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Introduzione

Il Giappone è la parte più orientale dell'Asia, l'ultimo punto di arrivo. Le origini di quanto arriva in Giappone provengono da:

  • India
  • Cina
  • Corea

L'Asia Orientale è costituita da:

  • Cina
  • Mongolia
  • Corea
  • Giappone

Il punto nevralgico da cui il Giappone assume la cultura del continente è dunque il Sud Corea. Il Giappone, nonostante sia un’isola, sfrutta il mare solo come risorsa e non dal punto di vista turistico.

Formati classici della pittura giapponese

  • Kakemono o Kakejiku (=qualcosa da appendere) — rotolo verticale illustrato
  • Emaki o Emakimono — rotolo orizzontale illustrato
  • Fusumae — pittura su porta o su pannello scorrevole
  • Byobu — paravento

Rotolo orizzontale o Emakimono. Rotolo verticale o Kakemono. Il rotolo, una volta arrotolato sul suo nottola, diventa un semplice bastoncino da riporre in una scatola di legno. Il rotolo orizzontale non si appende alla parete, ma si guarda tra le mani; si apre da destra e lo si fa scorrere mano a mano. Il maggiore esempio di rotolo orizzontale giapponese è “Il rotolo di Genji”. I rotoli possono essere costituiti solo da immagini che indicano gli eventi in modo cronologico o geografico oppure possono essere sia illustrati che calligrafati; i rotoli religiosi venivano calligrafati in fondo. I più lunghi raggiungono anche i 10 metri di lunghezza e sono una sequenza di fogli, anche di tipi diversi di carta. Non ci sono quindi arti minori o maggiori, la calligrafia è importante come la pittura.

Il paravento serviva per riparare alcune zone delle case dagli spifferi perché erano costruite in legno, cannette e carta; cioè da elementi naturali. L’arte del semplice è quindi unita all’arte applicata; gli oggetti di arredo diventano anche opere d’arte.

Byobu

  • Il Byobu solitamente è a 2 o 6 ante pieghevoli, ma ci sono esempi di paravento a 8 ante. Possiamo avere un paravento singolo, ma più spesso si trovano in coppia e speculari. Il supporto è di carta o seta, come per il rotolo. È una struttura autoportante e poggia su una struttura in legno che può essere coperta di tessuto che fa da cornice ai dipinti. Il Byobu chiuso diventa un’anta e occupa poco spazio. La larghezza classica di un paravento a 6 ante è di 3,60 m per un’altezza variabile, ma per le cerimonie del tè vengono utilizzati paraventi piccoli.

Tsuitate

  • Il Tsuitate ha la forma di una lavagna con due gambe fisse e un’unica superficie rigida, non pieghevole.

Fusuma

  • Il Fusuma è una modalità che si afferma con l’aristocrazia imperiale e veniva utilizzato in modo tale da creare un unico paesaggio unitamente alle pareti delle stanze. È una sorta di parete mobile, inoltre le pareti scorrevoli hanno anche maniglie di metallo diversamente dai Byobu. Avviene dunque un connubio tra un pezzo di architettura e l’arte pittorica. Erano oggetti funzionali che venivano però abbelliti, come i paraventi; venivano perciò unite le arti artigianali applicate e la per noi alta arte pittorica.

Preistoria

Periodo Jomon

  • Jomon iniziale 10.000 - 4.500 a.C.
  • Jomon antico 4.500 - 3.000 a.C.
  • Jomon medio 3.000 - 2.000 a.C.
  • Jomon tardo 2.000 - 250 a.C.

Periodo Yayoi

250 a.C. - 300 d.C.

Periodo Kofun

IV - VI secolo d.C.

Periodo Jomon

I periodi si distinguono per gli utensili e per i ritrovamenti; il Jomon è il periodo a corda. Il culmine della cultura Jomon si trova tra il 2.000 e il 1.500 a.C. e dura fino al 250 a.C. Nell’epoca pre-Jomon, intorno al 200.000 a.C., vengono ritrovati utensili di pietra rotti e appuntiti. È un’epoca di spostamenti con migrazioni dal sud (Filippine) al Giappone e dal nord (steppe, Russia) tramite l’Hokkaido e spostamenti dal centro (Mongolia, Corea) tramite la Corea del Sud e Kyushu. Nel 12.000 a.C. si crea l’arcipelago giapponese, prima il mare nel centro era una formazione lacustre.

  • I più antichi manufatti in argilla dell’epoca Jomon antica sono di Fukui e della zona intorno all’attuale Tokyo. I primi ritrovamenti risalgono al 10.500 - 10.200 a.C. e appartengono a una cultura pre-agricola (pesca, caccia). Di questo periodo non abbiamo vasi integri, ma semplici contenitori in pietra levigati e con base arrotondata e bordi rialzati creati applicando striscette di argilla. Venivano cotti in fornaci all’aperto e non presentano motivi a corda da cui prende il nome il periodo Jomon; sono contenitori per cibi. Venne ritrovata una ciotola di terracotta nella provincia di Fukui con colorazione rossa da polvere di ferro e con motivi di decorazione geometrici e speculari.
  • Le prime abitazioni misuravano 4x4m ed avevano una copertura a cannette tipica delle capanne e una base quadrata. In esse si sono trovati cesti, utensili di osso per il cucito e oggetti di vita quotidiana.
  • Dell’epoca del Jomon antico/medio viene trovata nella provincia di Akita una figura in pietra senza testa con un corpo tronco e di altezza di 14,8 cm. Nessuna caratteristica risalta perciò la funzione non è chiara.
  • Vaso di terracotta a Kobe del Jomon antico con fondo leggermente appiattito, disegni di diversi materiali: fibre di piante, rametti di bambù per tagli e righe, diversi materiali utilizzati per creazione di motivi decorativi ondulatori e affossamenti, corde vegetali arrotolate su argilla fresca perciò impresse. Una volta cotto danno maggior sostanza e forza. I bordi della bocca del vaso sono più ampi del corpo e vanno aprendosi.

Circa nel 3.000 - 2.000 a.C, la popolazione Jomon medio a nord della piana del Kanto si sposta dalle coste verso l’interno probabilmente per il cambio delle temperature. Da nomadi iniziano a diventare dei piccoli agricoltori e tentano di immagazzinare i raccolti. Il gran numero di vasellame raccolto indica un tenore di vita stabile e dai tentativi di decorazione si capisce che se la cavavano bene. In questo periodo cambia il tipo di abitazione diventando di forma circolare e di diametro di 5-6 m con un focolare centrale per ca. 5 persone. Alcune avevano un basamento in pietra e le dimore si trovavano a nord-ovest e in esse si sono ritrovati oggetti e immagini di forma fallica. Forse i primi altari domestici servivano per i culti e la prima forma di ambito familiare era il raduno intorno al fuoco.

  • Del Jomon medio si è ritrovato un vaso di terracotta che misura 30,8 cm nel sito di Sasayama nel Nord del Giappone, nella provincia di Nigara. Le decorazioni e i particolari del vasellame quotidiano erano diversi da quelli per i rituali (lampade, incensieri, coppe, contenitori per il cibo). Il decoro è tridimensionale e a tutto tondo con applicazione di vermicelli di argilla che vanno oltre la superficie del vaso; è molto ricco (barocco) e non c’è più segno di cordatura. I 4 manici sono decorati; era un contenitore per cuocere il cibo. Delle lingue ad arco si sviluppano verso l’alto dal bordo con un motivo di onde a vortice nella parte bassa e una sorta di coroncina verso la bocca del vaso.
  • Del Jomon medio, terracotta da appendere, incensiere o lampada, sito Gotenba. Il bordo è tagliato in modo obliquo così che la mano possa entrare.
  • Del Jomon medio, sito Kurokoma, provincia di Yamanashi. Decorato con una figura antropomorfa con motivi definiti e ricercati: la faccia è appiattita a mezzaluna, il naso e la bocca sono stati creati imprimendo e gli occhi incisi con un oggetto appuntito. Avviene una ricerca naturalistica e realistica negli oggetti sono infatti state ritrovate delle figure femminili e antropomorfe.
  • Jomon medio, provincia Nagano, sud-ovest di Tokyo, zona montuosa. Questa figura femminile ha il ventre, i fianchi e il seno pronunciati; i tratti del viso sono stati ricavati con degli oggetti appuntiti e una sorta di intaglio crea gli indumenti e l’acconciatura.
  • Jomon medio, provincia di Yamagata. La decorazione degli indumenti è ricca e ricorda i tessuti, le decorazioni sono geometriche, ci sono incisioni su petto e collo, la testa è a forma di semilune e guarda verso l’alto, la forma è prosperosa e pronunciata. Questa figura femminile è legata ai riti e ai simboli di prosperità e fertilità. Ci sono possibili segni di tatuaggi e i puntini richiamano il pelo degli animali.
  • Jomon tardo, provincia di Gunma. I fianchi sono larghissimi, la vita strettissima, la faccia a forma di cuore, il volto non è inciso ma decorato con striscioline di argilla, incisioni su tutto il corpo (possibili tatuaggi).
  • Jomon tardo, Shinpukuji, figurina in terracotta. Stesse proporzioni fianchi e vita, faccia sempre a cuore, bottoni di argilla per naso e occhi, capelli molto decorati, ricchezza di decorazioni per il corpo (probabilmente anche le popolazioni avevano il corpo decorato, forse da tatuaggi).

Circa nel 1.000 - 250 a.C. ci fu un raffreddamento climatico ulteriore che causò un forzato spostamento delle popolazioni verso la costa orientale dalle montagne. Per sopravvivere si diedero alla pesca e quindi alla creazione di utensili per essa; fu un periodo non più di benessere e le risorse scarseggiavano; ci fu una diminuzione drastica della popolazione. Furono realizzate numerose figurine per i gruppi familiari, utilizzate per i rituali per chiedere la grazia in risposta crescente ai numerosi decessi. Il cambiamento geografico cambiò dunque la vita e i manufatti. Quasi tutte le statue di questo periodo sono state ritrovate rotte, probabilmente è stato fatto in modo conscio come richiesta di guarigione.

  • Jomon tardo, zona di Aomori, figura femminile con occhi enormi e viso e corpo deformati; la dimensione degli occhi può rappresentare che riflettono la morte o sono finestre per l’anima.
  • Jomon tardo, sito di Kabukuri. Decorazioni a spirale, forma vita e fianchi uguale, seni occhi esagerati, puntini sul viso che indicano tatuaggi. La popolazione Haida del Nord America utilizzava i tatuaggi soprattutto per le donne in modo tale che se venivano rapite da altri villaggi potevano essere riconosciute.
  • Statuetta uomo con rinforzi su spalle, guerriero, bracciali o acciaio che proteggevano il corpo, faccia appiattita verso l’alto, puntatura sulle labbra che indica un tatuaggio, acconciatura o copricapo sulla testa, mani giunte come in preghiera. È una figura antropomorfa.
  • Maschere umane con bocca e occhi scavati, naso e sopracciglia fatti con l’argilla, sono molto semplici di figura base. Maschera di terracotta, sito di Shinasai nella provincia di Iware labbra con puntinature.
  • Jomon tardo, Menhir, accanto alle zone abitative ma separati. Cerchi di massi disposti a raggiera con al centro un sasso lungo posto in verticale; sono di ca. 10-15 m, alcuni anche di 46 m. Luoghi utilizzati come tombe o per funzioni religiose.

Si ha prova che le popolazioni del tardo Jomon si tenevano in contatto tramite la standardizzazione del vasellame caratterizzata da: marcature a corda, senso di lucidatura (spianato), decorazioni incise. A nord dello Honshu (cioè a nord di Tokyo), sono state ritrovate semplici ciotole di forme diverse utilizzate per cerimonie o per cuocere e tutte con residui di polvere o cenere e realizzate tramite applicazione di resina sopra a pigmenti ferrosi in modo tale da avere maggior resistenza durante la cottura. I motivi sono arrotondati e con curva; dall’inizio si è arrivati a una semplificazione della decorazione e una maggior raffinatezza nelle forme.

Periodo Yayoi

In questo periodo c’è un sistema di classi che ricorda la formazione di clan. Yayoi è il nome dell’area intorno a Tokyo dove per primi sono stati ritrovati i reperti; ci sono stati ritrovamenti in bronzo e ferro che prima non c’erano e si afferma una popolazione dedita alla coltivazione (riso). Il riso è la prima coltivazione stabile già iniziata nel tardo Jomon nell’isola dello Kyushu. Sono quindi sedentari che vivono nella zona pianeggiante intorno a Tokyo.

All’interno delle abitazioni ci sono le prime forme di granaio utilizzate per immagazzinare il riso; si suppone che queste usanze siano arrivate dal continente. Le abitazioni sono rialzate su palafitte (come nel sud est asiatico) e si raggiungono tramite una scaletta a pioli. Sono state affinate le tecniche per l’agricoltura e vengono utilizzate l’irrigazione e la canalizzazione, i villaggi del Kyushu e dello Honshu ricevono incrementi.

Dotaku

La tecnica della fusione utilizzata per creare specchi in bronzo, armi e utensili di ferro viene imparata in Giappone grazie a influenze da Corea e Cina. Utilizzavano un calco/stampo di fusione (2 stampi cilindrici poi uniti) per creare le campane dotaku, cioè una campana cilindrica con il bordo appiattito di cui sono stati rinvenuti oltre 400 esemplari, perché molto diffusi. Il Dotaku deriva da uno strumento musicale cinese utilizzato come strumento cerimoniale in Giappone; era di bronzo e aveva un’altezza che variava tra i 10 e i 130 cm. Il corpo è ovale ed è costituito da una maniglia semicircolare che va dalla base al fondo, l’area quadrata presenta disegni di animali o figure antropomorfe o veniva decorato con motivi geometrici.

Si sono inoltre trovati dei gioielli con piccole pietre semipreziose colorate applicate e ceramiche:

  • Grezze
  • Prive di invetriata
  • Di forme molto curate
  • Base larga
  • Piede rastremato
  • Utilizzate per cerimonie o per uso quotidiano
  • Design semplice ed elegante
  • Fasce di argilla lavorate al tornio
  • Cotte in fuochi all’aperto
  • Molte di colorazione rossa

Negli scavi del 1989 nella provincia del Kyushu sono stati trovati oltre 300 nuclei abitativi: la più grande era quella del capo villaggio. Erano protette da 2 colline con 2 torri di controllo alte 11 m e ca. 2000 tombe e strutture per immagazzinare il cibo.

Periodo Kofun

Il periodo Kofun, conosciuto anche come "Cultura delle Tombe", fiorì in seguito al periodo Yayoi e si estese fino all'inizio del periodo Nara, durante il quale le testimonianze si fanno più ricche. In questa fase storica il paese, diviso in diverse comunità tribali (uji) vide il crescere della potenza del clan di Yamato, che gradualmente affermò la propria supremazia sulle isole di Honshu, Kyushu e Shikoku. Opere storiche giapponesi come il Kojiki e il Nikonshoki ci aiutano nel dare un quadro più definito del periodo, anche se le informazioni in nostro possesso non sono complete.

Lentamente, lo Stato di Yamato costituì un governo centralizzato sul modello dell'impero cinese T'ang: questo avvenne soprattutto nel periodo di supremazia del principe Shotoku e del regno dell'imperatore Tenji. Nel 645, diede vita alle Riforme del Taika ("Grande Mutamento"), che diedero al paese un governo unificato con leggi simili ai modelli cinesi.

  • Ko= antica, Fun= tomba
  • 300-710 d.C.
  • Forme a serratura
  • Concentrate a Nara (prima capitale stabile del Giappone nel 710 d.C.)
  • Grandi tombe a forma di tumulo
  • Kofun = tomba antica
  • Regioni del Kansai (Kyoto, Osaka, Nara) e del Kanto (Tokyo)
  • Potere centralizzato zona Osaka e Nara
  • Intorno VI secolo d.C. subentra Buddhismo (importato da Cina) e non più usanza tomba, ma cremazione
  • Continui scambi con il continente
  • Introduzione ideogrammi dalla Cina (kanji)
  • Introduzione scrittura con ideogrammi cinesi in Giappone (più avanti primi testi sacri del buddhismo vengono aggiunte scrittura giapponesi del katagama e hiragana, cioè corsivo, al kanji cinese)

Tomba Kofun

  • Simile ai Kofun Coreani
  • Interno tomba ritrovati gioielli, armi e indumenti
  • Collina artificiale rotonda unita con collina a forma di serratura
  • Tomba sotto punto principale collina
  • Camera funeraria con pareti in pietra, soffitto in pietra e terra sotto culmine collina
  • Cassa in legno per il defunto
  • Colline circondate da fossati
  • V secolo massima costruzione dei tumuli che diventano sempre più grandi
  • Verso fine V secolo tombe a corridoio a cui si accede lateralmente con una porta a lato della collina che porta alla camera funeraria:
    1. Favorisce l’entrata della tomba senza dover scoprire dall’alto
    2. Riutilizzo tomba da parte dei membri della famiglia (tombe familiari)
    3. Decorazioni alle pareti della camera funeraria con dipinti e incisioni

Tomba del principe Nintoku a Sakai, nella provincia di Osaka

  • Fine IV inizio V secolo d.C.
  • Non è mai stata scavata, ma è franata e quindi visibile
  • Ricoperta di verde
  • Sarcofago in pietra che copre la cassa di legno
  • Ca. 20.000 Haniwa

Haniwa

  • Statue distribuite lungo il perimetro delle tombe
  • Struttura in argilla svuotata
  • Di diverse forme
  • In forma di casa messe sopra al defunto, gli altri distribuiti in forma concentrica
  • Hani = argilla, Wa= cerchio
  • Non rappresentavano il sacrificio umano, ma forse per compattare la terra o per la separazione del mondo dei vivi da quello dei morti

La produzione si sposta da Osaka al Kanto e a Gunma:

  • Si passa da semplici cilindri a forme più complesse
  • Venivano cotte a basse temperature
  • Tipi di Haniwa:
    • Casa di Miyayama (provincia di Nara)
    • Barca
    • Forme antropomorfe (casa al centro e poi 4 ognuna per ogni punto cardinale)
    • Scudi con animali (cerbiatto, cavallo bardato)

Shinto

  • Adorazione dei Kami, divinità
  • Religione panteistica
  • Forma religiosa autoctona giapponese
  • Culto già affermato dagli albori
  • Simile al culto pagano occidentale
  • Dal periodo Nara (altre religioni entrate in Giappone) si sentì esigenza di codificare shinto come
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/23 Storia dell'asia orientale e sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher beatricebianca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte dell'Asia orientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Menegazzo Rossella.
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