Masolino da Panicale: tra gotico e rinascimento
Biografia e primi anni
Masolino (anni '80 del '300 – anni '40 del '400), nome completo Tommaso di Cristofano Fini, nacque a Panicale in Valdelsa. Negli anni '20 del 1400, Masolino arriva a Firenze, dove entra in contatto con il clima rinascimentale, soprattutto grazie a Masaccio.
Stile artistico e influenze
Nonostante l'influenza rinascimentale, Masolino rimane un artista tardo gotico, guardando a Ghiberti per eleganza e raffinatezza. La sua opera, La Madonna di Brema, mostra colonne tortili e un'incorniciatura gotica, evidenziando un tardogotico temperato dal classicismo di Ghiberti. Nella Cappella Brancacci, il suo stile è più sobrio e realistico, ma con un tocco di grazia gentile e trasognata, tipico del gusto favolistico gotico.
Opere principali
Nel 1424, con l'opera S. Anna Metterza, Masolino dimostra di risentire del clima rinascimentale, pur restando ancorato al tardo gotico. La Madonna e gli Angeli sembrano privi di corpo, un tratto distintivo del suo stile. Nel 1428, il Polittico di S. Maria Maggiore si distingue per le due schiere di figure elegantissime, pittura compatta e lieve, ed edifici classicheggianti che scorciano in profondità. Le linee ortogonali delle architetture si uniscono nel punto di fuga che sprofonda nel cielo dorato, sottolineato dalle solide nubi.
Interesse antiquario e naturalistico
Masolino mostra un forte interesse antiquario e naturalistico, evidente nei volti riconoscibili dei prelati e nell'uso di materiali preziosi. Utilizza il colore a olio con piccole pennellate secche per rendere l'aridità farinosa della neve e applica lacche e fogli di metalli preziosi patinati.
Ultime opere e legacy
Nel 1433, Masolino è chiamato a decorare la Collegiata, il Battistero e il Palazzo del Cardinale Branda Castiglione a Castiglione Olona. Le Storie di S. Giovanni Battista costituiscono la sua ultima opera nota, caratterizzata da incredibili fughe prospettiche, come nel Banchetto di Erode e nei paesaggi profondi del Battesimo di Cristo. Tuttavia, la mancanza di raccordo unitario tra le parti dà un'impressione di irrealtà, amplificando l'ambiente e ricordando l'episodicità frammentaria del Gotico internazionale.
Il contributo di Masolino, influenzato dal clima rinascimentale e dall'insegnamento di Masaccio, è quello di mediatore tra il gusto tardogotico e rinascimentale. Nella Cappella Brancacci, il suo stile appare più sobrio e naturalistico, ma con una grazia trasognata e gentile, indice della sua radice tardo gotica, sempre temperata dal classicismo moderato di Ghiberti.
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