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Storia dell’arte contemporanea:

Libro: Cordioli M., “Manuale metodologico di storia dell’arte e del design grafico”, Elementi di

iconografia e iconologia x una grammatica visiva

Esame: totale libertà di analisi di un’immagine, opera personale o no, l’importante è che abbia un

valore estetico, di immagine artistica.

Presentazione del corso:

Perché partire dalla storia dell’arte?

Importanza di conoscere la storia dell’arte.

-> Esempi di come un’opera d’arte può essere riutilizzata in chiavi diverse e come, a livello

interpretativo, può aprire anche interpretazioni ≠.

- C

artellone fiera del libro di Torino

utilizzato x la (una delle + importanti a livello

mmagine

internazionale): i di tipo fotografico e

grafico.

Riferimento estetico-artistico: La nascita di Venere,

Sandro Botticelli, 1484-85.

- In basso a dx: simbolo grafico molto semplice e

minimale, dà l’idea di una libreria. Questo elemento

grafico non basta x dare il messaggio: mi dice che

stiamo parlando di libri e della varietà dei libri

(≠colori, contenuti)

- Slogan “Ci salverà la bellezza” (Come associare lo slogan al contenuto, alla fiera del libro e

all’immagine di Botticelli)

Venere: dea della bellezza.

Venere di Botticelli: bellezza eterea, bella senza essere sensuale. (No sensualità) Botticelli è il

pittore di Lorenzo il Magnifico, è alla corte fiorentina del ‘400, incarna lo spirito neoplatonico:

pensiero secondo cui tutto ciò che è fisicamente bello, lo è perché è spiritualmente bello, c’è una

corrispondenza tra la bellezza fisica e quella spirituale. bellezza

-> Quando questa bellezza la intendo come la bellezza di Botticelli, si sta parlando della

del pensiero, della cultura,

dello spirito, della lettura, dei libri, del sapere.

Hanno messo un’immagine che attira subito le persone x il bel viso della ragazza, e che

assoceranno subito a qualcosa che è fuori dal tempo, mi rimanda a una Venere, a una dea, che

bellezza dei classici,

abita nel tempo del mito e non della realtà. Ci salverà perché è una della

che non ha tempo.

letteratura,

-> X realizzare un’immagine di questo tipo, ci vuole una conoscenza dietro, di Botticelli, del clima

culturale. Chi l’ha realizzata sapeva che rimandando a quella bellezza, avrebbe rimandato al

Rinascimento, che tutti nell’immaginario comune percepiscono come uno dei momenti + alti della

cultura umana e occidentale.

immagini

Le sono degli strumenti molto potenti che sanno comunicare con grande forza,

famose

soprattutto se sono immagini particolarmente da tutte conosciute, immagini che hanno

una loro storia.

- famose

Immagini comunicano anch’esse, ma in maniera simbolica, che va al di là della

consapevolezza di chi le guarda, perché non sappiamo che dietro c’è una grande opera d’arte, ma

lo stesso ne percepiamo dei significati. Immagini - conosciute e - scontate (+ raffinate), fanno sì

che anche queste opere di pubblicità e di design assumano dei caratteri molto particolari, proprio

perché si va a pescare qualcosa di - conosciuto. Se si continuano a riprendere sempre le stesse

immagini, ad un certo punto non c’è + nulla da dire.

É necessario essere in grado di superare questo confine di ciò che è già stato detto e visto, x

questo motivo bisogna arrivare a una conoscenza + approfondita x poter avere molti + strumenti a

disposizione.

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- Pubblicità della Nivea 2011: fu oggetto di forti critiche, furono costretti a toglierla del mercato.

Aveva destato accuse di razzismo: c’è un uomo di colore che ha tra le mani una testa, che

sembra una maschera, che rappresenta a sua volta un uomo di

colore, però con i capelli naturali degli uomini di colore.

L’uomo si è fatto la barba, rasato i capelli e sta lanciando via

questa testa.

Frase: “Ricivilizza te stesso” abbandonano il tuo aspetto afro e

assumendo un aspetto occidentale.

Posa, citazione artistica: opera classica

Il discobolo di Mirone,

o il -> Si va a recuperare una postura classica,

David di Bernini

l’idea del corpo classico, che appartiene tanto all’arte greca

antica quanto all’arte barocca, l’idea di forte tensioni che

forza bellezza

rappresentano degli eroi/uomini che rappresentano l’idea della e della non solo

spirituali:

fisiche, ma anche l’atleta dell’Antica Grecia non è solo colui che è abile da un punto di

vista fisico, ma è colui che rappresenta anche dei valori assoluti di bellezza che lo avvicinano al

divino, quindi alla perfezione spirituale. David non è solo una figura forte fisicamente, ma è l’eroe

che sconfigge il male rappresentato da Golia, che porta i valori cristiani, positivi.

significato stravolto:

-> In questo caso (a ≠ di prima) il viene si usa un concetto di classicità e di

bellezza che appartiene all’arte occidentale come unico modello di riferimento al quale ci si debba

pregiudizio,

attenere, anche da un punto di vista etnico. -> Diventa quindi una sorta di sia nel

rappresentare la figura in questi termini, ma anche riferendosi all’arte stessa. =“Ricivilizzati a livello

culturale e rifatti a quei modelli”, che sono modelli della cultura occidentale. (Sono solo un

possibile modello fra tanti, saranno i modelli x eccellenza delle grandi dittature del ‘900.) La posa

del personaggio va a richiamare alla cultura occidentale anche visiva, come se fosse l’unica

degna di essere considerata esempio di civiltà.

-> Esempio di riutilizzo dell’immagine attraverso una sorta di pregiudizio.

pregiudizio

Il è uno dei primi elementi di cui ci dobbiamo liberare quando ci troviamo di fronte alle

opere d’arte.

- La Gioconda, nota anche come Monna Lisa, di Leonardo.

collettivo:

É una delle opere + sfruttate nell’immaginario nella pubblicità, nella grafica, nella

moda… É una di quelle immagini che sono considerate universali, le riconosciamo subito. Il loro

messaggio è immediato, riconoscibile e spendibile in ambito comunicativo: è molto + facile

spenderle da un punto di vista comunicativo.

artisti che vorranno attaccare l’arte tradizionale useranno proprio quest’immagine.)

(I primi Spot dell’acqua Ferrarelle: pubblicità su manifesti, ma anche

televisiva.

“Come la preferisci? Liscia, gassata o ferrarelle?”

Cos’aveva di speciale quest’acqua: era un effervescente naturale, era

un’acqua che non aveva bisogno di essere chimicamente alterata x

essere + frizzante rispetto a quella naturale.

Alla Gioconda vengono messi prima i capelli lisci e poi quelli ricci: sono i

2 estremi, o è troppo liscia, o diventa troppo gassata. L’acqua

Ferrarelle ha la figura della Gioconda nella sua immagine naturale, così

com’è stata concepita da Leonardo, mentre le altre 2 sono delle

gioconde posticce, come se avessero delle parrucche in testa.

Aspetto che rende l’opera così famosa: sorriso enigmatico,

espressione indefinita. Non è un ritratto classico. Paesaggio molto

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particolare, sembra quasi primigenio, inabitato, non riconoscibile, sembra che si fondi con la figura

della Gioconda stessa. L’atmosfera nebbiosa che l’avvolge aumenta il mistero e l’enigmaticità del

sorriso, con un altro sfondo non sarebbe stata la stessa cosa.

C’è quindi qualcosa che la fa sentire perfetta in quella natura in cui si trova, natura che ha del

magico, qualcosa di misterioso e di affascinante.

Tecnica della citazione: a partire dagli anni ’80 citare opere del passato diventerà sempre di +

una pratica usata, sia da chi si occupa di pubblicità, di design, delle copertine di libri/dischi.

=Riprendere un’opera x trasformarla, utilizzando spesso l’ironia.

Dadaismo, Pop art…Questi grandi movimenti hanno dato la possibilità di utilizzare immagini, che

fino a quel momento erano considerate intoccabili, in chiave ≠ attraverso le metamorfosi o

addirittura utilizzando l’arma dell’ironia, senza però alterandone il significato. -> Quando si arriva

alla fine e si vuole esaltare la naturalezza dell’acqua si torna a leonardo, l’artista che + di ogni altro

è stato capace di fondere perfettamente la figura umana con la natura, creandone un’armonia

assoluta.

raffinato:

+ opera di un artista fotografo che non crea della immagini artistiche autonome, delle

fotografie d’arte, ma fa delle campagne fotografiche x sponsorizzare oggetti dedicate sempre a

dei marchi molto importanti. - Cartier Art Magazine,

Peter Lippmann x Mirrors.

Viene chiamato x creare delle fotografie x magazine di

moda.

L’opera ha in sè un valore artistico: la fotografia è

particolare e si richiama alla storia dell’arte, è una

citazione che ha una forza espressiva.

L’artista fa una campagna x degli orologi e la chiama

“Mirrors”. (Specchio: uno dei simboli + potenti utilizzati

da sempre nella storia dell’arte moderna e in tutto il

linguaggio figurativo. Ha una forza visiva ed evocativa

fortissima.)

Si vede un orologio molto bello (oggetto di lusso) che si va a specchiare in uno specchio, che lo

deforma. Non è uno specchio liscio, ma ha una superficie ondulata, che crea questa

deformazione.

Lippmann si ispira sempre a grandi opere del passato.

Qui si sta ispirando all’opera surrealista di Salvador Dalì (uno dei maggiori rappresentati della

corrente del Surrealismo, che nasce a partire dagli anni ’20, il manifesto è nel 1924. Questa

corrente vede gli artisti intenti ad indagare soprattutto i temi dell’inconscio, cercano di esprimere

nelle loro opere una dimensione onirica, ciò che ricordano dei sogni, non è un ricordo di tipo

narrativo, ma una percezione del tempo, della realtà. Tentano di raggiungere una dimensione della

realtà che non è quella della coscienza, dove quindi dimora il sogno, la memoria, la percezione

soggettiva e non oggettiva della realtà. ≠Astrattismo, perché non si riconoscono delle forme che

appartengono alla realtà, ma è una realtà alterata dalla dimensioni del sogno, dell’inconscio, della

memoria.), 1931: capolavoro che è entrato a far parte

La persistenza della memoria,

dell’immaginario collettivo, in cui ha una sua storia consolidata.

tempo

-> Questa opera vuole riflettere sul (ossessione del tema del tempo tipica del Surrealismo,

è un tempo misterioso, non il tempo della veglia), gli orologi si stanno sciogliendo. Gli orologi x

eccellenza e oggettivamente servono a misurare il tempo. Ma non tutto il tempo è misurabile: x

es. il tempo del ricordo, della memoria… C’è una dimensione del tempo che sfugge

completamente a quello che l’orologio può misurare: non si può misurare un tempo interiore, un

tempo dei ricordi che all’improvviso riemergono, un tempo misterioso che va oltre la vita stessa.

C’è il tempo oggettivo, che è il tempo dell’orologio, ma c’è anche un tempo soggettivo che fugge

via e che è quindi nella dimensione dell’inconscio, della memoria, che è quella alla quale cerca di

accedere Dalì con la sua opera.

- In primo piano c’è un orologio chiuso, uno di quelli che si mettono nel taschino, con sopra delle

formiche (=simbolo della morte che avanza): non posso misurare il tempo oltre la vita.

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- C’è anche una vaga figura antropomorfa che non si riesce bene a riconoscere con un orologio

che gli si scioglie sopra.

- Gli orologi si sciolgono, come se ad un certo punto non potessero + misurare il tempo.

-> Lippmann riprende un’opera di Dalì x pubblicizzare ed esaltare, anche da un punto di vista

grafico, l’orologio. Lui fa una fotografia di alto livello con cui deve mostrare tutta la bellezza

dell’oggetto, perché quest’ultima deve andare sulla rivista Magazine Art di Cartier, quindi deve

trasformare l’oggetto orologio in un’immagine artistica.

-> Riferimento a Dalì, messaggio che vuole trasmettere: Lippmann sceglie questo riferimento x

esaltare l’orologio di Cartier.

- Interpretazione: Inserimento di un elemento di inquietudine: x quanto tu possa avere un

orologio bellissimo, resistente e forte, che sta esaltando in questi suoi aspetti, (se metto 2 cose

opposte e in contrasto vicine si esaltano reciprocamente) il tempo è fuggevole.

- Interpretazione: l’orologio non ha tempo.

Ambiguità espressiva: il mondo dell’arte si può sempre concedere questa dimensione, poiché è

soggettiva.

un mondo dell’espressione Soggettivo non significa che l’artista è fuori dal tempo e

dalla realtà, anzi spesso esprime il suo tempo, la realtà al di fuori di sè, ma la esprime attraverso il

suo sentimento, che è un sentimento soggettivo. -> C’è sempre una libertà interpretativa

dell’immagine. A partire dalla stessa immagine e dallo stesso contrasto ci possono essere +

interpretazioni.

C’è un cintarono di soggettività: quella dell’artista e quella di chi guarda l’opera, il significato rimane

aperto.

- Nell’ambito della pubblicità e del marketing può essere un problema: questa ambiguità può

portare alla non chiarezza del messaggio.

- Nell’ambito della grafica può essere una risorsa: a volte giocare sull’ambiguità e sulla

molteplicità di significato delle immagini può essere una ricchezza espressiva.

-> Lippmann è a meta strada: è un fotografo che fa campagne pubblicitarie, ma allo steso tempo

è anche un artista.

Fotografia still life: fotografie di natura morta.

Lippmann realizza la campagna pubblicitaria (dà sempre dei

Fleurs

nomi che vogliono essere simboleggianti: attraverso il nome della

Louboutin

serie vuole richiamare la simbologia) x Christian (2014):

grande campagna dedicata alle scarpe di Louboutin (ambito di oggetti

di lusso).

C’è una scarpa collocata sopra a un letto di fiori colorati.

Appena vedo la scarpa, capisco subito che è una scarpa di lusso e di

alta moda e non è un oggetto della quotidianità. La associo subito a

una certa figura di una donna alta e bella.

La scarpa viene esaltata da Lippmann: ci sono degli equilibri

compositivi. L’elemento dorato del supporto, che è traforato e quindi in parte vuoto richiama al

traforo dorato della scarpa.

Lippmann gioca sempre su sfondi molto bui (=Caravaggio), usa molto i toni di luce e di ombre.

punto di rottura:

C’è qualcosa che crea una sorta di il fiore blu in basso appassito e i fiori già

caduti.

Se guardiamo quest’immagine da un punto di vista non superficiale cogliamo l’elemento

disturbante.

I fiori appassiti vanno a contrastare tutto il resto, che è vitale e bello, ed esaltano il lusso. (Se tutti i

fiori fossero appassiti, questo aspetto non ci sarebbe.)

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Se abbiamo degli strumenti interpretativi, abbiamo una grammatica visiva che ci appartiene,

conosciamo i simboli sappiamo che questa è un’iconografia= un soggetto, un simbolo che ha

Fiore caduto,

una lunghissima tradizione nella storia dell’arte moderna: -> che sta a

simboleggiare la vanità della bellezza, della vita, il fatto che il tempo scorre e che tutto è

consumato a consumarsi.

-> Lippmann va a ripescare una simbologia che ha tutta una sua storia precedente, chiamata

dal latino “la = ricordiamoci che tutto ciò che è materiale è

vanitas vanitatum, vanità delle vanità”

destinato a consumarsi, quello che rimane è l’aspetto spirituale.

Si afferma soprattutto nel ‘600, in un’epoca dominata da una forte religiosità. Ma non rimane solo

in quel periodo, gli artisti contemporanei lavorano tantissimo sulla vanitas (X es. Damien Hirst:

tutta la sua opera è molto concentrata su questo concetto della vanità, del fatto che tutto si

consuma.)

Opera a cui si ispira: Jan Bruegel il Vecchio,1606 ca.

Vaso di fiori -

É un artista fiammingo del ‘600, in piena età barocca.

artisti fiamminghi

Gli olandesi sono famosi soprattutto x la loro capacità di

cogliere i dettagli in maniera fotografica.

Sono i primi che usano la pittura ad olio già nel’400 e questo permette loro di

creare degli effetti di luce fotografici.

Nell'arte fiamminga si può vedere una sorta di iper-realismo che anticipa la

fotografia.

Quest’opera è un’allegoria: è il simbolo della vita, il simbolo della fioritura, delle stagioni, di come

tutto è destinato a rinascere, a rifiorire e ad appassire x poi rinascere nuovamente. -> C’è una

sorta di ciclicità visiva.

-> Anche qui c’è lo stesso meccanismo visivo che troviamo nell’opera di Lippmann.

Lippmann lo fa perché ha questa conoscenza. Uno spettatore contemporaneo se non ha questa

conoscenza e se rimane ad una lettura superficiale non so ne accorge, se va oltre coglie

qualcosa, se addirittura ha questa conoscenza riesce a ritrovare una sorta di continuità di simboli

nella storia.

-> Molto spesso, anche elementi che sembrano molto lontani dal nostro sentire, in realtà sono

universali, quindi appartengono ad ogni epoca. Il fotografo Peter Lippmann realizza la

campagna pubblicitaria intitolata

Louboutin.

x Christian

Vanitas

Il termine “vanitas” ha una duplice accezione:

= Sorta di narcisismo, essere va

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ale230300 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell’arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Cordioli Milena.
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