Storia dell’arte dell’asia orientale
Introduzione: storia dell’arte giapponese, cultura che sta influenza il nostro punto
di vista.
UNITA A : introduzione sull’arte giapponese dall’epoca preistorica e nel periodo
storico di nara a sud del giappone con il buddhismo (supporti pittorici della
tradizione giapponese, koreana e cinese), approccio alla lingua giapponese.
Testi: Mason, catalogo per mostra dei paraventi di Firenze “il rinascimento
giapponese” + suggerimenti.
UNITA B: protagonisti, artisti, scuola dall’epoca evian (imperiale, si allontana
dalla Cina e diventa autoctona) all’epoca muromachi (pittura zen,
riavvicinamento alla Cina) fine 1500.
UNITA C: dall’epoca premoderna all’apertura del Giappone all’occidente,
dall’epoca dei grandi combattimenti, produzione dell’ebokaedo, spostamento
capitale a Tokyo. 1573 – 1868.
Dal 1868 cade il governo samuraiko a favore di una restaurazione con al centro
imperatore e apertura all’occidente che tutti i canoni finora visti cambiano
perché entra la cultura occidentale europea ed americana.
Integrare con il catalogo di Hokusai.
Esame: studio dei testi obbligatori, su opere (comprensione e descrizione) +
argomento a piacere
Carta giapponese NON è mai il papiro. Ma Carta di Riso ( non fatta di riso), fatta
da diverse piante che nella quantità assumerà caratteristiche diverse.
Database online dei musei e i musei italiani di arte orientale tra cui il mudec,
( arti applicate, etnografiche); castello sforzesco presso il dip. Delle stampe dove
c’è una collezione di foto cinesi e giapponesi. Museo arte orientale a Venezia
( palazzo cà Pesaro) del conte bardi principe di Borbone ( a fine 800 esplora
l’oriente e porta molti oggetti con sé) è importante perché mostra l’esposizione
secondo i canoni di inizio 900 quando è stata donata al comune di Venezia.
MODULO A
La regione orientale
Comprende tutta l’area della cina, la corea e l’arcipelago giapponese. Il giappone
si è staccato successivamente dalla corea. L’isola di kiutsu è l’isola più grossa da
dove entra la cultura asiatica, dall’india, tra la cina, nella penisola coreano e
dall’appendice coreana si entra nel kiutsu e si entra nel giappone. È un
arcipelago con tante isolette tra cui kiutsu, chikoko, homsu (centrale), piu a nord
c’è l’isola di okaido. Il nucleo culturale è nell’area sud del giappone dell’homsu
(entra da sud ma il primo punto di sbarco di un nucleo forte culturale e abitativo
sarà l’area di hiroshima, kobe un altro porto di interconnessione con occidente,
osaka citta del commercio e chiave culturale, kioto la capitale imperiale. Tutta
quest’area viene chiamata kansai, area culturale omogenea che si esprime in
modo diverso rispetto alla cultura del nord, dell’homsu legata a tokyo.)
Nel 1600 la capitale posta a edo, tokyo che fino ad allora era solo un villaggio di
pescatori. L’imperatore continua a rimanere a kyoto, tokyo è la capitale politico-
amministrativa.
Fino al 1700 diventa la metropoli più grande al mondo con inurbamento.
Tokyo più silenziosa e calibrata mentre osaka più vivace, dimostrato anche dai
prodotti, nascita di scuole pittoriche diverse concentrate soprattutto nel cansai
che nel cantò.
Nagasaki è l’unico porto in cui è possibile commerciale, con un’isoletta in cui
possono risiedere i mercanti cinesi ed olandesi, per questo diventerà il punto di
entrata maggiora di tutte le influenze pittoriche e tutte le scoperte
dell’occidente.
Lo sviluppo della pittura in termini naturalistici (influenzate dalla scuola del
disegno dal vero occidentale), avviene nella zona del cansai.
L’area di sendai, del tohoku è la costa dello tsunami. Luogo celebre dipinto molte
volte è l’isola matsushima, isola dei pini.
FORMATI CLASSICI DELLA PITTURA GIAPPONESE
rotolo verticale, hanging scroll
- (Kakemono, mono: oggetto da appendere /
Kakejiku è il bastoncino su cui viene arrotolato il rotolo) la parte pittorica sarà
solo al centro, tutto il resto è stoffa con dipinti floreali o colori, sono montature
che vengono decise dal proprietario. Parte più ampia in alto con tessuti uguali, in
basso ci sono dei pesi, ichimonji coprono la montatura del dipinto che viene
poggiato su supporto di carta più grande e poi coperto anche sul retro e poi
incorniciato. I futai sono due strisce volanti poggiate sopra il dipinto, hanno piega
centrale e alzate orizzontalmente quando il rotolo viene riarrotolato.
In basso bastoncino che esce alle due estremità del dipinto, è un peso ma è
anche il fulcro sul quale si riarrotola il dipinto. Può essere in avorio, in legno, e
recentemente anche in plastica. Essendo spesso in avorio, devono essere
sostituiti in caso di mostre temporanee.
rotolo orizzontale illustrato, hand scroll, va tenuto tra le mani, non va appeso, è
-
un rotolo che si apre e si legge: (Emaki: maki = avvolto e = dipinto,
illustrazione /Emakimono) si legge da destra verso sinistra (sia immagine che
scrittura). Conservati in scatoline di legno, considerati parti dell’opera con la
firma dell’artista ( anche per le ceramiche), ruota sempre intorno a un nottolo
che sta lateralmente, si tiene in verticale, e si svolge verso sinistra.
L’introduzione se c’è è nella prima parte mentre il titolo è un cartiglio posto
all’stremità destra per essere letto anche da chiuso. Si chiude con un nastrino.
Pitture continuative che mostrano uno svolgimento dei fatti o rotoli che alternano
scrittura e immagini con scene singole.
I supporti sono di carta o seta, montati su struttura di carta, con bordature di
seta che fanno da cornice. Il rotolo indica il formato.
paravento
- (Byòbu- Byo: parete e Bu: carattere di vento) diverse tipologie, i
supporti sia cartacei che di seta, dipinto a mano in copia unica (direttamente col
pennello con colori di pigmenti naturali, inchiostri, poi chimici con i colori
dell’occidente a metà 700-800), è composto da più ante (minimo 2) essendo
autoportante e si tiene in piedi con le ante con giuntura in mezzo di vari pannelli
piegati a zig zag. È un oggetto pensato per parare il vento perché le casi non
erano mai in mattoni (differenza culturale con occidente) tranne i castelli (dal
1400). Sono tutti in legno, carta, pietra per decorare giardini. Usato per
suddividere gli spazi, per chiudere l’angolo del morente, per chiudere il parto, per
creare nicchia privata come stanza da letto, per chiudere una sala e renderla
accogliente o allargarla se sono di più, per decorare grandi spazi per udienze.
Pittura che va di pari passo con le esigenze del luogo, e sono usati anche in
ambito religioso, possono essere racconti legati alla natura o legati al culto
buddista o politiche. Ogni paravento è composto da più ante, di solito a due, a 4 ,
6 alcuni anche 8. 2 e 6 sono classici. Possiamo aprirlo come vogliamo è una
struttura mobile, non veniva mai esposto teso in modo totale. Il modo giusto
d’uso è aperto a zig zag o con gli angoli molto acuti, oppure creando un onda, a
seconda di come lo vogliamo usare.
La parte pittorica è centrale ed è quella di cui abbiamo la misura, questa parte
cartacea o seta, solitamente viene montata su struttura di legno, rinforzata da
carta, rivestita di tessuto con motivi variabili e la bordatura diventa una cornice
di tessuto intorno cui si chiude il tutto con un’altra cornice di legno laccato. Gli
angoli in basso possono non avere i para spigoli. Paraventi con immagini diverse
da leggersi come racconto, si può leggere contemporaneamente ma dentro quel
paesaggio scorgiamo una lettura cronologica, con il passaggio delle 4 stagioni, la
scelta dei fiori crea paesaggi naturale che non abbiamo rottura, si passa ad ogni
stagione in modo lento.
Lettura totale del paesaggio o cronologica. L’indefinitezza temporale geografica
(interpretare le distanze e le disposizioni geografiche e temporali) espediente più
usato sono le nuvole dorate, che sono comprese tra nuvole doro che fanno
risaltare solo certi elementi, ma tra una e l’altra non sappiamo quanta distanza
c’è, ma sono in risalto come luoghi importanti. Diventa pura decorazione con
ispessimento di queste superifici dorate con puntinature come cornicetta che
decora la nuvola, possono essere dipinte o foglia doro applicata, ci danno
l’indefinitezza dello spazio, letto in modo piatto dal basso verso l’alto. Non c’è
l’uso della prospettiva ne del chiaro – scuro.
Nell’altro paravento stormo di gru, motivo beneaugurale per matrimonio o
nascita, longevità, simboli legati al buddismo in cui si lasciano liberi gli animali
dalle gabbie. Un altro elemento da scorgere nei dipinti del paesaggio. Letto come
puro disegno decorativo con un’impostazione grafica totale, abbiamo
un’immagine leggibile in due modi.
Tsiutate
L’altro tipo di paravento è lo ed è quello con unico pannello con piedini
di legno, una paretina tenuta in piedi e decorata anche su due lati, autoportante
e non pieghevole.
pittura su porta/pannello scorrevole
- ( sliding doors) (Fusumae - fusuma =
pannello della parete che scorre) si abbina alla pavimentazione (rialzata alla
terra) si va a piedi nudi, mai con scarpe, e questo passaggio da interno a esterno
è un'altra barriera che differenzia la produzione artistica dell’oriente
dall’occidente. Il pavimento è di stuoie di paglia di riso essiccati e avvolti in
piccoli tappeti che misurano standard 90 x 180 cm. Stuoie non riavvolgibili,
hanno spessore di 5 cm, vengono incastrate, la misura minima di uno spazio
abitativo è di 2 tatami (unità di misura). Stuoie bordate con cotone o seta, nere o
marroni che chiudono le stuoie su lato corto. I fusuma chiudono questi spazi,
vengono concepiti come una pittura parietale che avvolge lo spazio e può essere
chiusa e resa piu piccola, valore come singolo pannello.
pittura su ventaglio rotondo
- (Uchiwae – wa= astine del ventaglio Uchi = cosa
quadrata e rigida e = pittura) ulteriore punto di chiusura tra noi e fuori (concetti
chiave della cultura giapponese in tutti i campi è dentro/fuori) simbolo dell’estate
e associato all’umidità delle sere estive ma è un oggetto simbolico, usato molto
anche in teatro, come bacchetta (chiuso) per indicare, usato come bastone o
scettro, e viene aperto nel momento di offerta e accoglienza, usato come vassoio
per donare un verso poetico o dolce. E chiuso posto davanti a se che divide me e
gli altri duranti gli incontri ufficiali. Formato pittorico più piccolo e la più piccola
barriere che posso usare, insieme alla manica del kimono, che diventa una
barriera, dietro cui nascondersi per esprimere sentimenti con questa gestualità.
La manica per nascondere risata, o per nascondere il pianto. È montato su
stecche di bambù, rimane sempre aperto. Carta aiban, taglio classico da cui si
ricava la dimensione dell’uchiwa in basso con contorno nero un disegno
preparato di Hiroshige, è il disegno fatto per lo stampatore.
Prevede i cartigli e lo spazio dove andrà a finire la sua firma, il timbro dell’editore
e compresi i sigilli (i sigilli devono essere equilibrati con il resto dell’immagine).
Un maestro che non ritiene degna la sua opera non metterà mai il suo sigillo, ma
la firma si.
Scrittura sigillare si può portare avanti calligraficamente ed è un arte legata alla
produzione della carta, del sigillo e della pittura. Il sigillo può essere scavato in
positivo o negativo, possiamo avere una scavatura lasciando in rilievo le parti
rosse con il nome o scavare il nome lasciando in rilievo parti vuote per cui il
nome risulta bianco su rosso.
pittura su ventaglio pieghevole
- (Ogie – Ogi = ventaglio)
Sono opere con un formato che permette facile rimozione di un oggetto, non
esiste il concetto che resta appeso per decenni, e tramandate. Le opere sono
facili da riporre e occupano poco spazio. Fruizione legata agli ospiti e soprattutto
alla stagione. L’importanza e la centralità della natura in qualsiasi tipo di
rappresentazione. La fruizione avveniva da una posizione in ginocchio (Seisa) e
seduti sopra i talloni o a gambe incrociate nelle epoche precedenti, uno sguardo
abbassato, anche il posizionamento sarà leggermente abbassata. Nel caso del
paravento è direttamente sul pavimento.
L’evoluzione della scrittura cinese in Giappone, sono diversi, la Cina ha portato
avanti un sistema di classificazione sui propri caratteri, rispetto a quelli
giapponesi.
Quando parliamo di scrittura giapponese c’è una base della Cina, comprende
altri tipi di scrittura complessa, a cui si aggiunge attorno al 1000, due sillabari,
uno corsivo morbido ed elegante che si ispira alla scrittura dell’epoca classica
definita filo d’erba (kyragana), l’altro è molto più rigido e semplificato nelle forme
(katakana) usato per la trascrizione di nomi e termini stranieri usando la fonetica
ma non mantengono il significato. Il nostro alfabeto è una trascrizione fonetica,
mentre con i caratteri cinesi o giapponesi abbiamo un disegno che ci riporta a
quel significato della parola.
Nei secoli, di queste opere ciò che ci giunge oggi sono parti riassemblate,
mantenendo la forma del rotolo. Rotoli condensati in numero di rotoli minore, e
alcuni rotoli come quello legato al racconto del principe Genji (romanzo
psicologico del 1000) che è stato scritto da una dama di corte in, lingua
giapponese con quei caratteri giapponesi a filo d’erba che rispecchia la scrittura
Kan.
Il rotolo illustrato verrà creato 100 anni dopo di cui non ci resta l’originale ma
questi rotoli erano tratti da episodi del Genji che riprende alcune parti di quel
romanzo: scopo illustrativo.
Nei secoli viene smembrato quindi sono le parti pittoriche tagliate dalla struttura
del rotolo cosi come le parti calligrafiche.
Ci sarà una scuola che si sviluppa dal 700, scuola Rinpa (abbreviazione rinpa
composta dall’ultima sillaba di Korin), scuola decorativa per eccellenza che si rifà
allo stile del 1000, lo rielabora e usa a 360° e spesso essi sono figli di tintori di
tessuti, di fruttivendoli (osservazione della natura), sono lavoratori di giocattoli
(artigiano), pittura di kimono o ventagli.
Non è detto c’è pittura e calligrafia sia della stessa mano, c’era un capo bottega
che tracciava le linee principali e gli allievi completavano con l’aggiunta dei
colori, il calligrafo inserivo la sua calligrafia.
Soggetto pittorico e letterario che si uniscono, il segno calligrafico seguirà non
solo il soggetto che sarò legato ai temi autunnali, e quei versi scorrono da destra
a sinistra, corsivi, con spazi tra colonne più o meno ampi, a seconda dell’enfasi
che si vuole trasmettere.
Dei rotoli orizzontali non ne abbiamo molti che ripetono in modo uguale il
soggetto. All’interno dei monasteri buddisti esiste la copiatura delle opere del
passato, la riproducibilità dell’opera del passato per questioni di mantenimento e
di studio tecnico dell’artista.
PREISTORIA
1)JOMON diviso in 4 fasi:
-Jomon iniziale: 10.00 - 4.500 a.C.
-Jomon antico: 4.500 - 3.000 a.C.
-Jomon medio: 3.000 – 2.000 a.C.
-Jomon tardo: 2.000 – 250 a.C.
2)YAYOI = 250 a.C. – 300 d.C
3)KOFUN= IV – VI secolo d.C.
non è una vera e propria epoca, non ci indica un regno ma si tratta di una
definizione di un arco di anni che si sormontano con l’epoca yayoi e l’epoca
successiva, ma è caratterizzata dalle tombe
Jomon
“Jo” indica la corda, infatti questo viene chiamato il periodo della lavorazione a
corda
Il nome fu attribuito da uno studioso americano Edward Mors.
Sull’argilla umida venivano pressati cavi intrecciati e non, oppure con conchiglie
oppure con le unghie = avevano una funzione decorativa e soprattutto una
funzione pratica che era quella di impedire la formazione di crepe quando il vaso
veniva cotto.
Si dice che la popolazione Jomon non fosse la prima, infatti ci sono ritrovamenti
precedenti nel periodo che corrisponde al nostro paleolitico; queste popolazioni
entrano in Giappone dal continente.
Il Giappone in origine, fino all’epoca glaciale, era attaccata al continente per cui
il mare interno al Giappone risultava come una sorta di lago. Le piccole isole
erano unificate.
La rotta privilegiata era dalla Corea all’isola di Kiutscu. Tra il 10.000 al 4.000
avvenne la copertura delle terre e quindi la nascita dell’arcipelago.
Nella zona sud, vicino all’area di entrata delle popolazioni continentali, vennero
trovati oggetti che indicano una cultura pre-agricola, legate alla caccia e alla
pesca.
250 a.C. passaggio all’epoca Yayoi con un cambiamento repentino.
*Del periodo iniziale non sono arrivati vasi integri ma soprattutto cocci, da questi
si deduce che fossero di piccole dimensioni con basi arrotondati e bordi rialzati in
maniera molto grezza, con una superficie levigata in modo basilare. I motivi
impressi a corda iniziano nella seconda fase.
*Al periodo del jomon antico risalgono anche i primi villaggi che sono stati
scoperti e oggetti di uso quotidiano, figurine in terra cotta, utensili di pietra, cesti
intrecciati e piccoli utensili per il cucito ricavati dall’osso. Le abitazioni sono
scavate nel terreno a circa 1,5 m di profondità con una base quadrata di 4x4 m;
il soffitto era di cannette che convergevano verso il centro, con pilastri di
supporto.
Esempio: Vaso antico in terracotta, ritrovato nella zona di Kobe (zona sud vicino
al mare), ha la base arrotondata ma con il fondo piatto, i disegni realizzati con il
motivo a corda che r
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