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John Dewey (1859-1952)

Contesto storico

Urbanesimo, immigrazione; modello capitalistico, crisi del modello scolastico tradizionale, dibattito politico e scolastico in U.S.A.

Matrici culturali

(Evoluzionismo, idealismo, pragmatismo).

Dall'università all'aula scolastica tra teoria e ricerca didattica

Nell'intreccio "educazione-politica".

Passaggi salienti

  • 1897 Il mio credo pedagogico
  • 1899 Scuola e società
  • 1916 Democrazia ed educazione
  • 1929 Individualismo vecchio e nuovo (caduta della Borsa Wall Street)
  • 1938 Esperienza ed educazione (risposta alle critiche)

Dopo Dewey

2o metà dell'800, 1o metà del ‘900; nasce negli Stati Uniti ma poi viaggia molto in Europa, Cina, per diffondere il suo pensiero.

Contesto storico

Gli USA stavano conoscendo nella seconda metà degli ‘800 l’esito della guerra civile di secessione, che aveva portato alla vittoria dei nordisti e all’abolizione della schiavitù; questo implicò una progressiva trasformazione sociale ed economica con la crisi del sistema agricolo del sud e lo sviluppo dell’industrializzazione (soprattutto al nord), con forme di speculazione verso il sud e l’avvento di un modello capitalistico e del “self-made man”, cioè la figura dell’imprenditore di successo unito a quella dell’America come terra di frontiera in cui tutto è possibile.

Queste trasformazioni sociali videro anche un fenomeno importante di immigrazione interna dal sud del Paese verso il nord connessa anche allo sviluppo e urbanesimo delle grandi città, ma anche immigrazione dall’estero. Nasce infatti il mito americano visto come terra dove è possibile avere lavoro e una stabilità economica (grande e massiccio il fenomeno dell’immigrazione italiana). La società quindi cambia e diventa multirazziale e multiculturale, facendo nascere un dibattito sul suo nuovo aspetto sociale e su come strutturare anche la richiesta di istruzione “dal basso”.

In particolare esisteva già un modello “tradizionale”, con una scuola affidata alle comunità fortemente autonomistica e con scarsa autorità centrale, che vedeva da una parte le scuole per le élite, le classi sociali più elevate, e dall’altra le “common school”, o scuole comuni per il popolo che avevano come base le “tre R” (ossia reading, writing, arithmetic ossia scrivere, leggere e far di conto) seguita da eventuali forme di avviamento professionale. Su questi modelli molto leggeri e di forte stratificazione sociale, si crea un dibattito su come adeguare la scuola alle nuove forme sociali legate all’urbanesimo e all’immigrazione, anche legate alle idee europee legate al positivismo, attivismo e idealismo.

Si creano così due correnti di pensiero: gli innovatori e progressisti, aperti ad una scuola nuova, attiva e puerocentrica e di cui fanno parte Horace Mann e Francis Parker. I conservatori e tradizionalisti, che temevano un’alterazione del modello culturale, politico e scolastico esistente e che l’introduzione di attività manuali e creative all’interno potessero distrarre dalla scuola intesa come luogo di formazione, costruzione di competenze, di addestramento e di preparazione alla società.

In questo dibattito si inserisce pienamente Dewey: nato nel Vermont, frequenta l’università di Baltimora dove trova alcuni docenti che contribuiscono fortemente alla sua formazione culturale, filosofica e politica; qui infatti conosce le posizioni dell’evoluzionismo, pragmatismo e idealismo, in particolare verso alcune figure, ad esempio il biologo Staneley Hall attraverso il quale apprende la legge biogenetica che condivide inizialmente per poi distanziarsi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

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