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Storia dell'arte e del design grafico - Appunti Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia dell'arte e del design grafico per l’esame del professor Maggi. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la Camera oscura inventata nel 1544, Albrecht Dürer, David Allan e Regnault, la camera lucida, Canaletto (Venezia, 700-800), Joseph Nicephore Niepce.

Esame di Storia dell'arte contemporanea docente Prof. A. Maggi

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stampate e cotte su ceramiche e porcellane oppure incollate all'interno di fermacarte

in vetro convesso che facevano apparire le fotografie grandi e luminose, montate su

gioielli portasigari e oggetti preziosi. Inoltre venivano stampati su della pelle e stoffe

per produrre guanti valige ed altri oggetti che i proprietari solitamente erano ansiosi di

avere contrassegnati con il proprio ritratto.

Ruolo della fotografia e il mondo commerciale: la fotografia in quanto attività

commerciale fu assoggettata alle stesse leggi. La situazione economica generale

sembrava giustificare l'invenzione della fotografia nel formato carte de visite, creata

originariamente per ragioni di interesse personale e che permetteva a prezzi contenuti

e una produzione rapida. Inizialmente la fotografia era praticata solo da pittori

scienziati e altri esperti ma poi si trasformò in un'attività professionale vera e propria

producendo una nuova classe che veniva formata esclusivamente all'esercizio di essa.

Vennero introdotti corsi di fotografia nelle scuole, tirocini speciali per fotografi

insegnamenti di fotografia nelle università corsi di formazione nel ritocco. Furono

ammessi assistenti di sesso femminile in quanto le donne erano considerate più

economiche, più laboriose e più perseveranti degli uomini. Le ragazze che gli davano

la professione di fotografi erano in genere di buona famiglia e molto rispettabile la

maggior parte era assunta per ritoccare, molte per stampare e alcune per vari altri in

piedi. Le esposizioni erano una buona opportunità per far salire le loro quotazioni. Era

concesso loro il diritto di fotografare all'interno di una mostra venivano autorizzati a

fotografare stanze, allestimenti, dettagli e persone e tendere le stampe al pubblico. In

cambio dovevano pagare agli organizzatori una somma di denaro a seconda delle

circostanze. La discussione se la fotografia fosse o meno un’arte fu allora ripresa ad

un livello diverso. Si chiese a categoria fiscale appartenessero i fotografi. Questo

condusse ad animate discussioni sulla necessità di una legge che tutelasse i fotografi

contro la pirateria.

Riviste e associazioni fotografiche: il primo congresso dedicato alla fotografia si tenne

a Parigi nel 1889. Altri convegni internazionali seguirono i Belgio Inghilterra e Francia

Germania e da allora essi vennero regolarmente a intervalli di qualche anno. Alcune

delle riviste si occupavano di aspetti fotografici generali, alcune di punti di vista

pittorici e altre approfondivano interessi puramente scientifici. Una delle principali

innovazioni che portò a decisivi cambiamenti nella fotografia durante gli ultimi

decenni del secolo fu l'invenzione della lastra secca da parte di Maddox. Tra le altre

intenzioni le seguenti furono di vitale importanza: si divertiva che fino ad allora era

stata sensibile ma i raggi più, fu sostituita dall'emulsione ortocromatica con una

maggiore sensibilità al verde e al giallo. Seguirono altri progressi, 20 data di

emissione che oltre all'arancia e niente e sì che i raggi rossi fu così possibile di tutti i

colori con lastre hanno pancromatiche. Ben presto vennero fatti tentativi per ottenere

fotografie su tutta ma senza successo fino al 1885 quando ricerche in ambito ottico e

chimico hanno stabilito le basi scientifiche per i metodi da usare: ci volevano lenti

speciali.

Pittura impressionista: solo dopo l'invenzione della vita nel 1861 la luce elettrica si

avviò a diventare di uso comune anche negli atelier. Venivano fotografate immagine

con luce artificiale identiche a quelle con luce naturale. Fotografie pulitissime a poco

prezzo, 20 secondi di tempo e tre centesimi per l'illuminazione. Tale invenzione poteva

essere applicata anche alla riproduzione e all'ingrandimento. Gli atelier con luce

artificiale divennero ben presto di moda. I fotografi che volevano avere fama

dovevano installare una luce artificiale. La novità di farsi fotografare alla sera era di

per sé uno stimolo. Inoltre i ritratti erano differenti da quelli realizzati con luce diurna.

Il fotografo che era in grado di controllare le luci aveva il potere di usarle a

piacimento. Così il carattere del ritratto. La luce iniziò così a giocare un ruolo

importante nella ritrattistica. Anche gli negli anni 80 e 90 si nota una predilezione

verso la rappresentazione in abiti da sera o in qualsiasi altro tipo di vestito elegante

indossato ad un ballo o a un ricevimento, al tè delle cinque. Si stava facendo strada

l'aristocrazia industriale. La pittura accademica e la fotografia erano in competizione

tra loro nello sforzo di dipingere la società per come si proponeva e per come

convenzionalmente veniva vista. Un gruppo di pittori francesi però iniziò a trasgredire

queste consuetudini sostenendo che non era compito del pittore rappresentare la

realtà per come tutti la conoscevano. Quello è il compito del fotografo mentre il

pittore deve rappresentare il mondo per come gli si presenta deve proporre la propria

personale visione di esso. La parola impressione fu utilizzata come titolo per uno dei

primi quadri esposti da un membro di questo gruppo e di seguito adottata per dare il

nome all'intera scuola dell'impressionismo di cui il principale esponente fu Manet, ma

anche Monet e Renoir. Le premesse alla nascita del movimento furono poste da due

pittori inglesi: Constable e Turner. Il dissolversi dei contorni in 1000 luci luccicanti e

colorate e era percepito come un peculiarità proprie della tecnica del tennis un'arte

meccanica sarebbe stata in grado di imitare. Vi era un'influenza reciproca tra pittura e

fotografia. È stato chiarito dalla fotografia istantanea che i pittori erano

completamente all'oscuro della reale sequenza dei movimenti dell'uomo e degli

animali.

Conquista del movimento: la fotografia istantanea divenne realtà al momento

dell'invenzione della lastra al collodio secco. Il desiderio di generazioni di fotografi di

riprendere oggetti di movimento divenne realtà. Le prime pose istantanee che

seguitarono meraviglia a livello internazionale furono le fotografie di un cavallo in

corsa realizzate da Muybridge. Quando compì i suoi primi esperimenti fu costretto ad

usare lastre al collodio umido; invece nel 1883 iniziò i suoi esperimenti con lastre al

collodio secco. I risultati furono sorprendenti.

Apparecchi inconsueti: il sistema sviluppato da Muybridge nell'uso di 30 o 40

apparecchi fotografici non era adatto a qualsiasi tipo di soggetto. Marey per seguire il

volo degli uccelli progettò una speciale macchina fotografica dalla forma di un fucile

grazie alla quale era in grado di scattare una dozzina di fotografie al minuto; gli spari

erano regolati da un meccanismo a orologeria. Vennero create anche macchine con

svariate forme: binocoli da campagna e da opera, revolver eccetera. Nel 1939 il tempo

di esposizione era arrivato a 1/1000000 di secondo. Le conseguenze sono smisurate e

molteplici in tutti i campi, dalla fotografia alla scienza, sia in ambito privato che

commerciale, professionale e amatoriale. F

George Eastman: il re della Kodak. La sua prima invenzione fu una macchina che

permetteva di ricoprire meccanicamente le lastre di vetro con il signore fotosensibile.

Nel 1879 ottenne il brevetto in Inghilterra per questo dispositivo. Eastman basò i suoi

affari sui seguenti principi: produzione in grandi quantità attraverso l'utilizzo di

macchinari, prezzi bassi per aumentare l'utilità dei prodotti, distribuzione nazionale ed

estera, ampia pubblicità e vendita per rappresentanza. Dopo molti esperimenti riprese

l'idea di utilizzare per supporto la carta e decise di ricoprirla di due strati di gelatina, il

primo sensibile ed il secondo solubile. I porta rullini furono inventati per sostenere la

pellicola nella macchina fotografica. Nel 1888 cominciò a rivolgere l'attenzione

all'apparecchio fotografico. Costruì una scatola di piccole dimensioni che poteva

essere tenuta in mano durante la ripresa. Quando tutte le cose erano state scattate,

l'intera macchina fotografica doveva essere spedita alla fabbrica per lo sviluppo. Le

stampe ottenute e l'apparecchio nuovamente caricato venivano in seguito restituite al

mittente. Il nome dell'apparecchio inventato per questo particolare scopo era Kodak.

In passato la pratica dell'arte era esercitata da chi nutriva dedicarle tempo e di spazio,

adesso è accessibile a tutti. Edison comprò una Kodak per uso personale. I due

divennero grandi amici e collaboratori: Edison progettò la sua macchina fotografica

per istantanee e Eastman gli fornì la pellicola necessaria. Il nuovo obiettivo di Eastman

era un'invenzione di una pellicola trasparente resistente ed estremamente flessibile.

Per molti anni l'apparecchio Kodak uno strumento ideale per l'amatore, e il Nobel

venne associato dal pubblico ad ogni macchina fotografica a basso costo con un fuoco

fisso, di fabbricazione americana. L'America non fu l'unica produttrice di macchine

fotografiche di piccole dimensioni. Tra gli Stati Uniti e la Germania iniziò una vera e

propria concorrenza. Per lungo tempo gli Stati Uniti restarono i leader nel mercato ma

in seguito fu principalmente la Germania a far fronte alle richieste di macchine

fotografiche portatili nel mondo. La moderna e precisa macchina fotografica tedesca

Leica viene immessa nel mercato nel 1925 e utilizzata sia a livello professionale che

dilettantistico.

Foto amatori e professionisti: mentre rapidi mutamenti avvenivano nella fotografia

amatoriale, la fotografia professionale subiva una propria evoluzione il pubblico

sarebbe stato più consapevole delle loro abilità professionali se avessero meglio

enfatizzato quello che erano in grado di fare così sminuendo gli amatori. Il ritocco

prometteva di divenire una delle armi più potenti in questa lotta. Il ritocco necessitava

molta pratica. Era impossibile farlo semplicemente premendo un bottone. Alcuni

fotografi professionisti si avvalsero estesamente di questa risorsa. La discordanza fra

la ritrattistica professionale in posa e ritoccata e le fotografie amatoriali prive di

ritocco scattate in ambienti familiari era meno evidente in Gran Bretagna che in altri

paesi europei, poiché in questo paese esisteva un'alternativa alla ritocco

particolarmente apprezzata: la fotografia soft-focus.

Come un pittore che realizza un grande numero di schizzi prima di iniziare a

disegnare, il fotografo deve fare un numero soddisfacente di scatti.

Nuova oggettività: le fotografie furono utilizzate dagli dadaisti e da qualche collega

che operava in ambiti simili, allo stesso modo in cui le decisioni vennero poi impiegate

tra i surrealisti. Neri tagliarono, ingrandirono o ridussero e le usarono come parti o

centri in immagini di nuova composizione che realizzavano assemblando vari ritagli di

giornale con l'aggiunta di disegni dipinte e scritte (venivano chiamati collage e il

maggiore esponente fu Hearthfield). La fotografia inoltre è stata adottata da alcuni

pittori astrattisti come strumento di espressione con il quale tentare di dare forma al

senso di equilibrio: hanno adottato il disegno fotogenico “photogenic drawing”. Un

genere di trasformazione simile lega fotografia e pittura futurista. Una delle

caratteristiche del futurismo fu lo sforzo di rappresentare il tutto ed enti che avevano

luogo in momenti separati o vari aspetti dello stesso oggetto che nella realtà non

potevano essere rassicurati simultaneamente. Questi sforzi furono in primo luogo un

effetto del foto dinamismo sulla pittura. Successivamente questa tendenza si è

invertita: effetti fotografici futuristi si ottennero cimentandosi con esposizioni multiple

oppure con un tipo di combinazione di stampa, tuttavia senza il fine di conseguire

un'immagine omogenea ma una visione simultanea. In alcuni fotografi soprattutto

dilettanti questa teoria si sviluppò un iter consapevolezza dei valori di ritorno ed

equilibrio. Tra gli anni 20 e 30 le numerose nature morte e le fotografie pattern

trovarono ritmo ed equilibrio attraverso pochi oggetti e Massimo contrasto di luci e

ombre. Che l'oggetto fosse un uovo o una tazza di tè non aveva importanza se luci e

ombre venivano ben disposte e la composizione risultava equilibrata. Allo stesso

tempo contrariamente all'intenzione estetica iniziale, l'oggetto isolato dal suo contesto

acquisiva un'importanza maggiore rispetto a quella originariamente posseduta.

Questo fu l'inizio di un movimento contrario: i fotografi dopo essersi informati sui

valori e sull'equilibrio del tonno cominciarono ad essere consapevoli dell'oggetto come

mai prima d'ora l'oggetto nell'immagine cominciò ad imporsi e così accadde anche per

i suoi dettagli. Nulla era senza significato. La minuziosità nei dettagli divenne

essenziale. Lo stile impressionista e la consistenza pittorica delle carte fotografiche

vennero rifiutate furono enfatizzate invece le texture dell'oggetto e la sua superficie. I

tagli e punti di vista inusuali furono in auge. Fu l'inizio della moderna fotografia

oggettiva chiamata anche fotografia diretta. Per la prima volta nella storia della

fotografia non fu solo la forma la delineazione e l'espressione del volto umano ad

interessare i fotografo ma lo attrassero anche i dettagli scultorei del capo, la texture di

pelle, capelli unti e vestiti. Per la prima volta il fotografo possedeva l'attrezzatura

perfetta, il materiale, la luce e altri strumenti ed era preparato a farne uso. Le

consapevolezze della nuova oggettività e i film prodotti in Russia e in America che

venivano proiettati in tutto il mondo, ispirarono un nuovo genere di ritratto lontano da

tutto ciò che si era sperimentato fino ad allora. Il progresso della fotografia amatoriale

venne avvertito come una minaccia molti anni prima che lo diventasse veramente ora

ha conquistato parte del campo. Molti lavori che precedentemente erano riservati ai

soli fotografi professionisti sono ora svolti da otto motori in possesso di una macchina

fotografica moderna e dell'equipaggiamento necessario per la ripresa.

Immagini fotografiche per pagina stampata: importanti invenzioni furono fatte sia da

fotografi professionisti che da amatoriali, sarebbe difficile capire quale dei due gruppi

abbia apportato il maggiore contributo all'arte e alla scienza della fotografia. La

domanda di foto di cronaca continua a crescere molto rapidamente con la

pubblicazione di rotocalchi illustrati. Non solo le riviste sono illustrate ma anche

quotidiani. In milioni e milioni di case e negozi uffici automobili e treni ogni mattina

uomini e donne guardano le illustrazioni prima di iniziare a leggere le notizie. Molti

guardano solamente le fotografie in mancanza di tempo o interesse per la lettura.

Quando le prime fotografie vennero utilizzate come illustrazione ad un testo i positivi

originari vennero incollati direttamente tra le pagine stampate. Questo fu l'unico modo

possibile per molto tempo poiché il sistema per fotografie nei giornali non fu

praticabile prima del 1880. Alcuni anni prima si ricorreva ad un compromesso che

consisteva nel trarre dalla fotografia un'incisione che potesse essere stampata

tradizionalmente i primi tentativi è in questa direzione si devono a Niepce e Talbot. Il

daily graphic, il primo quotidiano illustrato statunitense pubblicò immagini

fotografiche che venivano riprodotte con un'incisione e stampate con le procedure

classiche dell'incisione calcografica.

Diffusione della fotografia: i giornali contenenti immagini fotografiche sono un potere

mondiale fin dall'inizio del 20º secolo quando la stampa in economia divenne una

norma generale nel primo periodo la matrice di stampa poteva essere impressa solo

su una carta speciale più consistente e liscia. Successivamente il miglioramento della

tecnica ha permesso di stampare le fotografie sulla normale carta da giornale. I

quotidiani da allora hanno aumentato la loro efficacia inserendo fotografia sia su

pagine separate che all'interno degli articoli. C'è stato un aumento della domanda di

vetture illustrate anche per quanto riguarda i giornali. E milioni di foto necessari per

giornali periodici e riviste ogni giorno un numero limitato è realizzato da fotogiornalisti

di professione. Per il resto la schiacciante maggioranza è costituita da collaboratori. La

trasmissione di fotografie a colori è tecnicamente possibile ma considerando che la

caratteristica principale dell'otto è la velocità non è stato ancora praticata perché la

riproduzione di immagini fotografiche rimane fortemente legata al procedimento di

stampa foto meccanico della decisione. È comunque possibile farlo e sicuramente un

bel giorno si farà.

Le fotografie sono dentro le nostre vite, come le nostre vite sono nelle fotografie.

Intorno alla seconda metà del XIX le città europee assistettero ad un notevole

sviluppo, la popolazione aumentò rapidamente nelle più grandi città del mondo come

Londra, Parigi,New York, Milano. Questo sviluppo era riconducibile ad crescente

processo di industrializzazione con il concentramento delle fabbriche attorno ai

principale centri urbani, con conseguente incremento dei trasporti urbani, dei servizi e

delle comunicazioni. Si andarono modificando i rapporti di lavoro e conseguentemente

le relazioni familiari e sociali, modelli abitativi e abitudini di consumo. In tutto questo

contesto che si andava modificando le vetrine dei negozi iniziarono ad infittirsi

ovunque e nelle grandi città sorsero i primi grandi magazzini. Quindi la pubblicità

iniziò ad assumere un ruolo primario all’interno di questo particolare contesto. Ebbero

nuovo impulsi anche gli ambiti più specifici dell’informazione e della cultura per

esempio nacquero nuove case editrici che si occupavano di realizzare delle copertine

per i loro libri magistralmente disegnate e corredate da illustrazioni sempre più

arricchite e anche i periodici e i quotidiani subirono un rivoluzione dal punto di vista

grafico. In questo periodo si moltiplicarono gli studi relativi ai caratteri dell’ornamento

in architettura e nelle arti applicate all’industria.

Comuncazione grafica vera e propria

Con la rivoluzione industriale nasce la figura del grafic designer.

Il tema del design scatena la competizione. Si passa dal

semplice ornamento che ornava i libri, al design che vuole

convincere l’acquirente a comprare un dato prodotto.

Owen Jones

Crea il primo fotolibro della storia. Egli sosteneva che l’uomo ha

sempre avuto l’ornamento davanti ai suoi occhi: la natura.

Condusse un indagine sistematica sui motivi formali

dell’ornamento nell’arte di tutto il mondo. Nella sua opera Grammar of ornament

affermò che la bellezza della forma è prodotta da linee nascenti l’una dall’altra in

ondulazioni graduali. Studiò la configurazione della natura vegetale.

Nel 1856 nascono gli elementi di composizione ripetitivi: i pattern

Protostoria del design grafico:

Water Crane scrive i principi strutturali della linea

 perché stava studiando il contributo che le linee davano

ai progetti; fa un'analisi strutturale della linea che

compone l'oggetto. Per lui la linea era il principio primo.

Lewis Foreman Day si pone il problema del

 raggruppamento di forme e la loro tessitura.

Dresser studia i dipinti persiani e scrive l’arte del

 design decorativo. Crea campioni ornamentali basati su

forme geometriche che si moltiplicano nello spazio

Grasset studia lo sviluppo delle forme ornamentali. Puntò alla costruzione di un

sistema grafico astratto, composto di elementi geometrici organizzati in figure basate

su punti, linee e combinazioni. Dedicò il suo studio alle linee curve e dritte. Giudicò

negativamente gli ornamenti che imitano passivamente le forme naturali. nei suoi

manifesti si ha un particolare prototipo femminile che prende ispirazione dal

Rinascimento italiano, caratterizzato da un segno di contorno piuttosto pesante. Con

dei richiami al medievalismo ripresi direttamente da Morris. Ggrafico francese che si

ispira alla grafica delle vetrate medievali delle cattedrali. Usa colori trasparenti e

contorni neri forti.

Le copertine dei libri lentamente iniziano a distinguersi gli uni dagli altri. Il 1851 è un

anno fondamentale. Al Crystal Palace viene creata una rassegna in cui prende piede

l'arte applicata. È un'esposizione di macchine nuove, stampe di tessuti. Iniziano a

formarsi una mentalità: pro prodotto industriale e pro prodotto artigianale.

John Ruskin e William Morris

Uno dei più rigidi antimodernisti che vuole rivisitare il gotico. Sosteneva che chi creava

in stile gotico si isprava alla natura, il gotico era positivo. Si formò una setta

capeggiata da William Morris a favore del gotico/medievale e contro la modernità.

Viene fondato “arts and crafts” arti e mestieri, nella Red House dove i pittori

maturavano insieme le loro idee di ghotic revival. Invenzione della casa editrice: Morris

si fece aiutare da varie persone come Burne-Jones. Ruskin dice “l’imperfezione è insita

in tutto ciò che sappaimo nella vita” contro le idee moderniste. Inizia il periodo

borderline tra artista e grafico.

Nel 1861 Morris fonda una delle sue prime imprese, si trattava principalmente di un

attività di belle arti, incisione e produzione di mobili e metalli. Dopo qualche anno

invece stipula un contratto con un industria produttrice di carta da parati, e qualche

anno più avanti crea una fabbrica produttrice di tessuti stampati nel giro di pochi anni

aveva già creato 33 disegni per carte da parati e 52 tra stoffe stampate e tessute.

L’ultima delle sue attività è stata la Kelmscott Press del 1890 che si occupava di

realizzare libri e stampe rare. Aveva una particolare predilezione per i caratteri latini e

per quelli veneziani e si era occupato esso stesso di disegnarne qualcuno per esempio

il Golden Type. Si era impegnato principalmente per realizzare un equilibrio tra testo

ed immagini come se si trattasse di una composizione armonica. Determinati per i

fregi realizzati da Morris sono stati i suoi studi floreali per le carte da parati e i vari

tessuti. I suoi lavori erano concentrati principalmente sull’intreccio decorativo

perfettamente equilibrato tra pieni e vuoti, l’annullamento del naturalismo a favore

dell’elemento simbolico bidimensionale, raffinato rapporto cromatico tra soggetto e

sfondo contrasto tra bianco e nero. I lavori di Morris furono motivo di contagio per

molti altri artisti inglesi che si trovarono ad aderire alla Art and Crafts e di altri

movimenti individuali tutti accomunati dal rifiuto della produzione meccanica degli

oggetti d’uso e verso una rivalutazione del lavoro artigianale.

LEZIONE 8 Arthur Heygate Mackmurdo

L’araba fenice risoge dalle ceneri di Londra dopo l’incendio del

1666. Dalla distruzione emerge la fenice che è simbolo di

resurrezione. La Londra distrutta venne riprogettata da Christopher

Wrens. Per questo nell’opera si vede scritto Wren’s city churches.

Questa non è una semplice illustrazione ma vera grafica. È un

progetto vero e proprio di grafic design.

Charles Ricketts

famoso come pittore, illustratore, incisore, designer, collezionista. I

suoi disegni appaiono rigorosi nel senso che ogni elemento è

rappresentato da linee di contorno continue e concluse. Possedeva

inoltre una buona conoscenza dei mezzi tecnici, preferenza per la

xilografia e in generale per l’arte tipografica. Come Morris anche lui

concepisce il disegno, l’illustrazione come parte integrante del

progetto grafico di un libro. Crea la copertina di The Spinx, opera di

O.Wilde. si intravede un ritorno allo storicismo (greco) e

un’infiltrazione dello stile giapponese.

Aubrey Beardsley

divenuto famoso per le sue tavole illustrative

disegnate con la china, in cui le figure si

caratterizzano per un profilo delicato ma

scattante, disegnate sopra uno sfondo

caratterizzato da pieni e vuoti, e il tutto

contornato con eleganti motivi ornamentali. Per

queste opere bisogna sottolinearne il loro

carattere bidimensionale per la mancanza sia di

prospettive che di ombre e luci e la costruzione di linee rette continue e costanti nello

spessore del tratto. Produce il disegno, lo impagina e lo stampa. Si ispira a William

Blake. Crea il The Yellow Book

La storia dice che Salomè, una bellissima ballerina, fa andare fuori di testa Erode. Lui

impazzisce e in cambio della donna vuole S.Giovanni Battista. È presente il tema della

trasparenza, il vedo non vedo, gli abiti sono trasparenti. Beardsley fa tutta grafica su

china. Will Bradley

aveva subito il fascino di Beardsley, aveva fatto notevole pratica sia in

ambito tipografico che in quello editoriale. Nei suoi lavori si individua

la contrapposizione gestalica del negativo-positivo.

A Chicago lavora per la rivista Chapbook. Si iniziano a fare le riviste

progettate graficamente. Si inizia a parlare di cromolitografia. Il tema

principale di Brdley è la ripetitività.

Alvin Langdon Coburn

È un fotografo grafico che inizia ad essere fortemente influenzato dall’arte giapponese

come tanti altri fotografi. Così inizia a rappresentare luoghi che riportano le stesse

linee geometriche di alcuni paesaggi reali. The octopus (1916) è l’immagine astratta

dei tentacoli di un polipo. È una trasposizione grafica fatta grazie all’influenza del

mondo nipponico. Coburn è anche un produttore di fotolibri, ha fatto tre libri: Londra,

New York e Edinburgo. Fotografa il paesaggio ma poi lo ridipinge con occhio

nipponico.

Arthur Wesley Dow: Il paesaggio per i giapponesi è riflessione del mondo interiore.

L’uomo vede il paesaggio e lo memorizza, poi a casa lo disegna. Non c’è il passaggio

occhio-mano ma occhio-mente-riflessione-mano. È un’arte molto profonda ma non

esiste la prospettiva.

Henri Riviere

Si ispira all’arte giapponese. Fa un libretto con 36 vedute di Parigi e della Torre Eiffel.

LEZIONE 9

Il liberty è lo stile chiamato ad interpretare, all’interno della società occidentale, la

nuova cultura industriale e urbana in rapida evoluzione , Questo spiega perché la sua

grafica dedicata alla produzione di manifesti, riviste e libri assunse in breve tempo il

carattere di mezzo di comunicazione di massa, e questo soprattutto per 2 motivi

intanto perché i messaggi ad essa affidati erano destinati ad un pubblico sempre più

vasto e poi per le nuove tecniche di stampa. Si andò così delineando un nuovo

linguaggio di massa che grazie alla nuovissima arte moderna, e il cinema si diffuse

rapidamente.

Nella grafica liberty, all’interno delle immagini la linea assume un valore percettivo e

compositivo fondamentale, infatti ha la funzione di stabilire i contorni dell’immagine,

delimitare il campo dei rapporti cromatici e definire le relazioni tra i singoli episodi

visivi e la dialettica tra figura e sfondo.

La struttura grafica varia da figurazioni di carattere propriamente naturalistico, a

composizioni costruite su moduli geometrici astratti. Viene data particolare

importanza al rapporto tra linguaggio verbale e linguaggio visivo, che grazie al liberty

si ha una omogeneità tra i 2 campi come se la scrittura stessa divenisse immagine. E

tutte queste particolarità furono rese possibili grazie al progresso delle tecniche

grafiche. Questo nuovo stile si può dire che si diffuse in maniera piuttosto omogenea

in quasi tutti i paesi occidentali però all’interno dei vari paesi assunse dei modelli

diversi a seconda delle differenti tradizioni culturali e alla situazione sociale e

ovviamente storica. Per esempio in Francia il Liberty subì le influenze derivanti dalla

pittura postimpressionista e simbolista e dalla letteratura parnassiana. Nelle immagini

la linea faceva da protagonista però grazie a delle particolari contornature sinuose e

un forte senso del colore lo spazio dell’immagine lievitava fino a sfumare le superfici

in una sorta di vaporosa plasticità. Anche in Belgio questa nuova arte trovò un clima

particolarmente favorevole grazie ad una stretta collaborazione con diversi campi

culturali dall’arte, alla letteratura, alla musica, all’architettura.

Per quanto riguarda lo jugendstil tedesco si caratterizza principalmente per una

tendenza alla sintesi delle varie arti per esempio il progettista Henri van de Velde che

diede impulso a una sperimentazione grafica grazie alla quale lo jugendstil divenne un

movimento d’avanguardia che dava la possibilità a diversi artisti di cimentarsi nei vari

ambiti della comunicazione visiva.

All’interno delle nuove società di massa che si andavano sempre più delineando, la

circolazione delle idee era affidata e delle varie informazioni veniva affidata alle

pubblicazioni periodiche, per cui fogli, quotidiani e riviste specializzate si andavano

affermando sempre più rapidamente. Infatti la stampa garantiva la circolazione delle

idee e in molti casi rappresentava una garanzia di progresso. Inoltre le tecniche di

stampa continuamente aggiornate contribuivano da un lato ad accrescere la tiratura e

dall’altro davano la possibilità di delineare nuovi modelli estetici. I contenuti di queste

riviste erano generalmente di stampo letterario e artistico con talvolta specifiche

riflessioni sul progetto grafico.

Le tecniche di stampa dell’epoca erano basate principalmente sulla xilografia per cui

si accentuava il linearismo delle raffigurazioni e facevano leva sullo spessore delle

linee che avevano la funzione di creare una sorta di equilibri tra spazi bianchi e neri.

Intorno alle seconda metà del XIX secolo l’editoria europea e americana conobbe una

forte crescita, tanto è che la lettura iniziò a divenire abitudine di massa andando ad

incidere profondamente sui vari modelli di impaginazione grafica e sulla tipografia.

Così facendo la pagina del libro divenne campo di varie sperimentazioni formali e

luogo di riflessione sulla percezione visiva del testo e delle immagini.

Morris vide nella doppia pagina il modulo unitario per la progettazione grafica del

libro, facendone un campo visivo già strutturato all’interno del quale la composizione

del testo non si esauriva nella conformazione tipografica delle lettere ma

comprendeva anche il bianco dei margini, delle interlinee e dei capoversi ed eventuali

illustrazioni. Per cui la doppia pagina poteva essere vista come un sistema grafico

coerente all’interno del quale l’inserimento di figure doveva sottostare alle medesime

norme progettuali d’insieme. Anche la copertina assunse un ruolo molto importante,

quasi una sorta di “manifesto” che richiamava i criteri grafici della cartellonistica

dell’epoca: forma delle lettere, la loro collocazione all’interno dello spazio del formato.

Un elemento spesso ricorrente all’interno della tipografia liberty fu l’utilizzo dei

capilettera grazie ai quali si crearono nuove configurazioni anche se si trattava

comunque di un richiamo limitato alle tirature per collezionisti o comunque edizioni di

un certo pregio.

La pubblicazione periodica illustrata, la rivista etc… sono frutto della rivoluzione

industriale. La diffusione dell’informazione e quindi del messaggio comunicativo ebbe

un rapido e notevole successo soprattutto per 2 motivi: da una parte l’ambito sociale

che successivamente alla seconda metà dell’800 ha visto una grande concentrazione

di forza lavoro nei grandi centri urbani sia in Europa che in America, con conseguente

crescita economica e incremento dell’alfabetizzazione; e poi dall’altro lato l’ambito più

decisamente tecnologico che ha consentito la realizzazione di questi nuovi prodotti

editoriali grazie anche alla diffusione di sempre più moderni strumenti d’informazione.

Il manifesto assunse delle dimensioni che lo fecero spiccare sui muri delle città come

una sorta di quadro appeso alle pareti. Ed è proprio all’interno di questo terreno che

grafica e arte incominciarono una serie di sperimentazioni e un incessante scambio di

ruoli. Uno dei primi esempi di manifesto moderno risale a Manet che nel 1868 si

occupò di disegnare l’affiche pubblicitaria per la raccolta Les Chats di Champfleury

nella cui composizione l’immagine centrale incorniciata dal testo occupa una posizione

tradizionale di semplice illustrazione per cui non si ha ancora una organica

composizione dei 2 linguaggi. Il manifesto si caratterizzava per una particolare

struttura compositiva che situava in senso del messaggio in un continuo scambio tra

visione e lettura, immagine e testo, figura e parola.

Verso la fine del XIX secolo la stamperia Chaix di Parigi, guidata da Jules Cheret si

occupava ogni mese di pubblicare una selezione di 4 tavole come i migliori manifesti

dell’epoca. Cheret che può essere considerato come l’inventore del manifesto di

qualità artistica, creava figure evidenziate da contorni decisi, generalmente

abbastanza semplificate e allungate, linee scorrevoli, superfici che si estendevano in

modo omogeneo, il segno invece nervoso e spigoloso, si occupava principalmente di

realizzare delle forme figurative in primo piano, dinamiche come se fossero degli

scorci visti dal basso. Nel 1878 incomincia ad utilizzare la matita litografica per

ottenere degli effetti più decisamente pittorici in cui i contorni appaiono come più

fluidi. Nel suo “palais de glace” il personaggio femminile viene rappresentato in

maniera lieve ed elegante e diventa un emblema dell’epoca. La sua arte insieme a

quella di Lautrec traggono ispirazione principalmente dai luoghi di divertimento, dalla

vita di strada. Art nouveau

In francia nasce il movimento Art Nouveau, mentre in

Inghilterra grazie a William Morris nasce Arts & Crafts, in

Italia viene chiamato stile liberty, in Austria viene

chiamata secessione. I temi sono quelli della linea non

particolarmente rigida ma quasi fluida, soggetti di

carattere floreale. Nel 1902 a Torino c’è un’esposizione

dove si confrontano i vari stili nati nelle differenti

nazioni. Nascono anche scuole.

Jan Toorop

design della copertina con linee e forme sinuose, deve essere

guardata con il libro aperto e non chiuso nello scaffale.

Alfonse Mucha

1: fa una pubblicità per le

sigarette. L’immagine ricorda lo

stile preraffaellita ma presenta

tratti neri più marcati. La donna

fuma, adesso la donna diventa

oggetto di comunicazione. 2:

Manifesto per lo spettacolo

Gismonda. 3: biciclette Perfecta.

può essere considerato come

l’artista che riassume in sé i caratteri principali dello stile Art Nouveau. E’ stato uno dei

cartellonisti più alla moda di quel periodo. E al lui si deve anche la realizzazione di

importanti pubblicità per esempio delle sigarete Job o degli champagne Ruinart e

Moet&Chandon. Si tratta di manifesti fortemente costruiti dal punto di vista

dell’architettura della pagina, in genere con formato verticale, utilizzo di lettering

conforme allo stile decorativo utilizzato, cromatismo lieve di pastelli.

A Vienna nasce anche la rivista. Roller crea la copertina

per il primo numero della rivista Ver Sacrum. Il formato è

quadrato, particolare perchè il grafico sente la necessità di

ricercare novità.

In Inghilterra nella rivista The Studio vengono invitate le persone che si occupavano di

illustrazioni a raccontare e spiegare i loro progetti. Era una vera e

propria rivista di design, anche di interni. È una rivista acquistata

dal medio-borghese che deve modernizzare la sua casa e quindi si

informa attraverso le riviste.

In Germania c’è la rivista Simplicissimus di Heine.

All’art nouveau viene associato anche il nome di Jugand.

In francia: La revue blanche di Bonnard e

Lautrec. Lautrec usa linee semplici e la

bellezza femminile scompare perché non è

importante.

Lautrec inizia ad occuparsi dell’affiche agli

inizi degli anni ’90. La sua arte si caratterizza

per una vena decisamente

post-impressionista,infatti deve molto a

Manet e Degas soprattutto per quanto

concerne la creazione di piani paradossali,

con figure dal taglio esasperato che

dominano ingigantite e che si contrappongono alle figure dello sfondo che invece

appaiono come decisamente rimpicciolite. Questi elementi appaiono principalmente

nei manifesti dedicati ai locali d’attrazione e di divertimento. Il manifesto dedicato a

Jane Avril riporta la figura al centro della composizione, ricurva come in un gesto di

stupore o di sgomento. Indossa un abito nero sul quale curiosamente è attorcigliato un

serpente. Il grande cappello piumato completa l’immagine tagliata in verticale, e in

conclusione sullo sfondo beige monocromo campeggia in termini discreti e non urlati

la scritta Jane Avril. Invece nel manifesto del 1893 realizzato sempre per Avril, Lautrec

riporta una mano di un musicista che impugna uno strumento a corde. Vi è un taglio

diagonale suggestivo e il proseguimento del disegno funge da riquadro al manifesto.

Nello spazio interno viene rappresentata la figura della cantante.

Oppure un altro manifesto creato sempre da Lautrec raffigura un artista di cabaret,

rappresentato come un elegante modello, emblema della moda e dell’abbigliamento

del tempo ma può essere visto a lo stesso tempo come un raffinato ritratto di

introspezione psicologica del personaggio.

Van de Velde fa la copertina di Ecce Homo di Nietzshe.

Anche il mondo della fotografia inzia a partecipare al

mondo delle riviste. Chevreul crea una foto intervista.

Bradley: Caricatura della danza serpentina di Loie Fuller, una

donna che quando danzava aveva una morbidezza data dall’abito.

Alle folie bergere in Francia, le

donne si esibiscono e ballano.

Cheret fa un manifesto per la

danza. Inizia il dialogo tra

comunicazione grafica scritta e

visiva con il piede inserito tra

le due lettere. Cheret gioca

molto sul vedo non vedo, e

vuole attirare fortemente

l’attenzione maschile usando

forme femminili Confronto tra Cheret e Lautrec sullo stesso

manifesto per il ballo al Moulin Rouge. Nel

manifesto di Lautrec chi guarda è nel backstage

perché la donna è presa di schiena e si vede il

pubblico; inoltre Moulin Rouge è ripetuta tre

volte come invocazione ad andare allo

spettacolo. Mentre in quello di Cheret la donna è

a cavallo ed è in sequenza e la scritta Moulin

Rouge crea un ombra.

Metlicoviz

In italia vi è la produzione cinematografica, il film Cabiria. Nel

manifesto c’è la scritta grande del regista D’Annunzio e il titolo del

film Cabiria con la donna nuda che esce dalle fiamme.

Hohenstein

Fa il poster dello spettacolo Tosca. Lei appoggia la croce sul corpo morto.

Ai lati 2 candele e un pozzo di sangue. Anche il lettering partecipa alle

emozioni e il serpente del male fuoriesce dalla lettera o.

Durante il XX secolo, la grafica italiana accolse pienamente vari motivi appartenenti

alle produzioni inglese, francese, austriaca, tedesca rielaborandoli con delle nuove

sensibilità che si andavano affermando. Le riviste che uscirono in quel periodo

mostravano ampiamente questo nuovo clima culturale per esempio ”emporium” del

1895, “the studio” ispirata fortemente allo jugendstil, oppure “italia ride” del ‘900

ispirata fortemente all’Art Nouveau. Nacque così in Italia una nuova generazione di

grafici anche se l’origine era propriamente artistica nel giro di poco tempo riuscirono

ad elaborare una propria fisionomia.

Fu la cartellonistica pubblicitaria, attraverso i suoi obiettivi di massa ad indirizzare la

grafica verso nuovi modelli di comunicazione visiva. Per esempio molto importante il

lavoro svolto da Laskoff, Aleandro Terzi e Marcello Dudovich nel primo decennio del XX

secolo per il grande magazzino napoletano Mele. Riuscirono a costruire dei messaggi

pubblicitari in cui la funzione comunicativa si intreccia con quella più decisamente

estetica e tutto il messaggio era costruito per poi condensarsi attorno al nome “mele”

che emergeva con una certa prepotenza all’interno dello spazio grafico.

Un'altra prospettiva che si apre in Italia è che quella riguardante i manifesti

cinematografici. Il cinema che si occupavano più che altro di narrazioni elementari e/o

effetti spettacolari quelle italiane si dedicavano principalmente a produzioni di opere

in costume o drammi di matrice sentimentale.

La grafica italiana si trova ad operare in 2 grandi settori: cartellonismo e grafica

editoriale in particolar modo per riviste letterarie e artistiche o illustrazioni dei libri per

ragazzi. La grafica italiana ha raggiunto in breve tempo dei notevoli successi, grazie

anche a personaggi come: Aleardo Terzi, Cambellotti o “cartellonisti” come Dudovich,

Cappiello, Metlicovitz etc… Inoltre lo sviluppo delo manifesto era dovuto anche alla

presenza di valide officine cromolitografiche come ad esempio la casa Ricordi che era

stata fondata a Milano nel 1808 con lo scopo di produrre edizioni musicali e che

intorno al 1885 si occupò anche di stampare manifesti artistici e pubblicitari. Tutta

questa produzione veniva diretta da Hohenstein. Uno dei suoi più celebri manifesti di

grandi dimensioni era quello per la Tosca costruito tutto sul contrasto tra ombre e luci

drammatiche che da l’avvio in Italia al filone dell’opera lirica e del melodramma.

Parallelo al successo dei manifesti per le opere liriche vi è quello dei manifesti di

natura commerciale che venivano commissionati dalle grandi industrie.

Dudovich:può essere considerato come uno degli interpreti più prestigiosi del

manifesto. Ha ideato importanti manifesti per Campari, Rinascente, Borsalino e Fiat.

Aleardo Terzi:si è occupato di creare numerose illustrazioni per la rivista “novissima”

e alcuni importanti manifesti come quello del 1914 per Dentol “la scimmia che si lava i

denti” e un altro del 1921 per il colorificio italiano Max Meyer (cagnolino con il

pennello in bocca)

Cappiello

è considerato come uno dei cartellonisti italiani più innovativi. Ha vissuto per un

periodo di tempo a Parigi quando la scena artistica parigina era dominata dai grandi

maestri francesi. Nel 1901 crea il manifesto per Livorno Stagione Balneare e qualche

anno dopo quello per Chocolat Klaus che sintetizza con l’uso di colori timbrici su fondo

nero. Nel manifesto è riportata un amazzone che cavalca un cavallo rosso e si tratta di

un episodio antirealista che lo avvicina molto agli espressionisti e ai fauves. Passa

dagli sfondi chiari dei primi manifesti al nero e a colori decisamente più accesi che gli

danno la possibilità di render più incisivo il disegno della figura protagonista. Nel 1909

crea il manifesto per Thermogene con il personaggio Pierrot sputa fuoco. Risulta

essere una creazione talmente innovativa che ne diviene quasi una moda, l’anno

successivo sempre per la stessa marca crea il cavallo zebrato, e qualche anno dopo

ancora in 2 pierrot che bevono dalla stessa coppa e le 2 figure che quasi vanno a

formare uno stemma araldico.Pubblicità del cioccolato Klaus: non c’è alcun rifeimento

al cioccolato ma un cavallo rosso e una donna verde. Questi due elementi ridanno il

nome al prodotto. Cappiello si inventa delle mascotte, dei nuovi personaggi che danno

una nuova denotazione ai prodotti. La gente ora cerca il cioccolato con il cavallo rosso

e la donna verde e non il cioccolato Klaus.

Macdonald e Mackintosh Sono i rappresentanti dell’Art

and Crafts scozzese. Nelle loro

opere diventa fondamentale il

tema delle linee. Per Mackintosh

diventerà importante la

produzione di quadrati bianchi e

neri ripetuti. Nel 1891 fa un

viaggio in Italia e rimane

sconvolto dalla policromia dei marmi delle chiese, non solo le osserva ma le riproduce

anche molto bene. Per fare design bisogna conoscere la storia. Mackintosh ha

disegnato una visione laterale e una frontale del fiore celestino. In quella laterale ci

sono 3 fiori, in quella frontale solamente 2. Sedia della signora Cranston con la luce

viene proiettato un salice piangente.

LEZIONE 10

Idea di architettura che non è quella della progettazione edilizia ma una progettualità

che coinvolge elementi marginali dell’architettura. Inizia a prevalere il tema del design

su quello dell’ornamento. Mackintosh frequentò la Glasgow School of Art. emerge in lui

una creatività legata agli elementi naturali come anche nello stile liberty, nell’arts and

crafts e nell’art nouveau. L’elemento naturale filtrato attraverso la mente diventa poi

progetto architettonico. Nel 1901 partecipa ad un concorso fatto da progettisti

viennesi dal nome concorso di idee per la casa ideale per un amante d’arte “house for

an art lover ”. Marckintosh studia la comunicazione di questo progetto. Fa

progettazione grafica più che architettoniche infatti sono presenti anche delle farfalle

che svolazzano.

1896 viene progettata la casa. All’interno della casa

tutto è articolare. Pareti liscie ma finestre sporgenti. Crea movimenti di massa che

aveva prima creato nei disegni. Stanza completamente bianca e corridoio

completamente nero. È un progetto non più di architettura ma di grafica e di emozioni

(soprattutto cromatiche). Ha disegnato la stanza della musica: ci sono oggetti sospesi

nel vuoto, sono delle lampade, presenta elementi superflui dal punti di vista

architettonico ma molto importanti. Il sole entrando dalle finestre crea dei movimenti

di colore sui pavimenti.

Hill house: sedia non funzionale ma con il

leitmotiv della sua arte: contrapposizione

bianco nero. La hill house è costruita fuori

Glasgow, presenta delle persiane

incastonate nel muro, diventano struttura

dell’architettura e quindi non sono

funzionali. Tea rooms in Glasgow. Glasgow è una città piena

di edifici neri e grigi e lui crea un edificio con

intonaco bianco.

Glasgow school of art: progetta da Mackintosh. Prima fase

nel 1897, seconda fase nel 1907. Le finestra sono costruite

con un profetto funzionale dietro, ma apparentemente è

solo estetico. Interni: biblioteca realizzata interamente in

legno nero perchè sosteneva che per concentrarsi alla

lettura ci volessero luoghi bui, dalle feritoie entra la luce.

Design di stoffe e tessuti che realizzava assieme

alla moglie: geometria rigida ma anche sinuosità

degli elementi naturali

LEZIONE 11

Peter Behrens

l’obiettivo principale di questa nuova tendenza era quello di trasformare in un unico

simbolo mnemonico l’oggetto rappresentato e il nome che lo distingue secondo una

particolare ideologia pubblicitaria. Behrens aveva avuto varie esperienze pittoriche e

grafiche ma si era orientato fin dall’inizio verso altre forme espressive per cui si

occupò di disegnare mobili,vetri,gioielli,decorazioni grafiche secondo un particolare

jugendstil con movenze raffinate. La sua attività può essere suddivisa in diversi

periodi:

Il primo di impronta Art Nouveau e riguarda l’attività pittorica di Monaco;

Partecipazione al 1901 alla realizzazione della colonia degli artisti dove progetta e

realizza la propria casa e una parte della grafica per l’inaugurazione ufficiale;

Partecipazione all’esposizione delle arti decorative a Torino nel 1902 e tutti i vari

interventi d’arte applicata fino al 1907.

Dopo di che inizia una fortunata collaborazione con l’azienza AEG. Si fa sostenitore di

una concezione arte-industria affermata al Werkbund per cui le sue idee si vanno

intrecciando con gli scopi e gli obiettivi dell’azienda. Il Werkbund prevede alcuni

semplici ed efficaci principi: fede nella qualità, spiccata tendenza alla concretezza,

oggettività di progettazione. I suoi principi informatori sono quelli delle Arts and Craft

e delle varie enunciazioni di Morris e dei suoi successori! Behrens riceve un incarico

molto importante, mai concesso a nessun altro nella storia del design fino a quel

momento: deve progettare qualsiasi cosa per questa società multi aziendale per cui

va dall’immagine al logotipo, dalla pubblicità ai punti vendita, dai caratteri da stampa

ai prodotti (per esempio lampade, ventilatori, bollitori) fino ai corpi di fabbrica. La

progettazione dei prodotti per Behrens non si limita allo studio della forma ma

riguarda anche i processi di standardizzazione, e la semplificazione tecnica poi va a

coincidere con la vera e propria strategia pubblicitaria che si basa essenzialmente su

messaggi rigorosi e geometrici.

Crea una griglia grafica come una particolare struttura architettonica che impone

ordine, ritmo e proporzione, si tratta di uno stile oggettivo che non considera la figura

umana e che si articola in alcuni punti: Immagine AEG; Esposizione dei prodotti;

Presentazione ai clienti.

Inoltre nella grafica cerca di creare un particolare equilibrio tra scrittura e immagine.

Nel 1908 crea il “Behrens Antiqua” il 3 dei 4 caratteri tipografici da lui disegnati si

tratta di una moderna combinazione tra grafia maiuscola romana e onciali carolinge e

diventa così la scrittura dell’AEG. Da questo momento in poi in qualsiasi tipo di

pubblicazione che va dalla carta da lettera intestata al altri tipi di scritti vengono

sostituiti i titoli disegnati a mano. Il lavoro di Behrens costituisce la prima opera di

comunicazione e immagine concentrata nella pubblicità, nell’architettura, allestimenti,

design del prodotto, grafica e scrittura.

Architetto tedesco che ebbe come allievi Le Corbusier e Gropius. Si relazionava

all’oggetti in modo innovativo mentre per Mackintosh era un rapporto naturale. Voleva

che i suoi allievi osservassero il passato architettonico per essere agevolati nei

progetti. Da li partirà il tema della corporate identity.

All’inizio gli viene chiesto solamente di costruire un capannone. Lui mostra da subito

interesse verso il disegno, la riproduzione del disegno e tecniche di stampa in cui

adotta le regole dell’art nouveau.

Successivamente abbandona l’art nouveau per trovare degli elementi sintetici, fa un

lavoro di pulizia per cui chi guarda arriva direttamente al messaggio.

AEG: edificio/fabbric che non rispecchia l’idea di fabbrica ottocentesca (mattoni, zone

povere). Prende come modello per l’edificio il Partenone classico. La fabbrica diventa

un tempo, smussa il frontone che da triangolare diventa più tondeggiante e in alto il

simbolo della ditta.

Ape operaia: marchio del prodotto AEG: incisione su pietra a forma esagonale,

importanza della laboriosità delle api. Concetto della corporate identity/identità della

corporazione. Behrens vuole dare un messaggio visivo alla ditta.

Lavorò come grafico pubblicitario con 5 metodi diversi:

Prodotto reso con la fotografia che ne evidenzia la plasticità

 L’oggetto astratto, geometrico

 La forma pura dell’oggetto ridotta a silhouette: composizione di superfici

 geometricamente semplicissime

Isolamento del prodotto di serie affinché risulti prodotto-tipo e sua

 raffigurazione equivalente a traduzione grafica della fotografia in una maglia di

semplici superfici colorate o in contrasto chiaro scuro.

Riduzione dell’immagine di un oggetto a segno che ne interpreti la funzione o la

 forma oppure ne riproduca una parte importante rispetto alla funzione e che ne

sintetizzi il tutto.

Promozione dell’oggetto in quanto immagine pura (nuova oggettività): è una corrente

estetica che domina nella Germania e porterà al Bauhaus: distante rapporto con

immagine fotografica. Trasfigurare gli oggetti è la chiave di lettura fondamentale per

attirare l’attenzione. Immagini quasi astratte. Koloman Moser

Ver sacrum: quadrato.

Lavora molto sul tema del pattern,

cromatismi e riproduzione modulare.

crea dei disegni con un tratto deciso e

nervoso con inchiostro di china. Nel

1895 su richiesta dell’editore Martin Gerlach, realizza alcune illustrazioni allegoriche,

prendendo ispirazione dal clima simbolista di Monaco. Però soltanto lavorando

all’interno della Secessione che riesce ad affinare le sue simbologie mitologiche .

Nel 1898 nasce “ver sacrum” che trova ispirazione nella fonte sacra dell’antica cultura

romana. Si tratta di una rivista rigorosamente quadrata 29 x 29. Le pagine appaiono

come ingabbiate in stilizzate struttura bidimensionali caratterizzate dalla presenza di

molteplici fregi ornamentali: cornici, capilettera, vignette, vari motivi decorativi etc… .

Inoltre alla costruzione di una pagina spesso contribuiscono più artisti, e le varie parti

anche se disposte in maniera armonica tra loro rimangono separate e distinte.

Moser mostra una particolare ispirazione formale e tecnica, con una ricerca gestaltica

legata all’ambiguità nella percezione di alcune figure che vengono rappresentate o in

positivo o in negativo nei patterns o in sequenza a carattere iterativo.

Nel mondo della cultura visiva, intorno al primo decennio del nuovo secolo compare

l’annuncio pubblicitario “moderno”. Inoltre cresce costantemente l’editoria d’opinione

con numerosi giornali e riviste favorendo ovviamente la comunicazione pubblicitaria,

per cui si va affermando la nuova figura professionale del designer che prende il posto

dell’artista. In Germania lo jugendstil ha portato non a correnti omogenee bensì a

tendenze anche contrapposte, e i 2 centri culturali tedeschi sono a Monaco e a

Berlino. A Monaco nasce la rivista Jugend verso la fine dell’800 con impostazione

divulgativa ma che difficilmente raggiunge un alto livello formale. Mentre a Berlino

nasce la rivista Pan più “lussuosa” e di grande formato a cui spesso collaborano

personaggi importanti come ad esempio Nietzsche, Klinger etc… .

Attorno alla rivista Simplicissimus di Monaco che si occupa con uno spirito un po’

polemico di vari problemi della società contemporanea, si avvia un certo

rinnovamento grafico e una ricerca stilistica. Tutto questo lavoro viene diretto da

Thomas Heine che era uno dei maggiori artisti del ‘900, nonché fondatore e

collaboratore per decenni della rivista.

Si va affermando così una nuova tendenza di cui grande ispiratore è Peter Behrens.

L’arte del manifesto in Germania,negli anni antecedenti alla prima guerra mondiale, è

fortemente concentrata sull’esaltazione del contenuto, sul suo richiamo visivo,

sull’essenzialità del disegno e l’impiego di un cromatismo basato sul forte contrasto.

Lucian Bernhard ponendo nelle sue opere il soggetto nel mezzo ed il testo molto

spesso, sintetizzato solo al nome della ditta fornitrice, cerca di proporre al fruitore gli

elementi essenziali, da cogliere con un solo sguardo tutta la loro

evidenza,favorendone la memorizzazione. Inoltre particolare attenzione va dedicata ai

caratteri, sempre pieni,corposi e facilmente leggibili. Lui stesso realizza alfabeti molto

caratterizzanti.

Luidwing Hohlwei è il più famoso tra i maestri tedeschi del manifesto, ha una

personalità artistica singolare che richiede criteri di valutazione differenti rispetto a

quelli usati per altri autori. Nelle sue produzioni la figura umana capeggia al centro

dove più che la bellezza femminile predomina l’uomo elegante,sportivo,cacciatore e

tutto il contorno che en consegue. La sua opera esprime il modello di un elevato

tenore di vita, ma nei suoi manifesti quel tenore di vita è rappresentato in modo

raffinato,con una rappresentazione intensa e con un gusto da haute couture.

Gustave Klimt ha dedicato al bianco/nulla quasi metà del poster. In alto una

tauromachia, destra una pittura vascolare greca e in basso una scritta. Tutto il testo è

bianco.

Egon Schele: inizia l’era della linea slabbrata e non più fluida.

Die brucke: una comunità di artisti. Il 7 giugno 1905 Kirchner, Heckl e Rottluff

fondano l’associazione. Prima si disegnavano donne belle ed eleganti, adesso per

persone subiscono tanti mali. Le donne sono prostitute, con le gambe aperte. Viene

accentuato l’impressionismo.

La cultura tedesca del XX secolo fu fortemente segnata dall’espressionismo. Esso

costituì una tendenza, un orientamento culturale,un convergere di istanze diverse

nella stessa ansia di opposizione al positivismo e al conformismo imperanti nella

società moderna. Ebbe un profondo influsso sugli sviluppi della cultura artistica e della

progettazione grafica del Novecento.

L’espressionismo puntò allo sfogo convulso e liberatorio dei sentimenti e questo

caratterizzò la cultura tedesca dell’epoca. Sul piano artistico ebbe esiti più

significativi, all’ansia di innovazione, di critica, di superamento delle esperienze

contemporanee, si contrappose una pittura dai tratti aspri, dai colori violenti, che nella

produzione grafica,grazie anche all’uso della xilografia,diede vita a immagini icastiche,

dure ma efficaci nel loro potere di impatto visivo. Le opere di progettazione grafica

rappresenta a loro modo la sintesi fulminea di un pensiero creativo che rifiutava ogni

modello. E fissano nella ricercata slabbratura delle linee e nella sapiente

approssimazione dei piani l’obbiettivo di una comunicazione appassionata e irruente.

L’importanza grafica espressionista costituì il substrato della pittura,di per sé fondata


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dalpa

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Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dalpa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Maggi Angelo.

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