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Storia dell'economia

Lezione 1 - 27/09/2011

La storia economica nacque nella seconda metà dell'800 in Germania tramite la Scuola Storica Tedesca. Ci fu poi una frattura a cavallo tra 800 e 900 che diede vita a due correnti di pensiero riguardo la storia economica:

  • Scuola Storica Tedesca: tramite il metodo induttivo, analizzando fatti concreti, traggono leggi generali.
  • Economisti storici: al contrario, tendevano a dimostrare i risultati di teorie già formulate attraverso i casi, dando uno statuto di stampo scientifico all'economia invece che sociale. (Carl Menger)

Gli storici dell'economia iniziano la loro analisi ponendosi i successivi quesiti:

  • Cosa si produce → Risorse e tecnologia
  • Come si produce → Organizzazione del lavoro
  • Come si distribuisce ciò che è prodotto → Circolazione del prodotto

Concetto della teoria economia classica è quello dell'Homo Oeconomicus, figura umana con caratteristica razionalità e l’interesse esclusivo per la cura dei propri interessi individuali; concetto smentito in situazione di crisi in cui l'uomo perde la razionalità ad agire.

L'utilità della storia economica è quella di soddisfare un'esigenza di formazione culturale ricostruendo il lungo periodo per comprendere il presente. Attraverso la storia economica si può elaborare modelli di spiegazione complessi (con pluralità di fattori) e chiarire il collegamento tra passato-presente-futuro, ricevendo così un orientamento generale sul presente.

La storia economica si studia attraverso una conoscenza del passato mediata dalle fonti che creano un complesso di tracce rimaste dal passato. Bisogna recepire le fonti calcolandone la veridicità tramite confronto, provenienza e autore. Sapere da chi, come e perché quella fonte è stata prodotta, valutando il fatto che non sia stata prodotta per i posteri ma per finalità pratiche.

L'analisi del documento riconduce all'istituto produttore (istituzione), inteso come un insieme di persone e elementi materiali regolati da norme interne volte a perseguire un certo fine. Le innovazioni istituzionali nel contempo portano spesso a innovazioni economiche, quindi si avrà un'analisi consequenziale del tipo:

  • Fonti → Istituzione → Sviluppo economico

Lo sviluppo economico si può suddividere in:

  • Crescita economica: aumento della produzione causa aumento dei fattori di produzione lato quantitativo dello sviluppo economico.
  • Sviluppo economico: innascabile conseguentemente alla crescita economica, è il lato qualitativo dello sviluppo.

Il Pil è indice di crescita quantitativa e l'indicatore di sviluppo umano è l'indice qualitativo. Lo sviluppo economico è influenzato da:

  • Tecnologia: che ne influenza la crescita.
  • Le istituzioni sociali: forma di organizzazione economica, sociale, politica, sistema legale e religione che apportano incrementi non facilmente quantificabili.

Tappe di sviluppo economico

  • Intorno al XI-XII sec fino alla peste del 300.
  • Metà 400 fino al 600 (nuove scoperte geografiche).
  • Metà 700 (rivoluzione industriale inglese).
  • Metà 900 (ripresa dalla guerra mondiale).

I Tappa

Si inizia dal Medioevo perché è da allora che si profila un'area con tratti culturali omogenei e una prima ottica di europea identitaria, un'unità religiosa della chiesa di Roma con proprie regole, una signoria terriera in grado di organizzare le popolazioni rurali e centri urbani di commercio e produzione. Inizia a profilarsi un'economia di mercato (circolazione di merci su una base monetaria). Il mercato non è da intendersi come per A. Smith “una mano invisibile” per cui il meccanismo si autoregolamenta naturalmente; è dimostrato che il mercato senza un'istituzione non è sostenibile.

Il periodo è caratterizzato da:

  • Ripresa demografica (da 40 a 70 mln di abitanti in Europa).
  • Aumento della produzione agricola.
  • Ripresa di scambi merci → Nuovi circuiti commerciali causa surplus e necessità di commercio.
  • Crescente urbanizzazione e nuove forme di economia cittadina (arti, lavoro).

Lezione 2 - 27/09/2011

L'aumento della produzione agricola è stata causata dai seguenti fattori:

  • L'introduzione delle mezzadrie: nuovi contratti agrari che prevedevano la suddivisione del terreno tra coltivatore diretto e proprietario.
  • L'aumento delle superfici coltivabili tramite disboscamenti e bonifiche.
  • Innovazioni tecniche (ferratura al cavallo, l'aratro con versoio, la rotazione triennale).

L'aumento della produzione agricola, oltre ad apportare un surplus di merce alimentare, portò a una crescita demografica rilevante che a sua volta accrebbe la domanda di prodotti non agricoli tra la popolazione. Tutto ciò portò quindi alla necessità di nuovi circuiti commerciali anche a lunga distanza e quindi alla nascita di un'economia di mercato. Le aree rurali tuttavia continuarono a vivere di autoconsumo.

Esistevano tre tipologie di mercato:

  • Mercati locali: soprattutto causa eccedenze agricole ed avvenivano periodicamente.
  • Mercati urbani: nelle piazze delle città più nodali del commercio.
  • Mercati interregionali: fiere medievali adibite perlopiù a merci sottili (di alto valore aggiunto come pepe, armi e seta ecc.). Un esempio di fiere di questo tipo si tenevano nella Champagne francese a partire dal XII secolo.

Lo sviluppo economico e quindi l'economia mondo raggiunse livelli più intensi inizialmente nelle aree geograficamente più strategiche, ossia:

  • L'Italia: allora si trovava al centro dell'economia mondo europea e fu luogo in cui le innovazioni del tempo giunsero a maturazione anche grazie alla grande disponibilità di porti e commercio marittimo della penisola. Si ricordano Pisa, Genova, Amalfi e Pisa.
  • Le città della lega anseatica (Hansa): lega che controllava il commercio tra il Mar Baltico e il Mare del Nord. Tra le città, Brema, Lubecca, Cracovia ecc.
  • Area delle Fiandre: Famosa per la produzione tessile e la lavorazione della lana teneva il controllo dell'Inghilterra allora ancora poco sviluppata.
  • Regione della Catalogna: Barcellona si era emancipata dal regime arabo.

Si estese poi anche ad altri centri come Parigi e Londra. Nelle città sopra elencate la struttura economica era inoltre differente rispetto alle altre, non era infatti fondata sull'agricoltura ma c'era già una stratificazione economico-sociale legata al mercato e ai suoi rispettivi servizi; c'era infatti:

  • Un ceto mercantile con responsabilità politiche e di governo.
  • Popolazione di artigiani e di piccoli imprenditori delle botteghe (luogo in cui avviene sia la produzione che la vendita).
  • Salariati e impiegati nelle botteghe e nelle manifatture urbane.
  • Professionisti quali notai, avvocati e professori che fornivano servizi.

C'erano poi delle organizzazioni di gruppi professionali associati in organismi chiamati in Italia società d'arte e mestieri. Erano corporazioni che avevano come obiettivi:

  • L'assistenza dei propri iscritti.
  • Controllo del ciclo di produzione:
    • Fissando qualità e prezzi per le materie prime.
    • Fissando il numero di lavoranti impiegati in una certa attività.
    • Fissando la qualità e i prezzi delle merci da emettere sul mercato.
  • Processo di formazione professionale tramite:
    • La definizione di requisiti per iscriversi.
    • La durata dell'apprendistato e la definizione della quota di iscrizione.
    • La definizione di requisiti per passare di livello (es. da apprendista a maestro).

Tutto ciò con lo scopo di dare garanzia sulla qualità di prodotti e prestazioni e di evitare la concorrenza tra iscritti alla corporazione e tra iscritti ed esterni alla corporazione. Ciò può definirsi come giustizia distributiva secondo la quale nessuno tramite lo scambio potesse arricchirsi e per la quale tutti potessero restare sul mercato.

Esistevano due tipologie di mercato:

  • Public market: forma predominante che raggruppava tutti i mercati regolamentati tramite l'imposizione di un tetto massimo del prezzo.
  • Private market: in quantità minore raggruppava invece il mercato parzialmente regolamentato, presente soprattutto circa i commerci a lunga distanza e le fiere, in virtù della profonda differenza di prezzi tra l'acquisto e la vendita delle merci sottili. Gli ospitanti delle fiere avevano un interesse grazie ai dazi e i signori della terra avevano istituito la “pace di fiera” che garantiva l'ordine pubblico.

La zona delle Champagne a ovest di Parigi ebbe fiere anche permanenti fino a inizio 300, era un luogo importante di incontro definita la stanza di compensazione in cui i mercati regolano le loro posizioni debitorie e creditorie.

Vennero introdotte altre innovazioni tecnologiche e di processo (di tipo organizzativo). Innovazioni tecnologiche come: mulini a vento e ruote idrauliche (tramite canali urbani) con molteplici funzioni anche per la tessitura.

Innovazioni di processo per quanto riguarda la produzione tessile; mentre prima avveniva in bottega, dalla fine del 200 i rappresentanti del ceto mercantile divennero anche imprenditori di manifatture più grandi (manifatture accentrate) in cui concentravano i lavoratori. Altrimenti parte del processo di produzione (es. la filatura) veniva portata a termine fuori dalla manifattura tramite il sistema del putting out system o tramite anticipazioni dei salari. Questo ultima modalità di organizzazione è chiamata protoindustria rurale, ideata per ridurre il costo del lavoro e simile al decentramento odierno che imprese fanno in oriente. In questo modo anche la popolazione rurale aveva due entrate: i terreni in loro affidamento e i salari del lavoro a domicilio.

Vennero impiegate anche innovazioni istituzionali tramite nuove istituzioni che dessero regole riguardo alle attività di scambio in modo da ridurre i costi di transazione del mercato e ridurre il tasso di incertezza insito nella vita economica.

  • In ambito giuridico:
    • Nascita del notariato: aveva lo scopo di garantire l'efficacia dei contratti e certificare i diritti di proprietà, i suoi atti avevano valenza pubblica (fides pubblica). Le procedure notarili erano legate alla preparazione universitaria in cui veniva ripreso il diritto romano (corpus iuris civilis) redatto ai tempi da Giustiniano.
    • Ius mercatorum: diritto istituito dalla classe mercantile di valenza particolare e che serviva per regolare gli aspetti dell'attività, questo diritto era demandato ai Tribunali mercantili (camere di commercio) e fino a 800 inoltrato ebbe vita autonoma. Trattava i seguenti aspetti:
      • Tenuta dei libri contabili.
      • Modalità di istituzione di società mercantili.
      • Norme in caso di fallimento.
  • In ambito monetario:
    • Introduzione della moneta: era un regime monetario dicotomico (doppio, bivalente) da un lato c'era una moneta metallica in qualsiasi metallo, dall'altro lato corrispondeva una moneta immaginaria di conto con funzione di unità di misura. Il valore legale della prima era espresso tramite un sistema di conto introdotto da Carlo Magno: la lira (1 lira=20 soldi=12 denari); sistema di cambio usato fino al periodo Napoleonico e in Inghilterra fino al 1971. Esisteva il problema che dopo la scomparsa di Carlo Magno circolava solo la moneta carolingia che però non era più adatta perché legata a un volume di traffici modesti e svalutati. Si ricorse alla fabbricazione di monete in argento di peso più elevato e con maggior quantità di fino, queste erano accettate anche dai mercanti arabi e bizantini. Da metà del 200 si ritorna addirittura alle monete d'oro ricercando poi una moneta stabile che mantenesse sempre lo stesso valore in termini di fino contenuti in esso e che migliorasse così le operazioni di cambio e l'organizzazione dei libri contabili.
    • Le funzioni della moneta erano:
      • Unità di misura
      • Mezzo di pagamento
      • Riserva di valore
  • Forme di Impresa: con lo scopo di ridurre i rischi connessi alle attività commerciali
    • Commenda: tipo di contratto secondo il quale un mercante o un gruppo di mercanti avrebbero fornito il capitale necessario per finanziare un viaggio di altri mercanti in cambio dei ¾ del guadagnato. Questa forma di contratto prevedeva che colui che gestiva gli affari avesse una responsabilità illimitata verso le obbligazioni contratte e al contrario coloro che immettevano partecipazioni finanziarie avessero una responsabilità limitata → prototipo di società in accomandita. Questa modalità di contratto era diffusa e sviluppata a Venezia e Genova.
    • Compagnia di negozio: (società in nome collettivo) era un tipo di contratto in cui i soci, spesso famigliari, divenivano in senso giuridico soggetto a responsabilità illimitata verso terzi. Successivamente venne estesa anche a soci esterni alla famiglia con un atto di fondazione, quote, divisione tra corpo famigliare e sovraccorpo.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simo90s di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Fornasari Massimo.
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