EDWARD HOPPER 1882-‐1967
Egli ritrae soprattutto la solitudine delle donne e dell’America in generale.
È un pittore realista ma non si ritrova nella definizione, è privo di virtuosismi ma vuole anche andare oltre.
Nasce a New York da una famiglia borghese, amava frequentare i porti perché amava l’ingenieria navale, si recava
molto spesso sul fiume Hudson che lo influenzava molto.
Venne indirizzato verso la pubblicità dai genitori ma non faceva per lui. Seguì i corsi di William Case (trae
ispirazione dal mare e ha una cura per il dettaglio) e Kennet Miller (realismo sociale con una pittura pulita e
ordinata) e Robert Harry (una pittura non staccata dalla vita e che si ispirava al quotidiano). Questi artisti lo
influenzano molto. Viene influenzato anche da REMBRANT e si ispira a riprendere la pittura del passato e anche
da VERNER (dava un senso di tattile alle sue opere).
Le sue prime opere erano dei ritratti (non c’è introspezione psicologica, li usa solo per mettere in risalto la luce)
Dopo il diploma lavora come pubblicitario e con i soldi guadagnati vola a Parigi (erano gli anni delle
avanguardie), non era interessato solo all’atmosfera ma anche agli artisti come Degas e Cezanne.
PRIMO PERIODO NEWYORKESE dipinti monocromatici
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SECONDO PERIODO PARIGINO tavolozza di colori molto variegata
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TERZO PERIODO lavora a memoria quindi nello studio
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Prende parte al movimento “THE 8” con il quale espone anche dei quadri.
Con il secondo viaggio in Europa egli diventa un REALISTA ma con un’attenzione verso le forme geometriche.
Al suo rientro il gruppo si è modificato e dipingevano soltanto paesaggi.
Con Harry fa una mostra ma fù un disatro perché vi partecipavano le avanguardie e l’america non era ancora
pronta.
Successivamente Hopper progetta la propria casa nei Maine e dipinge paesaggi.
BOIS fù una persona importante perché si interessò per primo ad Hopper e realizzò la prima sua mostra ma non
ebbe successo.
Decide di sperimentare nuove tecnice come l’ACQUARELLO e l’INCISIONE, conosce anche una donna (Josephine)
e da quel momento la sua creatività è maggiore.
Le persone che dipinge Hopper sembrano sempre non avere un’occupazione.
Grazie ad una mostra a New York diventa un’artista affermato.
GRANDE BACINO
Attenzione verso la luce, coglie anche scorci inutili che sono però particolari
STAZIONE DI UNA PICCOLA CITTà
Interesse per gli scenari abbandonati. Maturazione.
CASA A CAPE COD
Fa molti quadri ispirati all’america. Ispira molto gli americani soprattutto HICKOCK e i film horror.
Il boschetto è un elemento che compare in molte sue opere.
MATTINO IN SOUTH CAROLINA
È un miscuglio di varie cose e di vari ricordi ed è dipinto durante la terza fase, attraverso la quale grazie alla sua
memoria egli dipinge i quadri.
I DUE ATTORI
È la sua ultima opera, si presuppone sia lui con la moglie ed è un quadro che conclude il ruolo dell’artista
AUTORITRATTO
Matita.
Autoritratto primo di espressione
SOIR BLEU
Opera del periodo parigino. I personaggi sembrano messi a casa o non c’è comunicazione tra di loro. L’uomo
utilizza la maschera di pierrot per nascondersi, il personaggio con il cappello può essere Van Gog
FINESTRA DI NOTTE
Usa un punto di vista inusuale anche perché ci mostra qualcosa di non usuale. Hopper raggiunge l’obbiettivo degli
astrattisti perché lascia dei buchi nella narrazione dei suoi quadri, la narrazione è incompleta e anche ambigua.
CHOP SUEY
Si rifà all’insegna, la donna è molto simile a quella di un altro quadro.
MANSARDA
Acquarello
STANZA D’ALBERGO
La completa solitudine in attesa del viaggio, ambiguità data dal cappello della donna.
CARROZZA
Solitudine del viaggio
CINEMA A NEW YORK
Il punto di vista è che taglia la parete, usa un’inquadratura cinematografica, rappresenta la solitudine della donna
e del gruppo.
GAS
Fa riferimento ai suoi ricordi
NOTTAMBULI
È esemplificativo del modo di pensare di Hopper. Dipinge la solitudine di una grande città, grandissima e sola. La
solitudine interiore viene dipinta con il gruppetto di persone che non comunicano tra di loro.
SOLE DI MATTINA
Si avvicina ad una pittura metafisica, è un quadro primo d’aria perché è troppo lineare, i colori della donna
sembrano i colori di un cadavere.
SOLE IN UNA STANZA VUOTA
La luce rende interessante un’angolo di una casa vuota
AUTOMAT
Si rifà ad una serie di quadri riferiti a Degas e a Cezanne e all’assenzio, rappresenta la solitudine ma anche la noia.
SCOGLIERA
Opera grossolana
PONT
Si rifà a pittura di Manè
AVVICINARSI ALLA CITTà
Comincia la fase metafisica che lo avvicina a Dechirico
VIDEO
CROSSING
Due occhi che guardano attraverso un treno e la possibilità di avere stimoli dalla città.
SARAJEVO VERTICAL
Quest’opera crea una serie di vibrazioni visive, sono fotogrammi che riprendono la sommarietà e determinano un
continuo bombardamento finalizzato ad impnotizzare e a creare un senso di fastidio e turbamento.
PERCORSO SULLA FINESTRA
La finestra viene vista come un cambiamento tra i vari periodi oppure tra i vari artisti.
Viene usata per la prima volta dai Romani e successivamente anche nel Rinascimento.
Dal 400 al 600 DA VINCI e BRAMANTE utilizzano la finestra come elemento funzionale e prospettico, si
concentrano molto sulla finestra che dona profondità e sulla tecnica da utilizzare.
-‐ MADONNA DE GAROFANO
-‐ CRISTO ALLA COLONNA
Dal 300 al 400gli artisti cercavano una teorizzazione e se con la nascita dei trattati il ruolo dell’artista cambia è
perché si interessa della prospettiva. PIERO DELLA FRANCESCA pubblicò un trattato sulla prospettiva.
ANNUNCIAZIONE DI CRISTO e FLAGELLAZIONE DI CRISTO usano le regole e hanno le caratteristiche per mettere
in atto la prospettiva.
TIZIANO – VERGINE D’URBINO
Colonna e vaso di fiori
CARAVAGGIO – VOCAZIONE DI SAN MATTEO
La finestra è teatrale, egli cura molto la finestra e lo fa per non fondere la luce divina con una possibile luce che
dovrebbe venire dalla finestra murata
VASO DI FIORI
L’artista si concentra solo sulle nature morte di fiori, inserisce le finestre solo per far emegere i vasi di fiori
BOSSE – INCISIONI
Tutte hanno una finestra per dare dinamicità.
DE WITTE
È un’artista fiammingo (i fiamminghi furono molto importanti, erano molto minuziosi e creano anche i colori), si
concentra sull’arredo.
HOOCH
Interni semplici con colori caldi, la finestra da luce e diventa importante quanto il soggetto
VERMEER – LA LATTAIA
Molto famoso, la luce da un forte realismo alla materia. La finestra è presente in quasi tutte le sue opere.
HOOGSTRAFEN
Il nostro punto di vista è esterno, è anche centrale e mostra la finestra dall’esterno.
DAL 1800 AL 2000
ZELENSTOV
Famoso per i suoi disegni colorati, usa aperture di spazi aperti e chiusi, usa molto la finestra ma anche lo
specchio.
MAGRITTE – IL BALCONE DI MANET
Ritrae delle persone che sono morte, ritrae la finestra dall’esterno dove diventa un fattore estetco e crea una
cornice nella cornice
MORISOT
L’unica donna impressionista. Usa la luce esterna ma dipinge degli interni (anche degli esterni), dipinge una
finestra dove la luce si fonde con tutto il resto.
Ritraeva dei bambini, l’arredo, la cucina e la finestra era importante.
MATISSE
Appartiene ai FAUVES. Ingloba nei dipinti tutti i soggetti dove la finestra viene inserita per dare anora più caos a
tutto perché non ha tridimensionalità, dà due punti di vista. I colori usati amplificano la tecnica confusionaria.
L’interno è con una finestra aperta dove inserisce lo specchio come elemento di destabilizzazione.
TENDA EGIZIANA texture di foglie di una palma all’esterno della tenda che si confondono
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BONNARD
È a metà tra puntinismo e altro. Crea opere vibranti con colori esplo
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