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Il “giustificazionismo storico” trama

Hegel: si riferisce non ad un piccolo evento preso in se stesso, ma alla

razionale della realtà non giunge ad escludere l’esistenza di realtà accidentali

(= inutili o superficiali rispetto al grande sviluppo della realtà).

Della storia importa ciò a cui ha portato (→ cause finali, esiti), non il singolo evento

quel che conta è la trama razionale della realtà (il finito preso da sé è solo

un’astrazione)

problema del male provvidenza immanente e non trascendente nella realtà:

tutto viene letto in chiave storica (la realtà è la storia). La realtà non coincide con

la singola esistenza.

il male può anche esistere, ma quello che conta nella storia sono gli esiti.

Hegel critica l’illuminismo affermando che è facilissimo criticare la realtà e

sostenendo che colui che critica la realtà non è filosofo, in quanto si ferma alla

superficie. Lo sviluppo dialettico dello Spirito

Lo Spirito ha una sviluppo dinamico, attraverso tre fasi (logiche e non

cronologiche):

TESI: idea in se stessa e per sé = programma logico razionale della realtà che

prescinde dalla sua realizzazione (paragonabile a Dio prima della creazione → ha

in mente le ragioni seminali). Studiata dalla logica.

ANTITESI: idea fuori di sé = si nega come Idea e si aliena (= farsi altro da sé) nel suo

essere altro l’Idea si fa natura, nella dimensione spazio-temporale (la natura non

è autonoma, ma è il momento fondamentale del farsi della ragione). La Natura è

l’estrinsecazione e l’alienazione dell’Idea nella dimensione spazio-temporale del

mondo. Studiata nella filosofia della natura: giustifica e fonda le singole scienze

naturali.

SINTESI: idea che ritorna in sé → l’Idea, dopo essersi estraniata nella Natura, torna

alla consapevolezza di sè nell’uomo (soggettività consapevole) emerge la

coscienza. E’ lo Spirito, ovvero l’Idea che dopo essersi fatta natura torna presso di

sé nell’uomo.

L’uomo ha come coeterna condizione la Natura e come coeterno presupposto

l’Idea in sé. Studiata dalla filosofia dello Spirito: fonda tutto ciò che è disciplina che

interessa all’uomo.

N.B: la realtà ha uno sviluppo dialettico che si basa sulla risoluzione del finito

nell’infinto: lo Spirito si fa come processo (andamento dinamico) che pone i singoli

momenti finiti e successivamente li supera (negandoli come momenti finiti)

portandoli ad un livello più alto di realizzazione (viene “inverato ad un livello più

ogni momento finito preso insieme è indispensabile per comprendere

altro”), dove

la realtà.

IDENTITÀ PENSIERO / ESSERE; REALE / RAZIONALE (Parmenide, Eraclito) la

dialettica è contemporaneamente:

legge si sviluppo della realtà;

- metodo che l’uomo deve usare per comprendere la realtà.

- La dialettica

a livello gnoseologico

Nell’“Enciclopedia” Hegel distingue i tre momenti o aspetti del pensiero:

TESI = momento intellettuale-astratto

1) → consiste nel concepire la realtà come

un insieme di momenti finiti e separati il pensiero si ferma alle singole

determinazioni del finito, limitandosi a considerarle nelle loro differenze

reciproche e secondo il principio di identità e di non-contraddizione (= ogni

cosa è se stessa e il diverso esclude l’opposto). Si chiama:

intellettuale: perché l’uomo si serve dell’intelletto come facoltà del finito;

- astratto: perché l’intelletto, che si rivolge solo al finito, è fermo a delle

- astrazioni.

ANTITESI = momento negativo-razionale

2) (interviene la ragione) → utilizzando la

ragione si capisce che ogni singolo momento finito per essere compreso deve

essere messo in relazione con altre determinazioni.

“Omnis determinatio est negatio” (Spinoza) = ogni affermazione sottintende

una negazione; ogni cosa è ciò che è perché esclude caratteristiche che non

gli appartengono (Spinoza: “omnis determinatio est negatio”) salta il

principio di non contraddizione (finito è solo una parziale realizzazione

dell’infinito).

Ogni cosa per poter essere interamente conosciuta deve essere messa in

relazione con il suo opposto principio di contraddizione (=possibilità di

trovare una sintesi dei contrari).

SINTESI = momento positivo-razionale

3) → si coglie l’unità delle singole

determinazioni, comprese come momenti parziali di una unità più ampia che le

comprende tutte si coglie la realtà nella sua concretezza e nella sua totalità.

In sintesi, quindi, la dialettica consiste in:

1. affermazione di un concetto (= tesi);

2. negazione di tale concetto e passaggio ad un concetto opposto (=

antitesi);

3. unificazione delle precedenti affermazione e negazione (= sintesi)

recupero della tesi + superamento dell’antitesi.

AUFHEBUNG = “togliere e conservare” viene eliminata l’opposizione tra tesi e

antitesi ma i due momenti sono conservati in una sintesi più ampia → si perviene

ad un livello superiore in cui si coglie l’unità delle determinazioni opposte (idea di

un superamento).

Cade la contraddizione, ma permangono gli aspetti positivi degli altri due

momenti.

N.B.: la dialettica ha come presupposto la risoluzione del finito nell’infinito →

mostra come ogni momento finito non possa esistere in se stesso, ma solo in un

contesto di rapporti: per porre se stesso il finito è obbligato ad opporsi a

qualcos’altro

La dialettica ha un significato globalmente ottimistico poiché:

da un lato, ha il compito di unificare il molteplice e conciliare le opposizioni;

o dall’altro, il negativo sussiste solo come un momento del farsi del positivo.

o La critica alle filosofie precedenti

Hegel e gli illuministi

Hegel rifiuto della maniera illuministica di rapportarsi al mondo → secondo gli

illuministi:

• il reale non è razionale: intelletto = giudice della storia;

• ragione parziale e finita: esprime solo le esigenze e le aspirazioni degli uomini

+ pretende di giudicare la realtà e la storia ma secondo Hegel la realtà è

sempre necessariamente ciò che deve essere.

Hegel è critico anche nei confronti di Kant:

• filosofia del finito;

• essere e dover essere non coincidono mai, ma sono in antitesi (così come la

ragione e la realtà);

• Kant ha stabilito i metodi in base ai quali filosofare prima ancora di far

filosofia.

Hegel e i romantici

La critica di Hegel nei confronti dei romantici verte su tre punti:

• contesta il primato del sentimento la filosofia (= scienza dell’Assoluto) non

può essere una forma di conoscenza immediata, ma mediata e razionale:

noi conosciamo attraverso uno sforzo cosciente e non in modo intuitivo;

• contesta gli atteggiamenti individualistici dei romantici l’intellettuale non

deve occuparsi egoisticamente solo di se, ma deve cercare di integrarsi

nelle istituzioni socio-politiche del suo tempo;

• contesta il pianto e il lamento, dovuto all’incapacità dell’uomo di realizzarsi

in una sua propria realtà, siccome la dialettica di Hegel ha il compito di

conciliare le opposizioni.

I punti di contatto fra Hegel e i romantici sono:

la risoluzione del finito nell’infinito;

- la visione della storia;

- la visione dinamica della realtà;

- la natura intesa come spirito inconscio.

-

Hegel e Fichte

Hegel critica Fichte perché:

• “Differenza del sistema fichtiano e di quello schellinghiano” (1801) → il

soggettivismo di Fichte non riesce ad assimilare adeguatamente l’oggetto

lo riduce ad un semplice ostacolo esterno per il soggetto;

• infinito = meta ideale degli io finiti (se si eliminasse qualunque

contraddizione l’attività dello Spirito cesserebbe) l’antitesi finito-infinito

non è mai superata: non supera mai il finito perché lo fa continuamente

risorgere: Hegel lo definisce “cattivo infinito” (Hegel → sintesi degli opposti).

Hegel e Schelling

Hegel critica Schelling perché:

• arte = strumento di conoscenza dell’Assoluto (Hegel → filosofia);

• Schelling concepisce l’Assoluto in modo a-dialettico (unità indifferenziata e

statica), da cui deriva in modo inesplicabile la molteplicità e la

differenziazione delle cose Hegel: Assoluto = abisso vuoto, nel quale si

perdono tutte le determinazioni concrete della realtà → notte “nella quale

tutte le vacche sono nere” Assoluto di Schelling = unità astratta incapace

di spiegare la molteplicità delle cose. Puntando sull’identità dei sue

momenti (Spirito e Natura) non riesce a distinguerli.

La fenomenologia dello Spirito

principio della risoluzione del finito nell’infinito

In questa opera Hegel illustra il

(identità reale/razionale) in due forme diverse:

illustra come la singola coscienza finita (l’uomo) possa giungere al sapere

- infinito = FILOSOFIA (sapere assoluto; conoscenza dell’intero) riconoscersi

nella realtà;

ed illustra anche come il percorso della singola coscienza finita coincida in

- realtà con quello dell’infinito che conosce se stesso attraverso i singoli

momenti finiti e il singoli filosofo (attraverso la coscienza finita).

“Enciclopedia” (nella quale Hegel individua le fasi di determinazione dello Spirito

→ descrive il percorso compiuto dallo Spirito per prendere coscienza di sé) = parte

della “Fenomenologia”.

La “Fenomenologia” ha uno scopo pedagogico: la singola coscienza finita deve

pervenire all’Assoluto rifacendo il percorso dello Spirito (deve riconoscersi nello

Spirito universale) deve prendere coscienza del processo storico compiuto dallo

Spirito e che ha generato il momento presente.

Il processo storico compiuto dallo spirito è “MATERIA INORGANICA” rispetto alla

singola coscienza individuale:

materia perché è un oggetto ancora estraneo al soggetto: deve ancora

- prenderne coscienza anche se ne fa già parte (deve diventare soggetto

della coscienza);

inorganica perché si tratta di storia.

- per tappe

Il percorso compiuto dallo Spirito è rivisitato dal singolo → in modo

selettivo: si colgono mementi che si ritrovano come realtà già pienamente

FIGURE = tappe del percorso necessario che ha fatto lo spirito e che la

realizzate

coscienza deve ripercorrere.

FENOMENOLOGIA = “scienza dell’esperienza della coscienza”:

è per la coscienza una manifestazione a tappe dello Spirito la coscienza si

forma attraverso il percorso

già fatto dello spirito e diviene consapevole della sua essenza.

Il percorso che compie la coscienza ha una struttura dialettica: prima la coscienza

vede la realtà a lei estranea, poi si riconosce come parte di essa fino a giungere

alla FILOSOFIA il singolo coglie sé stesso come parte del tutto (si identifica con il

tutto).

La “Fenomenologia” si divide in quattro sezioni: coscienza, autocoscienza, ragione

e spirito. A sua volta ogni sezione si divide in tre momenti (tesi, antitesi, sintesi) → la

sintesi del primo costituisce la tesi del successivo:

LA COSCIENZA l’oggetto prevale sul soggetto

= momento in cui (es: bambino

che non ha ancora coscienza si sé):

tesi = certezza sensibile (a prima vista sembra la conoscenza più certa, ma

- in realtà è la più povera) → momento in cui siamo certi dell’oggetto in

quanto tale, ma non perché ne percepiamo le caratteristiche; è un

generico “questo” (non si percepisce l’universale) la coscienza è ancora

generica;

antitesi = percezione → momento in cui ci si rende conto che l’oggetto

- percepito è uno e molteplice (presenta diverse caratteristiche), ma l’io non

distingue quale dei due aspetti dipenda dal soggetto (l’unità dell’oggetto

può essere stabilita solo dal soggetto);

sintesi = intelletto → momento in cui l’oggetto viene ricondotto al soggetto

- il soggetto riconosce nell’oggetto il fenomeno cui lui stesso da la regola,

ma non ne percepisce l’essenza.

l’oggetto è risolto nel soggetto la coscienza è diventata coscienza di sé =

autocoscienza.

L’AUTOCOSCIENZA prevale il soggetto che cerca di riportare

= momento in cui

completamente a sé l’oggetto (la verità è nel soggetto). Non è sufficiente il

confronto con l’oggetto per realizzare pienamente l’autocoscienza è

indispensabile il confronto con altre autocoscienze.

Hegel individua tre diverse figure per spiegare il percorso compiuto dalla

coscienza: il rapporto servo-padrone; stoicismo e scetticismo; coscienza infelice.

Il confronto fra le due autocoscienze non avviene con l’amore, ma con la LOTTA

(nell’amore manca la conflittualità dialettica) il confronto fra le due

autocoscienze si conclude con il subordinarsi di quella perdente a quella vincente

DIALETTICA SERVO-PADRONE:

→ Hegel individua questo momento nella

tesi → la coscienza che ha avuto meno paura di rischiare la vita si afferma

- sull’altra, che è invece più legata alla dimensione fisica (fa coincidere la sua

esistenza con la vita biologica, si identifica con la materia) diventa servo

del padrone;

antitesi = ribaltamento dialettico dei ruoli (il signore diviene servo del proprio

- servo; il servo diviene padrone del proprio padrone) → il padrone si trova a

dover dipendere sempre di più dal servo, che gli fornisce i mezzi di

sostentamento + il servo diviene sempre più indipendente dalla materia

grazie al lavoro (trasforma l’oggetto senza distruggerlo);

sintesi → la dialettica si chiude nel momento in cui il servo acquista la sua

- libertà (comunque non c’è un effettivo cambiamento dei ruoli: il servo

continua ad essere servo e il padrone ad essere padrone).

[ critica da Marx: la situazione deve cambiare anche a livello pratico]

In sintesi la progressiva acquisizione di libertà da parte del servo avviene in tre

paura della morte

momenti successivi: la (→ l’autocoscienza dipendente dalla

servizio

materia diviene servo); il (→ l’autocoscienza si auto-disciplina ed impara a

lavoro

vincere i suoi impulsi); il (→ l’autocoscienza acquista la propria libertà

libertà del servo = autonomia

trasformando l’oggetto senza distruggerlo)

dall’oggetto.

A questo punto l’autocoscienza deve pensare in termini filosofici la propria

STOICISMO

indipendenza dall’oggetto per renderla esplicita

ATARASSIA = imperturbabilità → autonomia dalle cose;

- ma soprattutto APATIA = totale indifferenza nei confronti di ogni

- passione.

lo stoico perviene ad una totale autosufficienza dalla realtà e dagli

impulsi esterni. i condizionamenti da parte della realtà permangono

Hegel → comunque lo

SCETTICISMO

spirito passa allo (Hume): consapevolezza più alta già implicita nello

che nullifica completamente l’oggetto.

stoicismo,

Lo scetticismo da luogo ad una situazione contraddittoria → lo scettico dichiara

che tutto è vano e non-vero (annulla l’oggetto), ma pretende di dire qualcosa

annullamento

che sia vero e reale secondo Hegel si giunge ad un

dell’autocoscienza stessa.

COSCIENZA INFELICE (Medioevo) → l’autocoscienza, ormai annullatasi con lo

scetticismo, ripone la sua essenza e il suo valore in un Dio lontano e trascendente.

mortificazione

Raggiunge il suo annullamento più profondo nell’esperienza della

di sé = completa negazione dell’io a favore di Dio: l’autocoscienza pensa che

annullando la propria fisicità posso ricongiungersi con Dio.

La dialettica si chiude quando l’autocoscienza si rende conto di essere lei stessa

Dio = l’Universale, il Soggetto assoluto (diviene consapevole che è stata la

coscienza stessa a postulare l’esistenza di Dio e che non è stato Dio a crearla)

tutto questo avviene nell’Umanesimo e nel Rinascimento.

LA RAGIONE l’autocoscienza, come Soggetto assoluto, ha assunto in sé ogni

=

realtà → ha la certezza di essere ogni realtà ragione = sintesi di coscienza e

autocoscienza: si supera l’opposizione fra le due. la realtà non è più negata:

L’autocoscienza è consapevole di essere ogni realtà

in essa l’autocoscienza trova solo se stessa (è il punto di vista della filosofia

moderna: il soggetto coglie se stesso come essenza della realtà – Cartesio –

oppure come l’a-priori della soggettività – Io penso di Kant –)

l’oggetto non è annullato, ma semplicemente riportato al soggetto

→ si tratta però di un’acquisizione che deve essere verificata (ciò avviene in due

momenti).

1. ragione osservativa → cerca se stessa nella natura (natura rinascimentale di

Giordano Bruno) tuttavia non può trovare se stessa solo nella natura, ma

deve realizzarsi con l’azione: la ragione osservativa sperimenta la sua crisi

vedendosi separata dal mondo.

2. ragione attiva → la ragione vuole produrre se stessa con l’attività, e non più

trovare se stessa nella natura ci si rende conto che l’unità di io e mondo

non è data e contemplabile, ma deve essere realizzata. L’identità

soggetto/oggetto non può mai realizzarsi contro il mondo, non può mai

venire realizzata da un singolo individuo isolato

qualunque processo attuato in questo senso è destinato a fallire

è indispensabile che la coscienza entri all’interno della trama dei rapporti

“SPIRITO OGGETTIVO”

interpersonali (= sostanza e fondamento dell’individuo) = =

concreta realizzazione e concretizzazione della ragione nelle istituzioni storico-

politiche e soprattutto nello stato.

N.B.: quindi la ragione reale non è quella del singolo individuo, ma quella dello

spirito e dello Stato = sostanza che regge e rende possibile ogni atto della vita

individuale è l’individuo ad essere fondato dalla realtà storico-sociale e non

viceversa.

LO SPIRITO = individuo nei suoi rapporti con la comunità sociale di cui fa parte.

La coscienza deve pervenire al sapere assoluto, ma non può andare oltre a quello

del proprio tempo (il percorso già compiuto dallo spirito si ferma al tempo della

coscienza) la coscienza deve esprimere la consapevolezza cui si è giunti fino al

proprio tempo (vd. il vero è l’intero) deve ritrovare se stessa nel contesto di cui

fa parte.

Dalla prevalenza dell’oggetto si passa alla prevalenza del soggetto consapevole:

1. polis greca → l’individuo è completamente assorbito nell’oggettività dello

stato di cui fa parte: la sua identità è quella del cittadino c’è un’identità

immediata fra i valori del cittadino e quelli della collettività;

2. Impero Romano / Rivoluzione Francese → scissione fra l’io e la società: il

cittadino deve essere suddito (non è prevista la partecipazione politica

diretta) la soggettività diviene sempre più consapevole di sé e si giunge

giusnaturalismo

al (→ non è più lo stato fondamento del soggetto, ma il

soggetto fondamento dello stato) il culmine di questo processo di

alienazione si raggiunge nell’Illuminismo con la Rivoluzione Francese: la

ricerca della libertà del singolo contro le istituzione ha prodotto

dialetticamente il suo opposto = terrore;

3. sintesi = Stato = ritrovata eticità ed armonia fra individuo e comunità →

l’individuo riconosce nello Stato la propria libertà, che non è astratta ma

basata sulla storia (sarebbe astratta se esistesse solo fuori dallo Stato)

l’individuo riconosce se stesso nello Stato.

La coscienza riconosce se stessa nella storia (= sostanza inorganica) ed esprime la

sua consapevolezza nella filosofia riportando a sé tutto ciò che le era estraneo.

La logica

LOGICA = scienza dell’Idea nell’elemento astratto del pensiero nella logica,

Hegel studia l’Idea in sé, prima delle determinazioni finite e spazio-temporali.

INSIEME DI CONCETTI

Come tale, l’Idea si configura come un = anche

determinazioni della realtà (realtà ≡ razionalità) = essenza della realtà i

concetti hanno un valore sia logico che ontologico.

categorie di Kant concetti di Hegel

Sono funzioni mentali valide solo in Sono contemporaneamente

relazione al fenomeno determinazioni del pensiero e della realtà

(in virtù della coincidenza fra pensiero ed

essere)

vd. Aristotele: secondo lui la logica

aveva solo un valore gnoseologico; per

Hegel logica e ontologia coincidono.

Hegel analizza tutte le varie posizioni che sono state prese nella storia della filosofia

riguardo al modo di pensare la realtà, in particolare sulla coincidenza pensiero /

essere:

1. metafisica classica (da Parmenide fino a Cartesio): prevaleva l’oggetto sul

realismo gnoseologico

soggetto → è il periodo del il pensiero riflette

l’essere

2. empirismo: prevale il soggetto → le rappresentazioni del soggetto sono la

norma e la misura dell’oggetto: comunque la realtà vera delle cose è

considerata inconoscibile l’empirismo è costretto a cadere nello

scetticismo.

KANT: secondo Hegel la filosofia kantiana è l’esito scettico dell’empirismo →

Kant: la realtà si riduce a semplice percezione del soggetto secondo

Hegel, Kant non riesce nel suo intento di superare Hume: pur affermando

che l’oggettività è data dal soggetto, per lui la cosa in sé è inconoscibile.

3. filosofia della fede (recupero del realismo gnoseologico) → Hegel: si

recupera il realismo gnoseologico, ma pensiero ed essere vengono fatti

coincidere attraverso il sentimento o la fede la coincidenza pensiero /

essere non è immediata, ma mediata (processo dialettico)

Hegel: il pensiero non deve essere astrattamente separato dalle cose

PENSIERO = ESSENZA DELLA REALTÀ,

oggetto di un sapere razionale e speculativo.

La logica di Hegel mostra come partendo dai concetti più poveri ed astratti si

giunga, attraverso un percorso dialettico, ai concetti più ricchi e concreti un

concetto generale si approfondisce sempre di più.

concetto più astratto possibile = ESSERE INDETERMINATO e privo di contenuto

▪ in quanto indeterminato, l’essere è identico al NULLA. Il concetto

dell’identità essere-nulla è il DIVENIRE ESSERE

relazione dialettica essere-nulla (attraverso il divenire)

▪ DETERMINATO: non generale ma particolare (questo passaggio coincide

con il superamento di Parmenide da parte di Platone, che non intende più il

non-essere in modo relativo) → l’essere determinato è tale in virtù delle sue

caratteristiche (qualità, quantità, misura): è considerato isolatamente, al di

fuori di ogni relazione ESSENZA

dall’essere determinato si passa alla sua (ne coglie gli aspetti

▪ ragion

interiori) l’essere scorge le proprie relazioni e scopre la sua

sufficiente l’essenza si riconosce identica a se stessa e diversa dalle altre e

ESISTENZA

ragion d’essere (la sua manifestazione è

scopre la sua diventa

fenomeno)

il SINTESI = CONCETTO = unità dell’essere e dell’essenza.

Cosi determinato l’essere diventa concetto (prima soggettivo o puramente

formale, poi oggettivo) Idea = unità del soggettivo ed oggettivo, ragione

autocosciente.

Il concetto è prima soggettivo e poi oggettivo:

• concetto soggettivo (giudizi che il soggetto può dare): si manifesta prima

nei suoi aspetti di universalità, particolarità, individualità poi si articola nel

giudizio alla fine si esprime nel SILLOGISMO = razionalità del tutto, forma

stessa della realtà

sillogismo di Aristotele sillogismo di Hegel

Dall’universale si passa al particolare Se la realtà è infinito che si fa finito,

universale che si fa particolare la

passando attraverso un termine

intermedio realtà è come un grande sillogismo:

prefigura il modo in cui si sviluppa al

realtà stessa.

• concetto oggettivo = categorie fondamentali della natura (meccanismo,

chimismo, teleologia)

sintesi del concetto soggettivo e del concetto oggettivo

IDEA PURA: ha in sé i principi

dell’oggettività e della soggettività

La filosofia della natura

La filosofia della natura studia l’idea nella sua alienazione.

FILOSOFIA DELLA NATURA = fondamento metafisico delle scienze della natura gli

oggetti studiati dalla scienza devono essere posti come momenti del farsi della

ragione

fisica empirica

: il suo materiale è utilizzato dalla filosofia della natura per

organizzarlo per dimostrare come può essere riportato ai principi studiati dalla

filosofia della natura.

concezione della scienza visione della natura

La fisica empirica di Hegel rimanda alla ma la visione che Hegel ha della natura

fisica speculativa di Schelling è più vicina a quella di Fichte →

nell’Idea che si nega nel suo essere

altro.


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flaviael

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Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Ruggiu Luigi.

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