Riassunti storia dell'educazione
Illuminismo (1700)
Movimento europeo rivoluzionario che sottopone tutto al giudizio della ragione, di cui vi sono diverse versioni:
- Illuminismo francese: più teorico / filosofico
- Illuminismo tedesco: che a sua volta si distingue in:
- Ateo: illuministi di Baviera
- Cristiano: Pietisti
- Illuminismo italiano: definito anche riformismo illuminato (più pratico)
Nota bene: questi diverse versioni hanno in comune un obiettivo: il diritto alla felicità, a cui si giunge attraverso la ragione.
Caratteristiche generali del movimento
- Potere assoluto della ragione
- La natura è fonte di esperienza
- Fiducia nel perfezionismo dei singoli attraverso l'educazione
- Diritto ad essere felici
- Fede nell'uguaglianza
- Promuovere il progresso e la felicità attraverso l'istruzione
Infatti in questo periodo si dà molta importanza alla scuola e in merito ad essa emergono due differenti proposte:
- Proposta di Filangeri: istruzione deve essere universale, ma non uniforme (divisa in due classi) e alle donne va data un'istruzione domestica.
- Proposta di Condorcet: istruzione deve essere pubblica, ma non obbligatoria e non vi devono essere differenze di genere (educazione uguale per entrambi i sessi).
Tre posizioni pedagogiche dell'Illuminismo
Prima posizione: Rousseau
Egli ha un valore periodizzante nella storia dell'educazione (“prima Rousseau” e “dopo Rousseau”) e le sue opere principali sono:
- Contratto Sociale: dove critica la società che causa la corruzione sociale (solo l'uomo naturale è buono) e l'infelicità dell'uomo (è la causa del male), risanabili, per Rousseau, attraverso l'educazione.
- L'Emilio (1762): dove critica l'educazione tradizionale (adultocentrica: il bambino è considerato per quello che diventerà, perciò si cerca l'adulto nel bambino) ed emergono due temi fondamentali:
- La scoperta dell'infanzia: la natura vuole che i fanciulli siano fanciulli prima di essere uomini, perciò è assurdo cercare l'adulto nel bambino.
- La bontà originaria/naturale dell'essere umano.
La visione di Rousseau in merito all'educazione è:
- Puerocentrica: il bambino al centro dell'educazione, perciò il suo è un apprendimento attivo caratterizzato da un'esperienza diretta (bisogna lasciare che il bambino agisca da sé).
- Naturale: l'educazione deve essere in sintonia con la Natura, poiché questa pone nell'uomo ciò di cui ha bisogno per svilupparsi.
- Negativa: l'educazione non deve insegnare, ma deve impedire la “corruzione esterna” (della società), ovvero il vizio e l'abitudine, lasciando che la Natura si sviluppi nell'educando. Inoltre bisogna non imporre mai nulla direttamente, l'impedimento deve esser dato da ostacoli fisici, e ciò evita l'interiorizzazione del rapporto comando-obbedienza e permette all'educando di sperimentare la sola dipendenza dalla natura (non dall'uomo, così si evita il conflitto tra le volontà umane). Infine il maestro deve “fare tutto senza fare nulla”, cioè mettere il bambino nelle condizioni di soddisfare da sé i suoi veri bisogni (bisogni naturali).
- Un processo spontaneo e autonomo: bisogna lasciare il bambino libero di fare da sé, per questo Rousseau parla di Autoeducazione (data dall'esperienza diretta del bambino).
- Un processo dell'età evolutiva: esso è suddiviso in tre fasi:
- Età della necessità (0-12 anni): dipendenza è la regola di vita, bisogna impedire e non proibire (il bambino deve apprendere solo la dipendenza dalla natura e non dall'uomo), bisogna dare senza condizioni e rifiutare irrevocabilmente i bisogni artificiali.
- Età dell'utile (12-15 anni): tempo dell'istruzione e del lavoro, periodo in cui emerge la ragione che si avvicina a regole morali (distingue il bene dal male).
- Età del buono (adolescenza e giovinezza): periodo critico e decisivo, definito “seconda nascita” perché è caratterizzato dal passaggio: dall'età dell'istinto all'età della ragione, dalla vita individuale a quella sociale-morale-religiosa (nell'Emilio l'educazione religiosa viene data ad Emilio solo quando lui raggiunge i 18 anni perché così può capire da solo i principi base della religione, ovvero: esistenza di Dio, l'esistenza e l'immortalità dell'anima e la legge morale).
N.B. Tutti questi aspetti vanno a definire il metodo educativo di Rousseau: metodo naturale, detto anche metodo dell'attesa inattiva per l'educatore, perché deve essere il bambino, spinto dall'interesse, a chiedere all'educatore che gli sia insegnato qualcosa.
Inoltre Rousseau distingue tre forme di educazione:
- Educazione della natura: sviluppo interno delle facoltà e organismi (non dipende dall'uomo).
- Educazione delle cose: dipende dall'uomo solo in parte, dato che viene dalla nostra esperienza sulle cose.
- Educazione degli uomini: l'educatore insegna a usare il nostro sviluppo naturale, egli deve studiare la natura del bambino e impedire che elementi non naturali ostacolino la vita dell'educando (unica educazione gestita dall'uomo).
N.B. Quindi ciascuno di noi è educato da tre maestri che devono essere in armonia tra loro.
Infine Rousseau delinea le quattro massime della libertà educatrice, cioè della Giusta Educazione (che rigenera l'uomo, creando l'uomo naturale, cioè l'equilibrio tra i suoi bisogni e le forze per soddisfarli):
- Lasciare il bambino libero di utilizzare le sue forze naturali (la felicità sta nella libertà).
- Aiutare il bambino a soddisfare solo i bisogni naturali/fisici (es. nutrirlo), che da solo, data la sua debolezza, non riesce a soddisfare.
- Limitare l'aiuto allo stretto necessario.
- Studiare con cura il linguaggio dei segni dei bambini per saper distinguere i bisogni naturali da quelli artificiali.
N.B. Limiti dell'idea d'educazione di Rousseau:
- Razzismo: perché per Rousseau il cervello perfetto è quello delle persone che vivono in climi miti (es. Emilio è francese → Europa: zona temperata).
- Ceto sociale: il povero non ha bisogno di educazione poiché è educato dal suo stato sociale non artificiale. Perciò l'educazione naturale va data al ricco, che riceve un'educazione artificiale dalla società a causa del suo stato sociale, anche perché è più probabile che un ricco diventi povero che il contrario, perciò è più sensato educare il ricco alla povertà (es. Emilio è borghese).
- Salute: l'educazione è rivolta solo a persone sane e robuste, non ai malati o a persone con handicap perché quest'ultime sono considerate da Rousseau persone inutili alla società e educarle farebbe diventare inutili anche gli educatori e sarebbe una perdita di tempo che illuderebbe le madri di riuscire a portare il figlio a valore.
- Sesso: non parità di sessi: nel quinto libro dell'Emilio Rousseau parla dell'educazione della donna (Sofia): data l'ineguaglianza naturale anche l'educazione deve essere diversa: la donna deve studiare solo cose pratiche e l'uomo, per conoscere le sue passioni per poterle soddisfare e per farlo innamorare di sé, compensando così la sua naturale debolezza. Quindi la vita della donna è in funzione dell'uomo, ella è soggetta alla sua autorità (prima quella del padre e poi del marito) e pertanto l'educazione femminile ha come obiettivo la felicità dell'uomo.
Seconda posizione: Filantropismo
Movimento educativo che mira alla tolleranza-amore verso tutti e alla comprensione. I maggiori esponenti sono:
- Basedow: fonda la scuola di Dessau e riprende in parte il metodo naturale di Rousseau, a anche per lui l'educazione deve attuare un'opera di rigenerazione della società in vista del bene dell'umanità e afferma che per far ciò:
- L'istruzione deve essere popolare (ruolo decisivo è svolto dallo Stato) e avere una base comune, ma al tempo stesso distingue due categorie di scuole:
- Grande scuola: per i figli di contadini e artigiani.
- Piccola scuola: per i figli della classe borghese (i quali terminano la formazione nel ginnasio e università).
- Vanno ampliati i curriculi scolastici: dando spazio alle scienze e conoscenze sociali e politiche, col fine di formare un uomo-cittadino con uno spirito super confessionale, cosmopolita e liberale.
- Bisogna modernizzare i metodi d'insegnamento: rendendoli più attenti agli interessi e alle esigenze degli alunni.
- L'istruzione deve essere popolare (ruolo decisivo è svolto dallo Stato) e avere una base comune, ma al tempo stesso distingue due categorie di scuole:
- Kant: massimo esponente dell'illuminismo, considerato da lui la “via d'uscita dell'uomo dallo stato di minoranza”, ovvero dall'incapacità di usare il proprio intelletto. Secondo Kant la pedagogia è fondata sull'etica: l'unità dell'educazione è l'educazione morale, cioè educazione alla libertà (obiettivo finale dell'educazione: la libertà dell'uomo): essa permette di scegliere tra il bene e il male (questo atto è il massimo della moralità raggiungibile dall'uomo, se libero).
- Salzmann: è un collaboratore di Basedow, ma abbandona la scuola di Dessau perché è mancante di carattere familiare e fonda in campagna l'istituto di Schepfental, affermando che:
- L'educatore deve essere:
- Ben formato
- Sereno
- Equilibrato
- Capace di coinvolgere la famiglia dell'educando
- L'educatore deve avere un buon metodo di lavoro.
- L'insegnamento deve essere considerato un dialogo, in cui gli scolari solo attivi.
- Il fine dell'educazione è educare i giovani alla felicità: attraverso lo sviluppo e l'esercizio di tutte le loro forze fisiche, intellettuali e morali.
- L'educatore deve essere:
Terza posizione:
Maggiori esponenti:
- Codillac: teorico del sensismo, ovvero della teoria della conoscenza secondo la quale l'idea deriva dalle sensazioni. Egli elabora l'ipotesi della Statua di Marmo, che rappresenta l'uomo/la donna: all'interno della statua non c'è nulla (per il sensismo il cervello infatti è una tabula rasa), ma se immaginiamo di dare alla statua un senso in essa cominceranno a formasi idee complesse (es. se diamo il giusto si formeranno idee/sensazioni di buono e cattivo) che non c'erano prima e dando anche gli altri sensi essa arricchisce e complica la sua interiorità.
- Helvetius: è sensista, materialista e utilitarista (cioè è bene solo ciò che è utile). Secondo lui l'educazione è lo strumento per giungere alla felicità, solo se si educa alla ragione (richiama qui Rousseau) ed essa è anche onnipotente (cioè può tutto), poiché plasma completamente l'uomo che nasce come una tabula rasa (sostanziale differenza da Rousseau: la natura è può tutto ed è già nell'uomo pronta a svilupparsi e l'educazione serve solo a favorire lo sviluppo).
- Diderot: scrive “L'enciclopedia”. Per lui le discipline fondamentali sono le scienze, poiché l'educazione scientifica fa usare di più la ragione. Inoltre egli inizia a diffondere l'idea di istruzione gratuita e statale (nota bene: prima del 700 l'istruzione è di competenza della Chiesa).
Romanticismo (età sella: fine 700 inizio 800)
Movimento europeo che fa valere le ragioni del cuore segnando un distacco critico dall'illuminismo.
Caratteristiche generali
- Senso d'appartenenza: essere uno col tutto
- Desiderio e slancio verso la libertà
- Rivalutazione della religione: mette in relazione l'uomo con l'infinito (essere finito educato all'infinito), soddisfacendo la tensione perenne dell'uomo verso l'infinito/la totalità (dove cuore e ragione sono un tutt'uno).
Tre posizioni pedagogiche del Romanticismo
Prima posizione: maggiori esponenti
- Schiller: afferma che la bellezza educa e permette di giungere alla felicità, formula così l'ideale di anima bella: ovvero colui che compie il proprio dovere morale con naturalezza e spontaneità. Inoltre sottolinea l'importanza del gioco, considerato come un'esperienza di libertà e perciò di bellezza. Esso è quindi uno strumento educativo che media l'istinto materiale/fisico e l'istinto della forma/morale e porta alla formazione di un'anima bella.
- Goethe: scrive due opere molto importanti:
- Faust: dove spiega che la formazione è un pellegrinaggio, un cammino spirituale e progressivo. Quindi essa è data dall'insieme delle nostre esperienze e perciò si parla di Autoeducazione.
- Provincia pedagogica: dove si delineano tre forme di rispetto: di Dio, della natura e dell'umanità che insieme portano al rispetto verso se stessi.
- Richter: sottolinea:
- L'importanza del rinnovamento generazionale: ogni bambino rappresenta una ripartenza per l'educazione.
- L'educazione è un processo spirituale (non naturale)
- Il fine dell'educazione è far sviluppare la forza morale, la dignità, la religiosità, l'amore e la bellezza morale.
- L'attenzione al genio: è un saggio che regge la storia universale, poiché si realizza con l'esperienza dei vari geni.
- Froebel: è panteista, cioè crede che Dio sia sia immanente che trascendente (tutto è Dio) e afferma che:
- L'educazione è un pellegrinaggio verso Dio per giungere alla conoscenza del sé, all'armonia con la natura e all'unione con Dio.
- Il rapporto tra allievo e maestro è di dare e avere e entrambi devono essere sottomessi a Dio affinché l'educazione sia efficace.
Inoltre egli incentra la sua pedagogia sul gioco (definita appunto pedagogia del gioco), poiché in esso è racchiuso lo sviluppo del bambino e in esso si realizza un doppio movimento:
- Movimento ad apprendere: incorpora a sé le cose: trasforma la natura in spirito.
- Movimento dell'esprimersi: trasforma l'interiore/spirito in estensione/natura.
Infine Froebel fonda i Giardini dell'infanzia, chiamati così perché il bambino è considerato un bocciolo che deve fiorire da solo curato dalle maestre giardiniere (a cui egli dà precise indicazioni su esercizi da fare, accompagnati da filastrocche, e sul materiale da usare, definito “doni”).
Seconda posizione: maggiori esponenti
- Pestalozzi: la sua riflessione pedagogica nasce dalla realtà concreta, diventa educatore e fonda istituti. Per lui il problema di base è il diritto all'educazione (elementare) del popolo/dei poveri, col fine di abilitare ogni uomo all'uso di tutte le sue facoltà, orientate verso la perfezione etica. L'uomo, per lui, è infatti caratterizzato da tre dimensioni che l'educazione deve tenere unite aiutando così il loro sviluppo, esse sono:
- Cuore: dimensione della volontà a cui si dedica l'educazione morale.
- Mente: dimensione del sapere a cui si dedica l'educazione mentale.
- Mano: dimensione dell'attività a cui si dedica l'educazione fisica.
N.B. Pestalozzi storicizza il concetto di natura affermando che l'uomo è naturale ma anche sociale e morale.
Infine egli introduce due innovazioni didattiche:
- Metodo fono-sillabico: caratterizzato dal susseguirsi di diverse fasi:
- Riconoscimento delle vocali
- Riconoscimento delle consonanti accompagnate da vocali
- Formazione delle prime sillabe
- Formazione delle prime parole semplici
N.B. Prima di questo metodo c'era quello dello Spelling di un testo scritto.
- Lavoro manuale nelle scuole: esso ha un valore morale e crea una continuità tra scuola e vita esterna.
- Schleiermacher: afferma che i primi ad educare sono i genitori, che adottano un'educazione spontanea (ma spesso condizionata dalla società) e solo successivamente subentrano gli insegnanti, considerati i “collaboratori dei genitori” (secondi educatori) che fanno dell'educazione il loro mestiere e necessitano pertanto di una teoria dell'educazione. Infatti Scheleiermacher formula per gli insegnanti la teoria ermeneutica, che si pone diversi problemi:
- Quando inizia/ finisce l'educazione?
- Cosa può l'educazione sull'uomo? A questa domanda Scheleiermacher risponde mantenendo una posizione intermedia tra gli estremi visti precedentemente con Rousseau, secondo il quale essa non può nulla, e Helvetius, secondo il quale invece essa può tutto, e afferma che l'educazione è:
- Stimolo: lascia emergere le caratteristiche naturali
- Guida: affinché l'uomo sia formato in continuità con l'etica (infatti per S. la pedagogia è una scienza applicata: in diretto rapporto con l'etica e coordinata alla politica).
N.B. Quindi per Scheleiermacher l'unità dell'educazione è la vita stessa, caratterizzata da due direzioni:
- Direzione individuale: dove l'educazione fa sviluppare le caratteristiche personali.
- Direzione universale: dove l'educazione è uguale per tutti e ha lo scopo di consegnare l'individuo alla vita sociale, portandolo ad accettare e migliorare i suoi contesti.
- L'educazione è sostegno o opposizione per l'educando? Secondo S. entrambe:
- L'educazione è sostegno del bene e delle capacità naturali (direzione individuale).
- L'educazione è opposizione del male (direzione universale).
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