I musei
I primi due esempi sono definiti musei della memoria. Il primo è il Museo per la memoria Ustica e il secondo è il Museo laboratorio per la mente; entrambi sono stati creati per non dimenticare la vicenda legata al DC9 (volo IH870), quindi la morte di 81 vittime (Bologna) e la questione delle istituzioni dei manicomi, fino alla chiusura degli stessi con la legge 180 (Roma).
Museo per la memoria di Ustica
La strage di Ustica fu un disastro aereo avvenuto nella sera di venerdì 27 giugno 1980, quando un aereo di linea Douglas DC-9 della compagnia aerea italiana “Itavia”, decollato dall'Aeroporto di Bologna e diretto all'Aeroporto di Palermo, si squarciò in volo all'improvviso scomparendo dai radar e cadde nel braccio di mare compreso tra le isole tirreniche di Ustica e Ponza. Nell'evento persero la vita tutti gli 81 occupanti dell'aereo: 61 adulti, 14 bambini, 2 neonati e 4 membri dell’equipaggio.
Fino al 2013 la vicenda del volo è rimasta in sospeso, i “colpevoli” non hanno mai pagato per quello che è accaduto e la verità è stata sconvolgente. L’aereo è stato abbattuto da un missile. C’erano delle esercitazioni militari e la vicenda era nota alle autorità sin da subito ed è stata nascosta per 30 anni. Alle 81 vittime si sono “aggiunte” 11 persone definite sospette; erano dei testimoni che risultavano scomodi, morti tutti negli anni seguenti per incidenti ritenuti sospetti.
Venne detto che potesse essere esplosa una bomba a bordo, però questa tesi viene smentita dal fatto che l’aereo partì con 2 ore di ritardo. Si parlò di cedimento strutturale, anche questa venne smentita da una serie di perizie che vennero fatte dopo lo studio dei reperti dell’aereo ritrovati.
Solo nel 1989 è incaricato un primo collegio formato da 6 esperti in cui si arriva alla conclusione che l’incidente è stato causato da un missile. Nel 1989 i vertici dell’aeronautica militare furono condannati per alto tradimento per non aver fornito i tracciati radar che furono fatti sparire.
Nel marzo 2008 si arriva alla sentenza del 2013 e viene affermato che lo Stato italiano deve garantire al pubblico, a chi vola, una sicurezza assoluta, quindi vengono condannati i responsabili che negli anni alcuni furono anche deceduti. Il missile francese «a risonanza e non ad impatto» destinato ad abbattere l'aereo su cui si sarebbe trovato il dittatore libico Gheddafi, colpì erroneamente il velivolo.
L’aereo rimase a 3600 metri di profondità, i resti furono recuperati nell’arco di 4 anni con immersioni, interventi e parecchie difficoltà; in tutto vengono recuperati 2500 pezzi. I pezzi vengono puliti e ricomposti. Nasce a questo punto l’idea di un museo, un ruolo importante l’ha giocato la senatrice Daria Bonfietti (presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime Strage di Ustica) che si batte per tutti questi.
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