Filosofi e periodi storici
I presocratici del 7° e 6° sec. A.C.
I Milesi
- Talete: Archè è acqua.
- Anassimandro: Apeiron (infinito indefinito o illimitato). Dalla rotazione dell’aperiron su se stesso si staccano i contrari: caldo e freddo che formano il cosmo.
- Anassimene: Aria è sempre in movimento e tramite il processo di rarefazione e di condensazione si crea il cosmo.
Eraclito: Tutto è in divenire, tutto scorre (esempio dell’acqua). Il divenire è normato dal logos. Unità dei contrari: un opposto non elimina l’altro ma vi è una stretta connessione dei contrari che lottano tra di loro ma che non possono stare l’uno senza l’altro. L’elemento primordiale è il Fuoco (dinamismo). Logos. Da questo fuoco-logos si generano le cose tramite due vie: via all’ingiù e via all’insù. Logos è anche la sapienza che è comune a tutti gli uomini ma non tutti la capiscono, così al pari delle persone inesperte essi si chiudono in una loro saggezza privata la quale, svegli, li rende simili a dormienti e, vivi, ai morti. Infatti gli uomini sono sopraffatti dall’opinione che si contrappone alla sapienza.
I pitagorici: Archè è il numero che indica il principio di tutto. Il numero perfetto è il 10 perché racchiude la somma dei primi quattro numeri, contiene in ugual misura i numeri pari e dispari, primi e composti, multipli e sottomultipli. Il numero è composto da un limite e un illimite. I numeri pari sono imperfetti perché disegnandosi come coppia di unità (una sopra e sotto la linea) si accresce di altre coppie ma non trova un limite a questo processo ed è perciò illimitato dunque imperfetto. Al contrario nel numero dispari le coppie di unità trovano un arresto al loro indefinito aggiungersi in una unità che, posta sulla linea, ne sbarra l’incremento. Esso è così perfetto, ossia finito. Per loro la scienza per eccellenza è la matematica. Credenza orfica: l’anima è un demone che, per una colpa originaria non specifica, è stato condannato a incarnarsi in un corpo. Anzi in più corpi sopravvivendo alla morte dell’uno e trasmigrando, secondo la teoria della metempsicosi, in un altro e in altri ancora, di natura e rango superiore o inferiore nella scala degli esseri a seconda che nella vita precedente abbia o meno adito alla purificazione, per liberarsi del tutto, alla fine del ciclo delle reincarnazioni e dopo aver attinto completamente l’espiazione della colpa, dai vincoli corporei e ricongiungersi con l’elemento divino, dal quale proviene. Per gli orfici le purificazioni corrispondono a pratiche ascetiche e rituali, per i pitagorici coincidono con l’esercizio della scienza.
Senofane: Archè è terra o terra e acqua.
Gli Eleati
Gli Eleati: l’essere si pone direttamente a oggetto della riflessione filosofica. Studiano l’essere in quanto tale e in quanto essere.
- Parmenide: l’essere è e non è possibile che non sia. L’essere è ingenerato, incorruttibile, immobile, tutto intero, senza principio e senza fine, identico, uno, continuo, indivisibile, tutto uguale, tutto pieno d’essere, senza passato e senza futuro = prima via. Seconda via afferma il nulla e quindi il non essere, terza via afferma il verosimile e l’opinione.
- Zenone: difende Parmenide e dà vita alla confutazione: si assume la tesi dell’avversario (l’esistenza del movimento e del molteplice) per mostrare le conseguenze assurde che ne derivano. Tre tesi: 1. Contro il movimento, 2. Achille e la tartaruga, 3. Argomento della freccia, va contro anche l’esistenza del molteplice.
I Pluralisti
I Pluralisti: pongono all’origine non un solo elemento bensì molti. Per loro il generarsi e corrompersi delle cose è concepito come aggregazione cioè unione e disgregazione cioè separazione dei principi = elementi.
- Empedocle: indica quattro principi-elementi delle cose o come egli dice, quattro radici: acqua aria terra e fuoco e con essi non spiega solo i fenomeni astronomici fisici e meteorologici, ma anche quelli del regno vivente e in particolare i ritmi della vita e della conoscenza. Ciò che muove le radici sono Amicizia e Contesa. Il moto e con esso la formazione e la distruzione del cosmo si hanno nei periodi intermedi.
- Anassagora: i semi o le omeomerie. Costituzione del cosmo: all’inizio i semi erano tutti insieme in una mescolanza tali da renderli indistinguibili. A essa la Mente impresse movimento e così si divisero gli omeomeri ciascuno dei quali contiene tutti i semi ma si caratterizzano secondo questa o quella qualità.
Gli Atomisti
Democrito e Leucippo: gli atomi sono particelle indivisibili, qualitativamente identiche e quantitativamente diverse. Agli atomi è connaturato il movimento per il quale è necessario il vuoto: gli atomi cioè volteggiano nel vuoto e vengono divisi dai vortici dove i più pesanti rimangono al centro e i più leggeri vengono scagliati alla periferia. Tale divisione crea le condizioni che atomi di forma e grandezza diversa aggregandosi diano luogo alle cose e quindi ai mondi i quali essendo gli atomi di numero infinito e il vuoto infinito, sono anch’essi infiniti. Il distruggersi dell’uno avviene quando l’altro lo investe. E dagli stessi atomi si formeranno altri mondi e altri ancora in un processo eterno.
I Sofisti
I Sofisti: il linguaggio è uno strumento con cui affermarsi. Retorica è l’arte del ben parlare. Fine V sec. A.C. discorsi lunghi.
- Protagora: L’uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono.
- Gorgia: elimina l’essere e afferma che nulla esiste, se anche qualcosa esiste non è comprensibile all’uomo, se è comprensibile all’uomo non è comunicabile agli altri. Bravo oratore.
- Prodico di Ceo: sinonimi.
Socrate: fine V sec. A.C. metodo del dialegesthai confutativo il cui momento basilare è l’ironia e poi volge il dialegesthai in modo da far scoprire cos’è la cosa e il momento fondamentale è la maieutica. La virtù è scienza in quanto si fonda sulla ragione e sulla conoscenza ed è insegnabile e unica.
Platone e Aristotele
Platone: V e IV sec. A.C. Dialettica ascendente: ipotesi a ipotesi fino a un principio anipotetico ossia il bene. Dialettica discendente (diairetica) parte dall’idea suprema o da idee generali e procedendo per divisioni giunge alle idee che non includono in sé ulteriori idee. Teoria del terzo uomo (obiezione): facendo leva sul fatto che le idee rappresentano il carattere comune di un molteplice, per esempio quella di uomo esprime ciò che è comune ai molti uomini empirici, si oppone allora che bisogna postulare un terzo uomo oltre questi e l’uomo in sé in quanto anche tra essi vi è un carattere comune che deve essere espresso da un’ulteriore idea e poi un quarto uomo e un quinto dando luogo a una moltiplicazione all’infinito della stessa idea che la priva della prerogativa di causa pragmatica postulata per spiegare gli enti empirici. Platone risolve tutto con il concetto di diverso quale dimensione del non essere distinta dal non essere assoluto. Teoria dei principi primi e supremi: uno-diade. Gerarchia dei principi: numeri ideali, 1 e diade, idee, numeri matematici, mondo fisico. Teoria della conoscenza: idee (essere) il nulla (non essere) e essere e non essere (mondo empirico) = scienza (conoscenza mediata ossia il sapere matematico, e conoscenza dell’intellezione ossia la visione intellettiva del bene), ignoranza, opinione (immaginazione e credenza). Degenerazioni dello stato ideale: timocrazia, oligarchia, democrazia e tirannide. Tre classi: teti o lavoratori, custodi o guardiani, reggitori ossia filosofi. Tre parti dell’anima: concupiscibile, irascibile o animosa, razionale. Teoria delle idee, Demiurgo.
Aristotele: la scienza non rappresenta l’unica forma di sapere ma annovera anche la sensazione e l’arte e l’intelletto è superiore alla scienza in quanto conosce in modo non dimostrativo le cause e i principi primi. Le scienze si dividono in poietiche o produttive, pratiche e teoretiche. Le scienze poietiche sono stati o disposizioni permanenti dell’eccellenza della produzione e corrispondono alle arti, le scienze pratiche sono abiti dell’eccellenza dell’agire e consistono nella politica ossia come scienza complessiva delle cose dell’uomo scandita nell’etica, nella politica, nell’economia e nella politica architettonica o scienza del fine ultimo pratico (la felicità). Nelle scienze teoretiche il conoscere è fine a se stesso, si persegue cioè solo il conoscere di modo che esse sono puramente contemplative. Tali sono la matematica che ha per oggetto gli enti immobili ma separabili soltanto per astrazione, la fisica che studia le sostanze in movimento, e la filosofia prima che coincide con la sapienza, con la scienza dell’essere in quanto essere, scienza della sostanza e scienza teologica. Quanto al metodo anche la filosofia prima (come le scienze pratiche e la filosofia seconda ossia la fisica e la matematica) utilizza il metodo dialettico il cui momento importante è quello della confutazione e poi troviamo l’esame diaporematico. L’altro tipo di metodo è quello apodittico ossia della dimostrazione. Il sillogismo è il discorso nel quale, poste due enunciati (premesse) legate tra loro da un termine medio, segue per il solo fatto di essere state poste, una terza detta conclusione. L’etica ha per oggetto la virtù che si distinguono in etiche che esprimono stati d’eccellenza della parte dell’anima che sa ascoltare la ragione, e in dianoetiche quelle che esprimono stati d’eccellenza della parte dell’anima che possiede la ragione. Sistema politico: monarchia, aristocrazia e politeia (vuol dire costituzione e si differenzia per la libertà e l’uguaglianza), degenerazioni: tirannide, oligarchia e democrazia.
Epicureismo e stoicismo
Epicureismo: IV- III sec. A.C. Divide la fisica (che coincide con l’ontologia) e la teoria della conoscenza (o canonica) che interessano unicamente in quanto utili al viver felici. All’etica la fisica è funzionale perché elabora una teoria complessiva dell’universo nella quale sono eliminate quella paura degli dei e della morte. Fisica: il nucleo del sistema epicureo è la teoria degli atomi o corpi e del vuoto. Gli atomi sono indivisibili e indistruttibili; sono semplici ma sono costituiti da minimi ossia parti distinguibili che rappresentano il minimo di estensione. In quanto costituiti di minimi, gli atomi sono dotati di peso che varia dall’uno all’altro e in forza del quale essi, essendo nel vuoto, hanno un movimento di caduta: dall’alto verso il basso. La diversità di peso tuttavia non comporta una diversa velocità di caduta ma nel vuoto, che non presenta alcuna resistenza, gli atomi sono equiveloci. Per cui il loro movimento non permette la formazione dei composti; da qui la nascita del clinamen ossia della deviazione angolare che permette la formazione dei composti. Anche il vuoto, come gli atomi, è infinito. Canonica: le sensazioni sono il fondamento della conoscenza; sono prodotte nell’uomo dal flusso degli atomi che si staccano dalla superficie (simulacri). Poi troviamo le prolessi che sono anticipazioni di sensazioni future operate sulla base di altre simili già avute. Infine il giudizio che è un atto o moto della mente che aggiunge qualcosa alla sensazione, anziché prenderne semplicemente atto. Etica: studia il piacere catastematico che consiste nell’assenza di dolore nel corpo (aponia) e non comporta alcun turbamento dell’animo (atarassia). L’altro tipo di piacere è quello cinematico ossia in movimento e comportano dolore nel corpo e turbamento nell’anima. Il quadrifarmaco: il fine dell’etica è far vivere una vita felice e la felicità consiste nella tranquillità dell’animo (atarassia). Ma essa è turbata da quattro paure: la paura degli dei, della morte, del dolore e di non poter provare piacere. Il filosofo vi oppone quattro rimedi che derivano dalla filosofia quale scienza della natura ed esercizio della saggezza: il quadrifarmaco appunto. Tratto comune dei quattro rimedi è l’affidarsi alla conoscenza di ciò che realmente è la cosa ritenuta terribile giacché essa incute timore per l’errata opinione che se ne ha, mentre in se stessa non è affatto paurosa, e la conoscenza della sua autentica natura funge da farmaco.
Lo stoicismo: si insediò ad Atene nel 307/306 a.C, la filosofia venne tripartita in logica, fisica ed etica. Tra i più importanti troviamo Zenone, Cleante e Crisippo. La logica: studia tutti gli aspetti del logos connessi al pensiero. La logica si divide in dottrina della conoscenza, dialettica e retorica. Il cespite e l’ambito del conoscere è la sensazione mentre il criterio di verità è la rappresentazione catalettica. La dialettica si occupa sia delle cose significanti e dei significati. Essa si divide in linguaggio e strutture e poi della forme del pensiero. La fisica indaga i costituenti primi della realtà coincidente con il mondo e risolvendoli nella physis. L’etica tratta del valore e del bene. Criticano le passioni definendole come giudizio errato e la cura più proficua è l’apatia che non consiste nel non provare sentimenti, ma nel non permettere che essi si risolvano in passioni.
La patristica
La patristica: Con filosofia patristica si intende la filosofia cristiana dei primi secoli, elaborata dai Padri della Chiesa e dagli scrittori ecclesiastici. Dopo il periodo dell'Apologetica, che aveva visto gli scrittori cristiani impegnati nella difesa della loro religione dalle calunnie diffuse dai pagani, si giunge alla concessione ai cristiani della libertà di culto con l'editto di Milano: non è più necessario difendere la dottrina cristiana. Agli scrittori cristiani non rimane che impegnarsi nell'evangelizzazione della religione e nell'indagine dei testi sacri (Esegesi). Tuttavia, questi ultimi si fanno consapevoli della sopravvivenza dei modelli ereditati dalla cultura pagana: essi si sentono perciò in dovere di fare i conti con il fascino che la filosofia, la retorica e la letteratura antiche continuano ad esercitare. Da qui la ricerca di un possibile dialogo (viene spesso ripreso Origene): da un lato si cerca di interpretare il Cristianesimo mediante concetti ripresi dalla filosofia greca, dall'altro si riporta il significato di essa al Cristianesimo. La patristica si divide generalmente in tre periodi: fino al 200 è dedicata alla difesa del cristianesimo contro i suoi avversari (padri Apologisti, San Giustino martire). Fino al 450 è il periodo in cui sorgono invece i primi grandi sistemi di filosofia cristiana (Sant'Agostino, Clemente Alessandrino). Sino al VIII secolo è rielaborazione delle dottrine già formulate e di formulazioni originali (Boezio). L'eredità della patristica fu raccolta dalla Scolastica.
San Agostino: Nei Soliloqui Agostino dichiara che lo scopo della sua ricerca era conoscere Dio e l’anima. Ma Dio e l’anima non richiedono per Agostino due indagini parallele o diverse: cercare l’anima significa cercare Dio. Infatti la teoria agostiniana dei rapporti tra fede e ragione è sintetizzata nella duplice formula crede ut intelligas (credi per capire) e intellige ut credas (capisci per credere). Infatti per capire ossia per far filosofia in modo corretto e trovare la verità, è indispensabile credere cioè possedere la fede, la quale è simile alla luce che ci indica il cammino da seguire. Viceversa per avere una salda fede è indispensabile comprendere ed esercitare l’intelletto cioè filosofare. Confutazione dello scetticismo: contro questa teoria, sostiene che non è possibile dubitare e ingannarsi su tutto perché la nostra esistenza è indubitabile in quanto se anche dubitiamo e ci inganniamo su di essa, dobbiamo per forza esistere. Inoltre per dubitare della verità si deve in qualche modo già essere nella verità; ma l’uomo pur essendo nella verità, non è la verità. L’uomo infatti è un semplice ricercatore della verità poiché è imperfetto e mutevole, mentre la verità è immutabile e perfetta: la verità non può che essere Dio. L’uomo non è la verità ma solo colui che ne accoglie una parte come dono. La cosiddetta teoria dell’illuminazione sostiene che l’uomo, pur non essendo e non possedendo di per sé la verità, la riceve da Dio, il quale, simile ad una vivida luce, illumina la nostra mente, permettendole di apprendere e fornendo alla mente dell’uomo i criteri immutabili di giudizi (le idee). La verità è Dio, è amore ed è essere. Non è possibile cercare Dio se non profondandosi nella propria interiorità, se non confessandosi e riconoscendo il vero se stesso; ma questo riconoscimento è lo stesso riconoscimento di Dio come verità e trascendenza. Se l’uomo non cerca se stesso non può riconoscere Dio. L’uomo come immagine di Dio: l’uomo è composto di tre facoltà che riproducono altrettanti aspetti di Dio: il primo è la memoria che è l’esistenza o la presenza dell’anima a se stessa; la seconda è l’intelligenza e la terza è la volontà e l’amore. La struttura dell’uomo interiore rende possibile la ricerca di Dio.
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