Estratto del documento

Giurisprudenza della corte di giustizia europea

Introduzione

La prima caratteristica dell'UE è la sua complessità. Il sistema giuridico dell'UE è complesso. A questo sistema appartengono norme di provenienza eterogenea, infatti, guardando da lontano tale ordinamento, esso è composto da trattati. L'UE è stata costituita con un trattato sull'UE - 1992 TUE di Maastricht - e il suo funzionamento è regolato oggi dal TFUE. Essi presiedono all'organizzazione e funzionamento dell'UE. L'UE produce delle proprie fonti normative: direttive, regolamenti... Questi sono atti tipici dell'UE, organizzazione internazionale. Infine vedremo che ci sono una serie di atti interni adottati dai singoli paesi dell'UE, e specialmente dall'Italia. Esso partecipa all'attività legislativa europea, vi sono inoltre atti che devono essere recepiti nell'ordinamento interno.

Evoluzione del diritto UE

Un altro aspetto è l'evoluzione del diritto UE. L'atto di nascita di quel processo di integrazione europeo risale al 1951 con la CECA. Italia, Francia, Repubblica Federale Tedesca, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi costituiscono la prima comunità europea "CECA" con un trattato. Era essenzialmente un'iniziativa di collaborazione franco-tedesca riconducibile alla visione del politico francese Schumann che in un discorso sostiene che "per evitare lo scoppio di un'ulteriore guerra mondiale, le parti contrapposte avrebbero dovuto mettere in comune tra di loro la gestione di quei comparti dell'industria strumentali rispetto alla costituzione degli armamenti (grazie ai settori del carbone e acciaio si formano gli armamenti nazionali)": creazione di un'organizzazione sovranazionale alla quale gli stati delegano i poteri di decisione su determinate materie.

Tale nucleo di cooperazione internazionale si estende nel 1957 quando accanto alla CECA vengono costituite altre due comunità:

  • EURATOM o CEEA: per l'energia atomica.
  • CEE: sulla base delle esperienze positive, viene costituita un'altra comunità che non è settoriale ma vuole la creazione di un mercato comune all'interno dei paesi membri: libera circolazione di merci, materie prime, capitali, lavoratori, prodotti.

Fasi dell'UE dal 1951/57 al 2012

Il processo evolutivo dell'UE è dovuto a:

  • Allargamento geografico: nel 1951 avevamo 6 paesi partecipanti, oggi 27-28 (Croazia: gli effetti si produrranno dal 2013). Ogni allargamento progressivo c'è un trattato: anni '70 UK e Irlanda, '80 Grecia, Spagna, Portogallo, '90 Austria, Finlandia, Svezia, '04 paesi orientali, Cipro, Malta, '07 Bulgaria.
  • Ampliamento materiale: le materie di competenza delle comunità sono aumentate nel corso degli anni. Dal carbone e acciaio, energia atomica e mercato comune, oggi l'ambito è molto più ampio: ambiente, repressione della criminalità, relazioni internazionali, cooperazione giudiziaria civile e penale.

Attraverso la stipula di trattati sono state aggiunte nuove competenze da attribuire all'organizzazione internazionale. Nel 1992, gli stati si sono resi conto che la cooperazione all'interno delle tre comunità CECA, CEEA e CEE dava ottimi risultati, quindi si sono decisi ad ampliare tali materie. Sul tavolo c'erano molte materie: hanno attribuito la cittadinanza europea ampliando il trattato CEE. Ma parlando di diritto di cittadinanza ci si allontanava dalla ragione economica del trattato CEE e CEEA, in quanto diritti non economici. Da ciò viene cambiato il nome della CEE da CE, perdendo la sua connotazione economica. La CEE CE UE: l'unica comunità europea che sopravvive oggi a sé è l'EURATOM.

Gli stati vorrebbero cooperare in altri settori particolarmente intensi, ma ciò comporterebbe la perdita di sovranità per gli stati, che si vedono costretti a subire decisioni che non hanno voluto. Nel 1992, accanto alle 3 comunità esistenti, ci sono altre materie di cooperazione tra gli stati che non sono interne alla comunità ma esterni: nasce la UE, ambito di cooperazione di stati costituito dai pilastri:

  • Tre comunità: CECA, CE & EURATOM
  • Altri due ambiti: politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la giustizia e gli affari interni (GAI).

L'assetto attuale della materia è diverso con l'entrata in vigore nel 2009 del trattato di Lisbona. Non vi è più la separazione in pilastri, ma vi sono modalità decisionali comuni, salvo eccezioni che si applicano in generale. Non vi è più contrapposizione tra CEE e UE perché è stata assorbita: abbiamo l'UE e accanto ad essa solo l'EURATOM. Inoltre, l'UE ha accentuato nel tempo le sue caratteristiche di sovranazionalità: per esempio, nel 1992, gli stati membri decidono di ampliare le loro competenze non delegandole a istituzioni, ma cooperando col metodo intergovernativo classico. Perciò si forma la UE. Tale ripartizione è stata oggi sorpassata e il metodo comunitario è stato applicato anche ad altri settori.

Tale processo è ancora in corso: poche settimane fa è stato concluso un nuovo trattato "MES meccanismo europeo di stabilità" che dà nuove competenze all'UE. Consolida uno strumento creato durante un'emergenza tramite atti urgenti consistente nell'assistenza finanziaria agli stati in necessità (attribuisce una nuova competenza all'UE) e un trattato sulla stabilità e coordinamento della governance dell'Unione economica e monetaria (in corso): attribuisce alla commissione europea e CG il potere di verifica e monitoraggio intenso del rispetto da parte dei membri, di alcuni parametri economici e finanziari, l'obbligo di informazioni da parte degli stati, il potere di richiedere informazioni e il potere di procedura giudiziaria in caso di violazione e inadempimento.

Progressiva intensificazione della cooperazione tra gli stati: negli anni è aumentata l'intensità con cui il diritto UE incide sugli ordinamenti giuridici interni e con cui la UE incida sugli stati.

Modalità di cooperazione tra gli stati all'interno dell'UE: avviene con modalità diverse e rivoluzionarie rispetto al piano internazionale, si parla di un metodo di cooperazione proprio delle comunità europee ereditata da UE cioè "modello di cooperazione comunitario" contrapposto al metodo intergovernativo dove la decisione appartiene sempre ai governi. Es: istanza internazionale classica (assemblea ONU): un gruppo di persone che siedono nell'assemblea come rappresentanti dei Governi, non c'è un momento in cui a prevalere sono decisioni prese da altre figure come in UE accade con il Parlamento europeo che è composto da individui che hanno ricevuto un mandato parlamentare tramite elezione dei cittadini. La UE è un'organizzazione non internazionale ma sovranazionale! Non è uno stato federale e non lo diventerà, ma non è neanche un'organizzazione internazionale classica. Tali caratteristiche decisionali erano tali fin dall'inizio con la CECA.

Sentenza 1 "Van Gend en Loos" - 1963

Premessa: viene pronunciata in seguito a un rinvio pregiudiziale dalla corte di Giustizia, a seguito di una richiesta di interpretazione rivoltale da un giudice nazionale tributario dei Paesi Bassi.

Questione: un articolo del trattato CEE dell'epoca può essere utilizzato in una causa nazionale da un soggetto privato? All'origine vi era la richiesta dell'autorità olandese a una società privata di pagamento di dazio doganale su una sostanza importata dalla Germania (ureoformaldeide). La società sosteneva che tale dazio non era dovuto perché contrario al principio del mercato comune, della libera circolazione delle merci, al divieto di imporre dazi istituito nel trattato. Le autorità fiscali olandesi contrapposte alla società sostenevano che il trattato CEE imponeva solo obblighi agli stati non ai singoli.

La CG chiarisce che nell'ambito della controversia aveva ragione la società olandese che sosteneva l'illegittimità di tali dazi. Nel ragionamento, la CG tiene conto del trattato CEE nel suo complesso, una valutazione alla luce dello scopo, del fine, della struttura di esso. La parte più rilevante è quella nel merito sulla questione pregiudiziale relativa all'oggetto sulla causa. Vengono affrontati 4 diversi punti per spiegare perché la società può utilizzare a suo favore un articolo della CEE (ex art 12 CEE, oggi 30 TFUE: divieto di dazi doganali per importazione ed esportazione nell'UE).

NB! L'UE si differenzia per il suo carattere di diretta applicabilità di alcune fonti: possibilità per una fonte normativa di istituire direttamente obblighi e diritti in capo ai singoli senza che sia necessaria l'intermediazione di uno stato: normalmente il diritto internazionale classico per avere effetti in uno stato deve avere l'intervento di esso "recepimento" attraverso l'adattamento del diritto interno al diritto internazionale.

La corte fa riferimento a:

  • Preambolo del trattato nel quale non sono coinvolti solo gli stati ma anche il popolo al quale appartengono i cittadini.
  • Ex art 167 CEE e 216 TFUE: istituisce una particolare competenza in capo alla CG, cioè della garanzia dell'uniforme interpretazione dei trattati. Tale competenza si esercita attraverso il rinvio pregiudiziale nel garantire agli individui dell'UE che i trattati comunitari siano interpretati in maniera uniforme all'interno di ogni stato membro. Perciò, laddove un giudice interno abbia un dubbio circa la corretta interpretazione di un trattato dell'UE, ha la facoltà di sollevare una questione pregiudiziale alla CG affinché i giudici di Lussemburgo si esprimano in merito. La particolare origine del trattato in questo caso dà diretta applicabilità delle norme anche agli individui.
  • L'art 12 (oggi 30 TFUE) ha una particolare formulazione che pone un divieto chiaro, cioè un obbligo di non fare non condizionato sia per lo stato, sia per gli individui: divieto di dazi doganali alle importazioni e tariffa doganale comune. Tale articolo ha diretta applicabilità nei confronti dei singoli ed è immediatamente precettiva per gli stati (no introdurre o aumentare dazi). A un divieto immediatamente obbligatorio per gli stati, corrisponde per l'individuo il diritto di rifiutarsi di pagare. È infatti un criterio tipico dell'UE: in presenza di un dubbio interpretativo, bisogna far prevalere l'interpretazione che assicura il perseguimento dell'effetto voluto dalla disposizione dubbia.

Il passaggio ulteriore della CG: se c'è un divieto per gli stati di imporre dazi, ovviamente si traduce in un obbligo di non fare che deve essere garantito solo dagli stati e individui e come impone obblighi agli individui vi sono diritti soggettivi i cui stessi soggetti maturano in funzione all'articolo che pone il divieto. Se c'è un divieto di imporre dazi, l'interpretazione utile è quella di corrispondere un diritto del privato a rifiutarsi di pagare. In alcuni casi l'UE si fa portatrice, in alcuni casi, degli interessi del singolo.

Quadro istituzionale

Insieme delle istituzioni delle quali l'UE è dotata, analisi delle loro caratteristiche e competenze, modalità di interazione tra di loro che caratterizzano l'azione dell'UE. L'UE non agisce come uno stato: le sue istituzioni non rispettano i principi classici:

  • Non esiste il principio di separazione dei poteri (che anche internamente è oggetto di numerose e importanti eccezioni). Nell'UE non c'è un vero e proprio potere esecutivo, non vi è azione di governo. Il potere legislativo non è prerogativa di una sola istituzione ma viene esercitato congiuntamente da commissione, consiglio e parlamento europeo. Il potere giudiziario è riconducibile alla CG ma non esclusivamente, in quanto essa agisce strettamente in collaborazione con i giudici nazionali.

Bisogna ragionare in termini di cooperazione o collaborazione fra le istituzioni. La disposizione chiave che governa il quadro istituzionale è l'art 13 del trattato UE dal quale ricaviamo:

  • Elenco delle istituzioni: Parlamento europeo, consiglio europeo, il consiglio, la commissione europea, la CG, la BCE, la corte dei conti. Vi sono altri organi non elencati.
  • Esse hanno autonomia sul piano finanziario (hanno un proprio bilancio), hanno un regime linguistico che assicura la trasposizione in lingua ufficiale, e qualora un trattato parli di istituzioni va applicato ad esse.
  • Attribuzione di competenza: ciascuna istituzione agisce nei limiti delle attribuzioni conferiti dai trattati. Non sono quindi assimilabili ad uno stato poiché nel momento in cui si costituisce l'istituzione essa acquisisce un potere di sovranità originario sul territorio e popolazione, l'indipendenza. L'UE tecnicamente non ha poteri originari ma derivati, nei limiti di quanto ad essa è attribuita dagli stati membri: può agire cioè solo nelle materie attribuitegli dai trattati. Ciascuna istituzione esprime un particolare interesse e proprio per questo il principio di collaborazione è importante.

Es: nel corso degli anni si è passato dalla regola dell'unanimità a maggioranza qualificata.

Le istituzioni applicano fra loro una leale collaborazione: interagiscono fra di loro (es: funzione legislativa). Per questa non possiamo applicare il principio di separazione dei poteri. Oltre ai rapporti interni, avviene collaborazione anche fra UE e stati membri.

Analisi delle istituzioni ex art 13 TUE

Consiglio europeo

Come il consiglio, è un'istituzione di tipo governativo, istituzione attraverso la quale il governo si fa sentire e tutela i suoi interessi. Il suo inserimento nell'art 13 è stato grazie al Trattato di Lisbona 2007. Il consiglio europeo ha infatti origine spontanea, si è consolidato, dagli anni '60, attraverso un prassi non consolidata di riunioni periodiche tra capi di stato e di governo dei singoli stati membri, per discutere dei problemi politici al di fuori delle riunioni europee. Nel '74 tali vertici acquistano tale nome e nei trattati successivi gli viene riconosciuta la sua funzione.

Composizione: art 15 TFUE:

  • Capi di stato o del governo degli stati membri
  • Presidente del consiglio europeo
  • Presidente della commissione
  • Partecipa ai lavori anche l'alto rappresentante dell'unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (eletto dal consiglio europeo elegge a maggioranza qualificata) (27+1+1).

Si riunisce 2 volte a semestre più eventuali riunioni aggiuntive.

Funzioni:

  • Dà all'UE gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce orientamenti, priorità e politiche generali. Non è in senso stretto operativa o decisionale ma ha funzione di indirizzo, lasciando alle altre istituzioni il potere di prendere decisioni che concretano gli indirizzi politici espressi dal consiglio europeo.
  • Tale funzione si ritrova nell'atto tipico con il quale si esprime, CONCLUSIONI, le quali non sono atti formali ma a contenuto essenzialmente politico. Hanno vincolatività solo per le istituzioni alle quali il consiglio europeo chiede di attivarsi.

Elezione del presidente del consiglio europeo:

  • Il trattato di Lisbona ha introdotto anche la presidenza elettiva del Consiglio europeo tramite maggioranza qualificata dei rappresentanti di esso.
  • Per un mandato di 2 anni e mezzo rinnovabile 1 sola volta eletto al di fuori del consiglio europeo stesso: è incompatibile con qualsiasi altra carica. Prima era una carica semestrale a rotazione con un mandato corto e debole.

Funzioni del presidente del Consiglio europeo:

  • Funzioni di carattere organizzativo e coordinamento, convoca, fa ordine del giorno, prepara i lavori delle riunioni.

Consiglio

Sempre esistito fin dalla CECA. Art 16 TFUE: ha caratteristiche più operative del Consiglio europeo.

Modalità di deliberazione:

  • Delibera per consensus: non c'è una formale votazione ma una proposta di atto politico da adottare e in assenza di contestazioni, quelle conclusioni si accettano. In casi non politici serve la maggioranza qualificata (es: votazione presidente).

Competenze: esercita congiuntamente al Parlamento europeo (secondo il principio di collaborazione):

  • La funzione legislativa e di bilancio
  • Funzioni di definizioni delle politiche

Composizione: variabile in 2 sensi.

  • È composto da un rappresentante di ciascun stato membro a livello ministeriale, abilitato a impegnare il governo dello stato che rappresenta e ad esercitare il diritto di voto per il suo governo (27). È variabile, multiforme e non stabile in 2 sensi.
  • A seconda della materia oggetto di discussione, i governi inviano il ministro o il componente del governo responsabile per quella materia.
  • A seconda del verificarsi di nuove vicende governative, l'incaricato cambia.

Gli unici consigli menzionati nel trattato: consiglio affari generali e consiglio affari esteri. In questi casi vale la regola della turnazione: il presidente del consiglio è uno dei membri interni al consiglio che ha carica semestrale.

Organo di controllo COREPER: organo formato da funzionari amministrativi che hanno la funzione di assicurare la continuità dell'azione svolta dal consiglio nelle diverse aree al variare della sua composizione.

Funzionamento - Procedure deliberative: a seguito di numerose riforme oggi vi è un sistema di regole procedurali per le quali:

  • Il consiglio "delibera a maggioranza qualificata" salvo situazioni eccezionali all'unanimità. Nel momento in cui gli stati accettano la maggioranza qualificata, accettano anche che esso...
Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 42
Storia dell'Europa - le tappe storiche dell'UE - Appunti Pag. 1 Storia dell'Europa - le tappe storiche dell'UE - Appunti Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'Europa - le tappe storiche dell'UE - Appunti Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'Europa - le tappe storiche dell'UE - Appunti Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'Europa - le tappe storiche dell'UE - Appunti Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'Europa - le tappe storiche dell'UE - Appunti Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'Europa - le tappe storiche dell'UE - Appunti Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'Europa - le tappe storiche dell'UE - Appunti Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'Europa - le tappe storiche dell'UE - Appunti Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'Europa - le tappe storiche dell'UE - Appunti Pag. 41
1 su 42
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Europa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Gui Francesco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community