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Non si instaura una dittatura

per fare una rivoluzione

ma si fa una rivoluzione

per instaurare una dittatura

Pol Pot

2

Indice

Introduzione 4

Capitolo 1

Fratello Numero 1, Pouk, Hai, Pol alias Saloth Sar 7

Il periodo Buddhista 8

Sihanouk il funambolo 9

Saloth e gli studi 10

Champs-elysées 12

Capitolo 2

Indocina tra ferro, fuoco, falce e martello 15

Esperimenti sul campo 16

Khmerland 16

Capitolo 3

Ritorno in Patria 18

1963/1965 19

Guerra di popolo 20

I fatti di Samlaut 21

Capitolo 4

Le Khmer Rouge 23

Nemico Proletario 24

Estremo oriente 25

Angkar 26

Capitolo 5

Kampuchea 29

Glorioso 17 aprile 30

Isolamento 31

Il nuovo mondo 32

S-21 e Campi di lavoro 33

Guerra santa 35

Secondo esperimento sociale 36

Conclusioni 38

Bibliografia 39

3

Introduzione

Phnom Penh, capitale della Cambogia, bidonville di paglia e di bambù piene di bambini, disegnano la

sua periferia. Dopo anni di guerre e di lutti, un popolo ricomincia faticosamente a vivere tra le

difficoltà e le incertezze di una fragile democrazia e con molte ferite ancora aperte. Queste parole

fanno da introduzione al documentario trasmesso dalla Rai, nel 2008, “Dentro l’Odissea Khmer”. Non

sembra sia cambiato molto dopo gli ultimi conflitti interni che hanno devastato la Cambogia, portando

alla distruzione sociale e culturale del popolo Khmer. Il popolo Cambogiano, simbolo di ingegno e

fatica, l’Angkor Wat ne rappresenta la storia passata, di spensieratezza e di vita tranquilla,

l’economica rurale prima del 1975 era pressoché l’80% dell’occupazione, mentre le aree

industrializzate, sotto la spinta degli ex colonizzatori francesi e dei nuovi colonizzatori americani

stavano iniziando a farsi sempre più corpose, strappando via i contadini al lavoro manuale

città/dormitori che non erano ancora pronte ad accogliere così tanta “forza

ammassandoli ai bordi delle

lavoro, venne ri-trasformato dal 17 aprile 1975 in un ammasso di carne da sacrificare alla rivoluzione

e all’Angkar, una purificazione mistica del corpo e della mente , dettata da una deviazione molto

profonda del comunismo marxista, mescolato al maoismo e al buddhismo ascetico.

l’Esperimento

In queste pagine andrò ad analizzare, dalle fasi dello sviluppo alla sua fine di Ingegneria

Dall’eliminazione

sociale, unico al mondo, attuato dalla Kampuchea democratica, di Pol Pot. delle

all’eliminazione sistematica dell’identità di un intero popolo,

transazioni monetarie, concentrandomi

sull’epurazione del ceto medio cambogiano che affollava le città decolonizzate della nazione. Per

poter capire le ragioni, che hanno portato all’esodo di un intero popolo verso il fitto della foresta, si

deve andare a raccogliere i ricordi di chi a Parigi ha studiato e vissuto per parecchi anni, di chi ha

creduto nella rivoluzione portata avanti da questi giovani studenti cambogiani, di chi ha creduto

davvero nei Khmer Rossi.

Nel XX secolo, agli occhi dei giovani cambogiani , la Francia è uno dei luoghi di maggior fascino.

Studiare nel paese di Voltaire è garanzia di un futuro promettente. Nel 1946 la Cambogia non ha

ancora un’università. A Parigi i giovani indocinesi risiedono tutti nel cosiddetto Padiglione indocinese.

I primi Khmer arrivati per studio a Parigi fondando, nel settembre del 1946, AEK( Association des

éstudiants khmers). La Cambogia è lontana per questi ragazzi, che si trovano nel paese dei

colonizzatori, che in 90 anni di protettorato avevano modificato e fatto quasi dimenticare il glorioso

passato del regno Khmer.

Lo scopo dell’AEK è di incoraggiare il desiderio di conoscenza e l’aiuto reciproco. Uno dei membri

fondatori afferma Eravamo pieni di ardore e di entusiasmo. E volevamo dimostrare alle autorità

eravamo persone capaci. Questa frase è emblematica, rappresenterà in futuro tutto l’odio

francesi che L’AEK nel 1951

che i Khmer Rossi riverseranno sugli intellettuali e sulle persone di cultura.

organizza a Parigi, fuori dal Padiglione indocinese, il capodanno cambogiano e qui entrano in scena

per la prima volta, arrivati da poco a Parigi, due figure che negli anni a seguire cambieranno il corso

L’AEK si scinde, i dissidi erano stati provocati da Saloth Sar e Ieng Sary,

della storia nel loro Paese. 4

dell’associazione cedette alle pressione del ministero francese affinché il

dato che il rappresentante

capodanno si festeggiasse all’interno del Padiglione, arredato però in stile vietnamita, era una

questione culturale disse qualcuno. Siamo all’epoca dell’emancipazione dei popoli delle colonie.

Gli avvenimenti in Asia sono dominati dalla vittoria dalla vittoria della Cina comunista nel 1949.

L’esercito di Mao è alla frontiera con l’Indocina. Cambia il giro delle carte. Dopo la vittoria di

Zedong acquisisce un’altra dimensione. In Francia gli studenti,

Mao nel 1949, la guerra franco-vietnamita

nelle città e fuori, ingaggiano una lotta contro il colonialismo.

I cambogiani discutono questa questione, che riguarda anche il loro Paese. I dibattiti, appassionati e

che hanno accompagnato l’AEK dalla sua nascita sono sempre attuali nel 1949. Il

ininterrotti, conformemente ad una società che conta più dell’80%

cambiamento deve avvenire in modo graduale,

di contadini? Oppure deve essere rapido e radicale? Per smuovere una società che cosa è necessario

cambiare prima: le mentalità o le strutture? Bisogna adattare le strutture sociali alla mentalità o,

invece, adeguare la mentalità alle strutture sociali? In una parola fare riforme o fare la rivoluzione?

Qui sta la differenza tra la destra e la sinistra.

Dal 1952, l’unità dei cambogiani in Francia soffre della contrapposizione di più tendenze: un’ala

destra, un’ala sinistra e il gruppo dei moderati. Diversamente dagli altri la sinistra accetta la lotta

armata nella sua visione politica. La considera un mezzo inevitabile e indispensabile per raggiungere

l’indipendenza. Le sue figure di spicco sono Keng Vannsak, Khieu Samphan, Hou Youn, Ieng Sary,

Saloth Sar e Thiounn Mumm.

E’ la tendenza che si impone nell’AEK nel 1951, anno delle elezioni legislative in Cambogia. Hou

Yuon diventa presidente. Uomo coraggioso che osa difendere le proprie opinioni. Protesterà

vigorosamente contro l’evacuazione di Phnom Penh attuata dai khmer rossi dopo la vittoria nell’aprile

1975. Affermerà che il regime khmer non sarebbe durato più di tre anni, per questo gesto di protesta

verrà arrestato e ucciso. Sotto la sua presidenza, le attività dell’AEK contro il colonialismo francese si

fanno sempre più determinate. Decide inoltre di sostenere la lotta armata che sta prendendo piede

all’interno del Paese, diretta da Son ngoc Minh. Saloth Sar insieme a Sien An, Mey Mann e Rath

CEun cerca di allontanare l’appoggio ai vietnamiti dato che questi ultimi li trattano da subalterni. Nel

1953 il governo francese scioglie l’AEK che, tuttavia, continua a svolgere il proprio compito, per tre

anni, sotto l’etichetta di gruppo folcloristico. Nel 1956 nasce l’unione degli studenti khmer che

riunisce i partigiani di sinistra. Funge da catalizzatore per quello che diverrà in seguito il vero e

arrivati da Phnom Penh non vedono l’ora di

proprio fulcro della rivoluzione. Molti Cambogiani

entrare a far parte dell’Unione ansiosi di entrare nella militanza. L’influenza dell’UEK è reale, dovuta

in particolare all’efficacia del servizio di mutua assistenza e al successo universitario dei suoi membri.

C’è un’altra associazione riconosciuta dal capo dello Stato, la CKOM, un’organizzazione di destra che

non ha molto successo tra gli studenti khmer come l’UEK. Quest’ultima deve gran parte del suo

successo anche grazie ai suoi membri come Mumm e Samphan e al circolo Marx-Lenin fondato nel

1951 con l’appoggio del partito comunista francese. Al circolo è legato ad un nucleo duro, clandestino

e chiuso che si prefigge lo scopo di studiare Engels, Marx, Lenin e Stalin. Il terreno di coltura è quello

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ideale per gli idealisti duri e puri e molti membri del circolo saranno poi i fautori della rivoluzione

L’ufficio politico del circolo funziona come quello di un partito

Cambogiana. comunista clandestino.

ancora è nell’ombra la sua presenza a Parigi passa

Pol Pot quasi inosservata, eppure fa parte sia del

Circolo che dell’UEK, i membri più influenti al momento sono Sary e Semphan. Nel 1971 il circolo

viene sciolto. Semphan, Sary e altri membri tornano in Cambogia, dove Sihanouk dopo il colpo di

stato, di Lon Nol, crea il FUNK, fronte unito nazionale della Kampuchea. Il Principe nemico diventa

un importante alleato per la lotta interna.

Lon Nol Re Norodom Sihanouk

Angkor Wat 6

CAPITOLO 1

Fratello Numero 1, Pouk, Hai, Pol alias Saloth Sar

Il villaggio di Prek Sbauv si estende lungo la riva orientale del fiume Sen. Casette di legno su palafitte

spuntano seminascoste fra le bougainvillee arancione e porpora, le campanule, i fiori gialli degli anh

kang, le siepi di cactus e le palme. E’ una zona gentile, idilliaca. La casa di Nhep si trova ad una

trentina di metri dal corso dell’acqua. Come in tutte le abitazioni tradizionali locali, tutti vivono in un

unico ampio locale, che occupa l’intero pavimento del primo piano, cui si accede da una ripida rampa

di gradini di legno dal giardino antistante. La casa in cui Nhep e Sar erano nati sorgeva sullo stesso

punto, ricorda Nhep, ed era costruita nello stesso modo preciso.La famiglia era benestante, attenendosi

agli standard locali. Loth il loro padre, era proprietario di poco più di venticinque ettari di risaie e la

loro abitazione era una delle più grandi fra le venti case circa che componevano il villaggio. Sar aveva

sei fratelli, nati tutti in tempi molto brevi, tutti nell’arco di dieci anni. I tre più giovani erano

inseparabili, soprattutto Sar e Nhep. Giocavano e nuotavano insieme al fiume alla sera, alla luce di un

lumicino, ascoltavano i vecchi del villaggio raccontare storie e leggende dei tempi di prima del

protettorato francese, affermatosi in Cambogia nel 1860. Loro nonno, Phem, era il legame con quei

tempi. Non lo avevano mai conosciuto, Loth era solito raccontare loro le sue imprese. Phem era

cresciuto in quegli che in seguito vennero definiti gli anni della disgrazia, quando gli invasori

vietnamiti e thailandesi lottavano per la sovranità di quanto restava del vecchio regno khmer. Il

Palazzo reale di Oudung era stato raso al suolo e Phnom Penh era stata distrutta.

Fra la popolazione chi era riuscito ad evitare i lavori forzati imposti dagli eserciti rivali si era rifugiato

nella foresta. Phem diventò notabile, dopo l’armistizio compromesso, fra la corte thai e l’imperatore

vietnamita e durante la grande ribellione contro i francesi nel 1885 86, organizzò i rifornimenti di

viveri per le truppe lealiste che si battevano per mantenere le prerogative della monarchia contro il

governo coloniale. Phem venne ucciso in un imboscata al di la del fiume. Da quel momento la

famiglia venne protetta dal governatore provinciale, il quale li assunse nel sistema di protezioni che

veniva dal trono. La sorella di Loth, Chang, ebbe un posto alla corte di re Norodom e all’epoca della

nascita di Sar, sua figlia Meak venne prescelta come concubina reale per l’erede designato. Non era

una storia insolita quella delle concubine in Cambogia nella prima parte del XX secolo, era una pratica

accettata e voluta, in quanto la poligamia maschile era ben vista, un uomo con tante donne era

garanzia di fertilità per il regno. La vita in Cambogia ha una qualità terrena, elementare. La natura

prospera e fruttifica. Il sole picchia come un maglio di ferro, la giungla fuma, la terra pulsa del calore e

del colore dei tropici. Al tempo in cui Sar e Nhep erano ragazzi, torme di elefanti attraversavano Prek

Sbauv, dirette verso le marcite sulle rive del Grande Lago. Il paesaggio e il tenore di vita erano, e lo

sono ancora, più simili a quelli dell’Africa che della Cina.

La famiglia di Loth, come molti Cambogiani, compresa quella reale, era di estrazione sino-khmer. Sar

aveva ricevuto questo nome per via della sua carnagione chiara, cinese, la parola Sar significa, pallido

o bianco. Ma la razza in Cambogia è decisa più dal comportamento che dalla discendenza di sangue. 7

Loth non praticava i riti cinesi, né festeggiava il capodanno cinese e nemmeno parlavano cinese.

Vivevano come khmer e di conseguenza erano di razza khmer.

Il periodo buddhista

I cambogiani, a quell’epoca più ancora di oggi, vivevano due vite parallele: una nel mondo naturale,

governata dalle leggi della ragione; l’altra, intrisa di superstizioni, popolata da mostri e fantasmi, in

balia delle streghe e atterrita dalle magie. Sotto questo punto di vista la Cambogia era, e fino a un certo

punto lo è ancora, una nazione medievale, nella quale nemmeno il sovrano prende alcuna decisione

importante senza consultare prima l’astrologo di corte. I primi ricordi di Sar erano colorati dalle

tradizioni di questo mondo infernale. A differenza delle nostre storie per ragazzi, in cui la virtù viene

premiata e le malefatte vengono punite, il mondo immaginario da cui Sar e i suoi coetanei trassero le

prime intuizione sul modo di vivere della società cambogiana, non aveva queste regole ben precise.

Nelle leggende khmer i ladri rimangono impuniti e vivono felici per sempre. Gli uomini vengono

giustiziati per colpe che non hanno commesso, e la malvagità viene lodata finché la fa franca. Sar e i

suoi fratelli furono introdotti agli insegnamenti del buddhismo theravada, i quali insegnano che la

retribuzione o il merito, nel ciclo senza fine della ricerca della perfezione, verranno non in questa vita,

ma in un’esistenza futura, proprio come il destino attuale di un uomo è il frutto delle azioni nelle vite

precedenti.

Il villaggio di Prek Sbauv era troppo piccolo per avere un proprio tempio buddhista. Ma nelle

solennità buddhiste, quattro volte al mese, Loth e sua moglie si recavano su un carro di buoi al grande

wat, o monastero, di Kompong Thom, dove i loro due figli maggiori, avevano imparato a leggere e

scrivere. Nei primi anni trenta il prezzo del riso salì, la famiglia prosperò e Loth decise che era venuto

il momento di mandare a scuola i figli minori a Phnom Penh. Vi andò per primo Chhay, seguito nel

1934, da Sar. I due fratelli viaggiarono, non su un carro di buoi, ma su moderni autobus, introdotti dai

francesi, i cambogiani stavano entrando nell’era moderna. Ma lo fecero di mala voglia, continuando a

guardarsi le spalle.

Anche se il motivo di mandare Sar a Phnom Penh era quello di fargli frequentare una delle nuove

scuole elementari occidentali, in un primo momento non lo fece. I suoi genitori, invece, decisero di

fargli frequentare per un anno il Wat Botum Vaddei, un grande monastero buddhista nei pressi del

palazzo reale. Si trattava di un compromesso che rifletteva, forse in un modo inconscio, le ansietà

dell’epoca. C’era una crescente tensione fra i valori moderni e occidentaleggianti trasmessi dai

francesi e l’immobile conservatorismo introspettivo della tradizione cambogiana. Il nazionalismo

cambogiano cominciava a fremere e la sua prima preoccupazione fu il problema dell’identità

cambogiana. Il periodo al monastero era un periodo di importanza fondamentale. La disciplina

monastica era rigorosa. Come novizio Sar faceva parte di una comunità rigidamente ordinata nella

l’originalita’ e l’iniziativa venivano

quale, come in tutte le istituzione tradizionali cambogiane,

scoraggiate, la minima deviazione era punita e il massimo merito consisteva nell’ubbidienza

incondizionata all’ortodossia prevalente. 8

Il soggiorno durò circa un anno, anche se in molte biografie lo stesso Pol pot, mente per far credere di

essere stato molto più tempo, proprio perché il monastero era l’ultimo baluardo di una cultura che

stava per essere spazzata via dalla modernità francese e lui, il fratello numero uno era il vero portatore

di quella cultura radicale e non contaminata dai colonialisti/capitalisti. Come vedremo in seguito, non

manterrà nemmeno questo credo, dato che i monaci verranno secolarizzati e i monasteri verranno

c’era posto nemmeno

chiusi, nella Nuova Cambogia Democratica non per la cultura della quale, egli

stesso era pregno.

Sihanouk il funambolo

Per comprendere meglio lo scenario, nel quale il giovane Sar cresce, dobbiamo iniziare a fare qualche

passo indietro nel tempo dobbiamo ritornare al 1867. Phnom Penh, dopo essere stata abbandonata per

secoli dai sovrani Khmer torna ad essere la capitale sotto il regno di Norodom I. Un regno

storicamente schiacciato tra il Siam ( la Thailandia, all’ovest) e l’Annam ( il Vietnam, all’est) e

di essere fagocitato dai due potenti vicini. L’ossessione di tutti i sovrani

costantemente in pericolo

cambogiani. Ed è in tale contesto che Norodom I si decide a chiedere, nel 1850, la protezione della

Francia, che ne approfitta per stabilire nel paese il regime del Protettorato tredici anni dopo.

Morto Norodom, che ha cercato in tutti i modi di consolidare il proprio regno, gli succede il fratello

Sisowath, il quale però, stanco e dedito all’oppio, non ha molta voglia di governare e finisce per

cedere tutti i poteri agli inviati di Parigi. Nel 1927 sale al trono il fratello di Sisowath, Monivong, il

sovrano che regna quando il piccolo Saloth Sar arriva a Phnom Penh per iniziare gli studi. Al

momento della sua morte, nel 1940, i francesi boicottano la successione del figlio Monireth,

preferendogli il nipote, il principe Samdesh Preah, con il pretesto che questo riunisce le due famiglie

reali della Cambogia. In realtà Parigi è convinta di poter meglio controllare il giovane e inesperto

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Scienze politiche e sociali SPS/14 Storia e istituzioni dell'asia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher doej di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e istituzioni dell'Asia e missioni umanitarie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Martelli Fabio.
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