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fratello sono dei tiranni egoisti, la sorella cova invidia nei suoi confronti), si affida con ingenuità

alla protezione di Robert Lovelace, un seduttore che a sua volta l'affida a tre ragazze dissolute, con

lo scopo di traviarla e farla propria. Alla fine - dopo aver addormentato Clarissa con un sonnifero -

riesce a raggiungere il suo scopo. Disonorata e calunniata, l'eroina muore in un ricovero londinese,

ma un suo cugino riesce alla fine a vendicarla, uccidendo Lovelace in duello. Capolavoro di Samuel

Richardson, Clarissa o Storia di una fanciulla fu pubblicato in sette volumi nel 1748 ed è il rovescio

della medaglia di un'altra famosa opera dello stesso autore, Pamela: al termine di numerosissime

avventure, la virtù invece di venire premiata viene sconfitta.

FIELDING: dalla precedente esperienza di commediografo, apporta alla narrativa il senso del

ritmo e del dialogo ma anche la consapevolezza che il successo deriva dalla capacità di mantenere

viva l’attenzione del pubblico, di stupirlo e di farlo divertire.

TOM JONES: è la storia di un trovatello, che dopo numerose avventure riesce ad integrarsi in

società e a sposare una ricca ereditiera della quale è sempre stato innamorato. Tra una miriade di

coincidenze, incidenti e avventure, attraverso numerosissimi personaggi, umori e situazioni, il

racconto si snoda fino all’epilogo positivo. L’assoluta novità di questo romanzo è costituita dalle

prefazioni che introducono i 18 libri, in cui, oltre al commento morale, vengono presentate le

giustificazioni delle scelte tecniche, dei modi e temi.

STERNE: pubblica una sorta di antiromanzo chiamato “La vita e le opinioni di Tristram Shandy”.

Preferisce nel suo racconto affidarsi alla libera associazioni di idee x costruire la sua struttura

narrativa in ordine di eventi cronologico e lineare. Quindi vi è una narrazione senza filo logico, e la

sequenza temporale viene spesso interrotta da una serie di digressioni, commenti, richiami a

situazioni trascorse. IL ROMANZO GOTICO

Intorno alla seconda metà del ‘700 si sviluppa un sottogenere narrativo in cui predominano:

sentimentalismo, rivolta contro il razionalismo illuminista, inquietitudine generata

dall’industrializzazione. Si rivendica il soprannaturale con trasgressioni, passioni sfrenate, fughe e

violenza. Figura fondamentale è quella della vergine perseguitata che conosce stupro e martirio.

IL TEATRO

Anche in teatro nel ‘700 padroneggiano didatticismo e sentimentalismo. Sulle scene teatrali il

pubblico borghese si riconosce nei personaggi e nei lavori dove regna il dramma. Gli ideali che

primeggiano sono: patriottismo, onestà, rigore morale e sicurezza economica. A tutto questo si

presenta il totale ribaltamento di Gay che racconta di un mondo capovolto dove dominano i

criminali e gli aristocratici vengono derisi. Nel teatro comunque primeggiano le lacrime e il mondo

domestico pervaso dalla sensibilità al quale si oppongono alcuni autori bisognosi di un teatro

gioioso. IL ROMANTICISMO

Nel 1800 si afferma una nuova corrente di pensiero: il Romanticismo.

Caratterizzato dall’esaltazione della sensibilità emotiva, dalle illimitate possibilità

dell’immaginazione, dalla follia, dalle visioni della mente che si procurano tramite droghe e ipnosi.

Per i romantici scrivere è un’occupazione solitaria, esercitata lontano dalla società, a contatto con la

natura selvaggia in continua evoluzione, dove l’immaginazione può viaggiare liberamente.

Ma quest’esaltazione dell’individualismo e questo allontanamento dalla realtà non portano alla fuga

dal reale, ma alla creazione di alternative alla vita metropolitana. Il Romanticismo, infatti si

interessa anche del soprannaturale per opporsi all’industrialismo dilagante.

LA POESIA ROMANTICA

BLAKE: con il tempo maturò una personalissima poetica romantica, basata sulla visione fantastica

e sul sentimento individuale, che però, col tempo porterà ad un ermetismo quasi impossibile da

decifrare. Proprio per il suo essere troppo visionario, pur anticipando i temi del romanticismo non

viene considerato come il precursore.

WORDSWORTH & COLERIDGE: furono i primi a divulgare il romanticismo in Inghilterra

scrivendo la prima raccolta di poesie romantiche “Lyrical Ballads”, la cui prefazione è stata

universalmente considerata come il manifesto del romanticismo britannico. E in quest’opera il

compito di Wordworth riguarda lo scrivere di elementi quotidiani trasformandoli in originali,

mentre Coleridge si occupava dell’aspetto visionario. L’obiettivo era quello di cantare l’umile

umanità ponendo l’accento non sui fatti ma sulle emozioni.

BYRON: nelle sue opere tutti i temi romantici si ritrovano volgarizzati fino al limite della

comicità. Egli in breve tempo diventa il modello del poeta romantico maledetto, il cui fascino

tenebroso si accresce alla luce di oscure colpe che gravano sul suo passato

SHELLEY: fu conosciuto dal mondo intero solo dopo la sua morte, in quanto in vita appariva

“fuori posto” già da adolescente, per il suo libero pensiero. Scrisse satire, poesie politiche, drammi,

ma è grazie alle poesie liriche che viene meglio ricordato. Secondi Shelley la poesia è l’unico

mezzo attraverso il quale si può isolare un oggetto per percepirlo nella sua vera identità, non

logorato dall’abitudine.

KEATS: anche lui come Byron e Shelley muore prematuramente. Esaltatore della bellezza intesa

come unica sorgente di verità che comincia ad aprire la strada all’estetismo decadente del tardo XIX

secolo. Con “La Belle Dame Sans Merci” Keats raggiunge la perfezione sul piano della lirica

narrativa, che fu d’ispirazione per i preraffaelliti.

IL ROMANZO

La stagione romantica esprime anche numerosi e grandi scrittori:

LAMB: conosciuto soprattutto per “i saggi di Elia” dove narra ricordi infantili onorici e piccole

storie di ordinaria quotidianità.

HAZLITT: critico d’arte, letterato, saggista, ma soprattutto stilista, alla costante ricerca di uno

stile familiare fondato sul ritmo della conversazione. Di lui si ricorda “La mia prima conoscenza dei

poeti” avvenuto con i poeti della prima generazione romantica, allora suoi indiscussi miti e modelli.

DE QUINCEY: noto soprattutto per “Le confessioni di un mangiatore d’oppio” dove, attraverso

il racconto autobiografico dalla propria dipendenza dall’oppio, l’autore offre allo stesso tempo, una

serie di immagini allucinate che sembrano percorrere descrizioni di stati paranormali provocati da

allucinogeni reperibili nella letteratura del ‘900.

SCOTT: con l’uso del punto di vista e con l’adozione della tecnica narrativa del “memoir orale”,

lo rendono il più popolare romanziere del suo tempo. Dopo il suo primo romanzo “Waverley” ne

pubblico più di 30 romanzi a sfondo storico, la maggior parte dei quali ambientati nella Scozia del

17/18 secolo. Tra i romanzi più famosi ricordiamo “Ivanhoe”, romanzo medievale ambientato

durante l’invasione della britannia tra il 1100 e il 1200. si raccontano le continue lotte tra Sassoni e

Normanni, tra cui Ivanhoe ma anche De Bracy e Bois- Guilbert; quest’ultimo rapirà Rebecca figlia

di Isacco, entrambi ebrei protetti dal padre di Ivanhoe . rebecca sarà accusata di stregoneria e

soltanto grazie ad Ivanhoe il quale si batterà a duello e vincerà per difenderla, riuscirà a partire con

il padre, e Ivanhoe sposerà lady Romena una sua lontana parente. L’importanza di Scott risiede nel

gusto per il paesaggio, il recupero per il passato nazionale, l’attenzione agli umili e alle figure

marginali, riscoperta di lementi folclorici che fanno della scozia la terra romantica per antonomasia.

Scott è soprattutto l’inventore del romanzo storico, un genere che egli crea da solo narrando vicende

individuali sullo sfondo di grandi eventi storici.

AUSTEN: antiromantica nei temi e nei modi, augusteo nello spirito, esordì con una divertente

parodia del gotico, esordì nella narrativa con una divertente parodia del gotico ”Northanger Abbey”,

per poi proseguire anche in altri romanzi nell’esplorare le vicende di tre o quattro famiglie in un

paese di campagna. Alla limitatezza dell’orizzonte narrativo contrappose una comprensione della

realtà sociale, un’attenzione al dettaglio ambientale, alle sfumature del dialogo, così da rendere le

sue commedie di maniera autentici spaccati della vita morale del suo tempo. Alla base di tutti i suoi

romanzi sta la politica matrimoniale, in una società in cui alla donna non sono offerte possibilità di

carriera al di fuori della famiglia e le nubili sono viste come un peso sociale e la scelta del marito è

la più importante dell’esistenza femminile. A differenza di Scott, per la Austen il denaro nelle

narrazioni occupa un posto d’onore. Per lei le persone vanno giudicate al di la delle apparenze.

MARY SHELLEY: creatrice del più grande mito gotico di tutti i tempi, la creatura mostruosa

che lo scienziato Frankestein assembla mettendo insieme pezzi di cadaveri nel suo laboratorio. Il

romanzo si narra attraverso la voce di 3 narratori: un esploratore polare, lo scienziato Frankestein e

la sua stessa creatura. L’ETA’ VITTORIANA

Periodo che va dal 1837 al 1901, viene chiamata Età Vittoriana perché è il periodo in cui regna la

Regina Vittoria. Si tratta di un lasso di tempo pieno di cambiamenti che hanno molto influenzato il

mondo della letteratura. Innanzitutto si ha l’affermazione della borghesia e Londra diviene la

potenza economica del mondo, sia per il suo sviluppo economico che coloniale. Nonostante

all’interno della società londinese vi sia un grande divario tra le classi ricche e quelle povere

(borghesia e proletariato) la fiolosofia di vita viene concentrata sul proseguimento dell’utile e del

pratico, facendo esplodere il capitalismo e il libero mercato, portando all’appiattimento dei valori

romantici. È un periodo caratterizzato da forte ambiguità e insicurezza, infatti oltre all’apparente

vita quotidiana basata sul codice pubblico e sul decoro, vi era la vita notturna in cui si affermava la

desessualizzazione delle donne e la prostituzione dei ceti più bassi. Tutto ciò porta alla nascita di

movimenti femministi, ai sindacati al marxismo che ponevano l’accento sulla posizione delle classi

operaie. Nella letteratura si hanno altrettanti cambiamenti, all’immaginazione si sostituisce la realtà

in cui predomina la doppia visione del mondo diviso in buoni e cattivi.

IL ROMANZO

Forma borghese per eccellenza scritta da essa e rivolta ad essa stessa che vuole mostrare

l’avanzamento delle classi medie, cercando un rapporto diretto con il pubblico attraverso la

pubblicazione seriale, struttura nuda che scandisce il tutto secondo i tempi delle puntate, pubblicati

in appendice ai periodici o a dispense autonome. In tal modo l’opera si creava con la collaborazione

dei lettori e il romanzo era costretto a sottostare alle leggi del mercato; gli autori dovevano tener

conto anche delle regole imposte dalle biblioteche circolanti che reclamavano opere da poter essere

lette ad altà voce la sera dal capo famiglia, cosicché non dovevano essere scandalose. Si ha inoltre

la mescolanza tra “romance” e “novel”, cioè a storie fantastiche si affiancano romanzi realisti e

storie esoteriche, inoltre dalla contemplazione della propria anima si passa alla rappresentazione

dell’intera società. Il romanzo diventa un vero e proprio prodotto di consumo, fonte di guadagno per

gli autori.

DICKENS: rappresenta al meglio nei suoi romanzi il vittorianesimo in tutte le sue contraddizioni

seguendo l’evoluzione dell’atteggiamento vittoriano dall’ottimismo degli anni 40/50 dell’ 800 al

pessimismo della seconda metà del secolo. È il prototipo dello scrittore puro, perché prende ciò che

narra dall’esperienza e lo trasforma in esperienza di quelli che ascolta la sua stroria. Il suo romanzo

presenta due caratteristiche fondamentali: l’essere pensato per l’ascolto e il suo rappoportarsi

all’esperienza della borghesia. D. è il cantore della classe media soprattutto della piccola borghesia

in cui lo sviluppo industriale ha permesso di accedere a livelli sociali più alti, egli debuttò nella

narrativa trasformando i testi scritti accompagnando una serie di vignette in un capolavoro comico

“Pickwick Papers”, che ebbero successo grazie alle avventure sportive, legali, erotiche di alcuni

attempati gentiluomini. Si hanno così mirabili caricature e quadri precisi della piccola borghesia

emergente. “Oliver Twist” invece è un romanzo molto triste che narra la storia di un orfano

maltrattato che si perde nel sottobosco londinese tra ladri e prostitute. Viene così accusata la politica

economica e la rivoluzione industriale con le sue pesantissime conseguenze per i ceti più bassi, non

a caso presenta un lieto fine ambiguo, in quanto il protagonista si integrerà con la classe sociale che

lo ha portato a vivere in miseria. Un esempio del pessimismo che caratterizza Dickens è tra “Hard

Times” in cui viene rappresentata una squallida città industria e dove vivono personaggi senza

spessore politico. Viene così denunciata l’industrializzazione dove gli operai sono visti come

semplici sfruttati.

THACKERAY: proveniente dalle colonie il suo romanzo più famoso è “Vanity Fair” ambientato

durante la battaglia di Waterloo nel 1830 il cui sottotitolo “A Novel without a hero ”, spiega la

presenza di 2 protagoniste donne rappresentanti i due antipodi di femminilità dell’età vittoriana: la

prostituta ambiziosa, amorale e furba che cerca da sola il suo destino, e l’angelo del focolare

ingenua, il cui destino è creato dagli uomini.

BRONTE: Anna, Charlotte and Emily: vissute poco, isolate nel mondo di campagna, orfane di

madre, educate dal padre che fece da subito conoscere loro argomenti come la politica e il mondo

sociale, ma senza realmente conoscere la città, hanno sempre però mantenuta viva la loro

immaginazione. Charlotte raggiunge il successo con “Jane Eyer”, pubblicato con lo pseudonimo

di Bell, scritto in prima persona e visto come scandaloso in quanto presentava una donna che

andava contro l’ideale vittoriano, una donna passionale con un’infanzia difficile, che studia per

diventare insegnante. Mentre Emily ebbe successo con “Cime tempestose”, considerato un

capolavoro universale che narra l’arrivo di un ragazzo zingaro che sconvolge la vita di 2 famiglie

che si seguono per 3 generazioni, che corrisponde alla scoperta del male come forza inalienabile. La

storia di un romantico e sentimentale estremo viene accompagnata da spettri e fenomeni

paranormali.

ELIZABETH GASKEL: è conosciuta per i working class novel in cui parla delle difficili

condizioni di vita dei lavoratori sfruttati dai borghesi. In Mary Barton narra di un operaio che

uccide il figlio del padrone per avere importunato la figlia, ma l’uomo muore prima del processo e

la figlia si deve trasferire in Canada. In “Nord e Sud” c’è una rudimentale spiegazione delle lotte di

classe, chiamando in causa le leggi del mercato e l’accumulazione capitalista.

ELIOT: (pseudonimo Mary Ann Evans) è una rara figura di intellettuale tormentato e di

notevole rigore morale, attenta ai problemi tra il rapporto religione - scienza. Nelle sue opere si

propone di reintrerpretare vita e storia alla luce della scienza e dell’immaginazione. Il suo

capolavoro chiamato “Middlemarch” si tratta di una grande narrazione multipla a trame intrecciate

sulla condizione matrimoniale mettendo in discussione la felicità di questo giorno raccontando

quanto accade dopo le nozze. Eliot analizza le problematiche tra i sessi analizzando le scelte

matrimoniali sbagliate. Nel mondo della Eliot matrimonio non fa rima con patrimonio, quindi ai

personaggi non rimane che scendere a compromessi tra le proprie ricche individualità e le

convenzioni sociali che essi stessi hanno contribuito a trasformare.

TROLLOPE: autentico artigiano della parola ottenne successo con tre cicli di romanzi,

narrazioni improntate a un sano realismo morale che non presentano elementi tragici o

melodrammatici. Egli scrive narrativa realistica di intrattenimento per divertire la piccola e media

borghesia. Il più famoso tra i romanzi è le “Torri di Barchester”, uno spaccato di vita clericale

vittoriana in cui il sacerdozio è visto come una professione redditizia.

FINE SECOLO: gli ultimi anni dell’800 sono caratterizzati da dubbi e sfiducia a seguito della

crisi industriale a agricola che portarono alla miseria. Nell’editoria si hanno inoltre cambiamenti a

causa dell’education act secondo il quale l’obbligo scolastico viene esteso fino a 11 anni che adesso

comprende anche le classi più povere cercando intrattenimento e identificazione. Così nasce un

nuovo romanzo come quello d’avventura, poliziesco, fantascientifico e dove si parla della viota

difficile del proletariato.

MEREDITH: prolifico autore della prosa ricca di barocchismi stilistici e oscurità lessicali. Il suo

unico lavoro “The Egoist” è di facile lettura mettendo a nudo l’egoismo borghese. Mostra come la

società vittoriana adegui i propri standard comportamentali all’esaltazione dell’individualismo e

dell’arrivismo più sfrenati in nome dell’interesse personale e della difesa dei diritti borghesi, prima

fra tutti il perseguimento e mantenimento della proprietà privata.

STEVENSON: nei romanzi introduce l’avventura le visioni e gli intrighi e per molti lettori egli

è il grande narratore del passaggio dell’adolescenza alla maturità, raccontato attraverso miti di

innocenza diabolica, avventure di disobbedienza che sono rimaste impresse grazie alla poetica

visionaria. Con l’isola del tesoro si inserisce nel filone marinaresco alla Robinson Crousoe.

KIPLING: nei suoi romanzi non parla della borghesia a lui sconosciuta ma dei civil servants, i

funzionari inglesi di stanza delle colonie fieri di sacrificarsi per il re e per la patria. In “KIM” parla

di una bambina inglese in India che incarna il colonizzatore che osserva senza essere osservato e

che vuole dominare senza sembrare di farlo. Invece in “short stories” si comprende il complesso

rapporto tra bianchi e la realtà coloniale: i bianchi avevano paura di ipotetici contaggi da parte degli

indigeni.

THOMAS HARDY: con lui si chiude la stagione del romanzo vittoriano e si apre quella del

romanzo moderno narrando dei suoi paesaggi ossia il Dorset nativo, una regione nel sud ovest

dell’Inghilterra che egli indica con Wessex. Egli propone i costumi i dialetti e i comportamenti delle

comunità agricole caratterizzati da un pessimismo di fondo dove l’uomo è contrastato nel suo agire

da forze esterne di natura ignota capaci di distruggere ogni suo disegno, che si accaniscono contro

quelle personalità che non si adeguano alle norme di comportamento universalmente accettate.

Egli si scaglia contro l’istituto matrimoniale il culto della famiglia e contro gli affetti domestici. In

“Via dalla pazza folla” svela la propria tematica basilare: bisogno di ritrovare un rapporto con la

genuina vita naturale; protagonista è una sorta di giovane donna manager, atipica per i tempi ma

troppo intelligente per lasciarsi governare dalla sua femminilità.

LA POESIA: in questo periodo la poesia assume un senso di fuga un’ atteggiamento

problematico nei confronti del quotidiano. Il mondo piccolo-borghese in cui il poeta vittoriano si

trova a vivere ha poco in comune con quello idealizzato dai grandi romantici. Ne consegue che se

l’oggetto esterno della sua rappresentazione gli appare problematico il poeta non può che rifugiarsi

nella creazione di un universo artistico a propria immagine e somiglianza.

TENNYSON: affinò metrica ritmi e rime per creare mondi fantastici che vivono di suggestioni

musicali piuttosto che di contenuti ideologici.

I PRERAFFAELLITI E GLI ESTETI

Confraternita sorta in Inghilterra intorno alla metà del XIX secolo, che si proponeva, attraverso un

sincero e quasi mistico recupero dei temi medievali e rinascimentali (sino all'opera di Raffaello), di

contrastare l'accademismo neoclassico che dominava la cultura dell'epoca vittoriana. I preraffaelliti

furono influenzati anche dai nazareni, gruppo di artisti costituito a Vienna nel 1809 con l'intento di

ricondurre l'arte cristiana alla purezza medievale. Tra i fondatori della confraternita vi furono il

pittore e poeta Dante Gabriel Rossetti e i pittori John Everett Millais e William Holman Hunt.

Vicino ai temi del movimento fu anche lo scrittore Ford Madox Ford. Sono inoltre da ricordare i

pittori James Collinson e Ford Madox Brown, lo scultore e poeta Thomas Woolner e i critici

William Michael Rossetti (fratello di Dante Gabriel) e Frederick George Stephens. Nel 1849, su

iniziativa di Dante Gabriel Rossetti, la confraternita dei preraffaelliti si costituì in un'associazione

segreta (animata anche da propositi di riforma contro "i mali della società moderna") e i membri

iniziarono a siglare le opere con la cifra PRB (dal nome inglese). Edward Burne-Jones e William

Morris furono per un certo periodo seguaci del movimento, che venne tra l'altro caldamente

appoggiato, per la sua critica sociale, anche da John Ruskin. La confraternita espresse una poetica

volta alla precisa ripresa di temi e motivi dell'arte primo-rinascimentale, della quale erano

particolarmente apprezzati e imitati gli aspetti artistici arcaici, il timbro morale e gli accenti di

pietas religiosa. Esempi tipici di arte preraffaellita sono il dipinto di Millais Cristo nella casa dei

genitori (1850) e Il matrimonio di san Giorgio e della principessa Sabra di Rossetti (1857), entrambi

conservati alla Tate Gallery, Londra. Atteggiamento del gusto e del pensiero che, ponendo i valori

estetici al vertice della vita spirituale, considera la vita stessa come ricerca e culto del bello, come

creazione artistica dell'individuo; fa parte del più vasto fenomeno del decadentismo.

L'estetismo è un rifiuto reazionario e sdegnoso della realtà, della democrazia, della società borghese

per rifugiarsi in uno sprezzante isolamento, in una vertiginosa solitudine che ha però come

conseguenza la sconfitta dei suoi eroi freddi e intellettualizzati. Agli occhi dell'esteta, l'arte è il solo

valore autentico dell'esistenza; perciò egli costruisce la propria vita come un'opera d'arte;

perennemente alla ricerca della bellezza, egli rigetta ogni considerazione morale, ogni dovere

imposto dalla società umana. Ogni forma di industrializzazione, di pacifismo borghese, di

positivismo, di democrazia, di socialismo porta alla volgarità, alla banalità alla mercificazione

dell'arte. L'arte è l'unico rifugio, l'unica difesa dalla volgarità della vita normale.

La vita dell'intellettuale deve essere coinvolta nell'arte, farsi arte essa stessa. L'identità di arte e vita

è perfettamente resa nel romanzo "Il ritratto di Dorian Gray" dello scrittore.


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature moderne
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Altese Maria Paola.

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