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Periodo tardo antico

1. La basilica di Treviri, struttura e dove si trova?

Inizio del 4° secolo d.C. nel nord dell'allora Gallia Belgica, basilica costantiniana a pianta centrale senza navate laterali annessa alla residenza imperiale, probabile aula giudiziaria o sala d'udienza. Gli architetti abolirono le navate unificando il volume interno, privandolo di ogni elemento di articolazione ritmica. Le pareti laterali sono lisce, grezze, alleggerite dalla presenza di una duplice serie di finestroni ad arco che creano uno spazio rigoroso ma fortemente illuminato. La presenza di una sola navata e di una sola abside in fondo alla navata conferisce all’aula l'orientamento in direzione dell’abside, cioè la zona destinata all’imperatore. Tutta la basilica presenta pesanti volte a cassettoni. La basilica costantiniana di Treviri segue lo schema dei primi edifici tardo antichi, edifici di proporzioni colossali, fuori scala rispetto alle reali esigenze funzionali dell’edificio stesso. Fatta costruire da Valentiniano che scelse di risiedervi per fronteggiare meglio la pressione dei barbari sulla frontiera renana.

2. Che tipo di linguaggio stilistico si usa nel sarcofago di Giunio Basso?

Uno stile naturalistico classico della tradizione artistica passata ancora vivo in Oriente. Il realismo delle vesti e delle teste dei personaggi segna una profonda differenza rispetto alla media delle opere prodotte nello stesso periodo nelle botteghe romane contemporanee. Il sarcofago cristiano appartenuto a Giunio Basso del 359 d.C. rappresenta uno degli esempi più significativi di stile colto nell’arte cristiana, un sarcofago di concezione tradizionale ma che ripartisce le scene rappresentate secondo uno schema d'origine orientale. Infatti, affiora dai particolari del sarcofago la manifattura di uno scultore probabilmente greco chiamato appositamente dall’Oriente per produrre l'opera. È un sarcofago di concezione tradizionale, decorato su tre lati da rilievi che rappresentano scene tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento. Le scene sono ripartite in due registri secondo lo schema orientale e divise tra loro da elaboratissime cornici architettoniche. Le scene non sono disposte in sequenza narrativa, all'interno prendono posto tre personaggi per ciascuna scena. Il rilievo sul lato lungo del sarcofago presenta le scene tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento e quelle centrali su entrambi i registri raffigurano Cristo come signore dell’universo. La scena centrale del registro superiore rappresenta “Cristo consegna la legge ai santi Pietro e Paolo”, Cristo ha l'aspetto di un giovane Apollo ed è seduto in trono tra gli apostoli Pietro e Paolo, ai quali consegna i rotoli della legge. Egli poggia i piedi su un baldacchino sorretto dal dio romano Coelus raffigurato barbuto. La scena centrale del registro inferiore “l'ingresso di Cristo in Gerusalemme”, Cristo in groppa a un asinello giunge a Gerusalemme mentre due uomini, rappresentati in proporzioni minori, lo osservano su un albero. Attorno alle scene di vita di Cristo vi sono altre scene tratte dall'Antico e Vecchio Testamento. Nel registro superiore troviamo agli estremi sulla sinistra “Sacrificio di Isacco”, estrema destra “il Giudizio di Pilato” e poi “Cattura di San Pietro” e “Cristo condotto davanti a Pilato” persecuzioni di Cristo in parallelo a quelle subite dai primi cristiani di quell'epoca. Nel registro inferiore estrema sinistra “tormento di Giobbe”, estrema destra “San Paolo condotto al supplizio” e poi “Adamo ed Eva tentati dal serpente” e “Daniele nella fossa dei leoni”. Le figure e la struttura della sequenza narrativa divisa da colonne sono schemi artistici che s'ispirano ai primi sarcofagi pagani del II°-III° secolo d.C.

3. Chi era Giunio Basso?

Giunio Basso era un patrizio romano prefetto della città di Roma morto nel 359 d.C. a 42 anni. Il sarcofago di forma rettangolare destinato a ospitare le spoglie del defunto inumato, è oggi conservato nel Museo del Tesoro della Basilica di San Pietro in Vaticano.

4. La tradizione dei sarcofagi è uniforme nella Roma del 4° secolo?

Non è uniforme poiché i sarcofagi di quell'epoca ritrovati, presentano caratteristiche stilistiche disomogenee tra loro, essendo ormai anche i sarcofagi espressione delle tante scuole e tendenze artistiche presenti nel vasto impero. In linea generale s'individuano due tendenze: una classicistica/naturalistica alla quale appartiene il sarcofago di Giunio Basso, che presenta le caratteristiche tipiche dell’arte classica romana e italica, e una tendenza anticlassica con opere fredde rigide che danno ampio spazio al simbolismo dei personaggi e oggetti rappresentati.

5. Questa tendenza dove la si trova nella Roma del 4° secolo?

La tendenza classicistica/naturalistica, anche detto stile tardo classicismo cristiano, è ancora individuabile oggi nel mosaico absidale di Santa Pudenziana a Roma che risale appunto al 4° secolo.

6. Sono tutti stilisticamente simili a quello di Giunio Basso?

La produzione dei sarcofagi è disomogenea poiché ognuno ha un proprio stile. Esempio di tendenza anticlassica è un sarcofago dello stesso periodo 4° secolo dopo Cristo ritrovato nelle catacombe di Domitilla a Roma.

7. Sarcofago di Giunio Basso datazione?

359 dopo Cristo.

8. In questo periodo a Roma che sarcofagi si creano? Sono simili a questi?

Le rappresentazioni sui sarcofagi sono inizialmente simili a quelli dei coevi sarcofagi pagani: scene di pastorizie, il defunto rappresentato come un filosofo che legge, personaggi che danzano e suonano. Poi l'iconografia cristiana si evolverà dando vita a opere con soggetti iconografici nuovi e innovativi.

9. Di che stile si tratta? E perché Giunio Basso?

10. La produzione dei sarcofagi quando si presenta a Roma?

Sarcofagi pagani 2-3° secolo dopo Cristo.

11. Sarcofagi a testa allineata, stile?

Stile anticlassico 4° secolo presenta tratti freddi rigidi, iconici, anticlassici e simbolistici che non presentano naturalezza dei gesti e nella composizione, ma staticità rappresentati anche dall’allineamento delle teste dei personaggi. I personaggi hanno dimensioni diverse secondo il rango sociale. Le figure sono massicce, pochi gesti che si ripetono meccanicamente, le pieghe degli abiti si riducono a profonde incisioni eseguite col trapano, lo spazio adozione della prospettiva ribaltata.

12. Da quando si presenta questo stile?

Arco di Costantino. Questo stile anticlassico è presente nell’arco di Costantino datato 312 d.C. nei rilievi della parte superiore dell’età costantiniana rispetto agli altri provenienti da antiche opere romane e quindi di stile classico (reimpiego).

13. Qual’era la basilica costantiniana per eccellenza?

Le basiliche costantiniane sono: San Giovanni in Laterano, Santa Sabina, San Pietro, San Sebastiano, San Lorenzo fuori le mura a Roma e la chiesa del Golgota a Gerusalemme che oggi però non presentano la struttura originaria. La basilica costantiniana per eccellenza è San Pietro a Roma.

14. Quali ne erano gli elementi strutturali e planimetrici?

Le prime basiliche del 3° secolo dette Domus ecclesiae (sale appartate quasi clandestine, ricavate per lo più in abitazioni private [con la liberazione del culto cristiano nel 313 d.C. da parte di Costantino che riconosce la legittimità del nuovo culto, e nel 380 d.C. l'editto di Tessalonica con il quale si riconosce la religione cristiana come la religione imperiale, infatti l'editto impone a tutto l'impero il nuovo culto]), lasciano il posto alla basilica luogo espressamente concepito per ospitare intere folle di fedeli e consentire la celebrazione pubblica dei riti. Derivata dalla basilica civile romana, la basilica cristiana ha la pianta basilicale longitudinale, è composta da una grande aula rettangolare solitamente divisa da colonnati interni in tre o cinque navate, di cui la centrale è più ampia e più alta, coperta da grandi capriate lignee, e ospita le finestre da cui prende luce l’intero edificio. Colonne e archi indirizzano l'attenzione dei fedeli verso la zona dell’altare, separata da un’alta recinzione o iconostasi oggi scomparsa. La zona dell’altare è sormontata dai mosaici absidali. Le navate laterali in penombra, la navata centrale inondata dalla luce dei finestroni posti sulla parte alta delle pareti al di sotto delle capriate lignee. Spesso associati alla basilica si trovano due edifici di minori dimensioni, il battistero e il mausoleo. Il battistero a pianta circolare sormontato da una cupola, edificio dove si amministrava il sacramento del battesimo ai nuovi adepti detti catecumeni, al centro dell’edificio v'era una grande vasca poligonale dove avveniva il battesimo circondata da un colonnato circolare che separava la zona della vasca dal deambulatorio. Il deambulatorio coperto da tetto a volta. L'altro edificio che sorgeva accanto alla basilica era il mausoleo a pianta a croce latina era un sepolcro solenne, una cappella quadrata nella quale si conservavano le spoglie dei martiri o di personaggi di grande rilievo.

15. Che significa mausoleo, che funzione ha?

Grande costruzione monumentale funeraria. Il nome ha origine dal monumento funerario del re di Caria, Mausolo 350 a.C. ad Alicarnasso. Era a pianta a croce e sorgeva al di fuori della basilica, era un sepolcro solenne con dentro una cappella quadrata nella quale si conservavano le spoglie dei martiri o dei personaggi di grande rilievo.

16. Qual'è il materiale tipico di rivestimento delle basiliche?

Il materiale di rivestimento delle basiliche erano i mattoni, le decorazioni si riducono a pochi semplici elementi con una ragione funzionale e simbolica poiché tutta la basilica nel suo insieme deve esprimere con sobrietà la propria funzione. Gli edifici destinati al culto cristiano sono generalmente più semplici nella struttura e nella decorazione rispetto alle basiliche romane, dovuto al fatto che anche l'edificio di culto cristiano doveva esprimere l'austerità tipica di questa religione.

17. Il sistema di copertura delle basiliche costantiniane?

La copertura è in legno con le travature del tetto in vista, anche dette capriate.

18. Le basiliche costantiniane che pianta hanno?

Pianta longitudinale.

19. Nella fase costantiniana si fissano le basi delle basiliche...

Basiliche a pianta longitudinale.

20. Quali sono le prime fondazioni costantiniane?

San Pietro ecc... Le basiliche costantiniane: San Pietro ecc.

21. A quale dimensione culturale è legata?

Pagana.

22. Che tipo di copertura c'è nelle basiliche costantiniane?

23. Il tetto com'è fatto?

Travature in legno a vista.

24. Quali sono le basiliche che Costantino ha fatto costruire?

San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura, Santa Sabina, San Sebastiano, San Lorenzo fuori le mura, e la Chiesa del Golgota a Gerusalemme.

25. Quali sono gli edifici che Costantino fa costruire?

Le basiliche costantiniane.

26. Come mai è importante la fase costantiniana?

Cristianesimo riconosciuto come culto nel 313 d.C. proprio da Costantino con l'editto di Milano e sostegno economico alle comunità cristiane, il numero delle conversioni aumenta enormemente, i vecchi luoghi di riunione nelle case private non bastano più per il numero elevato di fedeli e si avvia la costruzione dei primi luoghi pubblici dedicati al culto cristiano, le basiliche su esempio delle Domus ecclesiae romane. Costantino stesso fa costruire diverse basiliche. I luoghi di culto cristiano nascono sotto la matrice privata Domus ecclesiae.

27. L'iconografia del Buon Pastore da quale iconografia prende spunto?

Dall’iconografia cristiana che ha come riferimento scene prese dall'antico e dal nuovo testamento, altri esempi d'iconografia cristiana sono gli oranti. Il buon pastore è una statuetta votiva del 4° secolo d.C. conseguente alla nascita di un’iconografia propriamente cristiana tratta dal moschophoros greco fanciullo portatore di una pecorella, le immagini tratte dalla tradizione classica vengono caricate di un significato religioso mistico, dove Cristo è il buon Pastore venuto sulla terra a salvare gli uomini... stile classicista naturalista le figure plastiche ma intrise di significato simbolico.

28. Le porte di Santa Sabina?

Sono due porte lignee intagliate risalenti al 5° secolo d.C. della basilica costantiniana di Santa Sabina a Roma. Rappresentano la “Crocifissione” e il “Ratto di Elia”. È il solo esempio di portale intagliato di età paleocristiana nel quale convivono due stili differenti. Nella Crocifissione vediamo Cristo posto al centro tra i due ladroni una crocifissione stilizzata, dove le figure sono rigide e racchiuse in spazi ben precisi. La Crocifissione presenta i tratti dello stile anticlassico bizantineggiante. Nel ratto di Elia invece le figure sono plastiche e si riconosce lo stile classicista/naturalista tipico plasticismo dell’arte classica. Probabilmente è un’opera realizzata da diversi artisti con diversa formazione artistica e di differente cultura e provenienza.

29. Il buon pastore, paragone con i particolari di due porte a Roma Santa Sabina?

La statuetta votiva del Buon Pastore è datata 4° secolo d.C. è appartiene alla tendenza artistica classicistica/naturalistica della prima arte cristiana. Presenta i tratti stilistici tipici dell’arte classica ma raffigura un soggetto tipicamente cristiano Cristo come un Buon Pastore. Quindi appartiene alla tendenza artistica classicistica/naturalistica con valori plastici e volumetrici. Invece le porte lignee di Santa Sabina del 5° secolo d.C. sono l'unico esempio di età paleocristiana pervenute a noi in cui le due tendenze stilistiche convivono. Infatti, vediamo nella scena della Crocifissione i tratti tipici dello stile anticlassico bizantineggiante figure fredde, iconiche (ossia che rappresentano immagini sacre). Invece nel ratto di Elia tendenza stilistica classicistica/naturalistica.

30. Questa doppia tendenza cosa testimonia a Roma?

Testimonia che l'arte classica fra 4° e 5° secolo è assai disomogenea dal punto di vista stilistico. Che probabilmente l'opera è stata eseguita da artisti diversi, provenienti da un ambiente culturale e artistico diverso e questa loro formazione si esprime nei due stili compresenti nelle porte lignee di Santa Sabina. Infatti, le porte che sono datate al 5° secolo sono l'espressione dell’arte di quell'epoca quando ormai la capitale dell’impero s'è già spostata a Costantinopoli ed è nata una doppia tendenza artistica, una legata all’arte antica dell’antico impero fondata su caratteri stilistici classici, e un'altra tendenza nata assieme al nuovo impero, una tendenza anticlassica con influenze bizantineggianti provenienti dai nuovi territori del nuovo impero.

31. Quando è stata realizzata? quali sono le due tipologie decorative?

Santa Sabina e le sue porte lignee sono state realizzate nel 5° secolo, particolare è lo stile delle porte lignee poiché l'unico esempio d'opera d'arte paleocristiana in cui convivono due tendenze artistiche classicista/naturalistica nella scena del ratto di Elia e una tendenza anticlassica con influenze bizantineggianti nella scena della crocifissione.

32. Parlami della base dell'obelisco di Teodosio?

La base dell’obelisco di Teodosio del 390-393 d.C. si trova a Costantinopoli l'odierna Istanbul. Mostra l'imperatore Teodosio e i figli in tribuna imperiale dell’ippodromo di Costantinopoli. È la chiara espressione della scultura bizantina del 5° secolo quando vengono negati valori plastici e spaziali dell'arte classica per essere sostituiti da immagini a contenuto simbolico e allusivo. Questa tendenza è presente soprattutto nelle opere a carattere ufficiale cioè, dove vengono ritratti il sovrano e la sua corte. Qui vediamo l'imperatore e i suoi figli assisi nella tribuna d'onore dell’ippodromo di Costantinopoli ritratti in modo statico, uniforme, ripetitivo, tutte le figure statiche con le teste allineate secondo una disposizione ben precisa appunto statica che riflette il ferreo ordinamento gerarchico della società al tempo di Teodosio. Le figure appaiono impersonali, statiche, fisse, immobili. Sottolinea la tendenza a riversare nelle immagini contenuti simbolici e allusivi. Nei rilievi della base dell’obelisco di Teodosio questa tendenza si radicalizza, le figure appaiono bidimensionali, statiche, uniformi, ripetitive, collocate secondo una disposizione che riflette l'ordine gerarchico della società di quel tempo.

33. Chi era Teodosio?

Imperatore romano d’oriente alla fine del 4° secolo, generale di origine spagnola fu chiamato dall’imperatore Graziano rimasto al potere da solo con il piccolo Valentiniano 2°, a condividere con lui il governo dell’impero. Imperatore dal 379 al 395 d.C. anno della sua morte. Teodosio manifestò una particolare attenzione per il problema religioso, infatti, nel 380 d.C. emanò l'editto con il quale la religione cristiana veniva elevata al rango di religione ufficiale dell’Impero. Durante la sua vita politica si prodigò nel controllo dei confini dell’impero, assediati dai barbari desiderosi di oltrepassare i confini e conquistare le terre dell’impero romano. Visse a Costantinopoli (già divenuto centro importante dell’impero all’epoca di Costantino che la fondò nel 330 d.C.) dove sono ancora oggi conservate diverse opere tardo antiche di stile bizantineggiante che ritraggono Teodosio i suoi figli e la sua corte. La morte di Teodosio avvenuta nel 395 d.C. segnò un momento di svolta decisivo per la storia dell’impero romano. Per la prima volta esso fu diviso territorialmente di fatto in due parti tra i due figli di Teodosio, Arcadio cui toccò l'oriente, e Onorio cui toccò l'occidente.

34. Si ricorda qualcosa dell’età teodosiana?

La base dell’obelisco di Teodosio a Costantinopoli e Santa Sofia a Costantinopoli. Teodosio fu probabilmente finanziato.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/01 Storia dell'arte medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sewigi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Angelelli Walter.
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