Le correnti artistiche dell'Ottocento
Romanticismo
Il Romanticismo proclama la libertà dell’artista di fronte alle regole accademiche e vede nell’arte una creazione unica e irripetibile dell’individuo che esprime i propri sentimenti. Il termine "romantic" veniva utilizzato in Inghilterra per indicare un’evasione fantastica ed emotiva dalla realtà ed era impiegato per definire un vasto movimento culturale diffusosi in Europa tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento.
Nasce in Germania per opera degli scrittori e degli intellettuali del gruppo “Sturm und Drang”, che reagiscono al culto della ragione dell’Illuminismo e all’imitazione dell’antico del Neoclassicismo. In breve tempo si diffonde in Inghilterra, in Francia, in Italia e negli altri paesi europei, a opera di filosofi, scrittori, musicisti e pittori. Tutti sostengono i valori della spontaneità creatrice e della libertà espressiva dell’individuo, che non sopporta di essere vincolato e limitato da nessuna regola esterna, ma vuole poter manifestare la propria interiorità e le proprie emozioni più autentiche.
In particolare in pittura vengono privilegiati gli aspetti spirituali e irrazionali, che portano gli artisti a profonde meditazioni religiose e filosofiche sul senso della vita e sul suo destino. Un altro elemento riguarda l’atteggiamento politico: in contrapposizione al cosmopolitismo degli illuministi, i romantici riscoprono i valori della patria e della tradizione popolare, soprattutto in Italia e in Germania, dove partecipano attivamente ai movimenti di riunificazione delle loro nazioni.
Periodo
1790-1848
La rivista
1798-1800 “Athenaeum”; 1818: “Il Conciliatore”
I letterati
A. Wilhelm, Friedrich von Schlegel, Novalis, Hugo, de Lamartine, Foscolo, Leopardi, Manzoni
Gli artisti
Friedrich, Turner, Constable, Géricault, Delacroix, Hayez
In alto: Eugène Delacroix, La Libertà guida il popolo, 1830, olio su tela. A lato: Francesco Hayez, Il bacio, 1859, olio su tela.
Orientalismo
Per tutto il secolo artisti di diverse discipline, formazione e mentalità si lasciano ammaliare dal fascino dell’esotismo e dedicano parte delle loro opere al mondo islamico. L’Orientalismo non è un movimento artistico unitario, ma un tema, un atteggiamento e una moda diffusi in Europa in tutto il secolo: artisti di diverse scuole e discipline viaggiano per periodi più o meno lunghi nei paesi africani lungo le coste del Mediterraneo, nelle regioni dell’Asia occidentale e nell’impero turco.
Altri invece si accontentano dei resoconti e dei diari di viaggio pubblicati in quei decenni. Il loro atteggiamento verso la cultura e la civiltà islamica varia a seconda della loro mentalità e personalità e si manifesta in molteplici forme: dalle minuziose descrizioni della realtà alle rievocazioni fantastiche, tratte spesso dai modelli letterari.
In generale gli artisti rimangono colpiti dalle bellezze naturali di quei luoghi aspri e selvaggi, in cui sopravvivono i resti di grandi civiltà del passato, da quella egiziana a quelle mesopotamiche. Nello stesso tempo rimarcano, ora con ammirazione, ora con disprezzo, le differenze rispetto all’Europa: nelle loro opere descrivono i lussuosi palazzi dei principi e la semplice vita quotidiana del popolo, i mercanti affollati in mercanzie, il lavoro degli artigiani, le carovane dei nomadi nel deserto, le scene di caccia, le festività civili, le cerimonie religiose e soprattutto il sensuale erotismo delle odalische negli harem.
Periodo
1798-1914
I letterati
Chateaubriand, Hugo, Dumas, Gautier, Baudelaire, Flaubert
Gli artisti
Delacroix, Gérôme, Hunt, Ingres, Leighton, Pasini, Renoir, Turner
Frederic Leighton, La luce dell’harem, 1880, olio su tela.
Preraffaelliti
Come i puristi e i nazareni, anche i preraffaelliti vogliono riformare l’arte e riportarla all’originaria purezza, ispirandosi all’arte del Medioevo e del primo Rinascimento. La confraternita dei preraffaelliti viene fondata nel settembre del 1848 da un gruppo di artisti. Essi rifiutano le regole del classicismo accademico e si interessano alla pittura del Medioevo e del Rinascimento.
Nelle loro composizioni essi amano le suggestioni emotive, le atmosfere nostalgiche e rievocative, le allegorie e un simbolismo ricercato. Stilisticamente si esprimono con un disegno raffinato ed elegante, valorizzato da un’ampia gamma cromatica e da un’intensa luminosità. Guardano al passato, ma non dimenticano la realtà in cui vivono: si ispirano a Shakespeare e ai poeti romantici; raffigurano episodi biblici e scene di vita quotidiana della società vittoriana; credono nell’unicità irripetibile della creazione artistica e cercano di ribellarsi all’appiattimento qualitativo della produzione industriale.
Periodo
1848-1900
Luogo
Inghilterra
I fondatori
W. H. Hunt, J. E. Millais, D. G. Rossetti, W. M. Rossetti
In Alto: John Everett Millais, Ofelia, 1852, olio su tela. A lato: Dante Gabriel Rossetti, La ghirlandata, 1873, olio su tela.
Simbolismo
Il simbolismo è il nuovo modo di vedere la realtà, di andare al di là delle apparenze, di penetrare il mistero della vita, per avvicinarsi ai suoi significati più profondi. Il simbolismo non è un movimento artistico unitario, ma piuttosto un atteggiamento, che si ritrova più o meno esplicitamente e consapevolmente in molti artisti e intellettuali del terzo quarto del secolo, dalla filosofia alla letteratura, dalla musica alla pittura.
Filo conduttore del simbolismo è la reazione al realismo e al materialismo positivistico, in nome di una riscoperta dei valori spirituali e trascendenti. La realtà non si esaurisce in ciò che vediamo e sentiamo; i nostri sensi ci permettono di conoscere solo una piccola parte superficiale del mondo. Per andare oltre l’apparenza, per esprimere l’ineffabile l’artista si rivolge alla propria mente, alla capacità intuitiva, all’anima.
I pittori privilegiano così i temi allegorici e simbolici, cercano di superare la realtà attraverso i sogni, l’immaginazione, le visioni, l’evocazione; riscoprono le esperienze religiose, mistiche o esoteriche. La natura morta è quasi del tutto assente e il paesaggio è usato poche volte, quasi sempre per creare atmosfere cariche di mistero e magia. I pittori privilegiano la figura umana, in particolare la donna, rappresentata con una duplice connotazione, angelica o demoniaca, non priva di allusioni erotiche.
Periodo
1880-1910
I filosofi
Schopenhauer, Nietzsche
I poeti
Baudelaire, Mallarmé, Verlaine
Gli artisti
Gauguin, Klimt, Munch, i preraffaelliti, Redon, Segantini
In alto: Odilon Redon, Les fleurs du mal, 1890, litografia. A lato: Gustav Klimt, Giuditta, 1901, olio su tela.
Charles Baudelaire
Il poeta è come l’albatro.
Un marginale
Baudelaire è un artista doppio e cosciente della propria “doppiezza” di fondo; in essa sono evidenti un versante tenebroso, fatto di tentazioni al satanismo e alla distruzione e un versante luminoso, caratterizzato da un’aspirazione all’ideale, a Dio, alla creazione, duplici aspetti che riescono a convivere soltanto nella sofferenza, nella passione, nella noia e nell’odio. Egli non si è accontentato di essere un poeta in preda ai gemiti.
Se, in quanto romantico autentico, non ha parlato che di se stesso in tutto ciò che ha scritto, ha cercato anche lucidamente di dominare i poteri dell’arte, che il suo sguardo acuto di critico è riuscito a cogliere più di ogni altro. Figlio di un uomo seguace dell’Illuminismo, troppo presto scomparso (il padre di Baudelaire aveva sessantadue anni alla sua nascita, sua madre ventisette), Baudelaire vive la sua giovinezza in pieno romanticismo. Infanzia infelice, tra la madre che adorava, ma alla quale non perdonò il nuovo matrimonio, ed il patrigno, il futuro generale Aupick, il quale non comprese gran che di questo giovane fragile e pieno di contraddizioni, di cui voleva determinare i percorsi d’istruzione.
Classicamente destinato “a fare diritto”, Baudelaire sceglie ben presto la bohème del Quartiere latino e medita un programma di vita che gli eviti a tutti costi di diventare un “homme utile”. A vent’anni, quando ha già avuto una relazione tempestosa con una prostituta ebrea, Sarah Louchette, e già le relazioni familiari si sono guastate, Baudelaire s’imbarca per l’Oriente: in realtà, si ferma alcune settimane all’Isola Maurituis, quindi alla Réunion, riempiendosi gli occhi di immagini e colori sontuosi; scopre i poteri della sensualità e rientra in Francia nel febbraio 1842, dopo appena dieci mesi d’assenza.
Raggiunta la maggiore età, riceve l’eredità del padre naturale e conduce subito una vita che la famiglia considera abbastanza dissoluta; il generale Aupick disapprovava la sua relazione con un’attrice mulatta, Jeanne Duval, non apprezzava le sue frequentazioni artistiche e le sue scelte di consapevole marginale. I genitori decidono quindi di imporgli un giudice tutelare, al fine di privarlo del godimento dei beni. Queste vicissitudini intime e familiari faranno di Baudelaire un disadattato a vita: daranno forma a tutte le sofferenze del poeta, di cui il doloroso epistolario con la madre resta una straziante testimonianza.
Ha inizio un’esistenza difficile, segnata spesso dalla disperazione più nera, accompagnata da un tentativo di suicidio nel 1845, dalla miseria, ben presto anche dalla sifilide e dal lavoro poetico che lo sfianca. Gli anni 1845-1848 sono quelli in cui Baudelaire compone la maggior parte de I fiori del male, il suo capolavoro. Scopre in questo periodo Edgar Allan Poe, che ammira e che tradurrà in parte, si lega a Marie Daubrun, la douce femme dagli occhi verdi de I fiori del male, e partecipa ai moti rivoluzionari del 1848, per ragioni private più che politico-ideologiche.
Infatti, Baudelaire era un borghese con pose aristocratiche, ammiratore del reazionario de Maistre, non certo un rivoluzionario democratico. Gli esiti della rivoluzione lo deludono, come in seguito il colpo di Stato del 2 dicembre 1851 (la presa del potere di Napoleone il Piccolo, in seguito di Napoleone III).
Il poeta maledetto
Prodigiosamente incline al dolore e alla solitudine, collerico e impulsivo, completa il proprio processo di autodistruzione col vino, l’hascisc, eccitanti che hanno come effetto diretto il rafforzamento della distanza dal conformismo borghese di cui ha orrore. Il legame torbido e tempestoso con Jeanne, la “Venere Nera”, continua, inframmezzato da altri amori.
Nel 1857 pubblica I fiori del male. Il libro subisce ben presto un processo, seguito da condanna per “immoralità” (nello stesso anno Flaubert è processato per Madame Bovary, venendo assolto, anche per le sue aderenze borghesi, che mancarono a Baudelaire) e molte poesie giudicate particolarmente scandalose vengono eliminate dalla censura. Baudelaire vive la soppressione dei poemi come lo smembramento di un corpo, la mutilazione di un’opera organica e compatta, “un’architettura segreta” progettata e voluta dal poeta. Ciò gli provoca un “terrore paralizzante” che lo porta a scrivere sei nuovi poemi per sostituire quelli censurati.
Quell’anno stesso muore il generale Aupick e Baudelaire si riavvicina alla madre, verso cui finalmente può indirizzare la sua struggente adorazione di bambino réfousé e verso la quale è pronto a cadere ai piedi come anche, un attimo dopo, a inveire. Pubblica nel 1860 I paradisi artificiali (celebrazione delle droghe che consentono di uscire fuori di sé), prosegue il suo lavoro di critica d’arte lucida ed audace difendendo Richard Wagner, che nessuno in quel momento comprende, l’Olympia di Manet, quando dinanzi alla quale la borghesia indugia, e l’arte delicata di Constantin Guys, pittore della vita moderna, suo speculare confratello artistico.
Mentre è intento a lavori frammentari e diaristici (gli autobiografici Il mio cuore messo a nudo e Razzi), pubblica, nel 1862, alcuni poemi in prosa sotto il titolo di Spleen di Parigi, ed è aggredito sempre più dagli effetti della sua sifilide. Dopo un soggiorno di due anni in Belgio (pretesto per un opuscolo satirico e atroce: Povero Belgio), è colpito da emiplegia e si spegne a...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Storia dell'arte contemporanea - il Romanticismo
-
Appunti sul Neoclassicismo - Esame di Storia dell'arte contemporanea
-
Storia dell'arte moderna e contemporanea - neoclassicismo e romanticismo
-
Appunti sul Futurismo - Storia dell'arte contemporanea