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l'educatore deve avere un buon metodo di lavoro

 l'insegnamento deve essere considerato un dialogo, in cui gli scolari solo attivi

 il fine dell'educazione è educare i giovani alla felicità: attraverso lo sviluppo e l'esercizio di tutte le loro forze

 fisiche, intellettuali e morali.

TERZA POSIZIONE: maggiori esponenti:

CODILLAC: teorico del sensismo, ovvero della teoria della conoscenza secondo la quale l'idea deriva dalle sensazioni).

Egli elabora l'ipotesi della Statua di Marmo, che rappresenta l'uomo/la donna: all'interno della statua non c'è nulla (per il

sensismo il cervello infatti è una tabula rasa), ma se immaginiamo di dare alla statua un senso in essa cominceranno a

formasi idee complesse (es. se diamo il giusto si formeranno idee/sensazioni di buono e cattivo) che non c'erano prima e

dando anche gli altri sensi essa arricchisce e complica la sua interiorità.

HELVETIUS: è sensista, materialista e utilitarista (cioè è bene solo ciò che è utile. Secondo lui l'educazione è lo

strumento per giungere alla felicità, solo se si educa alla ragione (richiama qui Rousseau) ed essa è anche onnipotente

(cioè può tutto), poiché plasma completamente l'uomo che nasce come una tabula rasa (sostanziale differenza da

Rousseau : la natura è può tutto ed è già nell'uomo pronta a svilupparsi e l'educazione serve servo solo a favorire lo

sviluppo).

DIDEROT: scrive “L'enciclopedia”. Per lui le discipline fondamentali sono le scienze, poiché l'educazione scientifica fa

usare di più la ragione. Inoltre egli inizia a diffondere l'idea di istruzione gratuita e Statale (n.b. prima del 700 l'istruzione

è di competenza della Chiesa).

ROMANTICISMO (età sella: fine 700 inizio 800): movimento europeo che fa valere le ragioni del cuore segnando

un distacco critico dall'illuminismo.

Caratteristiche generali:

senso d'appartenenza: essere uno col tutto

– desiderio e slancio verso la libertà

– rivalutazione della religione: mette in relazione l'uomo con l'infinito (essere finito educato all'infinito),

– soddisfacendo la tensione perenne dell'uomo verso l'infinito/la totalità (dove cuore e ragione sono un tutt'uno).

TRE POSIZIONI PEDAGOGICHE DEL ROMANTICISMO

PRIMA POSIZIONE: maggiori esponenti:

SCHILLER: afferma che la bellezza educa e permette di giungere alla felicità, formula così l' ideale di ANIMA BELLA:

ovvero colui che compie il proprio dovere morale con naturalezza e spontaneità. Inoltre sottolinea l'importanza del gioco,

considerato come un' esperienza di libertà e perciò di bellezza. Esso è quindi uno strumento educativo che media l'istinto

materiale/fisico e l'istinto della forma/morale e porta alla formazione di un'anima bella.

GOETHE: scrive due opere molto importanti:

Faust: dove spiega che la formazione è un pellegrinaggio, un cammino spirituale e progressivo. Quindi essa è

• data dall'insieme delle nostre esperienze e perciò si parla di Autoeducazione.

Provincia pedagogica : dove si delineano tre forme di rispetto: di Dio, della natura e dell'umanità che insieme

• portano al rispetto verso se stessi.

RICHTER: sottolinea:

l'importanza del rinnovamento generazionale: ogni bambino rappresenta una ripartenza per l'educazione

– l'educazione è un processo spirituale (non naturale)

– il fine dell'educazione è far sviluppare la forza morale, la dignità, la religiosità, l'amore e la bellezza morale

– l'attenzione al genio: è un saggio che regge la storia universale, poiché si realizza con l'esperienza dei vari geni.

FROEBEL: è panteista, cioè crede che Dio sia sia immanente che trascendente (tutto è Dio) e afferma che :

l'educazione è un pellegrinaggio verso Dio per giungere alla conoscenza del sé, all'armonia con la natura e

• all'unione con Dio

il rapporto tra allievo e maestro è di dare e avere e entrambi devono essere sottomessi a Dio affinché l'educazione

• sia efficace

Inoltre egli incentra la sua pedagogia sul gioco (definita appunto Pedagogia del gioco), poiché in esso è racchiuso lo

sviluppo del bambino e in esso si realizza un doppio movimento:

movimento ad apprendere: incorpora a sé le cose: trasforma la natura in spirito

– movimento dell'esprimersi: trasforma l'interiore/spirito in estensione/natura

Infine Froebel fonda i Giardini dell'infanzia, chiamati così perché il bambino è considerato un bocciolo che deve fiorire

da solo curato dalle maestre giardiniere (a cui egli da precise indicazioni su esercizi da fare, accompagnati da filastrocche,

e sul materiale da usare, definito “doni”).

SECONDA POSIZIONE: maggiori esponenti:

PESTALOZZI: la sua riflessione pedagogica nasce dalla realtà concreta, diventa educatore e fonda istituti.

Per lui il problema di base è il Diritto all'educazione (elementare) del popolo/dei poveri, col fine di abilitare ogni uomo

all'uso di tutte le sue facoltà, orientate verso la perfezione etica. L'uomo, per lui, è infatti caratterizzato da tre dimensioni

che l'educazione deve tenere unite aiutando così il loro sviluppo, esse sono:

cuore : dimensione della volontà a cui si dedica l'educazione morale

– mente: dimensione del sapere a cui si dedica l'educazione mentale

– mano: dimensione dell'attività a cui si dedica l'educazione fisica

N.B. Pestalozzi storicizza il concetto di natura affermando che l'uomo è naturale ma anche sociale e morale.

Infine egli introduce due innovazioni didattiche :

metodo fono-sillabico: caratterizzato dal susseguirsi di diverse fasi:

1. - riconoscimento delle vocali

- riconoscimento delle consonanti accompagnate da vocali

- formazione delle prime sillabe

- formazione delle prime parole semplici

N.B. Prima di questo metodo c'era quello dello Spelling di un testo scritto.

Lavoro manuale nelle scuole: esso ha un valore morale e crea una continuità tra scuola e vita esterna.

2.

SCHLEIERMACHER: afferma che i primi ad educare sono i genitori, che adottano un'educazione spontanea (ma spesso

condizionata dalla società) e solo successivamente subentrano gli insegnanti, considerati i “collaboratori dei genitori”

(secondi educatori) che fanno dell'educazione il loro mestiere e necessitano pertanto di una teoria dell'educazione. Infatti

Scheleiermacher formula per gli insegnanti la Teoria Ermeneutica, che si pone diversi problemi:

Quando inizia/ finisce l'educazione ?

 Cosa può l'educazione sull'uomo? A questa domanda Scheleiermacher risponde mantenendo una posizione

 intermedia tra gli estremi visti precedentemente con Rousseau, secondo il quale essa non può nulla, e Helvetius,

secondo il quale invece essa può tutto, e afferma che l'educazione è :

- stimolo: lascia emergere le caratteristiche naturali

- guida: affinché l'uomo sia formato in continuità con l'etica ( infatti per S. la pedagogia è una scienza applicata:

in diretto rapporto con l'etica e coordinata alla politica).

N.B. Quindi per Scheleiermacher l'unità dell'educazione è la vita stessa, caratterizzata da due direzioni:

direzione individuale: dove l'educazione fa sviluppare le caratteristiche personali

1. direzione universale: dove l'educazione è uguale per tutti e ha lo scopo di consegnare l'individuo alla vita sociale,

2. portandolo ad accettare e migliorare i suoi contesti.

L'educazione è sostegno o opposizione per l'educando? Secondo S. entrambe:

 - l'educazione è sostegno del bene e delle capacità naturali (direzione individuale)

- l'educazione è opposizione del male (direzione universale)

Meglio il gioco o l'esercizio/sacrificio per il futuro? Per S. bisogna fa riferimento alla concezione del tempo che

 ha il bambino per scegliere cosa sia meglio tra i due : il bambino piccolo non ha una concezione del tempo quindi

sarebbe inutile chiedergli di sacrificare il gioco per l'esercizio, perciò bisogna presentargli tale esercizio utile per

il suo futuro sotto forma di gioco e successivamente, crescendo, tale forma di gioco diminuisce sempre più perché

inizia a capire il tempo (diminuisce la forma di gioco e aumenta l'esercizio).

PADRE GIRARD: come per Pestalozzi anche per lui è importante l'educazione popolare e pertanto afferma che la scuola

pubblica è fondamentale per garantire l'istruzione di tutti. Inoltre Padre G. afferma che :

lo scopo dell'educazione è lo sviluppo armonico di tutte le facoltà dell'educando che raggiunge quindi la piena

– umanità

gli ambienti educativi sono due:

– famiglia: in cui il ruolo fondamentale è svolto dalla madre

1. scuola: che deve riprendere lo stile familiare

2.

il metodo educativo deve essere MISTO : il maestro fa la stessa lezione a tutti gli allievi ed essa poi è ripetuta dai

– monitori (gli allievi più bravi grandi) al gruppetto di allievi a cui appartengono (tali gruppi si formano in base

all'età e alla preparazione) e alla fine il maestro controlla l'apprendimento dei contenuti.

DE SAUSSURE: per lui l'educazione è progressiva. Infatti distingue tre fasi dell'educazione:

infanzia-fanciullezza : periodo in cui il soggetto è influenzato dalle persone e cose

1. adolescenza-giovinezza: periodo in cui il soggetto è influenzato dal padre, che lo educa

2. maturità-vecchiaia: periodo in cui il soggetto è se stesso (non è influenzato da niente e nessuno)

3.

Inoltre De Saussure afferma che :

il fine dell'educazione è perfezionarsi

– gli ambienti educativi sono la famiglia e la scuola

– il metodo educativo deve essere individualizzato

TERZA POSIZIONE: HERBART: in merito alla pedagogia afferma che:

è una scienza: è razionalmente fondata

 ha carattere autonomo: l'etica è il fine e la psicologia il mezzo dell'educazione

 ha un contenuto specifico: caratterizzato da tre momenti:

 governo = disciplina

1. insegnamento = istruzione → scopo: suscitare attività e condurre alla moralità

2. cultura morale = educazione → scopo: formare la personalità e il carattere dell'educando

3. ha una metodologia: Dottrina dell'interesse: bisogna seguire gli interessi dell'educando e questi possono essere di

 due tipi:

- conoscitivi: soddisfatti dalle scienze esatte

- partecipativi: soddisfatti dalle scienze umane

Infine il processo educativo per Herbart è caratterizzato da:

chiarezza: comprensione intuitivo di ciò che deve essere appreso

– associazione: collegamento delle idee/nozioni apprese

– sistema: sintesi delle idee/nozioni apprese

– metodo: applicazione personale di ciò che si è appreso

N.B. Herbart crea anche la Psicologia Matematica in cui sono fondamentali l'etica realistica e le rappresentazioni.

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE : nasce in Gran Bretagna nel 1750 e finisce del 1850 (periodo del

romanticismo) e si estende in quasi tutta Europa e negli Stati Uniti, portando diverse trasformazioni riguardanti anche

l'educazione: es. Reform Act: legge del 1833 che proibisce il lavoro minorile prima dei 9 anni e obbliga la

frequentazione scolastica di almeno due ore per i ragazzi dai 9 ai 13 anni.

Sorgono così diverse scuole:

Scuole di Mutuo Insegnamento in Francia (Bell) e Monitoriali in Inghilterra (Lancaster) che adottano lo stesso

• metodo: il docente spiega ai monitori, cioè agli alunni più preparati, la lezione e questi poi devono ripeterla ai

membri del loro piccolo gruppo

Scuole infantili:

• - in Francia: Oberlin fonda le “Salle d'Asile”: ovvero una sorta di scuola materna in cui di dà molta importanza al

gioco e all'educazione morale attraverso storie ed esempi riportati dal maestro.

- in Italia: Aporti fonda la “Scuola Infantile”: a cui accedono bambini provenienti da famiglie agiate e dove si

insegna la scrittura, la lettura, il calcolo e la religione e si adotta il metodo educativo dei premi e punizioni (mai

corporali).

- in Gran Bretagna: Owen fonda la “New Lamark”: scuola per i bambini fino ai 5 anni, dove si adotta il metodo

del mutuo insegnamento e si dà molta importanza al gioco, all'educazione fisica, al canto, alla danza e

all'alfabeto. Inoltre Owen vieta il lavoro prima dei 10 anni e chiede al governo l'istruzione degli ignoranti.

RESTAURAZIONE : primo 800: dalla caduta di Napoleone (1814), periodo in cui lo Stato prende più controllo

sull'educazione.

In Francia vengono emanate due leggi importanti:

legge Guizot (1833): impone :

1. - ad ogni comune di aprire una scuola in locali adatti

- l'insegnamento religioso

- la presenza di un dipartimento per la formazione dei maestri

legge Falloux (1850): impone:

2. - maggior intervento della Chiesa a scuola

- la fondazione di scuole per adulti e apprendisti

In Italia, grazie all'influenza francese, si giunge ad una coscienza educativa moderna:

1797 si delinea il Piano Generale (mai redatto dalla Repubblica Cisalpina) che parla di: scuole popolari, gratuite,

 dove si insegnano varie materie e laiche.

1803 Napoleone porta a distinguere tre ordini d'istruzione:

 università

1.

licei e scuole secondarie

2. scuole primarie

3.

1807 legge di Giuseppe Bonaparte: introduce collegi reali

 1811 Decreto di Murat (re delle due Sicilie): - toglie la giurisdizione ecclesiastica dalle scuole pubbliche

 - istruzione gratuita per tutti (anche per le bambine)

- aggiunge le scuole di arti e mestieri

N.B. Tra il 700-800 nascono le scuole tecnico-professionali: es. per le donne c'era l'istituto delle Cannossiane,

dove si insegnava il cucito e il ricamo, e Don Bosco organizza laboratori di mestieri.

RISORGIMENTO ITALIANO : LUNGO 800* : periodo in cui l'Italia giunge all'unità (1861) e diventa necessaria

l'educazione popolare e nazionale per formare una coscienza nazionale.

Le figure educative/pedagogiche più importanti sono:

CUOCO e MAZZINI: fautori dell'educazione popolare-nazionale.

• Per Cuoco l'istruzione deve essere: universale, uniforme e pubblica.

Mazzini invece fonda la Giovine Italia e la Giovine Europa.

Esponenti del movimento pedagogico-educativo toscano:

• CAPPONI: l'educazione popolare deve basarsi su affetti, spontaneità, buoni esempi ed è importante il ruolo della

famiglia

LAMBRUSCHINI: l'educazione ha fondamento politico, morale e religioso.

Esponenti del movimento pedagogico-educativo piemontese:

• ROSMINI: è l'educatore più importante del Risorgimento. Egli parla di Rinnovamento Pedagogico, perché per

rigenerare l'umanità bisogna rigenerare la Chiesa e perciò il clero, o meglio l'educazione del clero. Egli vuole

fondare un istituto religioso che abbia come fine la santificazione dei membri e la pratica della Carità e fonda nel

1828 a Domodossola l'Istituto della Carità e successivamente a Roma l'Istituto della Santa Sede e le Scuole della

Provvidenza, istituendo infine anche un collegio degli educatori.

Per Rosmini il fine dell'educazione è la formazione integrale dell'uomo, caratterizzato secondo lui da tre

dimensioni (qui riprende in parte il pensiero di Pestalozzi):

corpo = soggetto animale

1. mente = soggetto intellettivo

2. cuore = soggetto volitivo

3.

QUINDI l'uomo per Rosmini non è solo corporeo e ideale ma è anche morale e l'educazione deve portare l'uomo a

comprendere la sua moralità, che ha sede nella volontà.

Infine si può dire che la sua educazione ha un'impronta religiosa, dato che l'educando deve riconoscere l'ordine oggettivo

dell'universo (cioè l'ordine di Dio) e adeguare ad esse il proprio ordine soggettivo. Perciò l'educazione è il mezzo di

elevazione dell'uomo a Dio.

RAYNIERI: sacerdote con l'impegno dell'insegnamento. Per lui l'educazione è arte che rende l'uomo libero

usando l'autorità come principio e la volontà come mezzo e rispettando le cinque leggi dell'educazione:

unità

1. universalità

2. armonia

3. gradazione

4. convenienza (per i bisogni della società).

5. Infine il suo metodo è basato su due leggi didattiche:

l'insegnamento passa dal noto all'ignoto

• l'insegnamento passa dal facile al difficile

QUINDI l'insegnante deve essere preparato sulla materia da insegnare e sul modo per farlo.

DON BOSCO: sacerdote amico-educatore dei giovani. Egli fonda l'oratorio, cioè un ambiente familiare e

amichevole (clima necessario per creare confidenza e per far accettare i valori che l'adulto propone), che pone al

centro dell'educazione due cose:

la pratica: vi sono diversi lavoratori di mestieri

1. la religione: dà un'educazione cristiana, poiché per Don Bosco la vera felicità è data da Dio

2.

N.B per Don Bosco il fine dell'educazione è creare onesti cittadini e buoni cristiani.

LUNGO 800* : dal 1789, anno della Rivoluzione Francese, al 1914, anno d'inizio della prima Guerra Mondiale. Questo

periodo è definito “SECOLO EUROPEO” poiché l'Europa conquista l'egemonia ed era inoltre il periodo del progresso

scientifico-tecnologico e civile. Quest'ultimo è caratterizzato da tre dimensioni:

Democratizzazione

1. Politiche Sociali: lo stato interviene ad esempio per impedire il lavoro minorile e per garantire l'uguaglianza

2. Alfabetizzazione: istruzione universale, obbligatoria e gratuita

3. N.B. Il declino dell'alfabetizzazione è analizzato dalle ricerche di:

CIPOLLA: analizza l'analfabetismo adulto considerando le differenze di genere e quelle regionali:

- studio analfabetismo europeo del 1850 e individua 3 gruppi, più 1:

1° gruppo: Paesi nord-periferici: i più alfabetizzati: - Prussia: 20% di analfabetismo

- Scozia: 20% di analfabetismo

- Svezia: 10% di analfabetismo

2° gruppo: Potenze europee: con un livello medio di alfabetizzati: - Impero Austriaco: 40/45% di analfabetismo

- Francia: 40/45% di analfabetismo

- Inghilterra/Galles: 30/33% di analfabetismo

- Belgio: 45/50% di analfabetismo

3° gruppo: Paesi Mediterranei: i meno alfabetizzati: - Spagna: 75% di analfabetismo

- Italia: 75/80% di analfabetismo

+ gruppo a se stante: Russia: 90/95% di analfabetismo.

fa una stima degli analfabeti tra sposi e spose (post unità d'Italia, fonte: registri matrimoniali) :

– anno sposi spose

1867 60,00% 79,00%

1877 52,00% 73,00%

1887 43,00% 63,00%

1897 37,00% 52,00%

fa una stima degli analfabeti nelle diverse zone d'Italia (ricerca post unità: del 1871):

– Regno di Sardegna: Piemonte e Liguria (esclusa la Sardegna) : 42% di analfabeti (maschi: 41% Vs donne: 50%)

Lombardia: 45% di analfabeti (maschi: 41% Vs donne:56%)

Toscana: 56% di analfabeti (maschi 62% Vs donne: 56%)

Emilia Romagna: 72% di analfabeti (maschi: 67% Vs donne: 67%)

Lazio: 68% di analfabeti

Italia meridionale (Regno delle due Sicilie + Sardegna): sopra l'80% di analfabeti (donne arrivano al 90-95%)

VIGO: censisce il numero di scuole primarie in Italia (prima e dopo l'unità):

 1850 Scuole pubbliche: + di 5000

Regno di Sardegna Scuole private: circa 2000

1856 Scuole pubbliche: + di 8000

Scuole private: + di 700

Tra il 1822 e il 1855 Raddoppiano lo scuole pubbliche e restano uguali quelle private

Lombardo-Veneto 1818 Scuole pubbliche: + di 3000

Regno delle due

Sicilie Scuole private: + di 3000

1859 Il numero delle scuole pubbliche e private si dimezza

IMPERIALISMO : secondo 800 – primo 900 (lungo 800): periodo in cui le potenze europee cercano di diventare

potenze mondiali e la teoria di Darwin diffonde l'idea secondo cui chi non riesce a diventare potenza mondiale viene

sopraffatto.

L'imperialismo è caratterizzato da due ideali:

POTENZA

1. RAZZA

2.

Tali concetti portano a distingue in tutti i campi chi è forte e chi è debole delineano così un modello culturale e di uomo

europeo del'800:

razzista: distinguendo razze deboli e forti

• maschilista: l'uomo è forte,mentre la donna è debole

• adultista: l'adulto è forte, mentre il bambino è debole

• elitista: i ricchi sono forti,mentre i poveri sono deboli

• laicista: i laici sono forti, mentre i religiosi sono deboli

• militarista: le virtù militari sono forti, mentre le virtù della vita sono deboli

Ciò crea una GERARCHIZZAZIONE SOCIALE, alla quale i gruppi deboli possono reagire:

accettandola

– adattandosi

– rifiutandola e creando alternative (: movimenti di protesta)

N.B. Inoltre l'adultismo, il maschilismo e l'élitismo delineano la realtà di minorità (cioè bambini, donne e poveri) da

educare dai maggiori (cioè adulti, maschi e ricchi).

TRE POSIZIONI PEDAGOGICHE DELL'IMPERIALISMO

PRIMA POSIZIONE:

TOLSTOJ: scrittore russo (Russia è il paese con un analfabetismo quasi totale), nel 1861 apre una scuola del popolo che

presenta le seguenti caratteristiche:

accesso e uscita solo liberi

– non ci sono libri: il bambino è armato di curiosità

– non ci sono programmi: l'insegnamento nasce dalla richiesta dei bambini (riprende qui Rousseau)

– non bisogna imparare a memoria

Pertanto il tuo metodo è definito: Anarchismo liberatorio pedagogico e in esso si distinguono due fasi successive:

Nichilismo: non ci sono verità e valori assoluti e fa una distinzione tra:

1. - cultura = insieme delle esperienze di vita

- istruzione = rapporto libero tra due esseri: l'educando chiede informazioni all'educatore che risponde

- educazione = imposizione forzata di un individuo su un altro: il primo vuole formare il secondo basandosi su

valori/ principi che ritiene buoni, ma nulla è assoluto e quindi nessuno ha il diritto di educare qualcuno!

Eretico- cristiana: Tolstoj si avvicina alla fede cristiana (eretica per la chiesa ortodossa russa) e sviluppa il

2. principio di resistenza al male ( no resistenza con la violenza) e l'idea che l'istruzione è anche formazione e perciò

non c'è una netta distinzione tra essa e l'educazione.

NIETZSCHE: filosofo tedesco che critica la tradizione educativa occidentale e cerca il superamento della cultura greco-

cristiano-borghese e dei suoi valori, perché vuole andare oltre e far strada ai valori dell'oltre uomo (uomo nuovo che

supera quello vecchio). Egli scrive due opere importanti:

Sull'avvenire delle nostre scuole (opera della giovinezza): in cui riflette sulle scuole tedesche e critica il metodo

1. educativo perché innaturale. Critica di conseguenza il Positivismo in cui individua due tendenza che dominano la

scuola impoverendola (si tratta di una povertà spirituale che colpisce anche gli insegnanti), esse sono:

- tendenza a estendere la cultura nella società: scolarizzazione di massa

- tendenza a ridurre la cultura per divulgarla più facilmente: viene assottigliata per essere spendibile qui e ora (la

cultura deve far guadagnare).

QUINDI ci si iscrive a scuola per trovare un lavoro e le scuola, anche i licei, perdono lo spirito tedesco e adottano

la logica professionale.

Nietzsche afferma che per recuperare la spiritualità bisogna riprendere la cultura classica e recuperare il vero

obiettivo dell'educazione, ovvero far emergere i geni che formeranno l'aristocrazia. Perciò per lui la cultura è per

pochi, è aristocratica e élitaria (N.B. Al popolo basta un'istruzione elementare perché altrimenti perde la sua

cultura popolare fatta di tradizioni e credenze, che rappresentano le radici che permettono al genio di diventare

tale).

Così parlò Zarathustra (opera della maturità): Zarathustra è un profeta (rappresenta Nietzsche) che inizialmente

2. incontra un santo eremita nel bosco che gli dice di scrivere e cantare le sue poesie a Dio e Zarathustra commenta

dicendo “Dio è morto!” ( = nichilismo).

Zarathustra si dirige poi in città, in mezzo alla folla per insegnare il super-uomo (cioè l'oltrepassamento

dell'uomo) e dice loro: £ l'uomo è una corda tesa sopra l'abisso, tra la bestia e il super-uomo” ( = l'uomo deve far

un cammino difficile che va dalla bestia al super-uomo, raggiungibile attraverso l'oltrepassamento dell'uomo), ma

l'annuncio non viene compreso dalla folla che ritenendosi istruita si ritiene anche progredita e perciò diversa

dall'animale.

Allora Zarathustra cerca un gruppo di compagni senza un leader, in grado di capire e portare aventi il suo ideale,

ovvero capace di andare al di là della morale borghese per giungere a quella degli eroi, basata sui seguenti valori:

guerriero: no al lavoro si alla battaglia, no alla pace ma vittoria e no amore il prossimo ma guerra e coraggio

• obbedienza-comando come disciplina (con consapevolezza e passività)

• sete di dominio, egoismo e voluttà: valori opposti a quelli cristiani (Nietzsche critica totalmente il cristianesimo

• ma non totalmente la figura di Gesù, per lui potenziale super uomo).

Infine Nietzsche ha una particolare concezione della donna:

è un po' schiava e un po' tiranna per questo non sa provare amicizia ma solo amore

– considera l'uomo come mezzo per giungere ad un fine: figlio

– è un enigma con una soluzione: gravidanza

– è educata in funzione dell'uomo (per il conforto del guerriero)

SECONDA POSIZIONE: DILTHEY: massimo esponente dello storicismo, secondo cui la storia è frutto dell'attività

umana. Egli distingue:

le scienze della natura: scienze esatte, basate sull'osservazione esterna

• le scienze dello spirito: scienze umane, basate sull'osservazione interna delle esperienze vissute (utili per

• comprendere il passato)

Per lui il compito dell'educazione è rivivere la cultura del passato perché l'uomo è caratterizzato dalla cultura che egli

stesso ha prodotto nella storia.

TERZA POSIZIONE: POSITIVISMO PEDAGOGICO

Il positivismo è fondato da Comte e nasce in Francia negli anni 30 del'800. Esso è una corrente culturale e filosofica che

nuota intorno a tre aspetti:

ascesa della borghesia

1. scienza

2. progresso

3.

COMTE: scrive “Corso di filosofia positiva” (la sua opera più importante), dove enuncia la legge dei tre stadi che si

riferisce allo sviluppo che ogni società deve seguire:

1° stadio: teologico: la realtà è spiegata attraverso la religione (casualità divine)

2° stadio: metafisico: la realtà spiegata filosoficamente

3° stadio: positivo: la realtà è spiegata scientificamente

Questo sviluppo stadiale caratterizza anche l'educazione che diventa così scienza dell'educazione (egli si oppone

all'educazione tradizionale e religiosa).

SPENCER: diffonde il panteismo in Inghilterra, scrive “Educazione intellettuale, morale e fisica”, che viene poi

considerato il manifesto del positivismo pedagogico europeo. Infatti per Spencer l'educazione parte da esigenze evolutive

(evoluzionismo) e utili del bambino (utilitarismo) e perciò l'ordine della didattica (l'insegnamento) ricalca l'ordine storico-

evoluzionistico (non parte da nozioni). Infine egli dà molta importanza all'educazione fisica e pertanto introduce la

ginnastica a scuola.

DURKHEIM: sociologo francese che ha una visione sociologica dell'educazione: essa è una costante della società (la

società è considerata educativa) che consiste nell'integrazione delle nuove generazioni. L'educazione è quindi un

apprendistato sociale e scienza pratica ( n.b. I metodi educativi sono storicamente e socialmente validi).

N.B. Durkheim segna il declino del positivismo: la scienza non può spiegare tutto.

POSITIVISMO ITALIANO: recupera il froebelismo in maniera scientifica → 2 maggiori esponenti:

- ARDIGO' : egli ritiene che la cultura scientifica è la più idonea per un'istruzione comune a tutti e la sua idea centrale è

che la natura è l'unica realtà, ed essendo essa conoscibile tutto può diventare noto. Inoltre per lui il processo educativo è

caratterizzato da 4 momenti:

attività

1. esercizio

2. abitudine

3. educazione

4.

e le matrici educative sono fattori esterni all'educando (= famiglia e società → comprendono gli educatori) che portano a

formare abitudini → quindi l'educazione = alla formazione di abitudini nell'allievo attraverso i fattori ambientali

Il metodo educativo è :

didattico: per le lezioni di cose

– intuitivo: per stimolare l'educando

Infine l'educazione per Ardigò non ha fine!

- GABELLI: per lui l'educazione deve partire dalle esigenze e esperienze conoscitive precedenti alla scuola, per giungere

formare “teste chiare”, cioè uomini che riflettono. Inoltre afferma che per il rinnovamento del popolo è necessario

cambiarne la mentalità e le abitudini attraverso l'educazione (partendo da quella delle madri che danno ai figli: la prima

educazione e la più importante).

N.B. LETTURE EDUCATIVE (nascono nel periodo dell'imperialismo): manuali edonistici con finalità educative, che si

distinguono in:

letteratura femminile

– letteratura d'appendice/popolare

– letteratura infantile: tra cui 2 grandi classici: Pinocchio di Collodi e Cuore* di De Amicis.

*CUORE:

pubblicato nel 1886 ma contestualizzato nella Torino degli anni 81/82

• 3 registri narrativi = 3 scrittori:

• Enrico Bottini che scrive un diario dove annota la vita scolastica e familiare

1. padre e madre di Enrico Bottini che scrivono commenti su quanto scritto dal bambino

2. maestro coi suoi racconti del mese trascritti nel diario da Enrico

3. libro rivolto a ragazzi dai 9-13 anni a cui De Amicis vuole trasmettere i seguenti valori:

• - del progresso civile → di cui l'istruzione è la principale fonte

- della Nazione → libro patriottico: valore trasmesso soprattutto dai racconti del mese del maestro

- del lavoro → insegna che nobilita l'uomo

libro con numerose figure di padri:

• - ex re: Vittorio Emanuele

- nuovo te: Umberto I

- padre di Enrico

- maestro

N.B. questo richiama l'adultismo; nell'ideologia del romanzo i figli devono farsi perdonare dai padri di essere figli

attraverso il sacrificio e dando il massimo per i genitori. Per sottrarsi a questa colpa originaria ci sono due modi:

- padricidio

- suicidio

Gli unici che si fanno accettare/perdonare sono gli eroi=coloro che muoiono in guerra→richiamo del Militarismo.

Modalità educative del libro sono soprattutto emotive: es. commozione e senso di colpa (per questo il libro in

• realtà è diseducativo)

il libro finisce coi ringraziamenti di Enrico a tutti coloro che hanno partecipato all'anno scolastico che si sta

• concludendo, soprattutto grazie al padre (primo maestro) e alla madre.

SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO DEL 800

Si parte dal Regno di Sardegna: 1848: regime liberale di Carlo Alberto, che concede lo Statuto Albertino che è privo di

leggi che regolano la scuola.

Nel 1848 viene emanata la legge Boncompagni: la prima legge che regola la scuola ed è perciò la prima forma di

controllo statale sulla scuola.

Nel 1859 viene emanata la LEGGE CASATI che impone che:

le scuole elementari diventano comunali, gratuita e durano 4 anni (con obbligo non prescrittivo fino ai 9 anni)

• divide la scuola secondaria in:

• - tecnica → di competenza provinciale

- classica (licei) → di competenza statale

il liceo è l'unica scuola che permette l'accesso all'università → di competenza statale

Nel 1861 avviene l'Unità e nasce il Regno d'Italia:

primo governo: destra storica: problema principale che si pone è la nazionalizzazione delle masse e perciò della

 sua alfabetizzazione, attraverso la leva militare o la scuola (in cui nel '67 venne introdotto l'insegnamento

dell'italiano e della matematica).

Secondo governo: sinistra storica (il primo governo di Depretis): attenta a condizioni materiali

 dell'insegnamento:

nel '76 fu emanata la legge per migliorare le condizioni dei maestri elementari

nel '77 fu emanata la LEGGE COPPINO che imponeva che:

- le scuole elementari sono comunali, gratuite e durano 4 anni con obbligo prescrittivo fino al 3°anno (= fino ai 9

anni)

- aggiunge educazione civica (con l'intento di formare dei cittadini)

- lascia scegliere ai comuni se insegnare religione cattolica nelle scuole

N.B. Con Crispi al governo furono modificati i programmi scolastici per diffondere l'ideologia autoritaria –

patriottica – nazionalista.

Alla fine dei governi Crispi vi è una crisi (= ultimo 800 caratterizzato da agitazioni sociali) → N.B. la sinistra

storica continua con l'età giolittiana nel primo 900*.

IL BANCO SCOLASTICO: è la sola fonte per ricostruire la storia della didattica 800centesca. Segna la nascita della

scuola pubblica 800centesca, perché ottimizza spazi e costi ed è uno strumento pratico per la disciplina, utile per

insegnanti e esercitare la loro autorità tenendo i bambini fermi e costringendo all'ascolto.

I primi banchi erano lunghi, con un unico piano di lavoro e una lunga panca per 6-8 bambini. I limiti di questi banchi

sono che il maestro non arriva a tutti e per i bambini è difficile uscire e causa la scoliosi o cifosi a causa della mancanza

dello schienale.

Nel 1863 Farner introduce lo schienale e la pedana ad una distanza ottimale per limitare la curvatura dello studente e il

banco diventa così scientifico-ortopedico.

Nell'ultimo 800 il Positivismo diffonde l'ossessione per l'igiene che si riflette sul banco e esso diventa così biposto e

mobile (per permettere una maggiore pulizia).

Successivamente il froebelismo diffonde la necessità dell'educazione fisica e pertanto vengono costruiti i banchi con la

ribaltina per agevolare i movimenti degli allievi.

Infine nel primo 900 il banco diventa monoposto con le gambe di ferro per rendere il bambino immobile e ben visibile al

maestro (evitando secondo loro atti di perversione sessuale).

N.B. Il banco per la Montessori va eliminato perché è una macchina repressiva per il bambino, a cui, invece, occorre

libertà. Infatti lei nelle sue scuole usa dei tavolini su misura.

PRIMO NOVECENTO: Pedagogie Attiviste → Attivismo in senso generale:

predominio della prassi sulla teoria

– il pensiero nasce dall'azione

– puerocentrismo

– TRE POSIZIONI PEDAGOGICHE DEL ATTIVISMO:

PRIMA POSIZIONE: ATTIVISMO IN SENSO STRETTO: si divide in:

attivismo scolastico

1. attivismo pedagogico

2.

1) ATTIVISMO SCOLASTICO: porta alla nascita delle Scuole Nuove: movimento caratterizzato da esperienze diverse

accomunate da :

puerocentrismo

• bambino attivo : partecipe alla sua educazione

• scuole lontano dalle città

Maggiori esponenti:

in Inghilterra:

 - REDDIE: fonda la scuola di Abbotshome → caratteristiche:

scuola per i figli della classe dirigente

1.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EmanuelaEsposito95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof De Giorgi Fulvio.

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