Storia dell'arte dell'Asia orientale
Preistoria
- Paleolitico (200.000 anni fa)
- Periodo Jōmon (11000 - 400 a.C.)
- Incipiente (11000 - 8000 a.C)
- Iniziale (8000 - 5000 a.C.)
- Antico (5000 - 2500 a.C.)
- Medio (2500 - 1500 a.C.)
- Tardo (1500 - 1000 a.C.)
- Finale (1000 - 400 a.C.)
- Periodo Yayoi (400 a.C. - 300 d.C.)
- Periodo Kofun (300 - 710 d.C.)
Per quanto riguarda il primo Paleolitico (200.000 a.C.) sono stati ritrovati strumenti in pietra a Miyagi. Alla fine dell'Era Glaciale (12.000 a.C.) le isole giapponesi erano attaccate al continente asiatico, e da qui si capisce la vicinanza della penisola coreana. Le isole di Honshu e Kyushu e Shikoku non erano altro che un prolungamento della penisola coreana. Queste due vie a Sud fornivano un facile accesso da Est, la rotta privilegiata era quella a Kyushu. La copertura delle terre avvenne tra il 10.000 e il 4.000 a.C.
Periodo Jōmon
Le origini della popolazione Jōmon non sono chiare. La popolazione nacque come una società di cacciatori e raccoglitori anche durante il periodo Jōmon medio, quando si stabilirono in comunità semi-sedentarie relativamente grandi che a volte comunicavano tra loro. Il termine Jōmon è formato dalle parole "mon" (motivo) e "Jo" (qualcosa di fatto a corda), quindi "motivo fatto a corda". Il nome fu attribuito dopo i ritrovamenti di oggetti con motivi che sembravano ottenuti premendo delle corde sull'argilla cruda (fu infatti questa cultura a produrre le prime ceramiche).
La cultura Jomon si sviluppa per più di 10000 anni ed è convenzionalmente divisa in 6 diversi periodi. Per quanto riguarda il periodo incipiente e iniziale ci sono stati ritrovamenti di frammenti di vasi, presumibilmente piccoli e con base arrotondata, in modo da essere facilmente trasportabili e adattabili a superfici irregolari. La maggioranza di questi vasi era realizzata per cucinare e bollire il cibo. Nella fase incipiente le decorazioni erano semplici linee grossolane oppure segni di unghie, probabilmente creati accidentalmente durante la lavorazione dell'argilla. Solo successivamente iniziano a svilupparsi i cosiddetti motivi a corda.
Altri prodotti di queste fasi sono delle figure stilizzate in pietra o argilla, chiamate dogu. La loro presenza è segno della creazione di una tradizione ritualistica. Nelle fasi successive del periodo assumeranno funzioni e forme diverse. Alcune rappresentano uomini, altri donne, il cui seno è molto prominente. Si riconoscono due tipi principali d'immagine: una figura di donna che sembra portare degli occhiali, e figure sedute con le ginocchia portate al petto e le braccia incrociate in specifiche posizioni. Ci sono più delle figure di donne massicce, identificate come una sorta di Madre Natura. I corpi sono distorti, così come le facce, a forma di cuore, con una bocca piccola e occhi tagliati da una linea orizzontale. Le statuette erano generalmente cave, in modo che l'anima potesse prendere residenza nel vuoto della bambola. Molte statuette hanno un gancio che, si ritiene, servisse per poterle appendere come ornamenti.
Durante il periodo Jōmon antico la popolazione cominciò ad aumentare costantemente. Numerosi siti hanno portato alla luce un grande quantità gioielli in pietra levigata all'interno di tombe. Questo testimonia sia l'esistenza di riti funerari sia un interesse per l'aspetto estetico. In questo periodo il vasellame non è più inteso solo come strumento per cucinare ma assume anche un significato rituale: la base è solitamente piatta, in modo da adattarsi a superfici levigate, e le decorazioni diventano più varie e importanti. È possibile che il possesso di questi oggetti rappresentasse la posizione di un individuo nella società.
- Case-fossa: caratteristiche di questo periodo sono le cosiddette case-fossa, così chiamate perché erano scavate nel terreno. Erano solitamente quadrate, con il tetto in paglia, sostenuto da pali. Sono state riconosciute 4 tipologie principali:
- Nucleo: insediamento permanente, solitamente costruito sul fianco di una collina con case, magazzini, cimiteri, una piazza principale.
- Secondo tipo: più piccolo, con al massimo una o due case e una piazza principale.
- Terzo tipo: non ha case ma accampamenti, probabilmente di caccia o terreni di raccolta stagionale.
- Quarto tipo: molto diffuso durante il periodo Jōmon medio, presenta diverse case, cimiteri separati, cave d'argilla e di pietra, aree per la manifattura di utensili, recinti per animali.
Durante il periodo Jōmon medio, come risultato dell'aumento della temperatura seguita all'era glaciale, la popolazione si spostò dalle umide coste orientali e occidentali verso le regioni nord e centrali dell'Honshu. Le comunità divennero semi-sedentarie e i villaggi sempre più grandi. In questo periodo abbiamo le prime evidenze di semplici coltivazioni. La differenza più evidente tra il periodo Jōmon medio e le fasi precedenti è la produzione di ceramica, in particolare la decorazione tridimensionale dei "vasi fiammeggianti", chiamati kaen doki, con funzione sia pratica sia rituale.
Il periodo che segna il passaggio tra la fase media e tarda è caratterizzato da un catastrofico crollo della popolazione, le cui cause non sono certe (forse una mini era glaciale). Contemporaneamente a questa diminuzione di popolazione si verifica un grande aumento di statuette, cosa che fornisce ulteriore supporto alla teoria che attribuisce loro un ruolo propiziatorio (la parte mancante della statuetta potrebbe indicare la parte del corpo che la persona voleva guarire). Tipiche di questo periodo sono statuette assise sulle ginocchia, forse in posizione di preghiera, con occhi e bocca creati con piccoli rotolini di argilla in rilievo e abiti ben definiti e decorati.
Una figura inusuale è stata ritrovata invece a Gunma: presenta una forma spigolosa, con delle specie di maniche e i fianchi che si allargano a U, la faccia a forma di cuore sulla quale sono attaccati i tratti somatici, il corpo intero inciso con linee parallele e cerchiolini. In queste ultime due fasi compaiono anche dei cerchi di pietre (menhir), nati con funzione rituale e situati vicini all'accampamento. Sono formati da una singola pietra verticale al centro, circondata da altre lunghe pietre appoggiate al terreno in modo da formare due cerchi concentrici. Erano probabilmente utilizzati come tombe o per le cerimonie. Alcuni di questi ritrovamenti sono di dimensioni importanti (ce ne sono alcuni ritrovati ad Akita che misurano anche 46 metri) ma la maggior parte erano semplici cerchi in pietra di modeste dimensioni.
Per quanto riguarda invece la ceramica le popolazioni del Jomon Tardo si tengono in contatto l'una con l'altra, tanto che nei vasi le decorazioni si standardizzano. Vediamo un cambiamento totale nella decorazione del vasellame, più aderente al corpo del cilindro, con la parte bassa più semplicemente levigata e tutta la superficie rimanente è spianata, resa liscia. La zona di produzione centrale diventa la parte Nord, Honshu. Di solito queste terrecotte erano dipinte con l'ossido di ferro, bruciacchiate, o coperte con una superficie laccata, con una resina trasparente, sia per diminuire la porosità sia come decorazione.
Periodo Yayoi
Il passaggio dal Jomon all'epoca Yayoi è un passaggio quasi netto di cui si sa poco (forse popolazioni provenienti dalla Corea o dalla Cina che hanno completamente sostituito quelli precedenti; forse ibridazione tra popolazioni Coreane e popolazioni native). Il periodo prende il nome dal quartiere di Tokyo in cui ci sono stati i primi ritrovamenti.
Durante questo periodo le comunità raggiungono dimensioni sempre maggiori e compare la coltivazione del riso, forse iniziata sull'isola di Kyushu (necessità di una nuova architettura -> granai, che ispireranno in futuro i santuari shintoisti, costruzioni rettangolari di legno, coperti da tetti di paglia e sopraelevati dal terreno tramite delle travi (in modo da evitare che il riso marcisse), raggiungibile tramite una scaletta. Le abitazioni erano su palafitta, mutuate da qualche civiltà umile del continente asiatico.
Nel Kyushu sono stati ritrovati, in una tomba del II secolo a.C., i cosiddetti tre sacri tesori, donati dalla dea Amaterasu al proprio nipote Ninigi, ancora oggi elementi essenziali della cultura giapponese: lo specchio, la spada, il gioiello (magatama). Per la religione Shinto simboleggiano il ruolo più alto nella gerarchia e rappresentano ancora oggi le insegne imperiali. Lo specchio è concavo, decorato con motivi geometrici ed è il simbolo della dea del sole Amaterasu; la spada è realizzata a scopo rituale e non bellico. Il magatama è un piccolo oggetto di pietra con forma a 'c'. Lo specchio oggi si trova nel Santuario di Ise, la spada nel tempio di Atsuta, il magatama nel palazzo imperiale di Tokyo.
Uno dei siti maggiori è stato scavato nel 1989, a Yoshinogari nel Kyushu, con oltre 300 abitazioni, di cui una più grande su una collina probabilmente appartenente al capo del villaggio, magazzini e circa 2000 tombe. Altra differenza rispetto al periodo precedente è la manifattura del ferro e del bronzo.
In particolare, nell'Honshu, sono state ritrovate le cosiddette dotaku, cioè campane di bronzo, con un manico semicircolare ed un bordo sporgente che va dalla base fino al manico. La maggior parte delle campane presentano decorazioni geometriche mentre alcune hanno incisioni con figure stilizzate (cacciatori, animali ecc.).
Per quanto riguarda la ceramica del periodo, presenta forme standardizzate, soprattutto vasi alti con collo stretto, pentole a bocca larga e giare per la conservazione di cibo. Molti vasi del periodo sono dipinti di rosso oppure decorati con motivi geometrici. Ci sono stati anche rari ritrovamenti di vasi che hanno una caratteristica comune, cioè il disegno di un volto sul collo o sul corpo per cui è possibile che servissero come contenitori di diversi oggetti nei riti funerari.
Periodo Kofun
Il periodo prende il nome dalla costruzione di grandi tombe in forma di tumulo, chiamate kofun (Ko: antico, vecchio – Fun: tomba). I primi grandi tumuli apparvero nella regione di Kansai: tutta l'area di Kyoto, Osaka e Nara. Da lì si diffondono in tutto il Giappone e ciò fa pensare ad un potere politico centralizzato in quella zona. Questo tipo di tombe hanno dei precedenti in Cina ed in Corea ed erano presenti in Giappone già dalla metà del periodo Yayoi. Sono i primi esempi di tombe "singole", solitamente destinati a personaggi importanti.
- Tuttavia, ci sono diverse differenze tra i due tipi di tombe a tumulo:
- Dimensioni: le tombe del periodo Yayoi sono molto più piccole (50m di lunghezza) rispetto a quelle del periodo Kofun (più di 100m).
- Forma: nel periodo Yayoi erano rettangolari mentre nel periodo Kofun è un tumulo circolare collegato ad un altro tumulo di forma triangolare (forma 'a serratura').
- Il corredo funebre: le spade di bronzo e le campane dotaku spariscono; i defunti vengono sepolti in bare di legno con armi di ferro, con i tre sacri tesori, gioielli d'oro ecc. Delle sculture di argilla di varie forme, chiamate haniwa (hani: argilla - wa: cerchio), vengono distribuite lungo la superficie del tumulo. Gli haniwa inizialmente erano semplici cilindri di argilla vuoti, utilizzati forse per sostenere vasi e vassoi con le offerte, mentre poi assumono forme più complesse (casa, utensili, persone, animali). Probabilmente fungevano da protezione e garanzia di un luogo familiare per il defunto. Anche gli specchi continuano ad essere elementi importanti e utilizzati come dono per le alleanze tra i capo clan. Erano caratterizzati da un lato in cui ci si rifletteva, e da uno con decorazioni concentriche, con un foro che lo attraversava, per appendere lo specchio.
Il kofun più grande è quello attribuito all'imperatore Nintoku a Osaka, completamente coperta di vegetazione, circondata da un ampio fossato, sulla superficie del tumulo erano distribuite moltissime haniwa di dimensioni importanti. Un'altra delle tombe più spettacolari è situata nella prefettura di Fukuoka, risale al tardo periodo Jomon, e presenta su una delle pareti una scena ritratta con ai lati due grandi ventagli cerimoniali. Gli elementi sono poi allineati su tre livelli: in alto abbiamo una forma di animale, che cavalca verso sinistra, di fronte a questo abbiamo una barca e sotto a destra una fila di forme triangolari verticali, forse le montagne, sotto un cavallo trattenuto e sotto ancora delle onde increspate. Questo animale in cima è la rappresentazione di uno spirito, mentre la scena reale è quella del cavaliere con il suo cavallo, forse uno sciamano, indicando il viaggio dell'anima verso l'aldilà.
Periodo Asuka (552-645)
Il periodo Asuka si distingue per due grandi eventi, l'inizio della grande passione per la Cina da parte delle corte imperiale e l'introduzione formale del Buddhismo dal regno di Paekche in Corea. Il nome Asuka si riferisce alla valle nel cuore di Yamato, dove la corte imperiale ha spesso risieduto tra il regno dell'imperatore Inkyo e quello dell'imperatore Gemmyo. La corte imperiale e il governo erano di tipo seminomade, in quanto il rituale shinto prevedeva che la morte di un imperatore rendesse il palazzo impuro, e dunque con ogni ascensione veniva costruito un nuovo palazzo. Ovunque l'imperatore avesse scelto di posizionare la propria dimora, quel luogo sarebbe diventato la nuova capitale. Con l'apertura del periodo Asuka, la casa imperiale a Yamato fungeva da centro di tutto il governo, il paese era unito nella credenza che la casa imperiale discendesse dalla dea del sole Amaterasu sotto un sistema di credenze definito Shinto.
L'unica artista del periodo Asuka arrivato fino ad oggi è lo scultore Tori Busshi (colui che crea immagini Buddhiste). Sembra fosse diventato il principale scultore al servizio di Soga no Umako e Shoutoku, attivo tra la fine del sesto secolo e l'inizio del settimo. Per quanto riguarda lo stile artistico, si può dire che l'artista abbia ripreso quello della dinastia cinese Wei. Questo stile inizialmente fu ideato per scolpire la roccia nelle caverne e, nonostante Tori Busshi scolpisse l'argilla, le sue opere riflettono molto lo stile Wei, per forma e design, tanto che i suoi lavori trasmettono pace e morbidezza. A lui è attribuita l'esecuzione della statua di Shaka per l'Asukadera nel 606, del Buddha Yakushi e della triade di Shaka per lo Houryuuji nel 623.
Lo Shinto è la religione autoctona giapponese (più un pensiero religioso). Il termine shinto (shin+to: la via degli dei) compare per la prima volta nel Nihongi nel 720, ma questo sistema di credenze risale a molto tempo prima. In generale, lo shinto è organizzato attorno agli dei celesti, guidati da Amaterasu, e gli dei terrestri, guidati da suo fratello Susanoo. Gli dei giapponesi sono i kami, che il più delle volte sono rappresentati sotto forma di oggetti, come nel caso di Amaterasu che viene raffigurata come uno specchio. La maggior parte dei kami si crede abitino fenomeni naturali come rocce, alberi, cascate, e montagne.
Nello Shinto non vi è distinzione tra divinità creatrice e Creato, gli stessi Dei sono parte della creazione e da loro derivano tutte le cose, tutti allo stesso modo hanno in sé la natura divina, questo spiega il rapporto dei giapponesi con la natura. L'elemento essenziale per pregare un kami è prima di tutto l'Iwakura, il sito naturale sul quale egli o essa risiede. L'Iwakura è di solito rappresentato da un santuario di legno dentro un recinto, al quale si accede attraverso un particolare cancello di legno laccato di rosso chiamato torii, che delimita l'ingresso all'area sacra. Il torii è formato da due pali verticali che sostengono due architravi orizzontali, di cui quello superiore forma una leggera curva (deriva la sua forma dal trespolo sul quale si posavano gli uccelletti della divinità che danzò davanti alla grotta per far uscire Amaterasu).
Altro elemento che delimita un’area sacra è lo shimenawa (legata alla dea Amaterasu, perché la caverna nella quale si nascose fu segnata dalla corda sacra), letteralmente corda sacra, composta da un intreccio di paglia di riso, solitamente appesa orizzontalmente in corrispondenza di Torii, di alberi secolari, pali o rocce al fine circoscrivere aree considerate sacre in cui sono presenti degli spiriti. A queste corde sono solitamente attaccati anche degli intrecci di carta che ricordano la forma di un fulmine. Infine lo honden è la costruzione principale del santuario shinto, che si trova al centro del complesso.
Altri oggetti che troviamo a contorno delle aree sacre Shinto, sono la presenza delle offerte: bariletti di sake che le fabbriche di produzione portano annualmente al tempio; il gallo, uno degli animali sacri legati allo Shinto, perché parte di quegli animali che hanno cantato per far uscire la dea; gli ema, cioè piccole tavolette di legno su cui i credenti shintoisti scrivono preghiere o desideri e lasciati appesi nei templi, dove i kami li possono leggere. Spesso riportano la parola negai = desiderio.
Il luogo chiave dello Shinto è il Santuario di Ise, classico esempio di complesso di culto shinto, che ha rappresentato lo standard per tutte le costruzioni successive. Consiste di un santuario esterno, o gekuu, dedicato ai fornitori di grano, e un santuario interno, o naikuu, dedicato ad Amaterasu. Per raggiungere il naikuu bisogna attraversare il torii. Il sentiero per il santuario corre parallelo a un fiume, e a destra, di fronte al torii, vi una lunga e stretta vasca di pietra riempita d'acqua per lavarsi la bocca e le mani. Gli edifici sono accessibili solo ai sacerdoti e a membri scelti della famiglia imperiale.
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