Introduzione alla civiltà sinica
La Cina propriamente detta può essere divisa in due grandi regioni naturali, le cui peculiarità hanno in varia misura contribuito al processo di formazione della civiltà cinese. Nel Nord hanno sempre prevalso le colture asciutte, ed i trasporti sono sempre stati per lo più terrestri; nel Sud, le colture prevalenti sono state sempre di tipo sommerso, mentre i trasporti principali avvenivano per via d'acqua.
Per un lungo periodo della storia cinese, il Nord rappresentò il centro economico e politico. Le regioni a sud dello Yangzijiang erano abitate in origine da popolazioni di ceppo etnico e linguistico diverso da quelle della Cina del Nord. Il processo di integrazione delle regioni meridionali in una comune civiltà richiese tempi molto lunghi. A partire dal IV secolo, ebbero inizio una serie di ondate migratorie provenienti dalle regioni settentrionali, le quali posero le basi per un grande sviluppo della produzione agricola. I notevoli progressi realizzati nella risicoltura dell'VIII secolo determinarono infine uno spostamento del centro economico dal Nord al Sud. Il Nord mantenne comunque la sua importanza strategica e politica.
Geografia e sviluppo della civiltà cinese
L'assetto geografico è stato importante anche per i riflessi che ha avuto sulla vita e sullo sviluppo della civiltà cinese. I grossi lavori di irrigazione e di terrazzamento, il progressivo prevalere di un'agricoltura intensiva sull'allevamento, al Nord come al Sud, hanno presupposto ed a loro volta contribuito a rafforzare il predominio del ruolo sociale collettivo su quello individuale.
Se consideriamo la storia cinese nel suo complesso emerge la sua continuità. Esiste una continuità oggettiva nella storia cinese, ma tale continuità è per l'appunto il risultato di un processo storico complesso. La coscienza della continuità – l'ideologia – ha avuto senza dubbio un ruolo importante in tale processo, influendo essa stessa sul permanere di reali fattori di continuità.
Nonostante il mutamento delle dinastie, la continuità era assicurata dalle funzioni dei sovrani, che consistevano essenzialmente nell'assicurare l'equilibrio fra la società umana e l'ordine naturale. Lo svolgimento di tali funzioni si collegava strettamente col concetto di “mandato celeste”, tianming. Era il Cielo, tian, che conferiva il mandato di governare la società umana (tianxia) ad una famiglia, e che di volta in volta lo trasferiva ad altre famiglie (attraverso opportuni segnali), quando quella che l'aveva ricevuto precedentemente se ne fosse dimostrata indegna.
La scrittura e la continuità culturale
Un punto va sottolineato: nel corso della storia cinese, nessuna chiesa organizzata, distinta dall'entità statale, è mai riuscita a svolgere un ruolo di legittimazione del potere politico, paragonabile a quello della chiesa cattolica in Occidente. È opportuno soffermarsi su alcuni tratti specifici della civiltà cinese, che costituiscono altrettanti fattori di continuità.
Senza dubbio, il più importante di questi fattori è rappresentato dalla scrittura. La scrittura cinese ha una storia ininterrotta che va da un minimo di 3.500 anni fino a una durata ipotetica di 7.500 anni. Essa creò le basi per una ampia unificazione culturale, che interessò l'Asia Orientale nel suo complesso. I Coreani, i Giapponesi, i Vietnamiti, pur avendo una lingua totalmente diversa da quella cinese, adottarono la stessa scrittura. L'indipendenza della scrittura rispetto all'evoluzione della lingua parlata consentì una continuità della tradizione scritta, nel corso dei millenni.
Una delle caratteristiche fondamentali della storia cinese è il legame instauratosi tra potere politico e testo scritto: la figura del “letterato” che assomma le più alte funzioni civili e rituali, si va delineando fin dalle fasi più antiche della storia cinese. L'importanza della lingua scritta e il ruolo dei letterati ci richiamano un'altra caratteristica fondamentale della storia cinese: il prevalere del “politico” su ogni aspetto della vita sociale e religiosa.
Tradizioni ideologiche e culturali
Sono necessarie alcune osservazioni in campo ideologico. Possiamo distinguere la cosiddetta “grande tradizione”, costituita dalle dottrine ufficiali che si sono man mano formate e stratificate, e all'interno della quale il confucianesimo, con il suo complesso di “riti” e norme di condotta (li) è divenuto un elemento fondamentale. Occupa un posto rilevante l'idea di Impero universale, che si fondava sulla coscienza della superiorità etica e culturale della civiltà cinese e a cui fa capo il sistema sinocentrico del tributo. Tale sistema trasferiva a livello internazionale i rapporti di tipo gerarchico vigenti nell'ambito della famiglia e della società.
Accanto alla “grande tradizione” abbiamo la “piccola tradizione”, che rispecchia la cultura locale con gli usi e i costumi popolari, e che ha concorso in misura notevole alla formazione di quel mosaico composito di interazioni culturali di cui la civiltà cinese è il risultato.
Filosofia e religione
Anche nel campo filosofico e religioso notiamo alcune peculiarità: l'immanentismo e il panteismo, la tendenza alla concretezza, l'assenza dell'idea di creazione e la “complementarietà degli opposti”. È significativo che lo Stato cinese abbia, in generale, sempre considerato il problema della “salvezza” individuale come un problema eminentemente privato, e non abbia mai cercato di imporre una concezione in luogo di un'altra. Lo Stato era interessato unicamente alle implicazioni sociali del fenomeno religioso. Era importante invece d'altro canto che il funzionario salvaguardasse i riti familiari e statali, qualunque fosse la sua fede personale.
Cina politica
Dinastie cinesi
- Dinastia Xia 23°-18° sec. a.C.
- Dinastia Shang 18°-12° sec. a.C.
- Dinastia Zhou Occidentali 1122 - 770 a.C.
- Dinastia Zhou Orientali: 770-222 a.C.
- Periodo delle Primavere e 770-454 a.C.
- Dinastia Zhou degli Autunni 454-221 a.C.
- Periodo degli Stati Combattenti
- Dinastia Qin 221-207 a.C.
- Han Occidentali 206 a.C.-9 d.C.
- Dinastia Han Han Orientali 25-220
- Wei Tre Regni Shu Han 220-266 Wu Jin Occidentali 266-317
- Dinastia Jin Jin Orientali 317-420
- Song 420-479
- Qi 479-502
- Dinastie del Sud Liang 502-557 Chen 557-589 Wei
- Dinastie del Sud e 386-534 Settentrionali del Nord Wei Orientali 534-550
- Dinastie del Wei Occidentali 535-556 Nord Qi Settentrionali 550-577
- Zhou 557-581 Settentrionali Dinastia Sui 581-618
- Dinastia Tang 618-907 Liang Posteriori 907-923
- Tang Posteriori 923-936 Cinque Dinastie Jin Posteriori 936-946
- Han Posteriori 947-950 Zhou Posteriori 951-960 Dieci Regni
- Wu 902-937 Wuyue 907-978 Han del Sud 907-971
- Chu 907-951 Shu Anteriori 908-925 Min 909-944
- Jingnan 913-963 Shu Posteriori 934-965 Tang del Sud 937-975
- Han del Nord 951-976 Dinastia Song Song del Nord 960-1127
- Song del Sud 1127-1279
- Dinastia Liao 916-1125 Dinastia Jin 1115-1234
- Dinastia Yuan 1279-1368
- Dinastia Ming 1368-1644
- Dinastia Qing 1644-1911
La Cina arcaica
Il territorio cinese appare abitato dall'uomo fin dalla più remota antichità. Recentemente ha trovato sempre maggiori conferme l'ipotesi che l'attuale provincia dello Yunnan abbia costituito una delle regioni originarie della specie umana. Di qui sarebbe iniziata la dispersione dell'uomo (archantropus) nell'Asia Orientale. L'homo sapiens fece la sua prima comparsa in Cina circa 40.000 anni fa.
Una delle tappe fondamentali della storia dell'umanità è quella che è stata definita la “rivoluzione neolitica”. Le comunità umane cominciarono a crearsi delle fonti stabili di alimentazione mediante la coltura delle piante e l'addomesticamento e allevamento delle animali, conoscendo una rapida espansione.
I progressi della ricerca preistorica hanno privato di ogni fondamento le teorie monogenetiche e diffusioniste che volevano collocare gli inizi dell'agricoltura, e quindi della civiltà, in un unico centro di irradiazione situato nell'Asia sud-occidentale (la “Mezzaluna Fertile”). Chiarito che le tecniche di coltivazione delle piante e di allevamento degli animali non sono state importate in Cina, ma vi sono sorte autonomamente, si è affermata l'ipotesi dell'esistenza di sviluppi regionali distinti e indipendenti, nell'ambito di progressi culturali delineatisi già alla fine del Paleolitico.
Sembra sempre più attendibile l'ipotesi che le prime forme di organizzazione statale in territorio cinese siano comparse tra la fine del III e gli inizi del II millennio a.C. È il periodo in cui la tradizione scritta colloca la prima delle “tre dinastie ereditarie” (Sandai: Xia, Shang e Zhou).
È opportuno ricordare che quando si parla di “tradizione scritta” ci si riferisce a un complesso di testi che risalgono per lo più al periodo degli Stati Combattenti e alla dinastia Han. L'opera di rielaborazione storiografica compiuta nel periodo degli Stati Combattenti e sotto la dinastia Han è particolarmente evidente allorché si consideri l'epoca delle origini della dinastia cinese. Lo Shujing (Classico dei documenti), raccolta di testi storici la cui selezione è stata attribuita a Confucio, poneva agli inizi della storia, prima delle tre dinastie, due saggi sovrani, Yao e Shun. Sima Qian, nel suo Shiji, non si limitava a menzionare Yao e Shun, ma giungeva ad elencare cinque sovrani predinastici: Huangdi, Zhuanxu, Ku, Yao e Shun. Il numero cinque era chiaramente collegato con la teoria dei cinque elementi, che costituiva il fondamento delle concezioni cosmologiche di epoca Han.
Sotto gli Han Orientali, ai cinque sovrani menzionati da Sima Qian (i cinque di) si aggiunsero altri tre sovrani predinastici, i tre huang (Fuxi, Nüwa e Shennong, secondo alcune fonti). Ciò che importa rilevare è che le Tre Dinastie si pongono come entità politiche che sono coesistite fin da un'epoca anteriore alla fondazione della dinastia Xia. La prima data certa della storia cinese, registrata dallo Shiji di Sima Qian, è l'841 a.C., anno di inizio del periodo Gonghe della dinastia Zhou.
Sono due le cronologie tradizionali più importanti: la prima è la cronologia lunga, fondata su calcoli astronomici (quasi certamente erronei) e la cronologia breve, derivata dai Zhushu jinian (Annali sub bambù). Possiamo in ogni caso ricavare dai due sistemi cronologici le seguenti datazioni per le Tre Dinastie:
- Dinastia Xia: 2205 – 1751 a.C.
- Dinastia Shang: 1751 – 1122 a.C.
- Dinastia Zhou: 1122 – 222 a.C.
Il periodo Zhou suole essere suddiviso in un periodo dei Zhou Occidentali (1122 – 770 a.C.) e un periodo dei Zhou Orientali (770 – 222 a.C.)
Dinastia Xia
Secondo la tradizione, la dinastia Xia avrebbe contato in tutto 17 sovrani. Il fondatore sarebbe stato Yu, dapprima primo ministro di Shun, l'ultimo dei cinque di, e scelto da quest'ultimo come successore. Alla morte di Yu, il trono non sarebbe stato trasmesso a colui che egli aveva scelto, ma a suo figlio Qi. Alcuni studiosi hanno voluto vedere adombrato in questa leggenda un fatto storico, vale a dire il passaggio da una monarchia elettiva a una monarchia ereditaria.
Benché alcuni eventi siano riconducibili a un'origine mitologica, l'elenco dei sovrani presenta in sé stesso un elevato grado di credibilità: è significativo che i nomi attribuiti a sei di essi siano formati da composti contenenti uno dei dieci caratteri ciclici (i cosiddetti “tronchi celesti”) usati anche per formare i nomi postumi dei sovrani della dinastia Shang. La questione della storicità della dinastia Xia si è trasferita dal terreno della pura analisi testuale a quello dell'indagine archeologica.
Il proseguimento degli scavi in aree considerate tradizionalmente come centri politici ed economici della dinastia Xia (Henan occidentale e Shanxi meridionale) portarono alla scoperta del sito di Erlitou. La cultura Erlitou denota l'esistenza di una società complessa e stratificata, con un'agricoltura e un artigianato relativamente avanzati, con l'emergere dell'industria del bronzo. La stratificazione sociale della cultura Erlitou risulta chiaramente dalle abitazioni e dalle tombe. L'esistenza di un'organizzazione statale appare dimostrata dalla scoperta di complesse strutture palaziali, la cui edificazione non sarebbe stata possibile senza l'impiego di mezzi coercitivi e di una numerosa manodopera. La cultura Erlitou conosceva la pratica dei sacrifici umani. I marchi rinvenuti su alcuni vasi di terracotta fanno ritenere che la scrittura fosse già in una fase di evoluzione relativamente avanzata.
La dinastia Shang
La storicità della dinastia Shang è stata definitivamente accertata nel corso di questo secolo, con il ritrovamento dei resti dell'ultima capitale Shang, indicata col nome di Yin dalla tradizione scritta. Le rovine di Yin (Yinxu) si estendono sulle due sponde del fiume Huan e comprendono il sito di Xiaotun, sulla riva meridionale del fiume, in cui si trovava il centro cerimoniale e amministrativo, e il sito di Xibeigang, sulla riva settentrionale, che consiste essenzialmente in una necropoli.
Fu di grande significato la scoperta sulla collina di Erligang di un sito Shang di considerevoli dimensioni, di età anteriore rispetto a Yinxu. Fu portata alla luce una cinta muraria, insieme a fonderie, officine e zone abitative, collocate al suo esterno, e strutture palaziali al suo interno. Gli Shang avevano rapporti quasi esclusivamente con entità statali che si trovavano al loro medesimo stadio di sviluppo e presentavano analoghe caratteristiche culturali.
Resti dello stato Xia potrebbero presentarsi, archeologicamente, come una fase pre-Erligang della cultura Shang. Se si ammette tuttavia l'esistenza di una cultura Xia distinta da quella Shang, allora è necessario ricercare i tratti distintivi e peculiari delle due culture. Se si considera Erlitou come Xia, appare plausibile l'ipotesi di una origine orientale degli Shang. Sima Qian elenca quattordici signori predinastici da Xie a Tang e trenta sovrani dinastici da Tang a Dixin. Xie per primo si sarebbe insediato nella città di Shang (da cui avrebbe preso il nome la dinastia). Successivamente la capitale sarebbe stata spostata parecchie volte.
Il re Tang inaugura il periodo dinastico. Inizialmente in possesso di un piccolo territorio, egli avrebbe realizzato una serie di conquiste ai danni dei signori vicini e avrebbe abbattuto la dinastia Xia. L'ultimo sovrano, Dixin, si sarebbe macchiato dei crimini più orrendi; per questo i signori sottoposti l'avrebbero abbandonato per rendere omaggio al re Wu dei Zhou. Il re Wu si sarebbe deciso a guidare le sue truppe contro Dixin, il quale sarebbe morto mentre i Zhou occupavano la sua capitale.
Le relazioni tra gli Shang e i Zhou erano di natura quanto mai instabile, e lo stesso può dirsi probabilmente anche di quelle tra gli Shang e altri sottoposti o alleati stanziati in regioni molto distanti dal centro. Gli Shang avevano con ogni probabilità due capitali: una era Yin, centro politico dello stato, e l'altra era Shang, il centro religioso di esso.
I Zhou occidentali
Alcuni testi della tradizione scritta possono essere fatti risalire al periodo degli Zhou Occidentali. Inoltre, a partire dal 841 a.C., disponiamo di un sistema di datazione accettabile. Già all'epoca della conquista, i Zhou possedevano una tecnologia del bronzo avanzata e un sistema di scrittura analogo a quello degli Shang.
Non vi sono dubbi sul fatto che sia stato il re Wu a realizzare la conquista del territorio Shang che, con qualche approssimazione, si può affermare come avvenuta intorno al 1100 a.C. L'occupazione di Yin da parte dei Zhou non determinò l'estinzione della stirpe reale Shang. Wugeng, figlio dell'ultimo sovrano Shang, fu lasciato, sorvegliato, al governo di Yin. Quando alla morte di Wu succedette suo figlio Chengwang, però, Wugeng si ribellò con l'appoggio di parte dell'aristocrazia Zhou.
Fu lo zio di Chengwang, Zhougong (“il Duca di Zhou”, modello di virtù secondo la scuola confuciana) che annientò i ribelli e edificò Luoyi (odierna Luoyang), come seconda capitale dei Zhou e presidio dei territori orientali. Il sistema politico-istituzionale della Cina arcaica, fondato sui culti familiari, fu sviluppato e perfezionato dai Zhou. Il sistema Zhou contribuì senza dubbio a creare le condizioni per una sempre maggiore integrazione culturale, politica ed economica delle regioni della Cina del Nord – essenzialmente il bacino del Fiume Giallo – e di quelle del bacino dello Yangzijiang.
La “disgregazione” del dominio Zhou non fu dunque semplicemente il risultato di un processo di decadenza, ma rappresentò una fase ulteriore del processo di integrazione, che avrebbe portato infine alla nascita del Primo Impero. Furono in tutto dodici i sovrani Zhou che regnarono nella capitale occidentale Hao. Secondo la tradizione, la dinastia avrebbe conosciuto un progressivo declino, dovuto a ragioni di ordine morale. I Zhou furono impegnati più volte in azioni militari con tribù o popolazioni non integrate nel sistema politico-istituzionale da essi instaurato. Fu proprio lo scontro con una di queste popolazioni – i Quanrong - che determinò il trasferimento definitivo della capitale a Luoyi. Aveva così inizio il periodo degli Zhou Orientali.
La religione e le istituzioni della Cina arcaica
La stirpe reale Nella Cina arcaica il re (wang) era la suprema autorità religiosa, politica e militare, ma il suo potere derivava in primo luogo dal fatto che egli era al tempo stesso capo del suo clan (xing) e, all'interno di questo, del suo lignaggio (zu).
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