

infatti nel 1184 quando Riccardo I ritorna in Inghilterra….

La fusione dei due popoli genera il popolo inglese e in questi Ivanhoe ne è l’esponente. Nella finzione letteraria compaiono personaggi immaginari

insieme a quelli reali: accanto a Riccardo comparirà Cedric, Rebecca (figlia di un ricco ebreo), Rowena (sassone). Scott descrive gli ambienti

esterni ed interni, per fare ciò ha fatto delle approfondite ricerche.

Ivanhoe venne nel 1833 musicato da Puccini. Seconda generazione romantica

George Byron (1788-1824)

Come critico, usò del sarcasmo verso i poeti della prima generazione deridendo l’atrofizzazione dell’impulso creativo iniziale. Compì un grande

viaggio per l’Europa mediterranea spingendosi fino al vicino oriente. Il viaggio ispirò l’opera che lo rese più famoso ovvero “Childe Harold’s

Pilgrimage” una sorta di diario in versi dei vagabondaggi del giovane Harlord-Byron.

Il successo rese meno prudenti i suoi atteggiamenti politici radicali che ne causarono un successivo esilio prima in Svizzera e poi in Italia. In

Svizzera conobbe Shelley e sua moglie ed ebbe l’ispirazione per scrivere Manfred, un opera gotica.

Successivamente in Italia, a Venezia, Byron riscopre il genere eroi-comico e scrive Don Juan.

In seguito decide di partire per combattere per la libertà della Grecia dove muore qualche tempo dopo.

Percy Shelley (1792-1822)

Studiò ad Oxford dove venne cacciato per aver scritto “the Necessity of the Atheism” e successivamente fugge in Svizzera con Mary

Wollstoncraft. Radicalizza la sua posizione di ateo scrivendo diversi libelli. In seguito va a vivere in Italia dove compone varie odi.

John Keats (1795-1821)

Compiuti gli studi di medicina a Londra, nel 1816 ottenne la licenza di farmacista, ma non esercitò mai la professione, preferendo dedicarsi alla

poesia. Keats si era già cimentato con una traduzione dell'Eneide di Virgilio quando, nel 1816, pubblicò due sonetti sulla rivista letteraria

"Exameter", diretta da Leigh Hunt. Attraverso Hunt entrò in contatto con una cerchia di letterati, fra cui il poeta Percy Bysshe Shelley, ed ebbe

l'opportunità di pubblicare nel 1817 il suo primo volume di poesie. Tra queste erano il sonetto Guardando per la prima volta nell'Omero di

Chapman, ispirato dalla sua prima lettura della versione dell'Iliade di George Chapman, e Sonno e poesia, in cui Keats difendeva la visione

romantica di Hunt contro quella di George Byron. L’età Vittoriana

Durò dal 1831 al 1901. Le caratteristiche dell’età vittoriana vennero a delinearsi molto prima della salita al trono della regina Vittoria (1837). Con

la morte della regina Vittoria, non finisce l’età vittoriana, che si protrae fino alla vigilia della prima guerra mondiale.

Le caratteristiche della società vittoriana:

- SOCIETA’ INTRISA DI PURITANESIMO.

- SVILUPPO INDUSTRIALE.

- SVILUPPO COLONIALE.

- INGHILTERRA PAESE ESPORTATORE (importava materie prime dai paesi colonizzati, le lavorava e le esportava)

- PAESE SOLO APPARENTEMENTE RICCO.

- PAESE SOCIALMENTE MOLTO ARRETRATO.(Nonostante si volesse attribuire l’immagine all’Inghilterra del paese più ricco e più

democratico del mondo).

Mentre tutta l’Europa, sotto la spinta delle difficoltà economiche tendeva a richiudersi nel protezionismo, l’Inghilterra, unica eccezione,

continuava ad adottare il liberismo.

Tra i personaggi più importanti di questo periodo ricordiamo:

Charles Darwin: elaborò la teoria dell’evoluzionismo rivoluzionando la concezione biblica della storia umana e della natura con

• conseguenze profonde in molte discipline scientifiche.

Karl Marx: Tedesco che elaborò e portò in tutta Europa i principi del comunismo e dei movimenti operai.

• Disdraeli: primo ministro conservatore “Tory”, dedicò soprattutto all’espansione dello sfruttamento coloniale, sulla base di una politica

• decisamente appoggiata dalla regina Vittoria.

Gladstone: Primo ministro “Whig” riorganizzo il sistema fiscale e giudiziario, introdusse il sistema di libero concorso per le assunzioni

• nell’impiego pubblico, potenziò l’istruzione pubblica, introdusse la segretezza del voto ed estese il diritto di voto agli agricoltori e

minatori raddoppiando il numero dei votanti.

Durante questo periodo L’Inghilterra subisce un grande sviluppo industriale ed economico che porterà molti artisti ed intellettuali dell’epoca a

criticare fortemente i tempi moderni.

Nasce un movimento che sostiene una nuova carta costituzionale. Tra i principi radicali troviamo il suffragio universale maschile e la segretezza

del voto. Successivamente questo movimento dei “Cartisti” venne sciolto in seguito al fallimento del loro obbiettivo.

Si rafforzarono organizzazioni sindacali chiamate Trade Union e ci fu anche un tentativo di portare in Inghilterra l’ideologia socialista

rivoluzionaria.

L’Inghilterra conobbe una grande fase di imperialismo coloniale che celebrò la proclamazione di Vittoria “imperatrice delle indie”.

Presto l’impero divenne una grande utopia collettiva e si estese anche in molte zone dell’Africa.

Si diffusero i periodici e il Times divenne il quotidiano nazionale. Si affermo, inoltre, un nuovo tipo di giornalismo di tipo sensazionalistico.

Anche le donne incominciarono a farsi sentire, riuscendo ad ottenere una riforma che consentì a una donna sposata di mantenere i propri

guadagni. Nonostante le varie lotte la donna non riuscì però ad ottenere il diritto di voto.

Aumento sempre di più il numero dei lettori grazie anche all’aumento dell’istruzione, e i romanzieri vennero tutelati dalle librerie circolanti che

garantivano loro un certo numero di copie, date poi in prestito per qualche ghinea. In alternativa al romanzo in tre volumi si sviluppo la

pubblicazione del romanzo a puntate che consentì al lettore di frazionare la spesa.

Dickens (1812-1870).

Iniziò la sua carriera come scrittore del Morning Chronicle, pubblicando dei bozzetti dove si narravano vicende della vita londinese. Ma il

successo lo raggiunse con l’uscita a puntate di “The Pickwicks Papers” dove narra delle vicende di Samuel Pickwick e dei soci al suo club.

Successivamente scrive Oliver Twist dove possiamo vedere l’attacco frontale alle Workhouses (“case di lavoro” squallidi e miserabili luoghi di

reclusione in cui venivano rinchiusi, gli indigeni sani, che venivano costretti a svolgere lavori di vario genere). In Hard Times, Dickens sposta la

sua attenzione dai problemi sociali di Londra agli effetti della rivoluzione industriale nell’Inghilterra del nord, attraverso una pungente satira.

Nonostante la cura per i dettagli e la precisione nella descrizione dei caratteri, Dickens, non può essere definito uno scrittore realista. Egli, infatti,

solo raramente offre un’analisi dei processi mentali dei suoi personaggi, pur essendo forse tra gli scrittori inglesi il più abile a descriverne

l’alienazione mentale.

Tra gli altri autori ricordiamo:

Carlyle: La principale opera di Carlyle è il grande trattato The French Revolution. Il saggio inizia con la morte di Luigi xv per finire

• con l’avvento al potere di Napoleone. Una grandissima innovazione è costituita dal fatto che per la documentazione degli eventi

Carlyle utilizza fonti del tutto nuove, come lettere, articoli di giornale, volantini e annunci pubblicitari. Con questo saggio l’autore

ammonisce implicitamente l’Inghilterra Vittoriana sulle cause degli sconvolgimenti sociali.

Ruskin

• Gaskel scrisse Mary barton e nord e sud dove vengono trattati i problemi degli emarginati sociali vittime della società industriale.

• Trollope

• Thackeray che scrisse e vanity fair.

• Arnold

• Hopkins

• Newman

• Emily Bronte che scrisse cime tempestose

• Oscar Wilde: Alla radice di tutta la vita di Wilde, c’era la profonda consapevolezza che egli stesse recitando una parte. Il piacere di

• Wilde per la provocazione segna il suo romanzo più importante The Picture Of Dorian Gray (1890) qui l’estetismo viene allo stesso

tempo condannato e sostenuto, l’edonismo assecondato e disprezzato. Il romanzo è una tragedia, il protagonista autodistruttivo e

peccatore è al tempo stesso un suicida e un martire.

George Ellot incentrò le sue opere sulla vita quotidiana e sui problemi morali e religiosi. Si occupa delle comunità di provincia che

• subiscono i cambiamenti della società industriale. Scrisse Romola, Fenix

Il modernismo

In tutta Europa nel primo decennio del ‘900 irrompe in fenomeno delle avanguardie artistiche e letterarie. Ci si propone l’obbiettivo del

rinnovamento generale delle forme.

Il modernismo diventa una volontà da parte degli artisti di rimodernamento.

Il modernismo si divise in prebellico e postbellico a causa della prima guerra mondiale.

A differenza di altre avanguardie europee il modernismo inglese mantenne un certo rapporto con il passato e con i classici. Gli artisti modernisti

comunque incominciarono ad avvertire che il loro è uno sconvolgimento epocale.

La Londra di quegli anni è la più grande e ricca capitale del mondo, e vi si trovano moltissimi artisti, e vi è una grandissima circolazione di idee,

grazie anche ai periodici e giornali. Si incominciano a formare molti movimenti e organizzazioni. I modernisti come Pound insistettero molto

sull’idea della grande città dichiarando addirittura che il provincialismo è il nemico. Incominciarono ad esserci anche molti autori “outsiders”

come Joyce che era irlandese o Pound Americano o Conrad che era polacco.

Come dichiarò Virginia Woolf il carattere dell’uomo cambiò, riferendosi alle innovazioni nel campo della pittura.

Anche nel campo della letteratura vi furono molti esperimenti come il caso del cubismo letterario che in un certo senso volle seguire il cubismo in

pittura.

Virginia Woolf

V. Woolf è una delle prime scrittrici che proclama la libertà potenziale del romanzo, dai concetti tradizionali di trama, tempo e identità.

La Woolf, nel suo saggio “Il Romanzo Moderno”, discute la revisione dei modi tradizionali di rappresentazione e suggerisce che il compito del

romanziere del XX secolo sarà, quindi, di esprimere l’effetto di quel “alone luminoso”, che caratterizza la nostra vita e sviluppare una nuova

forma narrativa, descrivendo quella miriade di impressioni, che quotidianamente bersagliano la coscienza umana.” La Woolf abbandonò i

parametri convenzionali a favore di un tentativo di descrizione dell’inconscio e dell’esplorazione dettagliata dell’identità individuale. Le

caratteristiche dei suoi ultimi 3 romanzi furono: la frammentazione, la discontinuità, la disintegrazione, il tentativo di “fare a brandelli” i

personaggi, e il tentativo di descrivere la natura dell’attività mentale conscia e inconscia e di metterla in relazione con l’esterno. La

rappresentazione frammentaria, e casuale del flusso temporale della narrativa di Woolf, prende forma anche grazie alla scienza post- darwiniana

e alle teorie tanto alla moda di Freud. Tra le sue opere più famose ricordiamo Mrs. Dalloway.

James Joyce

Irlandese, è l’autore più innovativo del ‘900 modernista. Dopo i primi studi in Irlanda si sposta a Parigi desideroso di allargare i propri confini.

Quando sua madre sta per morire ritorna in Irlanda e incomincia a scrivere “Stephen hero” e dopo una lunga elaborazione lo pubblica con il nome

definitivo di “A Portrait Of An Artisti As A Young Man”. Nel 1904 lascia definitivamente Dublino per Trieste dove diventa amico di Italo Svevo.

Successivamente si sposta a Parigi dove scrive il suo capolavoro “Ulysses” . Ulysses racconta la storia di Stephen Dedalus tornato al suo luogo

natio, al suo circolo di amici intellettuali, e ai tentacoli della sua famiglia. Stephen un certo signor Bloom e sua moglie sono i personaggi principali

le quali vite si intrecciano con la vita di Dublino in un solo giorno il 16 giugno 1904.

Un’altra delle sue opere più importanti è The Dubliners, che costituisce una raccolta di 12 racconti. Ogni storia finisce con il fallimento del

protagonista. Nella lettera che scrisse al suo editore londinese, ribadì che stava scrivendo un capitolo della storia morale del suo paese e che

aveva scelto Dublino, non per il suo dinamismo, ma perché gli sembrava il centro della paralisi.

Joseph Conrad

Nato in Ucraina da genitori polacchi visse in Russia e poi in Polonia. A 17 anni fece un avventura nella marina mercantile francese.

Successivamente si stabilì in Inghilterra. Le sue esperienze influirono molto nella sua carriera. Come per altri uomini di mare la figura della donna

è fuori da questo mondo. In alcuni passi della sua opera Heart of darkness il protagonista dice che le donne vivono in un mondo tutto loro che non

esiste e mai esisterà.

Tra altri autori ricordiamo:

Ezra Pound: la sua poesia si poneva in antitesi con la poesia vaga e nebulosa tipicamente romantica. Le sue poesie, invece, esaltavano

• la centralità dell’immagine, trattando direttamente la cosa.

Eliot: poeta simbolista

Per grossi capi:

in joyce la paura del buio e dell'inferno è un qualcosa di traumatico, che fa paura a dedalus e che lo influenza nelle sue scelte, in thomas la paura

del buio è invece un rito iniziatico, il superamento del corridoio della casa degli zii lo aiuta a prendere coscienza e a iniziare questo suo cammino;

attraverso dedalus, joyce esprime il trauma della visione dualistica nel mondo del collegio gesuita, mentre thomas ha una visione più globale, come

un osservatore pronto ad affrontare il mondo reale.

Entrambi hanno l'esigenza dello spirito, contro una cultura puritana e maschilista.

Per joyce il mondo esterno è il luogo concreto della nascita dell'epifania, dall'altra parte in thomas c'è un rifiuto programmatico e polemico della

realtà che lo circonda.

Si può parlare anche delle differenza tra la ragazza sulla spiaggia descritta da joyce e della donna ai giardini victoria di thomas, ma la differenza

non la ricordo.

LE CARATTERISTICHE DELL’ETA’ VITTORIANA (1830-1940).

Le caratteristiche dell’età vittoriana vennero a delinearsi molto prima della salita al trono della regina Vittoria (1837). Con la morte della regina

Vittoria, non finisce l’età vittoriana, che si protrae fino alla vigilia della prima guerra mondiale.

d

Le caratteristiche della società vittoriana:

- SOCIETA’ INTRISA DI PURITANESIMO.

- SVILUPPO INDUSTRIALE.

- SVILUPPO COLONIALE.

- INGHILTERRA PAESE ESPORTATORE (importava materie prime dai paesi colonizzati, le lavorava e le esportava)

- PAESE SOLO APPARENTEMENTE RICCO.

- PAESE SOCIALMENTE MOLTO ARRETRATO.(Nonostante si volesse attribuire l’immagine all’Inghilterra del paese più ricco e

democratico del mondo).

Mentre tutta l’Europa, sotto la spinta delle difficoltà economiche tendeva a richiudersi nel protezionismo, l’Inghilterra, unica eccezione,

continuava ad adottare il liberismo, sotto l’alterna guida di due valenti statisti, grandi protagonisti dell’età vittoriana, il liberale Gladstone e il

conservatore Disraeli.

L’OPERA DI MODERNIZZAZIONE DAL LIBERALE GLADSTONE:

Gladstone attuò una serie di riforme miranti a modernizzare la struttura amministrativa dello stato:

• riorganizzò il sistema fiscale e giudiziario;

• introdusse il sistema del libero concorso per le assunzioni nel pubblico impiego;

• potenziò l’istruzione pubblica, sia quella elementare ( resa però obbligatoria solo nel 1880 e gratuita nel 1891), sia quella universitaria

con l’abolizione delle prove confessionali previste per l’ammissione a Cambrige ed Oxford;

• introdusse la segretezza del voto;

• Estese il diritto di voto ai lavoratori agricoli e ai minatori, realizzando il raddoppio del corpo elettorale inglese.

LA POLITICA IMPERIALISTICA DEL CONSERVATORE DISRAELI E IL COMMONWEALTH:

Disraeli si dedicò soprattutto all’espansione dello sfruttamento coloniale, sulla base di una politica decisamente appoggiata dalla regina Vittoria e

da gran parte dell’opinione pubblica, la quale non condivideva le idee dei gladstoniani, accusati di essere “partigiani di una piccola Inghilterra”

o”nemici di una politica imperiale”.

Durante il suo secondo ministro, con una politica estera finalizzata a consolidare il prestigio dell’ Inghilterra nel mondo, riuscì ad annettersi: le

isole Figi, facendo proclamare la regina Vittoria, imperatrice d’India, intraprendendo guerre contro i Boeri, gli Zulu e gli Afgahani , acquistando

dall’Egitto le azioni del canale di Suez e procurando all’Inghilterra il possesso dell’isola di Cipro.

La Gran Bretagna pretendeva di sconvolgere le tradizioni, i rapporti sociali e gerarchici dell’India e pretendeva di imporre la propria cultura.

Tuttavia la cultura occidentale non fu portata in tutta l’India, ma solamente alle classi più agiate .

Egli cercò di non ripetere l’errore già commesso dagli inglesi per le colonie americane, di stabilire un’eccessiva dipendenza dei territori

d’oltremare dalla madrepatria: per questo motivo dette vita ad una politica di sostanziale autonomia delle colonie, pur legandole con un’unione

personale alla corona (COMMONWEALTH o mercato comune). Tuttavia la prima a risentire di tale politica fu l’Inghilterra stessa che non si

trovò più al vertice dei paesi del commonwealth, ma in una posizione bassa perché i paesi colonizzaati avevano a disposizione molte risorse

minerarie e giacimenti. La Gran Bretagna diventa quindi un membro particolarmente vulnerabile all’interno di questo mercato comune, perché

passa da una posizione di predominio economico ad una posizione secondaria. I primi beneficiari della nuova politica furono il Canada,

l’Australia, la Nuova Zelanda e l’Unione Sudafricana.

Per quanto riguarda la POLITICA SOCIALE:

• Fece votare la riduzione dell’orario di lavoro e il riposo pomeridiano del sabato;

• Introdusse il principio della piena uguaglianza giuridica fra imprenditori e salariati;

• Soppresse nel1875 il reato di sciopero e riconosce il diritto di intervento dei lavoratori in materia dei contatti di lavoro;

• Concesse il diritto di voto agli operai e agli abitanti delle città e dei borghi.

SITUAZIONE ECONOMICA DELL’INGHILTERRA VITTORIANA:

A rendere possibili tali riforme contribuì certamente il primato economico conquistato dall’ Inghilterra su scala mondiale: un primato che offri la

possibilità di vivere un lungo periodo di pace sociale,grazie all’elevato tenore di vita dei lavoratori, togliendo terreno alle spinte rivoluzionarie.

Infatti vediamo che l’economia del paese è in fase di crescita,m soprattutto per il fatto che le esportazioni sono raddoppiate rispetto al passato,

grazie all’ampliamento del suo impero ( prendeva materie prime, le lavorava e le esportava). La flotta mercantile e militare britannica erano le

più forti del mondo. Anche l’agricoltura era in fase di miglioramento.

Fino a questo momento i 2 principali paesi verso i quali la Gran Bretagna esportava erano: l’Europa e il Nord America, però fu proprio l’Europa

che in questo periodo cominciò a mettere in crisi il commercio britannico, perché grazie ai macchinari ad alta tecnologia che l’ Inghilterra

esportava, il resto dell’Europa aveva sviluppate le proprie industrie e superato la Gran Bretagna, ciò avvenne anche nel mercato nord americano

che fece passi enormi e non rappresentò più il punto d’arrivo per le esportazioni britanniche. Questo cambiamento porta alla crescita economica

di due potenze: Germania e nord America.

Gli anni 1830-1880 furono per la Gran Bretagna anni di semi isolazionismo rispetto alle questioni europee. L’illusione di pace fu però spazzata

via negli anni ’50 dalla disastrosa rivolta indiana e dalla goffa gestione della guerra di Crimea.

RIFORME SOCIALI:

Mentre per quanto riguarda la politica interna le condizioni di svantaggio delle donne e dei poveri erano notevoli. A tante donne era negato

l’accesso ad un’istruzione adeguata e il pieno godimento dei diritti di proprietà, per non dire del diritto di voto. Ed è proprio grazie alla lotta

ostentata delle suffragette sotto la guida di Emelline Pankhurst, fondatrice nel 1902 dell’UNIONE POLITICA E SOCIALE DELLE DONNE, che

fu concesso il diritto al voto solo nel 1918 a tutte le donne che avessero compiuto il 30° anno di età e nel 1928 fu ristretto a 21°. Le sufragette

furono molto decise nella loro lotta, ricorsero a manifestazioni nelle piazze, marce sul parlamento, scioperi della fame, e anche ad attentati a

edifici pubblici.

Mentre per quanto riguarda le condizioni del proletariato esso era costretto a vivere i condizioni igieniche pessime e godeva di salari

estremamente bassi. Il lavoro minorile era sfruttato e sottopagato(c’erano le Sunday school, ossia le scuole della parrocchia).

Vennero istituite poi le PURE LOWS: sussidio minimo per le famiglie povere, e le WORK HOUSES: case di lavoro che offrivano un rifugio a chi

non aveva altre possibilità, in queste case la vita veniva volutamente resa difficile affinché non ci si adagiasse a tale condizione.

Proprio per questo l’epoca vittoriana fu inaugurata da una serie di riforme politiche , moderate, appositamente concepite per allontanare il

pericolo di rivolgimenti radicali.

1832 il diritto di voto fu esteso a tutti i cittadini maschi proprietari di case in possesso di un reddito di 10 sterline o più. Benché la legge avesse

raddoppiato l’elettorato, includendovi un maggior numero di votanti della casse media , essa lasciava ancora 29 cittadini su 30 senza voto.

1867, in una seconda revisione del sistema elettorale ( REFORM ACT) un milione di lavoratori si videro finalmente riconosciuto il diritto al

suffragio. Questa fu la conseguenza indiretta di una continua pressione del proletariato per una rappresentanza democratica, una pressione che

aveva trovata la sua prima compiuta espressione nella “carta dei diritti del popolo” del 1838. Il gruppo composto dagli ideatori di questa carta

erano i cartisti. Emersero come forza nuova di opposizione nella politica degli anni ’40. Essi erano l’avanguardia di una nuova e consapevole

classe operaia industriale in continua espansione.

Alle agitazioni operaie e delle suffragette si aggiungevano quelle mai risoltosi dei nazionalisti irlandesi, che disponevano alla camera dei comuni

di un gruppo di 80 deputati, il cui appoggio era indispensabile alla sopravvivenza dei governi liberali. Nel 1911 il nuovo governo presentò un

HOME RULE, che prevedeva un’Irlanda autonoma con un proprio governo ed un proprio parlamento, ma pur sempre legata alla corona

britannica e dipendente all’ Inghilterra per tutte le questioni di comune interesse. La soluzione proposta scontentava sia i nazionalisti irlandesi che

miravano alla piena indipendenza, sia la minoranza protestante dell’ ULSTER (Irlanda del nord), che organizzò un movimento clandestino armato

per opporsi all’autonomia. Dopo un lungo e tormentato dibattito, il progetto liberale fu comunque approvato dalla camera nel 1914, ma la sua

applicazione fu subito sospesa allo scoppio della 1° guerra mondiale.

TRA PROTEZIONISMO E LIBERISMO:

Da qualche tempo anche un altro problema agitava il mondo politico inglese. Infatti benché la tradizione liberoscambista continuasse nel paese da

50 anni ed era considerata fonte di prosperità, parecchi industriali posti di fronte all’ascesa economica degli Stati Uniti e della Germania,

cominciarono a propendere a favore di una politica protezionista,nella convinzione di poter salvaguardare i propri prodotti dalla concorrenza ogni

giorno più agguerrita:politica, che parve realizzabile quando nelle elezioni del1900 lo schieramento liberale venne battuto da quello conservatore.

Fu appunto all’ora che il nuovo governo presieduto negli anni 1902 al 1905 da Balfour , impose barriere doganali nei confronti delle merci

importate da paesi che non facessero parte del commonwealth britannico. Ciò però comportò una pesante tassazione dei prodotti, specialmente

alimentari, che l’Inghilterra acquistava nelim Stati Uniti o in altre parti del mondo: di qui in ‘inevitabile pegg8ioramento delle condizioni di vita

nelle classi meno abbienti.

Di conseguenza le elezioni del1906 segnarono una netta sconfitta dei conservatori e permisero il trionfale ritorno al governo dei liberali.

LE PRIME LOTTE SOCIALI:

Il movimento operaio inglese finì per assestarsi su una linea riformista e moderata. Le prime associazioni inglesi di orientamento socialista erano

formate soprattutto da intellettuali, come la grande società Fabiana, fondata nel 188,di cui fece parte anche il commediografo Gorge Bernard

Shaw e gli storici e politici Sidney e Beatrice Webb. Tali associazioni rifiutavano la lotta di classe ed il marxismo e sostenevano che il socialismo si

sarebbe raggiunto gradualmente attraverso le riforme e l’allargamento dell’intervento pubblico dello Stato. A loro volta, le grandi organizzazioni

sindacali inglesi, le TRADE UNIONS, sostenevano le rivendicazioni delle diverse categorie dei lavoratori inglesi con un sostanziale disinteresse

verso l’ideologia marxista. All’inizio del ’900, tuttavia, le associazioni sindacali stimolarono e promossero la nascita di una rappresentanza politica

autonoma dei lavoratori inglesi. Nacque così il partito laburista (LABOUR PARTY), che si presentò per la prima volta alle elezioni nel 1906.

LE POSIZIONI DEGLI INTELLETTUALI VITTORIANI:

Gran parte dello sforzo intellettuale dei vittoriani fu impiegato nel tentativo di tenere insieme un universo che stava andando in pezzi. Fu quindi u

periodo di teorie contrastanti, di ottimismo scientifico ed economico e di pessimismo sociale e spirituale, di acuta consapevolezza dell’inevitabilità

del progresso e di profonda inquietudine per il presente.

Il cristianesimo rimase tuttavia una forza primaria nella vita e nella letteratura vittoriana. Nonostante la grande maggioranza delle persone aveva

smesso di seguire le cerimonie religiose domenicali. Questa maggioranza era costituita da uomini e donne della classe operaia, che potevano

facilmente trovare modi più piacevoli di trascorrere l’unico giorno di riposo loro concesso. Anche tra le classi colte si diffondeva sempre più un

profondo scetticismo, che investiva le basi dottrinali e storiche del cristianesimo. Essi vennero poi alimentati e stimolati dalla pubblicazione nel

1859 dell’opera di C. Darwin (L’ORIGINE DELLE SPECIE) , e da una cultura sempre più influenzata dal materialismo scientifico. Le teorie

sull’evoluzione di Darwin, furono fortemente rifiutate dall’ Inghilterra vittoriana di fine ‘800, perché quello che ne derivò fu una sensazione del

tutto nuova paragonabile a quello che accadde nella teoria copernicana. La teoria dell’evoluzione porta l’uomo allo smarrimento, alla perdita di

certezze, in quanto egli si trova a confrontarsi con una teoria che esalta la sua nullità. L’evoluzione avviene mediante la selezione (su queste

teorie troviamo le basi economiche dell’epoca, in quanto la selezione delle classi veniva vista come una teoria scientifica per soddisfare i propri

interessi economici.)

La società vittoriana era inoltre costretta entro gli angusti confini del trionfante puritanesimo sessuale. Esso sottolineava in particolare i benefici

della monogamia e della vita familiare. Mentre molti vittoriani vedevano la famiglia come strumento di oppressione e come soffocante

conformismo.

L’età vittoriana ebbe le sue costanti e i suoi conflitti di stili, in pittura e in architettura come in letteratura. Fu un’epoca in cui i modelli classici,

gotici e italiani poterono gareggiare tra loro e fu anche un’epoca di ingegneria sperimentale, che generò sia il complesso stile gotico del nuovo

Palazzo di Westmister, sia la classica costruzione in ferro del padiglione della Great Exhibition. L’età vittoriana fu l’epoca dell’arte applicata ma

anche dell’applicazione di nuove tecnologie a tutti gli aspetti della progettazione e della produzione. Questa prima vera età della macchina

raccolse tutti i benefici derivanti da un capitalismo vigoroso.

L’età vittoriana è preceduta dal ROMANTICISMO ed infatti gli anni ’30 e seguito dell’800 non sono altro che una reazione alle teorie astratte del

romanticismo. I romantici infatti avevano i loro ideali che non sempre coincidevano tra autore ed autore (es: Shelley denuncia la società mente

Byron assume un atteggiamento di disprezzo nei confronti della società). Tali atteggiamenti ideali rimanevano però astratti ossia c’era una

denuncia, ma mai una risoluzione. E c’era un rifiuto della società ottocentesca, che era formata da un sistema di intellettuali chiuso convinto che la

società deve cambiare, non interessato più ai sogni come i romantici, ma ai fatti. Questi intellettuali denunciano soprattutto la sfiducia

nell’applicazione delle riforme, quindi denunciavano le riforme che riguardavano solo glia spetti istituzionali, e con tantissima lentezza quelli

amministrativi.

Gli intellettuali vittoriani mostravano inoltre un certo disprezzo, ironia, snobismo verso gli intellettuali romantici del’700, che venivano visti con tre

stereotipi: gentlemen, mancanza di cuore, falsità. I romantici erano quindi introspettivi,ossia guardavano dentro di se, mentre i vittoriani non

badavano agli ideali, ma ai fatti e guardavano fuori di se. I più importanti intellettuali di questo periodo sono: DICKENS, CHARLYLE, NEWAN,

RUSKIN, HOPKINS e ARNOLD.


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Corso di laurea: Corso di laurea in lettere classiche
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze letterarie Prof.

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