Johann Heinrich Pestalozzi (1746-1827)
1768-1779: Impegno socio-educativo
Colonia agricola di Neuhof (fisiocrazia, istruzione e lavoro).
1780-1797: Impegno socio-politico
Leonardo e Gertrude (legislazione e infanticidio).
1798-1799: Impegno socio-educativo
Stans (mutuo insegnamento foniatrico-sillabico).
1799-1824: Impegno pedagogico-didattico
Burgdorf, Yverdon (ricerca didattica per il miglior metodo di insegnamento, istruzione popolare gratuita, tirocinanti famosi es. Fichte, Bell, ecc.).
Nasce a Zurigo da una famiglia protestante, rimane orfano di padre a 6 anni e viene cresciuto, insieme alle sorelle, dalla madre e dalla balia (Babéli) a cui è molto affezionato, in un ambiente sereno e prevalentemente “al femminile”, aspetto che influenzerà non di poco il suo pensiero politico-sociale e pedagogico, sempre molto attento al ruolo della donna.
La sua esperienza educativa, a differenza di Rousseau, si basa fortemente su un continuo intreccio tra teoria e pratica; si spende in prima persona come educatore.
Contesto storico
Svizzera della seconda metà del ‘700, caratterizzata dall’ingresso degli echi illuministici ma anche da un certo immobilismo politico ed economico e la frammentazione delle diverse realtà locali sempre in lotta tra loro; contemporaneamente si insinuavano le idee fisiocratiche, con le prime filande e le imprese a domicilio, ma con un continuo conflitto tra i vari cantoni e l’esigenza di un legislatore che potesse riportare l’unità e la stabilità interna.
In questo periodo, che ancora risente degli echi illuministici, Pestalozzi verrà influenzato dalle idee pre-romantiche di Rousseau in particolare dell’Emilio, anche se per Pestalozzi la natura umana non è sempre solo buona, più realisticamente esiste nell’uomo una continua alternanza tra il bene e il male, con una forte dimensione religiosa, non confessionale in senso stretto (non professa alcuna fede particolare pur provenendo da una famiglia protestante), ma una religione più “antropologica” che diventa una forma di risorsa per la crescita.
Attraversa il periodo della Rivoluzione francese di cui inizialmente appoggia le idee di libertà e cambiamento, allontanandosene poi durante il periodo del “terrore”.
In gioventù partecipa alla società segreta dei patrioti per cambiare le sorti della Svizzera, ma i moti vengono sedati e decide così di ritirarsi dagli scontri abbracciando l’idea, più moderata e graduale, di assegnare il ruolo del cambiamento all’educazione e all’istruzione, attraverso l’immagine “paternalistica” del legislatore ideale, despota illuminato.
Decide così di avviare, insieme ad Anne Schulthess (la donna che aveva sposato), una colonia agricola a Neuhoff dove unisce due aspetti: da un lato la coltivazione della terra e dall’altro il coinvolgimento dei contadini e dei loro figli sia dell’attività di tessitura (femmine) e coltivazione (maschi), sia dell’apprendimento del leggere, scrivere e far di conto (applica quindi il discorso fisiocratico).
Questa esperienza però fallisce e Pestalozzi nella sua ultima opera Il canto del cigno, autobiografia, attaccherà se stesso dicendo che la causa del fallimento fu la sua inesperienza nell’aspetto gestionale.
Nel frattempo nasce suo figlio (Jean Jacques a cui dedicherà un diario). In seguito al fallimento di Neuhoff, Pestalozzi comincia a studiare e ad analizzare la questione socio-politica, analisi che porterà alla stesura di un romanzo pedagogico e storico, ambientato in un paesaggio immaginario ma con vari connotati di realtà: Leonardo e Gertrude.
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