Schopenhauer e la sua visione della realtà
A. Schopenhauer (1788-1860) osservando la realtà, in particolare la vita dell'uomo, nota dappertutto male e dolore. Tutto è disarmonico, illogico, irrazionale, niente sembra avere uno scopo: perciò contro l'armonia della Ragione affermata dall'idealismo di Hegel, cerca di porre un principio irrazionale che possa spiegare la sua visione pessimistica del mondo (in opposizione all'ottimismo hegeliano).
La volontà e il desiderio umano
Negli uomini, secondo Schopenhauer, si manifesta un impulso cieco, insoddisfatto, che si dispiega inesauribilmente alla soddisfazione di desideri che rinascono continuamente – e desiderio significa sofferenza perché vuol dire che c'è un bisogno che genera l'infelicità.
Per Schopenhauer a fondamento di tutto c'è la volontà: forza sempre identica a sé stessa, energia irrazionale che tende ad affermare sé stessa e si manifesta in tutta la realtà. Si manifesta nell'uomo come pensiero, come coscienza. Il singolo perciò non ha alcun valore, poiché è soggetto alla forza universale della volontà (come per Hegel l'uomo è soggetto alla Ragione).
In ultima analisi tutto è mosso dalla volontà: volere significa desiderare, e desiderare implica uno stato di bisogno (si desidera solo ciò che non si ha) e quindi genera infelicità. Ma appena un desiderio è soddisfatto se ne genera un altro, perché la volontà è inesauribile. E anche se i desideri finissero non finirebbe il dolore, poiché si cadrebbe in uno stato di noia, dopo aver cercato una breve e illusoria gioia in cose particolari come l'amore ad esempio (cfr. Leopardi).
Il pendolo tra dolore, gioia e noia
La volontà quindi si muove come un pendolo tra dolore-gioia-noia, e la vita non è altro che una lotta tra le diverse volontà. Nonostante il suo pessimismo, Schopenhauer afferma che l'uomo può liberarsi del dolore, quindi dalla volontà, attraverso:
- L'arte che è sospensione della volontà perché l'uomo è preso nel contemplare la bellezza dell'opera. La liberazione dal dolore della vita mediante l'arte però è momentanea.
- La morale compassionevole: è partecipazione al dolore altrui, superando l'egoismo, il singolo uomo vive in solidarietà con gli altri, vittime dello stesso inganno.
- L'ascesi è l'annullamento totale della volontà di vivere (contraddittorio) rifugiandosi nella Nolontà che è l'aspirazione nell'essere assorbito dal nulla (cfr. Nirvana).
Il dualismo fenomeno/noumeno
C'è inoltre in Schopenhauer una rielaborazione del dualismo fenomeno/noumeno di Kant. Schopenhauer come Kant...
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