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Storia della cultura francese (dal Seicento fino all’Ottocento)

Le correnti principali

All’inizio del XVII secolo vi sono due correnti che influenzano la visione del mondo:

  • Il Barocco
  • Il Classicismo

Per convenzione, si parla prima di Barocco in Francia e poi di Classicismo; le correnti comunque si alternano durante lo stesso periodo storico.

Luigi XIII (Roi 1610-1643)

Con il padre di Luigi XIII, Enrico IV (1598-1610) abbiamo:

  • Editto di Nantes affermava la libertà di culto per i protestanti;
  • Riaffermazione del potere monarchico;

La Reggenza (1610-1616): dopo l’uccisione del padre Enrico IV. Luigi XIII sale al trono a otto anni e mezzo. Il potere è dunque affidato temporaneamente a sua madre, Maria de’ Medici, una donna ambiziosa ma incapace di governare lo stato. Infatti, lascerà governare Concino Concini, politico italiano che assumerà le più alte cariche dello Stato. Verrà nominato primo ministro, poiché, secondo la regina reggente, era l’unico capace di governare lo Stato. Nel crescere, Luigi XIII non vedrà di buon occhio il politico, considerandolo un usurpatore del governo del suo Stato. Inoltre, la gestione di Maria De’ Medici è particolarmente difficile: la cattiva gestione degli affari e le forze del regno, ostili alla centralizzazione del potere che aveva iniziato Enrico IV, si approfittano della reggenza. Quando verrà proclamata la maggiore età di Luigi XIII nel 1614, la madre lo dichiarerà: “troppo debole di corpo e di spirito” per assumere i compiti che gli spettano.

Sarà grazie a un colpo di stato, il 24 aprile 1617, che Luigi XIII riuscirà ad accedere al potere. Ordina l’uccisione di Concino Concini, fa giustiziare la moglie (di Concini), dama di compagnia della madre, e fa esiliare Maria De’ Medici al Château de la Blois; infine, prende il potere. La madre allora comincerà a organizzare dei complotti contro il figlio: ad esempio, nel 1619, scappa dal castello di Blois e alza un’armata contro Luigi. Per la paura di vedere sua madre organizzare dei complotti contro di lui, il re accetta il suo ritorno alla corte di Francia, e si riconcilia con lei sotto l’influenza di Richelieu.

Nel 1624 Richelieu diventa primo ministro. Il suo programma politico si articola nei seguenti punti:

  • Diminuzione del potere degli ugonotti (protestanti). Luigi XIII firma nel 1622 il trattato di Montpellier, che di fatto conferma l’editto di Nantes e consente agli ugonotti di mantenere molte delle proprie roccaforti militari oltre alla non persecuzione del loro credo religioso. I cattolici non sono soddisfatti poiché il re non ha abolito il culto protestante;
  • Sminuire l’orgoglio dei nobili (i quali giocano un ruolo importante per il re). I nobili vedono in Richelieu un tiranno, e perciò cominceranno a fare complotti contro il re. Tra i nobili vi è Gaston d’Orléans, fratello e futuro erede del re;
  • Diminuzione del potere dei nobili;
  • Aumentare il prestigio della monarchia francese, anche all’estero.

La guerra dei Trent’anni (1618-1648)

L’origine di questa guerra è da ricercarsi nelle intenzioni egemoniche di Ferdinando II di Germania condivise da Filippo IV di Spagna. La Francia si sente minacciata poiché trova quasi circondata dal territorio controllato da due re. La guerra dei Trent’anni (di cui Richelieu farà parte dal 1630 fino al termine nel 1648) riguarda:

  • La religione ovvero lo scontro tra il protestantesimo e il cattolicesimo;
  • La politica ovvero lo scontro tra feudalesimo e assolutismo.

Richelieu inizialmente appoggerà gli avversari di Ferdinando, ma a partire dal 1635, Luigi XIII dichiarerà guerra all’Imperatore. Con la pace di Vestfalia il problema politico si risolve con la vittoria del modello assolutista, che allo stesso tempo risolve anche quello delle guerre delle religioni. Richelieu resterà primo ministro fino al 1640, e morirà due anni più tardi. Dopo la sua morte, nel dicembre del 1642, il re decide di riconciliarsi con alcuni vecchi cospiratori, come suo fratellastro Cesare di Borbone-Vendôme e i suoi figli, il duca di Mercœur e il duca di Beaufort, senza, tuttavia, cambiare politica. Il re farà poi entrare nel consiglio di Stato uno dei collaboratori più vicini a Richelieu, il cardinale italiano Giulio Mazzarino (1642-1661), che diventerà di fatto primo ministro. Luigi XIII muore nel 1643, riuscendo prima a organizzare lo Stato per suo figlio: Luigi XIV, di soltanto cinque anni. La reggente è Anna d’Austria, insieme a Mazzarino. Mazzarino continuerà la politica del suo predecessore, la quale creerà un malcontento generale: le fasce più povere della popolazione continuano a finanziare con le tasse le guerre dello Stato. A partire dall’epoca di Mazzarino ci saranno quelli che sono stati definiti les complots frondes.

Les complots frondes

Con Fronde s’intende il periodo di agitazione che vive la Francia durante la minore età di Luigi XIV, dall’agosto del 1648 fino al 1653.

  • La prima fronda è quella parlamentare. La prima causa del conflitto furono le questioni finanziarie: le tasse erano infatti diventate sempre più onerose e il malcontento era diffuso ovunque. Il parlamento si schiera con il popolo, forse per conservare sia le sue prerogative, sia l’interesse della giustizia. Il parlamento di Parigi è formato dalla maggior parte dalla nobiltà de robe (nobiltà dominata dal re, borghesia) e la nobiltà de sang (sono nobili che hanno acquisito il titolo di famiglia) e non ha alcuna funzione legislativa, ma è un’organizzazione nazionale che ha la funzione di rendere esecutivi i decreti del re e di trascriverli in registri; se il parlamentare si rifiuta di trascrivere, si blocca tutta l’attività legislativa. Nel giugno del 1648 il parlamento redige una sentenza che limita e riduce fortemente il potere della monarchia e di fatto la pone sotto il controllo del parlamento. Le nuove imposte dovranno essere votate dal parlamento prima di essere introdotte. I parigini si ritengono soddisfatti, ma la regina farà sentenziare tre parlamentari, dunque questa sentenza non può essere approvata. Ci saranno delle barricate nella città, ma la regina, Mazzarino e i parlamentari troveranno un accordo.
  • La seconda fronda è quella dei principi. Il principe di Condé è deciso a sostenere l’autorità reale e a prendere il posto di Mazzarino, ma quest’ultimo scopre il complotto e lo fa esiliare. Mazzarino sarà licenziato e si allontanerà da Parigi. Ci saranno nuove barricate; i principi e i parlamentari si riuniranno, ma non trovano un accordo, perciò Mazzarino riprende il potere.
  • La terza fronda è quella del principe di Condé (1651-1653). La guerra contro la Spagna continua e il principe è al comando di una truppa spagnola. Il principe cercherà di entrare a Parigi, ma fu poi arrestato dalle truppe reali ed esiliato definitivamente. Visto l’insuccesso delle fronde e l’incapacità dei nobili e dei parlamentari a governare, Mazzarino riprenderà il potere nel 1653 e potrà continuare la politica dell’assolutismo reale.

La rinascita religiosa

Nella prima parte del XVII secolo vi è un periodo di rinascita religiosa. La riforma religiosa passa per i clergé réguliers (colore i quali hanno pronunciato dei voti e vivono in comunità secondo delle regole) hanno il compito di insegnare nelle scuole cattoliche e di gestire lo spirito e l’anima dei fedeli; ha dunque il potere di gestire la moralità della gente. La parte religiosa acquista importanza anche grazie al partito dei devoti, ovvero la Compagnia del Santo Sacramento, una società segreta cattolica fondata nel 1627 da Henri de Levis, duca di Ventadour a cui viene tolto il titolo da Luigi XIV, Henry de Pichery, ufficiale di Luigi XIII, Jacques Adhemar de Monteil de Grignan e Philippe d’Angoumois, il Cappuccino. Ne fanno parte notevoli membri del clero o devoti laici, attenti a far rispettare i principi del clero nella società, combattere in tutti i modi l’immoralità, l’eresia in nome dei principi e delle dottrine sanciti dal Concilio di Trento. Non riuscì mai a ottenere il riconoscimento ufficiale dalle autorità ecclesiastiche, nonostante le simpatie e la protezione accordategli da Luigi XIII e Richelieu. Nelle famiglie nobili era solito trovare un direttore della coscienza: esso ero un rappresentante del partito; poteva essere religioso o no, ma aveva il compito di giudicare se i comportamenti dell’individuo rispettassero la religione cattolica.

Tartufo di Molière

Il Tartufo (Tartuffe ou l'Imposteur) è una commedia tragica in cinque atti, del drammaturgo francese Molière, apparsa il 5 febbraio 1669 al Théâtre du Palais-Royal. Originariamente l'opera era una farsa all'italiana, in tre atti, dove l'opera si concludeva con la vittoria di Tartuffe. A tal proposito, intervenne Luigi XIV, che fece correggere l'opera, che finì dunque con la sconfitta del Tartuffe e la vittoria di Orgone, distribuita in altri due atti. Molière intraprende la correzione dell’opera per renderla meno provocatoria e, il 5 agosto 1667, al Palais-Royal la compagnia ne diede una versione in cinque atti intitolati l’Impostore, che fu vietata immediatamente. Diciotto mesi più tardi, fu autorizzata la versione definitiva che conobbe un immenso successo. L'interdizione era dettata probabilmente dalle considerazioni di politica religiosa, in particolare per la necessità di non indebolire la chiesa cattolica in un periodo dove la dissidenza giansenistica faceva pesare su lei la minaccia di uno scisma.

Tartuffe è un’ipocrita, un falso devoto che si insinua nella casa di Orgon. È quello che all’epoca veniva chiamato per dare consigli sul comportamento morale degli individui (fa parte della Compagnie du Saint-Sacrement).

Orgon gli crede, ma tutti gli altri capiscono che Tartuffe è un bugiardo. Orgon è accecato e promette sua figlia in sposa, che però è innamorata di un altro; si dispererà quando saprà che deve sposare Tartuffe. Tutto crolla quando la moglie decide di mostrare a suo marito chi è veramente Tartuffe: nasconde suo marito sotto il tavolo, entra Tartuffe che si mette a corteggiarla. Orgon esce dalla tavola molto arrabbiato. Il problema è che Orgon ha affidato a Tartuffe una scatoletta con dentro delle lettere compromettenti di Orgon: questo significa che l’impostore tiene in mano il destino del capofamiglia. Gli emissari del re arrivano a risolvere tutto, riconoscendo in Tartuffe un noto truffatore e lo arrestano.

Molière, drammaturgo del re, è obbligato a cessare le rappresentazioni del Tartufo. Siccome si trova senza niente da rappresentare, scrisse in soli 15 giorni il Don Giovanni, tradotto da Dario Fo: la sua rappresentazione non funzionava perché c'era un'altra scena che offendeva la parte devota, quella in cui Don Giovanni incontra un povero nella foresta che gli chiede l'elemosina. Risponde "sì solamente se tu bestemmi"; il povero rifiuta.

La questione filosofica

Vi furono delle questioni filosofiche riguardo all’azione divina e se questa fosse importante nella vita di ciascun individuo. Bisogna riflettere sul libero arbitro e il potere divino, perché senza la grazia di Dio l'uomo non è capace di vivere. Secondo i protestanti il libero arbitrio non esiste: vi è una grazia divina che soltanto gli eletti possono ricevere.

  • I Gesuiti (Molina, un gesuita) propongono la nozione di grazia sufficiente: Dio propone all'uomo una grazia che, se vuole utilizzarla, sarà sufficiente. È libero di accettare la grazia divina o no (la grazia è sempre disponibile per l’uomo dotato di senso di volontà), si ha dunque ancora l'idea del libero arbitrio dell'uomo;
  • I Giansenisti difendono la teoria Augustina della grazia: essa è sempre efficace. Sostengono che l’uomo nasca già corrotto, senza la grazia divina l’uomo sarà portato a fare del male. Seguono un’idea dell’uomo che non è mai realmente libero, ma sottomesso alla grazia divina. È una dottrina che mira infatti all’assolutismo reale che riduce il potere della nobiltà. La corrente si sposa con la corrente storica che conduce la monarchia verso l’assolutismo con Luigi XIV.

Gli uni si oppongono agli altri, ma rappresentano due correnti molto importanti.

L’estetica barocca in Francia

La corrente barocca convive con quella classica: esse si alternano durante lo stesso periodo.

La nascita del termine:

  • Il termine esiste nel XVII secolo, ma non si riferisce a un’estetica del mondo;
  • Barrocco (dal portoghese) significava all’epoca ‘una perla irregolare’ (connotazione negativa);
  • Possiamo trovare il termine sul Dizionario dell’Accademia del 1694 (anche se il dizionario è la rappresentazione del Classicissimo) con un valore negativo;
  • Saint-Simon utilizza il termine per indicare un’idea bizzarra nel 1711;
  • Nel dizionario di Trévoux del 1711, il termine è applicato alla pittura. La pittura barocca non rispetta le proporzioni;
  • Nel 1776, nel Supplément de l’encyclopédie, il termine è applicato per designare delle forme bizzarre, quasi ridicole: “musica barocca” “quella di cui l’armonia è confusa, carica di modulazioni e di dissonanze, l’intonazione difficile e il movimento contratto”;
  • Il termine è quindi sempre negativo (connotazione: tratti sovra segmentali non repertoriati all’interno di un dizionario - che si attribuiscono al termine sempre.
  • Nel 1888 vi è una prima connotazione positiva. Un critico di nome Einrich Wölfflin prende in esame il barocco e il classicismo e afferma che non sono soltanto due movimenti artistici dell’epoca, ma anche delle tendenze costanti opposte e complementari che si alternano da un secolo all’altro. Definisce i due movimenti secondo dei principi:

Il classicismo preferisce:

  • La forma piatta;
  • La forma chiusa;
  • L’unità;
  • La chiarezza.

Il Barocco preferisce:

  • La profondità;
  • La forma aperta;
  • La molteplicità;
  • L’oscurità.

Les menines, Valaques: l’opera rappresenta l’estetica barocca: a destra abbiamo Velasquez intento a pitturare qualcuno sul quadro. Sappiamo chi pittura grazie allo specchio: il mondo esterno al quadro è quello rappresentato nel quadro. Lo specchio riflette il re e la regina, i quali sono i veri soggetti della rappresentazione. Vi è però un’ambiguità: sulla sinistra abbiamo una finestra dalla quale entra la luce, e una parte in fondo dietro alla quale abbiamo una stanza illuminata, con qualcuno. Il quadro non permette alla persona di terminare il movimento, dunque non sappiamo se la persona stia per uscire o per entrare. Inoltre, Valasques crea un’ottima illusione: ci fa credere di essere i protagonisti del quadro (il pittore e i protagonisti rivolgono lo sguardo verso di noi), ma in realtà i veri protagonisti sono il re e la regina, i quali si vedono soltanto grazie al riflesso dello specchio. La partecipazione dello spettatore è considerata qualcosa di molto moderno.

Le basi di una visione del mondo barocco

La scienza

  • Niccolò Copernico era un medico, matematico, economista ed astronomo polacco. È celebre per avere messo fine alla teoria geocentrica e aver sviluppato la teoria eliocentrica, secondo la quale il Sole si trova al centro dell'universo e la Terra gira intorno a essa, contro la credenza diffusa che quest'ultima fosse centrale ed immobile. Le conseguenze di questa teoria sono cause dei cambiamenti profondi dei punti di vista scientifici, filosofici e religiosi; l'uomo non è più al centro dell’universo, è incapace di dominare e comprendere la sua esistenza. Egli si rifugia nella magia, nella pratica esoterica e nell’alchimia, le quali danno l'idea di dominare la realtà.
  • Giovanni Kepler è un astronomo famoso per aver studiato l’ipotesi dell’eliocentrismo di Copernico, ma soprattutto per aver scoperto che i pianeti non girano attorno al sole seguendo delle traiettorie circolari perfetti ma ellittiche.
  • Galileo Galilei propone il geocentrismo stabile, una classificazione dei corpi e degli esseri, un ordine immutabile degli elementi ed un'evoluzione regolata delle sostanze, così come alla lettura letterale della Bibbia da parte dei teologi della chiesa cattolica romana.

La religione

  • I gesuiti e i giansenisti (vedi questione filosofica);

La crisi della morale aristocratica

  • Politica di Richelieu e Mazzarino contro le ambizioni degli aristocratici;
  • Rafforza l’assolutismo della monarchia e relega i nobili a ruoli di rappresentazione;
  • I nobili si trovano a scegliere tra: seguire le regole o ribellarsi alle volontà del re.

Il mecenatismo

I poeti del tempo potevano essere protetti:

  • Dagli aristocratici: Règnier, Saint-Amant, Théophile de Viau, Tristan l’Hermite contrari al classicismo, artisti ribelli e contro la legge.
  • Dallo stato: Chapelain, Conrart, Godeu contrari al barocco e rispettano la legge.

La visione del mondo: (elencate sopra) mostrano un mondo in crisi, dove niente è più sicuro, dove l’uomo si trova a dover affrontare profonde incertezze.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lazzerimartina9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della cultura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Brignoli Laura.
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