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dominio cinese sui nuovi territori estremamente labile.

In questo periodo l'affermarsi della potenza tibetana era destinato a porre sempre più gravemente

in pericolo la presenza cinese in Asia Centrale. Nel 670 essi si spinsero fino ad occupare

Karashahr e Kucha,la sede del Protettorato Generale per la Pacificazione dell'Occidente.

Benché i Tang riuscissero infine a ricacciare i Tibetani nel bacino del Tarim,non poterono impedire

che essi si espandessero verso il Sichuan occidentale e lo Yunnan.

Anche la frontiera settentrionale tornò a essere un problema per i Tang a partire dal 679.

Alcune tribù dei Turchi Orientali si ribellarono nel nord dell'odierna provincia dello Shanxi. Da allora

si ebbero continue incursioni e scorrerie cui l'Impero poté far fronte solo attraverso l'instaurazione

di un sistema di difesa estremamente costoso.

Un'altra minaccia si profilò inoltre a nord-est,in seguito alla ribellione del popolo protomongolo dei

Qidan,che abitava le regioni occidentali del Liaodong. I Qidan furono respinti anche grazie

all'appoggio fornito dai Turchi all'esercito cinese;la nuova situazione tuttavia avrebbe imposto il

mantenimento di un costoso sistema difensivo anche lungo le frontiere nord-orientali.

Il regno di Xuanzong e la rivolta di An Lushan

In seguito alla caduta dell'imperatrice Wu,nel 705,Zhongzong tornò sul trono.

Egli doveva mostrare tuttavia ben presto la sua soggezione nei confronti della

consorte,l'imperatrice Wei,che cercò di imporre la nomina della propria figlia,ad erede al trono,e,nel

contempo,ricorse a tutta una serie di abusi per arricchire la propria famiglia.

Nel 710 l'imperatore Zhongzong morì,probabilmente avvelenato dalla imperatrice.

Il tentativo,operato dall'imperatrice Wei,di rinnovare l'esperienza di Wu Zhao fu stroncato in primo

luogo dalla figlia della stessa Wu Zhao, Taiping, e da un figlio di Ruizong,Li Longji (nome postumo

Xuangzong).

Essi eliminarono l'imperatrice Wei e i suoi seguaci e posero sul trono Ruizong. Nel 710,Li Longji fu

nominato principe ereditario.

Nel 712, Ruizong abdicò a favore del figlio Li Longji,ma mantenendo il titolo di Supremo

Imperatore in Ritiro,conservò anche alcuni poteri. Dietro l'Imperatore in Ritiro c'era in realtà la

stessa Taiping,la quale cercava di militare l'autorità di Li Longji. L'anno successivo tuttavia il nuovo

imperatore di sbarazzò della principessa e dei suoi sostenitori. Contemporaneamente Ruizong

rinunziò formalmente ad ogni potere.

La prima fase del regno di Xuanzong è legata ai due Grandi Consiglieri Yao Chong e Song

Jing.

In questo periodo vennero realizzate una serie di riforme,che interessarono sia il settore

istituzionale che quello fiscale.

Per quanto riguarda l'aspetto istituzionale,va segnalato il processo di fusione della Cancelleria e

della Segreteria,le quali si trasformarono in un organismo responsabile della formulazione delle

linee generali della politica imperiale e dell'esame della legislazione nel suo complesso.

Altre misure furono finalizzate alla riunificazione della burocrazia in un unico corpo,contro la

tendenza,verso una sostanziale divisione fra i funzionari che operavano nella capitale e coloro che

operavano a livello locale. Così,il Censorato,venne riorganizzato in un unico ufficio.

Un'altra preoccupazione del governo imperiale riguardava la selezione dei funzionari.

L'obiettivo era sempre quello di eliminare qualsiasi frattura fra funzionari centrali e funzionari locali;

per tale ragione, Yao Chong preparò nel 714 un editto,in base al quale i funzionari locali avrebbero

dovuto essere selezionati nella capitale tra le persone più dotate,e,per converso,avrebbero dovuto

essere chiamati a servire nella capitale i funzionari locali che si erano distinti per capacità

amministrative.

I risultati furono insoddisfacenti.

Un altro importante impegno del governo fu quello relativo alla codificazione delle leggi.

Yao Chong presiedette una commissione con l'incarico di rivedere tutti gli statuti,i regolamenti e le

ordinanze che interessavano questioni amministrative. I risultati vennero pubblicati e assunsero il

titolo di “Primi statuti del periodo di Kaiyuan” (Kaiyuan qianling).

L'opera venne continuata da Song Jing,il quale di occupò della codificazione,oltre che delle leggi

amministrative,anche di quelle penali. Il risultato fu un'altra importante compilazione dal titolo

“Statuti successivi del periodo di Kaiyuan” (Kaiyuan houling).

Per quanto riguarda gli aspetti finanziari e fiscali,due erano le principali preoccupazioni del governo

imperiale: l'approvvigionamento della capitale,riportata a Chang'an, e la sensibile diminuzione della

popolazione registrata ai fini fiscali.

Va ricordato che una serie di calamità naturali avevano prodotto,in questo periodo,un generale

impoverimento sia delle regioni occidentali che di quelle orientali.

Le difficoltà di approvvigionamento della capitale avevano costretto fra l'altro Xuanzong a trasferire

la corte a Luoyang nel 617. Da allora il trasferimento sarebbe avvenuto diverse volte,con ingenti

costi per il governo centrale.

Per risolvere il problema fiscale,una misura importante riguardò i granai imperiali “per la

calmierazione dei prezzi” (changpingcang) e quelli detti “di giustizia” (yicang). I primi, vennero

costruiti in ogni regione dell'Impero,mentre i secondi vennero utilizzati affinché i cereali raccolti non

venissero più inviati alla corte,ma conservati in loco.

Nel primo periodo del regno di Xuanzong,i problemi sorti lungo i confini dell'Impero negli anni

precedenti sembrarono trovare una loro soluzione. Un attacco lanciato dai Tibetani nel 714 intorno

all'area di Lanzhou venne respinto con successo. I Turchi Orientali cessarono di costituire una

seria minaccia per l'Impero e anche a nord-est,i Qidan ripresero a versare regolarmente i tributi in

seguito al declino dei Turchi.

La “pacificazione” delle frontiere deve essere d'altro canto collegata con un altro

fattore,concernente la riorganizzazione dell'intero sistema militare.

In passato,la difesa delle frontiere era affidata a guarnigioni sotto il controllo dei funzionari locali.

Ogni volta che si verificava una crisi di notevoli proporzioni era necessario mobilitare un

esercito,costituito da truppe provenienti dalle milizie,fubing.

Il comandante dell'esercito veniva nominato di volta in volta dal governo solo per la durata della

campagna. Nella nuova situazione,tale sistema aveva ampiamente dimostrato tutta la sua

debolezza.

A partire dagli anni 710-711, si affermò il costume di nominare dei Governatori Militari

permanenti,jiedushi,ai quali erano assegnate delle regioni lungo la frontiera con l'incarico di

organizzare l'intero sistema di difesa e di presiedere al comando dell'intero complesso delle

guarnigioni e delle truppe che vi erano stanziate. Gradualmente però,il Governatore Militare finì col

ricoprire contemporaneamente anche gli incarichi di carattere civile.

La seconda fase del regno di Xuanzong ebbe inizio con la caduta di Song Jing,nel 720.

Gli anni seguenti videro il progressivo acuirsi di una contraddizione in seno al governo tra gli

esponenti del corpo di funzionari entrati nell'amministrazione attraverso gli esami e i rappresentanti

dell'aristocrazia del Nord-Ovest.

Il principale rappresentante del primo gruppo era Zhang Yue,il quale cercò di portare avanti la

politica di riorganizzazione dell'apparato burocratico iniziata nel periodo precedente.

L'aristocrazia del Nord-Ovest ebbe i suoi massimi rappresentanti in Yuwen Rong e Li Linfu.

Quando Zhang Yue assunse le funzioni di “primo ministro” dovette fronteggiare un Censorato

controllato dalla fazione avversa,che riuscì ad avere il sopravvento.

Il nuovo governo,dominato da Yuwen Rong e da Pei Guangting,adottò una serie di misure sul

reclutamento dei funzionari,che da un lato miravano ad esercitare un più stretto controllo

sull'apparato locale,ma dall'altro intendevano anche limitare il peso dei funzionari forniti di titoli

accademici.

Venne infatti introdotto un sistema di nomina fondato sull'anzianità (xunzige), e fu incoraggiato

l'ingresso nella burocrazia ufficiale del ceto impiegatizio.

Nel 733,un altro aristocratico,Pei Yaoqing,fu elevato alla carica di Grande Consigliere.

Di notevole importanza furono i suoi interventi nel settore dell'approvvigionamento della

capitale,sottraendo la responsabilità dei trasporti alle autorità locali.

Nel 733 si assistette all'ascesa di Zhang Jiuling che,ricoprendo la carica di Grande Consigliere

accanto a Pei Yaoqing ed a Li Linfu,cercò di ristabilire il prestigio degli esami per la nomina dei

funzionari.

Le misure introdotte da Pei Guangting furono abrogate,e fu concesso agli studenti dotati

provenienti dalle scuola locali di accedere ad una delle Accademie della capitale.

A partire dal 736 Li Linfu riuscì a sbarazzarsi dei rivali e ad assumere il completo controllo del

governo.

Gli anni 736-752 videro il suo dominio incontrastato a corte.

Con l'ascesa di Li Linfu,ebbe inizio la terza fase del regno di Xuanzong.

In questo periodo il sistema dei Governatori Militari si era definitivamente consolidato: il governo

centrale non disponeva più,in pratica, di un proprio esercito.

Un altro importante mutamento si ebbe in quest'epoca nella stessa organizzazione militare.

Nel 737 un editto stabiliva che tutti i soldati delle regioni di frontiera avrebbero dovuto essere

assoldati in modo permanente tra coloro che erano idonei e accettavano di servire l'Impero.

L'istituzione del volontariato,e quindi di eserciti professionali permanenti,segnava la fine pressoché

definitiva del sistema delle milizie (fubing).

Gli ultimi anni del regime di Li Linfu videro l'esplosione di una serie di contrasti tra varie fazioni

aristocratiche. Benché Li Linfu ne uscisse come il vincitore incontrastato,essi contribuirono a

indebolire notevolmente il potere centrale. Il fatto più rilevante fu l'intervento nei conflitti dei

Governatori Militari.

Nel 751,ormai,tutte le regioni di frontiera,tranne il Jiannan,nell'odierno Sichuan,si trovavano ormai

sotto il comando di generali non cinesi. Il più potente di essi era senza dubbio An Lushan.

Nel 745 un ulteriore fattore di instabilità a corte venne introdotto dalla comparsa di Yang Yuhuan.

La relazione tra l'imperatore Xuangzong e Yang Yuhuan (nota con l'appellativo di Guifei “preziosa

consorte”) era destinato a provocare un vero e proprio sconvolgimento in seno alla corte,a causa

del sostegno fornito dall'imperatore ai suoi parenti e ai suoi protetti. Tra questi doveva emergere

ben presto Yang Guozhong che intraprese una lotta decisa contro Li Linfu per scalzarlo dalle sue

posizioni di potere.

Li Linfu morì nel 752,e subito dopo Yang Guozhong venne nominato Grande Consigliere.

La situazione generale dell'Impero era giunta nel frattempo ad un momento estremamente critico e

l'inesperienza del nuovo “primo ministro” era destinata ad incidere negativamente sulla sua

evoluzione.

Dal 736 le forze imperiali si erano trovate ad affrontare a più riprese i Tibetani e i Turchi

Occidentali,organizzati nell'ambito della federazione dei Turgesh. Esse conseguirono una serie di

successi e il generale Gao Xianzhi condusse due imponenti spedizioni punitive contro i Tibetani.

Una nuova minaccia tuttavia incombeva ormai da tempo sulla frontiera occidentale: quella degli

Arabi. Il generale Gao Xianzhi si trovò a diretto contatto con le forze arabe. Nel corso di una

storica battaglia ingaggiata sul fiume Talas nel 751,le truppe cinesi furono sconfitte.

Da allora il processo di islamizzazione dell'Asia Centrale non avrebbe più incontrato ostacoli.

Lo stesso anno della battaglia del fiume Talas,a nord-est An Lushan subiva una dura sconfitta ad

opera dei Qidan,mentre a sud-ovest veniva a presentarsi una analoga situazione di stabilità ad

opera dello Stato di Nanzhao,contro il quale le forze cinesi subirono una tremenda disfatta.

Mentre ai confini la situazione si faceva via via più critica,si andò progressivamente accentuando il

contrasto fra Yang Guozhong ed il generale An Lushan.

Quando Xuanzong preparò un editto che nominava An Lushan Grande Consigliere,Yang

Guozhong fece di tutto per opporsi,accusando il suo avversario di preparare una rivolta.

Nel 755 An Lushan in effetti scatenò una ribellione su larga scala dichiarando che aveva ricevuto

dall'imperatore l'ordine di eliminare il bandito Yang Guozhong. All'inizio le forze di An Lushan

avanzarono verso sud senza incontrare resistenza,riuscendo in breve tempo ad occupare

Luoyang.

Per difendere la capitale dai ribelli,il governo centrale dovette richiamare il grosso delle truppe

stanziate nel Nord-Ovest,comportando di fatto l'abbandono di tutti i territori dell'Asia Centrale.

Venne quindi organizzata la difesa,disponendo le truppe nei pressi del Tongguan,il passo che

costituiva la porta d'ingresso della regione nella capitale. Nel frattempo,nelle retrovie delle forze

ribelli,si andò sviluppando la resistenza lealista.

I contrasti sorti in seno al governo dovevano tuttavia volgere in senso contrario le sorti dello

scontro.

Il comandante in capo dell'esercito che difendeva il Tongguan,Geshu Han,sosteneva che si

sarebbe dovuto in primo luogo difendere la capitale,in attesa che le truppe ribelli fossero indebolite

dagli attacchi delle forze lealiste e dai dissidi interni.

Il primo ministro Yang Guozhong,il quale non si fidava di Geshu Han,insistette però perché venisse

intrapresa un'offensiva immediata. Geshu Han dovette piegarsi e il risultato fu disastroso.

L'esercito imperiale venne distrutto e ormai la capitale era rimasta senza difese.

Mentre i ribelli avanzavano,l'imperatore,accompagnato da Yang Guozhong,dovette lasciare

Chang'an,diretto verso il Sichuan. Lungo il viaggio,Yang Guozhong venne ucciso dalla scorta,e il

comandante,chiese a Xuanzong di mettere a morte Yang Guifei,considerata dai soldati la

principale responsabile del disastro. L'imperatore dovette accondiscendere alla richiesta.

Il declino della dinastia Tang

Mentre Xuanzong procedeva nel suo cammino verso il Sichuan,il principe ereditario rimaneva nel

Nord-Ovest per organizzare la resistenza. Egli si proclamò ben presto imperatore,e sarebbe

passato alla storia con il nome postumo di Suzong. Xuanzong ricevette il titolo di Supremo

Imperatore in Ritiro.

Sotto il nuovo imperatore,il governo centrale riuscì a riassumere il controllo generale delle forze

armate impegnate nella lotta contro i ribelli. Al contrario,le truppe avversarie conobbero in questo

periodo una serie di conflitti intestini che determinarono il loro progressivo indebolimento.

Nel 757 An Lushan venne assassinato dal figlio An Qingxu,che si proclamò a sua volta imperatore.

Il colpo di stato provocò un grave contrasto tra il nuovo imperatore ribelle e i vecchi compagni

d'armi di An Lushan,sotto il comando di Shi Siming.

Le forze lealiste ne approfittarono e,con l'appoggio delle truppe uigure,riconquistarono Chang'an

nel 757. Gli Uiguri avevano costituito fin dal 744 una potente confederazione nella regione delle

steppe sulle rovine di quella dei Turchi Orientali. Fin dall'inizio avevano stabilito buone relazioni

con i Tang,ben presto tuttavia essi avrebbero finito col far pesare la propria forza militare e la corte

si sarebbe trovata a dipendere dal loro sostegno.

Dopo la riconquista di Chang'an e successivamente di Luoyang,sembrò che la ribellione fosse sul

punto di concludersi,tanto che lo stesso Shi Siming si sottomise all'autorità imperiale.

I Tang non riuscirono tuttavia a trarre vantaggio dal momento favorevole,e il corso del conflitto

mutò nuovamente: Shi Siming si proclamò imperatore e si volse contro lo truppe

imperiali,riuscendo,nel 759 a riconquistare Luoyang. Si giunse a questo punto ad una situazione di

stallo,che durò fino al 761.

Quando il nuovo imperatore Daizong salì al trono,riaffermò la politica di clemenza del suo

predecessore,assicurando l'impunità a tutti coloro che avevano partecipato alla ribellione,fatta

eccezione per le famiglie di An Lushan e Shi Siming. Quest'ultimo nel 761 era stato assassinato

dal figlio Shi Chaoyi.

L'anno dopo Luoyang era stata ripresa dalle truppe imperiali,anche questa volta con l'appoggio

degli Uiguri,e il campo ribelle aveva cominciato a frantumarsi rapidamente.

Mentre i suoi comandanti si sottomettevano l'uno dopo l'altro al trono,Shi Caoyi si suicidava nel

763.

Dopo la ribellione,l'Impero non fu più sicuramente quello dell'epoca precedente.

Sul piano sociale,è da segnalare in primo luogo il declino inarrestabile dell'aristocrazia del Nord-

Ovest e,più in generale,dell'aristocrazia settentrionale sino-barbarica. Sul piano istituzionale,venne

meno la struttura centralizzata che aveva reso possibile la grande espansione dell'Impero Tang e

la sua crescita economica e sociale.

La regionalizzazione del potere non produsse tuttavia una interruzione dello sviluppo

economico,ma contribuì anzi in questa fase ad accelerarlo.

Un'altro aspetto che va segnalato riguarda la crescita del peso economico delle regioni

meridionali,in particolare del bacino dello Yangzi,infatti La dinastia Tang poté sopravvivere in

quanto mantenne il proprio dominio su tali regioni,dalle quali ormai provenivano la maggior parte

delle entrate fiscali.

Dopo la rivolta di An Lushan,il sistema fiscale e quello militare conobbero una radicale

trasformazione.

Da ultimo,la ribellione determinò la chiusura delle frontiere settentrionali. Dopo il ritiro del grosso

delle truppe imperiali,le guarnigioni rimaste nel bacino del Tarim avrebbero dovuto ben presto

soccombere all'avanzata tibetana.

Il sistema delle regioni militari di frontiera,che costituì la premessa della ribellione di An Lushan,è

da collegarsi direttamente con la grande espansione dell'Impero Tang. In quelle condizioni,era sì

inevitabile il ricorso ai Governatori Militari,che soli potevano garantire un adeguato coordinamento

delle forze di difesa.

Alla conclusione della ribellione,l'Impero era diviso in una serie di regioni,il 75% delle quali era

retto da militari con proprie forze armate. La corte cercò sin dall'inizio di sostituire i Governatori

Militari con Governatori Civili e di ristabilire una qualche forma di controllo sui diversi territori.

Le regioni meridionali furono quelle che,con maggiore rapidità,furono riportate sotto l'autorità del

governo.

Quando Dezong ascese al trono,si pose l'obiettivo di ristabilire l'unità imperiale e di ricostituire le

basi finanziarie dello Stato.

Nel 780 venne realizzata un'importante riforma fiscale che poneva ufficialmente termine al sistema

della “perequazione agraria” ed alla tripartizione delle imposte ad essa connessa,zuyongdiao.

L'imperatore Dezong tentò anche di riportare le regioni autonome sotto il diretto controllo del

potere centrale. La mancanza di un comando militare centrale e la necessità per il governo di

ricorrere alle varie armate regionali resero pressoché impossibile la sottomissione dei Governatori

ribelli.

Nell'806 salì al trono l'imperatore Xianzong,l'ultimo grande assertore dell'unità imperiale e dello

Stato centralizzato. Egli introdusse una serie di riforme per indebolire il potere dei Governatori e

ristabilire il controllo governativo sul sistema fiscale. Grazie all'accorta politica seguita

dall'imperatore,furono ottenuti una serie di considerevoli successi. Alla morte di Xianzong,avvenuta

nell'820 per mano di un eunuco,tutto l'Impero era stato riportato sotto il diretto controllo dell'autorità

centrale.

Sotto i suoi successori,le regioni del Nord-Est dovevano riprendere l'antica autonomia.

Il governo imperiale anche in seguito avrebbe adottato una serie di misure volte a indebolire i

Governatori regionali,anche se tali misure puntavano sopratutto alla diminuzione degli effettivi

militari delle regioni.

Tale politica avrebbe avuto gravi conseguenze,comportando una riduzione progressiva delle

uniche forze armate di cui l'Impero potesse disporre.

Il governo centrale conobbe inoltre un ulteriore processo di indebolimento nel corso dell'VIII

secolo,dovuto ad una serie di gravi conflitti intestini,in cui gli eunuchi finirono con lo svolgere un

ruolo determinante.

L'apparato burocratico da un lato si trovò in determinati momenti a cercare di fronteggiare la

potenza degli eunuchi,dall'altro si divise più spesso in gruppi organizzati in lotta fra loro,sostenuti

e strumentalizzati di volta in volta dagli eunuchi stessi.

Il deterioramento della situazione politica si accompagnò,verso la metà del IX secolo,all'aggravarsi

delle contraddizioni sociali che costituirono la conseguenza indiretta di una crescita produttiva e

commerciale che aveva visto,accanto all'incremento della popolazione, una progressiva

concentrazione delle terre nelle mani di un numero ristretto di proprietari.

Dopo una serie di rivolte minori,nell'875 una ribellione di vaste proporzioni scoppiata nello Henan

e guidata da Huang Chao, investì tutta la Cina centrale e quella meridionale.

I ribelli nell'879 presero Canton,dove migliaia di musulmani e di cristiani furono trucidati.

Successivamente,i rivoltosi si volsero a nord e nell'881 presero Chang'an,dove Huang Chao,si

proclamò imperatore. Il governo centrale raccolse tutte le forze disponibili e richiese l'intervento dei

Turchi Shatuo. Huang Chao non riuscì a dare unità di comando alle sue truppe e ben presto una

parte di esse lo abbandonarono,giungendo a suicidarsi nell'884.

Zhu Wen,un generale ribelle passato dalla parte della dinastia,fu tra i più importanti personaggi

che emersero sulla scena politica dopo la repressione della rivolta. Egli stabilì un'alleanza con il

“primo ministro” Cui Yin,il cui obiettivo principale era l'eliminazione degli eunuchi.

Nel 903 Zhu Wen attuò quindi un massacro su larga scala di tutti gli eunuchi e un anno

dopo,pose sul trono un imperatore fantoccio,dopo aver assassinato l'imperatore precedente.

Nel 907 Zhu Wen si proclamava infine imperatore,fondando la dinastia dei Liang (nota come

dinastia dei Liang Posteriori) con capitale a Kaifeng.

2.Le istituzioni e l'ideologia del nuovo Impero centralizzato

Le istituzioni della dinastia Sui

Al vertice dell'amministrazione della dinastia Sui c'erano i Cinque Uffici (wusheng).

I più importanti erano il Consiglio degli Affari di Stato (shangshusheng),la Segreteria

(zhongshusheng) e la Cancelleria (menxiasheng).

Dal Consiglio degli Affari di Stato dipendevano i Sei Ministeri (liubu),che costituivano il centro

della struttura amministrativa: il Ministero del Personale,il Ministero dei Riti,il Ministero della

Guerra,il Ministero delle Pene,il Ministero delle Finanze e il Ministero delle Opere

Pubbliche,ciascuno dei quali era suddiviso in sezioni (cao) specializzate.

A capo del Consiglio degli Affari di Stato c'erano un Presidente (ling) ed un Vicepresidente

(puye),che insieme ai Ministri (shangshu) costituivano le “Otto Autorità” (bazuo). La Segreteria

aveva il compito di vagliare i memoriali inviati all'imperatore dai funzionari,mentre la Cancelleria

collaborava con l'imperatore nella stesura delle risposte ai memoriali stessi e nella formulazione

della politica.

Accanto ai tre Uffici già ricordati,ve ne erano altri due,l'Archivio di Palazzo (bishusheng) e

l'Amministrazione di Palazzo (dianneisheng),i quali si occupavano,il primo,della compilazione di

opere storiche e del controllo degli esami per il reclutamento dei funzionari,e il secondo delle

forniture della Casa imperiale.

Le funzioni di controllo erano svolte da tre organi centrali (santai): il Censorato

(yushitai),presieduto da un Grande Censore (yushi dafu),che aveva compiti di sorveglianza

sull'intera burocrazia,l'Ufficio dei Ricevimenti (yezhetai),che oltre a ricevere importanti

visitatori,aveva anche la funzione di condurre indagini su di loro,ed il Tribunale degli Ispettori

(silitai),incaricato di condurre investigazioni nell'aria della capitale.

I Sui mantennero inoltre in vita gli uffici tradizionali dei Nove Dignitari,denominati “le Novi Corti”

(jiusi),cui si aggiunsero Quattro Direzioni (sijian) con carattere specifico: la Direzione degli Edifici

del Palazzo,la Direzione dell'Istruzione,la Direzione per le Manifatture Imperiali e la Direzione delle

Acque.

All'inizio della dinastia Sui,fu mantenuta la tradizionale divisione territoriale in regioni

(zhou),governatorati (jun) e distretti (xian). Nel 605 l'imperatore Yang ridusse tuttavia a due i livelli

dell'amministrazione locale: i governatorati e i distretti.

Quando venivano conquistati nuovi territori,potevano essere stabilite per un periodo di tempo

limitato delle “sezioni staccate” del Consiglio degli Affari di Stato.

L'organizzazione militare dei Sui si fondava sul sistema delle “milizie” (fubing),i cui inizi risalivano

alle dinastie settentrionali. Nel 590,il sistema venne esteso all'intera popolazione: i soldati erano

addestrati in una serie di guarnigioni locali (fu),le quali provvedevano ad assegnarli,a rotazione,ai

dodici corpi di guardia (wei). Dai corpi di guardia provenivano le guardie di palazzo (qinwei) e le

truppe impegnate nelle campagne militari.

I Sui riportarono l'intero apparato burocratico sotto il diretto controllo del governo centrale.

Venne ristabilita la norma in base alla quale un funzionario non poteva prestare servizio nella sua

regione di origine (huibi). Ogni funzionario avrebbe dovuto essere trasferito ogni tre o,al

massimo,ogni quattro anni.

Nel 583 Yang Jian abolì il sistema di nomina dei funzionari fondato sulla selezione e sulla

classificazione dei “Delegati all'Accertamento” (zhongzheng), stabilendo che ogni regione avrebbe

dovuto inviare annualmente alla corte tre candidati,considerati idonei ad entrare nella carriera

burocratica.

A partire dal 595 si svolsero i primi esami scritti – tenuti dal Ministero del Personale – per

l'attribuzione del titolo di xiucai (”ingegno fiorente”); negli anni successivi furono organizzati altri tipi

di esami per l'attribuzione dei titoli di mingjing (“esperto dei Classici”) e di jinshi (“studioso

introdotto”).

Gli esami per la selezione dei funzionari si inquadravano nell'ambito della politica centralizzatrice

perseguita dai Sui. L'Impero Sui rimase fondamentalmente aristocratico,come è dimostrato dal

mantenimento della classificazione dei funzionari in base al maggiore o minore grado di nobiltà.

Si deve ricordare che l'accesso alle cariche burocratiche era consentito anche agli allievi delle

scuole della capitale (riservate ai membri della burocrazia) e poteva avvenire per privilegio

ereditario.

Nell'anno di fondazione della dinastia venne promulgato un nuovo Codice,che recepiva elementi

della tradizione giuridica settentrionale e di quella meridionale.

Le istituzioni della dinastia Tang

Anche durante la dinastia Tang,al vertice dell'apparato governativo c'erano i Tre Uffici (sansheng):

il Consiglio degli Affari di Stato (shangshusheng),la Cancelleria (menxiasheng) e la Segreteria

(zhongshusheng).

In origine,il Consiglio degli Affari di Stato era diretto da un Comitato Esecutivo (dusheng).

Poiché Taizong,prima di salire sul trono,aveva ricoperto tale carica,essa rimase vacante,in

ossequio alla persona dell'imperatore,per tutta la durata della dinastia.

La direzione effettiva era quindi affidata a due Vicepresidenti (puye).

I Sei Ministeri,sotto i Tang,erano divisi in tre gruppi in relazione alla loro importanza: il primo

gruppo comprendeva i Ministeri del Personale e della Guerra; il secondo gruppo comprendeva i

Ministeri di Finanze e delle Pene; il terzo gruppo comprendeva i Ministeri dei Riti e delle Opere

Pubbliche.

Dalla Segreteria,che aveva l'incarico di redigere i documenti ufficiali e gli editti

dell'imperatore,dipendevano l'Accademia dei Saggi (jixiandian shuyuan) – che si occupava della

compilazione di opere letterarie sotto gli auspici imperiali – e l'Ufficio Storiografico (shiguan),cui

era affidata la redazione delle storie ufficiali.

Al di sopra dei tre uffici c'era un organo costituito di norma dai loro Presidenti e Vicepresidenti,che

si riuniva una volta al giorno,alla presenza dell'imperatore,in una sala del palazzo,denominata Sala

dell'Amministrazione (zhengshitang).

Di tale organo potevano fare parte anche altri funzionari di grande prestigio,nominati ad personam

dall'imperatore. In generale uno dei membri svolgeva funzioni di coordinamento e di direzione

paragonabili a quelle di un vero e proprio “primo ministro”.

Contemporaneamente, le funzioni della Segreteria e della Cancelleria finirono col perdere di fatto

ogni differenziazione,per cui i due Uffici andarono trasformandosi in un unico organo,denominato

zhongshu-menxia,alle dipendenze dei Grandi Consiglieri,e in particolare del “primo ministro”.

Funzioni di sempre maggiore prestigio erano svolte al vertice dell'amministrazione dagli

Accademici (xueshi) che potevano essere consultati dall'imperatore durante la stesura dei

documenti ufficiali o per altri incarichi di fiducia.

Anche in epoca Tang,il Censorato (yushitai) era presieduto da un Grande Censore,coadiuvato da

due Vice-Grandi Censori (yushi zhongcheng). Al Censorato facevano capo tre sezioni (yuan): una

sezione centrale (taiyuan),una di palazzo (dianyuan) ed una di investigazione (chayuan).

Come sotto i Sui,il governo centrale Tang comprendeva inoltre le Nove Corti (jiusi) e le

Direzioni,aumentate da quattro a cinque (wujian),poiché venne aggiunta la Direzione per gli

Armamenti (iunqian).

Sotto la Direzione dell'Educazione (guozijian) c'erano le sette scuole della capitale,ciascuna delle

quali aveva una sezione staccata nella capitale orientale,Luoyang.

Per quanto riguarda l'amministrazione locale,i Tang ripresero l'organizzazione a due livelli

introdotta dai Sui. L'unità più piccola rimase il distretto (xian),ma per indicare il livello superiore,i

Tang abbandonarono il termine jun,governatorato,sostituendolo con il termine zhou,comunemente

tradotto con “prefettura”.

Per coordinare tra loro le diverse prefetture,all'inizio dell'VIII secolo esse furono raggruppate in

dieci regioni,dao. Tali regioni non avevano una propria amministrazione,ma erano assegnate a un

Commissario (anchashi),che si limitava a svolgere un'opera di sorveglianza e di supervisione

sulle prefetture e sui distretti di sua competenza. Successivamente le regioni furono portate da 10

a 15.e a capo di esse furono posti dei Commissari di Sorveglianza (guancashi).

Nello stesso periodo,alle frontiere,vennero create delle regioni militari (fangzhen) in cui l'autorità,si

andò concentrando nelle mani di un Governatore Militare (jiedushi),il quale accumulava di norma

anche altre cariche impiegate precedentemente nelle amministrazioni di frontiera.

Dopo la rivolta di An Lushan,la struttura amministrativa dell'Impero conobbe importanti mutamenti.

La centralizzazione realizzata nel primo periodo Tang si trovò ad essere fortemente limitata da un

nuovo tipo di divisione militare-amministrativo che comprendeva più prefetture ed aveva a capo i

Governatori Militari. Mentre i funzionari delle prefetture e dei distretti rimanevano di nomina

governativa,il personale della regione era nominato direttamente dal Governatore.

Se nelle regioni sottoposte al governo centrale il potere dei Governatori nei confronti delle unità

amministrative minori poteva essere esercitato in modo solo informale,nelle regioni

“autonome”,situate nelle odierne province dello Hebei,Shandong e dello Henan,i Governatori

accumulavano di fatto tutti i poteri.

L'organizzazione militare del primo periodo Tang derivava direttamente da quella Sui,imperniata

sul sistema delle “milizie”,fubing. Secondo un principio di rotazione,i soldati venivano inviati nella

capitale o alle frontiere.

Le truppe della capitale si dividevano in un comando meridionale (nanya) e in uno settentrionale

(beiya).

Nel secondo periodo Tang,le forze armate della capitale erano formate da volontari,organizzati in

una guardia permanente di palazzo,che era caduta sotto il diretto controllo degli eunuchi.

La decadenza del sistema delle milizie fu all'origine della formazione di eserciti professionali

regionali,strettamente legati ai loro comandanti,sui quali il governo centrale non poteva esercitare

alcun controllo effettivo.

La maggior parte dei funzionari veniva reclutata attraverso la segnalazione da parte di altri

funzionari in servizio e sul privilegio ereditario (yin). Nel periodo Tang,tuttavia,si andò sviluppando

e consolidando un sistema di reclutamento attraverso gli esami. I funzionari provvisti di titoli

accademici finirono col monopolizzare le cariche più elevate,che in passato erano state

appannaggio dell'alta nobiltà.

Mentre in passato l'alta aristocrazia poteva condizionare da vicino l'imperatore,il nuovo corpo di

funzionari non era più in grado di influire sulle sue decisioni sulla base di semplici rapporti di

forza,ma solo attraverso il ricorso a motivazioni di ordine etico e culturale.

In quest'epoca furono poste le basi per l'evoluzione del sistema burocratico.

Gli esami regolari (keju) si tenevano di norma una volta all'anno,e potevano essere di venti tipi

diversi.

I principali tuttavia erano cinque,i più importanti dei quali permettevano di conseguire i titoli di

“esperto nei Classici” (mingjing) e di “studioso introdotto” (jinshi).

I candidati degli esami potevano essere aristocratici o figli di funzionari,oppure potevano essere

presentati dai Prefetti.

Il superamento degli esami o la conclusione degli studi in una delle scuole della capitale

conferivano lo status di funzionario,ma non comportavano automaticamente l'assegnazione di una

carica effettiva. Le nomine per la copertura di posti vacanti venivano precedute da un altro esame

(xuan).

I funzionari si dividevano in nove gradi (pin);secondo il grado era fissato lo stipendio,che veniva

pagato in natura o in denaro.

I titoli di nobiltà comprendevano i ranghi tradizionali e la rendita era stabilita in relazione ai ranghi.

Lo status di nobile veniva ereditato dai figli maggiori,ma con una progressiva riduzione della

rendita.

Nel 653 i Tang pubblicarono l'edizione definitiva di un Codice in 501 articoli raggruppato in 12

sezioni. Largamente basato su quello dei Sui,è il più antico Codice cinese che ci sia giunto nella

sua interezza.

L'ideologia imperiale e i rapporti tra Stato e comunità religiose sotto i Sui e i Tang

Nei periodi Sui e Tang esistevano infatti delle religioni organizzate con propri contenuti dottrinari

ormai consolidati ed una struttura separata da quella dello Stato.

Con i Sui,venne compiuto un primo intervento sull'ideologia con il ritorno a una serie di idee,di

pratiche rituali e di valori del confucianesimo. La tradizione confuciana era rimasta però di fatto

soffocata da nuovi valori e da nuovi atteggiamenti ideologici che erano andati sviluppandosi con la

diffusione del buddhismo e del taoismo.

Il carattere fondamentale dell'ideologia Sui appare di tipo sincretico.

Da un lato infatti abbiamo la ripresa di una serie di tradizioni proprie del confucianesimo,sostenuta

sia da Yang Jian che da Yang Guang,dall'altro abbiamo l'utilizzazione di contenuti dottrinari

buddhisti in funzione del consolidamento del potere imperiale. Gli imperatori Sui,che

personalmente erano di fede buddhista,si mossero su entrambi i piani,nella convinzione di poter

così rifondare le basi universali dell'Impero.

Le tradizioni confuciane furono anzitutto quelle connesse con il simbolismo rituale che aveva

legittimato sotto gli Han il potere imperiale: è significativo il richiamo agli Han nell'attribuzione alla

dinastia della “virtù” del Fuoco,e nell'adozione del colore rosso ad esso associato. Altre tradizioni

importanti erano quelle relative ai principi morali,allo studio dei Classici e alla cultura letteraria in

genere.

La forza di legittimazione del confucianesimo non poteva competere con quella che sarebbe

derivata dall'immagine di un sovrano ideale,”consacrato” alle divinità superiori di una religione che

era allora largamente diffusa in tutti gli strati sociali sia del Nord che del Sud. Yang Jian volle porsi

fin dall'inizio come difensore della fede buddhista,esaltando il suo ruolo di Cakravartin prima, e di

Bodhisattva poi.

Va ricordato comunque che l'appoggio fornito dai Sui al buddhismo si accompagnò anche a un

parziale sostegno nei confronti del taoismo.

Sotto i Tang è possibile individuare un'analoga tendenza verso un'ideologia di tipo sincretico,con

alcune modifiche che spostarono progressivamente i termini del rapporto tra quelle che erano

considerate come le “Tre Dottrine” per eccellenza (sanjiao): il confucianesimo,il buddhismo e il

taoismo.

I Tang apparvero fin dall'inizio pienamente consapevoli dell'importanza della storia come strumento

di legittimazione politica e di insegnamento morale.

Nel 629 venne creato l'Ufficio Storiografico (shiguan),cui era affidato un duplice compito:

redigere le storie delle dinastie precedenti e registrare gli eventi della dinastia regnante.

La compilazione storica divenne quindi una funzione burocratica.

L'Ufficio Storiografico in epoca Tang divenne una componente permanente dell'organizzazione

statale,che sarebbe stata mantenuta in tutte le dinastie successive. I letterati che operavano al suo

interno avrebbero potuto influire con la loro opera sull'immagine storica dei singoli

regni,presentandoli in luce più o meno positiva. È da considerare inoltre,che gli imperatori

potevano intervenire direttamente sul lavoro storiografico,violando il principio della “verità”:

I Tang si preoccuparono anzitutto di redigere una serie di storie sulle dinastie

precedenti,utilizzando tutto il materiale disponibile. Furono compilate la “Storia dei Sui”

(Suishu),quella dei Jin (Jinshu),quella dei Liang Meridionali e dei Chen (Liangshu,Chenshu) e

inoltre,fu deciso di riscrivere la storia delle dinastie del Nord e di quelle del Sud in due opere

generali (Nanshi,o “Storia del Sud” e il Beishi o “Storia del Nord”).

Fin dall'inizio,i Tang non mostrarono il medesimo atteggiamento pro-buddhista dei Sui.

Gaozu incoraggiò lo sviluppo di un dibattito tra i rappresentanti delle Tre Dottrine,e spesso

convocò dei “concili”,cui prese parte egli stesso.

Nel 626,Gaozu adottò una serie di misure che limitavano fortemente la libertà dei templi buddhisti

e dei monasteri taoisti,fissando il loro numero nell'ambito di ciascuna prefettura,e costringendo i

monaci che non rispettavano le norme disciplinari stabilite dalle due religioni a ritornare allo stato

laicale.

Taizong,non volendo inimicarsi la potente comunità buddhista abolì le misure restrittive adottate

dal padre.

Il suo atteggiamento nei confronti del buddhismo fu però di tiepido appoggio,mentre sotto di lui il

taoismo venne apertamente incoraggiato,anche perché la famiglia imperiale (Li) vantava una

discendenza diretta da Laozi (Li Er). Egli adottò inoltre dei provvedimenti volti a stabilire uno stretto

controllo sulla chiesa buddhista.

Ciò nonostante,non si può affermare che Taizong non riconoscesse l'importanza del buddhismo in

funzione del rafforzamento del potere statale. Si può anzi sostenere che tale religione venne

sostenuta nella misura in cui non si poneva in contrasto con l'autorità imperiale.

Di particolare significato fu il rapporto stabilito dall'imperatore Taizong con il grande pellegrino

buddhista Xuanzang: l'imperatore patrocinò l'imponente opera di traduzione delle scritture

buddhiste da lui intrapresa. È probabile comunque che egli fosse interessato sopratutto alle

eccezionali conoscenze geografiche e politiche che il monaco aveva accumulato nel corso dei suoi

viaggi in India e in Asia Centrale.

Nei primi anni del regno di Gaozong,la politica intrapresa da Taizong non subì sostanziali

mutamenti,anzi egli sostenne la chiesa taoista con una determinazione ancora maggiore che nel

passato.

Nel 675 venne ordinata la compilazione del primo Canone taoista.

L'atteggiamento della dinastia Tang nei confronti del buddhismo era destinato a subire una radicale

trasformazione con l'avvento al potere dell'imperatrice Wu.

Il suo atteggiamento pro-buddhista si manifestò fin da quando ella riuscì ad assumere il potere

effettivo a corte,contrastando direttamente l'atteggiamento anti-buddhista di una parte degli alti

dignitari.

Ella tentò di fare del buddhismo una vera e propria religione di Stato,non potendo rifarsi alla

tradizione confuciana,che non ammetteva che una donna salisse al potere.

Un sutra buddhista della tradizione mahayana,conteneva invece una profezia,secondo cui una

divinità femminile,si sarebbe reincarnata nelle vesti di un monarca universale; i sostenitori

dell'imperatrice interpretarono tale profezia collegando l'evento cui essa si riferiva con l'avvento

dello stesso Maitreya,e identificando Wu Zhao con quest'ultimo,

Con l'avvento di Xuanzong,la politica pro-taoista dei Tang venne ripresa e sviluppata. Templi

taoisti furono edificati nella capitale e nelle prefetture. Il Daodejing tornò a essere uno dei testi

richiesti agli esami di Stato e ogni famiglia avrebbe dovuto conservarne una copia.

Diverso fu invece l'atteggiamento di Xuanzong nei confronti del buddhismo.

Egli,sotto la spinta del Grande Consigliere Yao Chong,adottò una serie di provvedimenti che

miravano a stabilire uno stretto controllo sulla comunità buddhista,ed a limitarne l'espansione.

Venne ordinata una inchiesta sulle terre assegnate ai monasteri,e quelle acquisite illegalmente

furono confiscate. Fu istituito il sistema dell'ordinazione statale,in base al quale per poter acquisire

lo status di monaco sarebbe stato necessario ricevere uno speciale certificato rilasciato dal

governo.

Dopo lo scoppio della rivolta di An Lushan,per riempire le casse dell'erario ormai vuote la Corte

Imperiale,ricorse,tra l'altro,all'espediente di vendere i certificati per l'ordinazione dei monaci.

Il memoriale inviato al trono nell'819 dal grande letterato Han Yu viene generalmente considerato

come l'inizio della reazione confuciana contro il buddhismo.

Esso si collocava in una tradizione che era espressione di un sentimento largamente diffuso tra i

letterati,che,grazie al sistema degli esami,erano andati acquisendo posizioni di potere e di

prestigio. Il processo di formazione di un “corpo” di letterati era andato d'altra parta

accompagnandosi al declino delle istituzioni imperiali seguito dalla rivolta di An Lushan.

I letterati confuciani si fecero interpreti,proprio in quanto depositari delle antiche tradizioni,del

sentimento anti-straniero che era andato diffondendosi in questo periodo. La fama di cui godeva

Han Yu contribuì a conferire grande risonanza alle loro ragioni.

Il buddhismo venne duramente attaccato in quanto dottrina “barbara”,che attentava alle relazioni

tra principe e suddito e tra padre e figlio e quindi minacciava i fondamenti dell'ordine sociale.

Non c'è alcun collegamento diretto tra il memoriale di Han Yu e la grande persecuzione anti-

buddhista lanciata negli anni 843-845 dall'imperatore Wuzong e dal suo primo ministro Li Deyu.

È certo che l'uno e l'altra stanno a testimoniare il mutamento del clima politico generale intervenuto

nella prima metà del IX secolo.

La persecuzione anti-buddhista ebbe inizio con una serie di provvedimenti minori,non molto diversi

da altri già adottati in passato per stabilire un più stretto controllo sulle comunità religiose.

Nell'845,dopo aver ordinato un censimento generale dei monasteri e un inventario dei beni sacri,il

governo Tang ordinò che sarebbe stato possibile conservare solo un tempio in ciascuna delle

prefetture più importanti e quattro templi in ciascuna delle due capitali; tutti gli altri avrebbero

dovuto essere distrutti.

Fu stabilito che le statue e le campane in bronzo sarebbero state fuse per farne monete,le statue

di ferro sarebbero state trasformate in attrezzi agricoli,e le immagini d'oro,d'argento e di giada

sarebbero state consegnate al Ministero delle Finanze.

Nella persecuzione vennero coinvolte anche la chiesa nestoriana,zoroastriana e manichea.

Le cause economiche della persecuzione sono evidenti.

È vero che Wuzong era un fervente taoista,ma Li Deyu,cui è da attribuirsi probabilmente l'iniziativa

politica della persecuzione,era un confuciano,ed è significativo che intendesse servirsi proprio

delle ricchezze confiscate ai templi buddhisti per rafforzare il culto dei grandi imperatori del

passato e per restaurare i templi imperiali.

Benché,sotto il successore di Wuzong,le misure anti-buddhiste radicali siano stata abrogate,la

chiesa buddhista non si sarebbe più ripresa dal colpo subito in questi anni. Il pensiero confuciano

invece,dopo una fase di semplice negazione,avrebbe finito col riprendere alcuni dei contenuti

ideologigi dello stesso buddhismo.

Il buddhismo e le altre religioni di origine straniera

Nei periodi Sui e Tang,il buddhismo raggiunse in Cina la sua massima espansione.

Sul piano dottrinario esso si consolidò grazie all'opera di alcuni grandi pellegrini che si recarono

nella sua terra originaria,raccogliendo un gran numero di testi sacri e traducendoli in cinese.

Al tempo stesso il buddhismo riuscì a integrarsi nella stessa tradizione cinese,lasciando tracce

profonde in ogni settore della cultura e dell'arte.

Il più famoso pellegrino cinese di questo periodo fu Xuanzang.

Lo sviluppo del buddhismo in Cina passò attraverso la formazione di numerose scuole,ciascuna

delle quali privilegiò alcuni aspetti della dottrina.

LA SETTA DEI TRE STADI (“SANJIEJIAO”). Fondata dal monaco Xinxing essa sosteneva

l'esistenza di tre fasi nella predicazione del Buddha: quella della vera Legge (Dharma),quella della

falsa Legge, e quella della decadenza della Legge. L'era contemporanea corrispondeva a questo

terzo periodo,nel corso del quale solo il suo insegnamento poteva considerarsi autentico.

Secondo Xinxing,la natura di Buddha pervadeva ogni essere,e pertanto era necessario praticare

l'altruismo.

LA SETTA TIANTAI (“TIANTAIJIAO”). Fondata dal monaco Zhiyi,questa dottrina rappresentò un

tentativo di sintesi fra varie tendenze del buddhismo. Essa giungeva all'affermazione circa

l'esistenza di tre verità.

La prima verità era quella del vuoto di tutte le cose: le cose erano dette vuote in quanto non

avevano una propria realtà indipendente.

La seconda verità era quella relativa alla esistenza temporanea delle cose: pur essendo

vuote,infatti,le cose esistevano temporaneamente in quanto fenomeno.

La terza verità rappresentava la sintesi fra vuoto ed esistenza fenomenica,ed era detta “verità di

mezzo”,anche se era considerata al di sopra delle altre due verità.

LA SETTA DELLA GHIRLANDA (“HUAYANJIAO”). Essa prendeva il nome dal “Sutra della

ghirlanda” (Avatamska),che,secondo la leggenda,il Buddha avrebbe recitato subito dopo aver

ricevuto l'illuminazione; i contenuti così profondi del sutra non sarebbero stati compresi dai suoi

discepoli,per cui il Buddha si sarebbe rassegnato a predicare i più semplici sutra della tradizione

hinayanica.

Fazang è ritenuto il vero fondatore della scuola. Egli distingueva tra un aspetto statico e un aspetto

dinamico del vuoto; l'aspetto statico corrispondeva al principio o noumeno,e quello dinamico al

fenomeno. Principio ultimo e fenomeni erano perfettamente fusi fra di loro;non solo: anche i singoli

fenomeni individuali si identificavano l'un l'altro.

Ne derivava un sistema totalizzante che aveva al suo centro il Buddha. La dottrina si prestava a

sostenere un tipo di sistema politico di tipo autoritario,e per questo venne sostenuta

dall'imperatrice Wu.

LA SCUOLA DEI CARATTERI DELLA LEGGE (“FAXIANG”). Fondata da Xuanzang,aveva come

concezione fondamentale il fatto che il mondo esterno non aveva un'esistenza autonoma ma era

solo una creazione della nostra coscienza. La scuola si concentrava pertanto sull'analisi della

coscienza,concepita come un complesso di otto distinte realtà: le prime cinque erano

rappresentate dai sensi;la sesta era la mente cosciente,la settima la mente autocoscienze,l'ottava

infine era la coscienza.

Questa scuola declinò dopo la persecuzione dell'845.

LA SETTA DELLA TERRA PURA (“JINGTUZONG”). Tale scuola si rifaceva al “Sutra della Terra

Pura” (Sukhavativyuha). La terra pura era il Paradiso Occidentale,sul quale dominava il Buddha

Amitabha,assistito dal primo ministro Avalokitesvara.

La setta poneva l'accento sopratutto sulla fede sincera in Amithaba,la quale finiva col contare più

delle stesse buone azioni. Si riteneva,fra i fedeli,che bastasse invocare più volte il nome di

Amithaba per accedere al Paradiso Occidentale.

LA SCUOLA TANTRICA (“ZHENYAN” O “PAROLA VERA”). Il termine “tantrismo” indica un

complesso di testi religiosi di natura esoterica. Con tale termine si suole indicare una terza

corrente buddhista,venutasi ad aggiungere in epoca relativamente tarda alle dottrine Hinayana e

Mahayana.

All'interno di tale corrente,le formule magiche e i simboli mistici assumevano una particolare

importanza. Un significato particolare era assunto dal diagramma mistico detto Mandala,che era

inteso come una vera e propria raffigurazione cosmologica. Secondo i seguaci della scuola

tantrica,la salvezza non era il risultato della conoscenza,ma della pratica: di qui l'importanza

attribuita alle cerimonie ed ai rituali,fra i quali un posto significativo era occupato dalle pratiche

sessuali.

LA SETTA DELLA MEDITAZIONE (“CHANZONG”). Il termine Chan è l'abbreviazione di

Channa,che rende a sua volta la parola sanscrita dhyana,o “meditazione”. Secondo i seguaci della

scuola,la meditazione era un metodo di addestramento spirituale,volto a scoprire l'essenza della

realtà – la “natura del Buddha”,o “vuoto” - nei recessi della propria anima. Tale “realtà” costituiva

l'unità fondamentale dell'universo.

Poiché la “natura di Buddha” non poteva essere espressa o concepita,poteva essere solo appresa

mediante un'intuizione immediata ed istantanea.

Le tecniche usate dai seguaci della scuola Chan per raggiungere l'illuminazione miravano proprio

a liberare la mente da ogni costrizione esterna e da ogni logica comune; era frequente quindi il

ricorso al paradosso. La setta Chan inoltre esaltava il lavoro manuale.

Poiché le comunità della setta erano solite partecipare alle attività produttive,e a causa degli stretti

legami esistenti tra la dottrina Chan e il pensiero cinese tradizionale,la scuola sopravvisse alla

persecuzione dell'845.

Il semileggendario fondatore e primo patriarca della scola sarebbe stato Bodhidarma,vissuto nel VI

secolo. Gli inizi veri e propri si devono far risalire tuttavia al sesto patriarca,Huineng.

Mai come in questo periodo,la Cina era stata aperta alle influenze esterne,che si manifestarono

anche in campo religioso.

L'arrivo in Cina del manicheismo viene fatto risalire al regno di Gaozong.

La chiesa manichea conobbe un certo sviluppo con l'arrivo degli Uiguri in occasione della ribellione

di An Lushan. Essi adottarono il manicheismo come religione di Stato.

Con la proscrizione dell'843,furono ordinate la conquista di tutti i beni della chiesa e la riduzione

dell'intera comunità monastica allo stato laicale. Il manicheismo non scomparve completamente

negli anni successivi.

Sembra che lo zoroastrismo sia giunto nella Cina del Nord sin dal VI secolo. Anche lo

zoroastrismo fu colpito dalla proscrizione dell'845.

Il cristianesimo nestoriano,perseguitato dall'Impero bizantino dopo il Concilio di Efeso (431),si

era diffuso in Persia e di qui aveva raggiunto la Cina,attraverso l'Asia Centrale. Anche il

nestorianesimo benne proscritto nell'ambito dei provvedimenti adottati contro le religioni straniere

nell'845.

Non si sa molto circa la diffusione dell'ebraismo in Cina in epoca Tang.

L'islamismo non aveva ancora conosciuto in quest'epoca una larga espansione in Cina.

3.L'economia e la società

L'economia e il sistema fiscale sotto i Sui e i Tang

La politica centralizzatrice realizzata prima dalla dinastia Sui e poi dalla dinastia Tang,volta a

ristabilire un controllo diretto sulla popolazione,serbò avere un notevole successo,e contribuì a

concentrare le principali risorse dell'Impero in funzione di un più ampio sviluppo economico.

La dinastia Sui intraprese fin dalla fondazione,un'accurata registrazione delle terre,per consentire

la loro ridistribuzione nell'ambito del sistema della “perequazione agraria” (juntian).

Il governo imperiale divise la terra,considerata inalienabile,nelle seguenti categorie:

• terra arabile (lutian): distribuita tra gli adulti di età compresa fra i 17 e i 59 anni,e

successivamente restituita allo stato per una nuova distribuzione

• terra trasmissibile per eredità (yongyetian): essa doveva essere usata generalmente per la

coltivazione dei gelsi o della canapa

• terra tenuta ad orto e destinata all'edificazione dell'abitazione (yuanzhaitian): anch'essa era

trasmissibile per eredità

La ridistribuzione delle terre interessò anche i nobili ed i funzionari,e le assegnazioni erano divise

in due categorie:

• terre ereditabili

• terre connesse con l'esercizio di funzioni pubbliche : la loro rendita doveva essere utilizzata

in parte per la retribuzione dei funzionari,in parte per le spese della pubblica

amministrazione

La distribuzione uniforme prevista dai regolamenti non poté certamente essere applicata in tutte le

regioni dell'Impero,sopratutto in quelle in cui maggiore era la concentrazione della popolazione.

Il sistema fiscale dei Sui si fondava direttamente sull'assetto agrario stabilito dai regolamenti,ed

era imperniato su una struttura tripartita (zu-yong-diao):

1. imposta in cereali (zu): veniva riscossa annualmente per unità familiare (hu)

2. imposta in tessuti (diao): veniva riscossa annualmente per unità familiare (hu)

3. corvée (yong): ad essa erano tenuti i maschi adulti,per un periodo complessivo di 20 giorni

l'anno

Le quote per le imposte in cereali e in tessuti si riferivano ad unità familiari composte da una

coppia.

Dalle imposte e dalle corvées erano esentati i maschi di età inferiore a 17 e superiore a 59 anni.

Esse inoltre non gravavano sui funzionari,sui nobili e su tutti coloro che avevan acquistato il

privilegio dell'esenzone.

I Tang apportarono poche modifiche al sistema fiscale e di distribuzione della terra instaurato dai

Sui.

È stato più volte posto il problema circa l'effettiva applicazione del sistema della perequazione

agraria sotto i Tang. È opportuno sottolineare che tale sistema intendeva ribadire il controllo statale

sulla terra,per cui a nessuno ne era consentito il possesso senza disporre di una autorizzazione

concessa dallo Stato stesso,e il principio che si voleva affermare era che il diritto di sfruttamento

della terra derivava esclusivamente dal “servizio” prestato nei confronti dello Stato.

Il sistema,in secondo luogo, mirava a evitare l'eccessiva concentrazione fondiaria per garantire allo

Stato una base fiscale stabile,e al tempo stesso impedire che si creassero le condizioni per il

sorgere di gravi squilibri sociali.

L'efficacia del juntian si fondava su un complesso sistema di registrazione di coloro che erano

soggetti all'imposta o che avevano comunque ricevuto dallo Stato titoli di possesso della terra.

Il sistema della perequazione agraria cominciò a entrare in crisi fra la fine del VII e gli inizi dell'VIII

secolo.

I fattori furono molteplici,parte dei quali erano inerenti al sistema stesso,mentre altri avevano

un'origine esterna.

Tra i fattori interni sono da considerare senza dubbio le assegnazioni sempre più frequenti a

personalità eminenti dell'Impero,o a membri della famiglia imperiale o dell'aristocrazia; non bisogna

dimenticare inoltre il peso avuto dai monasteri buddhisti,che erano in grado di accumulare

legalmente vaste estensioni di terre grazie alle donazioni statali.

Per quanto riguarda i fattori esterni,essi si riconducono fondamentalmente all'antica

contraddizione,per cui coloro che dovevano applicare il sistema erano i primi a trarre vantaggio

dalla sua violazione. Accaparramenti illegali di terre da parte di funzionari,aristocratici,o più in

generale di famiglie influenti diventarono sempre più comuni.

Il sistema della perequazione agraria fu travolta infine dalla rivolta di An Lushan.

Le conseguenze della rivolta furono molteplici,e portarono non solo ad una progressiva

trasformazione del sistema fiscale,ma della stessa economia cinese nel suo complesso.

Un aspetto di grande rilievo concerne il trasferimento del centro economico dell'Impero dal Nord-

Est al Sud-Est.

Il Nord-Est aveva rappresentato fin dal primo periodo Tang,il granaio dell'Impero,e la capitale

Chang'an,aveva dovuto dipendere in primo luogo dalle sue entrate fiscali. Proprio nel Nord-Est

erano sorte le regioni autonome sulle quali l'autorità imperiali non potevano esercitare alcun

controllo. Inoltre,tutta l'area del Nord-Est aveva subito ripetute devastazioni durante la ribellione di

An Lushan e poi ancora durante la rivolta dei Governatori.

Il governo centrale poté mantenere invece un controllo costante sulle regioni meridionali.

Le autorità imperiali d'altro canto non erano più in grado di ricorrere al vecchio metodo della

registrazione e del controllo diretto sulla popolazione e sulle terre.

In questi anni,il processo di concentrazione fondiaria aveva subito un'improvvisa accelerazione.

La progressiva scomparsa dei piccoli coltivatori aveva favorito la diffusione di un nuovo rapporto di

dipendenza: i grandi possedimenti erano coltivati da affittuari che avevano stabilito un accordo a

lungo termine con i proprietari fondiari. Tale nuova situazione favoriva però la crescita della

popolazione.

Il governo rispose alla nuova situazione con una radicale riforma fiscale.

Il sistema della “doppia imposta” (liangshuifa),introdotto ufficialmente da Yang Yan nel

780,riconosceva apertamente l'esistenza della proprietà fondiaria e quindi della “sperequazione”

fiscale.

La doppia imposta fu dunque in primo luogo un tentativo di razionalizzazione delle pratiche fiscali

esistenti. Venne stabilita un'unica imposta,da riscuotere in estate o in autunno (il termine “doppio”

si riferisce al fatto che la riscossione delle imposte da parte dello Stato avveniva in due tempi

distinti in relazione alle differenti situazioni locali e ai diversi tipi di raccolto): una parte

dell'imposta,che doveva essere pagata in danaro,colpiva la famiglia ,ed era proporzionale al

numero dei membri della famiglia stessa e alla sua proprietà; un'altra parte,interessava la terra

coltivata nel suo complesso,e veniva pagata in cereali.

L'imposta non veniva riscossa direttamente dal governo centrale,ma era concordata con i

Governatori Regionali.

Il secondo periodo Tang vide anche gli inizi di una vera e propria rivoluzione commerciale i cui

maggiori effetti si sarebbero rilevati nell'epoca successiva.

Una ampia varietà di prodotti del fiorente artigianato cinese doveva trovare in questi mercati uno

sbocco per una sempre più ampia distribuzione.

Il settore artigianale più importante era senza dubbio quello della seta.

La produzione della ceramica e della porcellana raggiunse nuovi vertici. Le tecniche si fecero

sempre più raffinate,e furono sviluppate da “fornaci” destinate a divenire famose in tutto il mondo.

Un'altra industria importante era quella del tè.

Nel periodo Sui e nel primo periodo Tang il governo adottò tutta una serie di misure per limitare e

controllare il commercio.

Gli scambi potevano avvenire solo nei mercati ufficiali ed erano soggetti ad alcune severe

restrizioni; i prezzi erano strettamente regolati dalle autorità. Considerato come un male

necessario,il commercio non era neanche valutato come un'apprezzabile fonte di entrate.

Gli scambi internazionali invece,erano considerati come un affare eminentemente politico,che

rientrava nell'ambito delle relazioni con i popoli tributari.

Un'altra questione era il commercio interno,considerato come una perenne minaccia per l'ordine

sociale.

Fu solo quando la situazione finanziaria si era fatta estremamente critica che il governo si decise

nel 758,a stabilire il monopolio sul mercato del sale. La gestione del monopolio venne affidata a

esperti in questioni finanziarie,cui era consentito di assumere i propri subordinati al di fuori dei

canali regolari di reclutamento. In seguito vennero instaurati anche i monopoli sui mercati del tè e

delle bevande alcoliche.

In precedenza,il mezzo di scambio più importante era costituito dalla seta,cui si aggiungevano le

monete di rame per le piccole transazioni.

Con il passare del tempo,si giunse alla sostituzione della seta con verghe d'argento come mezzo

di pagamento e di scambio nelle maggiori operazioni commerciali;inoltre,si ebbe anche un

incremento nella coniazione delle monete di rame. È significativo che il sistema della doppia

imposta prevedesse per la prima volta un parziale pagamento in denaro.

Il governo comunque non coniò monete d'argento,e lasciò completamente nelle mani dei privati la

regolazione del mercato relativo a questo metallo. Le prime istituzioni di credito create dai mercanti

avrebbero portato successivamente alla comparsa di una forma primitiva di cartamonete: la

“moneta volante” (feiqian). Si trattava di certificati di credito convertibili in denaro.

La decentralizzazione del potere politico e la liberalizzazione del commercio ebbero un effetto

dirompente sulla situazione economica.

Il processo di urbanizzazione verificatosi in questi anni fu il diretto risultato della crescita dei

mercati urbani,per cui l'importanza della città non fu più commisurata al posto che esse

occupavano nella struttura amministrativa dell'Impero,ma bensì alla collocazione che avevano

nelle rete commerciale che regolava i traffici regionali e interregionali.

La società

Da un punto di vista sociale,il periodo Tang rappresenta per molti aspetti una fase di transizione.

Un problema di grande rilevanza per la definizione della struttura sociale in epoca Tang è quello

relativo alla composizione della classe dominante,al suo ruolo nella direzione dello Stato,e alle

cause che ne determinarono la decadenza.

Quando venne fondata la dinastia,il vertice della società Tang era costituito da una ristretta

aristocrazia,le cui origini risalivano al periodo medievale.

Fondamentalmente,le famiglie più potenti si dividevano in quattro gruppi.

Il primo gruppo era costituito dall'aristocrazia del Nord-Ovest,le famiglie appartenenti a tale gruppo

derivavano il loro potere e il loro prestigio dai legami che avevano stabilito con le Dinastie del

Nord,di origine sinobarbariche.

Vi era poi un gruppo di famiglie originarie dello Shanxi settentrionale,anch'esse di origine sino-

barbarica.

Le famiglie aristocratiche che godevano di maggiore prestigio erano però quelle che

appartenevano ai quattro grandi clan dello Shandong

,le quali si consideravano come le eredi più

autentiche della tradizione culturale cinese.

L'ultimo gruppo era costituito dalle grandi famiglie aristocratiche del Sud,che avevano dominato la

scena politica sotto le dinastie meridionali.

Sia il fondatore della dinastia Sui che il fondatore della dinastia Tang provenivano dalle famiglie del

Nord-Ovest,e inizialmente fu sopratutto questo gruppo ad occupare le più alte cariche dello Stato.

I Grandi Consiglieri e gli alti dignitari,consideravano l'imperatore stesso come un primus inter pares

e concepivano il loro rapporto con la dinastia principalmente in funzione degli interessi del proprio

clan.

Lo status dell'aristocrazia aveva origini autonome rispetto al potere imperiale.

Ciò trova una conferma nel costume di compilare registri genealogici per riconfermare e

aggiornare i rapporti gerarchici tra le diverse famiglie. Che tale gerarchia non fosse direttamente

collegata con l'importanza delle cariche di volta in volta ricoperte è dimostrato dal fatto che i

quattro clan dello Shandong si consideravano gerarchicamente al di sopra della stessa famiglia

imperiale.

Taizong rilevò che i clan dello Shandong,pur non occupando cariche importanti

nell'amministrazione imperiale,continuavano a detenere i primi posti nella gerarchia delle famiglie

aristocratiche. La genealogia venne rivista e un esponente di uno dei quattro clan dello Shandong

fu degradato.

Ciò sta ad indicare che la compilazione dei registri genealogici rispecchiava una situazione

oggettiva,che prescindeva dalla volontà soggettiva dei singoli imperatori. È vero che Taizong

conseguì l'obiettivo immediato che si era prefisso,ma il suo intervento non riuscì comunque a

impedire che i quattro clan dello Shandong continuassero ad essere considerati tra i più eminenti

dell'Impero.

È probabile che sul piano politico immediato Taizong non intendesse colpire l'aristocrazia in quanto

tale ma volesse semplicemente limitarsi a mantenere un equilibrio di potere fra i gruppi rivali ed

impedire che uno di essi prendesse il sopravvento sugli altri.

Diverso fu l'atteggiamento di Gaozong,il quale non solo emanò un editto che vietava ai membri di

sette dei più importanti clan di sposarsi tra loro,ma giunse ad ordinare una completa revisione del

registro genealogico.

I funzionari che avevano l'incarico di compilare il registro erano tenuti a seguire fedelmente i criteri

stabiliti dallo stesso imperatore,in base ai quali la classificazione doveva tenere conto soltanto

delle cariche effettivamente occupate e non dello status familiare.

La compilazione dei registri genealogici sotto la supervisione del governo imperiale costituiva

senza dubbio un retaggio dell'epoca medievale.

Esiste tuttavia una importante differenza tra i registri Tang e quelli precedenti: questi ultimi erano

stati utilizzati sistematicamente per il reclutamento dei funzionari,mentre i registri Tang erano

redatti su iniziativa dell'imperatore per intervenire in qualche modo sull'assetto aristocratico della

società.

Il sistema di reclutamento attraverso gli esami costituì essenzialmente uno strumento di cui si

servirono gli imperatori per formare una burocrazia che fosse al servizio del potere centrale.

Vi era una sostanziale differenza fra i funzionari nominati attraverso gli esami e quelli che salivano

alle alte cariche per privilegio nobiliare: mentre i secondi infatti,dovevano il proprio ufficio allo

status familiare,i primi derivavano il loro status unicamente dall'ufficio che ricoprivano.

Si può affermare che gli esami determinarono una certa mobilità,ristretta tuttavia a uno strato

sociale semi-aristocratico,che in precedenza si era limitato a svolgere funzioni dirigenti a livello

locale.

Il prestigio sociale connesso con il superamento degli esami finì con l'affermarsi gradualmente

anche in seno alla stessa aristocrazia.

L'antica aristocrazia subì certamente un duro colpo dalla rivolta di An Lushan,e la situazione

politica ed economica che si venne a determinare nella seconda fase della dinastia Tang doveva

influire in modo notevole sugli equilibri sociali.

Alla fine della dinastia Tang,dell'antica aristocrazia non era rimasta quasi più traccia.

La base economica dell'aristocrazia era costituita dai possedimenti fondiari,ma l'estensione di tali

possedimenti era strettamente correlata con lo status.

Nettamente distinti dai possedimenti aristocratici,vi erano poi quelli assegnati ai funzionari in

carica.

Un tipo consisteva nella terra di servizio: in base al sistema della perequazione agraria,una parte

dell'assegnazione era permanente. Il secondo tipo era costituito dai terreni assegnati dal sovrano

ai funzionari che si erano distinti per meriti particolari acquisiti nei confronti dell'Impero.

Il codice Tang operava una netta distinzione tra gli uomini liberi (liangmin,ossia il “popolo

virtuoso”) e gli uomini non liberi (jianmin o “popolo basso”).Lo stesso codice prevedeva inoltre una

serie di privilegi per coloro che ricoprivano cariche o erano insigniti di titoli ufficiali. Lo status

comportava anche un diverso trattamento in campo penale.

Nell'ambito dei liangmin,altre categorie godevano di speciali privilegi,come i monaci taoisti o

buddhisti. Secondo l'ordinamento ufficiale,i liangmin privi di privilegi particolari si dividevano in

contadini,artigiani e mercanti. Benché considerati all'ultimo gradino tra gli uomini liberi,i mercanti

erano tuttavia in grado di accumulare notevoli ricchezze.

Anche gli artigiani avevano l'obbligo delle corvées,ma potevano pagare un sostituto.

I jianmin,o uomini “non liberi” erano sottoposti ad una serie di controlli che li ponevano in una

condizione particolare rispetto al resto della popolazione.

Esisteva una gerarchia al loro interno,inoltre i jianmin non soltanto non potevano sposarsi con i

liangmin,ma dovevano limitare i matrimoni all'ambito della loro categoria di appartenenza.

Una prima categoria era costituita dai discendenti di coloro che avevano ricevuto condanne penali:

essi erano normalmente registrati e avevano diritto alle medesime assegnazioni di terra previste

per il popolo comune,ma erano sottoposti a controllo da parte della autorità e avevano obblighi di

lavoro supplementari rispetto ai liangmin. Allo stesso loro livello si trovavano i musicisti di corte.

A un gradino inferiore si collocavano i “dipendenti governativi”; non erano registrati a livello di

distretto o di prefettura,ma dipendevano direttamente dal Ministero delle Finanze. Allo stesso livello

erano posti gli artigiani di Stato,i musicisti di grado inferiore e i “dipendenti privati”.

All'ultimo gradino si trovavano gli schiavi governativi,i quali erano esplicitamente associati dal

codice Tang al bestiame.

4.Lo sviluppo culturale e scientifico

Il periodo Tang viene considerato come l'età dell'oro della poesia cinese.

Anzitutto la forma poetica aveva già raggiunto nel periodo medievale livelli eccelsi,e in epoca Tang

si poté trarre vantaggio da questa tradizione,perfezionandola ulteriormente.

Un altro fattore importante è connesso con la situazione politica dell'Impero: lo sviluppo del

sistema di reclutamento dei funzionari fondato sugli esami letterari contribuì a creare le condizioni

perché si creasse un numero sempre più elevato di letterati si cimentasse nella creazione poetica.

Da ultimo,è necessario ricordare l'opera di mecenatismo svolta dagli imperatori Tang,sopratutto da

Xuanzong.

La grande varietà delle tematiche affrontate dalla poesia di questo periodo ci induce a rilevare che

l'Impero centralizzato dei Tang non intervenne sul piano ideologico a frenare e controllare

l'espressione artistica e letteraria.

L' ”apertura” manifestata in questo campo dalla dinastia Tang è da collegarsi senza dubbio con il

sincretismo ideologico. Se si eccettua il breve periodo in cui si cercò di imporre il buddhismo

come religione di Stato,i Tang non si fondarono su un'ideologia globale,ma teorizzarono l'esistenza

di tre dottrine,sanjiao,che contribuivano comunque alla formazione di una sostanziale unità

culturale.

Tale mediazione peraltro non si limitava alle Tre Dottrine,ma interessava tutta una serie di altre

credenze religiose e filosofiche.

I Tang ripresero dal periodo medievale e svilupparono la “poesia codificata” (lüshi),ma nello stesso

tempo fecero ampio uso dello stile antico (guti o gushi). Inoltre si ebbero una serie di innovazioni

come il nuovo metro: quello dei cosiddetti “versi troncati” (jueju).

Verso la fine del periodo Tang,comparve un nuovo genere poetico: si trattava della “canzone” o ci,i

cui versi erano concepiti in origine per essere cantati secondo le arie delle canzoni centroasiatiche.

Gli ci avevano un carattere lirico e le loro tematiche erano all'inizio prevalentemente amorose.

Numerosi sono i poeti Tang di elevato livello artistico e intellettuale.

Wang Fei,di fede buddhista,nei suoi versi esprime un atteggiamento mistico nei confronti della

natura.

Li Bai,considerato uno dei massimi poeti cinesi era un taoista,ed è sempre stato ritenuto il tipico

poeta “romantico”. I temi delle poesie di Li Bai sono innumerevoli: dalla melanconia della

separazione all'ebbrezza delle libagioni,dall'amore alla comunione con la natura,sentita con spirito

taoista.

Du Fu,sensibile ai problemi politici e sociali,è sempre stato considerato un tipico confuciano,sia per

il suo radicato sentimento familiare,sia per l'impegno civile che anima i suoi versi. Le sue poesie

costituiscono una testimonianza storica insuperabile dello stato di disgregazione in cui venne a

trovarsi l'Impero all'epoca della rivolta di An Lushan.

Di Bai Juyi è universalmente nota la sua ballata “Canto dell'eterno rimpianto” (Changhenge),che

narra la storia dell'amore tra Xuanzong e Yang Guifei).

Un significato particolare nella storia della letteratura cinese ha il cosiddetto movimento

neoclassico,iniziato da Han Yu e da Liu Zongyuan.

Da un punto di vista puramente letterario,il movimento interessò essenzialmente la prosa,e nacque

in opposizione alla “prosa parallela” (pianwen). Han Yu e Liu Zongyuan attaccarono la “prosa

parallela” ricollegandosi direttamente alla prosa Han: per questo lo stile da essi propugnato era

detto “antico” (guwen). Il rifiuto del pianwen e il ritorno al guwen significava l'abbandono di una

prosa considerata retorica e artificiale e il richiamo ai modelli classici,senza abbellimenti e

ridondanze.

Rifiutando la “prosa parallela”,Han Yu respingeva una importante componente della civiltà

medievale.

Han Yu riteneva infatti che la funzione della letteratura fosse quella di trasmettere il dao

,la Via,e

precisava che il dao era l'insieme dei principi etici e filosofici che erano stati tramandati,dai Re

Saggi Yao e Shun,attraverso i fondatori delle Tre Dinastie. Il guwen serviva dunque a diffondere il

dao .

Han Yu con la sua opera venne ad attaccare uno dei fondamenti dell'ideologia imperiale di epoca

Tang,che era imperniata sull'idea del sanjiao; egli fu esplicito a tale riguardo,invocando il ritorno

all'unica dottrina che era esistita nell'antichità.

La novellistica (xiaoshuo) conobbe in epoca Tang una grande fioritura.

Gli autori erano per lo più letterati che si riunivano a Chang'an,nella speranza di diventare famosi

per i loro componimenti. Verso la fine della dinastia,tali racconti furono raccolti in antologie: il titolo

di una di esse, Chuanqi (Narrazioni meravigliose),ha dato il nome all'intero genere.

I principali temi trattati dai chuanqi erano i fatti soprannaturali,le storie d'amore e quelle

d'avventura. Un racconto di eventi soprannaturale è il Baiyuanzhuan (La Scimmia Bianca).

Tra i grandi pittori dell'epoca Tang possiamo ricordare Zhang Yanyuan e,tra i grandi paesaggisti il

poeta Wang Wei,che si ritiene essere stato l'inventore della pittura a inchiostro monocromo.

La pittura di epoca Tang giunta fino a noi consiste essenzialmente negli affreschi delle grotte

buddhiste di Dunhuang.

Anche in epoca Tang,la più significativa scultura in pietra è quella buddhista,ampiamente

rappresentata nelle grotte di Longmen risalenti a quest'epoca.

La scultura buddhista raggiunse il culmine nell'VIII secolo,per poi decadere col declino della

religione.

All'epoca Tang risalgono le origini di due delle più importanti invenzioni della storia dell'umanità: la

stampa e la polvere da sparo.

La stampa deriva certamente dalla tecnica dei sigilli,nota sin dalla più remota antichità. Da tale

tecnica ebbe origine quella della riproduzione su carta delle iscrizioni in pietra,in uso fin dal IV

secolo.

L'origine della polvere da sparo è da mettersi in relazione con gli esperimenti alchimistici realizzati

dai taoisti per produrre l'elisir dell'immortalità.

IL PRIMO PERIODO MODERNO DELLA STORIA CINESE

Gli inizi della Cina moderna si possono fare risalire alla disgregazione dell'Impero Tang.

Nella Cina Song infatti,possiamo ritrovare una società aperta,con una organizzazione statale

razionale e una ideologia universale in grado di realizzare e mantenere un vasto consenso.

Fra le grosse trasformazioni che prepararono la nuova fase della storia cinese inaugurata dai

Song,si ricorderanno la decadenza della classe aristocratica settentrionale sino-barbarica e

l'estinzione di un gran numero di grandi famiglie meridionali durante i conflitti e le ribellioni fra la

fine dei Tang e le Cinque Dinastie; in campo economico,non può essere sottovalutato lo sviluppo

della produzione e del commercio.

Queste nuove condizioni avevano messo in moto un processo di maggiore mobilità sociale,di

allentamento del controllo statale sulle famiglie e sui singoli,e aveva aumentato le opportunità di

lavoro e di guadagno fra gli artigiani e i mercanti.

Lo sviluppo della mobilità sociale fu determinante per la formazione di una classe burocratica

basata sul merito e non sulla nobiltà di sangue.

In questo periodo si ebbe una grande svolta nell'evoluzione del pensiero,nel campo dell'ideologia

politica come in quello artistico e letterario,un vero e proprio “Rinascimento”.

Alla fine del periodo Tang si verificò sul piano politico una completa disintegrazione dell'Impero,il

quale si divise in numerose ed effimere entità statali.

Le Cinque Dinastie che si succedettero in un arco di tempo breve,controllarono in realtà soltanto in

parte la Cina settentrionale e centrale; ma non riuscirono mai ad estendere il proprio dominio al

Sud. I

n esse,un ruolo determinante fu svolto dai Turchi Shatuo.

In questo periodo sorsero inoltre,al di là del dominio delle Cinque Dinastie,altre dieci formazioni

territoriali,definite come i Dieci Regni. A essi tuttavia non venne riconosciuta alcuna “legittimità”.

Oltre alle Cinque Dinastie e ai Dieci Regni (wudai shiguo) si devono ricordare altre formazioni

politiche e territoriali di notevole importanza,sorte in questo periodo,come l'Impero Qidan a Nord e

il regno sino-thai di Dali,a sud,nello Yunnan.

1.Il periodo delle Cinque Dinastie e dei Dieci Stati (907-960)

Nel periodo che va dalla caduta dei Tang all'ascesa dei Song,si susseguirono in Cina una serie di

regni di breve durata. Questa fase segnò il protrarsi della situazione di frantumazione delle forze

politiche che aveva caratterizzato l'ultima parte della dinastia Tang,in cui i vari comandanti

provinciali avevano mantenuto dei regimi indipendenti e in lotta fra di loro.

I regni delle Cinque Dinastie ebbero in media una durata eccezionalmente breve.

Il regno che ebbe una maggiore durata fu il regno dei Liang Posteriori,fondato da Zhu Wen.

Si devono a lui importanti mutamenti nella struttura dello Stato; egli iniziò infatti quel processo di

rafforzamento del potere centrale che si sarebbe compitamente realizzato sotto i Song,riducendo

l'autonomia dei comandanti militari.

La dinastia Liang fu abbattuta dallo Shatuo Li Cunxu,che trasferì la capitale da Kaifeng a

Luoyang,e fondò l'Impero dei Tang Posteriori. Egli aveva come obiettivo la restaurazione della

dinastia Tang di cui si sentiva erede.

Ma i Tang posteriori vennero a loro volta abbattuti da un altro generale Shatuo,Shi

Jingtang,che,con l'aiuto dei Qidan,si impadronì del potere e fondò il nuovo regno dei Jin

Posteriori,riportando la capitale a Kaifeng.

Shi Jingtang dovette tuttavia riconoscersi vassallo dei Qidan.

Gli stessi Qidan furono la causa della rovina dei Jin Posteriori: essi invasero il loro territorio,e

giunsero sino ad occupare la stessa capitale.

Furono però presto costretti a ritirarsi per l'intervento di un altro Shatuo,Li Zhiyuan,che nel

frattempo si era proclamato imperatore della dinastia degli Han Posteriori. Li Zhiyuan portò avanti

la politica di rafforzamento del potere centrale attraverso la nomina di Commissari Militari

dipendenti dal sovrano.

Ma forse il più importante dei regni settentrionali fu quello dei Zhou Posteriori. Il suo fondatore,

Guo Wei, riuscì ad unificare tutta la Cina del Nord,ad eccezione dello Shanxi settentrionale.

Se le maggiori spinte all'unificazione dell'Impero provenivano dal Nord,è anche vero che notevoli

cambiamenti si verificarono anche al Sud,il cui sviluppo economico oramai aveva superato quello

delle regioni settentrionali. L'aumento della ricchezza,accompagnato dal perfezionamento delle

tecniche manifatturiere e dallo sviluppo della circolazione monetaria,permise la crescita del

commercio.

I Dieci Regni di cui parla la storiografia tradizionale furono i seguenti:

• lo Stato di Wu,fu conquistato dai Tang Meridionali;

• lo Stato di Wuyue,fu conquistato dai Song;

• lo Stato degli Han Meridionali,fu conquistato dai Song;

• lo Stato di Chu,venne conquistato dai Tang Meridionali;

• lo Stato di Shu Anteriore,venne conquistato dai Tang Posteriori;

• lo Stato di Min,fu occupato dai Tang Meridionali;

• lo Stato di Jingnan;

• lo Stato degli Shu Posteriori;

• lo Stato dei Tang Meridionali;

• lo Stato degli Han Settentrionali,a differenza degli altri nove,si trovava al nord della Cina

I primi sei stati sorsero dalla disintegrazione dell'Impero Tang,e i loro fondatori erano dei

governatori militari. Gli ultimi quattro Stati,successivi in ordine di tempo,furono tutti conquistati dai

Song.

2.La Dinastia Song (960-1279)

La riunificazione dell'Impero sotto la nuova dinastia

Nel 960,il comandante supremo dell'esercito imperiale dei Zhou Posteriori,Zhao Kuangyin (nome

postumo Taizu), con un colpo di Stato si impadronì del potere,e fondò a Kaifeng la dinastia

Song.

Nei successivi quindici anni,conquistò i regni di Jingnan,degli Shu Posteriori,degli Han e dei Tang

Meridionali.

Il fratello minore,Zhao Kuangyi (Taizong),che alla sua morte gli succedette al trono,proseguì

l'opera,conquistando gli Stati di Wuyue e degli Han Settentrionali.

L'annessione della Cina meridionale fu facilitata dall'appoggio delle classi dei proprietari fondiari e

dei mercanti,dati gli interessi ad un allargamento dei mercati nella direzione del Sud-Est asiatico.

Esauritasi la politica espansionistica verso nord e verso ovest,che aveva avuto nei Tang la

massima espressione,si affermò l'interesse verso est e verso sud.

Durante i tre secoli della sua esistenza,la dinastia Song si trovò a confrontarsi con i potenti Stati

sino-barbarici: a nord i Liao,a cui succedettero i Jin e infine gli Yuan.

Ad occidente poi essa dovette affrontare il regno Xi Xia.

Migliori furono invece i rapporti fra le autorità Song e l'aristocrazia agraria del regno di Dali.

A sud,infine,i Song non riuscirono a sottomettere il Vietnam.

Taizu consolidò il suo potere anche all'interno,dando inizio a un marcato processo di

accentramento del potere statale e ponendo fine al predominio dei militari.

Con un'accorta politica,gli fece dimettere e allontanare dalla vita pubblica tutti i comandanti che lo

avevano sostenuto nella conquista del potere. Vietò poi il cumulo delle cariche civili e militari.

Con il potenziamento degli esami letterari e l'affidamento dell'amministrazione imperiale a

funzionari civili,l'esercito perse gran parte del suo prestigio e del suo potere,mentre risultarono

avvantaggiati la nuova classe dei letterati e l'élite agraria meridionale.

Col ridimensionamento dei poteri dei comandanti provinciali,Taizu ridusse drasticamente l'organico

dell'esercito permanente. Inoltre aumentò il controllo centrale sulle cariche locali.

Taizong portò a compimento il rafforzamento dell'autorità centrale e imperiale,e il primato del

potere civile.

I rapporti internazionali e l'evoluzione interna

La potenza dell'Impero Liao si fece più minacciosa nell'XI secolo. Dopo una serie di scontri

militari,i Song giunsero alla firma di un trattato di pace. In base ad esso l'Impero Liao e quello Song

si riconoscevano reciprocamente; i Song inoltre si impegnavano al pagamento di un tributo.

Dopo una breve ripresa delle ostilità,la pace venne ristabilita con un aumento del tributo Song.

Nel frattempo era sorta una nuova potenza a occidente,lo Stato denominato Xi Xia,contro i quali i

Song si scontrarono ben presto ma,in seguito a una serie di sconfitte,preferirono addivenire a un

trattato di pace in base al quale di impegnavano al pagamento di un oneroso tributo annuo in

argento,seta e tè.

Benché questa forzosa coesistenza fosse ripetutamente interrotta da brevi riprese di ostilità,la

situazione rimase sostanzialmente immutata. Prosperò invece,come ai confini dei Liao,il

commercio legale e illegale.

Le grandi trasformazioni economiche e sociali si ripercossero sulle strutture dello Stato e della

società.

Le autorità presero parte con sempre maggiore interesse alle attività economiche: fu creato il

Consiglio Finanziario, Sansi (cioè i tre Uffici dell'Economia), e vennero istituiti nelle principali

province i Commissariati del tè e del sale,insieme agli Ispettorati sul commercio marittimo.

Il riformista Li Gou promosse modifiche al sistema burocratico e la ristrutturazione di quello

militare.

Un altro statista, Fan Zhongyan puntò sopratutto sulla riforma del personale dell'amministrazione

statale. A questi si deve inoltre l'istituzione delle “tenute di giustizia” (yizhuang),una specie di

fondazione all'interno del clan,a favore dei membri meno abbienti.

Per far fronte all'aumento delle spese,lo Stato aumentò la circolazione monetaria,che però si

dimostrò insufficiente determinando una forte inflazione,anche a livello rurale.

Diverse furono le rivolte,come quella di Wang Xiaobo e Li Shun,che portò alla fondazione

dell'effimero regno dei Grandi Shu.

Se da un lato queste grandi trasformazioni accentuarono gli squilibri sociali,dall'altro esse

impressero un particolare dinamismo alla società e contribuirono alla sua crescita intellettuale e

civile.

Frutto di tale situazione fu il sorgere di nuovi gruppi politici,con propri programmi e ideologie.

Da un lato c'erano i “radicali” (xinxue,partito nuovo) e dall'altra i “moderati” o “conservatori”

(jiuxue,partito vecchio). Questi ultimi a loro volta si suddivisero in una serie di fazioni,dopo la

vittoria sugli avversari.

Fra queste emersero le fazioni denominate rispettivamente Shu,Shuo e Luo.

La prima,il cui massimo esponente fu il poeta Su Dongpo,era la più aperta alle riforme, e risentiva

più delle altre correnti delle influenze buddhiste e taoiste.

Le altre due, sostenevano risolutamente la superiorità dell'etica e delle qualità morali dei

governanti rispetto a qualsiasi intervento riformistico nell'ambito dell'ordinamento statale.

La lotta politica si intensificò con l'ascesa al potere di Wang Anshi,uno dei maggiori pensatori e

statisti dell'epoca Song.

Le riforme di Wang Anshi

Con l'avvento dell'imperatore Shenzong,Wang Anshi fu messo a capo dell'amministrazione

statale.

Egli cercò innanzitutto di favorire i piccoli proprietari e i piccoli commercianti,convinto che un

elevamento delle loro condizioni di vita avrebbe rafforzato la pace interna e migliorato le finanze e i

poteri dello Stato.

Con i prestiti agrari,chiamati “giovani germogli” (qingmiao) – prestiti concessi dallo Stato in

primavera,da rimborsare con gli interessi al momento del raccolto – Wang Anshi intendeva

riscattare i contadini dall'indebitamento con i grossi proprietari,e nello stesso tempo permettere agli

uffici statali di incamerare una parte degli introiti che sino ad allora erano stati lucrati da speculatori

e usurai.

Egli istituì inoltre,un vero e proprio sistema di controllo governativo sul commercio.

Wang Anshi adottò poi alcune misure a favore dei piccoli commercianti. Contemporaneamente

dotò le finanze statali di maggiore flessibilità,al fine di razionalizzare e rendere più economica la

loro gestione.

Un'altra riforma importante fu quella del “sistema di trasporto e di distribuzione dei tributi”.

In base ad essa,la parte del raccolto consegnata allo Stato come tassa in natura,doveva essere

venduta sul posto,e il ricavato sarebbe stato impiegato nella capitale.

Per una più equa ripartizione fiscale,Wang Anshi non si limitò a ordinare la revisione del catasto

terriero su tutto l'Impero,ma emanò una serie di leggi sul cosiddetto “servizio noleggiato”.

Queste norme rendevano convertibili le prestazioni di lavoro servile in danaro: coloro che non

prestavano direttamente la loro manodopera,dovevano versare allo Stato una somma,che sarebbe

stata reimpiegata per il pagamento dei lavori richiesti.

Le misure militari proposte da Wang Anshi prevedevano la formazione di una milizia mediante il

sistema dei baojia. Armi e addestramento erano forniti dal governo. Ciò permetteva la riduzione

considerevole degli effettivi dell'esercito regolare,con un notevole risparmio sulle spese della

difesa.

Negativa si dimostrò invece l'introduzione del sistema di allevamento dei cavalli,affidato alle

famiglie rurali agiate del Nord e del Nord-Ovest. Se infatti l'intendimento era quello di dotare

l'Impero di una cavalleria adeguata,senza dover dipendere dal commercio con i nomadi,non si

teneva conto di una serie di difficoltà oggettive,non escluse le resistenze e l'inesperienza dei

coltivatori.

Non meno rilevante fu la riforma del sistema degli esami. Oltre alle cognizioni tradizionali in campo

filosofico,etico,storico e giuridico,furono richieste ai candidati conoscenze di tipo pratico,in campo

economico,amministrativo,geografico e militare.

È difficile una valutazione del programma di Wang Anshi.

La maggior parte delle sue riforme venne abolita con la morte dell'imperatore Shenzong.

Col nuovo imperatore Zhezong prevalse il partito contrario,capeggiato dallo storico Sima

Guang,che perseguitò i riformisti e abrogò le disposizioni da loro emanate.

Il mancato successo delle riforme è da attribuire probabilmente non solo all'opposizione dei

conservatori.

Mancò l'appoggio di gran parte della classe burocratica,dato che la portata delle trasformazioni era

troppo vasta e,la loro attuazione,avrebbe portato inoltre a un sovraccarico di lavoro per la

burocrazia.

La caduta dei Song Settentrionali

La lotta fra le fazioni tuttavia non si placò con la caduta di Wang Anshi,e paralizzò la vita pubblica

dell'Impero. I conservatori non mantennero a lungo il potere,perché,dopo la morte di Sima

Guang,si impegnarono in lotte intestine.

Con l'avvento di Huizong,i riformisti ritornarono al potere,e venne perseguitato il partito avverso.

Inoltre,la posizione degli eunuchi si venne rafforzando.

I tentativi riformisti del primo ministro Cai Jing ebbero scarso successo per l'opposizione interna e

per le crescenti difficoltà nei rapporti con le potenze confinanti.

Egli riformò l'organizzazione scolastica e quella degli esami; ma non riuscì a risanare la crisi

finanziaria,a causa dell'eccessiva concentrazione della proprietà terriera e dell'evasione fiscale.

La situazione di malessere interno si tradusse in alcune rivolte popolari,fra cui la nota ribellione

contadina di Fang La,che scoppiò nel 1120. I rivoltosi si ispiravano al manicheismo ,e la loro

organizzazione interna era allo stesso tempo politica e religiosa.

Il governo riuscì a riportare l'ordine interno,ma ora i più gravi problemi derivavano dai rapporti con

l'esterno. I Xi Xia ed i Liao avevano praticamente interrotto le tradizionali relazioni ufficiali

dell'Impero cinese con i paesi dell'Asia Centrale e con la Corea.

Nel 1115,alle spalle dei Liao,era sorta una nuova potenza,quella dei Nuzhen dei Jin,e i Song si

affrettarono ad allearsi con essi in funzione anti-Qidan,dando in effetti,un contributo molto

scarso,mentre i Jin riuscirono in poco tempo a conquistare i territori Liao.

Il tentativo Song di approfittare della caduta dello Stato Qidan per estendersi nello Hebei provocò

lo scontro con i vincitori. Questi,nel 1127 conquistarono la capitale Kaifeng,facendo prigioniera

tutta la corte,compreso l'imperatore Huizong e il suo successore,determinando la caduta dei

Song Settentrionali e dell'inizio dei Song Meridionali.

Il figlio di Huizong,Gaozong,riuscì ad evitare la cattura e rifondò la dinastia nel Sud della Cina.

L'impresa di restaurazione si dimostrò disperata,perché non solo incombeva la minaccia dei

Jin,ma scoppiarono inoltre grossi conflitti tra gli stessi sostenitori della dinastia.

La guerra contro i Nuzhen fu aspra e portò a spostare la capitale dei Song Meridionali da Nanchino

a Hangzhou. Ma poi, il clima e la conformazione del territorio resero difficile ai nomadi l'ulteriore

avanzata.

I Song si resero subito conto della difficoltà di riconquistare i territori settentrionali, tra l'altro essi

dovettero affrontare lo scoppio di una rivolta popolare di vaste proporzioni,guidata da Zhong Xiang.

Il primo quindicennio di regno di Gaozong fu poi travagliato dalla lotta fra la fazione dei militari,il cui

maggiore esponente era Yue Fei,e quella degli agrari,guidata da Qin Gui.

La prima era per la guerra ad oltranza contro i Jin,mentre la seconda per la fine delle ostilità e per

una diminuzione delle imposte fondiarie.

Alla fine,Gaozong nominò primo ministro Qin Gui,e questi iniziò subito le trattative con i Jin.

Nel 1140 Yue Fei fu richiamato alla capitale,arrestato e condannato a morte per tradimento.

Nel 1142 venne stipulato il trattato di pace tra i Song e i Jin: i primi riconoscevano la sovranità dei

secondi,ai quali si impegnavano a pagare un forte tributo annuo in argento e in seta.

Il trattato assicurò a entrambi gli Imperi un lungo periodo di pace,che fu interrotto brevemente dai

Jin,senza mutare sostanzialmente la situazione territoriale.

Il partito dei militari prese temporaneamente il sopravvento,e Gaozong abdicò a favore del figlio

Xiaozong.

Ma in seguito alle sconfitte subite,i Song addivennero a una seconda pace nel 1165.

La fazione militare sarebbe riemersa soltanto alla fine del XII secolo,con l'ascesa al trono

dell'imperatore Ningzong,ma l'offensiva si concluse con un'ulteriore capitolazione dei Song.

Con la pace del 1208,i Jin pretesero un aumento del tributo e il pagamento delle indennità di

guerra.

La fine dei Song

La tensione fra l'Impero Song e quello Jin riprese qualche anno dopo,con la veloce ascesa della

potenza mongola. Anche in questo caso,l'Impero Song scelse di allearsi con i “barbari” più lontani

contro gli scomodi vicini,e ancora i nuovi alleati si dimostrarono più pericolosi dei confinanti.

Nel 1221 i Song si allearono con i Mongoli; il regno dei Jin fu annientato (1234),ma presto i

Mongoli avrebbero attaccato a loro volta gli ex alleati.

L'ultimo grande statista Song fu il primo ministro Jia Sidao.

Questi,oltre a dover subire l'opposizione dei grandi proprietari fu costretto ad affrontare le crescenti

proteste dei militari,da cui ormai dipendevano le sorti dell'Impero. La sua decisione nell'affermare

la supremazia dell'autorità civile gli inimicò molti generali,che passarono dalla parte dell'avversario.

Così,nel 1276 cadde Hangzhou,e la corte fu fatta prigioniera. Con la sconfitta dell'ultima

resistenza,nel 1279,i Mongoli ponevano fine alla dinastia Song.

L'Impero Song era lo Stato più prospero e civile del mondo. Si pone quindi la questione relativa

alle ragioni storiche che determinarono le sue condizioni di debolezza nei confronti delle vicine

potenze “barbariche”.

Nonostante le riforme e le ingenti spese,l'esercito non fu in grado né di riunificare l'Impero né di

salvarlo dalle invasioni straniere.

Le ragioni di questo apparente paradosso sono da ricercare nell'evoluzione sociale e nelle scelte

ideologiche dell'epoca. La dinastia Tang aveva segnato il culmine e la decadenza della civiltà di cui

era stata protagonista l'aristocrazia sino-barbarica formatasi nel periodo medievale.

La decadenza di questa classe e la formazione di forze centrifughe,con l'ascesa dei comandanti

militari nelle regioni di confine,avevano determinato il crollo della dinastia Tang.

Era quasi una scelta obbligata quindi,per il fondatore dei Song, quella di limitare il potere dei

militari e di sottoporli al controllo dei civili.

Né si può sottovalutare l'intreccio di interessi fra burocrazia e mercanti,i quali preferivano le

condizioni di pace a quelle di belligeranza,per lo svolgimento dei loro traffici interni e internazionali.

La forza sociale che stava alla base della dinastia Song era costituita dalla classe dei proprietari

fondiari,specie quelli meridionali,e dalla nuova classe della gentry,il cui carattere precipuo era

costituito dal superamento degli esami civili di Stato,dal possesso della cultura e dal rispetto dei

valori confuciani.

Se in questa dura contesa avessero preso il sopravvento i militari,forse i rapporti con le potenze

nemiche avrebbero avuto sviluppi differenti.

Si può dire che lo Stato preferì la scelta del benessere e degli affari a quella della efficienza

militare: sintomatica fu la decisione di pagare i tributi ai nemici per assicurarsi la pace alle

frontiere.

Fattori geografici infine,dovettero influire su questa situazione. I territori tradizionalmente utilizzati

per pascoli e per l'allevamento erano ormai al di fuori dell'Impero.

3.Economia e società

I cambiamenti dell'epoca Song furono senz'altro notevoli dal punto di vista quantitativo: un balzo

demografico portò la popolazione alla soglia dei cento milioni; la produzione agricola ebbe un

aumento notevole in seguito ai progressi tecnici e all'introduzione di nuove colture,nonché agli

investimenti in capitali e lavoro.

Poi la produzione mineraria e quella manifatturiera ebbero un incremento non meno rilevante.

Infine il volume degli scambi e lo sviluppo delle reti di distribuzione conobbero un progresso mai

sperimentato prima di allora,senza contare l'incremento del commercio marittimo.

Ma questi stessi cambiamenti furono imponenti anche dal punto di vista qualitativo.

Più che di semplice sviluppo,sarebbe appropriato parlare di “rivoluzione commerciale”; si verificò

l'ascesa di grandi mercanti che operavano su scala continentale,mentre altri intrapresero gli

scambi a livello internazionali.

Sotto lo stimolo dell'intensificazione dei traffici e degli scambi sia all'interno delle varie aree,sia fra

di esse, fu una progressiva specializzazione regionale.

L'incremento dell'economia monetaria al Sud accelerò le trasformazioni agrarie,e riversò numerosi

contadini senza terra nelle città; queste andavano trasformandosi in centri di produzione oltre che

di consumo.

L'aumento della domanda interna si tradusse nella espansione del terziario e nella diffusione

dell'istruzione. Il massiccio processo di urbanizzazione favorì lo sviluppo di una “borghesia

urbana”.

Le nuove forze economiche e sociali modificarono la stessa vita politica (nascita dei partiti).

Le modifiche istituzionali e l'efficienza del sistema degli esami rafforzarono la nuova classe formata

da gentry e burocrazia. La Cina così cominciò a diventare una società aperta.

Lo sviluppo della produzione

Le grandi trasformazioni di cui si è dato un quadro generale furono a loro volta il risultato dei

mutamenti geografici e demografici cinesi. Si ebbe allora per la prima volta una vera integrazione

economica della Cina,con l'esclusione soltanto delle aree di sud-ovest e di quelle più settentrionali.

Il divario fra il Sud e il Nord,a favore del primo,aveva ormai assunto enormi proporzioni.

Al Settentrione,la popolazione era diminuita in seguito alle continue guerre e invasioni,a cui si

devono aggiungere le disastrose inondazioni del Fiume Giallo.

Nel Nord,la produzione agricola consisteva essenzialmente in cereali asciutti (miglio,sorgo e

frumento),integrati da legumi,ortaggi e frutta. La pianta tessile più diffusa era la canapa,e per

l'allevamento del baco da seta,erano coltivati il gelso e alcune specie di querce.

Al Sud oltre alle preesistenti piantagioni di gelso,si venne diffondendo proprio in questo periodo la

coltura del cotone. Esso rivoluzionò tutta l'industria tessile per la sua economicità di gran lunga

superiore alla seta.

Un'altra coltivazione commerciale era quella della canna da zucchero.

Ma il più importante fattore di espansione della produttività agricola meridionale,fu costituito dai

progressi della risicoltura. Alla diffusione della tecnica del trapianto,si aggiunse l'introduzione di

nuovi tipi di riso importati dal Sud-Est asiatico,che permisero l'incremento della produzione.

Altre specie di riso resistenti vennero selezionate e diffuse,garantendo la coltivazione risicola

anche su terreni non sommersi.

Contemporaneamente vennero perfezionate le tecniche agricole,con l'uso di strumenti

specializzati,il miglioramento degli impianti di irrigazione e nuovi tipi di concimazione.

Gli artigiani cinesi avevano raggiunto un tale grado di specializzazione e di abilità,che erano

ricercati in tutta l'Asia.

Specie al Sud,l'artigianato venne assumendo in certi settori un carattere industriale,grazie alla

concentrazione delle attrezzature,l'introduzione di nuove tecniche e macchine,e l'abbondanza della

manodopera. Oltre alle saline e ad alcune manifatture imperiali,sorsero grossi impianti per la

produzione della carta,della porcellana,per l'estrazione e la lavorazione dei metalli.

Anche l'industria mineraria e quella metallurgica fecero notevoli progressi.

La sostituzione del carbone di legna con il carbon fossile,l'impiego di esplosivi nelle miniere,i

progressi nella metallurgia permisero la creazione di grosse industrie statali con migliaia di operai.

Di non minore rilievo furono gli sviluppi della cantieristica,in risposta alla intensificazione della

domanda di trasporti fluviali e marittimi.

Grazie all'invenzione della stampa,avvenuta sotto i Tang,e a quella dei caratteri mobili che seguì

nel XI secolo,in questo periodo nacque e si sviluppò una grossa industria editoriale,sempre nel

Sud.

Essa fu favorita dalla grande diffusione di scuole e biblioteche pubbliche e private.

Ma le stamperie non si limitarono alla pubblicazione di opere classiche,ben presto si aprì un nuovo

mercato imperniato sulla letteratura “popolare”.

La rivoluzione commerciale e l'espansione dell'economia monetaria.

Il sistema fiscale.

L'incremento della produttività e della domanda si tradussero in una crescita imponente del

mercato e nel miglioramento dei mezzi di scambio e di distribuzione,e tutta la rete di strade e di

canali fu migliorata ed espansa.

In particolare vennero privilegiati i trasporti fluviali,per la loro maggiore economicità e per l'assetto

geografico del Meridione. Ma vennero incrementati anche il cabotaggio e le navigazione d'alto

mare.

I Cinesi cominciarono a intraprendere per conto proprio il commercio con i paesi d'oltremare,e

poterono usufruire dei progressi della tecnica navale,oltre che della cartografia.

Dall'XI secolo i loro viaggi furono facilitati dall'uso della bussola.

La Cina venne orientandosi verso sud-est attraverso le sue regioni costiere meridionali. Essa

divenne la maggiore potenza marittima su scala mondiale.

Il commercio oceanico si svolgeva sopratutto attraverso i porti meridionali come

Canton,Fuzhou,Quanzhou. La Cina commerciava con il Giappone,il Vietnam,il regno di

Champa,la Malesia,il Bengala e l'Africa.

Essa importava articoli di lusso ed esportava metalli,ceramica,tessuti e tè.

Benché meno ricco,il commercio terrestre con i vicini settentrionali comportava un flusso notevole

di merci; cavali e prodotti animali venivano scambiati con tessuti,tè,sale e metalli.

Il volume del commercio privato superò notevolmente quello dei prodotti prelevati direttamente

dallo Stato. L'incremento non interessò,solo il volume delle merci,ma anche la loro varietà e

qualità; sorsero nuovi mercati,e molti centri amministrativi divennero anche centri commerciali.

Gli esattori divennero anche grossisti;raccoglievano le eccedenze locali della produzioni agricola e

industriale,e le rivendevano ai grossi mercanti.

Fu nel periodo Song che iniziò la rapida crescita di prestigio della classe mercantile.

Questo naturalmente vale sopratutto per la categoria dei grossi mercanti di cui si è fatta menzione.

Essi erano in grado di accrescere il loro prestigio sociale e si dedicavano a opere di assistenza e di

interesse generale,arrivando ad influenzare gli stessi funzionari.

L'improvvisa crescita del mercato portò a un incremento dei mezzi di pagamento e alla diffusione

dell'economia monetaria. Il governo Song dovette innanzitutto unificare tutti i vari sistemi monetari

dei regimi precedenti,coniando un unico tipo di monete di rame; si trovò poi a far fronte alle

crescenti richieste del mercato e alla necessità di coprire il deficit statale.

Nonostante l'incremento considerevole della produzione d'argento e di rame,la monetazione

rimaneva sempre inferiore alle necessità. Allora i privati ricorsero ai documenti di credito,e il

governo fece altrettanto,emettendo analoghi certificati. Ma l'utilizzazione di cartamoneta si prestò

facilmente ad abusi,che portarono inesorabilmente ad un processo inflazionistico.

Le incertezze monetarie incrementarono la tendenza verso un massiccio investimento nelle

terre,con il conseguente aumento della concentrazione della proprietà fondiaria. I contadini più

poveri divennero coloni dei nuovi proprietari,o si spostarono nelle metropoli.

Ciò contribui all'urbanizzazione e allo straordinario sviluppo delle manifatture e del terziario.

Ai fini fiscali,la popolazione era registrata in tre strati distinti:

1. famiglie burocratiche (guanhu). Esse erano costituite dalle famiglie dei funzionari e della

nobiltà imperiale,ed erano esentate dal pagamento di ogni tipo di imposta e dalle corvées. Il

possesso della terra e i privilegi connessi erano legati alla funzione ricoperta.

2. famiglie proprietarie (zhuhu). A tale strato appartenevano le famiglie proprietarie di

terre,divise in cinque categorie in base all'estensione della proprietà fondiaria. Esse erano

tenute al pagamento dell'imposta fondiaria e del testatico,ed erano sottoposte all'obbligo

delle corvées. Era comunque possibile in generale versare una somma di denaro per

pagare un sostituto.

3. famiglie ospiti (kehu). Erano le famiglie non proprietarie,che coltivavano i possedimenti

dei grandi proprietari privati o i campi pubblici (guantian); non pagavano l'imposta

fondiaria,ma erano sottoposte all'obbligo delle corvées e al testatico.

Non esisteva alcun tipo di barriera fra i diversi status, e che quindi il mutamento della condizione

comportava l'aggiornamento della registrazione.

L'imposta fondiaria veniva riscossa in estate o in autunno,come nell'ultimo periodo Tang.

Venne stabilito che l'imposta estiva sarebbe stata pagata in denaro e quella autunnale in cereali; in

alcune regioni,l'imposta era calcolata in tessuti o in prodotti locali. Le commutazioni si risolvevano

di fatto in un aggravio dell'imposizione.

Altri aumenti dell'imposta base vennero stabiliti in alcune regioni,dove i contribuenti erano tenuti a

portare i prodotti dell'imposta autunnale in centri molto lontani,pagando una tassa aggiuntiva per

coprire le spese.

Accanto alle terre private,c'erano i campi pubblici (guantian) che erano di vari tipi.

I tuntian e gli yingtian erano assegnati ai militari: i primi per lo più erano distribuiti lungo la frontiera,

i secondi nelle regioni interne. I guangzhang erano costituiti dalle terre incolte,assegnate a coloni

di Stato dalle autorità.

Le imposte sul commercio gravavano in misura diversa secondo che le merci venissero trasferite

da una località all'altra,oppure venissero vendute nei mercati urbani.

Ad una disciplina particolare erano sottoposti la produzione e il mercato del sale,del tè e degli

alcolici.

La riscossione delle imposte su questi prodotti avveniva sotto la supervisione delle Commissioni

per i Monopoli.

Per quanto riguarda il sale,venne ben presto abbandonato il sistema,previsto dal regime di

monopolio,in base al quale era lo Stato stesso ad occuparsi direttamente del trasporto e della

vendita all'ingrosso del prodotto. Fu stabilito infatti che i mercanti avrebbero dovuto acquistare dei

certificati con i quali ritirare direttamente il sale dai luoghi di produzione per poi venderlo sul

mercato.

Contemporaneamente fu creato l'Istituto metropolitano per il Sale,che calmierava i prezzi del sale.

Variazioni si ebbero anche nel controllo della produzione e distribuzione del tè,sottoposte

anch'esse alla Commissione per i Monopoli. I contadini che si dedicavano a tale coltura,dovevano

consegnare,come imposta, una parte del raccolto allo Stato,e vendere il resto ai mercanti ufficiali.

Questi a loro volta provvedevano a vendere il prodotto ai mercanti. I mercanti di tè della capitale

acquistavano dalla Commissione per i Monopoli,dei certificati con i quali potevano ritirare la merce

in determinate località.

Verso la metà del XI secolo,il sistema venne liberalizzato: sia i produttori che i mercanti avrebbero

potuto trattare direttamente la vendita del prodotto versando una tassa al governo.

Per quanto riguarda gli alcolici,solo i mercanti ufficiali ne gestivano direttamente la produzione e la

vendita a livello di prefettura; a livello di distretto,la produzione e la vendita erano libere,ma

tassata.

In seguito si liberalizzò la vendita degli alcolici,mantenendo il monopolio della produzione.

Altre entrate fiscali erano costituite dalle imposte sulle proprietà urbane (botteghe,abitazioni,ecc..)

L'urbanizzazione

La crescita delle città fu la diretta conseguenza delle grandi trasformazioni economiche avutesi in

questo periodo. Le città divennero le residenze dei grandi proprietari terrieri e dei ricchi

mercanti,nonché centri culturali e di divertimento,mercati di ogni tipo di articoli,e centri di

smistamento per portare le merci alla periferia rurale; esse furono i luoghi dove il surplus produttivo

veniva consumato o scambiato con beni provenienti da altre regioni o paesi.

Ma le città furono anche centri di produzione,dove si concentravano botteghe e fabbriche di ogni

dimensione,e dove lavoravano artigiani con ogni tipo di specializzazione.

Molto sviluppato era il terziario,con organizzazioni che offrivano servizi di ogni genere.

Le città furono infine i luoghi dove le masse di contadini espropriati in seguito all'espansione delle

grandi proprietà venivano in cerca di lavoro. Essi andavano ad incrementare le schiere dei

domestici presso le famiglie agiate o,tramite le gilde,si impiegavano nelle numerose imprese

artigianali,oppure entravano nelle manifatture come apprendisti o salariati,o ancora tentavano la

via del commercio.

Con lo sviluppo urbano e la crescita della popolazione delle città,sorsero grossi problemi come

quello dell'approvvigionamento e dell'assistenza sociale. Lo Stato quindi istituì cinque generi di

assistenza: per i poveri,gli anziani,gli orfani e i neonati abbandonati,gli ammalati e i morti da

seppellire.

Si delineò quindi ormai un certo contrasto fra la vita semplice ed uniforme della campagna e quella

stimolante e complessa della città,dominata dalle attività commerciali e ricreative.

Fu negli agglomerati urbani che le differenze tra strati superiori (shi) e inferiori (shu) divennero

meno rigide,e dove si manifestò con maggiore evidenza un crescente fenomeno di mobilità

sociale.

Questa mobilità comportava anche una maggiore instabilità,nonché il rischio dell'isolamento e

dell'anonimato,specie per coloro che si erano trasferiti nei grossi centri urbani. Il bisogno di

solidarietà e di assistenza stimolò nuovi tipi di aggregazione e rinsaldò alcune delle relazioni

tradizionali.

Un tipo di aggregazione che venne sorgendo in epoca Song è il clan.

Tale organizzazione,che si fondava su legami familiari veri o fittizi,collegava numerose famiglie di

una o più regioni appartenenti a strati sociali diversi,ed esprimeva un'esigenza di difesa e di

aggregazione.

Le nuove organizzazioni venivano a colmare in una certa misura il vuoto che si era creato a livello

locale,in seguito alla decadenza e alla scomparsa delle grandi famiglie aristocratiche dell'epoca

precedente.

I clan avevano una propria struttura ed una proprietà comune i cui redditi servivano a coprire le

spese generali dell'organizzazione.

Ma il fenomeno più interessante è rappresentato dalla formazione di numerose corporazioni di

vario tipo. Alcune di esse ricalcavano le hang sorte nel periodo Tang,ma la maggior parte era di

nuova costituzione.

Tali associazioni,a base professionale,erano più articolate delle precedenti e meno legate al potere

centrale,e svolgevano una serie di attività a difesa dei propri membri,con delle proprie norme

interne.

Persino coloro che si dedicavano ad attività legali o disprezzate erano organizzati in proprie

corporazioni.

Completamente nuove erano invece le associazioni che raggruppavano persone provenienti

dalla stessa area o regione,le hui.

Ognuna di queste aggregazioni si incentrava in un tempio dedicato al patrono dell'arte o del

mestiere,o alla divinità del luogo d'origine.

La “gentry”

Il termine gentry corrisponde alle parole cinesi shenshi,xiangshen,che indicano specificamente

quello strato di persone abilitate a portare un certo abbigliamento in seguito al superamento di

almeno il primo livello degli esami di stato. Da ciò dobbiamo dedurre che si trattasse di un nuovo

stato sociale,sorto con l'espansione e la ristrutturazione del sistema degli esami civili di Stato dalla

dinastia Tang in avanti,ma la cui rilevanza sociale e politica si manifestò don la dinastia Song.

Si trattava quindi di un élite,con uno status privilegiato non ereditario ma basato sul merito.

Anche se spesso non sono chiari i confini tra gentry,burocrazia e grandi proprietari terrieri,è bene

distinguere i tre concetti. Benché legati alla burocrazia,in senso stretto i membri della gentry

costituivano piuttosto una élite locale,risiedevano nella prefettura o nel distretto d'origine,e pertanto

non occupavano una carica statale.

La gentry cooperava con le autorità,dirigendo i lavori pubblici,organizzava e finanziava servizi di

assistenza,di soccorso e di “difesa civile”. Collaborava poi con la giustizia nei casi penali.

Ad essa faceva capo inoltre il controllo dell'ordine sociale, attraverso sistemi di responsabilità

collettiva e l'organizzazione di milizie locali,e di controllo ideologico.

La sua funzione culturale si estendeva inoltre alla diffusione della cultura superiore confuciana,e

nello stesso tempo alla conservazione delle culture locali. Esercitava infine funzioni religiose e

finanziarie.

Il suo potere iniziava dove finiva quello della burocrazia periferica,a livello di distretto,e si

esercitava attraverso le conoscenze personali e le varie organizzazioni.

Essa trovava nell'organizzazione statale la legittimazione del suo potere e dei suoi privilegi.

4.La nuova struttura burocratica

L'organizzazione dello Stato

La struttura statale Song mantenne molti degli istituti precedenti,ma al tempo stesso li riorganizzò

e ne creò di nuovi. L'accesso alle cariche burocratiche divenne sempre più aperto. Inoltre, lo Stato

si interessò ai problemi economici e finanziari,e la sua organizzazione divenne più articolata e

sofisticata.

La condizione di funzionario raggiunse un prestigio che in precedenza non aveva mai avuto.

Fu affermata altresì in modo definitivo la supremazia della cariche civili su quelle militari,e questa

scelta si concretizzò nell'affidamento dell'amministrazione esclusivamente a funzionari civili.

Nel contempo iniziò il processo di consolidamento del potere centrale,che riguardò più il potere

burocratico che quello legato direttamente alla figura dell'imperatore.

Alla tripartizione tradizionale della funzione amministrativa,militare e censoriale,i Song aggiunsero

una suddivisione ulteriore nell'ambito della prima,creando una specializzazione finanziaria,e

distinguendo fra affari amministrativi generali e affari finanziari.

Il vertice dell'amministrazione era rappresentato dai Grandi Consiglieri (zaixiang),generalmente

due,coadiuvati da alcuni Vice Grandi Consiglieri (fuxiang).

Questi si riunivano regolarmente con l'imperatore nella Sala dell'Amministrazione

(zhengshitang).

Dai Grandi Consiglieri dipendevano i tradizionali Tre Uffici (sansheng): la Segreteria

(zhongshusheng),la Cancelleria (menxiasheng) e il Consiglio degli Affari di Stato

(shangshusheng).

Essi ormai costituivano in pratica un unico ufficio che non si distingueva dal Consiglio della Sala

dell'Amministrazione,in quanto le cariche più alte al loro interno erano ricoperte da Grandi

Consiglieri.

I ministeri rimasero gli stessi dell'epoca Tang,e mantennero le precedenti funzioni.

Autonoma dai Grandi Consiglieri era la Commissione Finanziaria (sansi),composta da tre uffici:

l'ufficio del sale e del ferro (yantiesi),quello del tesoro (duzhisi), e quello del censimento (hubusi).

Il primo organo,oltre che dei due monopoli,si occupava dello sfruttamento delle risorse

naturali,delle comunicazioni fluviali,del commercio e delle forniture militari.

Il secondo ufficio si occupava del bilancio e il terzo,del censimento e delle riscossioni fiscali.

Dopo la caduta di Wang Anshi,nel 1076,le funzioni finanziarie ritornarono al Ministero delle

Finanze (hubu),come pure riacquistarono importanza le Corti (si) e le Direzioni (dalisi),nella

iniziale collocazione attribuita loro durante i Tang.

La funzione di controllo rimaneva affidata al Censorato (yushitai),il quale aveva il potere di

denunziare abusi e irregolarità nell'amministrazione,oltre a svolgere un ruolo di controllo sulle

azioni giudiziarie e sulle sentenze. Esso subì un certo indebolimento sotto la dinastia Song.

Ebbe invece un ruolo particolarmente rilevante l'Ufficio di Rimostranza (jianyuan),che fu reso

autonomo.

Per gli affari militari,a livello centrale,fu creato il Consiglio Militare (shumiyuan),controllato in

genere da civili. Esso,autonomo dagli organi amministrativi,operava in coordinamento con il

Ministero della Guerra e dipendeva direttamente dal sovrano.

Furono mantenuti i titoli nobiliari per i membri della famiglia imperiale,ma la condizione di

aristocratico era disgiunta dai reali poteri politici. Così pure vennero conservate le alte cariche

onorifiche.

Altri importanti uffici,come l'Accademia Hanlin,mantennero le funzioni che già avevano in

precedenza.

Le divisioni amministrative erano le prefetture e i distretti.

Le prefetture erano di quattro tipi: oltre alle prefetture ordinarie (zhou),vi erano quelle di livello

superiore (fu),quelle militari (jun),nonché quelle che erano sede di centri minerari e di produzione

salina (jian).

Per realizzare il coordinamento fra il governo centrale e le prefetture,furono nominati degli

Ispettori (shi).

Direttamente dipendenti dal governo,gli Ispettorati avevano le mansioni di supervisione

straordinaria,come i Censori. Essi erano solitamente di quattro tipi (sijiansi),a seconda che

ricoprissero prevalentemente funzioni militari,fiscali,giudiziarie o economiche.

Le forze armate erano formate innanzitutto dall'esercito regolare,di mestiere,altamente

professionale.

Esso comprendeva la Guardia Imperiale (jinjun),le truppe provinciali (xiangjun),e quelle confinarie

(fangbing). Durante il periodo dei Song Meridionali si sviluppò anche una potente marina militare.

Gli esami statali e il reclutamento dei funzionari

L'amministrazione statale comprendeva essenzialmente il settore del funzionariato civile,quello

militare,e,a livello inferiore,gli apparati degli impiegati locali e degli “esperti-tecnici”.

Il reclutamento era regolato da precise norme,e poteva avvenire attraverso:

a) il superamento degli esami o il conseguimento di eccellenti risultati presso le scuole

imperiali;

b) il privilegio-ombra;

c) la segnalazione;

d) il passaggio dalla carriera militare o dalla condizione di impiegato.

Il privilegio ereditario (yin) fu limitato dai Song per cariche non elevate,essendo quelle più alte

riservate solo ai vincitori degli esami. Anche il sistema di nomina per raccomandazione o

segnalazione fu ridimensionato.

Il sistema degli esami (keju) era basato su una serie di prove scritte,che dovevano mettere in

evidenza i meriti e le conoscenze dei candidati migliori.

Fu articolato in tre livelli. Il primo,jieshi,si svolgeva nelle prefetture,e ad esso potevano partecipare

tutto coloro che erano ammessi dai responsabili delle scuole locali e dai funzionari locali.

L'esame era molto selettivo,e il numero dei candidati che lo superava era generalmente inferiore al

10%.

Il secondo e il terzo livello avevano luogo nella capitale.

L'esame metropolitano (shengshi) richiedeva la conoscenza dei Classici,della storia,della

letteratura,delle leggi e dei riti,nonché un elevato grado di abilità nelle composizioni e

nell'interpretazione dei testi.

Chi superava questa seconda prova,otteneva il titolo di jieshi (“studioso introdotto”).

L'ultimo livello era costituito dal cosiddetto esame di palazzo (dianshi).

Esso aveva la funzione di confermare i risultati della prova precedente,nonché di stabilire una

classifica dei vincitori. Questa graduatoria sarebbe stata molto importante ai fini della carriera

burocratica.

La carriera burocratica era determinata inoltre dall'anzianità,dal superamento di speciali

esami,dai giudizi annuali formulati dal Ministero del Personale, e dalle segnalazioni dei superiori.

Inizialmente,sul modello Tang,gli esami si svolgevano annualmente,ma dal 1067 furono indetti ogni

tre anni.

Benché i membri delle classi superiori fossero naturalmente avvantaggiati sia per l'ambiente

culturale in cui erano cresciuti sia per le disponibilità finanziarie che occorrevano per intraprendere

questi studi,non si può negare che la serietà degli esami permise in genere la scelta dei più capaci

e qualificati,indipendentemente dall'origine familiare.

Oltre agli esami per la carriera civile,vi erano quelli per divenire ufficiali militari (wuke),ma essi

consistevano sopratutto in dimostrazioni pratiche nelle arti marziali,arco e l'equitazione.

Esistevano infine esami tecnici e per esperti,per occupare cariche intermedie e inferiori.

5.Cultura e pensiero in epoca Song

Il neoconfucianesimo

Nel solco del rinnovamento confuciano dell'ultimo periodo Tang,l'epoca Song vide la nascita e

l'elaborazione di nuove correnti di pensiero,definite “neoconfuciane”.

Il neoconfucianesimo tentò una sintesi razionale fra la concezione morale e sociale di Confucio e

di Mencio,l'eredità metafisica buddhista,e la riflessione taoista sul rapporto uomo-natura.

Benché il neoconfucianesimo si differenzi dal buddhismo per l'atteggiamento nei confronti della

morale e della vita,che non vengono concepiti come illusioni,ma come realtà,ne fu profondamente

influenzato.

Furono introdotti altresì alcuni concetti prettamente taoisti,come quello di “sostanza-energia” (qi)

e dei suoi mutamenti,o di “cielo anteriore” (xiantian).

In campo filosofico,furono i cosiddetti cosmologi che diedero un impianto universalistico alla

nuova filosofia.La denominazione di cosmologi attribuita a questi filosofi deriva dal loro interesse

per la formazione e le trasformazioni dell'universo. Essi periodizzarono le sue varie fasi, attraverso

l'interpretazione di commentari dello Yijing.

Nelle rappresentazioni grafiche,posero alla base del Tutto il concetto di taiji,o supremo

ultimo,modello sublime dell'universo al di sopra di tutte le cose,e allo stesso tempo in tutte le cose

(come principio,li). In questa dimensione cosmica,era l'uomo che veniva posto al centro

dell'universo.

Anzi,i valori etici confuciani vennero acquistando una dimensione cosmica e contemporaneamente

interiorizzati. L'universalismo cosmico neoconfuciano integrò la visione organicistica dello Stato

con quella armonica della società. I cosmologi posero infine il problema ontologico del perché del

comportamento umano e della sua etica,giungendo alla conclusione che la perfezione dipendeva

esclusivamente dall'uomo.

Fra i cosiddetti cosmologi,Shao Yong è stato paragonato a Pitagora per la sua teoria dei numeri e

dell'armonia musicale,che sviluppò dall'interpretazione dello Yijing.

Zhou Dunyi nei suoi diagrammi e commenti allo Yijing,inquadrò i principali elementi del sistema

confuciano in una costruzione sincretista che teneva conto della concezione dello yin e dello yang

e di quella dei cinque elementi.

Fu il primo a introdurre in modo organico i concetti di principio universale (li) e di sostanza

psicofisica (qi). La posizione che attribuì all'uomo,posto al centro dell'universo e considerato come

il più perfetto degli esseri,ha contribuito allo sviluppo dell'umanesimo neoconfuciano.

Il terzo grande esponente della tendenza cosmologica fu Zhang Zai,che si differenziò dagli altri

per l'importanza attribuita alla sostanza psicofisica (qi),identificata con il “grande vuoto”

(taixu),contenente in sé l'essenza originaria di tutte le cose,e quindi contemporaneamente unità e

molteplicità,immutabilità e trasformazione.

L'eredità dei cosmologi ebbe una nuova rielaborazione da parte dei fratelli Cheng.

Cheng Hao si distinse per una concezione fondamentalmente monistica,in cui sostanza e principio

e mente si identificavano; quindi il processo di comprensione morale tendeva ad essere di tipo più

riflessivo e intuitivo.

Cheng Yi,invece,enfatizzando la distinzione fra “entro le forme” (xing'erxia) ed “oltre le forme”

(xing'ershang),e fra principio e sostanza,giunse a tre conclusioni importanti per i successivi sviluppi

del pensiero neoconfuciano:

a) il principio è unico,ma le sue manifestazioni sono molteplici (liyi fenshu);

b) essendo esso in ogni cosa o essere,la conoscenza si estende attraverso l'investigazione

delle cose (gewu),cioè lo studio induttivo e deduttivo;

c) la natura umana ,identicamente buona in tutti gli uomini,si manifesta in modo differente in

seguito alla maggiore o minore chiarezza o torbidità della sostanza,per cui,al contatto delle

cose esterne,essa viene agitata dalle sette emozioni (qiqing) che ne offuscano l'originaria

bontà; soltanto lo stato di sincerità può riportare alla riappropriazione del principio nella sua

purezza

Sorse così la cosiddetta “scuola dei principi” (lixue).

Il li è il principio-ragione universale,indistruttibile ed eterno,che governa tutte le cose e le combina.

Esso è anche il quid logico che permette la caratterizzazione,l'individuazione e la finalizzazione di

ogni organismo Nell'uomo si manifesta come natura umana. Ma il li non agisce nel vuoto;esso si

concretizza nella sostanza psicofisica (qi),che pervade tutto l'universo,e che di volta in volta può

tradursi come forza vitale,energia,etere,anima sensibile e irascibile.

L'armonia del cosmo non è solo fisica,ma anche e sopratutto morale,e quindi diviene primario il

ruolo dell'uomo e della società. Da qui,il duplice carattere della conoscenza,etico-ontologica e

fisica,e l'universalità della virtù umana.

La ricerca della perfezione individuale coincideva con la ricerca del principio universale,ossia la

prima non poteva ottenersi senza l'intervento del mondo esterno,mentre le stesse riforme

istituzionali presupponevano l'autoperfezionamento dei singoli.

Fu sopratutto merito di Zhu Xi l'avere rielaborato i disparati contributi a lui precedenti,riuscendo a

creare una base organica ideologica per la nuova classe dirigente. Il suo pensiero sarebbe poi

stato accettato come quello ufficiale e ortodosso in tutto l'Impero e avrebbe influenzato la vita

intellettuale di altri paesi.

Combinando il concetto di principio con quello di sostanza,impostò il sistema su un piano

noumenologico (oltre le forme) e su quello fenomenologico (dentro le forme),tra loro differenti ma

interconnessi.

Diede però priorità al principio universale,inteso come origine e il fondamento di tutte le cose

dell'universo e allo stesso tempo il principio morale dell'umanità. Esso nell'uomo corrisponde alla

natura umana.

A Zhu Xi si contrappose Lu Xiangshan fondatore della cosiddetta “scuola della mente” (xinxue).

Egli pose al centro della speculazione il concetto di mente,individuale e universale,che era

identificata dal principio. Da qui,la famosa affermazione “l'universo è la mia mente e la mia mente è

l'universo”,e il diverso metodo di autocoltivazione e di ricerca,più interiore,intuitivo e soggettivo.

Il xin ,“mente-cuore”, sede delle percezioni e dei sentimenti,è l'organo che controlla il corpo e le

sue funzioni.

Sul piano dottrinario,il neoconfucianesimo selezionò tra i Classici i “quattro libri”

(Lunyu,”Dialoghi”, Mengzi,”Mencio”,Daxue, “Grande Studio”, Zhongyong, “Giusto Mezzo”),che

dall'XI secolo divennero i testi più studiati,assieme all'Yijing (Classico dei Mutamenti) e allo Zhouli.

Il pensiero politico

Un contributo notevole agli sviluppi del pensiero politico derivò dalle polemiche fra gli esponenti dei

partiti avversi. Questi raggruppamenti si confrontarono sia sul piano teorico,ponendo l'accento ora

sui principi morali e le virtù,ora sulla priorità dell'utilità generale e del vantaggio per lo Stato; sia su

quello politico,cercando di porre in atto riforme di diverso segno e caratterizzate da un maggiore o

minore radicalismo; sia nei puri rapporti di potere.

Fra i “radicali”,Li Gou,pose alla base del suo programma un passo del classico confuciano

Zhouli,che suonava “arricchire lo Stato e rafforzare l'esercito”.

Questa tendenza era chiaramente utilitaristica,e sosteneva che i maggiori problemi del paese

sarebbero stati risolti se fosse stata data la priorità alle questioni economiche e finanziarie e a

quelle militari.

A questa tendenza si oppose quella capeggiata da Ouyang Xiu,che affermava la priorità assoluta

della trasformazione morale e dei costumi,rimproverando ai radicali il loro meccanismo e

utilitarismo.

Tale tendenza contrapponeva al Zhouli il Chunqiu (Annali delle Primavere ed Autunni).

Riguardo all'opera di Mencio,i radicali mettevano in rilievo l'attenzione del filosofo per il benessere

economico del popolo,mentre la corrente opposta poneva l'accento sull'importanza del concetto di

giustizia ,in luogo di quello di vantaggio.

Queste divergenze si riflettevano direttamente nella pratica,così come erano il frutto di diverse

esperienze e realtà geografiche.

La preminenza attribuita all'economia da parte dei radicali,in gran parte di origine

meridionale,rifletteva la loro maggiore dimestichezza con lo sviluppo commerciale e l'economia

monetaria.

Alla base della loro concezione c'era un ottimismo razionalistico di fondo: essi credevano

che,attraverso gli impulsi emanati dal centro,si potesse attuare una riforma che trasformasse la

società e l'economia.

Per i conservatori era invece importante il mantenimento dei vari ambiti di autonomia che

tradizionalmente la famiglia,il clan e le altre associazioni detenevano.

Le loro posizioni erano caratterizzate da un maggiore realismo: essi non avevano fiducia nelle

grandi riforme istituzionali ed economiche,calate dal centro,ma annettevano più importanza

all'azione particolare dei funzionari e al consenso di coloro che guidavano l'opinione pubblica

locale.

Religione di Stato e religione popolare

Lo sviluppo del neoconfucianesimo e i conflitti tra i vari stati sociali si ripercossero anche sul piano

religioso.

In epoca Song si sviluppò una controversia fra coloro che sostenevano la relazione fra

responsabilità dell'imperatore e calamità naturali,rifacendosi al concetto di mandato celeste, e

coloro che invece la negavano,separando razionalmente il mondo dei fenomeni naturali da quello

della politica.

In genere furono i grandi proprietari terrieri in favore della prima tesi,che permetteva loro di influire

sulla politica della corte in caso di calamità naturale,mentre furono i riformisti a sostenere la

seconda e a prevedere una serie di interventi statali sull'economia per prevenire tali disastri.

Alla fine prevalse la tradizionale concezione sacrale e naturalistica dell'imperatore.

Benché il confucianesimo avesse acquistato una posizione incontrastata rispetto alle altre

ideologie,il taoismo continuò ad essere largamente diffuso,non solo a livello popolare.

Venivano venerati sopratutto gli “otto immortali”,in genere personaggi storici dell'epoca

Tang,assunti a rappresentare le diverse condizioni di vita.

Alcuni sovrani Song favorirono il taoismo,tra cui Huizong: Laozi fu proclamato guida spirituale

dell'umanità,fu creato il culto dell'Imperatore di Giada,identificato poi con la suprema divinità

(Shangdi).

Da questa situazione trasse vantaggio la chiesa taoista che acquistò una importante influenza

politica durante i Song Settentrionali,ma con la loro caduta,i privilegi della chiesa taoista vennero

aboliti.

Il buddhismo fu favorito agli inizi della dinastia. Tutte le restrizioni dei periodi precedenti furono

abrogate.

Quando venne ufficializzata la vendita dei certificati per ottenere lo status di monaco buddhista,si

assistette alla diminuzione del numero dei religiosi e al loro decadimento culturale e morale.

Anche ciò contribuì alla decadenza del prestigio del buddhismo,nei cui confronti,durante il periodo

dei Song Meridionali,si ebbe un diffuso calo di interesse.Sopratutto nelle campagne,tuttavia,la

dottrina buddhista continuò ad avere un largo seguito,spesso sotto varie forme ereticali.

Altri movimenti ribelli si ispirarono,nel XII secolo al manicheismo.

A livello popolare,in epoca Song,rimase in vita il culto delle divinità locali.

La grande produzione letteraria,storiografica ed enciclopedica

Il nuovo movimento culturale produsse fra l'altro una ricca letteratura e una sofisticata storiografia.

La maggiore novità in campo letterario in questo periodo fu la diffusione della letteratura in lingua

parlata. Molte delle opere di narrativa (xiaoshuo) vanno sotto il nome di huaben,”canovacci”,che

originariamente indicavano quei testi imparati a memoria dai cantastorie sotto la guida del

maestro.

I temi trattati erano di carattere storico,avventuroso,religioso e fantastico.

Con la volgarizzazione della letteratura,lo stile divenne più semplice,e nella poesia il genere ci,dal

carattere prevalentemente lirico,venne sostituendosi alla “poesia codificata” e alla rigida quartina di

epoca Tang.

Il più grande poeta Song fu Su Dongpo,autore dell'opera di critica letteraria Canclang shihuo

(Conversazioni di Canglang),in cui si esaltava la spontaneità della creazione poetica,come risultato

della illuminazione chan.

Letterato poliedrico fu Ouyang Xiu,continuatore della scuola guwen di Han Yu,che elaborò una

articolata teoria sulla legittimità politica,in cui il diritto morale alla successione si combinava al

successo nella realizzazione dell'unità politica imperiale.

Lo storico Sima Guang fu autore dello Zizhi tongjian (Specchio generale per il governo)che,in

forma annalistica,affrontò il problema della continuità dinastica.

Il genere enciclopedico ebbe la sua epoca d'oro proprio durante la dinastia Song.

Di impostazione storica fu la nota enciclopedia Tongzhi,compilata nel XII secolo da Zheng

Qiao,che tratta fra l'altro di filologia,fonetica,geografia,botanica e archeologia.

Con la diffusione della stampa,fu possibile con relativa facilità la creazione di imponenti

biblioteche private.

Cominciarono così ad essere pubblicati numerosi cataloghi,e nacquero le Congshu (Collezioni).

Fra l'aneddotica,l'enciclopedia e le annotazioni personali si collocava il genere dei Biji

(Documenti),delle Suibi (Note Occasionali), e delle Bitan (Conversazioni),che raccoglievano

impressioni e notizie su esperienze,letture,aneddoti o pettegolezzi relativi alla vita di

contemporanei,nonché informazioni di carattere scientifico,tecnico,amministrativo e artistico.

Le arti,la scienza e la tecnica

Il periodo Song fu particolarmente vivace per il progresso scientifico oltre che per quello culturale.

Benché l'invenzione della xilografia risalgano all'epoca Tang,fu in epoca Song che la stampa

cominciò a diffondersi su larga scala.

Intorno al 1045 inoltre fu realizzata l'invenzione dei caratteri mobili,che avrebbe avuto una

funzione di enorme portata nella storia della civiltà mondiale.

Dell'invenzione fu autore Bi Sheng,che anzitutto fabbricava i tipi mobili di argilla,ognuno

corrispondente a un carattere; quindi dopo averli cotti,spalmava su una lastra di ferro un impasto

colloso,poi poggiava sulla lastra un telaio e disponeva i caratteri fino a riempirla; in seguito

scaldava l'impasto per ammorbidirlo e pressava i caratteri con una tavola. Successivamente

veniva spalmato l'inchiostro.

Nel XIII secolo in Corea furono fabbricati i tipi metallici in sostituzione di quelli in argilla.

Nell'epoca Song,numerosi furono gli studenti coreani e giapponesi che si recarono in Cina per

studiarvi medicina o altre scienze e tecniche.

Secondo le convinzioni dell'epoca,cinque erano gli organi fondamentali del corpo:

cuore,fegato,milza,polmoni e reni; essi erano messi in relazione ai cinque elementi (acqua,fuoco

legno,metallo,terra) e ai sette orifizi (qi qiao,cioè occhi,orecchie,narici e bocca).

Data la correlazione fra le varie parti del corpo,e fra queste e l'universo,lo squilibrio al loro interno,o

l'eccessivo accumulo di yin o yang in una di esse determinava conseguenze in altre parti.

Oltre a tali rilevanti intuizioni sulla interrelazione fra i vari organi e sull'influenza dello stato

psicologico sul fisico,si erano sviluppati alcuni sistemi terapeutici basati sull'agopuntura,la

moxa,l'erboristeria e le diete.

Nel 1076 fu fondata la Scuola medica centrale. L'elenco ufficiale delle medicine,periodicamente

revisionato,era pubblicato a cura dello Stato da un apposito ufficio centrale.

In matematica furono fatti notevoli progressi nel campo dell'algebra.Anche l'astronomia progredì.

I progressi scientifici e tecnologici ebbero effetti anche in campo agronomico,con l'aumento della

produttività,specie nel Sud,e l'estensione delle colture di cotone. Numerose furono le opere di

bonifica,di irrigazione e di controllo delle acque.

La produzione della porcellana raggiunse proprio con i Song il massimo splendore. Fra le più

famose porcellane monocrome vi erano quelle “ufficiali” (guan),prodotte dalle fornaci imperiali

situate nella capitale.

Nel campo delle arti figurative,la pittura Song,specie quella paesaggistica su seta,è rimasta in

Cina per secoli come il modello per eccellenza. Huizong,egli stesso pittore, fondò un accademia di

pittura.

Un'arte di non minore prestigio era la calligrafia,che si venne evolvendo rispetto al periodo

Tang,con il nuovo stile xingshu,libero,ma allo stesso tempo leggibile.

Miglioramenti furono apportati alle tecniche di filatura e tessitura e nuove macchine furono

introdotte.

In epoca Song, la bussola venne impiegata sicuramente nella navigazione.

Si è già accennato al primo impiego della polvere da sparo avvenuto in epoca Tang.

Sotto i Song,essa trovò un'utilizzazione sempre più ampia per la fabbricazione di armi da fuoco.

I progressi fatti in tale settore sono da collegarsi senza dubbio con l'esigenza dell'esercito

imperiale di tener testa alle formidabili cavallerie degli Stati “barbarici”. È probabile che venne

avviata una ricerca sistematica in questo campo,sotto gli auspici imperiali.Non ci si limitò a

fabbricare armi incendiarie,ma si cominciò a sfruttare la proprietà esplosiva e la forza propulsiva

della polvere da sparo.

Nel periodo Song si sviluppò anche l'interesse scientifico per la ricerca archeologica.

Un'altra scienza che ebbe grande sviluppo in epoca Song fu l'epigrafia.

GLI IMPERI “BARBARICI”

1.L'impero Liao (907-1125)

I rapporti con i “barbari” avevano costituito,sin dall'inizio dell'Impero,un grosso problema per i

Cinesi.

Essi,fin dalle relazioni fra Han e Xiongnu, riflettevano le contraddizioni fra popoli sedentari e popoli

nomadi ma anche un certo grado di complementarietà fra le due comunità ed economie.

La situazione si era fatta più complessa nel Medioevo,per la formazione,nel Nord, di regni

“barbarici” sempre più integrati. Qui i conquistatori avevano perso molte delle loro

caratteristiche,sinizzandosi progressivamente e creando un nuovo strato sociale

dominante,costituito da un'aristocrazia guerriera.

Questa tendenza continuò con l'emergere di popolazioni più o meno sinizzate che riuscirono a

impadronirsi di parti del territorio cinese,e sorsero così l'Impero Qidan dei Liao,l'Impero Jin dei

Nuzhen,e infine l'Impero Xi Xia.

Un'altra ondata di invasioni si ebbe invece per l'espansione di una confederazione di tribù nomadi

che avevano subito un'influenza cinese meno marcata,quella dei Mongoli. Tali popolazioni non si

limitavano a fare scorrerie,ma miravano alla conquista dell'Impero cinese per diventarne gli eredi.

Il termine Qidan indicava una confederazione di otto tribù,stanziate originariamente lungo il corso

superiore del fiume Liao. Tali tribù erano nomadi e dedite all'allevamento.

La potenza Qidan si affermò nel momento in cui Abaoji prese il potere,assumendo il titolo di Qan.

Egli procedette alla sinizzazione delle istituzioni politiche e sociali,e nel 916 si proclamò Augusto

Imperatore Celeste,Tianhuangdi. Attraverso un'efficiente organizzazione militare iniziò

l'espansione Qidan.

I Qidan riuscirono ad impossessarsi dell'area di Pechino (936) e a conquistare per breve tempo

Kaifeng.

Nel periodo di massima espansione,l'Impero si estendeva dal Mare del Giappone ai monti

Altai,arrivando a sud sino all'Hebei.

Nella seconda metà del X secolo,i Song tentarono inutilmente di annettere all'Impero le prefetture

di Pechino ma furono duramente sconfitti. Seguì un lungo confronto in cui né i Song né i Liao

riuscirono a prevalere,finché si giunse alla pace di Chanyuan (1005).

Le ostilità con i Song ripresero in occasione della ribellione dei Nuzhen contro la supremazia

Qidan.

Ma in breve i ribelli ebbero la meglio,e nel 1125 la potenza dei Liao fu travolta.

Alcune tribù Qidan fuggirono ad ovest,insediandosi infine nel Turkestan occidentale,dove

stabilirono il regno di Qara Qitai,dove avrebbero subito un progressivo processo di turchizzazione.

Il territorio dello Stato di Liao era suddiviso in cinque circuiti (dao),i cui capoluoghi erano anche le

capitali del regno. Ogni circuito era governato da un Reggente (liushou),proveniente dal clan

imperiale,due Grandi Consiglieri (zaixiang),un comandante militare e un responsabile fiscale.

Fra le cinque capitali emergeva quella superiore (shangjing),che era la sede del governo centrale.

A livello locale ogni circuito era diviso in prefetture (fu),sottoprefetture (Zhou) e prefetture

militari(jun),che a loro volta erano suddivise in distretti.

L'organizzazione dello Stato si basava praticamente sulla combinazione del tradizionale sistema

tribale,con il sistema Tang; il primo prevaleva nei territori più settentrionali,il secondo nel resto del

paese,con prevalente popolazione cinese.

Si parla infatti di amministrazione settentrionale (beimian) e amministrazione meridionale

(nanmian). Quest'ultima seguiva,almeno nella nomenclatura,il sistema Tang,con i Tre Duchi e i Tre

Precettori,il Censorato (yushitai),la Segreteria (zhongshusheng),la Cancelleria (menxiasheng),il

Consiglio degli Affari di Stato (shangshusheng) e i Sei Ministeri.

L'amministrazione settentrionale invece,si incentrava su un'organizzazione di tipo tribale e

militare,l'orda. Gli affari militari erano coordinati da un Consiglio Militare (shumiyuan),cui

corrispondeva nel Sud un organo dallo stesso nome,con competenze però esclusivamente civili.

Una parte della popolazione era organizzata in tribù,dedite alla pastorizia;un'altra

parte,sedentaria,era dedita all'agricoltura e al commercio.

Il nerbo dell'esercito era basato sull'organizzazione tribale,e l'unità militare era costituita dalla

divisione.

Gran parte della burocrazia civile era formata dall'aristocrazia Qidan,mentre il reclutamento dei

Cinesi avveniva prevalentemente attraverso le segnalazioni della classe dirigente.

I Qidan nonostante il processo di sinizzazione,mantennero la loro identità culturale: avevano una

propria lingua e una propria scrittura. I Qidan si dedicavano all'allevamento dei cavalli,ed era infatti

su questo monopolio che si fondava la loro supremazia militare.

2.L'Impero Xi Xia e l'Impero Jin

L'impero Xi Xia (1038-1227)

La tribù Dangxiang (o tangute), originarie dell'area del Qinghai,avevano mantenuto il controllo

sulla regione che corrispondeva all'attuale Shaanxi settentrionale e al Gansu sud-orientale per

tutto il periodo delle Cinque Dinastie.

I loro capi,con l'avvento dei Song,si allearono con questi ultimi (in funzione anti-Qidan e anti

-tibetana),riconoscendone la supremazia,e assunsero il cognome della famiglia imperiale

Song,Zhao.

La situazione tuttavia era destinata a mutare; nel 1038, Zhao Yuanhao,assunse il titolo imperiale e

proclamò la dinastia dei Da Xia,nota come Xi Xia o Xia Occidentali.

Yuanhao si alleò con i Qidan ed entrò in aperto conflitto con i Song.

Dopo una serie di scontri,si giunse alla pace del 1044,in seguito alla quale i Song si impegnavano

a pagare un tributo,mentre i Xi Xia si riconoscevano loro vassalli.

Tuttavia i Tanguti si trovarono a dover affrontare i loro ex alleati,i Qidan,dei quali alla fine dovettero

riconoscere la supremazia.

L'avvento della potenza Nuzhen (l'Impero Jin) interruppe i rapporti fra Song e Xia,e ridimensionò il

ruolo e l'importanza di quest'ultimo regno;l'Impero Jin si sostituì inoltre a quello Liao,come potenza

egemone sui Tanguti.

Il tentativo di sottrarsi alla dominazione dei Mongoli attraverso una nuova alleanza con l'Impero

Jin avrebbe però provocato la loro dura reazione e la fine dell'Impero (1227).

L'impero Xi Xia si estendeva dall'Ordos al Gansu, e dallo Shaanxi settentrionale ai confini della

Mongolia occidentale. La popolazione era eterogenea e comprendeva Tanguti,Tibetani,Uiguri e

Cinesi: allevatori nomadi ed agricoltori,carovanieri e pastori semisedentari.

Il commercio svolgeva un ruolo fondamentale nell'economia;la ricchezza del paese derivava infatti

dal controllo delle vie di comunicazione fra la Cina propriamente detta e l'Occidente.

I Xi Xia avevano una propria scrittura,modellata su quella cinese.

A livello istituzionale fu notevole l'influenza dei Tang.

L'Impero Jin (1115-1234)

Nuzhen era il nome di alcune tribù nomadi stanziate nel bacino del fiume Sungari e lungo il corso

medio e inferiore dello Heilongjiang (Amur).

Dopo essere state vassalle dei Liao,esse,con Aguda,si diedero una nuova organizzazione di tipo

militare.

Lo stesso Aguda si proclamò imperatore nel 1115,assumendo il nome dinastico di Jin.

La dinastia Liao venne ben presto travolta,nel 1125 l'imperatore Liao venne catturato dall'esercito

Jin.

I Jin non si limitarono tuttavia alla conquista del territorio dei Qidan,ma,spinsero la loro offensiva

verso sud,giungendo finalmente all'occupazione di Kaifeng.

Proseguiti gli attacchi in territorio cinese,conquistarono tutta la Cina settentrionale.

La pace fu stipulata soltanto nel 1142: i Song si dichiararono vassalli dell'Impero Jin e furono

costretti a pagare un oneroso tributo annuale in argento e seta.

Il trasferimento della capitale principale a Yanjing (Pechino) nel 1153 contribuì al processo di

sinizzazione della nobiltà Nuzhen.

L'Impero Jin era molto più vasto e popolato di quello Liao.

La popolazione venne divisa in due gruppi: le famiglie Nuzhen (zhenghu),e “tutte le altre” (zahu).

I zhenghu,oltre a godere di una serie di privilegi,erano esentati dalla maggioranza delle imposte,ed

il loro principale impegno verso lo Stato era costituito dal servizio militare.

Gran parte delle imposte e delle corvées gravavano invece sugli zahu.

Le entrate statali derivavano dalle rendite delle terre demaniali,dalla imposta fondiaria,da quelle

sulle abitazioni,sui giardini e sul bestiame,e sul commercio.

L'imposizione agraria si basava sul sistema della “doppia imposta”: quella estiva e quella

autunnale. Il sale,le miniere,gli alcolici e il tè erano sottoposti a un regime di monopolio.

Le regioni (lu) erano governate da un Comandante Generale (zongguangfu) o da un Reggente

(liushou),e nel capoluogo avevano la sede gli uffici fiscali,penali o di vigilanza,militari.

Cinque capoluoghi di regioni corrispondevano alle cinque capitali Jin.

Al di sotto delle regioni,vi erano le prefetture e i distretti.

L'organizzazione del governo centrale conservava le cariche onorifiche dei Tre Precettori e dei

Tre Duchi,il Censorato (yushitai),l'Accademia Hanlin,le Direzioni,le Corti,l'Ufficio di

Rimostranza e la Commissione Finanziaria.

Il Consiglio Militare (shumiyuan) fu preposto all'amministrazione degli affari militari,e il Comando

Supremo (duyuanshuaifu)alle attività operative.

La Segreteria (zhongshusheng) e la Cancelleria (menxiansheng) non ebbero alcun rilievo e

furono abolite,mentre rimase il Consiglio degli Affari di Stato (shangshusheng) a capo dei Sei

Ministeri.

I Jin istituirono,sul modello Song,gli esami per il reclutamento dei funzionari.

Nonostante l'invenzione di due sistemi di scrittura,la lingua Nuzhen conobbe un rapido declino nei

territori della Cina Settentrionale,rimanendo viva soltanto fra le popolazioni rimaste all'interno della

Manciuria.

Come negli altri Stati sino-barbarici,venne favorito il buddhismo. Fra gli intellettuali cinesi,era

tuttavia coltivato il neoconfucianesimo.

I privilegi dei Nuzhen,e sopratutto il fenomeno dell'espropriazione delle terre appartenenti ai

Cinesi,provocarono un grave scontento fra la popolazione.

Si formò infatti una specie di fronte unito di proprietari e contadini cinesi contro i Nuzhen,che

esplose in numerose rivolte. Queste insurrezioni indebolirono lo Stato,la cui solidità era poi scossa

dalle periodiche tensioni che esplodevano all'interno della stessa aristocrazia dominante.

In seguito agli attacchi mongoli,nel 1214 l'Impero Jin era costretto a trasferire la capitale da

Pechino a Kaifeng,e veniva ridotto alla condizione di uno Stato cuscinetto.

Ma anche questa situazione si rilevò provvisoria,perché una ventina di anni dopo l'Impero Jin

venne spazzato via dall'alleanza Song-mongola (1234).

3.La dinastia Yuan

L'Impero mongolo

La potenza mongola ebbe inizio dall'opera di unificazione e di accentramento realizzata da

Temujin all'interno delle tribù nomadi Shatuo e tatare stanziate fra i fiumi Onon e Herlun.

Proclamato capo dei Mongoli col titolo di Gengis Qan (Sovrano Universale) dall'assemblea dei

nobili del 1206,Temujin si diede ad organizzare la loro struttura politica e militare.

Attraverso una serie di fulminee campagne militari,egli creò le basi dell'immenso Impero

mongolo,conquistando la Cina settentrionale,ad oriente,e spingendosi ad occidente sino in Ucraina

e Polonia. Questo Impero fu ulteriormente esteso dai successori di Gengis Qan in Russia,Medio

Oriente,Asia Centrale,Cina e Corea.

Dal 1211,Gengis Qan iniziò gli attacchi all'Impero Jin,occupando la Manciuria e la regione di

Pechino- quindi attaccò Xi Xia che nel frattempo si era alleato coi Jin. Nel corso di questa

campagna,Gengis Qan rimase ucciso,ma in breve Xi Xia venne conquistato.

Nel 1229 venne eletto come successore per il Gran Qanato,Ogodai. Questi e i suoi successori

Guyuk,Mongka e Qubilay completarono l'opera iniziata da Gengis Qan per soggiogare tutta la

Cina.

Nel 1234 fu definitivamente liquidato l'Impero Jin.

L'Impero mongolo si estese territorialmente,ma sopratutto si arricchì del contributo di numerosi

amministratori Nuzhen e Qidan. Questi,assieme ai Cinesi passati dalla parte dei Mongoli,furono di

vitale importanza per la gestione del potere nei territori della Cina propria.

Contrariamente ai Qidan e ai Nuzhen,i Mongoli avevano subito solo una sinizzazione solo

superficiale: il loro modo di vita era ancora fortemente legato al nomadismo e all'economia

pastorale. Ora,se essi avessero voluto stabilirsi durevolmente in quei nuovi territori,avrebbero

dovuto adattarsi a quella civiltà più articolata e complessa.

Fu Yelu Chucai l'ispiratore della nuova politica mongola. Ex funzionario Jin,passato poi al

servizio dei Mongoli,convinse il Qan Ogodai ad ammorbidire la politica dei dominatori.

Furono così introdotte una serie di riforme tendenti a riportare un certo ordine nella società,nelle

finanze e nell'amministrazione,e vennero introdotte alcune istituzioni di origine cinese.

Fu stabilito un sistema fiscale regolare,con la tassa fondiaria,l'imposta personale di capitazione,e

furono reintrodotti i monopoli statali sul sale,l'aceto,il vino e i metalli. I monaci furono esentati dalle

imposte e dalle corvées,mentre i mercanti vennero tassati in base al volume degli affari. Fu

reintrodotto il sistema della cartamoneta.

Venne istituita una rete di comunicazione attraverso le stazioni di cambio dei cavalli,e creati i

granai pubblici. Furono infine istituiti la Segreteria Imperiale,zhongshusheng,e uffici per la

traduzione in mongolo dei Classici confuciani e delle storie dinastiche. Tuttavia una parte delle

riforme di Yelu Chucai venne presto abrogata in seguito alla reazione mongola al processo di

sinizzazione in corso.

Con Mongka,i Mongoli conquistarono il regno meridionale di Nanzhao nello Yunnan e

minacciarono direttamente i Song Meridionali conquistando il Sichuan. Ma, in seguito alla morte di

Mongka,le truppe si ritirarono.

La sospensione delle ostilità dipendeva dal fatto che il fratello minore di Mongka,Qubilay,era

tornato in Mongolia per presentare la propria candidatura alla successione del Gran Qanato.

Le lotte per la successione costituivano uno dei momenti delicati nella vita dell'Impero mongolo,e

la situazione rimase confusa per alcuni anni.Questi fatti ritardarono la conquista di tutta la Cina.

Inizialmente,Qubilay tentò una politica di buon vicinato con i Song,che venne tuttavia respinta da

questi ultimi. Le ostilità quindi ripresero,e in pochi anni le truppe mongole avanzarono in territorio

Song.

Nel 1276 la capitale Hangzhou fu conquistata,e vennero fatti molti prigionieri a corte.

Alcuni generali e funzionari rimasti leali ai Song tentarono una resistenza,finché non furono

definitivamente sconfitti nel 1279.

La dinastia Yuan (1271-1368)

Era la prima volta che dei “barbari” erano riusciti a conquistare tutto il territorio cinese.

Il loro vantaggio derivava sopratutto dalla superiorità dell'organizzazione militare e della tecnica

bellica.

Il momento fu poi favorevole per Qubilay in seguito allo scoppio di gravi conflitti interni in seno

all'Impero Song. In effetti,la resistenza cinese era stata molto limitata,e non soltanto il popolo

comune,ma a anche gran parte della gentry avevano assunto una posizione passiva.

La gentry fu compensata dalla perdita del potere politico con il riconoscimento del mantenimento

della proprietà terriera e anzi,una parte di essa passò a servire la nuova dinastia. Solo un certo

numero di letterati si ritirò dalla vita pubblica,rinunciando ad ogni impegno ufficiale.

Artefice di una politica di compromesso nei confronti della gentry fu Liu Bingzhong,prosecutore

dei programmi di Yelu Chucai.

Riprendendo la celebre formula secondo cui a cavallo si poteva conquistare un Impero ma non

governarlo,ricordava ai Mongoli le particolari esigenze connesse col governo della complessa

realtà cinese. Le riforme auspicata da Liu cominciarono ad essere messe in pratica prima

dell'ascesa al potere di Qubilay e della conquista del territorio cinese. Qubilay diede impulso alla

sua politica,e si rese conto della necessità di seguire il più possibile il modello cinese.

Quando ascese al trono,alla maniera cinese,proclamò il nianhao,il motto di governo;nel 1267

incaricò Liu Bingzhong della costruzione della nuova capitale,Qanbaliq o Dadu (Pechino).

Pur riconoscendosi erede e continuatore della politica imperiale mongola,egli cominciò a sentirsi

difensore della civiltà e dello Stato cinese.

Per ragioni strategiche,oltre che climatiche,accanto alla capitale in territorio cinese,pose la

residenza estiva a Shangdu,nella Mongolia Interna.

Inoltre fondò l'Accademia Storica,Hanlin guoshiyuan,a cui commissionò,alla maniera cinese,la

redazione della storia ufficiale dei Liao e dei Jin.

Nel 1271,Qubilay assunse per l'Impero il nome dinastico cinese di Yuan “origine”,tratto dallo

Yijing.

Restò invece peculiare dell'ordinamento multietnico mongolo la pluralità del sistema giuridico in

base alle diverse categorie in cui era divisa la popolazione.

Qubilay,oltre ad annettere lo stato Song,allestì numerose spedizioni contro altri paesi

asiatici,tuttavia i risultati furono relativamente scarsi ed effimeri.

Due furono le spedizioni contro il Giappone,nel 1274 e nel 1281,ma entrambe fallirono

miseramente.

A causa sopratutto delle condizioni climatiche,si dimostrò difficile per i Mongoli intervenire

militarmente nel Sud-Est asiatico e impossibile stabilirvi un dominio stabile.

Dopo la morte di Qubilay,iniziò il declino dell'Impero.

Fra le cause,sono da ricordare le lotte che opponevano i principi mongoli,assertori del tradizionale

modo di vivere nomade e delle antiche consuetudini,a quelli che,avendo subito una certa

sinizzazione,erano propensi ad adattarsi al nuovo contesto.

Nonostante la lungimiranza della politica di Qubilay,alla lunga la politica di sfruttamento e di

impoverimento della popolazione cinese aveva creato sempre maggiori ostilità.

Il grosso punto debole dell'amministrazione Yuan fu l'agricoltura.

I Mongoli,non soltanto non si preoccuparono di migliorare le condizioni dei contadini,ma ne

abbassarono il livello di vita e ne urtarono la suscettibilità.

La magnificenza della capitale e della rete di trasporti erano il frutto di pesanti corvées. Ma mentre

la ricca gentry aveva potuto evitarle pagando una somma in sostituzione,centinaia di migliaia di

contadini medi e poveri avevano dovuto abbandonare i loro campi per dedicarsi alla costruzione

dei grandi palazzi o delle varie infrastrutture statali. Inoltre,sui contadini ora veniva a gravare,oltre

alla classe dei grandi proprietari fondiari,il mantenimento dei nuovi dominatori.

Contribuirono poi alla crescita dell'insofferenza contro il governo mongolo l'uso di affidare la

riscossione delle tasse ad esattori e appaltatori privati di origine persiana e centroasiatica.

Inoltre l'esportazione di ricchezza dalla Cina all'estero fu una delle principali cause di

impoverimento del paese e di svalutazione della moneta. L'aumento dei prezzi si venne ad

aggravare a causa della speculazione dei grossi mercanti stranieri

Come conseguenza di tutto ciò,dall'inizio del XIV secolo scoppiarono numerose rivolte popolari.

Di particolare ampiezza furono quelle che si verificarono in seguito a grosse calamità naturali.

Un ruolo fondamentale in tutte queste rivolte fu svolto dalle società segrete.

Queste fornivano ad esse l'ispirazione,l'organizzazione e lo strato dirigente. Alcune sollevazioni si

proponevano il ritorno della dinastia Song,ma prevalente fu l'ispirazione religiosa. Diffusa

specialmente fra i contadini poveri era la setta del Loto Bianco,bailian,i cui adepti veneravano il

Buddha Amitabha.

Ad essa si ispirò fra l'altro la rivolta dei Turbanti Rossi,hongjin,scoppiata fra il 1351 e il 1366

nell'attuale provincia dello Anhui. A contatto con la setta del Loto Bianco e con gli stessi Turbanti

Rossi doveva essere stato lo stesso Zhu Yuanzhang,il futuro fondatore della dinastia Ming.

Sempre di ispirazione buddista erano la setta segreta della Nuvola Bianca,baiyun,e sopratutto i

movimenti millenaristi e messianici che attendevano la venuta del Maitreya.

Una differenza fondamentale è stata rilevata fra le rivolte della prima metà e quelle della seconda

metà del XIV secolo.

Le prime poterono essere sedate facilmente,in quanto alla loro guida vi erano in genere

rappresentanti degli strati sociali più umili.Tali rivolte si volgevano indistintamente contro le classi

agiate ma la loro maggiore debolezza consisteva nel fatto che la gentry non era dalla loro parte.

Diverso fu il caso delle rivolte successive. Il ripristino e la maggiore severità nell'applicazione di

alcune discriminazioni contro i Cinesi contribuirono ad alienare il sostegno della gentry al governo.

Essa si trovò sempre più coinvolta nelle rivolte man mano che queste controllavano vasti territori.

Di fronte all'avanzare dei ribelli i Mongoli preferirono ritirarsi,e le armate di Zhu Yuanzhang

poterono entrare a Pechino quasi senza colpo ferire. L'imperatore con la sua corte era fuggito più

a nord,e da qui era poi riparato definitivamente in Mongolia.

4.Società,Stato,economia sotto i Mongoli

Con la conquista di tutta la Cina,i Mongoli si resero conto di essere una minoranza,nonostante

tutta la loro superiorità militare. Per mantenere il loro dominio,elaborarono perciò una legislazione

nazionale plurima,distinguendo se stessi dalle altre etnie.

L'intera popolazione era suddivisa in quattro categorie fondamentali:

1. I Mongoli costituivano la classe dirigente privilegiata,benché al loro interno esistesse una

netta separazione fra l'aristocrazia militare e il resto della popolazione.

2. I semuren erano una categoria speciale,che comprendeva trentuno etnie diverse,alleate

dei Mongoli e provenienti dall'Asia Centrale e Occidentale. Essi svolgevano un'azione

ausiliaria importante,come amministratori alle dipendenze dell'aristocrazia mongola

e,sopratutto in campo finanziario,come esattori fiscali. Godevano di privilegi,ma più che

all'attività militare,si dedicavano a quella mercantile e bancaria,spesso organizzati in

associazioni di tipo finanziario. Divennero perciò invisi alla popolazione locale,anche perché

essi monopolizzavano il credito e praticavano l'usura.

3. Gli hanren comprendevano tutti gli abitanti della Cina settentrionale,esclusi naturalmente i

membri delle due precedenti categorie.

4. All'ultimo posto,infine,venivano i nuovi sudditi,xin furen,cioè i manzu,o barbari del Sud,o

nanren,i meridionali,che corrispondevano agli abitanti dell'impero Song prima della

conquista mongola. Essi non soltanto furono discriminati nell'accesso alle cariche

pubbliche,ma sostenevano il maggiore carico finanziario dell'Impero.

Le cariche più importanti erano appannaggio de Mongoli,ed erano ereditarie.

Il ceto della gentry continuò comunque ad essere in larga misura escluso dal potere politico ed

amministrativo,anche se gli fu consentito di mantenere la sua posizione economica.

Il ceto che si trovò avvantaggiato fu quello mercantile,e ,al suo interno,furono sopratutto i mercanti

appartenenti alla categoria semuren a svolgere un ruolo dominante.

Gli artigiani,divisi fra quelli delle manifatture statali e quelli privati,erano obbligatoriamente iscritti

in appositi registri e la loro professione era ereditaria.

All'ultimo gradino della scala sociale si trovavano gli schiavi. Questi erano discendenti di coloro

che erano stati fatti prigionieri durante le prime campagne della conquista mongola.

Oltre ai Mongoli e ai semuren,godevano di privilegi fiscali e di uno status speciale anche i

monaci,in particolare il clero buddhista.

Le differenze di trattamento giuridico si riflettevano naturalmente anche in campo penale. La

gravità del reato dipendeva dalla posizione del reo e del danneggiato.

L'organizzazione dello Stato

Gli Yuan ricalcarono molte istituzioni imperiali Tang e Song.

Tuttavia,il carattere multinazionale dell'Impero,l'esigenza di mantenere la supremazia della

minoranza mongola e il peso delle tradizioni mongole influenzarono la struttura dello Stato.

Inoltre la pluralità delle etnie dell'Impero si rifletteva anche in campo giuridico,col sistema della

“personalità del diritto” portando ogni gruppo etnico a seguire un proprio ordinamento giuridico;

per quanto riguarda il funzionamento della macchina dello Stato,i Mongoli adottarono invece un

nuovo sistema che permettesse l'impiego di funzionari anche cinesi,ma che assicurasse nel

contempo il controllo del loro operato,attraverso la presenza di supervisori mongoli,i cosiddetti

daluhuachi.

Le lingue ufficiali erano sia il mongolo sia il cinese. Ma,data la presenza di numerosi funzionari di

diversa origine etnica,nei pubblici uffici venivano parlate altre lingue.

La legge era codificata solo parzialmente e vennero pubblicate raccolte di sentenze e repertori di

giurisprudenza.

L'organizzazione centrale dello Stato faceva capo alla Segreteria (zhongshusheng),al Consiglio

Militare (shumiyuan) e al Censorato (yushitai),che però finirono con l'assumere funzioni differenti

da quelle avute durante le precedenti dinastie.

La Segreteria aveva a capo un Presidente (zhongshuling),ma tale carica era di fatto riservata al

Principe Ereditario,per cui le funzioni di direzione erano effettivamente svolte dai suoi

aiutanti,denominati Grandi Consiglieri (zaixiang). Accanto alla Segreteria venne istituito il

Consiglio degli Affari di Stato (shangshusheng).

Variò anche il numero dei Ministeri.

La Segreteria,oltre ad assommare in sé le funzioni politiche e finanziarie,svolgeva anche compiti

amministrativi in campo militare. Da essi dipendevano inoltre una serie di Uffici Distaccati

(xingsheng) che rappresentavano il governo centrale a livello locale,ed erano diretti da Governatori

da esso nominati.

Tali uffici furono in tutto dieci o undici,a seconda del periodo.

Dai xingsheng dipendevano una serie di uffici che rientravano nella loro giurisdizione territoriale:gli

Ispettorati sulle scuole,sul commercio,sui trasporti e sul sale. Pur essendo formalmente

subordinati non solo alla Segreteria,ma anche agli Uffici Distaccati del Consiglio Militare e ai due

Uffici Distaccati del Censorato,i xingsheng finirono di fatto col divenire centri di potere autonomo

rispetto al potere centrale.

Il Censorato (yushitai) divenne prevalentemente uno strumento per il controllo dei funzionari

locali,attraverso i suoi Uffici Distaccati.

Al Consiglio Militare (shumiyuan) era demandata la supervisione delle forze armate,e dei vari

comandi e commissioni militari. Da esso dipendeva anche la Guardia del Corpo Imperiale.

Sotto il profilo militare,oltre alle truppe metropolitane vi erano quelle locali,e il territorio cinese era

diviso in sei regioni. Per mantenere la distinzione fra i vari gruppi etnici e l'autosufficienza

dell'esercito,i Mongoli ricorsero alla iscrizione in registri appositi delle famiglie dei militari,ufficiali e

soldati,e all'istituzione di colonie militari (tuntian).

Anomala rispetto al precedente sistema Song,era la pratica mongola di perpetuare un'aristocrazia

militare ereditaria non soggetta ad alcuna preventiva opera di selezione.

Sempre nella capitale,furono istituiti numerosi uffici centrali,quali quelli per i rifornimenti alla

corte,le Accademie Hanlin,l'Accademia della Sala della Letteratura,le due Direzioni

Astronomiche,la Sovrintendenza per l'Agricoltura,l'Ufficio di Trasmissione.

Le suddivisioni amministrative in vigore sotto gli Yuan erano le regioni (lu),le prefetture superiori

(fu),le prefetture (zhou) e i distretti (xian).

Al di sotto degli Uffici Distaccati e al di sopra delle regioni,infine,esistevano degli Uffici di Circuito

(dao),con prevalenti funzioni militari e di sorveglianza. Al di sotto dei distretti,i Mongoli mantennero

le tradizionali forme di responsabilità collettiva e di cooperazione.

Il sistema degli esami fu introdotto solo tardivamente,per cui il reclutamento dei funzionari avveniva

comunemente attraverso le segnalazioni e le presentazioni ufficiali,e mediante il sistema del

“privilegio ombra”.

Il sistema economico e finanziario

L'agricoltura rimase la base economica dell'Impero,il cui centro produttivo era ancora il Sud-Est

della Cina. Su di esso gravava il mantenimento di gran parte dell'apparato statale.La tradizionale

attenzione del governo verso l'agricoltura fu minore durante la dominazione mongola e ciò

contribuì alla sua decadenza.

Il settore economico che ebbe il maggiore sviluppo fu quello del commercio,specialmente dopo la

riunificazione di tutta la Cina (1279). La sua prosperità fu favorita,oltre che dalla maggiore libertà di

cui godettero i mercanti rispetto alle dinastie precedenti,dalla politica di promozione dei trasporti e

delle comunicazioni degli Yuan e dalla Pax Mongolica.

Le comunicazioni ufficiali erano assicurate da una efficientissima rete di stazioni terrestri e fluviali e

di corrieri postali.

Il commercio marittimo fra la Cina e i porti del Sud-Est asiatico e dell'Oceano Indiano rimase sotto

il controllo governativo. Ciò non fu tuttavia di impedimento alla sua espansione.

Lo stesso avvenne con i traffici carovanieri verso l'Asia Centrale e l'Occidente. La Cina esportava

sopratutto seta,e importava gioielli,profumi,spezie. Tuttavia,dato che i traffici internazionali erano

controllati da mercanti stranieri,i maggiori utili e l'argento venivano per lo più dirottati nelle regioni

dell'Asia Occidentale.

Dopo la conquista di tutta la Cina,il sistema fiscale Yuan si adattò a quello precedentemente in

vigore nel paese.

Le imposte agrarie erano principalmente in natura; a queste si aggiungeva il testatico in danaro,le

corvées per i lavori pubblici ,turni di servizio presso gli uffici o presso le manifatture statali.

Esistevano però differenze nel regime fiscale fra le aree rurali del Nord e quelle del Sud.

Nel Settentrione,il contadino era soggetto al testatico,all'imposta terriera,alle corvées e a tributi

vari.

Nelle regioni meridionali,rimase fondamentalmente in vigore il sistema fiscale di epoca Song.

L'imposta d'estate e quella d'autunno erano commisurate alla superficie della terra e alla classe

fiscale della famiglia.

I mercanti erano soggetti alle tasse sul commercio. Beneficiavano dell'esenzione totale delle

imposte i Mongoli,e di una esenzione parziale i semuren e il clero delle diverse religioni. Tali

esenzioni aggravavano naturalmente la pressione fiscale sui piccoli contadini.

Nonostante le consistenti entrate fiscali dalle terre e dal commercio,le notevoli spese per la corte e

per il mantenimento delle guarnigioni militari in tutto l'Impero crearono dei problemi finanziari verso

la fine della dinastia,contribuendo all'inflazione monetaria.

I Mongoli realizzarono un sistema monetario di tipo cartaceo con corso legale su tutto il

territorio. L'adozione della cartamoneta facilitò gli scambi commerciali,venendo quindi incontro alle

esigenze della classe mercantile.

Il cosmopolitismo della Cina Yuan: scambi intercontinentali,scienza e cultura

Il venir meno dell'unità del grande Impero mongolo negli ultimi decenni del XIII secolo non portò

alla fine della cosiddetta Pax mongolica.

Gli scambi furono facilitati dal carattere multinazionale dell'amministrazione mongola,che impiegò

uomini delle varie popolazioni sottomesse,ma anche mercanti stranieri.

Un altro fattore determinante fu il grande sviluppo economico e commerciale che iniziava proprio

allora in Europa.

Infine,obiettivi diplomatici,strategici e religiosi,spinsero alcuni paesi europei a inviare in Asia

missionari e legati nella speranza di convertire i Mongoli,o almeno di giungere a un'alleanza con

essi in funzione anti-musulmana.

Alla fine del XIII secolo,su iniziativa del papa Nicolò IV,partiva il francescano Giovanni da

Montecorvino,che nel 1307 veniva nominato arcivescovo a Pechino,dove rimase fino alla morte.

Le relazioni stese in occasione di alcuni di questi viaggi inaugurarono un nuovo capitolo nella

storia della letteratura cosmografica e geoetnografica.

Un posto importante fra i resoconti di viaggio di questo periodo è occupato dalle memorie di Marco

Polo,tramandate con il titolo Il Milione. Il mercante veneziano Marco Polo partì per la Cina nel

1271,e vi rimase per oltre due decenni,svolgendo alcune mansioni ufficiali per incarico delle

autorità mongole.

Da queste pagine ci appare la grande superiorità dell'Impero cinese,con la sua raffinatezza

culturale,l'enorme sviluppo urbano,l'efficienza delle istituzioni e la mobilitazione di immense forze

economiche,di fronte a un'Europa ancora divisa in tanti staterelli feudali.

Questi viaggi tuttavia lasciarono scarse tracce in Cina,sia perché le missioni e i mercanti ebbero

rapporti prevalentemente con non Cinesi,sia perché prevalse successivamente la concezione

sinocentrica.

Notevoli furono le influenze in Occidente delle scoperte tecniche e scientifiche realizzate in Cina.

Fu in questo periodo,infatti,che si diffusero in Europa la carriola,le armi da fuoco,la carta,e nuove

tecniche nel campo dell'ingegneria idraulica e della metallurgia.

Ma anche in Cina la scienza e la tecnica si avvantaggiarono di questo intenso flusso di scambi.

L'introduzione della cultura persiana e araba portò con sé notevoli progressi nel campo

dell'astronomia,del calendario,della matematica,delle scienze mediche e farmacologiche.

A Pechino fu istituito per la prima volta un Osservatorio Musulmano,un Ufficio Medico Musulmano

e un'Accademia Farmacologica Musulmana,e la loro influenza continuò nella dinastia Ming.

Durante il periodo della dominazione mongola,le scienze,le tecniche e la produzione in genere

conobbero un ulteriore sviluppo,favorito dal governo,che invitò scienziati,tecnici,artigiani

specializzati e architetti da vari paesi.

Durante la dinastia Yuan,progredirono ancora l'industria mineraria,metallurgica e tessile,nonché la

produzione della porcellana e della carta. Si diffuse ulteriormente l'uso della stampa,della armi da

fuoco e della bussola. Con il progresso del commercio e dei viaggi,e con la massiccia emigrazione

di Cinesi nel Sud-Est asiatico,si estesero le conoscenze sui paesi limitrofi.

Anche la cartografia raggiunse livelli molto elevati,grazie anche alla grande quantità di materiali

messagli a disposizione dalle autorità mongole e ai contatti con cartografi persiani e arabi.

In campo filosofico,il confucianesimo,nella interpretazione neoconfuciana dell'epoca

Song,benché destasse scarso interesse a corte e fra la nobiltà mongola,continuò ad essere

l'ideologia fondamentale dei letterati cinesi.

Ben più favorevole era l'atteggiamento mongolo verso le chiese e le religioni,nei cui confronti i

dominatori si dimostrarono estremamente tolleranti. Sotto Gengis Qan fu favorita la chiesa taoista.

Ma,dopo la penetrazione mongola nel Tibet,dalla metà del XIII secolo,fu il buddhismo lamaista ad

esercitare una preponderante influenza,grazie anche ai suoi aspetti magico-religiosi. Dal

1260,furono lama tibetani ad esercitare la supervisione sulle comunità buddhiste nonché su tutte le

altre organizzazioni religiose dell'Impero.

Le grandi religioni provenienti dall'Asia Occidentale (cristianesimo nestoriano,islamismo ed

ebraismo) furono avvantaggiate dalle condizioni di generale tolleranza. Il clero nestoriano,come i

monaci buddhisti e taoisti,e i mullah musulmani,godeva fra l'altro dell'esenzione fiscale.

Le limitazioni all'accesso dei Cinesi alle cariche pubbliche e la fine del mecenatismo di corte che

aveva caratterizzato l'epoca Song,determinarono una netta separazione fra la cultura e la

carriera politica,con conseguenze notevoli sulla prima: agli scrittori sovente non rimase che

dedicarsi ai generi letterari ufficialmente disprezzati,i testi teatrali e la narrativa,che però

riscuotevano grande successo.

Grazie alla rielaborazione dei canovacci nacquero delle opere originali,dallo stile piano ma colto e

raffinato.

Molte di queste opere avrebbero influenzato la narrativa del successivo periodo Ming.

Di conseguenza,da un lato si venne affermando un tipo di letteratura raffinato ed ermetico,ristretto

a limitati circoli letterari. Dall'altro lato ebbe particolare sviluppo la letteratura popolare in lingua

volgare e dialettale.

Il filone drammatico ebbe un salto di qualità in seguito al miglioramento dell'istruzione degli attori e

all'inserimento di letterati nel settore.

Il teatro divenne talmente popolare da coinvolgere persone di ogni ceto.

Nel Nord ebbero particolare diffusione le ballate sanqu,che combinavano melodie delle popolazioni

settentrionali con forme poetiche shi e ci. Ad esse si aggiunge poi un nuovo genere più

propriamente drammatico,lo zaju. Si suole distinguere uno stile settentrionale,prevalentemente di

carattere epico,e uno meridionale,più sentimentale.

Questo genere non era considerato degno dei letterati e conteneva spesso critiche alla situazione

politica e sociale del tempo. Alcuni di questi drammi sono giunti sulle scene europee,lo Zhaoshi

guer (L'orfano del clan Zhao),che nella traduzione del gesuita Prémare,servì poi di intreccio alla

tragedia L'orphelin de Chine di Voltaire e alla Turandot di Gozzi. Gli argomenti di questi drammi

potevano essere di tipo amoroso,familiare,poliziesco o leggendario;alcune opere traevano

ispirazione dal sentimento religioso.

Agli Yuan va inoltre ascritto il merito di un poderoso lavoro storiografico che portò alla

pubblicazione delle storie ufficiali delle dinastie Liao,Jin e Song.

Nelle arti figurative,fatta eccezione per la pittura,la scultura e l'architettura di ispirazione

buddhista,di influenza tibetane e nepalese,si ebbe generalmente un ritorno alla tradizione

accademica Song.

È di questo periodo il grande sviluppo della lavorazione dei tappeti e della tecnica dei cloisonné.

LA DINASTIA MING

1.Fondazione,apogeo e decadenza dell'ultima dinastia “nazionale”

Gli ultimi decenni della dinastia Yuan furono contrassegnati da una inflazione galoppante e da una

crescente tensione nelle campagne che l'organizzazione amministrativa e militare mongola non

era più in grado di controllare.

Chi seppe trarre frutto da questa situazione e fu in grado di trasformare la sua sommossa in un

movimento ben organizzato e di largo respiro,fu Zhu Yuanzhang.

Egli entrò al servizio di Guo Zixing,uno dei numerosi capi ribelli dell'Anhui legati alla setta del Loto

Bianco e facenti parte dell'organizzazione dei Turbanti Rossi.

Zhu Yuanzhang ebbe l'accortezza di circondarsi di consiglieri capaci e colti,alcuni dei quali erano

membri della gentry. Grazie al loro appoggio,egli poté ben presto acquistare una posizione

preminente nella direzione della rivolta. A ciò contribuì anche il suo comportamento nei confronti

della popolazione civile,rifuggendo egli dall'uso della violenza indiscriminata.

Alla morte di Guo Xing,acquistò il controllo di fatto dell'Anhui.

Nel 1356,conquistata Jiqing (Nanchino,a cui diede il nome di Yingtian),si fece nominare

governatore del Jiangnan dall'effimero “governo imperiale Song”,che i Turbanti Rossi avevano

costituito a Bozhou.

Nel 1361 Zhu Yuanzhang assunse il titolo di Duca di Wu,che mutò nel 1364 in re di Wu (Wuwang).

Nel frattempo si diede a consolidare le sue posizioni al Sud,combattendo contro i tre maggiori

rivali: Chen Youliang,Zhang Shicheng e Fang Guozhen.

Il regno di Hongwu

La morte di Han Lin'Er,il sovrano dell'Impero Song instaurato dai Turbanti Rossi,spianava ormai la

strada all'assunzione,anche formale,del potere supremo da parte di Zhu Yuanzhang.

All'inizio del 1368,Zhu Yuanzhang proclamava la nuova dinastia imperiale col nome di

Ming,”luce”,ed intitolava il periodo del suo regno col motto Hongwu,”magnificenza militare”.

Nanchino rimase la capitale,e furono iniziate grandi opere per il suo ingrandimento e una sua

parziale ricostruzione.

Nel frattempo furono proseguite le campagne militari per estendere il controllo su tutto il territorio

cinese. Da un lato furono eliminate le sacche di resistenza,dall'altro,fu intrapresa una vasta

campagna verso nord,contro i Mongoli,che preferirono ritirarsi.

Nel 1388,l'unificazione della Cina sotto la dinastia Ming era completa. I territori del nuovo Impero

corrispondevano praticamente a quelli del precedente impero Yuan,eccetto che per il Gobi

settentrionale.

Le divisioni amministrative ricalcarono spesso quelle delle precedenti dinastie.

Diversa fu la politica verso l'Asia Centrale. I Ming non tentarono di imporre il loro dominio diretto

sull'attuale Xinjiang orientale,che alla caduta dell'Impero mongolo si era frantumato in piccoli

Stati,ma si accontentarono di controllare direttamente o indirettamente,il nodo strategico e

commerciale di Hami.

Il regno di Hongwu segnò il consolidamento dell'organizzazione statale e in particolare

l'accentramento del potere imperiale.

Il carattere autoritario del governo era dovuto anche al retaggio del precedente dominio

mongolo,ma fu certamente la personalità di Zhu Yuanzhang che pesò in modo determinante.

Egli si modellò sui fondatori delle dinastie Han e Tang,ma furono sopratutto la sua morbosa

diffidenza verso la classe dei letterati e il complesso di inferiorità legato ai trascorsi legami con le

società segrete a fare di lui un sovrano dispotico e talvolta spietato. Non si limitò a bandire le sette

religiose non ortodosse,ma si servì ampiamente di metodi inquisitori per il controllo sulla stampa.

Abolì la Segreteria e il comando militare unificato,accentrando nelle sue mani le funzioni di

direzione e coordinamento dell'amministrazione.

Creò una rete di spionaggio in tutto l'Impero per il controllo dei funzionari ai vari livelli.

Egli si mostrò particolarmente severo con gli strati più ricchi della popolazione,fossero essi membri

della gentry,mercanti o artigiani.

Anche la cultura e l'educazione furono poste sotto il controllo del sovrano.

Se da un lato il pieno ripristino e la promozione del sistema degli esami e la capillare diffusione di

scuole locali costituirono la premessa per una più ampia mobilità sociale,tali misure furono anche

utilizzate come mezzo per il controllo ideologico degli studenti e della futura classe dirigente.

È sintomatico che venissero eliminate tutte quelle idee di Mencio che potessero apparire critiche

nei confronti dell'autorità. Inoltre fu imposto agli studenti l'apprendimento di determinate

“raccomandazioni” stilate dall'imperatore, e fu data la massima diffusione alle “Sacre Istruzioni” da

lui stesso emanate.

Fondata la nuova dinastia imperiale,si preoccupò della ridistribuzione della terra ai contadini

poveri e della compilazione di registri e catasti attendibili per impedire l'evasione fiscale dei ricchi

proprietari.

Le proprietà dei templi e dei monasteri furono ridotte e sottoposte a tassazione.

Le autorità cedettero le terre abbandonate ai vagabondi e ai contadini nullatenenti,fornendo loro il

bestiame per lavorarle,gli strumenti agricoli e le sementi per iniziare la coltivazione.

Le riforme di Zhu Yuanzhang permisero l'innalzamento del tenore di vita sopratutto nelle

campagne e un notevole incremento nella produzione. Ne sarebbero derivati successivamente un

aumento senza precedenti della popolazione,e un'imponente “rivoluzione commerciale”.

Fra il 1369 e il 1391,Hongwu aveva distribuito fra i suoi numerosi figli e nipoti venticinque

principati.

Il successore di Hongwu,il nipote Huidi,tentò di ridurre il potere dei principi,ma la sua autorità fu

contrastata dal più potente dei principi,ma la sua autorità fu contrastata dal più potente di essi,il

principe di Yan. La guerra civile durò quattro anni,finché,nel 1402 Nanchino fu conquistata dai

ribelli e si perse ogni traccia di Huidi.

Il regno di Yongle

Il Principe di Yan,dopo la presa della capitale e l'eliminazione degli oppositori,si proclamò

imperatore,cambiando il titolo del regno in Yongle.

Il nuovo sovrano apportò notevoli cambiamenti sia alla politica interna sia alla politica estera.

Sono stati attribuiti a Yongle la degenerazione degli esami di Stato,con l'introduzione di manuali

e compendi,daquan,e la formalizzazione dei cosiddetti “saggi ad otto gambe”,bagu.

Yongle stabilì la capitale principale a Pechino,lasciando Nanchino come capitale secondaria.

Tale scelta era determinata probabilmente dalla sua diffidenza verso il Sud,mentre il centro del suo

potere era concentrato nell'area di Pechino.D'altra parte il trasferimento della capitale ebbe

conseguenze notevoli. Nanchino non soltanto era in posizione più centrale,più protetta da

eventuali invasioni di nomadi,ma era situata nel più importante centro economico e culturale

cinese dell'epoca;inoltre,poteva godere di una posizione particolarmente favorevole per i

rifornimenti,a causa della vicinanza ai maggiori centri di produzione agricola e industriale.

Se fu quindi il Nord a beneficiare del trasferimento della capitale,si acuirono i contrasti con il

Sud,che si vedeva gravato di maggiori oneri.

La proclamazione ufficiale della nuova capitale avvenne soltanto nel 1421,dopo anni di grandi

lavori.

Quanto alla politica estera,l'epoca di Yongle fu contrassegnata dall'espansione territoriale e da

un notevole interesse per i paesi stranieri.

Furono consolidati rapporti di tipo tributario con molti regni vicini e confinanti fino all'arcipelago e

alla penisola malesi. Nel 1406 Yongle sottomise l'area del Vietnam settentrionale e centrale,e nel

1410 riportò una grande vittoria presso il fiume Onon,nel corso della campagna contro i Mongoli;

ciò nonostante non riuscì a stabilizzare la situazione a causa delle lotte intestine fra le varie tribù

mongole.

L'interesse verso paesi e mercati anche lontani si manifestò poi nell'invio delle famose spedizioni

marittime comandate dall'eunuco Zheng He che rientravano in una intensa attività diplomatica

rivolta in più direzioni,dal Giappone sino al Medio Oriente.

La missione visitò Champa,Giava,Sumatra,l'India meridionale,la Persia,la penisola araba e la

Somalia. L'impresa venne accompagnata dalla pubblicazione di opere a carattere geografico e da

resoconti.

Le grandi spedizioni marittime all'inizio del XV secolo,oltre a dimostrare l'alto livello tecnico

raggiunto dalla Cina in campo cantieristico,non sono che l'espressione più appariscente

dell'intensa attività marittima mercantile,che aveva il suo centro nei porti meridionali di

Canton,Quanzhou e Fuzhou.

I traffici a livello privato continuarono anche dopo la rinunzia dello Stato a patrocinare spedizioni

marittime governative e ad accollarsi l'onere della supremazia sui mari cinesi. Anzi,il continuo

progresso economico aumentò il volume degli scambi,e gli ostacoli frapposti dai monopoli

governativi,dagli eunuchi,e dagli eccessivi oneri fiscali,non fecero che accrescere il commercio

illegale e la pirateria ai danni di quello legale.

Dalla politica di chiusura a quella di ripiegamento

La fine delle spedizioni marittime segnò l'inizio della chiusura e del ripiegamento dell'Impero Ming.

La decadenza della sua potenza marittima coincise con lo sviluppo della pirateria sino-

giapponese,e l'arrivo delle flotte europee nei mari dell'Asia Orientale.

Contemporaneamente,si aggravò la situazione alle frontiere occidentali,per l'emergere di forti

gruppi organizzati di popolazioni mongole,fra cui i Tatari e ,sopratutto,gli Oirati.

Le restrizioni imposte al commercio contribuirono ad accrescere lo scontento fra quelle

popolazioni. Durante il periodo di regno Zhengtong,gli Oirati si rafforzarono sotto la guida di Esen.

La crescente pressione mongola rese necessario l'arretramento delle difese a sud della Grande

Muraglia.

Fu costruita quindi una seconda muraglia più interna,la Neichangcheng.

Nel 1449,una controversia con i funzionari cinesi sul prezzo dei cavalli,che Esen stesso aveva

portato in Cina,fece scoppiare la scintilla del conflitto,e gli Oirati attaccarono l'Impero su quattro

fronti.

L'esercito cinese fu travolto a Tumubao e l'imperatore fu fatto prigioniero.

Il successo mongolo tuttavia non poté essere sfruttato a fondo dai vincitori,perché la sproporzione

fra le forze cinesi e quelle nomadi era troppo rilevante.

La disfatta di Tumubao può essere però considerata come lo spartiacque che segna

definitivamente la fine del periodo di espansione e l'inizio di una politica difensiva nei confronti dei

nomadi.

La sconfitta ebbe gravi ripercussioni anche all'interno: scoppiarono gravi contrasti fra i sostenitori

della difesa ad oltranza di Pechino e coloro che invece volevano spostare la capitale a sud.

Essendo l'imperatore in ostaggio degli Oirati,fu nominato il successore che adottò il motto Jingtai.

Poco dopo però i Mongoli rilasciarono il prigioniero,che dovette attendere sino alla morte di Jingtai

per rientrare in possesso del trono,attraverso un colpo di Stato,con il motto di Tianshun.

Sviluppo economico e crisi politica

La seconda metà del XV e tutto il XVI secolo segnarono il progressivo declino della struttura

statale.

Questa decadenza tuttavia era dovuta sopratutto a fattori di prepotente sviluppo economico e di

crescita della società.

La priorità accordata nel primo periodo Ming all'agricoltura aveva accelerato la ripresa nelle

campagne.

La crescita della produttività agricola aveva incrementato la circolazione monetaria e le attività

mercantili.

Questo fenomeno contribuì allo spostamento di ingenti capitali dalla proprietà fondiaria ai più

lucrosi investimenti in imprese commerciali ed artigianali. Il proliferare di piccoli e grandi mercati e

di botteghe di ogni genere fu accompagnato dalla commercializzazione dei prodotti agricoli e dalla

industrializzazione di certi settori dell'artigianato.

Tutto questo portò a una forte urbanizzazione,con lo spostamento di masse di contadini nelle

città.

Tali trasformazioni interessarono naturalmente la mobilità in campo professionale e sociale,con la

formazione di plebi urbane,di una piccola “borghesia” e di una grossa “borghesia imprenditoriale”

legata alla burocrazia ufficiale o agli eunuchi.

Nella seconda metà della dinastia Ming si verificò l'ascesa di una nuova gentry,non proveniente

dalle grandi famiglie di proprietari terrieri,mala cui base economica consisteva nelle entrate legali o

illegali derivate dalle cariche pubbliche. Tipico di questo periodo è anche il progressivo

rafforzamento del potere degli eunuchi.

Tutto il sistema della registrazione obbligatoria divenne inadeguato. Gli spostamenti di una parte

della popolazione,i cambiamenti delle attività professionali e delle condizioni economiche,le

diserzioni da parte dei membri di certe categorie,lo snaturamento del sistema dei tuntian,resero

praticamente inutili i registri e sconvolsero l'organizzazione fiscale e militare dello Stato stabilita da

Hongwu.

Si sentì quindi la necessità per tutto il XVI secolo di una riforma radicale del sistema fiscale che

aggiornasse e semplificasse i metodi di riscossione delle molteplici imposte,riducendole e

uniformandole su tutto il territorio. Il risultato finale dei vari tentativi fu la cosiddetta “riforma

dell'unica sferza”,entrata in vigore nel 1581,per merito del grande statista Zhang Juzheng.

La presenza degli eunuchi costituì uno dei maggiori problemi politici della seconda parte della

dinastia Ming. Durante i primi anni del regno di Zhengde,il giovane imperatore cadde sotto

l'influenza dell'eunuco Liu Jin che accumulò ingenti ricchezze per un valore superiore al bilancio

annuale dello Stato.

Un eunuco noto per la sua crudeltà fu Wei Zhongxian,che dominò durante il periodo

Tianqi,instaurando una vera e propria dittatura,arrestando ed eliminando tutti i presunti o potenziali

nemici.

Nel corso della dinastia,singoli funzionari in più occasioni si erano levati contro gli eunuchi,anche a

prezzo della vita. Nel 1604,l'opposizione si organizzò nell'ambito di un partito,incentrato

nell'Accademia Donglin.

Esso si era posto come obiettivi la restaurazione dell'ortodossia neoconfuciana,l'attuazione dei

principi politici e morali confuciani,la lotta contro la corruzione della burocrazia e lo strapotere degli

eunuchi.

L'opposizione a Wei Zhongxian fu accanita; perciò al culmine del suo potere,questi lanciò una

spietata persecuzione contro i suoi avversari e fece chiudere le accademie che gli erano nemiche.

Gli ultimi decenni della dinastia Ming furono caratterizzati dall 'aggravamento dei problemi di difesa

delle frontiere ,nonché da un'

acuta crisi finanziaria ,e infine dallo scoppio di tensioni e rivolte in tutto

l'Impero.

Verso la metà del XVI secolo,ripresero gli scontri con i Mongoli,guidati dal principe Anda.

In seguito al rifiuto cinese di aprire il commercio,essi invasero più volte le regioni di confine,e

giunsero ad assediare Pechino. Le ostilità proseguirono sino al 1570,quando si giunse a un trattato

di pace.

In base a esso,i Mongoli si impegnavano a consegnare alle autorità imperiali i sudditi cinesi che si

erano rifugiati in Mongolia,e a porre fine alle scorrerie; in cambio Anda riceveva un titolo nobiliare e

ai Mongoli era concessa la libertà di commercio.

Un evento di grande gravità fu l'invasione della Corea da parte dello shogun giapponese

Hideyoshi.

La Cina intervenne in soccorso del suo più fidato regno tributario e fra il 1595 e il 1598 respinse

l'invasore con il contributo della marina e delle truppe volontarie coreane. Ma le operazioni belliche

ebbero conseguenze disastrose non soltanto per la Corea,ma anche per l'Impero.

I Giapponesi erano ritenuti responsabili anche dell'endemica situazione di scorrerie e saccheggi

nei mari e lungo la costa sud-orientale. In realtà i cosiddetti Wokou (termine usato per designare i

Giapponesi),erano in parte Cinesi dalle coste meridionali che si dedicavano al commercio

marittimo illegale e spesso alla pirateria.

La discontinuità della normativa in materia,la sua contradditorietà e incoerenza,la severità ed

inefficacia delle restrizioni contro il commercio furono la causa principale della recrudescenza della

pirateria.

Così,il fenomeno della pirateria,che agli inizi del XVI secolo era stato mantenuto sotto controllo

grazie alle difese costiere del Liaodong e del Guangdong,divenne presto ingovernabile,e solo le

campagne militari degli anni 1560-70 riuscirono a portare una certa tranquillità lungo le coste.

Nel XVI secolo si dovettero affrontare anche,per la prima volta,i rapporti diretti con gli Europei: nel

1517 i Portoghesi sbarcarono a Canton ed ottennero,per breve tempo,la concessione ufficiale per

esercitare il commercio,ma a a causa della loro condotta,incontrarono l'opposizione delle autorità

cinesi e furono scacciati.

Violenta fu la competizione fra gli Europei per il predominio del commercio nel mare della Cina.

Gli Spagnoli giunsero a controllare il porto taiwanese di Jilong,ma da qui vennero ben presto

cacciati dagli Olandesi,che dal 1623,avevano iniziato la conquista dell'isola di Taiwan.

Un ruolo di particolare importanza fu svolto dai gesuiti,che,nonostante la diffidenza dei Cinesi

verso gli Occidentali a causa del comportamento dei pirati e dei mercanti portoghesi,seppero

conquistarsi la fiducia di una parte delle autorità cinesi. Fra di essi un ruolo di particolare rilievo fu

svolto da Matteo Ricci,che nel 1601 avrebbe ottenuto l'autorizzazione a stabilirsi definitivamente

nella capitale.

Un grave problema per le autorità Ming era costituito dalle endemiche rivolte popolari.

Le prime rivolte risalgono agli inizi del XV secolo,quando l'organizzazione sociale codificata da

Hongwu cominciava a disgregarsi,e le famiglie contadine,come quelle artigiane e militari,si

sottraevano ai rispettivi registri,abbandonando i villaggi originari,e creando masse di

vagabondi,che finivano col dedicarsi per lo più ad attività saltuarie,rischiose o illegali.

Inoltre,contro l'eccessiva tassazione furono numerose le forme di protesta,specie fra i mercanti,gli

artigiani,gli studenti e i letterati,e gli abitanti dei centri urbani in genere.

In stretta relazione con la caduta della dinastia sono le imponenti rivolte di Li Zicheng e di Zhang

Xianzhong.

Esse ebbero origine nella Cina settentrionale,e in particolare nello Shaanxi,dove al malcontento

dei contadini per la siccità del 1627 si aggiungeva quello dei militari mal pagati.

Nel 1635 le truppe ribelli di Li Zicheng e Zhang Xianzhong attaccarono Fengyang,la località

natale della famiglia regnante,distruggendo le tombe degli antenati Ming,e manifestando in modo

esplicito la volontà di abbattere la dinastia.

Dopo alcune sconfitte,Li Zicheng riprese la sua attività nello Henan dove poté riorganizzare le sue

truppe; occupò Luoyang,Xiangyang e ,con l'occupazione di Xi'an,nel 1644, proclamò il nuovo

Impero della Grande Prosperità. Quindi poco dopo marciò su Pechino,che si arrese quasi senza

resistenza il 24 aprile 1644.

La mattina successiva,l'ultimo imperatore Ming si impiccò.

Ma il nuovo Impero ebbe vita breve,perché Wu Sangui,il generale Ming che comandava le truppe

imperiali di stanza allo Shanhaiguan,per tenere sotto controllo gli eserciti mancesi,si alleò con

questi ultimi e mosse di concerto con essi contro Li Zicheng. Questi fu sconfitto e dovette ripiegare

a sud e i Mancesi poterono insediarsi indisturbati a Pechino. L'anno dopo sarebbe stato

assassinato.

Maggiore fortuna non ebbe l'altro capo ribelle,Zhang Xianzhong. Questi dopo essersi proclamato

Re del Grande Occidente a Chengdu,aveva esteso il suo potere nella Cina centro-meridionale. Ma

il suo radicalismo lo aveva reso inviso alla gentry,che collaborò con i Mancesi contro di lui. Nel

1647 fu sconfitto e giustiziato.

2.Le istituzioni e l'organizzazione statale

L'organizzazione dell'Impero e il sistema politico

A nord la Grande Muraglia coincideva in genere con il limite fra le aree coltivabili e quelle dei

pascoli e delle foreste,mentre a occidente i confini dell'Impero non superavano di molto la

“frontiera della siccità”.

A queste frontiere si contrapponeva quella meridionale,che ormai si andava stabilizzando. Le

popolazioni del Sud dell'Impero che non si erano mescolate agli immigrati cinesi si erano ridotte a

minoranze.

L'Asia Centrale venne relativamente trascurata rispetto alle precedenti dinastie,per il declino

dell'importanza delle vie carovaniere occidentali.

Invece,a nord-est,il Liaodong divenne parte integrante dell'Impero. Anche lo Yunnan e il Guizhou

vennero incorporati.

L'Impero poteva essere idealmente diviso nelle seguenti fasce:

a) l'area metropolitana delle due capitali (Bei Zhili o Nan Zhili),sotto il diretto controllo degli

organi centrali;l'area della capitale meridionale godeva tuttavia di ampia autonomia;

b) la zona delle province,in cui,dietro una struttura burocratica centralizzata,prevaleva

l'autosufficienza della struttura sociale locale,un'autonomia di fatto,guidata informalmente

dalla gentry,da organi locali o da aggregazioni sociali aventi come centro un tempio

c) le aree di confine sotto controllo militare o dei gruppi etnici locali

d) le are controllate solo indirettamente dalle autorità cinesi,in cui le popolazioni

locali,come alcune tribù mongole e mancesi, conservavano le proprie istituzioni

sociali,politiche e religiose;

e) i paesi “tributari” confinanti dell'area sinica,dotati di un'organizzazione statale

autonoma,ma modellata su quella cinese-confuciana; in cambio del loro riconoscimento

rituale di sottomissione e del mantenimento della pace ai confini,l'Impero garantiva ai loro

sovrani la protezione militare e spesso un proficuo commercio;

f) i paesi “tributari” più distanti e con organizzazioni statali dissimili e totalmente

indipendenti.

La funzione militare,anche sotto i Ming godette di un prestigio inferiore rispetto a quella civile.

L'accesso teoricamente universale al sistema degli esami quale mezzo principale di ascesa

sociale e politica,continuò a dare un'impronta particolare al sistema politico dei Ming,mentre

nessun ruolo politico rilevante venne svolto dall'aristocrazia.

Il Censorato continuava a essere un organo di controllo;le sue funzioni però venivano ormai

esercitate in prevalenza nei confronti della burocrazia ordinaria. Svolgeva inoltre funzioni di

revisione e controllo giudiziario.

Le trasformazioni istituzionali,nel loro complesso,confermano la tendenza alla progressiva

centralizzazione del potere nelle mani dell'imperatore.

La manifestazione più eclatante del rafforzamento dell'autocrazia imperiale si ebbe con la

creazione del potente corpo di polizia segreta e sopratutto con l'espansione del potere degli

eunuchi.

Questi ultimi,non soltanto moltiplicarono le ingerenze negli affari politici,ma si impadronirono dei

posti chiave dell'esercito e della polizia segreta. Furono i maggiori sostenitori della supremazia

dello Stato assolutista e del dirigismo economico,ma i loro metodi provocarono la reazione della

burocrazia e della gentry e innescarono lo sviluppo di numerose forze centrifughe.

Il ruolo della corte interna,neiting,divenne così preponderante,e avrebbe dovuto limitarsi alla

gestione degli uffici concernenti specificamente la corte. Nonostante ciò,la difesa della egemonia

locale della gentry fu infatti il nucleo centrale della storia intellettuale,politica e sociale delle due

ultime dinastie cinesi.

Le istituzioni dell'Impero Ming

La nuova dinastia Ming ereditò da quella Yuan la struttura burocratica unitaria,centralizzata,con

una forte caratterizzazione militare. L'imperatore era naturalmente il capo supremo dello Stato,e a

lui erano sottomesse sia la Corte interna sia la Corte esterna.

A capo della gerarchia civile inizialmente Hongwu lasciò l'Ufficio della Segreteria

(zhongshusheng),guidato da due Grandi Consiglieri (zaixiang),che coordinavano l'attività dei Sei

Ministeri.

Anche l'organizzazione militare era sottoposta a un unico Consiglio Militare (dudufu),mentre gli

organi di controllo dipendevano dal Censorato (yushitai).

Questo, aveva il compito di “rettificare l'amministrazione”,attraverso il controllo del comportamento

pubblico e privato dei funzionari di ogni grado. Analoghe funzioni erano svolte dai Sei Uffici dei

Revisori,a cui i Ming riaffidarono i poteri di controllo.

A livello locale, i dodici Uffici Distaccati della Segreteria (zing zhongshusheng) detenevano la

direzione delle attività in aree che possiamo definire “provinciali”.

Ma,dopo alcuni anni,si manifestarono nuove tendenze verso la centralizzazione del potere nelle

mani dell'imperatore e ai danni della burocrazia. Così Hongwu procedette alla frammentazione

delle funzioni direttive in campo civile e militare,ponendo definitivamente l'organizzazione

burocratica in una posizione nettamente subordinata rispetto all'autorità imperiale.

Furono aboliti gli Uffici Distaccati della Segreteria e sostituiti da Uffici Amministrativi Provinciali.

Tali Uffici,insieme a quelli Militari e a quelli di Sorveglianza,vennero a costituire il nuovo organo

collegiale di governo delle province,denominato Sansi (i Tre Uffici).

Seguì l'abolizione della Segreteria e del Consiglio Militare,e soltanto il Censorato mantenne l'unità

del suo ufficio centrale.

I Sei Ministeri passarono alle dirette dipendenze di Hongwu,mentre al posto del Consiglio Militare

furono create cinque Commissioni Militari,wujun dudufu.

Ma il conseguente eccessivo accumulo di lavoro per l'imperatore rese necessario il ricorso

all'assistenza di segretari privati che lo coadiuvassero nell'opera di coordinamento e di decisione

nelle più disparate materie di governo. Il nuovo istituto che si venne progressivamente formando,il

Consiglio Interno,neige,ebbe origine dall'Accademia Imperiale Hanlin.

I suoi Grandi Segretari vennero impiegati con sempre maggiore frequenza come assistenti e

consulenti del governo nell'ambito del Consiglio Interno,che inizialmente era un organo del tutto

informale.

Dopo il 1420,a a tale organo vennero attribuite funzioni ufficiali di coordinamento delle attività di

governo,e al suo interno si venne a costituire una Grande Segreteria,con funzioni direttive,formata

da un numero ristretto di membri.

Il Consiglio Interno,nonostante la sua costituzione formale,veniva considerato dall'amministrazione

“regolare” come un organo della “Corte interna”.

Al vertice dell'amministrazione imperiale c'erano i Sei Ministeri,il cui numero rimase invariato per

tutta la dinastia.

Il Ministero del Personale si occupava della nomina,promozione,retrocessione e licenziamento dei

funzionari e dell'assegnazione di titoli onorifici.

Il Ministero delle Finanze era responsabile del censo della popolazione e del catasto delle

terre,nonché delle entrate statali.

Il Ministero dei Riti era competente per gli esami di Stato,le cerimonie ufficiali,i rapporti con i paesi

“tributari” e la registrazione dei monaci buddhisti e taoisti.

Il Ministero della Guerra si interessava dell'amministrazione del personale militare.

Il Ministero delle Pene,insieme al Censorato e alla Corte Suprema (dalisi),si occupava della

supervisione degli affari giudiziari,e formava con essi i cosiddetti Tre Uffici Penali,sanfasi.

Il Ministero delle Opere Pubbliche,infine,si occupava dei lavori pubblici.

Altri importanti uffici centrali erano l'Ufficio di Trasmissione,che si occupava delle comunicazioni fra

gli organi centrali e quelli periferici,e la Direzione per l'Istruzione sotto la quale si trovava

l'Università Imperiale.

I responsabili dei Sei Ministeri,del Censorato,della Corte Suprema e dell'Ufficio di Trasmissione

formavano i cosiddetti Nove Dignitari,jiuqing, che prendevano parte ai Consiglio di Corte,le cui

decisioni unanimi erano considerati vincolanti per il sovrano.

Con il ritorno alla tendenza alla centralizzazione della pubblica amministrazione,verso la metà del

XV secolo,si verificò un analogo processo nelle province. Funzionari del governo centrale

cominciarono ad essere inviati regolarmente in tutte le province per coordinare e controllare le

attività dei Tre Uffici provinciali (sansi). Tali funzionari,denominati Ispettori Delegati (xunfu),erano

in grado tuttavia,grazie alla loro possibilità di accedere direttamente al trono,di condizionare

l'operato degli Uffici Provinciali Amministrativi e Militari. In seguito, gli Ispettori Delegati avrebbero

finito con lo svolgere le funzioni di veri e propri Governatori Provinciali.

Inoltre,accanto alla figura dell'Ispettore Delegato,emerse,nella seconda metà del XV secolo,quella

del Comandante Supremo,inviato inizialmente per coordinare le operazioni militari in aree

comprendenti più province. Nel XVI secolo, il Comandante Supremo finì con l'assumere funzioni

permanenti di supervisione in alcune regioni di particolare importanza strategica.

Al di sotto degli Ispettori Delegati e dei Comandanti Supremi,i Tre Uffici provinciali continuarono

a svolgere le loro mansioni ordinarie.

L'Ufficio Amministrativo provinciale dirigeva gli affari correnti,relativi alle finanze;esso era articolato

in sezioni dirette dagli Intendenti di Circuito.

L'Ufficio di Sorveglianza provinciale svolgeva compiti giudiziari,di sorveglianza sui funzionari civili e

militari,e di polizia,e,a differenza che nel periodo Yuan,era indipendente dal Censorato. Anch'esso

era diviso in sezioni,dirette da Intendenti di Circuito,a carattere territoriale o funzionale.

Gli Uffici Militari provinciali,a cui si aggiungevano tre Uffici Militari territoriali lungo i confini

settentrionali,dipendevano direttamente da una delle cinque Commissioni Militari centrali.

Le circoscrizioni amministrative inferiori - le prefetture superiori (fu),le prefetture (zhou), e i

distretti (xian) – erano dirette rispettivamente dal Prefetto di fu,zhifu,dal Prefetto di

zhou,zhizhou,e dal Magistrato di distretto,zhixian.

Su quest'ultimo sopratutto gravavano gli oneri della riscossione delle imposte e della imposizione

delle corvées,della celebrazione delle cerimonie prescritte,dell'amministrazione della giustizia e

degli interventi assistenziali. Essi riuscirono progressivamente ad ottenere una certa libertà in

campo economico.

Al di sotto del distretto,,svolgeva un'opera di insostituibile integrazione con le autorità statali l'élite

locale,che dai Song in avanti era costituita dalla gentry.

Essa collaborava con lo Stato,attraverso le organizzazioni di responsabilità collettiva,come il

baojia.

Con i Ming,ad esso si aggiunse il lijia,con funzioni prevalentemente fiscali.

Due pilastri dell'organizzazione statale erano infine il sistema degli esami e quello militare.

Gli esami,che si tenevano regolarmente ogni tre anni,comprendevano tre fasi.

La prima era quella che si svolgeva nelle capitali provinciali (xiangshi). Degli Intendenti di Circuito

per l'Istruzione erano incaricati di selezionare i candidati,i quali erano denominati xiucai “talento

fiorito”.

Coloro che superavano il primo grado degli esami,ottenevano il titolo di juren,”studioso

presentato”,ed acquisivano il diritto di partecipare all'esame metropolitano (huishi) nella capitale.

Chi superava questo secondo grado degli esami era ammesso alla prova finale (dianshi),che si

teneva nel palazzo imperiale,e,una volta superato,garantiva il titolo di jinshi “studioso introdotto”.

Un altro metodo di reclutamento,introdotto da Hongwu,ma che decadde alla fine del XV secolo,era

quello che si fondava sulle scuole confuciane,patrocinate dallo Stato. Tali scuole dovevano

diplomare determinate quote di studenti che venivano inviati nella capitale per seguire i corsi

dell'Università Imperiale.

Completati i corsi, potevano essere assunti nell'amministrazione.

Altri sistemi di reclutamento dei funzionari,quello della segnalazione,jianju,e quello del “privilegio

ombra”,yin,ebbero un ruolo secondario e si ricorse ad essi con sempre minore frequenza.

Per quanto riguarda le materie di studio,fu attribuita importanza sopratutto al commento

neoconfuciano dei Classici e in particolare di Zhu Xi,e allo studio della storia,ma furono introdotti

anche gli editti e le esortazioni imperiali.

Una questione politica molto delicata fu quella relativa alla distribuzione geografica dei

candidati,che in genere doveva essere determinata dal governo centrale.

Il sistema militare era piuttosto complesso e, risentì,almeno nel primo periodo,dell'influenza Yuan.

Hongwu volle che le famiglie dei militari fossero iscritte in appositi registri,e che quindi la

professione del soldato fosse ereditaria. Tali famiglie erano in compenso esentate da gran parte

delle impose e delle corvées che gravavano su quelle dei civili. Ad esse erano assegnate delle

terre pubbliche perché si mantenessero con il loro lavoro.

L'organico militare comprendeva oltre ai militari di carriera e ai soldati regolari di leva,anche coloro

che venivano forzatamente arruolati in seguito a condanne penali,ed era diviso nelle truppe di

stanza nell'area della capitale,nelle guarnigioni delle province,e in quelle poste a difesa dei confini

e delle coste.

A lungo andare,a causa del cattivo funzionamento del sistema di registrazione,si dovette ricorrere

ai soldati di mestiere,che portarono il numero di militari a circa quattro milioni di uomini.

Le cinque Commissioni Militari si occupavano dell'organizzazione generale dell'esercito

ordinario,cioè del reclutamento,della registrazione e delle esercitazioni dei soldati.

La posizione degli ufficiali di carriera era anch'essa in genere ereditaria, e gli esami consistevano

per lo più in prove di idoneità con esercitazioni pratiche; solo gli ufficiali che raggiungevano i gradi

più alti erano selezionati in base alle loro capacità militari.

L'esercito militare si articolava in guarnigioni,wei,che stazionavano normalmente nelle prefetture

superiori e nelle prefetture ordinarie. Oltre alle truppe stanziate nelle province e nelle regioni di

frontiera,vi erano le Guarnigioni della capitale,che comprendevano le Guardie Imperiali,incaricate

di difendere il palazzo.

Una posizione particolare godeva la cosiddetta Guardia dalla Veste di Broccato,che fungeva da

polizia segreta in collaborazione con gli eunuchi dei Magazzini Occidentali e Orientali.

Gli eunuchi facevano parte di un'altra organizzazione: la cosiddetta “burocrazia privata”

dell'imperatore.

Essi,che inizialmente si occupavano unicamente dell'amministrazione del palazzo

imperiale,finirono poi con l'assumere funzioni sempre più importanti nei numerosi nuovi uffici

stabiliti agli inizi del XV secolo.

Non solo il loro numero andò moltiplicandosi,ma divenne sempre più preoccupante l'estensione

delle loro funzioni ai principali affari dello Stato:le finanze,la sicurezza interna,la difesa,i rapporti

con l'estero.

3.Economia e società

Hongwu inaugurò la nuova dinastia con la realizzazione di importanti riforme socio-economiche.

Abolì la schiavitù,confiscò le grandi proprietà del Sud-Est,le tenute dei principi mongoli,e ne

assegnò una parte,assieme alle terre abbandonate,ai contadini senza terra. Questi ricevettero le

sementi,gli strumenti di lavoro e il bestiame necessari per la coltivazione e la bonifica dei campi,e

altre facilitazioni.

La restaurazione della piccola proprietà fu affiancata da un tentativo di perequazione fiscale. Da un

lato furono gravate maggiormente le ricche regioni meridionali,e dall'altro fu rafforzato il sistema di

controllo fiscale della popolazione attraverso i registri.

Furono istituiti i cosiddetti “registri gialli”,huangce,attraverso i quali fu possibile censire l'intera

popolazione su base familiare organizzata nell'ambito del sistema del lijia. Fu poi istituito il catasto

fondiario,con i registri e le mappe a “squame di pesce”,che dovevano servire al calcolo

dell'imposta fondiaria,da pagarsi secondo il sistema della “doppia imposta”,liangshui.

L'imposta d'estate aveva come base il frumento o l'orzo,e veniva riscossa quindi nelle località dove

venivano coltivati tali prodotti;l'imposta d'autunno aveva come base il riso. Sulle terre,in cui veniva

effettuato un doppio raccolto,gravava una doppia imposizione.

Inizialmente Hongwu stabilì delle quote fiscali fisse,basate sul raccolto,che però avevano in realtà

un carattere solo indicativo,in quanto l'ammontare delle quote fiscali reali veniva stabilito dallo

Stato a livello di prefettura,in relazione alla produttività della terra e al numero di famiglie registrate.

Fin dall'inizio,era possibile sostituire il frumento o il riso con altri prodotto locali,o,in alcuni casi,con

metalli preziosi o mercurio. In seguito divenne sempre più frequente la commutazione dei cereali in

altri prodotti come tessuti o danaro. Il riso e il frumento rimasero comunque le unità fondamentali

per tutta la durata della dinastia.

In base al principio stabilito da Hongwu,secondo cui l'imposta doveva essere fondata sulla terra,la

corvée sull'individuo,ed entrambe dovevano essere rapportate all'unità familiare,tutti i maschi adulti

erano tenuti ad una serie di obblighi di lavoro. Alcuni di tali servizi dovevano essere eseguiti

personalmente,mentre altri potevano essere evitati attraverso il pagamento di una somma di

danaro. All'imposta fondiaria e alla corvée si aggiungevano altre tasse varie,talvolta differenti a

seconda della località.

Il catasto fondiario non fu portato a termine per tutto il territorio dell'Impero.

Inoltre, a lungo andare, influì negativamente sulla perequazione fiscale la laboriosità del

calcolo,basato non sul mu reale,ma su quello fiscale,che teneva conto di nove diversi gradi di

produttività della terra,e che variava da provincia a provincia.

I piccoli proprietari si trovarono presto in difficoltà sia per l'abrogazione delle esenzioni fiscali

concesse da Hongwu,sia per l'evasione delle imposte da parte delle famiglie più potenti.

Così tra il XV e il XVI secolo,si ebbero il declino della piccola proprietà contadina e la lenta ma

progressiva privatizzazione delle terre pubbliche che Hongwu aveva confiscato nel Jiangnan.

Uno dei maggiori obiettivi del fondatore della dinastia Ming si realizzò con il miglioramento delle

condizioni dell'agricoltura e l'aumento della produttività agricola.

L'estensione della superficie coltivata e lo sviluppo tecnologico portarono a un aumento della

ricchezza nelle campagna. L'arrivo dei nuovi prodotti di importazione americana,quali il mais,la

patata e l'arachide,contribuirono ulteriormente alla crescita economica del paese.

L'economicità della coltivazione e della lavorazione del cotone fu uno dei principali fattori della

rivoluzione commerciale della seconda metà della dinastia Ming.

Questo grande sviluppo commerciale dell'epoca Ming fu qualitativamente e quantitativamente

superiore alla commercializzazione dell'epoca Song: esso assunse un carattere interregionale,per

la diffusione di nuove merci di largo consumo,come il cotone e gli utensili agricoli,e venne

alimentato anche dall'apertura dei nuovi mercati ispano-americano ed europeo.

Il commercio internazionale autorizzato era in primo luogo quello che si svolgeva sotto il

controllo dello Stato per via terrestre,in occasione delle missioni tributarie con la Corea,il

Vietnam,la Birmania e i vari paesi dell'Asia Centrale. Il sistema del tributo acquistò un'importanza

particolare con l'avvento della dinastia Ming non soltanto sul piano ideologico (la concezione

sinocentrica e culturalistica della Cina),ma diplomatico (rafforzamento di un sistema di alleanze) e

commerciale.

Sotto l'etichetta del tributo infatti il Ministero dei Riti autorizzava il commercio estero.

Anche il commercio marittimo internazionale sottostava agli stessi principi,e le merci potevano

essere vendute in determinati porti.

Esso aveva subito numerosi divieti e restrizioni per ragioni di sicurezza,determinando però

l'intensificazione della pirateria e l'indebolimento della marina cinese a favore di quelle di Giappone

e dell'Europa.

Non meno sviluppato era il commercio interno,reso più attivo dai progressi dell'industria nei

settori tessile,siderurgico,della porcellana,della carta e della stampa. La trasformazione di piccole

botteghe in grandi imprese artigianali favorì la formazione di un mercato del lavoro con un elevato

livello di specializzazione. Alcuni centri si concentrarono su certi settori della produzione.

Anche l'artigianato beneficiò degli scambi internazionali,perché furono introdotte nuove tecniche.

Con i grandi guadagni provenienti dai traffici interni,sorsero le fortune dei grossi mercanti,che

stabilirono in tutto l'Impero agenzie commerciali,monti di pegno e istituti di credito. Lo spostamento

dei capitali verso il commercio e gli investimenti fece scendere notevolmente il prezzo della terra

alla fine del XVI secolo.

Il controllo statale sull'economia e i problemi fiscali

Benché in generale l'intervento economico dello Stato fosse ampio,tuttavia la scarsa propensione

dell'ideologia confuciana al controllo governativo sull'economia,la flessibilità della burocrazia,la sua

scarsa specializzazione,e la stessa corruzione furono tutti fattori che contribuirono a limitarne la

portata.

Il governo deteneva il monopolio commerciale solo sul sale,sulle miniere e sul tè; controllava gli

scambi con l'estero,la produzione di tessuti e di ceramica di alta qualità,e quella delle armi.

Vari settori importanti della produzione e della distribuzione rimasero fuori dal controllo diretto dello

Stato. Lo stesso valeva per il credito.

L'intervento dello Stato si esercitava poi attraverso il tradizionale sistema delle corvées,a cui erano

sottoposti tutti i sudditi,ad esclusione dei funzionari e dei membri della gentry.

Questi interventi diretti e indiretti dello Stato trovavano un limite negli scopi che si

proponevano,prevalentemente fiscali e di ordine pubblico in senso lato.

Di tipo più politico era inoltre il controllo che lo Stato esercitava sulle corporazioni e gilde mercantili

e artigiane. Tuttavia tale controllo era spesso più nominale che reale.

Con lo sviluppo economico,non fu più possibile mantenere la separazione degli artigiani dal resto

della popolazione: i progressi dell'economia monetaria e l'aumento della domanda indussero molti

di essi a sottrarsi al controllo dello Stato e spinsero quest'ultimo a sostituire,dal 1485,le corvées

con pagamenti in denaro.

Un fenomeno analogo avvenne con le famiglie dell'esercito.

Inizialmente queste erano concentrate nelle colonie militari,sparse per tutto il territorio dell'Impero.

Il criterio fondamentale era quello dell'autosufficienza dell'esercito.

Ma poi,con la privatizzazione di molte terre destinate alle colonie militari e con le diserzioni dei

coscritti,si andò incontro a una crisi progressiva nell'ambito dell'organizzazione dell'esercito nel

suo complesso.

Per il reclutamento fu necessario ricorrere a truppe di mestiere,mentre si evitò il più possibile

l'utilizzazione di milizie locali. Per le spese militarti e per gli approvvigionamenti,si ricorse a un

maggiore carico fiscale,alla privatizzazione del commercio del sale,e all'assegnazione a ricchi

mercanti di terre da sfruttare nei pressi degli stanziamenti militari.

La decadenza dell'esercito si ripercosse non solo sulla difesa dei confini e delle coste,ma anche

sulla gestione dei trasporti del Grande Canale imperiale.

La mobilità sociale e l'inadeguatezza del sistema dei registri portarono alla decadenza del sistema

lijia,la cui efficienza dipendeva dalla stabilità della società agraria.

Ne risentì anche il vecchio sistema fiscale della “doppia imposta” che era stato agganciato al lijia

per l'amministrazione e la riscossione delle imposte fondiarie.

Già durante il regno di Jiajing,il bilancio dello Stato era cronicamente in passivo,ma,col passare

degli anni si ebbe una crescita ulteriore.

Oltre alle spese di corte e a quelle connesse con le rendite dei principi e della nobiltà imperiale,le

spese per la difesa divennero eccezionalmente gravose: bisognava pagare gli stipendi dell'ormai

numeroso esercito di mestiere,si dovevano fronteggiare le endemiche rivolte interne,e le continue

scorrerie di nomadi.

La decadenza generale del sistema fiscale portò a un livello intollerabile il volume delle evasioni.

Il carico fiscale,d'altro canto,continuò a pesare prevalentemente sugli strati più deboli della

popolazione.

A livello locale,pertanto,iniziarono ad essere introdotte varie riforme fiscali che tendevano ad

unificare e semplificare i numerosissimi tipi di gravami fiscali e di servizi,e nello stesso tempo a

rendere questi ultimi sostituibili col pagamento di una corrispondente somma di denaro. E poiché il

mezzo più comune di scambio era diventato l'argento,questo divenne lo strumento più corrente di

versamento delle imposte.

Allo stesso tempo,nelle campagne si verificò la tendenza ad ancorare le imposte e le corvées in

misura sempre più maggiore alla proprietà terriera.

Si arrivò così progressivamente al riforma della “unica sferza” (yitiaobianfa).

A questo scopo si iniziò l'introduzione di un nuovo tipo di registrazione,,detto fuyi quanshu,o dei

“libri completi delle imposte e corvées”.

La riforma fiscale,ebbe il suo massimo sostenitore in seno al governo centrale nel Grande

Segretario Zhang Juzheng che la estese a tutto l'Impero (1581),abolendo il vecchio sistema della

“doppia imposta”.

La riforma dell'unica sferza rappresentò la generalizzazione di una serie di misure,adottate

precedentemente a livello locale,per razionalizzare il sistema di riscossione delle imposte e di

organizzazione del lavoro obbligatorio. Essa comportava l'eliminazione delle unità familiari di

tassazione (hu),e l'inglobamento in un'unica imposta,pagabile in argento,dell'imposta fondiaria,del

testatico e di tutte le altre sovrattasse,e degli obblighi di corvée.

Il nuovo sistema semplificava la riscossione,incrementava le entrate del governo centrale e

diminuiva le occasioni di corruzione e di estorsione da parte degli esattori.

Tuttavia esso non fu in grado di eliminare tutti gli abusi.

Essa comunque contribuì all'incremento della circolazione monetaria e al processo di

commercializzazione,e sarebbe stata ripresa dalla dinastia successiva.

A rigore non sarebbe esatto parlare di circolazione monetaria per quanto riguarda l'argento,in

quanto vigeva ufficialmente il doppio sistema della carta moneta e delle monete di rame.

Ma mentre la prima cadde in disuso dal XVI secolo per il suo continuo deprezzamento,solo le

monete di rame mantennero il corso legale. Le verghe d'argento tuttavia già dal XV secolo furono

usate correntemente le grosse transazioni commerciali nelle aree costiere,tanto che furono presto

impiegate anche per il pagamento delle imposte.

Il problema dei cosiddetti “germogli del capitalismo”

Leggi pag. 460-462

Struttura sociale

Per favorire la stabilità sociale e agevolare l'esazione fiscale e la prestazione delle

corvées,Hongwu aveva creato tre tipi di registrazioni nell'ambito dei cosiddetti “registri

gialli”,huangce,e stabilito l'ereditarietà degli status. La popolazione era state registrata e divisa in

popolo comune,militari e artigiani.

Al di sopra poi della popolazione comune,furono create una nuova nobiltà,e la classe burocratica.

La nobiltà non ebbe,durante i Ming,alcuna importante funzione politica. L'élite della società era

costituita,oltre che dai grandi proprietari terrieri,dalla gentry e dalla nuova burocrazia.

Se la mobilità sociale connessa con il sistema degli esami era spesso limitata all'interno dei clan

dominanti,altri fattori ne favorirono lo sviluppo. Accanto alla tradizionale suddivisione paritaria

dell'eredità,la capillare diffusione della stampa e delle scuole pubbliche e private,l'innalzamento del

tenore di vita e dell'istruzione,l'influenza del pensiero di Wang Yangming,la commercializzazione

dell'agricoltura e l'urbanizzazione,furono tutti fenomeni che concorsero alla mobilità sia verticale

che orizzontale.

Verso la metà della dinastia,poi,i grandi mercanti assunsero una importanza sempre

maggiore,non solo nel campo finanziario e imprenditoriale,ma anche sociale.

Infine,dal XVI secolo,gli eunuchi ottennero poteri sempre maggiori,spesso in contrapposizione con

la burocrazia ufficiale,con la gentry,i mercanti e gli artigiani meridionali.

Non secondario, fu il ruolo svolto dal processo di urbanizzazione.

Le fonti testimoniano la formazione di grosse plebi urbane dalle condizioni molto simili a quelle del

proletariato dell'Europa del XVIII secolo,e di una “borghesia” urbana.

I rapporti fra la gentry e l'autorità statale non furono sempre di completa collaborazione.

Già alla fondazione della dinastia, Hongwu aveva tentato inutilmente di indebolire una parte della

potente gentry meridionale; ma nel complesso la sua politica era stata bene accolta dalla gentry

che si identificava di fatto con la classe dei proprietari terrieri. Man mano però che la sua base

sociale ed economica venne differenziandosi, i rapporti della gentry con il potere centrale

divennero complessi e spesso conflittuali.

La gentry occupava una posizione dominante a livello locale e svolgeva un ruolo di

intermediazione fra apparato governativo e singole comunità. Benché i suoi interessi spesso

coincidessero con quelli delle famiglie dei grossi proprietari terrieri e dei banchieri,la gentry

svolgeva anche opere di assistenza e promuoveva servizi di interesse pubblico. I

rapporti con i contadini presentavano un carattere complesso e ambiguo.

Nonostante l'esistenza di interessi antagonistici,i due strati sociali erano in relazione attraverso una

serie di legami associativi,come il clan,le associazioni di villaggio,e il baojia.

Dalla fine dei Ming sino ai Qing,l'atteggiamento dei contadini andò mutando.

Grazie ai fenomeni dell'urbanizzazione e dell'assenteismo dei proprietari,si allentarono i legami

personali e si svilupparono dei rapporti di tipo più squisitamente economico. La posizione di alcuni

coloni poté rafforzarsi: non soltanto essi furono in grado di resistere alle richieste dei proprietari

considerate eccessive,ma poterono anche in alcuni casi trarre vantaggio dall'erosione della

rendita.

Ciò tuttavia non significò la fine dello sfruttamento dei contadini.

Lo status dei commercianti,benché formalmente fosse il più basso fra i quattro tradizionali ordini

(simin),variava invece notevolmente a seconda del volume e del tipo degli affari.

I grandi mercanti,sia per gli appoggi di cui godevano presso alcuni funzionari,sia per la potenza

finanziaria,sia infine per il prestigio che derivava loro dall'impegno nelle attività assistenziali e di

pubblico interesse,facevano praticamente parte della élite.

Un'altra importante categoria idi mercanti fu quella dei sensali e intermediari,la cui funzione non si

limitava a fare da tramite negli affari,ma assunsero anche compiti ufficiali,come la riscossione delle

imposte sul commercio,il controllo sui prezzi.

Due erano le categorie degli artigiani: erano detti lunban coloro che si recavano periodicamente

presso le manifatture statali per le prestazioni di lavoro obbligatorio,e zhuzuo coloro che

risiedevano nei grossi centri e dipendevano direttamente dagli uffici della Casa imperiale.

Una categoria di persone,la cui posizione sociale fu costantemente molto bassa,era quella dei

soldati.

Essi erano inseriti con le loro famiglie in uno specifico registro,poiché tale professione era

considerata ereditaria.

La posizione dei soldati era paragonabile per certi aspetti a quella dei salinatori (zaohu),la cui

professione era anch'essa ereditaria.

Verso la metà della dinastia,il sistema della produzione e distribuzione del sale entrò in crisi,ed

emerse uno strato di salinatori ricchi che,con i grossi mercanti,espropriò i salinatori più

poveri,facendo lavorare questi ultimi come loro dipendenti,e monopolizzando le maggiori aree di

produzione.

All'ultimo grado della scala sociale si trovavano alcune categorie di persone (jianmin,”popolo

basso”) la cui occupazione od origine implicavano una “impurità morale”,e quindi comportavano

una discriminazione dal resto della popolazione. Di questo strato,facevano parte fra l'altro i servi

privati e pubblici,i musicisti e gli attori,le prostitute,i battellieri,i mendicanti,i macellai.

In epoca Ming,l'organizzazione sociale,a livello locale,si imperniava sulle comunità di villaggio,sui

clan,sulle corporazioni mercantili e artigianali,e sulle associazioni letterarie e accademiche.

Nelle città,i principali livelli di aggregazione erano le “comunità di vicinato” e le corporazioni

artigianali e mercantili.

Le vecchie gilde hang persero il carattere obbligatorio e territoriale,mantenendo quello

professionale; rafforzarono l'organizzazione interna e acquistarono una certa indipendenza dallo

Stato,anche se non furono in grado di rendersene autonome.

Le corporazioni,dette huiguan,proliferarono nei grandi centri urbani nel corso del XV secolo; oltre a

finalità economiche e professionali,si proponevano essenzialmente obiettivi di tipo assistenziale.

Fra le varie organizzazioni sociali,accanto a quelle spontanee,e a quelle non spontanee (lijia e

baojia),controllate tutte dalla gentry,un posto di particolare rilevanza era occupato dalle accademie

private (shuyuan). Esse avevano un programma ideologico,formulato dai fondatori; ma la loro

principale funzione era di aiutare i propri membri a superare gli esami di Stato. Costituivano quindi

dei centri di potere anche in campo economico e politico.

Grande sviluppo ebbero le accademie che si richiamavano all'insegnamento di Wang

Yangming,spesso soggette alla persecuzione delle autorità imperiali.

Sono da ricordare inoltre le accademie donglin e fushe,il cui programma politico e filosofico

consisteva nella restaurazione dell'ordine e dell'ortodossia neoconfuciana e nella lotta contro lo

strapotere degli eunuchi.

4.Cultura e ideologia

La nuova cultura

Il periodo Ming conobbe uno straordinario sviluppo intellettuale che investì sia il campo artistico

sia quello letterario,quello filologico e quello del pensiero.

Gli elementi di maggiore novità si ebbero nell'ambito della cultura urbana,dove era notevole

l'influenza dell'élite burocratico-mercantile,nel campo della narrativa,del pensiero,della pittura e

delle rappresentazioni teatrali.

Benché si discuta se la cultura prodotta in certi ambienti del XVI secolo possa essere considerata

come propriamente borghese,oppure come una emanazione della gentry,rimane un fatto rilevante

la concentrazione in quel periodo di tanti fermenti intellettuali,quali l'individualismo della scuola di

Wang Yangming,l'eterodossia di Li Zhi,l'eccentricità,la ricercatezza e il libertinismo ricorrenti in certi

circoli artistici.

Sullo stile aulico classico prevalse una prosa più semplice ed espressiva,a portata di un pubblico

più vasto.

La pittura acquistò un carattere più personale,diventando l'espressione dei sentimenti immediati

dell'artista,specie al Sud.La regione del delta dello Yangzijiang divenne il centro di numerosissime

scuola e tendenze di pensiero e di pittura.

Da un lato c'era la pittura accademica tradizionale. Essa comprendeva,oltre a quella decorativa e

ritrattistica di corte,due maggiori scuole: la scuola del Zhejiang (Zhe),che proseguiva lo stile dei

Song Meridionali,e quella di Suzhou (Wu),che in modo più creativo prediligeva il genere

paesaggistico Yuan.

Dall'altro lato si ebbero alcuni grandi artisti di indubbia originalità. Si pensi ai pittori di tendenze

iconoclaste,come i cosiddetti “buddhisti pazzi” (guangchan),o come la scuola anticonformista dei

pittori meridionali. Numerosi furono i pittori-calligrafi,la cui originalità era spesso legata al

buddhismo chan.

Anche l'artigianato tradizionale raggiunse livelli di perfezione paragonabili a quelli dell'epoca

Song.

Il notevole sviluppo avutosi nel settore fu dovuto sopratutto al miglioramento delle tecniche,alla

nuova divisione del lavoro e agli interventi dello Stato.

La produzione più importante era quella della ceramica bianca e blu. Particolarmente famose

erano poi le ceramiche del periodo Yongle rosse monocrome,bianche e blu,e bianche dalla

“decorazione segreta”,e quelle del periodo Xuande,dallo sfondo giallo o arancione.

Inoltre,durante la dinastia Ming divennero popolari i cloisonnés,la cui tecnica era stata introdotta

durante gli Yuan,con decorazioni di fiori,uccelli e draghi su sfondo blu. Fu durante la dinastia

Ming,infine,che le lacche cinesi raggiunsero il culmine dello sviluppo artistico e tecnico.

La maggiore diffusione dell'istruzione elementare permise inoltre in epoca Ming l'incremento delle

pubblicazioni e la crescita di un mercato librario anche nel settore della letteratura popolare.

La narrativa Ming trasse origine dai canovacci dell'epoca Song,che,riscritti da letterati in stile

semipopolare,si tradussero nella stesura di novelle e racconti.

I primi romanzi furono antecedenti alla rivoluzione commerciale tardo-Ming,e furono di carattere

prevalentemente epico e storico.

Così,il Sanguozhi yanyi (Romanzo dei Tre Regni),attribuito a Luo Guanzhong,e trasmessoci nella

versione di Mao Zonggang del XVII secolo,è un esempio del genere cavalleresco: esso tratta

delle imprese e delle rivalità di sovrani e guerrieri,alla caduta degli Han.

Dello stesso periodo è la stesura di un altro famosissimo romanzo ispirato ad alcuni personaggi

realmente esistiti nel periodo dei Song Settentrionali,Shuihu zhuan (Sul bordo dell'acqua): narra

alcuni episodi trasmessi dalla tradizione popolare intorno alla figura di una serie di briganti-

giustizieri.

Attribuito a Wu Cheng'en è poi un terzo grande romanzo,Xiyou ji (Resoconto del Viaggio in

Occidente); in forma fantastica,allegorica e satirica esso racconta le avventure del monaco Xuan

Zang e dei suoi accompagnatori nel pellegrinaggio verso l'India.

Da questi tre romanzi si differenzia la letteratura d'evasione più tarda,che si caratterizza per la

fantasia,l'inventiva,l'osservazione psicologica,il gusto per il divertimento e la descrizione della vita

corrente.

Essa risentì in modo diretto dell'ambiente urbano e dell'evoluzione dei costumi,e si rivolse

sopratutto a un pubblico cittadino.

Nel campo della poesia,al dominante stile arcaicizzante,si contrapposero alcuni autori originali

come Tang yin e la scuola Gong'an.

Nel campo della letteratura popolare vennero acquistando un ruolo importante i testi di

argomento religioso e moraleggiante,fra cui i cosiddetti Sanshu (Libri della bontà),che impartivano

al lettore una serie di precetti morali,in base al confucianesimo,al buddhismo e al taoismo.

Questo genere di libri era considerato utile strumento per il controllo ideologico del popolo e per il

miglioramento morale della gente ignorante.

Religione e religiosità in epoca Ming

La religione ufficiale nelle grandi linee mantenne il culto di Stato in auge nell'epoca Song.

Le maggiori innovazioni furono introdotte da Hongwu,ma parte di esse fu solo temporanea.

Per esempio,egli fece inizialmente togliere le tavolette di Mencio dai templi di

Confucio,probabilmente per i passi di critica all'assolutismo contenuti nella sua opera.

Furono invece definitivamente soppresse alcune divinità che erano state ufficialmente venerate

sino alla precedente dinastia,con l'intento probabilmente di depurare la religione di Stato dalle

influenze taoiste.

Naturalmente il culto di Confucio ebbe un ulteriore sviluppo sotto i Ming,che,come la successiva

dinastia Qing,diedero la massima ufficialità alle cerimonie in suo onore

Largamente diffuso era il culto degli antenati,a livello familiare,mentre quello a livello di lignaggio

era riservato ai clan più potenti,specie al Sud. Centro delle varie comunità locali e di villaggio era

spesso un tempio o un altare,presso il quale si svolgevano le cerimonie religiose e i riti sociali,le

feste e le fiere periodiche.

Le autorità tolleravano religioni e ideologie diverse dal confucianesimo,fatta eccezione per le sette

segrete e per le dottrine considerate eterodosse perché contrarie all'ordine morale,politico o

sociale.

Le uniche religioni organizzate a livello nazionale erano il buddhismo e il taoismo,con una loro

struttura ecclesiastica e monastica.

Un'altra religione con ampia diffusione,l'islamismo,continuò ad essere professata liberamente

durante i Ming.

Politicamente,ormai,buddhismo e taoismo avevano scarsa rilevanza,ed erano anzi sottoposti allo

stretto controllo statale. Il buddhismo,conobbe una certa ripresa con le attività pan-buddhiste del

monaco Zhu Hong,che propagandò lo sviluppo di organizzazioni buddhiste anche fra il laicato.

Analoghi tentativi di unificazione e di apostolato non si verificarono invece per il taoismo.

Comunque,benché il taoismo non godesse di grande prestigio fra i letterati,alcuni sovrani furono

particolarmente devoti nei confronti di tale religione.

Ma sempre a livello popolare,era sopratutto diffusa la forma di sincretismo religioso delle

cosiddette “Tre Dottrine” (sanjiao),che,benché condannata ufficialmente,trovò dei sostenitori

anche in alcuni circoli neoconfuciani. Un altro esempio di sincretismo religioso è la pubblicazione e

la diffusione dei già citati Shanshu.

Un profondo sentimento religioso si ritrova di frequente,non solo a livello popolare,ma anche fra i

letterati. Il letterato assumeva in genere un atteggiamento di scetticismo verso le credenze popolari

che considerava delle superstizioni. Le tollerava in quanto le riteneva difficilmente estirpabili a

causa del basso livello intellettuale della gente comune. Anzi spesso le riteneva utili per mantenere

l'armonia sociale,e se ne serviva come mezzo per educare il popolo e diffondere la morale

confuciana.

Tuttavia il razionalismo confuciano dei letterati non impediva loro di prendere parte a cerimonie

pubbliche e private,in cui entravano elementi buddhisti,taoisti e sciamanici.

I letterati non disdegnavano neppure le pratiche divinatorie,la fisiognomica,l'astrologia e la

geomanzia.

D'altra parte,il sistema di credenze e di valori nelle concezioni popolari,in epoca Ming,si venne

sempre più confucianizzando. Ciò non toglie che le pratiche religiose popolari continuavano ad

essere prevalentemente legate a culti locali,anche se inserite nel sistema delle “Tre Dottrine”,e

presentassero uno spiccato carattere utilitaristico e contrattualistico.

La religiosità diffusa fra gli strati colti,invece,appare di tipo intellettualistico,e legata alla

speculazione neoconfuciana. Numerosi letterati condividevano una specie di “misticismo

cosmico”.

Le virtù dell'umanità (ren) e della sincerità (cheng),significavano allora il raggiungimento

dell'armonia interiore con l'universo attraverso il superamento della propria individualità.

In tale panteismo immanentistico,l'atteggiamento richiesto per giungere alla saggezza,cioè all'unità

col tutto,assunse spesso forme di tipo religioso,come lo stesso “rispetto-coscienziosità-riverenza”

(jing).

Gli sviluppi del pensiero Ming

L'interesse verso ciò che è umano e terreno in opposizione al nichilismo e al quietismo

buddhista,fu mantenuto,ma fu accompagnato anche da un più profondo anelito religioso.

Ma progressivamente si fecero pressanti nuove problematiche,che travalicarono le distinzioni e le

scuole tradizionali,e si formarono nuove correnti.

Benché l'ideologia ufficiale rimanesse il neoconfucianesimo,tuttavia si verificarono al suo interno

notevoli cambiamenti e adattamenti alla nuova situazione sociale.

Così si modificarono le interpretazioni dei Classici e i temi dei dibattiti. Alcuni pensatori,partendo da

un nuovo interesse per l'individuo,giunsero a un'analisi dei testi che permetteva loro di modificare o

rifiutare la filosofia speculativa Song,elaborando nuove sintesi fra autocoltivazione e impegno

pubblico.

Fra le numerose scuola di pensiero di cui il periodo Ming fu particolarmente ricco,giganteggia però

quella di Wang Yangming,il quale aprì il neoconfucianesimo a nuove prospettive,adattandolo alle

nuove esigenze emerse in seguito alle trasformazioni economiche e sociali in corso.

Egli si pose come problema primario quello dell'autoperfezione,affermando che la realtà,permeata

dal principio universale,non è differente dalla mente umana. Perciò l'uomo avrebbe potuto

conoscere intuitivamente il bene,nell'introspezione della sua mente,senza la necessità di cercarlo

all'esterno,o di basarsi sui Classici e i loro commentari,oppure su nozioni di tipo intellettuale.

Questa comprensione si sarebbe automaticamente tradotta in azione. Da qui l'attivismo e il

volontarismo che caratterizzarono il suo pensiero e quello dei suoi discepoli.

Inoltre, il raggiungimento dello stato di perfezione implicava la limpidezza della mente,il suo

distacco dagli interessi particolari e dalla distinzione fra sé e il resto; la mente umana divenne la

mente dell'universo,e l'uomo formava un'unità con tutti gli uomini,con il mondo animale,con quello

vegetale e minerale.

Perciò la realtà oggettiva veniva subordinata alla coscienza dell'unità universale,coscienza che

diveniva la fonte dell'azione individuale.

Ne deriva che,benché Wang Yangming,accettasse la morale e l'ordine confuciani,questi ne furono

svuotati almeno in parte dai presupposti teorici del suo pensiero.

Le norme etiche venivano private di fatto della loro “obiettività”,così come il sistema sociale e

politico veniva privato della sua “immutabilità”.

In primo luogo,l'uomo doveva trovare nella sua coscienza la verità e la correttezza delle azioni,che

non potevano dipendere da un'autorità esterna.

In secondo luogo,le differenze naturali erano rilevanti soltanto per le scelte professionali,ma le

varie professioni,non implicavano una differenza qualitativa o morale fra gli uomini. Chi faceva

parte di un ordine tradizionalmente considerato inferiore,aveva pari dignità di un membro

dell'ordine più prestigioso.

Da qui veniva a cadere la giustificazione ontologica dell'organizzazione gerarchica della società.

Le dottrine di Wang Yangming ebbero largo seguito in tuta l'area sinica, e benché non fossero

accettate ufficialmente dalle autorità,che preferirono l'”ortodossia” di Zhu Xi,esse hanno lasciato

profonde tracce.

Gli elementi individualistici contrari all'autoritarismo e all'ortodossia,e il fondamentale relativismo

insiti nel pensiero di Wang furono sviluppati e talvolta portati alle estreme conseguenze dalla

cosiddetta corrente di sinistra della sua scuola “ zuopai ”.

Il più famoso rimane Li Zhi,per il suo anticonformismo,l'indipendenza nel comportamento e nelle

opinioni.

Sincretista più che anti-confuciano,era convinto che ogni dottrina contenesse una parte di verità.

Predicò l'uguaglianza fra i sessi e li libero amore; rivalutò i desideri umani e lo stesso interesse

personale,che considerò come la spinta necessaria al miglioramento, apprezzò pubblicamente

quel genere letterario che i letterati mostravano di disprezzare: il romanzo.

Egli riteneva inoltre fondamentale la valutazione del momento e delle circostanze,per cui apprezzò

dei personaggi storici che in genere erano considerati negativamente.

Contro queste idee “eterodosse” e le tendenze astratte della corrente di destra della scuola di

Wang Yangming,si levarono numerose reazioni.

In questo senso,un ruolo importante fu svolto dall'Accademia donglin

. Essa e la sua erede,la

fushe,si proposero la restaurazione dei principi ortodossi confuciani.

Tuttavia per molti aspetti,i membri di queste accademie risentirono dell'influenza di Wang

Yangming.

Sempre alla scuola di Wang Yangming si deve attribuire la divulgazione del confucianesimo fra i

ceti popolari,che fu adattato anche alle esigenze della gente meno colta. Ciò contribuì così

notevolmente al fiorire di una nuova cultura popolare intrisa di confucianesimo.

Un'importante pensatore,di difficile collocazione,è Luo Qinshun,considerato come il precursore

della cosiddetta corrente shixue,della conoscenza pratica. Opponendosi al rigorismo di gran parte

del confucianesimo,affermò la naturalezza e la bontà dei desideri e delle emozioni.

Gli studi e le opere a carattere scientifico e di interesse pratico

La diffusione della stampa e della letteratura popolare stimolò anche la richiesta di manuali d'uso

corrente e pratico,come testi tecnici per l'agricoltura,l'artigianato,dizionari,glossari e materiali

didattici,guide per i mercanti,almanacchi ed enciclopedie popolari.

Fra queste ultime,le più conosciute erano le Riyong leishu (Enciclopedie di uso quotidiano),che

trattavano degli argomenti più vari.

È del 1578 il completamento del più importante compendio di farmacologia, Bencao gangmu

(Prontuario di erbe medicinali),di Li Shizhen.

L'opera fu di estrema utilità non solo nel campo della medicina,ma anche della botanica e della

zoologia.

Vi si trova menzionato per la prima volta il metodo di vaccinazione contro il vaiolo.

Una quarantina di anni dopo,appariva il Trattato completo di agricoltura (Nongzheng quanshu),del

noto discepolo di Matteo Ricci, Xu Guanqi,nella versione completa a cura di Chen Zilong.

Esso presenta i vari sistemi di colture e le tecniche agricole sino allora conosciute in Cina.

In campo più propriamente tecnico,nel 1637 fu pubblicato Esposizione dell'opera e della natura

(Tiangong kaiwu),consistente in diciotto trattati,relativi alla produzione alimentare e tessile,di

manufatti di uso corrente,ai lavori minerari e metallurgici,alla produzione della armi,dei colori,e al

trattamento delle perle e della giada.

Nel campo della scienza militare,nel 1621 fu completata la maggiore enciclopedia militare sino ad

allora pubblicata in Cina,il Trattato sui preparativi militari (Wubeizhi),di Mao Yuanyi,che,attraverso

la storia cinese,raccoglieva i più importanti materiali sulle teorie belliche,la strategia e la tattica

militari,e le armi.

Nel campo della politica,rifletteva le nuove tendenze di pensiero,volte alle “conoscenze

pratiche”,la pubblicazione della Huang Ming jinshi wenbian (Collezione di saggi

sull'amministrazione dello Stato dell'Impero Ming).

Numerose furono anche le descrizioni dei paesi stranieri,a seguito delle grandi spedizioni

dell'epoca.

Gli studi filologici e linguistici ripresero con notevole successo nel XVI secolo con le memorabili

ricerche di Mei Zu,e quelle fonetiche di Chen Di e lessicali di Mei Yingzuo. Q

ueste ricerche non furono il frutto di una pura erudizione,ma rispondevano all'esigenza di fare luce

sull'autenticità,sul valore e sui contenuti dei Classici confuciani.

Anche gli studi matematici,astronomici,musicologici progredirono durante la dinastia Ming.

Ma è anche vero che un grosso contributo alla ripresa di queste ricerche,come pure di quelle del

calendario,della cartografia,della geometria,delle costruzioni navali,delle tecniche pittoriche derivò

dai contatti con i gesuiti alla fine del XVI e all'inizio del XVII secolo.

APOGEO E DECLINO DELLA CINA IMPERIALE

1.La formazione della potenza mancese

I Mancesi appartenevano alla stessa stirpe dei Nuzhen,che nel XII secolo avevano fondato

l'Impero Jin.

Dopo il crollo della dinastia Jin,le tribù Nuzhen erano cadute sotto la giurisdizione,diretta o

indiretta,prima degli Yuan e poi dei Ming.

Sotto Yongle,i Ming riuscirono a sottrarre i Nuzhen all'influenza coreana.

I Coreani traevano grossi vantaggi dal commercio con i Nuzhen,per cui erano gelosi del monopolio

che detenevano sui traffici con la Manciuria. L'inizio degli scambi con la Cina provocò come

ritorsione coreana la sospensione del commercio con queste tribù.

Ma tale misura,a sua volta, favorì l'aumento della dipendenza mancese dalla Cina. Inoltre,alcuni

Mancesi si erano trasferiti nei territori dell'Impero,dei Cinesi risiedevano in Manciuria,e servivano i

Nuzhen.

Con la morte di Yongle i rapporti fra Impero e Mancesi si deteriorarono a causa di contrasti

commerciali,e i Mancesi si unirono ai ribelli di Esen,finché non vennero sconfitti da un esercito

sino-coreano.

Le ostilità ripresero in seguito a nuove restrizioni di tipo diplomatico e commerciale imposte dopo il

1536.

Durante una delle operazioni militari,le truppe di Li uccisero uno dei capi Nuzhen.

Il figlio di questi era Nurhaci,che venne eletto nel 1583 a capo del gruppo Jianzhou.

Egli dapprima mantenne i tradizionali rapporti di dipendenza da Pechino,ma iniziò presto una

politica di espansione ai danni delle altre tribù,riuscendo,in pochi anni,a imporre la propria

supremazia sulla maggior parte dei Nuzhen,e nel 1616 si proclamò Gran Qan dei Da Jin.

Sempre più ostile ai Ming,nel 1618 diede inizio alle operazioni belliche contro di essi.

Ma l'opera di Nurhaci non si limitò alle attività militari. Attraverso una intelligente politica

diplomatica,si acquistò l'appoggio dei Mongoli Orientali,e sopratutto pose le basi della potenza

mancese,con la ristrutturazione politica e sociale delle tribù Nuzhen.

A lui risale anche la fondazione delle cosiddette bandiere,che determinarono un indebolimento dei

clan tradizionali. Oltre alle funzioni militari,esse svolgevano un ruolo rilevante sia in campo

economico che in quello politico e sociale. D'altra pare,la “rivoluzione” istituzionale di Nurhaci era

stata facilitata dalla coesistenza nei territori mancesi,della strutura militare cinese dei weisuo.

A Nurhaci successe,come Qan dei Da Jin,Abahai,che proseguì la politica di accentramento del

padre.

Nel 1636,egli cambiò il titolo di Gran Qan in imperatore Da Qing,esprimendo la maturazione di

una nuova coscienza politica e l'aspirazione ufficiale al dominio dell'Impero cinese.

In questa prospettiva,egli completò l'opera di burocratizzazione,introducendo nuovi organi di

governo,come i Sei Ministeri e il Censorato. Abahai riprese l'offensiva contro i Ming e invase a più

riprese la Corea. Intraprese anche una campagna militare contro i Mongoli che non avevano

accettato la sua supremazia.

Fu all'inizio del regno del nuovo imperatore Qing,Shunzhi,sotto la tutela di due reggenti per la sua

giovane età,che le aspirazioni di Abahai vennero improvvisamente realizzate.

Il generale cinese Wu Sangui si alleò con i Mancesi,e il Reggente Dorgon,che di fatto dirigeva la

politica interna e le operazioni militari,guidò le truppe mancesi prima alla conquista di Pechino e

poi della Cina centrale.

Benché i Mancesi fossero una popolazione straniera,la dinastia Qing si differenziò dalle altre di

origine “barbarica”.

Essi avevano attraversato un processo di sinizzazione nel corso dei sue secoli di permanenza nel

Liaodong. La loro dinastia inoltre non venne stabilita attraverso una pura e semplice invasione:

alleati dei militari cinesi nella repressione delle rivolte popolari,i Mancesi si trovarono ad insediarsi

nel Nord della Cina col consenso di una notevole porzione della classe dirigente e trovarono

l'appoggio e la collaborazione di una parte dell'apparato militare.

Inizialmente i Mancesi dovettero dipendere da Wu Sangui e da altri generali Ming dissidenti per la

sottomissione del Sud. E fin dopo la morte di Shunzhi,la dinastia Qing fu tutt'altro che solida.

La resistenza anti-mancese e la politica di pacificazione

Una parte della classe dirigente cinese non accettò supinamente l'avvento della nuova dinastia.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia dell'Asia orientale del professor Santangeli, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Storia della Cina di Sabbattini, Santangelo . Gli argomenti trattati sono i seguenti: il predominio del ruolo sociale-collettivo su quello individuale, la Cina politica, le dinastie cinesi, la Cina arcaica, la religione e le istituzioni della Cina arcaica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e civiltà orientali
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bea.binaghi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Asia orientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Santangelo Paolo.

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