Archeologia e storia dell'arte greca
Periodizzazione storica
1. Età protogeometrica e geometrica (secoli da X a VIII a.C.)
Il passaggio tra il II e il I millennio a.C. non è avvenuto con dinamiche molto chiare: col nome di “dark ages” si indica il periodo tra la fine dell'XI secolo a.C. e la metà del VIII secolo a.C. Tra la fine del XIII secolo a.C. e la metà del successivo si registra il crollo del mondo miceneo, datato dal XVI al XIII secolo a.C. Si verificò la distruzione dei palazzi micenei e la comparsa dell’organizzazione palaziale, insieme alla comparsa della scrittura “lineare B”, un impoverimento della cultura materiale e l'analfabetismo, con distruzioni dovute a varie cause.
Per tradizione, la guerra di Troia si fa risalire alla fine del II millennio a.C., tra il 1194 e il 1184: se si accetta questo dato, si sa che in questo periodo i regni micenei erano già in crisi. Non è chiaro il legame tra la scomparsa del mondo miceneo e la cosiddetta “invasione dorica” del 1104 a.C. I popoli indicati come conquistatori e non distruttori avevano un ruolo improbabile nella distruzione dei palazzi micenei, e sicuramente popoli che si sono insediati al loro posto. L’arrivo dei Dori in Grecia si inserisce in un quadro più ampio e turbolento di migrazioni tra il XIII e il XII secolo a.C. in tutto l'Oriente anatolico e siro-palestinese, comportando la modifica degli assetti politici e degli equilibri di potere.
Un ulteriore fenomeno migratorio in Grecia e Asia Minore allo scadere del II millennio a.C. si colloca alla metà dell'XI secolo a.C., la cosiddetta “colonizzazione ionica” (anche eolica o dorica), che fu il trasferimento e l’occupazione stabile delle coste occidentali della penisola anatolica da Greci provenienti dalla Grecia continentale (con dialetti diversi). Ci furono dissesti politici e militari, vuoti di potere, ricerca di nuovi spazi e creazione di nuovi insediamenti. È il momento nel quale si definisce l’assetto territoriale del mondo “greco-orientale”.
Genti dalla Tessaglia e dalla Beozia si insediarono sull’isola di Lesbo e sulla costa antistante, dando origine alla dodecapoli eolica con Smirne e Cuma Eolide, con dialetti lesbico, tessalico e beotico. Dall’Attica e l’Eubea vennero popoli che occuparono il territorio a sud di Smirne, dove nacque la dodecapoli ionica con città come Colofone, Efeso, Priene, Mileto, e le isole di Samo e Chio in Ionia, con dialetti ionici. Questo era anche l’elemento più attivo e meglio organizzato. Più a sud, il distretto dorico comprendeva Alicarnasso, Cnido, i tre centri sull’isola di Rodi, Ialiso, Camiro e Lindo, e l’isola di Coo, con dialetti dorici.
Tra II e I millennio a.C. si verificò un mutamento significativo riguardo l’uso dei metalli: si passò dal bronzo al ferro, con conseguenti trasformazioni di ordine economico e socio-politico, nelle linee di scambio e traffico, nella tattica e nell’organizzazione militare, e nelle competenze del tutto nuove degli artigiani. Avvennero, inoltre, cambiamenti culturali di vario genere, ad esempio nel rito funebre e nella forma dell’ornato dei vasi: da questa caratteristica prende il nome l’arte greca dei secoli XI – VIII a.C.: protogeometrico (dalla metà dell'XI secolo a tutto il X secolo a.C.) e geometrico (dal IX all'VIII secolo a.C.).
La scomparsa delle forme del potere micenee, di tipo monarchico e palaziale, conduce alla nascita di una nuova realtà sociale e istituzionale: la polis. È una realtà complessa, nella quale l’acropoli, centro politico e sacrale, è collegata con la “asty”, la città abitata ai suoi piedi, e alla “chora”, il territorio da cui provengono le risorse; la polis dei secoli XI – VIII a.C. è una città aristocratica di matrice oplitico-contadina: è guidata da un gruppo di “aristoi”, i nobili, le cui ricchezza e prerogative, nell’esercizio delle funzioni politiche, giuridiche, militari e sacrali, derivano dalla proprietà terriera e dalla possibilità di procurarsi, per questa via, armatura e cavalli. Vigevano gli ideali della civiltà dell’onore e della vergogna. Le attività nobili erano considerate l’agricoltura e l’allevamento, mentre il commercio, che sconfinava a volte nella pirateria, non era disegnato ma neanche preferito: questo implica che la mobilità dei Greci sui mari era già molto elevata, ed aveva come interlocutori quei mercanti fenici e siro-levantini dai quali impararono la scrittura per l’alfabeto; le prime iscrizioni greche sono del VIII secolo a.C.
Molti greci, a partire dai decenni centrali del VIII secolo a.C., videro le loro soluzioni nel mare: nacque così un massiccio spostamento di gruppi organizzati (in patria veniva deciso quali uomini, solo uomini, dovevano lasciare le proprie terre per colonizzarne di nuove) verso Occidente, in particolare verso l’Italia meridionale e la Sicilia, nel nord nell’Egeo settentrionale, ad est lungo le coste del Mar Nero, Egitto e Cirenaica. È la cosiddetta “colonizzazione arcaica”, che si protrasse anche nei secoli VIII – VI a.C.; questi nuovi centri coloniali parteciperanno allo sviluppo artistico della madrepatria in maniera autonoma, ma comunque allineandosi ai temi dell’arte greca.
La cronologia della ceramica protogeometrica e geometrica vale sia per i vasi attici che per gli altri; con lo sfiorire della ceramica attica prese piede quella corinzia.
- Stile protogeometrico (PG) 1050 – 900 a.C.
- Stile geometrico antico (GA) 900 – 850 a.C.
- Stile geometrico medio
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