Anni 70 – la poesia visiva e la narrative art
La poesia visiva viene già sperimentata negli anni 50 e negli anni 70 esplode. Poesia visiva viene utilizzata per indicare un’area di ricerca ampia e di esperienze basate sulla combinazione di parola e immagine. Nei primi anni 50 era stato coniato il termine “poesia concreta” che si riferiva ad un aspetto legato alla strutturazione della parola.
Origini e definizioni
Nel 1963 degli artisti fiorentini, come Stelio Maria Martini, propone questa nuova definizione di “poesia visiva”. La poesia concreta è quella che si rivolge all’articolazione costitutiva della parola, ricombina gli alfabeti secondo un nuovo codice che privilegia soprattutto l’ideografia, quindi si occupa soprattutto dell’articolazione, mentre la poesia visiva si appropria dell’immagine collegandola al suono.
La poesia visiva mette in relazione stretta la sovrapposizione di entrambe le fonti, quindi le immagini che usano le parole e le parole che usano le immagini. La poesia visiva si appropria di immagini collegate alla comunicazione di massa, pubblicità, titoli di giornale. Quindi la poesia visiva si impadronisce di questi elementi stabilendo un tramite diretto tra il mondo pubblicitario e le arti visive. Non è una poesia con le parole ma sono un contesto unico, una novità. Una poesia visiva non può essere letta ad alta voce ma...
Interazioni e influenze
Questo rapporto è importante per stabilire dei contatti con altri ambiti come l’arte concettuale (Vincenzo Agnetti, Kossut) e con la narrative art, soprattutto per l’interazione tra fotografia, immagine che si unisce alla parola.
Poetico Poietico
“Poetico Poietico” è un saggio di Stelio Maria Martini. Poetico è il nucleo immaginativo, relativo all’immagine. Poietico è il nucleo concettuale, relativo al pensiero.
Artisti e opere
Emilio Isgrò
Nato in Sicilia nel 1937, vive e lavora a Milano. Ha cominciato a lavorare come giornalista nel 63, formazione letteraria, lavora al Corriere della Sera per diversi anni ed è convinto che la parola abbia un valore fortissimo; decide di orientarsi verso uno spostamento di matrice dadaista sul piano concettuale, sul valore comunicativo della parola.
- “Volkswagen bianca in campo nero”, 1964
- “Virgola tratta dall’Orlando furioso di Ariosto”
- “Dichiaro di essere Emilio Isgrò” (teoria della cancellatura)
- “Libro cancellato”
- “Alma (in primo piano) dorme nel rosso vestita di rosso”
- “Jaqueline (indicata nella freccia) si china sul marito morente”
- “Alma (a sinistra) corre nel rosso vestita di rosso”, 1969
Luciano Ori
Artista della poesia visiva, 1971.
- “L’arte è se stessa e un’altra cosa”
- “Volo al mattino” 1972-1973 (spartito musicale in cui le note volano)
- “Partitura del telefono k731”, 1974
Roberto Sanesi
- “La stanza”
Lamberto Pignotti
Lavora con i collage, immagini di giornali, riviste, scritte, e realizza delle opere che lanciano dei messaggi molto espliciti, più ambigui in altri, basati sulla sovrapposizione di essi.
- “Evocare l’Italia”, 1964
- “Il signor X”, 1964
- “La super arma”, 1964
- “L’inferno della terra”, 1965
- “Il travagliato cammino della ricerca in poesia”
- “Un sogno in movimento”, 1967
- “Governo in crisi”
- “Fine dell’era della bamalità”, 2006
Ugo Carrega
- “Esprimo il concetto”
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