Storia economica
Introduzione
Il “The Economist” è una delle più influenti riviste economiche al mondo. È stato fondato a Londra nella metà dell'800. L'ultima pagina è dedicata agli indicatori economici e finanziari.
Esiste un complesso di Paesi, chiamati G8, considerati più avanzati economicamente. Essi sono:
- Stati Uniti
- Francia
- Germania
- Regno Unito
- Italia
- Russia
- Canada
- Giappone
Da qualche anno si parla addirittura di G20, comprendendo:
- Paesi del G8
- BRICS, cioè Brasile, Russia, India, Cina, Sud-Africa
- Le 3 A, cioè Argentina, Arabia Saudita, Australia
- Ultimo gruppo, che contiene Messico, Indonesia, Corea del Sud, Turchia e addirittura Unione Europea, la quale partecipa al G20 con un seggio collegiato
Indici
Rating = Valutazione di un emittente.
Gross Domestic Product (GDP) = È il nostro PIL, cioè la somma del valore dei beni e dei servizi prodotti all'interno di una comunità (di solito una nazione) in 1 anno. In Italia è pari a 1.600 miliardi di €. Il PIL mondiale si aggira intorno ai 60/90 trilioni (migliaia di miliardi). I Paesi sono 200, dunque l'Italia ha un peso molto influente. Il GDP ha 3 sottocategorie:
- Latest: È l'ultima rilevazione, quella del terzo trimestre
- QTR: È il trimestre corrente
- La colonna del 2015 indica la rilevazione di quell'anno (?)
Industrial production.
Consumer prices = Prezzo al consumo. NIL = 0. NA = non disponibile.
Unemployment = Tasso di disoccupazione. Quello generale indica il livello di disoccupazione tra i 15 e i 60 anni. In Italia è pari all'11,4% (valore più alto della media). L'obiettivo di ogni governo dovrebbe essere quello di raggiungere il 3%. Allora lì si può parlare di piena occupazione.
Current account-balance = Bilancia dei pagamenti correnti. È data da importazioni/esportazioni + movimenti di capitale a breve. Dunque se un Paese ha il segno + nella colonna “latest 12 months”, significa che attira risorse, pagamenti e ricchezze dal resto del mondo; viceversa se ha il segno -. Il Paese con maggiore surplus generato da questo meccanismo è la Germania. È dunque il Paese esportatore più grande al mondo.
Budget balance = Bilancio pubblico in % del GDP.
Interest rates = Tassi di interesse sui titoli di Stato a 10 anni. Paga maggior interesse l'emittente ritenuto più rischioso.
Currency units = Sono le unità valutarie, le valute, espresse in $.
Definizione
2 frasi famose di Keynes (economista molto importante). Una la scrisse alla morte del suo maestro Marshall: "L'economista studia il presente alla luce del passato, in vista dell'avvenire". L'altra nel 1926: "Non so cosa renda un uomo più conservatore: se conoscere solo il passato, o solo il presente".
Ma che cosa è veramente la storia economica? L'economia inglese si può chiamare in 2 modi:
- Economics = Scienza economica. È il corpus teorico dell'economia.
- Economy = Ha invece a che fare con la realtà fattuale, dunque con i fatti, gli eventi, le scelte.
Dalla somma di entrambi i termini deriva la definizione di "Storia economica". In pratica si occupa della storia dei fatti, delle istituzioni, delle teorie e delle persone che hanno concorso (o concorrono) al cambiamento della base materiale dell'esistenza individuale o sociale. Non è statica, ma dinamica. Ha un'anima bifronte: quella storica e quella economica.
Tre forme di ciclo
Corrispondono a tre economisti del '900. Essi sono:
- Wesley Clair Mitchell (1874-1948), il quale nel 1913 ha scritto "Business Cycles" (= cicli economici). Nel 1920 fonda lo NBER (National Bureau Economic Research) cioè un istituto che raccoglie dati statistici per studiare l'economia. Ancora oggi ha molta importanza. Mitchell ha diviso ogni ciclo in 4 fasi. Il momento fondamentale è quello tra la fase 2 e 3, che lui chiama punto di svolta superiore, a cui segue sempre un punto di svolta inferiore. L'attività creditizia influenza molto la crisi.
-
Kondratev o Kondratieff (1892-1938), il quale nel 1925 ha scritto "I principali cicli economici". È il più importante. Di solito i cicli identificano periodi di tempo relativamente brevi; per lui invece si parla di ciclo lungo (circa 50-60 anni). Questo si divide in sole due fasi:
- A (Espansione)
- B (Contrazione)
- Tasso di disoccupazione. Se diminuisce siamo in espansione, viceversa in contrazione.
- Inflazione. Se aumenta moderatamente siamo in crescita. Se aumenta troppo, vuol dire che l'economia sta subendo un collasso. La deflazione è invece sintomo di rallentamento economico.
- Tassi di interesse. Più aumentano, più siamo in espansione, fino a quando non raggiungiamo il punto di surriscaldamento economico. Viceversa, più siamo in difficoltà economica, più il tasso di interesse si abbassa.
- I CICLO: fase A (1789-1815), fase B (1815-1848).
- II CICLO: fase A (1848-1873), fase B (1873-1896).
- III CICLO: fase A (1896-1918), fase B (per noi 1918-1939, lui muore nel '38).
- Joseph Schumpeter (1883-1950), il quale nel 1939 ha scritto "Business Cycles". A lui importa dei flessi, cioè dei punti in cui il ciclo incontra il trend. Sono i momenti di accelerazione o decelerazione. Riscontra tra le principali cause di questi cicli, l'introduzione delle innovazioni.
Rivoluzione industriale
Influenzata da tre sottorivoluzioni:
- Agricola/agraria. Miglioramento delle tecniche agricole, più efficaci ed efficienti. Modifiche istituzionali, soprattutto sui diritti di proprietà. In Inghilterra inizia un'importantissima opera di recinzione. Tutto ciò genera un surplus, utile per essere reinvestito nel settore industriale.
- Demografica. Incremento del saggio (=tasso) naturale della popolazione in tutta Europa. In particolare diminuisce il tasso di mortalità, soprattutto infantile.
- Dei trasporti. Sviluppo di nuove forme di collegamento (come i canali idrici) e miglioramento di quelle già esistenti, in particolare le ferrovie. Di conseguenza migliora la produzione e lo scambio.
Con il termine "rivoluzione industriale" ci si riferisce soprattutto a quel processo secondo cui tutto ciò che prima veniva prodotto grazie all'energia di animali, di agenti atmosferici, fatica dell'uomo ecc. inizia ora ad essere prodotto sempre di più dalle macchine, concentrate in particolare nelle fabbriche.
La prima rivoluzione industriale è nata in Inghilterra. Da lì si è diffusa a "macchia di leopardo", cioè in particolari aree e centri che si sono specializzate e hanno funzionato da traino (vedi la Francia, il Belgio, l'Areatedesca, gli USA..). Poi ci sono stati i cosiddetti paesi "second comers", dove questo processo si è diffuso in un secondo momento, tipo Italia e Russia. In questo periodo inizia anche un processo di incremento del PIL pro-capite (che ovviamente ancora non era stato definito) abbastanza sostenuto, cioè del 2% annuo.
In questo periodo ci sono 2 studiosi fondamentali della storia economica, che sono vissuti nel '900 e hanno analizzato questo processo di crescita e sviluppo:
-
Walt Witman Rostow. È stato professore all'università e ha lavorato nella struttura pubblica (prima nell'intelligence e poi come consigliere del presidente). Ha scritto: "Stadi dello sviluppo economico" il cui sottotitolo è "Un manifesto non comunista". Opera che ha avuto una grande influenza politica in cui analizza un modello di sviluppo che ha una pretesa universalistica. Egli parla dell'esistenza di 5 stadi:
- Società tradizionale
- Società di transizione
- Decollo. È lo stadio più importante. Rappresenta infatti il punto di svolta per l'economia ed avviene tramite livelli di accumulo di capitale importanti. Il decollo è irreversibile.
- Società matura
- Società dei consumi di massa
-
Gerschenkron insiste invece sulla specificità dei vari sviluppi nazionali. Ha scritto: "Backwardness in historical perspective" (=arretratezza/problema economico in prospettiva storica), dove prende i paesi second comers come oggetto di studio e analizza tre punti fondamentali:
- L'arretratezza è un concetto relativo; deve essere analizzata "in relazione a..".
- Egli parla di vantaggi dell'arretratezza, come per esempio:
- Costo della manodopera basso.
- Rendimenti degli investimenti più rischiosi, quindi più elevati.
- Pacchetto di tecnologie a disposizione sviluppato da altri paesi.
-
Per queste e altre ragioni un paese arretrato impiega la metà del tempo rispetto ad un paese avanzato per raddoppiare il proprio PIL. Egli parla anche di fattori sostitutivi. Nei paesi second comers lo sviluppo non è automatico ma influenzato e guidato da alcune istituzioni:
- STATO, che è definito come "soggetto generale di sviluppo". Ha dunque un ruolo guida per questo scopo.
- BANCHE MISTE, che sono particolari tipi di banche che si pongono al servizio dello sviluppo produttivo (molto diffuse in Italia).
- IDEOLOGIA DELL'INDUSTRIALIZZAZIONE. Impalpabile ma fondamentale. Per far sì che si concretizzi una forma di sviluppo, c'è bisogno di diffondere tra i cittadini una cultura dello stesso.
Dal 1815 al 1848 (Passaggio dal protezionismo al libero scambio)
Fase B del primo ciclo di Kondratieff (quindi fase di contrazione). Periodo in cui si innestano due questioni di fondamentale importanza:
- Questione nazionali. Le nazioni cercando di diventare veri Stati.
- Questione sociale. Gli operai che lavorano in fabbrica acquisiscono consapevolezza e iniziano grandi battaglie e rivendicazioni.
Inghilterra
È il leader economico di questo periodo, infatti ha un ruolo guida nella prima rivoluzione industriale. È il paese egemone, parola che deriva da una teoria dell'800 chiamata "Teoria della stabilità economica", elaborata da Gilpin e Kindleberger. Secondo questa teoria, il sistema internazionale si può considerare globale quando esiste un'egemonia. Questa però deve in particolare occuparsi di due beni pubblici fondamentali:
- Difesa/sicurezza pubblica.
- Deve mantenere aperto il sistema degli scambi, in modo da garantire crescita e sviluppo.
Il problema è che l'Inghilterra adotta una politica protezionistica e addirittura nel 1815/1816 adotta delle leggi protezionistiche sul grano, le Corn Laws: quando il prezzo del grano d'importazione diminuisce e va sotto il limite prefissato, vengono messi dei dazi per scoraggiare tale importazione. Ovviamente è un sistema che avvantaggia i proprietari terrieri ma non l'economia nel suo complesso; i consumatori infatti sono costretti a pagare di più. La situazione precipita quando David Ricardo, grande economista inglese, pubblica una sua opera: "Principi di economia politica e della tassazione". Qui si scaglia contro l'economia protezionistica, ritenendo che a lungo andare sia molto dannosa, specialmente perché provoca la scomparsa del ceto dei produttori, in particolare degli imprenditori. Ricardo pensava che l'economia fosse divisa nelle classiche 3 classi, le quali percepiscono un reddito diverso. Nocciolo della questione: distribuzione tra salari e profitti:
- Lavoratori, che percepiscono un salario di sussistenza, cioè tale da mantenerli in vita, ma nulla di più.
- Capitalisti, che invece percepiscono dei profitti, i quali derivano dai loro investimenti.
- Proprietari terrieri.
Secondo Ricardo sono proprio i profitti che portano avanti l'economia. Infatti egli si scaglia contro il protezionismo. Questo provoca un aumento del prezzo del grano, cosa che costringe l'economia a pagare di più i lavoratori e quindi a erodere il livello dei profitti. Dopo la sua morte si crea una vera e propria scuola ricardiana, diffusa soprattutto a Manchester. Qui nasce un'associazione di pensatori, l' "anti-corn laws league".
1832 riforma elettorale (reform bill): assegna maggior peso ai nuovi centri industriali, i quali da ora in poi hanno più rappresentanti, quindi possono far valere di più i propri interessi. Robert Peel (conservatore) fonda il partito liberale e nel 1946 fa abolire le leggi sul grano. Questo segna un punto di svolta per tutta l'Europa; inizia l'era del libero scambio.
Teoria del vantaggio comparato di Ricardo: ogni nazione dovrebbe specializzarsi nella produzione di determinati beni, cioè quelli il cui costo di produzione è inferiore ai concorrenti. Ciò porta benessere. Il liberismo può però portare degli svantaggi nel lungo periodo.
Area tedesca
Dopo il Congresso di Vienna viene divisa in circa 40 entità regionali. Dunque non è ancora una nazione, nonostante abbiano tutte la forma di unità nazionale; basta pensare alla religione (protestantesimo diffuso ovunque) e alla lingua. Nel 1833 primo accordo tra quasi tutte queste regioni chiamato "Zollverein" (Unione Doganale Tedesca), che piano piano incorporerà sempre più paesi. Differenza tra:
- Unione doganale; comporta un abbattimento delle dogane interne a prima, e l'adozione di una cintura doganale poi. Questo vuol dire che i paesi che adottano questa unione godono del libero scambio tra loro e in più adottano una politica commerciale in comune nei confronti di Paesi esterni, da cui ricavano collettivamente un dazio, che andrà a formare la cassa comune.
- Zona di libero scambio; comporta invece un "semplice" abbattimento delle dogane interne.
Ben presto questa unione doganale diventa anche un'unione monetaria. Cresce sempre di più, tanto che nel 1866 vi sarà una guerra tra Austria e Prussia per ottenerne il controllo. La Prussia vince e diventa leader dell'area tedesca. Nel 1871 termina questo processo di unificazione con la guerra franco-prussiana, che vedrà la Germania uscire vincitrice contro la Francia. Il Kaiser addirittura sarà incoronato a Versailles! Lo storico di riferimento è Friederich List. È considerato il padre della scuola storica tedesca. Anche lui parla di stadi di sviluppo (in corrispondenza del settore primario, secondario e terziario). Nel 1841 raccoglie una serie di suoi articoli in un libro: "Sistema nazionale di economica politica".
Critica le pretese universalistiche sull'economie mondiali. Essendo molto influenzato dalle idee americane molto protezioniste, riteneva che la Zollverein dovesse adottare una politica moderatamente protezionista nei confronti dell'esterno per due ragioni:
- Altrimenti il mercato interno sarebbe stato inondato di beni e prodotti inglesi (l'Inghilterra era il Paese più avanzato).
- Moderato protezionismo nel senso che deve impedire COMPLETAMENTE gli scambi con l'estero, in quanto questo innanzitutto funge da stimolo per l'economia interna, e poi permette l'introduzione di macchinari più avanzati di altre nazioni.
Francia
Il processo di industrializzazione si verifica a cavallo tra la prima e la seconda rivoluzione industriale, in particolare tra gli anni '40 e '50. Nella seconda metà del '700 era sede di fisiocrazia, scuola di pensiero secondo cui il settore economico principale fosse quello primario. Essa ha introdotto il principio di "Laissez-faire, laissez passer" = (prima parte: lasciare all'individuo l'iniziativa economica senza vincoli) (seconda parte: lasciar passare oltre le dogane, quindi eliminare i dazi). Il governo che governa meglio, è il governo che governa meno.
Dal punto di vista meramente storico ricordiamo che negli anni '30 dopo la Restaurazione (1815-1830) torna in Francia la famiglia Borbone. A luglio sale al trono Luigi Filippo D'Orleans. Da questo momento in poi, fino al 1848, si parla di monarchia di luglio, periodo caratterizzato da atteggiamenti del sovrano più liberali e aperti. È questo il periodo in cui si diffonde la borghesia finanziaria, composta da persone che si sono arricchite nel tempo e che investono la propria ricchezza non solo in attività tradizionali, ma anche in attività finanziarie.
Dal 1848 al 1873
Fase A del ciclo di Kondratieff (quindi fase di espansione). Periodo anche noto come età d'oro del libero scambio. Nel 1848 Karl Marx (ed Hengels) scrivono: "Il Manifesto del Partito Comunista", dove, tra le altre cose, analizzano anche la situazione del proprio tempo, descrivendola come interdipendenza universale tra le nazioni. Oggi gli storici...
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