Estratto del documento

Illuminismo nel '700

Nel '700 in Europa si sviluppò l'Illuminismo, un movimento che voleva portare nella società i lumi della ragione partendo dal fatto che la ragione umana funziona allo stesso modo in ogni luogo e tempo perché le strutture della ragione sono sempre uguali. L'Illuminismo affermava che è vero tutto ciò che può essere dimostrato razionalmente e criticava alcune correnti di pensiero come l'oscurantismo, il cui centro era la Chiesa cattolica, che si basava su tradizioni e leggende senza fondamento razionale. Secondo l'Illuminismo questi aspetti dovevano essere spazzati via per raggiungere la felicità, e questo sarebbe stato possibile solo se tutti gli uomini si fossero comportati razionalmente.

Sovrani illuminati e riforme

I sovrani illuminati accettavano le idee dell'Illuminismo e le mettevano in pratica per una maggiore efficienza dello Stato. Non vi era più timore per l'innovazione, ma si sperava di poter raggiungere un futuro migliore attraverso l'opera educativa e legislativa: per realizzarla il sovrano aveva bisogno degli Illuminati, che partecipavano ai compiti di governo. Molte idee che si diffondevano durante questo periodo si trasformarono in progetti di governo e in programmi di politica scolastica.

Principi dell'Illuminismo

L'Illuminismo sosteneva il potere assoluto della ragione, l'uguaglianza di tutti gli uomini, il poter perfezionare l'uomo attraverso l'educazione e il diritto ad essere felici ed esaltava la natura come fonte di ogni esperienza.

L'importanza dell'educazione

Durante il '700 veniva data molta attenzione alla scuola perché la maggior parte della popolazione era analfabeta; inoltre, l'istruzione ebbe un incremento e aumentò l'interesse per i problemi educativi. Secondo gli Illuministi l'educazione e la scuola erano fondamentali per riformare la società, ma quando si cercavano di individuare i destinatari dell'istruzione e l'ampiezza del programma nascevano dei contrasti.

Correnti di pensiero

  • I deisti ammettevano l’esistenza di Dio, ma il loro culto si basava sulla ragione naturale.
  • I fisiocrati volevano un’istruzione generale, gratuita e obbligatoria per promuovere le nuove tecniche agricole negli ambienti rurali.
  • Altri filosofi pensavano che le scienze non fossero adatte al popolo.

Economia e Illuminismo

In ambito economico l'Illuminismo portò un'innovazione in agricoltura e la libertà nel commercio del grano, perché furono aboliti i dazi che ne facevano alzare il prezzo.

Illuminismo francese

Trattava alcuni problemi di fondo come l'idea di Dio o la tolleranza e criticava le religioni, soprattutto il cristianesimo; in Francia gli Illuministi erano chiamati filosofi. Voltaire era un deista, ovvero accettava l’idea di Dio e riteneva fondamentale la tolleranza, e criticava le religioni positive: siccome ognuna affermava di essere l’unica vera, erano definite “intolleranti” perché portavano guerre e contrasti. Si diffuse anche l’Enciclopedia di Diderot e D’Alembert, che aveva l’ambizione di contenere tutta la conoscenza.

Illuminismo tedesco

Prevaleva l'armonia tra religione e ragione e vi era l’idea che la ragione umana fosse stata creata da Dio, perciò non poteva essere in contrasto con lui; tra i protagonisti ricordiamo gli Illuminati di Baviera.

Illuminismo italiano

In Italia quest’epoca fu soprannominata “700 riformatore”, e gli intellettuali erano chiamati riformatori perché l’Illuminismo italiano aveva una prospettiva di riforma. I principali centri culturali erano:

  • Milano, dove nacque la rivista “Il Caffè” dei fratelli Verri;
  • Firenze, dove nacque l'accademia filoilluminista dei Gergofili;
  • Napoli, dove spiccavano alcuni intellettuali come Genovesi, Galiani, Palmieri e Filangeri.

Posizioni pedagogiche

Durante il '700 si svilupparono tre posizioni pedagogiche:

Condillac, Helvétius e Diderot

Condillac (1714-1780) aveva un’impronta sensista, cioè riteneva che la conoscenza derivasse dai cinque sensi, e per spiegarlo usò l’esempio della statua di marmo: egli immaginava una statua di marmo al cui interno non c'era nulla, poi immaginava di poterle dare il senso dell’olfatto. A questo punto nella statua iniziavano a crearsi sensazioni gradevoli e sgradevoli, essa iniziava a capire la differenza tra buono e cattivo e si formavano le categorie. A poco a poco alla statua venivano dati tutti i cinque sensi ed essa iniziava a diventare un essere umano. Con questo esempio si voleva dimostrare che nell’uomo non potrebbero svilupparsi le categorie se non avesse i cinque sensi.

Helvétius (1715-1771) sul piano della conoscenza era sensista, mentre sul piano della nascita del mondo era materialista perché riteneva che esistesse solo la realtà materiale. Sul piano dell’etica era utilitarista, perché riteneva buono solo ciò che era utile, mentre ciò che era inutile era visto come cattivo. Secondo lui l’educazione poteva tutto, perché era onnipotente e plasmava concretamente l’essere umano, che definiva come cera molle plasmata dall’educatore: senza l’educatore l’uomo sarebbe stato informe. L’educazione era lo strumento dell’uomo per realizzare la felicità, che può essere:

  • Pubblica: si realizzerebbe se tutti fossero educati allo stesso modo ma non esiste perché tutti sono educati in modi diversi;
  • Personale.

Diderot (1713-1784) rifletteva sulle scienze, che erano discipline fondamentali per un’educazione illuminata, e riteneva che l’educazione dovesse essere gratuita e statale.

Rousseau

Rousseau (1712-1778) con la frase “l'uomo nasce libero e dovunque è in catene” voleva dire che la società incatena l’uomo e lo opprime: queste catene dovevano essere rotte anche tramite l’educazione. Secondo lui tutto ciò che derivava dalla natura era buono, mentre tutto ciò che derivava dalla cultura e dalla società era cattivo, quindi l’educazione doveva essere il più possibile vicino alla natura. Egli usava l’espressione “pedagogia negativa” per spiegare che la natura ha già previsto lo sviluppo dell’essere umano e deve fare il suo corso, quindi l’educazione deve intervenire sull’individuo il meno possibile. L’educatore deve agire sull’educando in negativo, cioè evitando che venga influenzato dalla società. Affermando che l’educando non dev’essere guidato dall’esterno Rousseau introdusse il puerocentrismo, una teoria che mette al centro il bambino e il suo apprendimento. L’apprendimento doveva essere attivo dal punto di vista del bambino e passivo dal punto di vista del maestro, mentre prima era il contrario.

Basedow e Kant

Basedow (1723-1790) aderì al Filantropismo, che era un modo illuministico di impostare il problema dell’educazione. Il punto più importante del programma educativo era favorire la tendenza dei giovani alla tolleranza, alla comprensione e all’amore verso tutti. L’educatore era visto come un filantropo, cioè un “amico dell’umanità”, secondo cui lo scopo dell’educazione era la felicità dell’individuo e della società. I filantropi assumevano alcune istanze fondamentali di Rousseau, come:

  • La bontà originaria dell’uomo;
  • La necessità di seguire la natura;
  • L’importanza dell’infanzia.

Basedow voleva un’istruzione di base che doveva essere:

  • Super confessionale, cioè formare il cittadino andando oltre le confessioni;
  • Cosmopolitica, cioè educare il cittadino del mondo stando al di sopra degli odi nazionali;
  • Liberale, cioè permeata da ideali di libertà.

La sua opera “Proposte agli amici dell’umanità e agli uomini facoltosi concernenti le scuole, gli studi in relazione con la pubblica prosperità” trattava di diversi argomenti, tra cui:

  • L’intervento dello Stato: secondo Basedow la prosperità di uno Stato dipendeva dall’educazione della massa, ed esso aveva un ruolo decisivo per uscire dalla condizione negativa in cui si trovavano i centri d’insegnamento; egli propose di istituire un collegio di Stato formato da patrioti che si occupassero di controllare l’educazione.
  • L’organizzazione delle scuole: nell’opera si parlava di due tipi di scuole:
    • Le grandi scuole, per gli artigiani e i contadini;
    • Le piccole scuole, per i nobili e i borghesi.
  • I metodi: egli offriva alcuni orientamenti per impostare la scuola in modo che rispondesse alle esigenze degli allievi.

Nel 1774 a Dessau egli aprì il primo Philanthropinum o “Scuola di sensi umanitari e di buone cognizioni”, che voleva formare una gioventù sapiente, virtuosa e patriottica curando i diversi aspetti dell’educazione. L’Istituto accoglieva ragazzi benestanti dai 6 ai 18 anni, ma erano ammessi anche ragazzi di famiglie non benestanti che seguivano gli studi gratuitamente e servivano gli altri alunni come “famulanti”.

Kant (1724-1804) non sviluppò una teoria dell’educazione. Secondo lui educazione e vita morale erano collegate, e siccome la vita morale presuppone la libertà, se non c’è libertà non c’è vita morale, quindi l’educazione morale è educazione alla libertà. L’educazione, per ritrovare il suo fondamento nella libertà, doveva essere unitaria: se essa non portava alla libertà non era educazione ma diseducazione.

Emilio di Rousseau

Tra le opere principali di Rousseau troviamo:

  • “Il contratto sociale”: afferma che la società toglie all’uomo la sua libertà e gli fa perdere la sua visione illuminata;
  • “Emilio”: critica l’Illuminismo e l’educazione.

Rousseau scrisse l’Emilio anche per indicare un metodo che permettesse di conservare la bontà naturale ed evitare la corruzione della società. I temi principali dell’Emilio sono:

  • La scoperta dell’infanzia;
  • La bontà originaria dell’uomo.

Rousseau criticava:

  • L’educazione precedente, in cui il bambino non era considerato per ciò che era ma per ciò che sarebbe dovuto diventare;
  • La società del suo tempo, che era corrotta e corruttrice e doveva essere risanata educando le nuove generazioni.

Rousseau distingueva due tipi di uomini:

  • L’uomo di natura, che basta a se stesso, ha un equilibrio tra bisogni, desideri e forze per soddisfarli, è schietto e sincero e prende solo da sé.
  • L’uomo della società, che non ha equilibrio tra bisogni, desideri e forze perché i bisogni e i desideri superano le forze per soddisfarli, e prende dagli altri perché la sua preoccupazione è l’inserimento sociale. Egli diventerà falso e menzognero perché si comporta come vogliono gli altri e non come vuole lui, quindi va contro la sua natura.

Rousseau perciò invitava gli uomini ad essere fedeli alla natura e ad essere se stessi. Secondo Rousseau l’educazione aveva senso se aveva uno scopo, che era la formazione dell’uomo naturale; i fattori principali dell’educazione erano la natura, gli uomini e le cose. L’educatore aveva il compito di educare l’allievo secondo natura, per farlo diventare un uomo che sapesse rapportarsi con le cose, gli uomini e Dio nel modo giusto, che era quello suggerito dalla natura; egli doveva conoscere la natura dell’educando per portarlo verso la perfezione seguendo il metodo naturale. Secondo Rousseau, educare seguendo la natura significava educare secondo la natura umana dell’educando, quindi il protagonista dell’educazione era l’allievo e il programma di insegnamento era pensato in base alle sue possibilità e capacità. Rousseau voleva superare l’adultismo e considerare il fanciullo per ciò che era veramente; bisognava interessarsi a lui fin dalla nascita facendo attenzione a ciò che era richiesto da ogni tappa evolutiva, per non anticipare né posticipare nulla.

In questo metodo era importante l’educazione negativa, in cui l’educatore non imponeva nulla al suo educando ma doveva prevenire abitudini o giudizi errati; non era un’educazione permissiva, perché il bambino credeva di agire di sua iniziativa ma in realtà agiva come voleva l’educatore. Secondo Rousseau, l’educazione seguiva tre fasi:

  1. Età della necessità: va dalla nascita ai 12 anni; la dipendenza dalle cose diventa una regola di vita.
  2. Età dell’utile: va dai 12 ai 15 anni; le forze superano i bisogni, è il tempo del lavoro, dell’istruzione e dell’organizzazione del sapere in base agli interessi e ai bisogni della persona. Durante questa fase emerge e si afferma la ragione.
  3. Età del buono: comprende l’adolescenza e la giovinezza; si entra in un nuovo mondo caratterizzato dalla sessualità, dalle passioni e dall’entrata nel mondo familiare, sociale e politico. Si passa da una vita centrata su se stesso ad una vita aperta ai rapporti con gli altri; l’educazione da prevalentemente negativa diventa prevalentemente positiva, e l’educatore propone all’educando la sua esperienza e quella degli altri uomini attraverso lo studio della storia e i viaggi.

Per l’educazione religiosa Rousseau aspettava che Emilio compisse 18 anni, per essere sicuro che egli potesse capire da solo i tre principi su cui si basava la religione naturale, che erano esistenza di Dio, esistenza e immortalità dell’anima e legge morale. Secondo Rousseau l’educazione poteva liberare l’uomo solo se era diversa dall’educazione tradizionale, che era sbagliata. “Emilio” è diviso in cinque capitoli preceduti da una prefazione, in cui l’autore spiega che Emilio è il nome del suo allievo immaginario e che il romanzo è il racconto della sua vita, dall’infanzia all’età adulta.

Rousseau inizia dicendo che la natura è buona, ma quando abbraccia l’artificialità degenera. Rousseau non condivide la formazione intesa come “dare una forma imposta”, perché il risultato è negativo. Nascendo abbiamo bisogno di forze, assistenza e insegnamenti, e li riceviamo dall’educazione, che ci viene data da:

  • Natura (educazione pre-esistente);
  • Uomini (intervento educativo);
  • Cose (esperienza).

L’insegnamento dev’essere univoco, e ciò che insegnano questi tre maestri deve avere un fine comune. Bisogna impedire che gli influssi negativi della società intacchino l’allievo; le uniche due medicine dell’uomo sono:

  • Il lavoro: acuisce lo spirito;
  • La temperanza: lo trattiene dall’abusarne.

Rousseau critica le pratiche di puericultura del tempo, soprattutto quella della fasciatura: si pensava che essa prevenisse le malformazioni, ma in realtà lasciava effetti fisici e psichici. Nel '700 si diffusero anche le prime pratiche di contraccezione, che secondo Rousseau nuocevano allo Stato perché se fosse calata la democrazia esso avrebbe perso potere. Un bambino, nascendo, grida, e passa la sua prima infanzia nel pianto. A questo punto si hanno due opzioni:

  • Tranquillizzarlo: viene assecondato, quindi inizierà a dare ordini → impero.
  • Minacciarlo: viene sottomesso, quindi gli si daranno ordini → servitù.

Rousseau dice che il bambino a sette anni è già innaturale, e si chiede come fare per mantenerlo naturale. Afferma che la vera natura è la madre, mentre il vero precettore è il padre, che è motivato a istruire il figlio. L’uomo ricco che fa istruire il figlio da un precettore sta pagando un servo, e il figlio imparerà a sua volta ad essere servo. Secondo lui l’educazione dell’uomo inizia alla nascita, e secondo la pedagogia negativa impedisce la corruzione del bambino. Secondo l’educazione tradizionale bisogna far contrarre al bambino delle buone abitudini, invece secondo Rousseau l’abitudine fa contrarre al bambino dei bisogni artificiali e crea dipendenze (es: poppata), quindi l’unica abitudine da avere è non avere abitudini. Secondo Rousseau il bambino dev’essere abituato a vedere oggetti nuovi e animali deformi e strani, e a forza di vederli usare dagli altri imparerà ad usarli anche lui. Egli deve apprendere per osservazione e sperimentazione: vuole toccare e usare tutto, e a questo non bisogna opporsi. Se il bambino non riesce a soddisfare i suoi bisogni piange; egli può piangere per:

  • Un bisogno naturale, che va assecondato;
  • Un capriccio, che non è naturale quindi non va assecondato; esso è causato da un errore e nasce perché la natura rende il bambino attivo ma debole, con poche energie, quindi egli non riesce a soddisfare i suoi bisogni con le sue forze.

Il fatto che il bambino usi l’adulto come uno strumento è un errore pedagogico e rende il bambino ribelle; gli adulti, compiendo questo errore, sviluppano nel bambino lo spirito di dominio. Il bimbo, crescendo, avrà sempre più forze e potrà realizzare da solo ciò che vuole, ma lo spirito di dominio non si estingue, ed egli vorrà sempre comandare. Rousseau esprime quattro massime per rimanere nel percorso naturale:

  • I bambini hanno poche forze e bisogna permettergli di utilizzarle;
  • I bambini hanno dei bisogni naturali che sono positivi e bisogna aiutarli a soddisfarli perché da soli non ci riuscirebbero;
  • Bisogna aiutare i bambini a soddisfare solo i bisogni naturali;
  • L’educatore deve capire quando una richiesta del bambino deriva da bisogni naturali e quando no.

Emilio cresce, e impara a camminare: secondo Rousseau egli non ha bisogno di strumenti che lo aiutino a farlo e non deve essere sostenuto da niente, tranne se si trova su terreni pericolosi. Egli dev’essere portato in un...

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 38
Riassunto completo storia dell'educazione Pag. 1 Riassunto completo storia dell'educazione Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto completo storia dell'educazione Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto completo storia dell'educazione Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto completo storia dell'educazione Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto completo storia dell'educazione Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto completo storia dell'educazione Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto completo storia dell'educazione Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto completo storia dell'educazione Pag. 36
1 su 38
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gre.tilocca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof De Giorgi Fulvio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community