Storia dell'arte contemporanea
Realismo
Gustave Courbet - 1819/1877
Quando si parla di Realismo si parla di fenomeni molto vasti e diversificati e di molte personalità. La carriera di Courbet ha un percorso esemplare perché si trova in un punto di smantellamento della cultura romantica, partendo proprio dall'interno della cultura romantica, perché la formazione di Courbet era quella di un pittore romantico. Lui nasce nel pieno della cultura romantica.
Autoritratto con cane nero - Gustave Courbet, 1842, Petit Palais (Parigi)
È un autoritratto eroico dove lui è vestito da passeggiatore ed è elegante. Si trova in compagnia e poggia il suo bastone sulle spalle ed è accompagnato dal suo cane fedele. Ha uno sguardo fiero e ti guarda dall'alto al basso. Durante tutta la sua carriera, soprattutto nella parte giovanile, Courbet non nasconde una parte autobiografica molto forte e questo è un punto di rinnovamento, perché la cultura romantica puntava alla creazione di una larga cerchia di consenso e a toccare valori in qualche modo universali, e quindi è una cultura "di massa". Courbet pur svegliando un argomento come l'autoritratto (perfettamente integrante della cultura romantica) lo elabora. Se un grande paesaggio da una cultura di massa a una cultura individualista, che regnerà nel corso del secondo '800. Courbet parte da temi romantici.
Lo scultore - Courbet, 1845, Collezione privata
Questo quadro ci testimonia che Courbet parte da temi romantici. In questo autoritratto lui si compiace nel suo travestimento da scultore, ma è uno scultore all'antica. È una specie di messa in scena da romanzo storico, lui si immagina nei panni di uno scultore di età tardo medioevo-inizio rinascimento. L'aspetto curioso non è dato dal fatto che lui si rappresentasse in costume d'epoca, quanto il fatto di scegliere e interpretare il ruolo dello scultore in maniera abusiva; però ancora una volta toccando il fatto del gigantismo della sua personalità. Lo vediamo in un momento di riposo mentre guarda verso la fonte di ispirazione e lo riconosciamo come uno scultore perché ha in mano il martello e un cappello. Nella roccia che sta a destra si vede quello che sta scolpendo, quindi notiamo che sta direttamente lavorando su una roccia naturale e non in uno studio. Una scena in costume tipicamente romantica è l'opera di Ingres intitolata "Paolo e Francesca" (1819, Musée des Beaux arts) in cui rappresenta una scena letteraria.
L'uomo con la cintura di cuoio - Courbet, 1845, Musée d'Orsay (Parigi)
È un altro autoritratto. È una rappresentazione malinconica molto cinquecentesca, è il momento dell'intensa ispirazione. È appoggiato ad un album da disegno, ha una posa molto nobile con una mano sul volto, secondo lo schema della rappresentazione malinconica dell'ispirazione e l'altra mano appoggiata al cinturone. Questa costante rilettura di se stesso passa sempre a dei richiami alla cultura antica e il modello iniziale di ispirazione è stata senza dubbio Tiziano con la sua opera "l'uomo col guanto" (1523, Louvre). Ispirarsi a Tiziano è un procedimento del tutto canonico perché era ammesso e non era un gesto polemico. Però Courbet si è ispirato anche a Caravaggio e precisamente al "Bacchino malato" (1595, Galleria Borghese) e ciò non veniva accettato dalla cultura romantica. Già da giovane Courbet si ispira sia ai maestri canonici sia a quelli non canonici, cioè agli artisti del '60 che era un secolo ombroso.
L'uomo ferito - Courbet, 1844, Musée d'Orsay
L'aspetto romantico nell'opera sembra prevalere perché si raffigura nei panni di un duellante ferito, infatti si nota la spada al suo fianco e dal petto gli sgorga del sangue che intinge di rossa la camicia aperta. È un autoritratto anche questo.
Autoritratto con Virginie - Courbet, 1841, Musée des Beaux Arts (Besançon)
L'opera ha una lavorazione lunga, infatti viene iniziata prima del '40 e finita 10 anni dopo. Ha alle spalle una storia più carnale e individuale/personale che le altre. Nel 1841 aveva iniziato a pensare a questo quadro in questi termini nel suo studio preparatorio. È un autoritratto con la sua compagna dell'epoca Virginie, ma dopo qualche tempo i due si lasciano per cui nella versione finale Courbet cambia completamente idea e non realizza più un quadro che rappresenta la coppia perfetta e felice sotto la frescura degli alberi della campagna, ma trasforma l'amante in un duellante, ma non vediamo il duello ma solo la scena finale che è quella dell'eroe ferito. Questi ci fa capire che sotto una linea di inquadramento romantica, Courbet immette la componente individualista.
Un dopopranzo a Ornans - Courbet, 1848-1849, Palais des Beaux Arts (Lille)
Questo è il primo quadro che manda a Parigi per l'esposizione universale e, forse anche inaspettatamente, il quadro viene accolto, comprato e premiato. Gli altri quadri di Coubert poi non verranno accettati. È un quadro che ha le dimensioni di un quadro storico cioè il quadro da esporre nei luoghi ed è un tipo di quadro che prevede un tema con soggetti sacro, storico o mitologico relativo alla storia antica o contemporanea, come Delacroix che raffigura la Marianna che guida la rivolta del Luglio del '30 oppure Hayez con il soggetto della Venezia antica. Nel quadro di Coubert c'è la raffigurazione di un dopopranzo di 4 persone che si conoscono tra di loro, che sono noti alla comunità di un borgo della Francia, ma nessun altro li conosce perché sono persone qualunque. Il primo a sinistra è il padre di Courbet, quello che ascolta ispirato è un amico e quello di spalle che si sta accendendo la pipa con un carbone ardente preso dal caminetto è accompagnato dal cane che è sotto la sedia ed è il padrone di casa e sono tutti in ascolto del quarto personaggio (che è un amico) che è musicista. La caratteristica sta proprio qui: è un quadro di storia che non rappresenta né re né imperatori, ma rappresenta 4 persone senza storia e senza alcun valore. Probabilmente quello che ha reso accettabile il dipinto è proprio questo. Ornans è il paese di nascita di Courbet e lì viveva la famiglia. Possiamo considerare l'opera come un autoritratto e il quinto personaggio sta al di là dell'opera e la sta leggendo, possiamo definirla come un ritratto in assenza. Dietro al dipinto si intravede l'aspetto colto della pittura perché i modelli erano modelli che potevano essere accettati. Questa scena paesana e familiare è comunque una scena che presenta un aspetto della vita sociale e anche se il riferimento è a una cultura caravaggesca è comunque leggibile il rimando al caravaggismo francese e in più era un'opera che testimoniava dei valori positivi che la vita e la società della campagna francese presentava. Ornans è un paesino della Franca Contea, quindi parte centro-orientale della Francia al confine con la Svizzera. Simile a quest'opera è "Concerto" di Valentin de Boulogne (1622, Louvre). I problemi per Courbet iniziarono da qui in poi, perché tutti i quadri successivi sono stati rifiutati, motivi per i quali lui conserverà questi dipinti e nel 1855 quando si svolge l'esposizione universale di Parigi, lui si presenterà con un padiglione suo in cui riunisce 40 opere sotto il titolo di Realismo.
Gli spaccapietre - Courbet, 1849, collezione Reinhart (Winterthur)
Il quadro è di dimensioni importanti e si concentra su 2 figure insignificanti della gerarchia sociale, per di più non possono passare sotto la categoria dei ritratti. Gli altri erano ritratti, qui ci sono persone di rango infimo e, per di più, sono sistemati in maniera tale da non consentirne l'aspetto ritrattistico: uno è girato di spalle e l'altro ha il volto coperto da un cappello. Si ha di fronte un artista che si interessa di un lavoro povero e delle condizioni dell'uomo che lavora. È necessario sottolineare che la regione da cui veniva Courbet è una regione nativa anche di Proudhon, figura di pensiero socialista fondamentale nei moti del 1848, e i due erano amici.
Funerale a Ornans - Courbet, 1849, Musée d'Orsay
È uno dei due grandi quadri di questi anni. Lo realizza direttamente a Ornans prima di stabilirsi a Parigi. È un quadro gigantesco che ha alle sue spalle solo la grande tradizione rinascimentale, però queste misure così erano usate solo per soggetti di storia. Dietro a questo quadro c'è una storia ma è troppo legata alla realtà del borgo, è la storia di un paese ed in abbinamento c'è la storia del pittore stesso. L'opera è costruita in maniera rigorosa e cerca di testimoniare la pratica del rito. La fossa è al centro della composizione e lo scavatore è messo in posa plastica davanti alla fossa e poi si aprono le due aree del pubblico: donne a destra e uomini a sinistra. Le persone che si vedono sono tutti ritratti dei componenti della famiglia di Courbet. Si vede il prete accompagnato da altre persone della chiesa e all'estrema sinistra si vede un gruppo di becchini che sta portando la bara sulle spalle. Il tutto è immerso in una sorta di vuoto riconoscibile, perché non sembra una scena di cimitero perché non si vedono né tombe né le mura del cimitero, però c'è l'individuazione della zona perché il paesaggio che sta dietro è facilmente riconoscibile, ci sono rocce tipo scogliera che caratterizzano il paesaggio di Ornans. La bara è chiusa e sopra sono rappresentati i simboli della morte. C'è anche un contrasto da lui voluto: i 2 personaggi a destra, accanto al cane, sono vestiti da uomini del tardo '700, cioè quelle figure che erano legate ad un anticlericalismo esplicito che qui viene rappresentato faccia a faccia col prete, quasi ironicamente Courbet confronta la chiesa con l'antichiesa. Nell'opera ci sono anche i "tagli" all'antica: il cane non manca mai e quel taglio narrativo che da un tono di veridicità alla scena, infatti si vede che nello scavare la fossa si sono trovati un osso e un teschio. Ad un certo punto Courbet abbandona questi temi così programmatici e concentrati sulla realtà sociale che da lui stesso proveniva e si immette in una fase diversa, comincia a guardare la società parigina e le abitudini della società borghese, toccherà quindi temi urbani.
Bagnanti - Courbet, 1853, Musée Fabre (Montpellier)
Queste due bagnanti sono una scena che sfiora la satira perché la pittura ufficiale un soggetto del genere l'avrebbe mascherato sotto Venere che esce dall'acqua o comunque sarebbe stato mascherato con una scena mitologica. Courbet invece non fa alcuna etichetta nobilitante alla scena e questa appare molto cruda, infatti si vedono 2 bagnanti quasi sorprese della presenza del pittore che si è affacciato nel sottobosco. In realtà tutto questo serve a Courbet per compiere un'impostazione è una rilettura di un modello che lui non aveva mai preso in considerazione, ed è il modello di Rubens. La donna di Rubens è una donna barocca, che è vistosamente imitata da Courbet. L'opera di Rubens in questione è "Giudizio di Paride" (1634, National Gallery, Londra). Le donne francesi di Courbet che in un giorno di festa sono andate a fare un bagno nel sottobosco diventano un puro pretesto per fare una caricatura del grande modello romantico francese.
Bonjour Monsieur Courbet - Courbet, 1856, Musée Fabre (Montpellier)
Qui è molto studiata la costruzione del quadro e della scena per esaltare la figura di Courbet che in questo caso è presente nella scena in quanto si raffigura, è quello che sta passeggiando in compagnia con tutta la sua attrezzatura e sembra quasi un santo pellegrino. Nel cammino incontra 2 personaggi, che al contrario suo indossano delle vesti realizzate con precisione che identificano il fatto che appartengono ad un rango sociale (lui è quasi vestito da lavoro). La figura che sta più al centro è Alfred Bruyas, un personaggio al quale Courbet deve tutto perché lui ha comprato i suoi quadri e lo ha sostenuto economicamente. I soggetti passeggiavano sulla strada in maniera inversa e per questo si incontrano con Courbet. Bruyas è accompagnato dal suo domestico e quando incontrano Courbet si tolgono il cappello in gesto di saluto ed è da qui che deriva il titolo dell'opera. La costruzione del quadro gioca sulle ombre, si vede l'ombra proiettata di Courbet a terra, mentre l'ombra degli altri è coperta da un albero che non si vede, naturalmente il cane non manca mai. Un altro grande maestro questa volta più vicino a noi, dell'arte pop e britannico è Peter Blake, autore anche di una copertina di un disco dei Beatles che reinventa il quadro di Courbet ambientandolo nel proprio contesto, ovvero la California, e le parti sono modificate: Blake è la figura centrale che si è tolto il cappello insieme ad un suo amico che lo accompagna che fa il ruolo del maggiordomo e stanno salutando il maestro che sta arrivando dalla parte opposta e ha in mano un cappello bianco e quest'ultimo è un maestro del pop inglese: Hockney. Da qui viene il titolo dell'opera "Have a nice day, Mr. Hockney" (1981, Tate, Londra). Intorno si vede il modo californiano: ragazze sui pattini e il cane è sempre presente.
Esposizione di Courbet, Avenue Montaigne, Parigi, 1855
Nel 1855 si parla di esposizione universale di Parigi che aveva la sua sede costruita apposta in Avenue Montaigne e poi fu smantellata. In questa occasione Courbet realizza la sua retrospettiva al margine dell'esposizione universale costruendosi una specie di atelier in cui espone i suoi 40 dipinti più importanti, naturalmente anche il suo padiglione fu smantellato dopo l'esposizione. Per l'esposizione lui prepara un manifesto scritto e fa anche un manifesto pittorico.
L'atelier del pittore - Courbet, 1855, Musée d'Orsay
È il manifesto pittorico della sua esposizione. È un quadro super bocciato e solo nel 1920 fu comprato dal Musée d'Orsay. Anche alcuni sostenitori del realismo e di Courbet non hanno apprezzato questo quadro perché lo hanno ritenuto un quadro troppo "a chiave", cioè un'eccessiva simbologia. È costruito come "Il funerale a Ornans" con un'attenzione al centro del dipinto con la separazione delle figure a destra e a sinistra del centro. Il gruppo di destra raffigura gli amici del pittore, mentre quello di sinistra rappresenta quelli che lui definiva "gli abitanti della morte". Tra la vita e la morte c'è lui seduto sulla sua sedia che sta realizzando un grande paesaggio ed è assistito alle sue spalle da una modella. Sotto al suo cavalletto c'è un bambino con un cane che giocano. Quello che è importante sottolineare non è solo la centralità dell'artista nell'opera, ma anche il tipo di opera che sta eseguendo, cioè un paesaggio ma questo paesaggio non verrà mai eseguito davvero. Il paesaggio è un quadro di memoria, il paesaggio che sta dipingendo è questo riconosciuto come un paesaggio di Ornans, nella sua campagna. La modella si trova lì perché fa parte della sua opera e forse può finire dentro a essa come la fanciulla delle Bagnanti, oppure che ne resti fuori perché ha un altro lavoro. Il modello che viene richiamato è quello nobile dell'arte spagnola, cioè Diego Velázquez che nell'opera "Las Meninas" (1656, Prado) realizza la corte reale con lui che si fa l'autoritratto presentandosi da dietro. La nobiltà di questo autoritratto è che non era stato ritenuto paragonabile a quello di Courbet, per il fatto che Velázquez si rappresenta ai vertici della società spagnola del suo tempo, quindi è una forma di esaltazione sociale perché è immesso all'interno della famiglia reale, mentre Courbet è inserito tra due gruppi di persone di ben altra estrazione sociale. Il paesaggio allude a una importante corrente di paesaggisti francesi che precede l'Impressionismo ed è il gruppo della scuola di Barbizon (Barbizon è un borgo nella zona fuori di Parigi, nella zona di Fontainebleau) ed è un gruppo di artisti che si riunisce per dipingere dal vivo. Vediamo che l'albero del paesaggio di Courbet viene ripreso da "Le querce di Apremont" di Theodore Rousseau, un membro della scuola di Barbizon, l'opera è del 1852 e si trova al Louvre. Dietro alla tela a cui sta lavorando c'è una contrapposizione tra un soggetto sacro e un soggetto profano come il nudo e il paesaggio, per soggetto sacro intendiamo la figura di San Sebastiano che è di tipo accademico, ciò data la posa che è tipica dei modellini di San Sebastiano martirizzato, questo viene ripreso da Pietro Tacca nell'opera "San Sebastiano" (1616, Cassa di risparmio di Carrara).
Individuazione dei personaggi nell'opera
A destra troviamo:
- Baudelaire, amico e sostenitore di Courbet (è il primo a destra)
- Tra Baudelaire e il gruppo a sinistra della coppia c'è uno spazio vuoto: lì inizialmente c'era una figura che era la sua compagna, ma una volta che è finita la sua relazione l'ha cancellata.
- Proudhon (è in fondo) era l'ideale politico di Courbet
- Champflury che era un giornalista e un critico e naturalmente amico di Courbet ma anche di Baudelaire. Lui era autore di un saggio dedicato a Courbet e poi unito in un volume intitolato "Le Réalisme" pubblicato per la prima volta nel Settembre del 1856 e fa un commento della mostra del 1855. Lui dice che il nome Realismo fa orrore con quella sua desinenza pe
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