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Storia dell'educazione - attivismo pedagogico e autori salienti in Europa Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia dell'educazione per l’esame del professoressa D'Ascenzo. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'attivismo pedagogico e gli autori salienti in Europa, gli Stati Uniti e i suoi principali autori, come Dewey, Kilpotrick, Parkhust (allieva Montessori), Whashburne.

Esame di Storia dell'educazione docente Prof. M. D'Ascenzo

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superiore delle scienze dell’educazione”,intitolato a Rousseau (Cleparde e Bovet),

nel 1921 si costituisce la “lega internazionale per l’educazione nuova”che sancisce

una serie di punti in cui si riconosce il pensiero della educazione attiva:

puerocentrismo, contrapposizione alla scuola tradizionale positivista, preparazione

al lavoro manuale, uso quindi del corpo e delle mani (il bambino che zappa la terra),

centralità della natura (open school, open air), importanza dell’educazione fisica,

intesa come ed. naturale del corpo all’aria apera. Importanza della coeducazione

dei sessi: questo tema viene annunciato dalla lega. Altro aspetto è la dimensione

democratica del sistema educativo.

Scuole progressive: indica il termine che le scuole attive statunitensi indicano per le

- loro scuole attive; dietro a questo concetto c’è la continuità dell’educazione che

“dura e procede per tutta la vita” (Rousseau, e Froebel),la life-long learning.

1 RUSSIA, nel 1859 Tolstoj, grande scrittore russo nella sua tenuta di Jasnaja

Poljana, decide di fondare una scuola per i figli dei contadini; da un lato siamo nel

contesto dell’educazione popolare, ma in maniera nuova, non passiva, che rifiuta

l’impostazione tradizionale che voleva gli studenti come passivi ascoltatori e che

vedeva l’insegnamento come un condizionamento “dall’alto”. La scuola non ha orari

rigidi, né classi, e che invece si fonda sulla curiosità spontanea del bambino

attraverso passeggiate e la scoperta della natura e del sapere. In questo termine

c’è ancora una volta un richiamo a Rousseau. L’insegnante deve suscitare questo

interesse avviando la ricerca insieme alla manualità. E’ uno dei primi esempi di

pedagogia “non direttiva”, antiautoritaria e libertaria (che si legherà più avanti al

pensiero anarchico che rifiuterà l’autorità cercando un modello alternativo). Questo

modello verrà ovviamente ostacolato, ma viene portato avanti in Spagna

dall’anarchico Francisco Ferriere che si ispirerà ad una pedagogia libertaria e ad

una propaganda anticlericalista e anarchica che combatte il potere costituito.

Esperienza che finirà con la sua fucilazione.

Questa esperienza viene pero’ presa come esempio anche in Italia, in Lombardia, a

Roma e a Bologna con l’anarchico Luigi Fabbri, che fu maestro elementare molto

alternativo che avvierà una scuola anarchica con un periodico dove verranno

redatte le nuove idee.

Erano scuole minoritarie ma che vengono avanti nel corso della storia, soprattutto

con le scuole fondate nel 1921 dall’educatore Alexander Neill, le “summer hill”,

scuole libertarie nelle quali non c’è rigidità di orari ma scelta delle modalità di

apprendimento in maniera democratica e dove c’è parità e simmetria tra educando

ed educatore. Questo modello conosce una grande diffusione nel corso degli anni

’60 (soprattutto nel ’68).

2 G.B: le prime esperienze di scuole attive nascono qua in alternativa al modello

tradizionale dei “college” dove è molto forte l’idea della competizione, con Badley e

Baden Powell, che fondano le prime scuole basate sui principi dell’autonomia e

dell’autogoverno e di una gestione di natura democratica. Baden Powell: militare

dell’esercito britannico, viaggia in India e Africa conosce l’organizzazione militare

del saper collaborare in una dimensione di sostegno reciproco, che, tornato in

G.B., porta nella sua creazione dei “boy-scout” 1908: si tratta di una dimensione

educativa per i giovani in cui vi è la dimensione del rapporto con la natura, in mezzo

ai boschi tipicamente attivistico e roussoiano, basata sui principi , del rispetto per

l’altro e della collaborazione reciproca con forte richiamo all’onore e al rispetto, che

prevede un’organizzazione rigida piramidale con un “capo scout” e in cui i ragazzi

sono suddivisi per fasce d’età. La cosa interessante è la presenza di “riti di

passaggio” (da una fascia all’altra) che in qualche modo definiscono il gruppo;

questa scansione verrà ripresa più avanti, in modo esacerbato, nell’epoca fascista

con altre terminologia e altre finalità (i figli della lupa, i giovani avanguardisti, i balilla

ecc.). Anche il mondo cattolico riprenderà questo modello, prima dividendo maschi

e femmine e più avanti misti.

3 SPAGNA: un prete, Manjon a fine ‘800 apre l’escuela dell’ave maria, scuole

popolari all’aperto in campagna cattoliche per maschi e femmine dove ci sono

attività manuali e pratiche come il canto, il gioco, la scoperta, l’interesse, la

motivazione.

4 GERMANIA: esperienze di Lietz, Geheb, Wyneken legate a comunità educative

dei giovani secondo il modello inglese, anche se ci sono derive più autoritarie in

Lietz, ma non Geheb (che comunque sopravviverà come esperienza fino al tempo

di Hitler). Wyneken è noto come promotore di un movimento giovanile che

prevedeva lunghe passeggiate nei boschi a contatto con la natura e che aveva una

dimensione naturalista ma anche nazionalista che coinfluirà in parte anche, con

Hitler, con le organizzazioni giovanili naziste.

5 SVIZZERA: Claparede, psicologo medico si occupa di psichiatria, fondatore

dell’Istituto superiore delle scienze dell’educazione, fu uno dei primi ad enfatizzare il

ruolo di una scuola a misura del bambino, dive viene attribuita un’importanza

fondamentale all’individualizzazione degli insegnamenti e degli apprendimenti con

attività mirate e formando classi omogenee non necessariamente divise per età,

classi aperte, attività comuni su argomenti specifici o gruppi di potenziamento e

consolidamento e recupero.

8 STATI UNITI Sullo stesso filone di Cleparede si colloca anche Ellen Parkhust, la

quale elabora il “piano Dalton”,in cui recupera (a modo suo) la lezione

montessoriana stabilendo che non dovesse più esserci una vera e propria “classe”,

ma un piano di lavoro individuale che seguisse i tempi dell’alunno stesso.


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AUTORE

Niclabi

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in educatore sociale e culturale (BOLOGNA, RIMINI)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Niclabi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof D'Ascenzo Mirella.

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