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Storia dell’arte – Introduzione alla storia e alla storiografia

Che cos’è la storia?

Marc Bloch istituisce la scuola di storia a Strasburgo: “Fare la storia è un modo di cercare un’identità”, architetture che sono emblemi della storia occidentale. Hi-storia= “indagine, ricerca”; storiografia = “elaborazione o stesura di opere storiche condotte con metodo scientifico e critico. Storia = passato NO -> scuola antica.

Quando studiamo un’opera d’arte sui libri, la stiamo solo studiando, il libro non è l’opera d’arte; i fatti sono diversi dalla storia, perché ormai essi sono già successi e non esistono più. Marc Bloch in “Apologia della storia”, espone il suo relativismo storico, per cui non esiste una sola storia, ma ne esistono molte.

Il pensiero di Leopold Von Ranke

1824: secondo Leopold Von Ranke “Compito dello storico è ricercare i fatti così come sono realmente accaduti”, “History of the Latin and Teutonic Nations from 1494 to 1514”; relativismo superabile con certi criteri. Apologia= esaltazione, racconto direzionato a raccontare una verità già nota; storia positiva, lontana dal raccontare i fatti come sono realmente accaduti. Ranke ha come obiettivo quello di evitare una storia apologetica, siamo nel pieno del Positivismo.

Edward Carr e i fatti storici

Edward Carr ad inizio Ottocento si chiede quali siano i fatti che meritano di essere raccontati, e da chi dovrebbero essere scelti: è lo storico, ma quali fatti? Aleatorietà, relativismo ancora più profondo, rischio di cui gli storici sono consapevoli. “I fatti storici non esistono finché gli storici non li creano”, “What is history”.

Metodologia storica

  • Ricerca delle fonti, che consentono di parlare del determinato fatto storico, esse lasciano una traccia di esso;
  • Corretto uso delle fonti;
  • Verifica delle fonti;
  • Confrontabilità delle fonti.

Fino al ‘700 storia come apologia, fatta di elite: limite della posizione dello storico e della società ad esso connessa. Benedetto Croce “ogni storia è sempre storia contemporanea”.

La Scuola degli Annales

Bloch e Febvre istituiscono la “Scuola degli Annales”, poiché secondo loro bisogna porre fine alla storia dei potenti, temi che ha senso raccontare. Non bisogna più raccontare solo i grandi eventi, ma anche quelli minori; farsi carico di un’interdisciplinarietà, confrontando metodi diversi. Le fonti diventano, quindi, tantissime poiché non sono solo orali o scritte, fonti primarie e secondarie. Secondo gli storici degli Annales, per esempio, non bisogna più studiare solamente i pittori principali e le loro opere, ma andare al di là di quest’ultime e studiare anche il loro committente, la fortuna critica, le questioni politiche e stilistiche.

Fernand Braudel e la lunga durata

Fernand Braudel, allievo di Bloch e Febvre, introduce il concetto di “Lunga durata”, structuralismo = postula che la società sia costituita di strutture che persistono nel tempo, che resistono a grandi mutamenti storici; criterio di scelta, ovvero i fatti sono rimasti vivi per una lunga durata di tempo che fa parte della nostra identità, nonostante ci siano mutazioni e cambiamenti repentini.

Anni ’50: storia quantitativa

Storia quantitativa: polverizzazione attraverso una serie qualitativa di dati del fatto storico; più è alta la quantità di dati, più è significativo il fatto. Microstoria = analisi minuta di fatti storici minori o di questioni storiche apparentemente minori; essa mi aiuta a capire anche gli eventi più grandi. Carlo Ginzburg, “Il formaggio e i vermi”: attraverso l’indagine dei processi dell’Inquisizione dimostra che nel ‘500, in una provincia remota, esiste una circolazione di libri tra persone che dovrebbero essere in realtà analfabeti; anticultura, non è vero che nel Cinquecento i libri erano solo degli ecclesiastici e dei ricchi, ma anche di una cultura alternativa.

Le avanguardie del Novecento

Introduzione alle avanguardie

Avanguardie = stacco molto netto, iniziano ad essere abbandonati gli stilemi dell’arte Ottocentesca, basata a sua volta dal Rinascimento in poi. Agli inizi del Novecento, quindi, abbiamo uno stacco molto netto dovuto dal fatto che già alla fine del XIX secolo ci fu una rottura; il Rinascimento aveva già, di per sé, delle proteste contro il Decadentismo. Si scoprono nuovi materiali, e di conseguenza, si diffondono i colori industriali. In questo periodo abbiamo anche un cambiamento nella politica: la Belle Époque sta crollando, rottura con l’Europa Modernista. Eredità della cultura Romantica, il tema centrale dell’avanguardia è una ricerca linguistica; infatti l’opera d’arte ricerca degli strumenti per esprimere un contenuto all’interno della ricerca linguistica. Non interessa il soggetto, ma sperimentare delle nuove forme linguistiche per esprimere un concetto: ne è un esempio Picasso.

Opere significative delle avanguardie

Composizione con grande rosso, giallo e blu”, P. Mondrian. “Quadrato nero”, Malevic indaga i mezzi stessi della pittura, sottolinea la sua pura dimensionalità.

Colazione in pelliccia”, Meret Oppenheim. L’oggetto diventa scultura, ricerca sul linguaggio (= letteratura del Novecento).

Il colore

Può essere utilizzato in maniera naturalistica o antinaturalistica. “Gioia di vivere”, Henri Matisse, 1905-1906, The Barnes Foundation, Merion (USA). L’artista ricrea un’elaborazione della realtà in cui il colore cerca di esprimere uno stato d’animo (Alfred Barr, “Diagramma sullo sviluppo dell’Arte Moderna”).

I movimenti artistici del Novecento

Movimento = gruppo che ha un programma pubblico, come Dada, Futurismo, Espressionismo. Fauves e Cubismo sono gruppi accomunati da una comune espressione. La maggior parte dei nomi nasce dalla critica, non dal gruppo degli artisti.

La metropoli è un tema ricorrente e, in alcuni casi, un tema negativo. Rielaborazione del dato naturale = elementi basilari che diventano il linguaggio, astrazione; i segni non devono essere qualcosa di riconoscibile, ma sono il risultato di una sintesi.

Primo acquerello astratto”, Kandinskij. “Case a Murnau”, Kandinskij.

L'arte primitiva e il primitivismo

L’arte primitiva non è una scoperta dell’Avanguardia, già la mancanza di prospettiva era ricorrente nell’arte giapponese, che invece accentua l’elemento grafico, come la linea. Il primitivismo è importante perché viene visto come un retaggio in cui ci si libera dall’Arte Occidentale; è un’arte spontanea, senza le regole di quella Occidentale.

Demoiselles D’Avignon”, Picasso, 1906-07, New York, Museum of Modern Art. Fine del periodo nero di Picasso. L’estetica del viso e lo spazio che scompare è primitivismo.

I Fauves

Nasce nel 1905 a Parigi, durante l’esposizione del Salon D’Automne (Matisse, Derain, De Vlaminck, Dufy). Temi che li rappresentano: forzatura cromatica e del disegno, linee che vanno ad esprimere sensazioni estetiche; queste opere non vanno lette come enunciati formali, esse sono autosufficienti, cioè devono semplicemente esprimere sé stesse, non l’esterno. C’è anche una totale mancanza di prospettiva.

La Danza”, Matisse, 1909-10, Museo dell’Ermitage, S. Pietroburgo. Il colore è piatto, e la linea è fondamentale. Arte decorativa, la decorazione consiste nell’organizzazione degli elementi dell’autore in modo espressivo; ovvero linea, colore e disegno. “La stanza rossa”, Matisse, 1908, Museo dell’Ermitage, S. Pietroburgo. Dimensione positiva, non ci sono sovrastrutture ideologiche. Il colore è violento, crea uno shock visivo.

L'espressionismo tedesco

Al contrario dei Fauves sono presenti nell’Espressionismo tedesco ideologie politiche. La Germania era in una situazione politica difficile. Un documento importante è la ricerca dell’arte infantile (Die Brucke), ovvero mettere in evidenza l’espressionismo dei bambini, che non hanno nessuna sovrascrittura o pregiudizio, ma è spontanea.

L’Urlo”, Munch, 1893, Galleria Nazionale, Oslo. Espressività immediata dei bambini. Concezione panica e spiritualità della natura. “Strada a Berlino”, Kirchner, 1913, Museo Brucke, Berlino.

Il cubismo

Si sviluppa in Francia, all’inizio del Novecento. Nuova visione dell’universo, data dalla scoperta di Einstein. Cezanne sviluppa una cultura totalmente opposta all’Impressionismo: la natura viene raffigurata con forme come cono, cilindro e quadrato; abbiamo, infatti, un’accentuazione volumetrica, non c’è un Naturalismo visivo. Per raffigurare la natura in questo modo Cezanne utilizza una pennellata costruttiva, ovvero che crea volume; cristallizzazione dei volumi. L’obiettivo è quello di riflettere sulla percezione e la restituzione della realtà, in cui entrano in gioco altre dimensioni, che non sono percepibili (tempo). Non si vuole restituire il movimento, ma il dato visivo è restituito in un collasso di tempo; questo rende le immagini tassellate, con una diversa percezione nel tempo e nello spazio.

Cubismo analitico = si analizza l’elemento visivo che non rappresenta la vera realtà. Le opere diventano sempre più astratte, per questo si aggiungono elementi che sono riconducibili alla realtà.

Cubismo sintetico = iniziano ad apparire superfici più larghe, l’oggetto è sempre frammentato ma è più riconducibile alla realtà; c’è una fase di ritorno ad una composizione più ordinata visivamente.

Bicchiere di assenzio”, Picasso. È una forzatura estrema della scultura, introduzione dell’elemento reale nell’opera d’arte; questo tema avrà un maggior sviluppo nell’arte Dada. C’è una volontà di far collassare due livelli: livello artistico e oggetto comune, ovvero la realtà. Arte + quotidianità.

Guernica”, Picasso, 1937, Museo Nacional centro de arte Reina Sofia, Madrid. Opera d’arte Realista ma non Naturalista dal punto di vista pittorico. Negli anni ’40 Picasso diventa il modello da seguire; sviluppo del cubismo sintetico.

Periodo surrealista

Ritratto Marie Therèse Walter”, Picasso, 1937, Collezione privata.

Ritratto di Dora Maar seduta”, Picasso, 1937, Parigi, Museo Picasso.

Astrattismo

I movimenti d’astrazione si sviluppano a partire dal 1910; essi si dividono in astrazione geometrica e astrazione lirica. “Albero rosso”, Mondrian, 1908, L’aja, Geementemuseum. “Albero argentato”, Mondrian, 1911, L’aja, Geementemuseum. Mondrian inizia come Fauves/Espressionista; forte deformazione del senso visivo e uso forte del colore.

Melo in fiore”, Mondrian, 1912, L’aja, Geementemuseum. Albero evocato dalle direttrici verticali con rami che diventano l’intersezione di linee verticali e orizzontali, neoplasticismo. Mondrian è un teosofico: “Il pittore olandese Piet Mondrian (1872-1944) s’iscrive alla Società Teosofica nel 1909. Anche lui compie la transizione, tipica dei pittori teosofi, dal Simbolismo all’astrattismo. Mondrian crea il «neoplasticismo», una forma di astrattismo che nel 1922 descrive come «arte teosofica nel vero senso della parola»”; l’assolutismo filosofico della teosofia vede la verticale e l’orizzontale nella concezione del mondo. La linea è l’evoluzione del punto, ricerca linguistica. L’opera è una superficie, non si può esprimere una realtà diversa con profondità; per questo due caratteristiche sono il colore piatto e la mancanza di prospettiva. L’astrattismo geometrico utilizza come lessico le figure pure perché sono così e basta, non esprimono nient’altro.

Il suprematismo russo

Stoccata al Figuratismo: riduzione a zero della pittura, già una superficie bianca è una struttura d’arte. Kandinskij ha dato origine all’astrattismo lirico; lui nasce come Simbolista Fauves, e la sua arte si evolve. Mancanza di Naturalismo e ricerca dell’arte primitiva Russa, entrando anche nella ricerca etnografica.

Progettazione futurista e influenze

La città nuova”, Sant’Elia, 1914, Roma, Collezione privata. Dimensione architettonica futurista.

Pubblicità Campari”, Depero. Dimensione omnicomprensiva del Futurismo.

Grattacieli e tunnel”, Depero, New York, 1930. Forte influsso delle evoluzioni; pittura composta da volumi.

Dada

Il protodadaismo nasce a Zurigo, con un manifesto, nel 1916, nonostante avesse origini in ambito americano; siamo nel periodo della Prima Guerra Mondiale, quindi un momento di grande crisi. Tutto ciò sfocerà nel liberty, in cui si ripone la positività del Moderno. Gli artisti di questo movimento hanno formazioni diverse, per lo più quasi espressioniste; ambito Dada: concezione nichilista.

Avant Ma Naissance”, Jean Arp. Casualità, concetto della negazione dell’intenzionalità dell’artista e all’affidamento al caso. Concetto molto importante per l’arte del Novecento. “Ruota di bicicletta”, Duchamp. L’opera d’arte è semplicemente contenuto, l’oggetto è opera d’arte, intenzionalità dell’artista. Colpo al sistema artistico, non si sa più chi sceglie cos’è e qual è un’opera d’arte. L’idea diventa predominante.

Masque”, Janco. Segna un movimento di rottura rispetto al Futurismo: il Dada ha un rigetto e una totale rifondazione di ciò che era precedente; avanguardia più radicata.

La Metafisica

La Metafisica nasce dalla figura di De Chirico, artista che inizialmente prende parte al Simbolismo: tutto ciò che è figurato si fa allegoria; il surrealismo nasce da questo movimento. Livello di estraniamento (Nietzsche). Gli oggetti rappresentati non hanno nulla in comune, ma c’è un salto al livello della Metafisica; recupero della cultura visiva tradizionale. Primo passo involutivo dell’avanguardia: dopo aver distrutto c’è una necessità di voler ricostruire, riallacciare un filo che si era rotto in una realtà completamente cambiata. Momento di rottura con la fine della seconda guerra mondiale: Picasso ritorna al periodo classico. La stessa cosa capita con la metafisica.

Natura morta”, Morandi, 1918, Milano, Collezione Jesi. Ritorno alla tradizione.

Il Surrealismo

Nasce dal Dada, come costola, e gli artisti più importanti di questa corrente sono Magritte, Dalì e Mirò. Esprime l’inconscio: siamo nel periodo di Freud e dei suoi studi sulla psicanalisi. Caratteri: eliminare il controllo razionale e liberare la componente dell’inconscio; unire oggetti che non hanno niente a che fare in un contesto totalmente al di fuori, che crea spaesamento. L’oggetto surrealista è un oggetto comune su cui viene fatto un intervento.

Uso della parola”, Magritte, 1928-29, Los Angeles, County Museum. Percezione delle cose.

Il carnevale di Arlecchino”, Mirò, 1924-25, Albright-Knox Art Gallery, Buffalo. Surrealismo astratto, dimensione surrealista e pittura astratta; non c’è la volontà di essere non figurativi.

L'Arte Degenerata

Anni ’30, depurazione artistica: vennero bruciate queste opere. Opere gradite al Nazismo: culto della bellezza ariana, eroismo, cultura antica, muscolarità, dignità ariana, famiglie lavoratrici, purezza della razza. In Italia c’è un ritorno all’ordine con una nuova oggettività e recupero dei valori tradizionali; rivista Novecento e rivista Figure Plastiche. Tutti gli artisti si iscrivono al partito Fascista: affermazione di uno stile unitario.

L’allieva”, Sironi, 1924. “Silvana Cenni”, Casorati. Recupero della tradizione già dagli anni ’10, diversamente dall’arte nazista.

Arti decorative

Oggetti che contengono una volontà artistica e vanno al di là di una semplice esecuzione, ma che hanno una funzione concreta, e non prettamente estetica (diversamente dalla pittura). Le arti decorative riescono a tener conto dell’aspetto artistico e funzionale, sono oggetti sia belli che utili. All’origine queste opere erano progettate da un’unica persona: l’artigiano, e partire dall’Ottocento, con la produzione industriale, vengono considerate alla pari delle arti figurative; la distinzione tra arti minori e arti maggiori non esiste più. Ornamentale = serve a dare un decoro all’ambiente, che non è causale. L’ornamento è la caratterizzazione delle arti decorative. Nel Settecento la distinzione tra chi crea arti figurative e chi crea arti decorative si fa molto netta, a causa dell’industria. Il prodotto industriale risulta, però, di qualità inferiore ed eclettica: la proliferazione dei riferimenti del passato creano una perdita di identità. Ai nuovi materiali e nuove forme John Ruskin si oppone, e riprende il lavoro della bottega artigianale; William Morris ne dà invece una connotazione socialista e capitalista, tendendo verso un modello medievale, e riprendendo alcuni stilemi del tempo: acquistano valore le arti decorative. Questo perché aderiscono alla quotidianità, al contrario dell’arte figurativa che acquisisce un carattere più elitario.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Valenina_Poli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Poli Stefano.
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