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Appunti in forma schematica per l'esame di Storia economica. Libro consigliato dal prof G.Mellinato e P. Tedeschi: "Dalla rivoluzione industriale all'integrazione europea" V. Zamagni.
Si può studiare solo da questi schemi senza la necessità di consultare il libro.

Esame di istituzioni di economia docente Prof. G. Mellinato

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ESTRATTO DOCUMENTO

Capitolo 8:

CAUSE: Cosa ha scatenato la 1^ guerra mondiale miniere di

1. Dissenso franco-tedesco sul possesso dell’Alsazia e della Lorena ferro

• Zinco

2. successo dell’espansionismo tedesco carbone

3. contrasti economici nei Balcani

4. contrasti tra Germania e Russia sul protezionismo

5. convinzione che la guerra avrebbe arricchito il vincitore nell’epoca industriale questa era una convinzione senza

fondamenta perché la guerra era un gioco a somma negativa

CONSEGUENZE della 1^ guerra mondiale

1. guerra distruttiva

2. 9 milioni di morti + 40 milioni falciati dall’epidemia spagnola

3. finanze messe a dura prova a causa di alte spese militari

4. i governi ricorsero allo stampo di più cartamoneta del dovuto per coprire le spese militari —> inflazione —> uscita dal gold standard

5. Tensioni sociali e politiche

Smembramento dell’Impero Asburgico e la riorganizzazione territoriale dell’Europa

Germania restituisce Alsazia e Lorena alla Francia (13% del territorio tedesco) + restituisce dei territori alla

Polonia (che si ristabilisce come nazione)

dopo la guerra Si formano 10 nuovi stati + 2 città libere (Danzica e Fiume) + regioni che passarono all’Italia

l’Impero Asburgico

viene smembrato Aumentano le frontiere doganali

Più monete in circolazione —> nuove banche centrali —> nuovi sistemi fiscali

CONSEGUENZE: FRAMMENTAZIONE DELL’EUROPA ARA (piccolo fondo privato americano)

• Consulenza per la messa

nuove nazioni senza aiuti Lega delle nazioni creata a Versailles —> a punto della finanza e

• della moneta

Quali altri problemi dovettero affrontare i nuovi stati?

1. Incertezze istituzionali + indebitamento estero

2. Necessità di intervenire con riforme agrarie sui latifondi dell’est

3. Ridirezionamento del commercio (nuovi legami commerciali)

4. Ricompattamento e ridimensionamento delle infrastrutture

5. promozione dell’industria (si pensò di aumentare i dazi —> aumentarono in tutta Europa)

Le riparazioni tedesche

Pace di Versailles 14 punti del discorso del presidente Wilson La Germania doveva pagare una somma

uno dei punti: riparatrice per i danni subiti dagli alleati

NO parametri quantitativi—> ampia interpretazione dei danni

Conferenza di riparazione: NO: la

Germania

chiede una

1. Conferenza di Boulogne (1920) —> 269 miliardi di marchi d’oro

Keynnes propone agli revisione

Usa di eliminare i 2. Conferenza di Parigi (1921) ———> 226 miliardi di marchi d’oro +

debiti di guerra ma NO

12% sulle esportazioni tedesche per 42 anni

Usa rifiuta e quindi

anche gli Europei

premono sui tedeschi 3. Ultimatum di Londra (1921) ———> 132 miliardi di marchi d’oro a rate+ Sì

6% interessi

Germania chiede una moratoria mentre

pagava in natura (palo telegrafici e carbone)

1. PIANO DEWES (1924)

Rata annuale proporzionale alla prosperità tedesca

• Francia e Belgio invadono la Ruhr

no limite temporale

• pretendendo di gestire loro il fornimento

prestito commerciale per la borsa di New York —> successo

• SISTEMA MONETARIO TEDESCO DISTRUTTO

2. PIANO YOUNG (1929) (da inflazione a iperinflazione)

fissa un limite di 37 anni

• abbassa la rata annuale

• intervento americano

il pagamento delle riparazioni venne sospeso nel 1931 con la crisi finanziaria internazionale

Capitolo 9: Le difficoltà dell’economia europea negli anni Venti — Germania

Germania e Gran Bretagna fecero ritardare l’Europa

Anni VENTI Europa incapace di dar vita ad un nuovo ciclo di sviluppo (Italia e Francia ebbero risultati meno negativi)

La nuova Repubblica di Weimar inizia

con delle condizioni svantaggiose:

1. Perdite umane durante la guerra

2. perdite di territori (e ricchezze dei territori)

3. confisca delle colonie solo con il Piano Dewis la moneta si è ristabilizzata

4. confisca della marina militare

5. confisca di tutto il materiale bellico, delle navi mercantili, locomotive, carri,

6. Pagamento delle riparazioni agli alleati (anche in natura) i capitali stranieri permettevano di mantenere la bilancia in

pareggio ma la Germania era dipendente da tali capitali

Il Piano Dewis era un pilastro

la Germania doveva mantenere elevati i tassi che poggiava su sabbie mobili

d’interesse per attirare i capitali stranieri ma i

capitali stranieri erano presi in prestito da: questi settori non erano in grado di coprire interessi così

alti quindi i tassi di interesse calano quindi investitori

Comuni per la costruzione di infrastrutture

• stranieri meno interessati al mercato tedesco

settore agricolo

• 1929: inizio di una vera e propria crisi tedesca

questione della rivalutazione: l’iperinflazione aveva

la classe media perde di fiducia azzerato tutti i capitali liquidi e la moneta corrente,

nella Repubblica di Weimar e si provocando perdite alla classe media:

spinge verso partiti estremi si cerca (senza successo) di ricompensare le perdite

Capitolo 9: Le difficoltà dell’economia europea negli anni Venti — Gran Bretagna

è una potenza vincitrice ma negli anni VENTI

entra in una spirale negativa

non riesce ad accrescere il reddito pro capite

- alta disoccupazione

- Perchè?

Quali furono le cause?

1. Impianti non innovati

2. Esportazioni tradizionali soppiantati da altri paesi

3. Accumulo di un debito nei confronti di USA

c’era la convinzione che le problematiche 4. inflazione —-> causa la svalutazione della sterlina

inglesi sarebbero state risolte se si

fossero ristabilite le condizioni prebelliche

tra cui la stabilità della moneta

Su pressione di USA e piano Dawes, la Gran

Bretagna ritorna al Gold Standard (1925)

MA

con lo stesso tasso di cambio con il dollaro

che c’era prima della guerra 1. politica monetaria restrittiva con alti tassi di

interesse che scoraggiavano i capitali

sFFETTI:tranieri causa gravi

problemi alla

EFFETTI: 2. caduta delle esportazioni Banca d’Inghilterra

che non voleva

fare prestiti

3. Bilancia dei pagamenti diviene negativa

4. Riserve si assottigliano

Miglioramenti solo alla fine del decennio

Capitolo 9: Le difficoltà dell’economia europea negli anni Venti — Francia

3 paradossi per gli anni VENTI

Con la diplomazia vuole ottenere i mezzi per la ricostruzione

MA mediante la riparazione (fa da sé)

1. PRIMO PARADOSSO: Grandi perdite nella guerra trae i massimi vantaggi dall’Alsazia e dalla Lorena

• migliora la capacità produttiva dell’industria pesante

MA Raymond Poincarè stabilizza il franco e riporta ordine nella finanza

2. SECONDO PARADOSSO Grande instabilità politica pubblica e monetaria senza fare danni alla democrazia francese

in 29 mesi si susseguono 11 diversi governi

la stabilizzazione che viene effettuata successo francese contrario al successo inglese

3. TERZO PARADOSSO

il franco venne stabilizzato al tasso corrente (non come in Inghilterra) tenendo conto

della svalutazione che aveva subito durante le guerre gli inglese rimproverarono i francesi di aver

permesso la svalutazione allo scopo di sottrarre

mercati esteri alle esportazioni inglesi

Infatti la Francia negli anni VENTI

esportazioni brillanti

• aumento del reddito procapite

Capitolo 9: Le difficoltà dell’economia europea negli anni Venti — Italia

Difficoltà politiche drammatiche che

fecero scivolare l’Italia nella dittatura

Perchè?

Quali furono le cause?

1. Difficile processo di riconversione da industrie di guerra a industrie di pace ———> falliscono banche e imprese

2. Conflitto sociale (per l’inflazione e disoccupazione) —————-> occupazione di terre e fabbriche nel <biennio rosso> 1919-20

3. Cambiamenti politici

1919: creazione del Partito Popolare

• 1919: cambiamento del sistema elettorale—-> da maggioritario a proporzionale

• sconfitta del Partito Liberale

• Nascita di due partiti: Partito Popolare e Partito Socialista

4. Nasce il movimento fascista di Mussolini (1919) che usava azioni illegali

5. Atteggiamento scarsamente garantista del re che non ha voluto bloccare con l’esercito la Marcia su Roma———-> consegna del potere a Mussolini (1922)

1922: Mussolini nomina come Ministro

delle finanza Alberto De Stefani

riporta in pareggio il bilancio

• proibisce gli scioperi

l’economia si riprende ma con un

trend inflazionistico quindi Mussolini

nomina un nuovo ministro (1924):

Affronta i problemi dei pagamenti verso USA e Inghilterra

• Giuseppe Volpi

Mussolini impone la quota 90 effettua la stabilizzazione della lira per rientrare nel Gold Standard

Riforme bancarie —-> la Banca d’Italia divenne per la prima volta banca di emissione

Segue una crisi dovuta alla caduta di esportazioni ed investimenti —> l’Italia si riprende solo verso il 1928 con la realizzazione della bonifica integrale

Capitolo 10: La creazione dell’unione Sovietica

Incompleta della trasformazione capitalistica

la Russia arriva impreparata alla Grande Guerra privatizzazione delle terre (seguita dalla riforma Stoplyn) ancora in fase iniziale

• Decollo industriale localizzato solo in poche città

viene comunque spinta (da parte degli alleati -Francia

specialmente) a partecipare alla guerra

no risorse! (specialmente alimentari) gennaio 1917: deposizione dello zar che porta a:

scontento della popolazione rivoluzione borghese

• Istituzione di un parlamento: la Duma

• formazione di un nuovo governo guidato da Kerenskij

• dichiara la continuazione della guerra

Caos e scontento del popolo,

Lenin se ne approfitta —> propaganda

socialista con il partito bolscevico organizzato in consigli

rivoluzionari: i soviet

Ottobre 1917 : rivoluzione tra soviet e governo borghese

presa del Palazzo d’inverno a San Pietroburgo

• guerra civile per 4 anni

• Economia: comunismo di guerra

• no moneta

• no commercio privato

• requisizione agricola

• stato sempre più massimale

• Scompaiono import/export

• 1921: NEP

Capitolo 10: La NEP Nuova politica economica varata da Lenin nel 1921 primo esperimento di economia mista

DIFFETTI:

Crisi delle forbici —> i prodotti manifatturieri avevano prezzi alti che causarono un

• disincentivo al commercio dei prodotti agricoli —> i prezzi dei prodotti agricoli si alzano

NEP non veniva compresa l’importanza del controllo macroeconomico —> favoriva

• inflazione + disoccupazione

Lentezza nel raggiungere gli obiettivi stabiliti dal partito bolscevico

• aumenta il divario tra economia sovietica ed economie occidentali alla morte di Lenin

• 3 visioni alternative nel parlamento:

CARATTERISTICHE: La destra La destra

pose fine al razionamento e alle requisizioni La sinistra

• estrema

cercava di combinare il mercato con elementi del socialismo

• viene reintrodotta la moneta

• liberalizza il commercio e l’industria

• continuazione

da un’autonomia alle imprese industriali MA quelle raccomandava un proponeva un ritorno

• della Nep

strategiche rimangono centralizzate grande balzo industriale alle tradizioni agrarie appoggiata da Stalin

Recupero del commercio estero

• ridicolizzata da Stalin 1927: scarsità di cereali

Stalin decide di

dirigere la raccolta di

cereali in Siberia

PIANIFICAZIONE SOVIETICA

Produsse un’industrializzazione forzata a beneficio della difesa e delle

Capitolo 10: La pianificazione sovietica infrastrutture del paese, accompagnata da una diminuzione dei consumi

personali pro capite sia di prodotti alimentari, sia di prodotti industriali

Primo: 1928-1932

ci furono due piani quinquennali Secondo: 1933-1937

nel 1929 durante il primo piano quinquennale Stalin dichiara la produce una crisi produttiva di cui gli

COLLETTIVIZZAZIONE INTEGRALE DELLE TERRE agricoltori sopportarono le conseguenze stabilisce gli obiettivi

proteste economici

Stalin governa con violenza

emigrazione nelle città (irraggiungibili)

comitato statale di

GOSPLAN distribuzione delle

pianificazione materie prime

Stabiliscono i prezzi

Problemi causati: (prezzi amministrati)

fenomeni di eccesso di offerte ed eccesso di domanda trattati con il razionamento

• rigidità nel stabilire gli obiettivi —-> grossi ritardi

• Ritardi tecnologici (no spazio per la ricerca) —-> copiano la tecnologia americana

• Spostamento del PIL dai consumi agli investimenti e alla difesa

Russia arriva in condizioni migliori per far fronte alla 2^ guerra mondiale

—> grazie agli aiuti americani e alla vastità del territorio

Alla fine degli anni VENTI si sviluppò nei paesi capitalistici

Capitolo 11: La grande crisi occidentali una crisi di proporzioni mai viste

inizia con la caduta della borsa di New York 1929 3 scuole di pensiero al riguardo:

+ difficoltà in Germania un anno prima 1. La scuola dell’instabilità

2. La scuola della stabilità

3. La scuola dei cicli

Bipolarismo della crisi per contrazione sistema industriale

• per contrazione commercio internazionale

CAUSE:

1. I mutamenti strutturali degli anni VENTI hanno reso il mercato dei prodotti e dei fattori (lavoro) più rigidi quindi più difficile ristabilire un equilibrio dopo uno

shock

2. il Gold Standard è stato reintrodotto ma a condizioni molto squilibrate

3. il ruolo della caduta della borsa di New York è stato enfatizzato

4. Politica monetaria statunitense e tedesca molto restrittiva —> panico finanziario, fallimenti a catena, deflazione

5. la trasmissione della crisi dai paesi che l’hanno generata agli altri è avvenuto anche mediante:

Gold Standard

• mancanza di coordinamento

• caduta dei prezzi

• crescente protezionismo

Capitolo 11: La grande crisi —> le ripercussioni finanziarie

Primavera 1931: peggiora la situazione delle banche Crisi in molti paesi le difficili condizioni del paese spingono la banca

mista a sostenere sempre di più le imprese a cui

1. AUSTRIA fallisce il Creditanstalt (la più grande banca mista austriaca) era legata (fino ad acquisire il 60% delle azioni

delle SPA austriache)

le richieste di aiuto non vennero accolte inizialmente e il

governo austriaco intervenne molto tardi mediante la

banca centrale rimettendo in piedi la Creditanstalt

2. UNGHERIA ne risente della crisi austriaca

la Reichsbank perde metà delle riserve d’oro e gli USA corrono in loro aiuto

fallisce la Danat (la più grande banca mista) ———> il governo decide di chiudere per una settimana banche e borse

3. GERMANIA la Danat venne fusa con la Dresdner Bank e il suo capitale divenne pubblico

…fine anni ’30 le banche ritornano private

4. INGHILTERRA Risentì della crisi Tedesca il governo cerca di pareggiare la bilancia senza riuscire uscita dal Gold Standard 1931

1. 1931: fondazione dell’IMI (Istituto Mobiliare Italiano)

che doveva assumere il ruolo di finanziatore al posto

delle banche miste

2. 1933: fondazione dell’IRI (Istituto di Ricostruzione

nel settembre del 1931 i Industriale) che doveva gestire le partecipazioni

direttori delle 3 più grandi azionarie come una grande holding

5. ITALIA banche miste italiane incarica il suo

decidono di chiedere aiuto a uomo di fiducia 3. 1936: nuova legge bancaria: che aboliva le pratiche

Mussolini Alberto Beneduce di banca mista in Italia (quindi le banche miste

di provvedere divennero banche commerciali possedute dall’IRI)

6. FRANCIA unico paese non investito dalla crisi grazie alla sua riserva d’oro

Capitolo 11: La grande crisi —> assenza di cooperazione internazionale

Durante la crisi le uniche misure di aiuto internazionale furono le seguenti: la banca doveva supervisionare il pagamento delle riparazioni ma

1. Fondazione della Banca dei regolamenti internazionali a Zurigo con il tempo divenne un luogo di incontro per banchieri centrali e

un posto dove si concordavano i prestiti internazionali

2. Convegno economico di Londra 1933 nato per progettare dei modi per uscire dalla crisi troppi disaccordi

i tre paesi si rendevano disponibili a sostenere reciprocamente

3. Accordo tripartito (1936) tra USA, Inghilterra e Francia il corso delle loro monete per 24 ore in modo che tutte le misure

decise dal paese sotto attacco potessero entrare in funzione

senza che nascesse panico

gli USA inoltre forniva agli altri due paesi oro e dollari a tassi di

cambio concordati in caso di necessità


PAGINE

32

PESO

7.49 MB

AUTORE

Diana.d

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e amministrazione delle imprese
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Diana.d di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di istituzioni di economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Mellinato Giulio.

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