Roberto Grossatesta e Ruggero Bacone
Filosofia, teologia e scienza naturale a Oxford
I francescani stabilirono nel XIII secolo una loro tradizione anche al di là della Manica, e in particolare a Oxford, dove ottennero la prima cattedra nel 1247 con Adamo di Marsh. Da Oxford proverranno poi in effetti i due maestri francescani più importanti degli inizi del XIV secolo, Giovanni Duns Scoto e Guglielmo di Ockham. Ma nel XIII secolo le vicende dottrinali dei francescani a Oxford si legano soprattutto alla figura di Roberto Grossatesta, maestro di teologia e primo cancelliere (ovvero direttore amministrativo) dell’università, ma fu incaricato dal provinciale di Inghilterra, intorno al 1229, di insegnare teologia nello studium francescano.
La direzione che Grossatesta imprime agli studi francescani a Oxford è decisamente diversa da quella che, nello stesso periodo, abbiamo visto svilupparsi a Parigi: Grossatesta è estremamente interessato alle questioni scientifiche (compose numerose opere di matematica, geometria, ottica, fisica, astrologia) ed epistemologiche (è uno dei primi commentatori, nel mondo latino, degli Analitici secondi); inoltre, egli è anche molto più aperto nei confronti del sapere aristotelico. Infine, essendo in grado egli stesso di leggere e tradurre il greco, ha anche il merito di aver raccolto intorno alla sua curia un vero e proprio gruppo di traduttori, alcuni dei quali di madrelingua greca, e di aver cercato di procurarsi numerosi codici di opere greche da tradurre in latino.
La confluenza di interessi teologici e interessi scientifici è ben rappresentata da una delle dottrine più caratteristiche di Grossatesta, e cioè dall’idea di individuare nella luce – nella sua capacità di propagazione o forza effusiva – la forma prima di tutte le cose create. Irradiata direttamente da Dio, la luce, propagandosi, fissa prima i confini del mondo creato e quindi, attraverso continui processi di rarefazione e condensazione, dà origine alle sfere celesti e allo stesso mondo sublunare con i suoi elementi. Si tratta di un ambizioso tentativo di spiegare la creazione attraverso nozioni tratte dall’ottica e di istituire in tal modo una profonda continuità tra il mondo spirituale e quello naturale.
A Oxford fu attivo per un certo periodo anche Ruggero Bacone. Maestro per alcuni anni alla Facoltà delle Arti di Parigi, e autore in questa veste di commenti alle opere di Aristotele, passò poi a Oxford, dove entrò in contatto con il circolo di Grossatesta e Adamo di Marsh, decidendo infine di farsi francescano relativamente tardi, nel 1257. Dall’impostazione di Grossatesta, Bacone riprende la convinzione che un sapere che...
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