1. L’EREDITA’ DELLA PRIMA FASE DELLA COLONIZZAZIONE
Negli ultimi decenni del 19esimo sec, in Asia orientale inizia il processo di
spartizione del mondo tra le grandi potenze. L’ideologia del sistema coloniale si
basava sulla convinzione dell’esistenza di un solo modello valido di civiltà;
quello nato in Europa, e di un solo modello socio-economico; quello della
società capitalistica, usato in Inghilterra e anche in altri paesi occidentali.
Gli Europei vedevano l’Asia un mondo ricco e desiderabile, infatti fino alla fine
del 1700 gli asiatici erano ‘’avanti’’:
-pratiche tessili indiani e cinesi meritavano di essere studiate e copiate;
-i beni di consumo prodotti in Asia simbolo di lusso e raffinatezza;
-modello della burocrazia cinese attiravano gli europei alla ricerca della forma
di stato ideale.
Fin dall’inizio gli europei si ponevano 2 obiettivi:
-come ottenere merci asiatiche senza doverle pagare in valuta;
-come determinare, all’interno delle società asiatiche, la domanda di prodotti
europei.
Nel ‘700 si verificò una crisi dell’Asia, in seguito alla perdita dell’autonomia
politica e rovesciamento dei rapporti economici; inoltre cambia anche la
percezione da parte degli asiatici del valore della loro civiltà.
Primi europei nell’Asia= iberici; i portoghesi avevano creato basi della loro
attività mercantile, facendo di Lisbona il maggior emporio di spezie in Europa.
Diversa fu la situazione delle Filippine quando arrivarono i conquistatori
spagnoli (fine 16esimo sec), che erano meno sviluppate. Ciò permise ai
portoghesi di attuare il sistema delle ‘’encomiendas’’[sistema in cui gli abitanti
di un villaggio venivano affidati ad un colone spagnolo che aveva il compito di
proteggerli in cambio di riscossione tributi in natura o lavoro obbligatorio non
retribuito].
Dopo la fondazione della COMPAGNIA OLANDESE DELLE INDIE ORIENTALI nel
1602, gli olandesi emarginano la presenza portoghese, assicurandosi il
monopolio sulle spezie più importanti; nelle Molucche stabiliscono rapporti con
i sultani locali per ottenere merci a prezzi bassi; cercarono di creare a Giava le
basi per la loro attività; erano riusciti ad imporre la loro influenza a Ceylon e
avevano anche basi nell’India meridionale; controllavano l’isola di Taiwan e
mantennero un punto di appoggio in Giappone; stabilirono con la Cina rapporti
di reciproca convenienza commerciale.
Verso la fine del 17esimo sec, contemporaneamente all’ascesa dell’Inghilterra,
si verifica il declino dell’Olanda, che continuò anche nel 18esimo sec,
accumulando debiti. Per superare questa situazione, gli olandesi iniziarono in
Indonesia la coltivazione di prodotti coloniali, per i ceti abbienti europei. Lo
stato olandese prese il controllo delle Indie orientali olandesi, ma non della
penisola malese né l’isola di Ceylon. Termina così la prima fase della
colonizzazione olandese.
Nel 1600 venne fondata la COMPAGNIA BRITANNICA DELLE INDIE ORIENTALI.
Fondamentale per il suo decollo fu il ‘’saccheggio del Bengala’’ (trasferimento
delle ricchezze dall’India all’Inghilterra), nel 18esimo sec. La compagnia
esportava le cotonate indiane in tutta l’Asia orientale e sud-orientale; e spediva
il resto delle cotonate verso l’Europa. La domanda di tessuti per l’esportazione
cresceva, aumento di conseguenza anche il numero dei tessitori che tendevano
a procreare per ottenere più telai, determinando un aumento della popolazione.
Ben presto l’importazione di cotonate dall’India terminò in seguito allo sviluppo
in Inghilterra della filatura e della tessitura meccaniche.
Tra fine 18esimo e inizio 19esimo sec gli inglesi inviarono dei dirigenti, con
l’obiettivo di instaurare un potere giudiziario garantista ed egualitario e un
sistema fiscale che assicurasse entrate certe all’Inghilterra. Gli inglesi diedero
ai funzionari esattori, identificandoli come proprietari del terreno e andando a
creare così i latifondi. Dopodiché gli inglesi ricorsero alla proprietà privata della
terra, volendo introdurre stabilità e progresso.
Il potere inglese sull’India si basava su due strumenti:
1- Indian civil service= formato da piccolo numero di alti funzionari dotati di
preparazione e correttezza. Venivano reclutati attraverso esami selettivi;
2- Indian Army= esercito britannico delle Indie, comandato da inglesi, ma
costituito da indiani suddivisi in caste.
Entrambi pagati con le tasse imposte agli indiani. Gli inglesi erano troppo pochi
e impegnati in diverse aree del mondo per poter controllare l’India da soli,
quindi individuarono gruppi di indiani che potessero svolgere compiti di
intermediazione. Nonostante le tragedie sociali e le tensioni politiche, l’India
ottenne indipendenza nel 1947.
2.LA DISTRUZIONE DELLA CINA TRADIZIONALE
Negli ultimi decenni 19esimo sec= inizia in Asia prima fase colonizzazione
europea.
Tra il 15esimo e il 17esimo sec lo sviluppo sociale e produttivo subì
un’involuzione, causando tensioni sociali che vennero in parte superate con
l’avvento della dinastia Qing, che però viene considerata ‘’barbara’’ dai cinesi
del Sud.
L’impero Qing davano maggiore importanza al controllo delle steppe che al
gioco di potere in atti nei mari del sud. Nelle steppe, l’impero cinese entra in
contatto con l’espansione russa in Siberia, per cui dovette firmare dei trattati
che riconoscevano alla Cina una certa superiorità di diritti sulle regioni del
Nord, permettendo anche scambi commerciali.
Durante periodo Qing= irrigidimento del confucianesimo come mezzo di
legittimazione potere.
Altro fenomeno preoccupante era quello migratorio, poiché molti cinesi si
trasferivano nelle zone dei mari del sud. Per frenare questo fenomeno, venne
dato un numero limitato di mercanti il monopolio del commercio con gli
stranieri, sotto il controllo della burocrazia statale, locale e centrale. Questa
contrapposizione di concezioni tra cinesi e inglesi si fece più evidente quando
nel 1793 Londra inviò un’ambasceria guidata da Lord Macartney al fine di
ottenere un trattato che aprisse la Cina al commercio britannico e stabilisse tra
i due paesi relazioni diplomatiche. Ma durante l’incontro con l’imperatore
QIANGLONG furono respinte tutte le richieste di Macartney. A quel punto gli
inglesi escogitarono un mezzo che avrebbe capovolto l’equilibrio della bilancia
commerciale a loro vantaggio, cioè l’introduzione del contrabbando di oppio in
Cina, prodotto in India. Un aspetto del contrabbando che preoccupava in modo
particolare i governanti cinesi era lo sviluppo di organizzazioni segrete di tipo
mafioso che riuscivano a spacciare a largo raggio la droga. Inoltre, il costo
dell’importazione di droga sconvolgeva il regime dei prezzi. Nel 1839 il governo
cinese tentò di bloccare il contrabbando inviando a Canton un funzionario che
bruciò oltre 1300 tonnellate di oppio sequestrato. Quest’episodio servì a Londra
da pretesto per muovere guerra alla Cina. I cinesi dovettero accettare il trattato
di Nanchino, imposto dagli inglesi per porre fine alla guerra. Con questo
trattato, la Cina dovette:
-cedere all’Inghilterra la parte insulare dell’odierno territorio di Hong Kong;
-aprire al commercio inglese 5 porti nel sud;
-sopprimere il monopolio commerciale dei mercati di Canton;
-fissare tariffe doganali favorevoli agli inglesi;
-pagare 21 milioni di dollari alla Gran Bretagna per le spese militari e per
l’oppio distrutto.
Un successivo trattato aggiunse la giurisdizione extraterritoriale che sottraeva
alla magistratura cinese i processi che coinvolgevano cittadini britannici. Dopo
qualche anno questi stessi benefici furono estesi alle altre potenze, come la
Francia: apertura di altri porti, libera vendita dell’oppio, riconoscimento diritto
degli stranieri di circolare e di acquisire proprietà; esenzione da imposte delle
merci straniere; pagamento di tonnellate di argento a Gran Bretagna e Francia.
La conclusione dei trattati fu mediata dalla Russia, che ne approfitta per
imporre la cessione dei territori confinanti con la Manciuria.
Nuova fase processo asservimento Cina inizia nel 1857, quando la Francia
cerca di prendere il Vietnam per le proprie basi. La guerra tra Francia e Cina
inizia quando la Cina interviene per evitare insediamento francese. Si conclude
nel 1885 con un trattato che aboliva il rapporto tributario tra Vietnam e Cina.
Dopo un decennio di crisi, Giappone e Cina si scontrarono per il controllo sulla
Corea: fin da subito sorte favorevole ai Giapponesi. Nel 1895 fu firmato il
TRATTATO DI SHIMONOSEKI, che imponeva alla Cina cessione isola Taiwan e
penisola del Liaodong; autorizza apertura fabbriche giapponesi; pagamento
indennità tonnellate d’argento.
L’opposizione di Russia, Francia, Germania costringe Tokyo a restituire la
penisola del Liaodong e permise alle altre potenze di aprire fabbriche in Cina.
Fine del 19esimo sec Cina profonda crisi economica.
Imponente peso le ribellioni, come quella dei ‘’Taiping’’, guidata da Hong
Xiuquan= seguaci perlopiù contadini poveri o appartenenti a etnie minori.
Travolgono ordine sociale presente nella Cina meridionale e occupano
Nanchino. Ideologia opposta al confucianesimo. Le tensioni interne della
dirigenza, incapacità di creare legislazione agraria importante e indisponibilità
degli stranieri a permettere un nuovo regime provocano crisi che distrugge i
‘’Taiping’’. La vittoria sulla ribellione riportò il potere nelle mani della classe
dirigente cinese. In questo periodo, riduzione corruzione e maggiore efficienza
istituzioni ma no trasformazioni sostanziali.
Introdotto un programma di modernizzazione, che però fallisce. Tra i giovani
intellettuali esigenza di pensare in modo nuovo. Kang Yuwei raccoglie intorno a
sé giovani appartenenti alla classe di governo decisi a cambiare la Cina. Si
fecero affidare all’imperatore compiti di governo e per 103 giorni introdussero
diverse misure ‘’riformanti’’. Un colpo di stato pose fine all’esperimento.
Nel frattempo, nelle campagne, tensione sociale a causa impoverimento
coltivatori, crisi attività artigianali, pressione fiscale e del risentimento verso gli
stranieri.
Emergono schiere di ribelli ‘’yihetuan’’= ‘’pugni della giustizia e della
concordia’’- Movimento si diffonde a Pechino e prende di mira ferrovie,
stranieri, le loro chiese e i cinesi convertiti al cristianesimo. I ribelli uccidono
ambasciatore tedesco e imperatore CIXI dichiara guerra alle potenze. Le
potenze straniere riescono a battere le forze dell’impero e i ribelli, e i cinesi
costretti alla resa.
Indennità grave di oltre 17000 tonnellate di argento. Ciò portò alla
colonizzazione indiretta e plurima della Cina.
4.LA SPARTIZIONE DELL’ASIA TRA LE POTENZE
Durante la fase di colonizzazione fu rilevante la rivalità tra Inghilterra e Russia.
Per prevenire e contrastare l’espansione russa, le autorità inglesi sottoposero
l’Afghanistan al proprio controllo. Riuscirono a pattuire con i russi confini
convenienti a entrambi e stabilirono con le tribù afghane dei legami basati sulla
corruzione e il rifornimento di armi.
Gli inglesi miravano a tutelare l’India secondo la politica di diretto intervento
attuata nell’area iranica e araba, decisiva per l’economia in seguito all’apertura
del canale di Suez nel 1869. Meno timore suscitava nell’Inghilterra l’espansione
russa verso l’estremo oriente; poiché i britannici erano interessati più alla Cina
meridionale rispetto alle regioni delle steppe.
Verso la fine del secolo, Inghilterra subisce la concorrenza della Germania nello
Shandong.
Nel frattempo, entra in scena il Giappone, che ottiene appoggio da Inghilterra.
Lo scontro tra Russia e Giappone comporta nel 1905 situazione nuova in tutta
Asia Orientale.
Gli inglesi coinvolsero indiani nella gestione della Birmania coloniale, la cui
società fu modificata nelle sue caratteristiche, per esempio la trasformazione di
fertili vallate in risaie per l’esportazione. Ciò la rese al primo posto come
esportatore mondiale di questo cereale. Successivamente l’Inghilterra, allarga
la spinta espansionistica e si interessa alla Malesia. Quest’area subirà una
trasformazione in seguito allo sfruttamento delle miniere e delle piantagioni di
caucciù. Il rapido sviluppo economico determinò un forte afflusso di immigrati
cinesi, che portarono importante manodopera. Inoltre, sviluppo di attività
terziarie richiamò molti imprenditori cinesi. Anche Ceylon divenne colonia degli
inglesi.
In questo periodo l’Olanda usciva da una grande crisi: aveva perso il primato
economico e non era più in grado di competere con le altre potenze europee in
Asia. Però controllava ancora un’area ricca di risorse e di potenziale produttivo.
A Giava scoppiò una crisi quando uno dei principi diede vita a una ribellione,
mettendo in crisi il sistema militare olandese.
Nel corso dell’800 il governo coloniale olandese completa e consolida il
controllo su tutto l’arcipelago dell’Indonesia e lo conserva fino alla seconda
guerra mondiale.
Nella spartizione dell’Asia sud-orientale entrò in gioco anche la Francia il cui
obiettivo era la Cina. La collaborazione con l’Inghilterra, stabilita dalla guerra di
Crimea, continua con la ‘’SECONDA GUERRA DELL’OPPIO’’ e culmina con
l’attacco a Pechino. Per raggiungere il suo obiettivo, la Francia aveva bisogno di
una base strategica in Estremo Oriente e fu individuata in Vietnam.
Dopo la caduta di Napoleone III l’obiettivo primario delle forze repubblicane
progressiste era la ricerca di una base per l’espansione francese in Asia
Orientale. A tal proposito, la valle del fiume Rosso venne attaccata. Venne
imposto alla corte vietnamita il protettorato francese, causando malcontenti.
Nacque così il movimento ‘’Can Vuong’’ (‘difesa del sovrano’), che diede luogo
a una lunga resistenza, imponendo ai francesi gravi danni militari ed economici
e creò dibattiti in sede parlamentare in Francia. I francesi divisero il Vietnam
dando luogo all’’Indocina francese’’.
Ciò introdusse prezzi altissimi, come l’acquisto a prezzi elevatissimi di sale,
alcol, oppio. L’aumento delle terre nelle mani di proprietari parassitari e delle
tensioni sociali. Inoltre, l’introduzione del sistema giuridico e penale francese
portò alla condanna di molti vietnamiti ai lavori forzati, ottenendo manodopera
gratuita.
Gli Stati Uniti erano intervenuti marginalmente nel processo di inserimento
dell’Asia orientale nel mercato mondiale. Nonostante la cultura anti-colonialista
americana, la conquista della costa occidentale dell’America nel 19esimo sec, li
aveva fatti diventare una potenza del Pacifico. Avevano acquistato dai russi
l’Alaska, poi avevano sottoposto al loro controllo le Hawaii e infine avevano
istituito con Inghilterra e Germania il protettorato delle isole Samoa. Nel 1899
gli Stati Uniti intervengono anche nella spartizione della C
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