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Schelling e il romanticismo

Nel raccogliere le idee per questo incontro e i testi che vorrei leggere insieme con voi, mi sono reso conto che mi ero dato un compito molto ambizioso, ma lo ridimensiono subito: parlare del romanticismo in generale sarebbe troppo complesso, perché il romanticismo non è semplicemente una corrente letteraria o filosofica, bensì è un fenomeno di civiltà complessiva, anzi questo è proprio uno degli elementi che ispireranno le poche cose che vi dirò.

Il romanticismo è un momento di civiltà paragonabile al Rinascimento italiano, che trova espressione nei campi più svariati dell'arte, dalla pittura alla musica, oltre che nella letteratura, nella filosofia (ma sono molto importanti anche la scienza romantica e la medicina romantica, con Hahnemann, il fondatore dell'omeopatia moderna). Si tratta di un embrione di civiltà.

Dico embrione di civiltà perché questi fermenti che possiamo racchiudere sotto il nome di romanticismo si sono manifestati dagli ultimi anni del '700, con una preparazione un po' precedente, fino al primo trentennio, grosso modo, dell'800, e avrebbero potuto dare luogo a un assetto diverso dei rapporti umani, poi c'è stata la chiusura di una serie di prospettive storiche, per cui del romanticismo è sopravvissuto soltanto l'elemento letterario; voglio invece sottolineare un'interpretazione del romanticismo come civiltà complessiva, all'interno della quale vanno iscritti anche i tre grandi idealisti: Fichte, Schelling, Hegel.

Romanticismo e illuminismo

Per fare questo sono costretto a compiere un passo indietro, cioè a mettere in rilievo quali sono i caratteri e i limiti dell'illuminismo, che il romanticismo supera. A questo proposito vorrei sottolineare una limitazione presente in molti libri di testo e anche nella maniera tradizionale, corrente di presentare il romanticismo, giustificata dal fatto che il romanticismo si studia nelle scuole solo sotto l'aspetto letterario: si vede il romanticismo come espressione del mondo del sentimento, e lo si contrappone all'illuminismo come espressione del mondo della ragione.

Di solito questa è la dicotomia che viene presentata. All'astrattezza della ragione illuministica, che avrebbe manifestato i suoi limiti con il regresso succeduto alla Rivoluzione francese, fa seguito una specie di rivincita del sentimento, del cuore, e comunque di tutto ciò che in qualche modo è antitetico alla ragione, l'irrazionale. Se si dà questa interpretazione del romanticismo, di questo periodo della cultura europea, tra l'altro non si capisce la collocazione dei grandi filosofi come Fichte, Schelling ed Hegel, che invece sono...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fra.M di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Gargano Antonio.
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